giovedì 29 maggio 2008

Cupra, ragazza picchiata selvaggiamente

Una giovane marocchina in piena notte sfugge a un tentativo di stupro e poi viene aggredita in strada. I Carabinieri arrestano il violento, un connazionale della vittima

CUPRA MARITTIMA – Folle violenza in piena notte nel centro di Cupra: una giovane di nazionalità marocchina ha prima subito un tentativo di stupro, poi è stata picchiata selvaggiamente.

Autore delle violenze un connazionale della vittima, il 25 enne M.Z.

Verso le tre del mattino i vicini di casa dell'appartamento occupato dalla donna vengono svegliati da una serie di urla e grida. In quel momento sembra che nell'abitazione ci fossero la donna, l'aggressore e il fidanzato della donna, che è intervenuto per difenderla.

Momenti di caos e violenza, e la giovane scende in strada tentando una fuga disperata. Nel frattempo arrivano sul posto i Carabinieri, allertati dai vicini, e poco distante dall'isolato trovano alcuni connazionali della vittima e li conducono in caserma.

Con la testimonianza della ragazza i Carabinieri hanno individuato l'aggressore fra i tre, lo hanno arrestato e portato in carcere a Fermo. Dovrà rispondere di tentata violenza sessuale e lesioni aggravate.

Tutti i protagonisti della vicenda sono risultati clandestini e saranno espulsi dal territorio nazionale.

Fonte: sambenedettoggi.it

martedì 20 maggio 2008

Famiglia Cristiana: «In Parlamento numeri per cambiare la legge sull'aborto»

Il settimanale cattolico: «Ha contribuito all'inverno demografico»

«È ora di sgretolare il mito della 194, un tabù intoccabile in un Paese dove si cambia perfino la Costituzione»

ROMA - La sua principale colpa è quella di «aver sicuramente contribuito, lo dicono i numeri, all'inverno demografico». Per questo, è arrivata l'ora «di sgretolare il mito della legge 194». Lo chiede senza mezzi termini "Famiglia Cristiana" nell'editoriale di questa settimana. «Non si riesce a trovare una strada per rivedere questa legge: un tabù intoccabile, in un Paese dove si cambia perfino la Costituzione» sostiene il settimanale cattolico .

MAGGIORANZA TRASVERSALE - «La legge che intendeva far 'emergere' l'aborto, in pratica l'ha legalizzato - aggiunge "Famiglia Cristiana". - I politici più avveduti, già allora, si posero il problema. Giovanni Berlinguer, senatore del Pci, disse: 'Dopo un congruo periodo di applicazione, dovremmo riesaminare le esperienze pratiche, le acquisizioni scientifiche e giuridiche e assicurare da parte di tutti i gruppi parlamentari l'impegno a introdurre nella legge le modifiche necessarie'. Esattamente quello che non è stato mai fatto». «Oggi non è più sufficiente proporre una migliore applicazione senza toccare nulla dal punto di vista legislativo - si legge ancora -. Tutti ormai, se si escludono frange femministe fuori dalla storia, Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale (sempre più esigua), hanno abbandonato la vecchia formula che l'aborto è 'questione di coscienza', affare privato che non attiene alla sfera del bene comune», prosegue il settimanale, «L'aborto è un fatto di rilevanza pubblica e politica. Oggi in Parlamento ci sono i numeri per sgretolare il 'mito della 194'. Si tratta di una maggioranza trasversale che, in primo luogo, fa appello ai politici cattolici».


19 maggio 2008

venerdì 16 maggio 2008

Romena stuprata dentro al center

Roma, arrestato l'aggressore

ROMA - Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo la violenza, la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la polizia. Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane.
(15-05-2008)

fonte: repubblica.it

«Amo un'amica»: e la madre cerca di accoltellare la figlia

Al culmine di un litigio la donna ha sferrato un colpo all'addome fermato fortunosamente dalla fibbia

