venerdì 22 luglio 2011

Nata femmina in Italia, riassuntivo degli ultimi giorni

Per chi come me non avesse seguito gli ultimi sviluppi del programma di sterminio, morale e fisico, delle donne in Italia.
Siamo arrivati a quota ottantatré (83) donne uccise, il ventotto giugno eravamo a quota settantuno (71), significa che in meno di un mese hanno smesso di respirare, mangiare, passeggiare, guardare la televisione, parlare con un'amica, la mamma, la sorella, il padre, dormire, sognare, lavarsi i denti, andare dal parrucchiere, abbracciare i figli, sperare di fare un viaggio, imparare una nuova lingua, fare sesso, vedere il Louvre o andare a Ibiza, progettare una gita al mare, camminare a piedi nudi con le scarpe in mano per non far rumore mentre qualcuno dorme, cucinare, lavare, stirare, cambiarsi l'assorbente pregno di sangue caldo, andare a fare la spesa, lavorare, discutere col capufficio, il resposabile, pagare le bollette, vivere ottantatré persone, che se fossero state di sesso maschile i giornali parlerebbero di strage, ma poichè sono femmine, quando muoiono non c'è da ragionarci tanto ed  è colpa loro ( Repubblica in questo articolo in cui si dice, per esempio, che l'assassino di Melania non ha colpe perchè infine la colpa è della morta che se l'è cercata), sono solo una più una più una più una ...è come se le donne che muoio per mano di "amati", non si sommassero mai e non facessero mai un numero abbastanza alto per farsi notare, infondo ce lo ripetono fin da bambine che dobbiamo essere buone, fare silenzio, non dare fastidio, nemmeno morte.
E poichè non si da fastidio a nessuno, nè da vive nè da morte, ma meglio morte, in Italia i centri anti violenza chiudono. Perchè ottantatre donne morte non sono abbastanza, l'Italia ne vuole di più, le vuole morte per assassinio, di botte, calci, pugni, meglio se prima qualcuno le ha stuprate, stuprate, stuprate, stuprate, stuprate, torturate, torturate, ecc. non li linko tutti perchè dopo un po' annoiano, sono tutti simili, alcuni incredibilmente, cambia solo il nome, quando c'è, della donna o ragazzina o bambina, il colore dei capelli, ma la storia, non cambia mai, forse è per questo che non basta mai, perchè sembra sempre la stessa? Non cambiano nemmeno le colpe: "Avevi la gonna troppo corta", a settant'anni come a due o a cinque, "Mi hai umiliato", quando lei gli dice che i suoi, di lui, ripetuti tradimenti la feriscono e vuol lasciarlo.
Poi c'è il capitolo i.v.g. l'interruzione volontaria di gravidanza, quella operazione (chirurgica o chimica) che permette alle donne di mettere al mondo figli voluti, amati e sani, soprattutto di non morire tra le mani di medici improvvisati, assumere farmaci a caso per interrompere gravidanze indesiderate, derivanti da stupri, relazioni sbagliate (con uomini abusanti, violenti, egoisti), estrema indigenza (dalla quale non si può uscire perchè in Italia le donne non hanno realmente diritto al lavoro e vengono licenziate per prime), fallimento dei contraccettivi (per altro osteggiati dalla religione cattolica e non adeguatamente supportati dal ministero della sanità). Operazione prevista nella pratica medica e normata dalla legge 194, legge dello Stato italiano, la stessa che ha anche istituito i consultori, che dovevano servire a tutelara la salute delle donne e della famiglia, essendo le donne quelle che partoriscono, indefinitiva, e nessun altro, operazione della quale in questo momento, in Italia, sembra proprio non si possa usufruire, essendo che tutti i medici hanno avuto un reflusso di "coscienza", diventando obiettori. Così anche molti infermieri e infermiere e ostetriche.
Quindi in Italia ti può capitare di fare un'amniocentesi dalla quale risulti che il feto è malato di una malattia incompatibile con la vita, e che questo renda chiaramente inutile portare avanti la gravidanza, poichè alla fine non ci sarà nessun figlio da amare e crescere, e perchè la tua persona (fisica - ormoni, muscoli, pelle, ossa - e psichica - relazione con il figlio, immagine di se, identità, rapporto con il mondo esterno) verrebbe sconvolta ulteriormente e inutilmente; penseresti che questo basti a convincere medici, infermieri e ostetrica che la tua i.v.g. è del tutto legittima, ma sbaglieresti, perchè per gli obiettori nessuna i.v.g. è legittima o forse non è legittimo far perdere loro tempo con un'operazione noiosa e infruttuosa dal punto di vista della carriera, e così ti può capitare che, anche se ti trovi in ospedale, te la devi vedere da sola, senza spiegazioni, senza assistenza, senza umanità.
Che nessuno si sorprenda, quindi, se sente una femminista dire che alle donne, in Italia, dev'essere ancora riconosciuto lo status di essere umano.

Bimba di 5 anni violentata da tre 15enni nel Tarantino

TARANTO - Una bambina di 5 anni sarebbe stata costretta a subire abusi sessuali da tre quindicenni in un comune della provincia di Taranto.
C'è massimo riserbo da parte degli inquirenti che stanno indagando dopo la denuncia presentata dai genitori della piccola. L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi in una zona isolata a ridosso di un comprensorio di case popolari.
La bimba sarebbe stata attirata in un casolare e violentata dal branco. Ai genitori ha detto di essere stata aggredita da tre ragazzi. Non si sa per ora come i carabinieri, che si occupano delle indagini, siano riusciti a risalire ai tre quindicenni come presunti violentatori.
PICCOLA HA RACCONTATO FASI AGGRESSIONE - Le fasi da incubo dell'aggressione subita dalla piccola di cinque anni violentata da tre adolescenti nel tarantino sono state raccontate dalla stessa bambina: prima ai genitori e poi agli investigatori che hanno raccolto i particolari degli atti descritti, anche con disegni espliciti che sono stati utilizzati da investigatori e psicologi. Al rientro a casa la bambina che portava sul corpo i segni delle violenze è stata condotta in ospedale dove è stata visitata e curata. Uno dei componenti del branco sarebbe stato già individuato e si cercano gli altri due. Per ora nessuna misura è stata adottata nei confronti di alcuno dei tre.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/07/22/visualizza_new.html_782435167.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

mercoledì 13 luglio 2011

Domodossola, la vittoria delle mamme con il pancione

Una delegazione a Torino, strappa al direttore generale della sanità piemontese la promessa che a settembre il punto nascite dell'ospedale sarà riaperto

di SARA STRIPPOLIHanno vinto le mamme con il pancione. Il punto nascite di Domodossola riaprirà, forse già nei primi quindici giorni di settembre. Dopo aver ascoltato le ragioni della delegazione di Domodossola, il direttore regionale della salute Paolo Monferino ha ingranato la retromarcia e ha promesso che le mamme con il pancione riavranno il loro servizio. Non solo. Nei primi giorni di agosto, ha annunciato una sua visita a Domodossola per verificare personalmente le condizioni della struttura e dei suoi bisogni. Terzo punto dell’accordo, una videoconferenza che si svolgerà lunedì o martedì, in cui sarà discusso il piano di emergenza messo a punto per affrontare i parti difficili. Saranno mantenuti a Domodossola, mentre quelli ordinari saranno dirottati a Verbania durante il periodo di chiusura.
Il sindaco di Domodossola, che ha partecipato al lungo incontro con il sindaco di Crevoladssola Giovanni Rondinelli e il vicesindaco di Villadossola Marcello Perugini, è soddisfatto: «L’ingegner Monferino ha dimostrato grande concretezza, ha preso in considerazione distanze e chilometri e ha capito che il nostro punto nascite è importante per il territorio». Tiziana Zazzari del comitato di mamme tira un sospiro di sollievo: «Siamo state rassicurate e siamo contente di aver avuto risposte che ci lasciano più tranquille per il futuro del Punto nascite».
 
