lunedì 19 settembre 2011

Il senso di colpa di Puffetta


Parto da un presupposto: mi piacciono i puffi, sono così ...puffosi, è quasi impossibile non trovarli teneri e divertenti. Così, sono andata a vedere il film in 3D dei puffi. Non mi piace molto il 3D, il più delle volte è una teconologia inutile. Forse perchè non viene utilizzato adeguatamente? Non lo so, so che anche in questo caso se ne poteva fare a meno, il film sarebbe stato ugualmente ...puffoso.
La trama del film è molto semplice e ricalca l'eterna lotta tra puffi e Gargamella, il quale cerca di frullare gli "ometti blu" per ottenere un grande potere, accompagnato dal gatto Birba. Proprio in fuga dal malvagio Gargamella, che finalmente è riuscito a trovare il villaggio segreto, durante la luna blu, alcuni puffi, lui stesso e Birba, attraverso un varco magico - aperto in una cascata - si ritrovano a New York. Nella grande mela una coppia di umani li aiuterà a tornare a casa ed a liberarsi del mago cattivo. La maggior parte delle scene divertenti sono nella prima parte del film, la seconda assume un tono un po' più pesante e sentimentalistico, in vista dell'addio e della morale finale.
La storia è banalotta, ma il film regge bene, la computer grafica ha reso i puffi adeguatamente e per tutto il tempo hai solo voglia di acciuffarne uno e portartelo a casa, salvo pensare che solitamente è ciò che si fa agli animali, privandoli della libertà, perchè sono tanto carini o tanto buoni da mangiare - c'è un Gargamella in ognuno di noi.
Trattazioni a parte meriterebbero i protagonisti umani del film: perchè la donna è incinta? Perchè si sceglie questo momento della vita della coppia? Perchè l'industria cosmetica fa da sfondo a questa vicenda?
Ma ciò su cui mi voglio concentrare è altro. Ai puffi sono state date diverse interpretazioni, chi li vuole màssoni chi li vuole comunisti. In realtà la società dei puffi è in origine una società asessuata di omofili, essi non nascono da altri puffi ma, come viene detto spesso, li "porta la cicogna", puffo vanitoso colpito da un fulmine ha dato vita ad un altro puffo, un baby puffo è stato trovato nella foresta. I puffi, tutti maschi, vivono in cooperazione armonica e, agendo in modo compatto, riescono a sfuggire alle grinfie di Gargamella il quale, intuendo che l'unico modo per raggiungere il proprio scopo è creare una frattura, separare i puffi, crea in laboratorio una Puffetta che metta i maschi uno contro l'altro. Per rompere l'armonia del gruppo, viene introdotto un elemento di disturbo, quale migliore elemento di disturbo se non una femmina, portatrice di scigura bibblica?
Le cose si evolvono però diversamente, Grande Puffo trasforma la Puffetta "maliziosa", dai capelli crespi e neri, in una Puffetta buona e bionda, una minidonna agelicata. Il piano di Gargamella va in frantumi, il pericolo per i puffi è superato, grazie alla saggezza del vecchio che cancella la malia dalla puffa, il livello di seduzione viene infantilizzato - nessuno sarà costretto a lottare per la femmina, nessun puffo diventerà un adulto andandosene con lei e nel contempo rendendo più fragile la compagnia, come voleva il mago, l'unione è salva, anzi rafforzata.
Nel corso del tempo Puffetta si integra perfettamente, non diventa la prostituta del villaggio, come alcuni amano pensare, ma viene accettata come una sorella, un pari, solo di sesso femminile - il genere è espresso dalla leziosità dei gesti e dal vestito.Un'altro tema interessante sarebbe questo: tanti puffi maschi, tanti modelli di maschio, una sola puffa, un solo modello di femmina.
Nonostante l'accettazione rimane in lei, un senso di disagio, un senso di colpa per essere stata creata per il male.
Eccomi giunta al punto: Puffetta ha la consapevolezza di essere stata creata dal cattivo per portare sventura e, nonostante l'intervento di Grande puffo, questa sensazione d'essere sporca e cattiva non la abbandona mai. Lo dice anche Gargamella: tu sei la traditrice.
E lo dice Puffetta chiaramente che a lei non l'ha portata la cicogna, lei è stata fatta apposta per distruggerli. Insomma bisogna che la femmina, anche quella di puffo, si vergogni di se stessa, che si mostri dispiaciuta di esistere, ancorchè sia stata "purificata". Il senso di colpa di Puffetta è il senso di colpa che si richiede alla donna perchè venga accettata dalla comunità.
Se a questo associamo il carattere frivolo che le viene dato: "Allora posso avere più di un vestito" dice guardando le bambole della sua stessa dimensione, il quadro è completo.
Certo che Puffetta è attiva e sveglia come gli altri puffi, ma questo non basta a metterla sullo stesso piano, il senso di colpa è dentro di lei, il peccato originale non le viene mai lavato via.
Vorrei una Puffetta che non chiede più scusa, che urli a voce alta: sono fiera di essere una Puffetta!
Speriamo nel prossimo film!

10 commenti:

S. ha detto...

direi proprio di no...noi siamo sempre quell'Eva tentatrice...portatrici di sciagure...per esempio quando ci violentano, la colpa è nostra perchè siamo vestite in un certo modo o peggio se abbiamo i jeans siamo sicuramente consenzienti...o se un branco violenta una ragazzina è perchè era lei che voleva, loro solo bravi ragazzi...putroppo troppi e continui messaggi subliminari, come nel film che citi tu, condizionano, altrochè .