PESARO -- Non accettava che la figlia sedicenne si fosse innamorata di una ragazza di 18 anni, e, al culmine di un litigio, le ha sferrato una coltellata all'addome con un coltello da cucina, per fortuna colpendo la fibbia della cintura che la figlia indossava. Il fatto è accaduto nel circondario di Pesaro, in una famiglia come tante: padre contabile in un'azienda, madre casalinga, e tre figli studenti. La sedicenne aveva confessato ai suoi di nutrire una passione amorosa per una giovane conosciuta da poco. Padre e madre erano rimasti choccati dalla rivelazione, e avevano tentato in tutti i modi di fare in modo che la figlia troncasse la relazione. Qualche giorno fa (ma la notizia è stata resa nota solo oggi), all'ora di pranzo, l'ennesima discussione fra madre e figlia. In preda ad una sorta di raptus la donna ha afferrato una lama e si è scagliata contro la ragazza, che solo per un caso non è rimasta ferita. Il padre si trovava in un'altra stanza e a chiamare il 113 è stata la sedicenne: «Venite - ha gridato all'operatore - mia madre sta andando fuori di testa...mi vuole ammazzare». Una 'volante' è accorsa sul posto, e a conclusione delle indagini, coordinate dal dirigente della Squadra mobile Andrea Massimo Zeloni, per la madre è scattata una denuncia per tentate lesioni aggravate. Della vicenda sono stati informati sia la procura della Repubblica di Pesaro sia la procura dei minori di Ancona. La polizia ha poi spiegato che i tre figli della casalinga e dell'impiegato avevano avuto qualche problema di rapporti con i genitori, e che la loro situazione era già monitorata dai Servizi sociali. Non è la prima volta, ha ricordato Andrea Massimo Zeloni, che l'Ufficio minori della Questura di Pesaro si trova ad affrontare situazioni così delicate. Mesi addietro, sempre nel pesarese, la madre di un'adolescente si era rivolta alla polizia perché sua figlia veniva corteggiata con insistenza dalla mamma di una compagna di scuola. «Oggi - ha detto il dirigente della Mobile - quella ragazzina è felicemente fidanzata con uno studente di poco più grande».


14 maggio 2008(ultima modifica: 15 maggio 2008)

corriere.it

giovedì 15 maggio 2008

Niscemi, 14enne uccisa: tre fermi

Lorena Cultraro rinvenuta cadavere in un pozzo. I carabinieri hanno arrestato 3 ragazzi di 15, 16 e 17 anni

CALTANISSETTA - Tre minorenni sono stati arrestati dai carabinieri per l'omicidio di Lorena Cultraro, la ragazza di 14 anni trovata morta martedì a Niscemi. Il provvedimento di fermo è stato disposto dai magistrati della procura dei minorenni di Catania e riguarda tre ragazzi del paese di 15, 16 e 17 anni. È stato un omicidio premeditato, organizzato in fretta e furia dai tre minorenni arrestati perchè volevano far tacere la quattordicenne Lorena Cultraro. Volevano evitare che dicesse in giro che uno di loro l'aveva messa incinta. È quanto emerge dalla ricostruzione che hanno fatto ai magistrati i tre minorenni arrestati. I ragazzi avrebbero ammesso il coinvolgimento nel delitto. Gli indagati hanno dato appuntamento a Lorena, come spesso era avvenuto in passato. L'hanno presa a bordo di un motorino e si sono allontanati verso la periferia del paese, in aperta campagna, fino ad arrivare ad un casolare abbandonato. La quattordicenne è stata fatta spogliare e insieme ai tre ragazzi ha iniziato a giocare. Poi uno di loro le ha stretto una corda attorno al collo, mentre gli altri due la tenevano ferma.
E così è stata uccisa L RITROVAMENTO - La scomparsa di Lorena, il 30 aprile scorso, inizialmente interpretata come una fuga d'amore, si è trasformata alla fine in una tragedia. I l corpo parzialmente carbonizzato della giovane è stato trovato in un pozzo. Lorena, secondo quano accertato fino a questo momento, sarebbe stata uccisa prima in un casolare e poi il corpo sarebbe stato parzialmente bruciato e gettato in un pozzo. Da una prima ispezione eseguita dal medico legale, ci sarebbero tracce di strangolamento sul corpo di Lorena. Nel capannone agricolo situato a poche decine di metri dal luogo in cui è stato trovato il corpo, gli investigatori hanno trovato molti elementi che fanno ritenere che la quattordicenne sia stata uccisa in quel luogo. I vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere: la ragazzina aveva una fune attorcigliata alla vita e all'altra estremità della corda era stato legato un grosso masso forse per tenere il corpo affondato nell'acqua.