(12 luglio 2011)

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/12/news/domodossola_la_vittoria_delle_mamme_con_il_pancione-19047844/

martedì 12 luglio 2011

Mamma e figlia insieme all’esame di maturità

L'istruzione è uno degli aspetti chiave dell'emancipazione, poichè permette di avere maggiori possibilità di lavoro e sopratutto di acquisire consapevolezza sociale.
Questo articolo si collega ai recenti tagli alle scuole serali. Quante sono le persone, non solo donne, che grazie alle serali hanno potuto conseguire un diploma? Migliaia. Migliaia di persone che hanno potuto riprendere a studiare, formarsi come cittadini, acquisire una cultura ed in molti casi una professione.
Questo è il gruppo facebook sui corsi serali tagliati dal governo italiano.

...

Mamma e figlia insieme all’esame di maturità

Secondo gli esperti in tematiche adolescenziali, un genitore non dovrebbe mai accompagnare il figlio a scuola il giorno dell’esame di maturità, ma la vicenda che ha come protagoniste due insolite maturande di Perugia sembra sfatare questa teoria, perché le due studentesse sono proprio madre e figlia.

Hanno frequentato le scuole serali insieme e così, fianco a fianco, hanno sostenuto le prime prove della maturità. La madre è Rosalba Perin Mantello, di 54 anni, mentre la figlia è Valentina Corsi, una giovane ragazza agguerrita che dopo un anno di standby ha deciso di tornare sui banchi e diplomarsi.

Alle prese con le prime esperienze lavorative come baby sitter e commessa in una tabaccheria, Valentina ha infatti ripreso in considerazione l’importanza di un diploma grazie alla tenacia della mamma Rosalba.

“Mia madre frequentava già il corso serale e mi ha contagiata. E fa un certo effetto oggi trovarci qui tutte e due.”

Stesse esperienza ma, tuttavia, scelte diverse di fronte ai temi della prova di italiano. Per la mamma meglio affrontare le problematiche legate all’alimentazione proposte dalla traccia “Siamo quello che mangiamo?”, mentre la figlia ha optato per il saggio breve su “Amore, odio e passione”.

Volete sapere se anche la coraggiosa signora ha fatto ricorso ai soliti trucchetti non consentiti per superare le prove? Decisamente no, perché forse ormai fuori tempo massimo e, soprattutto, perché adeguatamente preparata. Nonostante ciò, è stata la stessa Rosalba a ammettere di aver scritto una tesina multimediale grazie all’aiuto dell’altro figlio, supporto per la parte tecnologica.

“Trucchetti per copiare? Non ho l’età e mi sembrerebbe di prendermi in giro. La maturità, per me, è soprattutto una sfida personale. E poi siamo preparate.”

http://www.diredonna.it/mamma-e-figlia-insieme-allesame-di-maturita-44680.html

Pedofilia e violenza sessuale una donna e una bimba le vittime

Due episodi: uno nel catanese, l'altro a Palermo. Nel primo caso arrestato un carabiniere accusato di aver abusato della figlia di un collega. nel secondo l'uomo avrebbe violentato una bambina di 10 anni

Le offre un lavoro nell'ufficio di cui è titolare la figlia in cambio di sesso: questa l'accusa rivolta ad un carabiniere di 50 anni, arrestato per violenza sessuale nei confronti della figlia di un suo collega. Secondo le accuse della ragazza, l'uomo le aveva fatto delle avance alquanto esplicite. Nel corso delle indagini sono state ascoltate altre giovani che avevano lavorato nello stesso ufficio, ma che si erano licenziate poco dopo: alcune hanno confermato di essere state oggetto di atteggiamenti simili e di essersi allontanate dal posto di lavoro, proprio per evitare tali attenzioni.

Ancora più terribile l'accusa che vede protagonista un 49enne palermitano. L'uomo avrebbe violentato una bambina di soli 10 anni, approfittando del fatto di esser diventato un amico dei genitori. La situazione è degenerata quando, durante un incontro in spiaggia, l'uomo è arrivato ad infastidire e a palpeggiare la bambina proprio davanti agli stessi genitori e alla sua fidanzata, ignari delle reali intenzioni dell'indagato. La madre ha deciso così di rivolgersi alla polizia. E' stata la stessa bambina, tra lacrime e singhiozzi, a confermare tutto.
 
(11 luglio 2011)

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/07/11/news/arrestati_due_uomini_per_molestie_sessuali_una_donna_e_una_bimba_le_vittime-18972717/ 

lunedì 11 luglio 2011

La donna licenziata per i suoi capelli

11 luglio 2011

Sandra Rawline ha fatto causa alla sua ex azienda, che l’ha cacciata per una questione estetica

I capelli di Sandra Rawline sono diventati grigi a vent’anni. Ma lei se n’è fatta una ragione, anzi: ha cominciato a portare con orgoglio il suo colore argenteo: “Questo è quello che sono,” si disse all’epoca. Ma non sembrava pensarla alla stessa maniera il suo datore di lavoro texano.

LICENZIATA – Nell’agosto 2009 il suo capo le si è avvicinato e le ha consigliato in un sussurro di puntare a un’”immagine di alto livello”. La Rawline, 52 anni, ha detto che le era stato chiesto di venire a lavorare indossando abiti “più giovan” e gioielli. Soprattutto, le hanno chiesto di tingere i capelli, e il suo capo si era anche offerto di pagargli la colorazione. Quando si è rifiutata, è stata licenziata in una settimana e sostituita da una donna 10 anni più giovane di lei. Lei ha citato in giudizio l’azienda per discriminazione nei tribunali di Houston. Rawline ha detto al Guardian che il colore dei suoi capelli non era mai stato un problema quando è entrata nello studio dove lavorava: “Ho lavoratp duro per loro”, ha detto, sottolineando che ha vinto il premio per il miglior dipendente nel 2004 e 2005.

REDDITO DIMINUITO - Da quando è stata costretta a lasciare l’azienda, il reddito Rawline è sceso da 48mila dollari come manager a titolo di capitale a 30mila, che oggi guadagna in quanto lavoratore del servizio clienti in un’altra azienda. La società si è difesa bollando le affermazioni dell’ex dipendente come “completamente prive di fondamento e assurde”. L’amministratore delegato della compagnia, Bill Shaddock, ha detto al Chronicle: “Mi piacerebbe assumere un 150enne, se fosse capace.” Ma la Rawline ha detto non c’èa mai stata alcuna lamentela circa la sua performance prima di essere così bruscamente licenziata. Il suo avvocato con sede a Houston, Dowdy Robert, ha dichiarato: “Io credo che nessuno dovrebbe essere imbarazzato o umiliato perché è invecchiato”.

http://www.giornalettismo.com/archives/133115/la-donna-licenziata-per-i-suoi-capelli/

domenica 10 luglio 2011

Domodossola, chiuso il punto nascite le mamme incinte occupano il comune

Hanno occupato il municipio anche di notte, alternandosi a turno, nel presidio, per contestare la chiusura del punto nascite. Una decisione che le costringerà ad andre a partorire a Verbania, a 50 chilometri di distanza di DIEGO LONGHIN


Di certo il pancione non le ha fermate. Chi fra un po' di mesi diventerà mamma si è messa alla guida della protesta, occupando il municipio di Domodossola, dove ha passato le ultime tre notti, nella sala del Consiglio, dandosi il cambio con le altre donne. Un sit-in ad oltranza per dire "no" alla chiusura del punto nascite dell'ospedale della città. "Resteremo qui sino a che non otterremo garanzie per poter far nascere i nostri figli senza dover fare ottanta chilometri di strada", dicono le promotrici del comitato di lotta che, stamani, hanno fatto un blitz anche a Montecrestese dov'era in programma una prova del campionato europeo di trial, per distribuire volantini che le motivazioni della loro protesta.

