martedì 20 ottobre 2009

Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono

Il gip ha disposto l'arresto di due diciottenni già nei guai per festini a base di droga
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia


ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.

Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.

L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.

Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.

Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.

La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.

Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.

Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.

Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.

Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.

Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.

(20 ottobre 2009)



Fonte:repubblica.it

venerdì 9 ottobre 2009

In tv il dramma della Fargo «Il mostro l'avevo in casa»

DONNE E VIOLENZA. La testimonianza della cantante di Palazzolo, che ha raccontato perché è scomparsa dalle scene

«Mio marito mi picchiava e io pensavo: se sopravvivo sarò comunque vedova, non è l'uomo che ho sposato»


Palazzolo.
Sono passati più di 15 anni, ma in molti la ricorderanno con i grandi occhiali tondi e i ricci neri raccolti, sul palco dell'Ariston: è lì che Irene Fargo, cantante di Palazzolo, comincia la sua carriera. Ma dura poco. Le apparizioni sempre più rare, le date annullate.
Fino a che non la si vede più, Mancanza di ispirazione? No, violenza. E stalking. Nel suo gruppo di lavoro non immaginava si nascondesse l'uomo che l'avrebbe tormentata fino a farle abbandonare la carriera, e la sua identità: il suo ex manager, ed ex marito.
DOPO ANNI IRENE FARGO rompe il silenzio e racconta la sua verità: prima lunedì sera a «Chi l'ha visto», poi ieri, a Pomeriggio Cinque. «Il mostro l'avevo in casa - spiega -, mio marito mi picchiava, fingevo di essere morta»,
La sua testimonianza torna indietro fino al 1997: «Avevo una bimba, la mia carriera andava a gonfie vele, lui era una persona straordinaria. Così credevo. E fino a quando una donna non diventa madre non capisce che per i figli sacrificherebbe anche la vita».
Dopo l'idillio, i litigi e la violenza: «Non potevo credere stesse succedendo a me, tentavo di ricostruire il nostro rapporto pur essendo sottomessa. La prima volta che mi ha picchiata è stata la più terribile: avevo il viso schiacciato dal cuscino, con una mano mi teneva il collo, con l'altra mi prendeva a pugni. Anche se dovessi sopravvivere, pensavo allora, sarò comunque vedova: questo non è l'uomo che ho sposato. Mi ha portato all'isolamento, se mi contattavano per lavoro, rispondeva che ero ricoverata in ospedale per una malattia terminale».
DOPO IL DOLORE, la forza di riprendersi la vita. A far scattare la denuncia, è la violenza sulle bambine. Il suo ex marito è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di molestie telefoniche, ingiurie, percosse. Da tre anni, rivela a Chi l'ha Visto, è ancora vittima di stalking.
«Nonostante le denunce - racconta - è riuscito a mettersi in contatto con alcuni amici, a manipolarli. Ho ricevuto anche minacce di morte, anonime. E a fare la spesa, vado sempre in posti diversi. Lo stalking è un continuo stillicidio: se la goccia cade dall'alto, ti affievolisci. Fino al punto in cui vuoi sparire».

Fonte: bresciaoggi

mercoledì 7 ottobre 2009

Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia

La giovane era in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia
Stuprata nella toilette, poi derubata di soldi e cellulare Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia Un uomo è già stato fermato. Le foto trasmesse in Italia per il riconoscimento

PARIGI - Violentata più volte nella toilette di un treno in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia. La vittima è una ragazza italiana, una studentessa di 23 anni, originaria del Trevigiano. La polizia avrebbe già fermato un sospetto.

La giovane, che abita a Riese Pio X (Treviso), è stata aggredita domenica mentre si trovava sul treno, fra la città nel sud della Francia e il confine con l'Italia. E' stata violentata nelle toilette da un uomo che si è poi dato alla fuga dopo averle rubato il telefono cellulare e del denaro.

La ragazza, come spiegano fonti giudiziarie, è riuscita ad avvertire un controllore che però non ha fatto in tempo a bloccare l'aggressore prima che scendesse in una stazione sul percorso. Sarebbe poi stato rintracciato grazie a una borsa che aveva perso durante la fuga e che i gendarmi francesi hanno ritrovato.

L'uomo è stato posto in stato di fermo su disposizione della procura di Draguignan, in attesa delle indagini in corso. Alcune foto del sospetto sono state trasmesse alla polizia italiana affinché siano mostrate alla ragazza per l'eventuale riconoscimento. Le stesse immagini sono state sottoposte al personale in servizio domenica sul treno Marsiglia-Ventimiglia.

(5 ottobre 2009)

repubblica.it

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