LA SCOMPARSA - La scomparsa di Lorena, studentessa dell'istituto commerciale di Niscemi, era stata denunciata dal padre, Giuseppe Cultraro, vigile del fuoco volontario. «Ho la morte nel cuore, non riesco a parlare: tutto questo mi sembra irreale». Sono le uniche parole che ora il padre di Lorena Cultraro riesce a pronunciare mentre viene accompagnato nella caserma dei carabinieri di Niscemi insieme con la moglie ed altri familiari. Della scomparsa si era occupata anche la trasmissione «Chi l'ha visto?». Il papà di Lorena era molto preoccupato e diceva di temere che quello della figlia non fosse un allontanamento volontario. Nell'esposto presentato ai carabinieri il genitore aveva detto che Lorena era uscita di casa per andare a far visita alla nonna ma non sarebbe mai arrivata a destinazione. Il padre della ragazzina aveva affisso la foto della figlia in tutti i negozi di Niscemi ma anche a Vittoria, dove la quattordicenne aveva alcuni amici.
L'INCHIESTA - La procura di Caltanissetta aveva aperto un'inchiesta chiedendo al gestore telefonico la trasmissione dei tabulati del cellulare per cercare di ricostruire gli ultimi contatti della ragazzina. Il telefonino era spento dal 30 aprile scorso. Dalle indagini sarebbe emerso che la vittima il giorno della sua scomparsa si sarebbe incontrata con un uomo che sarebbe passato a prenderla nei pressi della scuola, in via Bandiera. I carabinieri nei giorni scorsi avevano ascoltato tre ragazzi, amici di Lorena, che alle 15.45, del 30 aprile scorso, avevano assistito, in parte, alla telefonata ricevuta dalla studentessa. La ragazzina, secondo quanto è stato riferito ai carabinieri, avrebbe detto all'interlocutore: «Sbrigati a venirmi a prendere».

13 maggio 2008(ultima modifica: 14 maggio 2008)
Fonte:corriere

martedì 13 maggio 2008

Duemila euro per un aborto clandestino

Denuncia shock di un ginecologo a Napoli
Denuncia di un medico ai carabinieri: cinque suoi colleghi avrebbero realizzato una sorta di «centrale» in violazione alla 194

NAPOLI – Duemila euro per un aborto. E’ la denuncia shock, riportata sul quotidiano «Il Mattino», di un coraggioso ginecologo napoletano, che solleva il sipario su un’oscura realtà di aborti clandestini operati da strutture private napoletane. Il professionista, di cui restano celate le generalità, avrebbe riferito al comando provinciale dei carabinieri, dove si sarebbe recato dopo lunghe riflessioni e titubanze, i nomi di almeno cinque suoi colleghi, basandosi sulle «confidenze» che quest’ultimi gli avrebbero rivelato, su alcune interruzioni illegali di gravidanza, «ma solo per fare un favore a qualcuno». Di qui le indagini. Nel mirino quattro centri privati, su cui gli inquirenti avrebbero concentrato le indagini, ambulatori nei quali si praticherebbero aborti in violazione alla legge 194, che prevede l’interruzione entro e non oltre il novantesimo giorno di gestazione.
L’inchiesta, il cui fascicolo è ora nelle mani del pubblico ministero Graziella Arlomede, fa quindi luce su un fenomeno sommerso, a quanto pare molto diffuso in Campania. Il j’accuse del ginecologo napoletano contiene però alcuni particolari inquietanti. I timori che hanno ritardato la denuncia del professionista erano causati da possibili collegamenti con persone importanti e potenti. Perché numerosi sono i casi di aborti illeciti richiesti e praticati su donne, amanti di personaggi influenti, innescando così un rapporto clientelare tra il medico e l’autorevole assistito di turno. «Chi esegue l’aborto per una persona influente si garantisce il suo appoggio su qualsiasi situazione futura. – denuncia il ginecologo – Ci sono le amanti di persone influenti, quando loro usufruiscono di un servizio simile, è inevitabile che si stabilisca un rapporto stretto con chi ha offerto questi favori». Favori, peraltro, davvero esosi. Le cifre del traffico parlano chiaro: ogni struttura incasserebbe duemila euro per ciascun intervento. E la colpa, a sentire il professionista, è anche dell’inefficienza delle strutture sanitarie campane, dove le liste d’attesa sono eccessivamente lunghe, proprio perché la disponibilità del servizio è troppo limitata, e i medici obiettori rappresentano spesso la totalità degli specialisti operanti. «Il settore è fiorente perché i privati giocano sulle inadempienze di tanti ospedali campani che non attivano il servizio, mentre in altre regioni, soprattutto del Nord, quasi tutte le strutture sono attrezzate».
Antonella Salese
13 maggio 2008

Fonte: corriere del mezzogiorno

giovedì 1 maggio 2008

PROCREAZIONE, SI CAMBIA: IN GAZZETTA NUOVE LINEE GUIDA

Il ministro della Salute Livia Turco ha firmato il decreto ministeriale che aggiorna le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Le nuove linee guida saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale con la data di oggi. Secondo quanto si è appreso, con le nuove norme i portatori di malattie sessualmente trasmissibili come l'Hiv potranno accedere alle tecniche di fecondazione assistita. Il decreto, a lungo atteso dalle associazioni di pazienti, aggiorna quello precedente pubblicato in Gazzetta il 16 agosto 2004.