L'Asl del Verbano Cusio Ossola conferma la chiusura del punto. Uno stop passato come temporaneo, ma in realtà "ci sono i camion che portano via gli arredi". Le neo mamme, quasi mamme e aspiranti mamme non si fermeranno, anche perché è annunciata per settembre la chiusura del servizio pediatrico. Il sindaco di Domodossola è dalla loro parte: "Stiamo mobilitando tutti gli amministratori della zona - dicono - e vogliamo incontrare il direttore della Sanità piemontese, Paolo Monferino. E se riusciremo il presidente Cota: venga a renderci conto delle promesse fatte in campagna elettorale quando aveva garantito che non ci sarebbero stati tagli". La Regione di fronte all'inconsueta protesta ha deciso di andare incontro alle mamme: ha concesso loro, per la prossima settimana, un faccia a faccia con Monferrino, direttore generale della sanità. A Torino, in piazza Castello.

(10 luglio 2011)

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/10/news/domodossola_la_protesta_delle_mamme_con_il_pancione-18934725/?ref=HREC1-8

Il Centro Antiviolenza ERINNA è costretto a chiudere

Il Centro Antiviolenza Erinna è costretto a chiudere: la Provincia di Viterbo ha revocato la convenzione, lasciando un territorio come Viterbo e provincia privo di qualsiasi tipo di struttura in grado di dare aiuto, sostegno e accoglienza alle donne vittime di maltrattamenti, stalking e violenza.
Dietro la fredezza della notizia e delle parole c'è un mondo fatto di volontarie che si sono spese con grande sacrificio per ridare dignità e speranza a donne che a loro si sono rivolte per uscire dalla disperazione e dall'annientamento della violenza e con loro i minori, figlie e figli di queste donne, ai quali con altrettanta violenza viene condizionata la crescita e il futuro.
E tutto questo sembra ancora più assurdo perchè il Centro Erinna, oltre ad essere "l'unico" è anche "unico" nella capacità di inclusione, sostegno, accoglienza ed ha ottenuto risultati eccellenti.
Ci domandiamo perchè non sia stata mantenuta la convenzione almeno fino allla sua naturale scadenza e perchè nel frattempo non si siano attivate le procedure per il rinnovo, come se il problema della violenza non riguardasse, se non in maniera marginale, il nostro territorio.
In questo c'è sicuramente un atteggiamento trasversale della politica che considera sempre quello che riguarda la condizione femminile un problema marginale e che è purtroppo frutto di una non cultura tutta italiana nei confronti delle donne, di cui la violenza, in tutte le sue forme, ne è l'espressione estrema.
La violenza sulle donne ha una sua precisa collocazione: è violenza di genere, è sopraffazione, è distruzione fisica e morale, è volontà di annientamento ed è per questo che occorrono per affrontarla persone preparate culturalmente e psicologicamente come lo sono le volontarie del Centro Erinna.
Inoltre l'Associazione Erinna è un centro di cultura di genere e formazione molto importante: promuove corsi di formazione e di informazione per adulti e nelle scuole, ha scritto e pubblicato il libro "Al centro le donne", ricerca e studio dello stato della violenza sulle donne nella Provincia di Viterbo, che abbiamo presentato a Fabrica di Roma lo scorso anno per la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne e i cui proventi sono stati devoluti interamente al Centro.
Senza il centro ci sentiamo tutte più scoperte, più sole e faremo tutto il possibile perchè la Provincia riveda questa sua incredibile decisione che offende, per la sua mancanza di valutazione dei bisogni e delle esigenze del territorio, la cittadinanza tutta e la dignità delle donne.
L'Associazione Fab(b)rica delle donne aderisce al gruppo FB "ERINNA NON DEVE CHIUDERE: difendiamo il centro antiviolenza della Provincia" di cui condivide metodi e finalità e chiede a tutte le sue simpatizzanti ed associate di iscriversi per sostenere le iniziative che verranno intraprese al fine di bloccare la chiusura definitiva del centro.

Fonte qui

Uomo uccide la moglie nell'Oristanese

Pescatore di 50 anni ha accoltellato la donna dopo un litigio

(ANSA) - ORISTANO, 10 LUG - Un uomo ha ucciso la moglie questa mattina a Cabras, in provincia di Oristano. Renzo Brundu, pescatore di 50 anni, al termine di un litigio con la moglie, originaria della provincia di Cagliari, l'ha colpita con alcune coltellate, ferendola a morte. E' stato rintracciato e fermato dalla Polizia. La coppia ha due figli piccoli, che sono stati accompagnati dagli agenti presso alcuni familiari.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/07/10/visualizza_new.html_787801518.html

sabato 9 luglio 2011

L'azienda che licenzia solo le donne ora fa retromarcia: al via le trattative

La MaVIb di Inzago, in provincia di Milano, aveva preso la decisione di salvaguardare
gli uomini perché "le madri possono stare in casa a curare i figli". Soddisfatta la Fiom

L'azienda si impegna a non avviare alcuna procedura di mobilità e a settembre verrà attivato un tavolo in provincia per valutare gli strumenti da utilizzare per affrontare l'eventuale calo delle commesse, compreso il contratto di solidarietà. Questa in estrema sintesi è quanto emerso dall'incontro convocato dall'unità di crisi della Provincia di Milano per discutere della vicenda della Ma-Vib di Inzago, azienda salita agli onori delle cronache perché aveva manifestato l'intenzione di licenziare solo le sue operaie conservando il posto dei loro colleghi maschi.

La Fiom, che aveva denunciato il licenziamento selettivo e discriminatorio, ha accolto con soddisfazione, insieme con le operaie, la decisione dell'azienda milanese che produce motori elettrici per impianti di condizionamento. "I problemi non sono risolti - ha spiegato la Fiom - ma consideriamo i risultati odierni come un serio passo avanti sulla strada della soluzione positiva della vertenza, un passo avanti che senza la determinazione delle lavoratrici e l'impegno delle istituzioni locali non sarebbe stato possibile".


http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/07/08/news/l_azienda_che_licenzia_solo_le_donne_ora_fa_retromarcia_al_via_le_trattative-18867183/

Violenza sessuale: sevizio' disabile, condannato a sei anni

Ex benzinaio interdetto da pubblici uffici
(ANSA) - GENOVA, 8 LUG - Il gup Roberta Bossi ha condannato a sei anni di reclusione un ex benzinaio di 61 anni accusato di aver violentato una donna disabile di 40 anni e di averle procurato tagli e bruciature su tutto il corpo. Al processo, con rito abbreviato, il pm Stefano Puppo aveva chiesto sette anni.

L'uomo, difeso dall'avvocato Riccardo Pedulla', e' stato anche interdetto perpetuamente dai pubblici uffici e dall'esercizio della curatela e tutela per la durata della pena oltre al pagamento di una provvisionale di 8.000 euro. Il danno, sia materiale che morale riportato dalla donna, assistita dall'avvocato Fabio Strata, sara' trattato in sede civile.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/liguria/2011/07/08/visualizza_new.html_788008879.html

Filmava e ricattava amanti, condannato per stalking a Udine

(ANSA) - UDINE, 8 LUG - Un uomo, Bruno Tonizzo, 68 anni, di Campoformido (Udine), e' stato condannato a un anno e otto mesi per stalking a due donne che filmava e ricattava.

Due le vittime, una donna ucraina di 58 anni che si era sentita minacciare di veder inviati a figlio e datore di lavoro i filmini dei loro rapporti sessuali e una friulana di 35. Il giudice Mauro Qualizza ha invece riqualificato la seconda imputazione di tentata estorsione in tentata violenza sessuale e ha inviato gli atti al pm Andrea Gondolo. (ANSA).


http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2011/07/08/visualizza_new.html_787953139.html

Lucciola aggredita in Friuli, in fin di vita a Udine

Allarme dato da tassista che solitamente la riportava a casa
09 luglio, 09:19

(ANSA) - UDINE, 9 LUG - Una donna di 55 anni, che si prostituiva nella zona di Codroipo (Udine), e' in fin di vita all'ospedale del capoluogo friulano per le ferite riportate in una aggressione.