Serbilla ha detto...

Che poi Puffetta è un'insospettabile!

Paolo1984 ha detto...

Nei Puffi dei cartoni non ricordo sensi di colpa da parte di Puffetta che diventava un membro del gruppo integrato perfettamente.
Se nel film (che non ho visto) hanno voluto rendere più "complesso" il personaggio (pur nei limiti di un film per tutta la famiglia), descrivendola non solo come frivola ma anche sveglia, attiva (non a caso è doppiata da un peperino come katy Perry, pop star che tra l'altro mi piace molto) e una che riflette sulle sue origini..bè dal punto di vista narrativo potrebbe essere interessante e non necessariamente misogino.
Pur essendo come te un ex spettatore dei puffi nonchè un fan di how i met your mother (il telefilm che ha reso famoso Neil Patrick Harris nel ruolo di Barney) non ho visto il film, ma spero anch'io in un sequel in cui puffetta torni orgogliosa di sè..del resto i suoi compagni puffi non mi pare l'abbiano mai colpevolizzata per essere stata creata da gargamella.
viva puffetta! e pure quattrocchi e brontolone (io odiiiooo..) che erano i miei puffi preferiti

Paolo1984 ha detto...

e non avendo visto il film non so dire perchè lei è incinta e quale sia l'importanza dei cosmetici nella storia..(penso sia una situazione non insolita per una giovane coppia) ma comunque divenire genitori è un evento che, in questo caso, riguarda la coppia ed è narrativamente interessante, l'importante è che i personaggi siano credibili e ben recitati e che la storia sia avvincente

Serbilla ha detto...

Ciao Paolo :)

La colpevolizzazione di puffetta viene esplicitata solo un paio di volte chiaramente, nel carone, mi ricordo una puntata in cui però il fatto ritorna al centro della narrazione, cioè come se lei fosse "facilmente sospettabile di tradimento" - e lei stessa fa qualcosa per mantenere la sua reputazione. Cioè: sa di essere nata per il male, le hanno concesso di stare tra i buoni, lei deve mantenere integro il suo comportamento per non essere cacciata. Ce la trovo tutta la storia delle donne nell'Occidente cristiano.
Nel film poi è uno scusarsi perpetuo, va bene spiegare la sua presenza, ma in una analisi globale: l'unica femmina del gruppo è una fatta per dividere e separare, poi accettata a patto d'essere sterilizzata (qualche volta si intuisce che lei è attratta da puffo Forzuto, ma ricordo che lei dice di voler bene a tutti allo stesso modo - stranamente ho dei ricordi piuttosto vividi di qusto cartone ^______^!) e di vivere nel senso di colpa. Ovviamente tutto questo senza togliere levità alla storia, ma ci mancherebbe, è un cartone per bambini piccoli. Ma un immaginario, come sappiamo si insinua proprio così, dolcemente.

Paolo1984 ha detto...

Bè i Puffi sono un cartoon dell'Occidente cristiano nati peraltro nel '59 quindi non è insolito che risentano di un certo tipo di cultura e mentalità antiquata..è che io come forse sai tendo a diffidare sempre delle interpretazioni ideologiche (per quanto possano essere legittime e interessanti e pure fondate, in certi casi) delle produzioni artistiche pop o non pop e i Puffi di queste interpretazioni ne hanno subite un bel po' (chi li vede come prototipo di una società comunista ecc..).per me la prima cosa è che una storia sia una buona storia cioè funzioni e avvinca (e da questo punto di vista i personaggi che cambiano da cattivi a buoni o da buoni a cattivi come succede ad Anakin/darth Vader che solo nella morte si riscatterà, o che sono in bilico, siano drammaturgicamente interessanti). Comunque il film dovrebbe essere il primo capitolo di una trilogia, spero che nel prossimo Puffetta sia sempre attiva e spigliata, possa superare le sue
origini e non debba più scusarsi

Ti saluto

Serbilla ha detto...

Infatti è un modo piuttosto antiquato di rappresentare il femminile in un film per bambini nel 2011.
I piani di lettura delle opere sono sempre molteplici, tra questi c'è il piano della lettura di genere, che può interessare o no.

Ciao Paolo :)

Paolo1984 ha detto...

il mio timore è che a forza di letture sociali, morali, ideologiche, politiche (quindi non solo di genere) potremo non riuscire a capire o non ci interesserà più se un'opera è riuscita o no, se funziona, se racconta in maniera efficace quel che vuole raccontare.
ma forse è un timore infondato di uno che sognava di fare il critico cinematografica e non sa se ci riuscirà.

ti saluto ancora e ti ringrazio per l'interessante discussione!

Serbilla ha detto...

Paolo, non so se 1984 è il tuo anno di nascita, se lo è mi sembra tu sia ancora abbastanza giovane per fare un sacco di cose, ma se non lo è, e quella data si riferisce solo all'omonimo romanzo, beh.. ma apri un bel blog ed esprimi questo tuo interesse!!!Per i blog non c'è nessun limite massimo d'età :)

Ciao.

Paolo1984 ha detto...

1984 è il mio anno di nascita e anche il titolo del romanzo di Orwell che amo molto. Grazie per l'incoraggiamento e i consigli

ciao

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Si è verificato un errore nel gadget