ELIMINATO NO DIAGNOSI PREIMPIANTO
Le nuove linee guida alle legge sulla procreazione medicalmente assistita eliminano il divieto alla diagnosi preimpianto degli embrioni, mantenendo però il divieto a qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dalla stessa legge. Lo ha spiegato lo stesso ministro della Salute Livia Turco in una nota dove annuncia i contenuti del provvedimento. "Abbiamo dato una risposta - ha detto Turco - a quanti, operatori e cittadini, richiedevano chiarezza sulla possibilità di effettuare diagnosi preimpianto, chiarendo che le linee guida, in quanto tali, non possono prevedere divieti che non siano già contemplati nella legge stessa. Per questo, il nuovo testo delle linee guida non contempla più la limitazione alla sola diagnosi osservazionale, mantenendo comunque il divieto di qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dall'articolo 13 della legge 40. E ciò in coerenza con l'evoluzione dell'ordinamento, testimoniata da diversi pronunciamenti della Magistratura, sia ordinaria che amministrativa, ed in particolare quello del Tar del Lazio che ha annullato la parte delle precedenti linee guida in cui si limitano le indagini sullo stato di salute dell'embrione a quelle di tipo osservazionale".

LA LEGGE 40 E COSA CAMBIA CON LE LINEE GUIDA

Sono sostanzialmente due le novità introdotte dalle nuove linee guida, rispetto alle precedenti fino ad oggi in vigore e risalenti al luglio 2004, per la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, prevista per le coppie definite infertili: il sì alla possibilità di effettuare la diagnosi preimpianto sull'embrione da impiantare in utero (prima vietata, eccetto la diagnosi preimpianto di solo tipo 'osservazionale') e la possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), anche per le coppie in cui l'uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle Epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla fecondazione assistita. Queste, in sintesi, le norme previste dalla legge, approvata definitivamente dalla Camera il 10 febbraio 2004:

- ACCESSO ALLE TECNICHE DI PROCREAZIONE ASSISTITA: è consentita per risolvere problemi di sterilità o infertilità e solo se non ci sono altri metodi terapeutici efficaci; sterilità e infertilità devono essere documentate e certificate dal medico (le nuove linee guida permettono l'accesso anche alle coppie in cui l'uomo è affetto da malattie virali sessualmente trasmissibili).

- NO ALL'ETEROLOGA: il testo vieta il ricorso alla fecondazione eterologa, cioé con seme di persona estranea alla coppia.

- CHI POTRA' RICORRERE ALLE TECNICHE DI PROCREAZIONE: saranno le coppie formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. No, insomma, ai single, alle mamme-nonne e alla fecondazione post mortem.

- TUTELA DEL NATO E DEL NASCITURO: la legge assicura il diritto a nascere del concepito. I bambini che nascono dall'applicazione di queste tecniche sono figli legittimi della coppia o acquisiscono lo status di figli riconosciuti della madre o della coppia stessa.

- CONSENSO INFORMATO: la coppia deve essere accuratamente e costantemente informata sulle tecniche e sulle varie fasi della loro applicazione. Una volta che l' ovulo è fecondato deve essere impiantato entro sette giorni e non è possibile alcun ripensamento.

- EMBRIONI E SPERIMENTAZIONE: sono vietate la sperimentazione sugli embrioni e la clonazione umana. Ricerca clinica e sperimentazione sull' embrione sono ammesse solo se finalizzate alla tutela della sua salute e del suo sviluppo. E' vietata anche qualsiasi tecnica che possa predeterminare o alterare il patrimonio genetico dell'embrione.

- PRODUZIONE EMBRIONI: è possibile produrre non più di tre embrioni per volta, ovvero il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto.

- ADOTTABILITA' DEGLI EMBRIONI: è prevista l' adottabilità degli embrioni congelati di cui non si conoscano i genitori biologici o dei quali non sia stato chiesto l' impianto da almeno tre anni.

- CRIOCONSERVAZIONE: è consentita solo quando il trasferimento nell' utero degli embrioni non risulti possibile per gravi e documentati problemi di salute della donna che non erano prevedibili. Gli embrioni possono rimanere congelati fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.

- SI' DIAGNOSI PREIMPIANTO: le precedenti linee guida limitavano invece le indagini sullo stato di salute dell'embrione a quelle di solo tipo "osservazionale".

fonte: ansa.it

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