Gia' nella serata di ieri la donna e' stata trasportata in terapia intensiva e operata alla testa. Secondo quanto si e' appreso sarebbe stata colpita con un corpo contundente - un bastone o una chiave inglese - da un cliente. L'allarme e' stato dato dal tassista che la riportava a Udine a fine giornata. Le ricerche sono scattate subito. La donna e' stata trovata agonizzante nelle campagne di Zompicchia di Codroipo.(ANSA)

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/friuliveneziagiulia/2011/07/09/visualizza_new.html_787922512.html

Stalking: molestie e pedinamenti, così un 26enne è finito in manette in via della Direttissima

Dopo l'ennesimo allarme lanciato dalla donna che infastidiva, un albanese è finito dietro le sbarre. Un blitz nel suo appartamento è fruttato all'uomo anche una denuncia per spaccio: custodiva quasi un chilo di cocaina

Nonostante a suo carico la donna avesse già sporto denuncia e fosse così stato formalmente “ammonito”, lui continuava a perseguitarla. Una passione sfociata in vera ossessione, a suon di pedinamenti, appostamenti sotto casa, molestie e telefonate insistenti. Ma ieri, dopo l’ennesimo allarme lanciato ai Carabiniere dalla giovane bolognese, lo stalker è stato tratto in arresto.

Verso le ore 16.00 la vittima, residente in via Ferrarese, ha chiamato il 112 riferendo di essere stata nuovamente importunata da un suo ex conoscente, che si era poi appostato sotto casa sua, incurante del provvedimento del Questore di Bologna, notificatogli lo scorso 31 maggio, con il quale era stato formalmente “ammonito” dal compiere ulteriori atti persecutori nei sui confronti ed esortato a non avvicinarsi più a lei.

Sul posto è stata inviata una pattuglia, che è riuscita ad individuare e bloccare il soggetto, un cittadino albanese di 26 anni.

SPACCIO & STALKING, DOPPIA REATO. Durante gli accertamenti del caso, il ragazzo è stato sottoposto a perquisizione personale ed è stato trovato in possesso di 3 involucri contenenti più di 23 grammi di cocaina. I militari operanti hanno quindi esteso la perquisizione anche al domicilio dell’albanese, in via della Direttissima, dove hanno rinvenuto ulteriori 650 grammi della medesima sostanza stupefacente, oltre ad un bilancino di precisione, vario materiale idoneo al suo confezionamento e la somma contante di Euro 9.710,00, ritenuta provento di spaccio.

Per il 26enne sono quindi immediatamente scattate le manette con la doppia accusa del reato di atti persecutori aggravati e di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

STALKER RECIDIVO. Le successive verifiche hanno portato alla luce che l’uomo non fosse in realtà nuovo ad episodi molesti. Nei suoi confronti, infatti, lo scorso aprile fu già sporta un’altra denuncia. L’albanese in quell’occasione venne accusato di violenza sessuale da una donna importunata sul treno.

http://www.bolognatoday.it/cronaca/stalking-arresto-via-direttissima.html

venerdì 8 luglio 2011

Rettifica e riflessioni

Ieri sera, sul tardi, è comparso un profilo pubblico, su facebook, che portava il nome di questo blog. Già due volte, nel corso degli anni, Nata Femmina è stato "clonato", ma poi i cloni sono spariti in breve tempo, senza che io facessi nulla, quando ieri il profilo è stato aperto ed ha cominciato a mandare inviti ad altri gruppi e profili femministi o comunque che si interessano alle questioni di genere, anche a causa di una serie di coincidenze, alle quali accenno nei commenti al post precedente Attenzione Fake di Nata Femmina su facebook , non senza dubbi, ho deciso di avvertire le persone che a quel profilo aderivano, che non ero io a gestirlo e che a mio parere si trattava di un fake.
Come tutt* sappiamo la clonazione e la sottrazione di profili è una prassi per chi agisce in rete secondo un disegno politico e commerciale.
Oggi, nella tarda mattinata, la persona che gestiva la pagina mi ha contattata dicendomi che non aveva intenzione di clonare questo blog e mi ha chiesto di pubblicare una rettifica. Tutto è accaduto ingenuamente, in buona fede e senza secondi fini. Successivamente, è stata così gentile da cambiare il nome della pagina. A quel punto ho spiegato che non credevo necessario pubblicare una smentita, dato che la pagina adesso aveva un altro nome e che da qui non partiva nessun link, quindi non era compromessa. Nel mentre la sua pagina è stata chiusa.
E' davvero ironico il modo in cui funziona facebook, ci sono delle pagine violente, gruppi gestiti da gentaglia che racconta frottole, false statistiche, teorie pericolose, sessiste, razziste e fasciste e soprattutto che fanno opera di mistificazione della realtà, gruppi e pagine che hanno migliaia di aderenti, la maggiore parte dei quali ignari di trovarsi in false pagine contro la violenza sulle donne e sui bambini, perchè chiamare una pagina "Contro la violenza sulle donne" e poi commentare i femminicidi con frasi esultanti, mi sembra un palese controsenso, perchè sono i contenuti a contare, non il nome di chi li gestisce e nemmeno il titolo che fa da cornice. A queste pagine aderiscono poi una quantità indicibile di falsi profili di donna, gestiti sempre dallo stesso manipolo di esaltati; ebbene, queste pagine e profili, proliferano indisturbati da tempo, riuscendo a manomettere la pagina anche in modo da non essere segnalati, mentre tra ieri e oggi, il servizio di monitoraggio di facebook ha funzionato benissimo, quella falsa pagina in discussione è stata prontamente chiusa.
In privato la persona che aveva aperto la pagina ed io abbiamo chiarito i fatti, ho spiegato le mie motivazioni, ho ascoltato le sue, ed il disguido è stato chiuso, con un po' di amarezza.
Perchè in realtà, pur sentendo di aver agito nel modo giusto, per tutto il pomeriggio non ho potuto fare a meno di riflettere sul nervo scoperto che mi ha portata a questa reazione (necessaria), e sulla violenza che subiamo, costantemente, anche in rete e dalla quale ci dobbiamo difendere a muso duro.
Non solo in questi casi, anche quando partecipiamo ad una discussione, quante volte ci si trova sotto il fuoco di un assalitore verbale che non smette di colpire finchè non ti ha annientata, zittendoti? Sempre, non ricordo discussione pubblica in cui, ad un certo punto non abbia avuto il desiderio di premere un ipotetico tasto con la scritta DELETE e cancellare il mio interlocutore che, attraverso il rovesciamento delle mie parole, il discredito e l'insulto, mi stava di fatto virtualmente ammazzando. E non mi riferisco a discussioni accese, mi riferisco a vere e proprie valanghe di merda.
Alcune sono costrette a fingersi maschi per non vedere le proprie opinioni screditate, altre, come me, nelle discussioni non mollano mai, oppongono sarcasmo a sarcasmo, violenza verbale a violenza verbale. Non sto più zitta ormai da tempo.
Hanno colonizzato le nostre paure, messo in atto una strategia del terrore, non siamo libere di vivere la vita e la rete da donne pensanti e parlanti.
Non è diverso dal camminare per strada, sentire qualcuno alle spalle, e affrettare il passo, guardarsi attorno in cerca di un riparo, di aiuto o stringere le chiavi di casa nella mano, quelle lunghe, ma che ci fai?
A questa sensazione di insicurezza e pericolo mi oppongo con forza, e dichiaro il nostro diritto all'urlo, il nostro diritto alla parola ad essere libere.

La Cassazione: basta mariti violenti stop a subcultura maschilista in famiglia

[Anno 2011. La cassazione stabilisce che la subcultura maschilista non è un'attenuante per gli uomini che picchiano le donne. Potremmo dire: meglio tardi che mai, ma sarebbe stato meglio prima!]

ROMA - La Corte di Cassazione d'ora in poi rifiuterà la concessione delle attenuanti ai mariti violenti che invocano clemenza sostenendo di prendere ancora ad esempio il modello del padre e marito padrone. Non ci sarà dunque nessuna scusante per quella che viene definita dai supremi giudici «subcultura maschilista e intollerante» di quegli uomini che pensano di avere «il controllo della situazione», in famiglia usando le offese e la violenza nei confronti della moglie senza accettare il principio dell'uguaglianza dei coniugi e senza rendersi conto dell'ormai avvenuto cambiamento dei costumi.

Per questi motivi la sesta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti di Nazareno C., un marito pugliese che per trent'anni, a partire dal secondo giorno di matrimonio, aveva vessato la moglie Archina D.G. che solo dopo tanto tempo ha deciso di denunciarlo.

A Nazareno C., marito violento, che chiedeva una condanna più mite, i supremi hanno risposto che «atteggiamenti derivanti da subculture in cui sopravvivono autorappresentazioni di superiorità di genere e pretese da padre/marito-padrone» non possono essere assolutamente prese in considerazione per mettere in dubbio la mancanza di consapevolezza nella commissione delle prevaricazioni nè, tanto meno, possono mettere in discussione «l'imputabilità» del despota familiare. «Il fatto che tali atteggiamenti siano proseguiti per ben trent'anni - sottolinea la Cassazione con la sentenza 26153 - non può essere considerato un elemento che porta alla concessione delle circostanze «scriminanti o attenuanti», in quanto costituisce «il costume abituale di un anacronistico pater familias maschilista e intollerante, refrattario alla modificazione del costume e alla vigenza delle leggi della Repubblica che hanno progressivamente dato attuazione al principio costituzionale di uguaglianza tra i coniugi».

Per tre decenni Nazareno C. aveva trattato la moglie Archina «come un oggetto di sua esclusiva proprietà alla quale si sono poi ribellati i figli, in particolare quella femmina, che ha dato forza alla madre per ribellarsi e denunciare l'uomo». Confermato così il verdetto severo emesso dalla Corte d'Appello di Bari il 18 maggio 2009 che aveva convalidato la pronuncia emessa dal Tribunale di Foggia il 17 ottobre 2005. Il verdetto della Cassazione è stato esteso da Franco Ippolito, segretario generale della Suprema Corte e braccio destro del primo presidente Ernesto Lupo.
Martedì 05 Luglio 2011 - 18:30 Ultimo aggiornamento: Venerdì 08 Luglio - 12:16

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=155082&sez=HOME_INITALIA&ctc=0#commenti

Attenzione Fake di Nata Femmina su facebook

Vi segnalo che è stata aperto un profilo a nome di questo blog Nata Femmina su Facebook, è una falsa pagina femminista. Nata Femmina è il mio blog dal 2006 e non ho nessun pagina facebook o profilo che si chiami così, non la gestisco io e probabilmente si tratta di un'altra pagina clone che serve a veicolare messaggi maschilisti.

Il contatto di riferimento non mi appartiene.



In questo post si dice cosa sono le false pagine femministe.

Il blog Nata Femmina non è su facebook.
Se vi chiede l'amicizia sappiate che non sono assolutamente io.

Non accettate inviti a false pagine femministe per insultarli, perchè così li fate solo crescere.

Non permettete ai fake di intrufolarsi nei vostri profili.

giovedì 7 luglio 2011

Violenza sessuale: condannato per abusi su figlia due anni

Determinante racconto vittima,al padre 4 anni e mezzo di carcere
(ANSA) - CAGLIARI, 6 LUG - Era stato accusato dalla moglie di aver abusato della figlioletta sin da quando aveva due anni. Un quarantenne originario di un centro della Sardegna meridionale e' stato condannato questa mattina dal Gup del Tribunale di Cagliari, Roberto Cau, a quattro anni e mezzo di carcere.

Accolta la richiesta del pubblico ministero Rita Cariello che aveva accusato l'imputato di aver abusato della figlioletta dal 2006 al 2008. Durante un incidente probatorio, la bimba ha ricordato alcuni elementi che potrebbero essere stati determinanti per la sentenza di condanna. (ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/07/06/visualizza_new.html_788874770.html

Stalking: perseguita l'ex moglie, arrestato nell'imperiese

L'uomo ha violato divieto di avvicinarsi alla donna e al figlio
07 luglio, 11:53

(ANSA) - IMPERIA, 07 LUG - Non poteva avvicinarsi all'ex moglie e al figlio, di soli tre anni, ma non ha ottemperato al divieto. Per questo motivo, da ieri sera un imperiese di 34 anni e' agli arresti domiciliari con l'accusa di stalking. La misura e' stata eseguita dagli uomini della squadra mobile della questura di Imperia.

La prima denuncia nei confronti dell'uomo risale al 2009, quando la donna, esasperata delle percosse e delle minacce che continuavano nonostante si fossero separati, si e' rivolta alla polizia.(ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/liguria/2011/07/07/visualizza_new.html_788841348.html

Spilinga: un arresto per violenza sessuale

Tenta di baciare una donna minacciandola con un fucile, ma è stato scoperto ed arrestato dai carabinieri. Giuseppe Ferraro, di 43 anni, di Spilinga, barista, è accusato di violenza sessuale, minaccia grave mediante uso delle armi e porto abusivo di armi. L'uomo, la notte scorsa, si è presentato a casa di una badante romena di 30 anni e dopo averla minacciata con un fucile detenuto legalmente, ha tentato di immobilizzarla per baciarla. La donna è però riuscita a divincolarsi e fuggire, barricandosi in casa. L'aggressore è fuggito in auto, ma è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri di Spilinga che hanno anche recuperato l'arma.

http://www.calabriaonline.com/articoli/spilinga-un-arresto-per-violenza-sessuale_10534.htm?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

mercoledì 6 luglio 2011

Gorizia, stupra la moglie con un amico: arrestato

Gorizia, 6 lug. - (Adnkronos) - Un uomo originario di Trieste di 45 anni, B.G., e' stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile nella sua abitazione di Gorizia e condotto nella locale casa circondariale. L'uomo e' stato ritenuto colpevole con sentenza definitiva del reato di violenza sessuale di gruppo aggravata e continuata in concorso. Dovra' scontare la pena di quattro anni e otto mesi di reclusione.
All'epoca dei fatti, nel 1997, assieme a un amico e in piu' occasioni, aveva abusato sessualmente della moglie convivente, maltrattandola, minacciandola di morte e costringendola a subire violenze. La coppia abitava a Sistiana (Trieste). La vicenda fu denunciata al commissariato di Sistiana.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/FriuliVeneziaGiulia/Gorizia-stupra-la-moglie-con-un-amico-arrestato_312212400597.html

martedì 5 luglio 2011

Sit In all'ospedale di Arezzo in difesa della 194



Nel video, realizzato da Informarezzo, si possono ascoltare le opinioni delle persone che hanno partecipato al sit-in di protesta davanti all'Ospedale San Donato di Arezzo. La manifestazione è stata organizzata a sostegno dell'applicazione della legge 194, legge della quale le cittadine di Arezzo non possono usufruire a causa della presenza esclusiva di medici obiettori nella struttura ospedaliera pubblica.
La legge 194 regola l'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza, è una legge dello Stato italiano, è parte integrante del sistema di salute della donna.
Impedire l'applicazione della legge 194, con qualsiasi mezzo,  priva le donne del diritto alla salute. Di fatto viola la legge e priva le donne della libertà di scelta in campo procreativo e sanitario, e quindi del diritto all'autodeterminazione, proprio di ogni essere umano.

BOLOGNA, SQUILLO 21ENNE VIOLENTATA E RAPINATA

BOLOGNA - Violentata e rapinata da quello che sembrava un 'normale cliente'. È accaduto a una prostituta che, dopo essere salita in macchina con l'uomo, è stata portata in un campo e, sotto la minaccia di un coltello, l'ha violentata e rapinata. La squillo romena di 21 anni ha denunciato ai carabinieri l'aggressione avvenuta la scorsa notte in zona Bargellino, sulla Persicetana, all'estrema periferia di Bologna. Il finto cliente l'ha avvicinata verso l'una in viale De Gasperi, a Borgo Panigale, e ha pattuito un rapporto a pagamento. Ma quando i due si sono appartati l'uomo l'ha costretta con la forza, e puntandole un coltello, a un rapporto sessuale. Poi le ha anche portato via i 50 euro che aveva nella borsa e infine l'ha abbandonata in mezzo alla campagna. La giovane, sotto choc e spaventata anche da alcuni cani che abbaiavano a poca distanza, è rimasta lì per circa tre ore a chiamare aiuto. Solo verso le 4.30 un cittadino che abita nei pressi ha sentito le sue grida e ha avvertito il 112. La ventunenne è stata soccorsa dal 118 e portata all'ospedale Maggiore per accertamenti, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini per identificare l'aggressore, probabilmente un italiano.


http://www.leggo.it/articolo.php?id=130486

lunedì 4 luglio 2011

Diciamo cosa sono le pagine FALSE che proliferano su facebook CONTRO LE DONNE


Diventano sempre più numerose le pagine false, pagine CONTRO LE DONNE create ad arte per precise ragioni commerciali e politiche; ma quasi NESSUNO (escluse le stesse vittime ridotte al silenzio) ne parla mai, come fosse una cosetta ininfluente: un battibecco fra poche donnette. Il che è un'opinione da mini cervelletti.

Vogliamo invece vedere di COSA SI TRATTA davvero?


Questo fenomeno è in realtà l'efficiente strategia attuata da una società informatica oggi proprietaria di molte centinaia di pagine misogine, fra cui le numerose repliche FALSE ottenute clonando con sistematicità le pagine femminili di proprietà altrui. Il processo avviene come segue:

1. individuata una nuova pagina femminile, un incaricato di questa società si appropria della sua immagine (e nome) e apre una pagina identica. L'originale, essendo una "causa" non profit, al contrario delle pagine aziendali non ha praticamente opzioni per difendersi su fb;

2. se gli amministratori della pagina originale sono riconoscibili, in genere vengono bombardati con segnalazioni di massa (effettuate da pletore di profili falsi appositamente creati); e lo stesso avviene alle pagine fb ORIGINALI che si vuole colpire: il risultato è che molto spesso fb procede alla CANCELLAZIONE delle pagine originali e a bannare i loro legittimi amministratori;

3. la pagina clone prosegue indisturbata: all'inizio pubblica una marea di stupidaggini carine (canzoni, fumetti, cuccioli e babbi natali). Poi, quando ha raggiunto un certo numero di fan, attacca con la campagna di odio contro le donne e propaganda "anti-nazifemminismo". In genere viene riempita di contenuti redatti una volta sola, a loro volta replicati in automatico (e a rotazione) su tutte le altre pagine clonate, grazie a un software apposito. E infatti le pagine false sono praticamente tutte UGUALI, dunque NON costano alcun lavoro a chi ne sforna all'infinito, impossessandosi del nome e dell'immagine di quelle originali.

E tutto questo a COSA SERVE? Chiederete voi.

OTTIMA DOMANDA. Serve a moltissimo, sul piano commerciale e su quello politico.

1. in primis (e questo è lo scopo COMMERCIALE) tutte queste pages potenziano l'impatto pubblicitario della società informatica proprietaria (che è a scopo di lucro, mica pettina bambole come NOI).

Questo grazie all'abnorme aumento dei numero dei "click" ottenuti dalle sue pagine replicate, che si continuano a pubblicizzare a vicenda rimbalzando su fb infiniti appelli a cliccare l'ultimo clone appena nato.

La gente su fb - si sa, è distratta: molto spesso le basta vedere un bel titolo, che esprime un ideale, per cliccare una pagina, e poi nemmeno si accorge se quella propugna esattamente il CONTRARIO di ciò che enuncia. E in tal modo i nuovi 'fan' diventano rapidamente MOLTO più numerosi di quelli delle pagine originali.

2. in secundis (ma questo scopo è di gran lunga più importante sul piano POLITICO) tali pages attuano e diffondono una martellante propaganda contro le conquiste delle donne e CONTRARIA agli scopi originali delle pagine clonate, che sono tutte per la parità fra i generi e i DIRITTI di donne e bambini.

Nel fare questo propugnano contenuti creati ad arte per sostenere la tesi che tutti i centri antiviolenza e antipedofilia vadano CHIUSI.

E perché? perché la violenza contro le donne e gli abusi contro i bambini sarebbero "problemi gonfiati dalle nazifemministe", che servono solo a creare "false accuse" per ricattare e con cui rovinare poveri uomini innocenti.

E vi ricordo che l'attuale Governo da anni sta perseguendo proprio QUESTA politica, tagliando fondi con la mannaia a consultori e centri antiviolenza. Fino, nel 2010, ad AZZERARE perfino una delle attività più storiche e preziose: quelle del telefono CONTRO LA TRATTA DELLE SCHIAVE.



You judge. Intanto vi invitiamo a:

1. NON CLICCARE la pagina falsa che ha clonato NOI, e che è QUESTA:

https://www.facebook.com/abbronzatissime

2. stare MOLTO ATTENTI a cosa cliccate in generale;

3. CONTROLLARE le pagine che avete cliccato fino ad oggi, TOGLIENDOVI prontamente dalle pagine false:

4. nel fare questo, a tenere presente che APPENA si parla di loro, le pagine fake si auto-oscurano, SCOMPARENDO da fb provvisoriamente, o CAMBIANO velocemente i contenuti per camuffarsi, intasando di cose carine e inoffensive, in attesa che si calmi l'attenzione su di loro;

3. NON fare l'errore di entrare nelle pagine false per criticarle: verrete immediatamente bannati e sarete soggetti anche voi a segnalazioni volte a danneggiarvi.

Infine non credete a chi semina idee tipo che queste pagine "le fa il Vaticano" per ragioni ideologiche: è l'ennesima PANZANA, certamente verosimile - ma che essendo falsa NON aiuta.

E dato che quello che aiuta è SAPERNE di più, ecco alcuni link per approfondire:

Come costoro INGANNANO la buona fede delle persone per indurle a danneggiare le pagine originali:


Come costoro reiterano attacchi personali agli amministratori delle pagine da loro clonate:



Come agiscono a livello di massa i CONTENUTI promossi dalla pagine fake:


Fonte: facebook

Distruggendo Ophelia: la presunzione d’innocenza a senso unico nel caso Strauss-Kahn

[Incollo qui un articolo di Gennaro Carotenuto, che racconta molto bene come stanno trattando i media italiani, ma non solo, il caso Strauss-Kahn.
Ogni volta che incrocio il telegiornale ho un conato di vomito.
]

Giovanna Botteri spiattella da ore su tutti i canali Rai che Ophelia, la cameriera africana del caso Strauss-Kahn, abbia denunciato l’ex-direttore dell’FMI per stupro dopo un rapporto mercenario non pagato. E poi giù a sviscerare dettagli su come la puttana africana esercitasse il suo –presunto- secondo lavoro. Non si preoccupa, lei e molti altri mainstream, di citare la fonte di tali rivelazioni trattate come verità processuali.
Eppure non bisogna andare tanto lontano per essere indotti alla prudenza. Maurizio Molinari de La Stampa avverte che: “Lo rivela il N.Y.Post (giornale scandalistico che nulla ha a che vedere col New York Times, ndr) imbeccato dagli avvocati difensori”.
Il pezzo di Molinari è prezioso nel restituirci un contesto:
i tabloid di New York sono inondati da rivelazioni su «Ophelia» provenienti quasi sempre da ambienti vicini alla difesa dell’ex direttore esecutivo del Fmi, che punta a creare un’atmosfera favorevole al completo proscioglimento quando, il 18 luglio, si celebrerà la prossima udienza.
Fortunatamente qualcuno ogni tanto si ricorda di fare il giornalista e di restituire un frammento della complessità del mondo che ci circonda e non solo una semplificazione compiacente. Tutto ciò non significa che Ophelia, che ha un nome, Nafissatou Diallo (e la difesa della privatezza della quale è da tempo un vezzo dei media che fingono di essere politicamente corretti nei suoi confronti), non possa aver mentito in tutto o in parte. Non significa neanche che Dominique Strauss-Kahn non possa essere stato vittima di una falsa denuncia o perfino di un complotto ordito dalla Spectre. La Rete, che come sempre in questi casi dà il meglio e il peggio di sé, ne è già piena, millantando di una regia occulta di Nicolas Sarkozy dall’Eliseo oppure di una presunta trappola liberista dall’interno dell’FMI contro il presunto keynesiano Strauss-Kahn. Un complotto della destra contro il nostro campione di sinistra insomma, magari tendente a mettere il dirigente politico francese sullo stesso piano del re di bunga bunga e tutto si tiene, dalle scie chimiche all’11 settembre.
In Rete, ancor più che nei media tradizionali, dove pure Vittorio Feltri ha offerto pezzi di –invereconda- bravura “adesso uno non è più libero neanche di farsi una scopata”), riemerge l’Italia di sempre, la stessa che negli anni ‘60 avrebbe mandato al rogo Franca Viola e che ancora ieri provava onanistico piacere a bersi che con un jeans attillato non possa esserci stupro. E allora eccoli lì a riprodurre un eterno immaginario maschile da porno-soft anni ‘70 per il quale una cameriera d’albergo è una merce disponibile. Quindi DSK avrebbe potuto avere tutte le donne che voleva (sic) e di conseguenza sarebbe innocente perché non avrebbe potuto desiderare la signora, che si preoccupano di descriverci come non piacente. In alternativa una poveraccia come Ophelia mai avrebbe potuto resistere al fascino (i soldi, il potere, perfino il bianco della pelle) di quell’uomo e quindi non avrebbe potuto non essere consenziente.
E’ a questa Italia (ma anche Francia, Stati Uniti e quant’altro) che, con temeraria pazienza, vanno ricordate alcune cose terra terra:
1) La presunzione d’innocenza esiste anche per le cenerentole africane e non solo per i principi azzurri francesi.
2) Perfino una prostituta può non desiderare un rapporto sessuale e qualora le venga imposto, strano ma vero, è stupro.
3) Una donna stuprata ha il diritto di non essere Santa Maria Goretti. Può avere frequentazioni equivoche, perfino precedenti penali e può perfino pensare di trarre vantaggio dall’accaduto.
4) La straordinaria disparità di mezzi economici, di cultura, di classe, non può non essere parte fondamentale della lettura di una notizia come questa.
Indipendentemente da cosa sia materialmente successo in quella camera d’albergo esistono dei rapporti di forza ben più profondi di quelli del poter mettere in campo avvocati milionari o del potersi permettere strategie mediatiche aventi come obbiettivo la demolizione della controparte. Neanche più le soap opera offrono letture così terra terra come quella che il mainstream sta dando al caso.

Strauss-Khan, Erica Jong: «Copione vecchio. La donna diventa imputata»

«Il fatto che una povera disgraziata abbia pensato di trarre vantaggio dalle proprie sventure è comprensibile»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - «Sono indignata, come dovrebbe esserlo ogni uomo e ogni donna intelligente, dagli ultimi sviluppi dell'affare Strauss-Kahn. Non mi meraviglierei se alla prossima udienza il caso fosse prosciolto, consentendo all'ex capo dell'FMI persino di ricandidarsi e magari vincere».
Erica Jong, la celebre scrittrice femminista autrice di tanti bestseller tra cui Paura di volare, La ballata di ogni donna e Sedurre il demonio non ha dubbi: «Siamo di fronte al replay di un copione vecchio come il mondo - spiega - un copione in cui la vittima viene trasformata in colpevole e il colpevole in vittima. Sotto i riflettori, adesso, è rimasta solo la cameriera e nessuno parla più dello stupratore».
Eppure la guineana si è rivelata una bugiarda.
«Ciò non elimina il fatto che sia stata stuprata: le prove del Dna sono inoppugnabili. DSK è colpevole e nessuno ha messo in dubbio che l'abbia assaltata sessualmente. Anche il fatto che una povera disgraziata abbia pensato di trarre economicamente vantaggio dalle proprie sventure è comprensibile».
Ma se persino il pubblico ministero adesso la sta scaricando.
«Il District Attorney (procuratore, ndr) ha agito così non perché non creda più allo stupro di cui, lo ripeto, esistono prove del Dna, ma perché si è convinto di non poter più vincere ad un eventuale processo. La credibilità della donna si è incrinata e i legali della difesa la farebbero a pezzi dal momento in cui salirebbe sul banco dei testimoni».
È rimasta sorpresa dall'ultimo colpo di scena?
«No. DSK ha un'equipe di avvocati formidabile contro cui i pubblici ministeri sanno di non poter competere. I bravi difensori in America costano caro e solo chi se li può permettere sa che sono soldi spesi bene».

Il legale della cameriera Kenneth Thompson ha denunciato il conflitto di interesse perché una avvocata del District Attorney (la procura) è sposata con uno dei legali di Strauss-Kahn.
«Mi risulta che la donna abbia chiesto e ottenuto di non occuparsi del caso. Il punto che mi preme sottolineare è un altro». Cioè?
«Nei sistemi giudiziari di mezzo mondo è sempre la donna a finire sul banco degli imputati. Basta guardare cosa è successo in Italia con il caso Amanda Knox, additata da tutti come la vera colpevole al posto di Rudy Guede e Raffaele Sollecito. Succede dal Medioevo, quando il test per determinare se una donna era una strega consisteva nel buttarla nel fiume: se restava a galla era colpevole, se affogava innocente».
Che cosa ha pensato oggi nel leggere i giornali?
«Ad Anita Hill e al fatto che Clarence Thomas, il giudice della Corte Suprema "assolto" dall'accusa di averla molestata sessualmente, si è poi rivelato un bugiardo patentato. Questo tipo di problema esisterà finché le donne continueranno ad allearsi con gli uomini contro altre donne, nella convinzione errata che il potere è sempre e solo maschile e le donne non potranno mai averlo ne esercitarlo. Questo caso insegna alle nostre figlie e nipoti che le donne non hanno potere e che se ti lamenti finisci male».
Come hanno reagito le femministe americane dopo la revoca degli arresti domiciliari a DSK?
«Le femministe americane sembrano immerse in un grande sonno collettivo e sarebbe ora di svegliarle».
Cosa pensa della moglie di DSK, Anne Sinclair, rimasta accanto al marito fedifrago sin dal primo instante?
«Sicuramente lo ama. Ma la sua è anche ambizione politica: la Sinclair vuole diventare la First Lady della Francia ed è disposta a tutto pur di riuscirci».
Le sue chance appaiono notevolmente ridotte.
«Io credo che suo marito abbia ancora un futuro all'Eliseo e anzi sono certa che utilizzerà quanto è successo per trarre il massimo vantaggio politico».
03 luglio 2011 11:48 Fonte corriere.it

Reggio Emilia: tata aziendale per lavoratrici, l'idea di un'impresa di Montecchio

Reggio Emilia, 3 lug. - (Adnkronos) - Una tata aziendale per le mamme lavoratrici. L'iniziativa e' di un'azienda di Montecchio , in provincia di Reggio Emilia, specializzata nella produzione di adesivi per macchine agricole, camper e carrelli elevatori. Per migliorare l'efficienza e abbattere l'assenza sul lavoro, l'azienda ha deciso di sostenere le sue 27 dipendenti mamme con un servizio di baby sitter a domicilio. A riportare la notizia e' 'l'Unita''. Il servizio funziona cosi': il direttore dell'azienda riceve un sms di richiesta dalla lavoratrice e provvede a contattare la tata. Ci sono anche priorita'. Le addette alla produzione hanno la precedenza sulle impiegate, spiega il quotidiano, e quando a richiedere il servizio di baby sitter sono due operaie, e' l'eta' del bimbo a fare la differenza: i piu' piccoli hanno la precedenza.
(03 luglio 2011 ore 11.32)

http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/11:16-11:16/3997809

domenica 3 luglio 2011

Suzanne Vega - Luka


‎"Mi sono nascosta dietro questo personaggio immaginario per raccontare l'incubo della violenza sui bambini, che da piccola ho vissuto sulla mia pelle. Ebbene sì, Luka sono proprio io".
Fonte: ondarock

Mi chiamo Luka
Abito al secondo piano
Abito sopra di te
Si penso che tu mi abbia già visto prima
Se senti qualcosa tardi la notte
Qualcosa come una confusione, qualcosa come una lotta
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era

Penso che sia perchè sono goffo
Cerco di non far rumore camminando
Forse è perché sono pazzo
Cerco di non comportarmi in modo troppo presuntuoso
Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo, non chiedi perché
Non discuti più
Non discuti più
Non discuti più

Si penso di stare bene
Ho varcato di nuovo quella porta
Beh, se tu chiedi è quello che dirò
E in ogni caso non sono affari tuoi
Penso che mi piacerebbe stare da solo
Senza niente di rotto, niente di lanciato addosso
Non chiedermi come sto
Non chiedermi come sto
Non chiedermi come sto

Mi chiamo Luka
Abito al secondo piano
Abito sopra di te
Si penso che tu mi abbia già visto prima
Se senti qualcosa tardi la notte
Qualcosa come una confusione, qualcosa come una lotta
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era
Non chiedermi cos’era

Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo, non chiedi perché
Non discuti più
Non discuti più
Non discuti più


Traduzione qui

sabato 2 luglio 2011

Usa, stupra una donna svenuta in strada: “Pensavo fosse morta”

ROMA – Avrebbe stuprato una donna che giaceva svenuta su un marciapiede nella contea di Jackson, in Kansas (Usa).
L’uomo accusato della violenza sessuale dalla procura della contea si chiama Melvin L. Jackson, di 48 anni.
Quando è stato sorpreso dagli agenti ha tentato di giustificarsi dicendo che credeva che “la donna fosse morta”.
La vittima, racconta il Kansas City Star, ha raccontato alla polizia che stava passeggiando quando ha iniziato a soffrire di vertigini, la testa le girava ed ha cercato una zona in ombra dove sedersi. Poi ha perso conoscenza e si è svegliata quando un uomo che stava assistendo alla violenza iniziò ad urlare: “Aiutatela! Vattene via da lei!”.
La vittima ha raccontato di non ricordare di essere stata violentata, ma ha notato che la sua biancheria intima non c’era più.
Un testimone ha chiamato la polizia, che ha arrestato Jackson, che stava camminando per la strada con la zip dei pantaloni aperta.



http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/usa-stupro-donna-svenuta-strada-905839/

Sora, violentata a 17 anni dopo la serata al pub

Venerdì scorso dopo una festa tra coetanei. Denunciati due ventenni incensurati. Indaga la squadra mobile di Frosinone
Una tranquilla serata passata in un pub. Poi l’incubo. Venerdì scorso dopo una festa tra coetanei, una ragazza di 17 anni è stata violentata, mentre rientrava a casa. Pensando di potersi fidare dei due ragazzi che le stavano offrendo un passaggio, la giovane è salita in macchina, salutando la sorella verso l’1.30. Tuttavia, i due anziché svoltare in direzione della casa della ragazza, hanno deviato per una stradina di campagna, senza darle nessuna spiegazione.
Dopo aver abusato di lei, l’hanno riaccompagnata a Sora dove, una volta tornata a casa, la giovane ha raccontato tutto ai genitori che l’hanno portata subito in ospedale.
Agli agenti della Squadra Mobile di Frosinone, diretta da Carlo Bianchi, la vittima sabato ha raccontato come erano vestiti i suoi stupratori, il loro aspetto fisico, come parlavano. Grazie a questi elementi oltre che ad alcune testimonianze, i due ventiduenni sono stati identificati e denunciati. Entrambi di Sora, non risulta che abbiano mai avuto problemi con la giustizia.
Ora devono invece rispondere a una denuncia con l’accusa di violenza sessuale. Per loro non è scattato tuttavia il fermo: al momento della denuncia era trascorsa la flagranza di reato. La vettura nella quale si sarebbe consumata la violenza sessuale è stata sequestrata, così come altri oggetti utili alla ricostruzione dei fatti. Intanto proseguono le indagini, coordinate dalla Procura di Cassino. Forse allo stupro hanno preso parte anche altre persone.

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/07/01/news/stupro_frosinone-18528961/

venerdì 1 luglio 2011

Censura Web: cosa puoi fare



Il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera mediante la quale potrà oscurare siti internet stranieri oltre che rimuovere contenuti dai siti italiani, in modo arbitrario.
Questa è una forma di censura diretta.
Cosa puoi fare:
  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.
    Reblogga questi contenuti: facciamo rete contro la censura!

    Tenta di violentare la cognata e fugge

    on Bosco: a fermare l'uomo è stato lo stesso fratello rientrato a casa

    di Susanna Petrone BOLZANO. Ha tentato di violentare la cognata di 22 anni, ma è stato fermato dal fratello tornato prima a casa. L'uomo è fuggito ed è tutt'ora ricercato dalla polizia. Era passata da poco la mezzanotte quando hanno suonato alla porta. La giovane donna, di 22 anni, non ci ha pensato due volte ad aprire quando ha visto che era il cognato. Infatti l'uomo faceva spesso visita al fratello - marito della ragazza - da quando la coppia si era trasferita nel quartiere di Don Bosco a Bolzano. Il cognato entra e chiede dove è il fratello.

    La donna gli spiega che non è in casa perché è ancora fuori con gli amici. Ma lo assicura che non dovrebbe tardare e gli offre qualcosa da bere. Pochi istanti dopo, il cognato afferra la 22enne ai polsi e la trascina in camera da letto. A quel punto la donna cerca di fuggire, ma viene spinta con forza sul letto. Il cognato inizia a spogliarsi e cerca di strappare i vestiti alla giovane donne. La tiene con entrambe le mani per il collo per evitare che continui ad urlare. Poi sente il rumore della porta di casa che si chiude.

    La donna capisce immediatamente che è tornato il marito ed inizia ad urlare ancora più forte chiedendo aiuto. Pochi secondi e i due fratelli sono in camera da letto che si picchiano, si tirano per i capelli, volano calci e pugni. Nel frattempo la donna rimane sul letto, nascosta sotto la coperta, spaventata a morte e sotto choc. Il giovane riesce fuggire e a far perdere le proprie tracce. I vicini di casa, sentendo le urla provenire dall'appartamento della giovane coppia, chiamano la polizia chiedendo aiuto. Sul posto arrivano dopo pochi minuti due Volanti della questura, guidati da Giuseppe Tricarico.

    La 22enne viene portata presso l'ospedale San Maurizio di Bolzano dove sarà visitata e poi tranquillizzata dagli esperti dell'assistenza psicologica. La prognosi è di dieci giorni. Ha segni evidenti sul collo e sulle braccia. Intanto la polizia sta cercando di rintracciare il cognato accusato di tentata violenza sessuale. Per il momento di lui nessuna traccia. La 22enne, invece, è sotto choc. E' tornata a casa dove è stata raggiunta dalla madre che non la lascia da sola un attimo.

    http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2011/06/26/news/tenta-di-violentare-la-cognata-e-fugge-4503852

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