martedì 8 dicembre 2009

Lucca, strangolata in riva al fiume. Fermato l'amico: «L'ho uccisa io»

La ragazza ha vent'anni. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, che ha confessato l’omicidio

LUCCA - Una ragazza di 20 anni è stata trovata morta sul greto del fiume Serchio vicino a Gallicano (Lucca) stamani dopo una notte di ricerche: la giovane sarebbe stata strangolata. La ragazza si chiama Vanessa Simonini. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, amico della giovane, che ha confessato l’omicidio.

L'UOMO HA TELEFONATO AL 112 - Secondo quanto appreso, l’omicidio sarebbe maturato al termine di una discussione tra i due. Il corpo della vittima è stato trovato in una stradina secondaria che scende verso il fiume Serchio. Ci sono volute molte ore per individuare il luogo ma un aiuto ai carabinieri, già allertati dai genitori di Vanessa Simonini per il mancato rientro della figlia a casa, è arrivato da una telefonata al 112 fatta dallo stesso Baroncini, che parlava di un’aggressione ad una ragazza. I carabinieri lo hanno poi rintracciato e interrogato. Dopo un’iniziale reticenza, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio.

I DUE ERANO AMICI - Quanto al movente, potrebbe essere una reazione dell’uomo per essere stato respinto dalla ragazza: «Ho perso la testa dopo il rifiuto», ha detto ai carabinieri. I due si conoscevano da molti anni per frequentazioni comuni avute nel paese di Gallicano, in particolare nell’associazionismo sportivo. Negli ultimi tempi, nonostante la differenza di età, era nata un’amicizia più profonda tra i due, tanto che ieri sera Vanessa aveva accettato di andare ad una festa con Baroncini. L’uomo, che abita a Pisa, frequenta in modo assiduo la zona di Lucca per motivi di lavoro: è operaio in un’azienda che produce gabbie per conigli. È incensurato. Vanessa Simonini aveva terminato gli studi superiori ed era in attesa di una prima occupazione.


08 dicembre 2009

Fonte corrierefiorentino

martedì 24 novembre 2009

Abusi su bambine, arrestati 2 orchi

ACERRA - Nell'ambito dell'attività svolta al fine di reprimere il dilagante fenomeno deila violenza sessuale su minori, ad esito di attivita investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, unitamente a personale della quarta sezione della Squadra Mobile di Napoli, ha eseguito ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa in data 17.11.2009 dal tribunale di Nola Ufficio GIP, nei confronti di R.H., di anni 42, di nazionalità algerina, e di G.A., di anni 68, acerrano, poichè ritenuti responsabili dei reati di violenza sessuale aggravata in danno di due minori, M. e S.,che all'epoca dei fatti avevano rispettivamente 7 e 5 anni. I fatti accaduti in Acerra fino al mese di ottobre del 2008, sono maturati in ambito familiare, di estremo degrado socio-ambientale che ha già visto in precedenza l'efficace intervento dei servizi sociali di acerrani, che avevano allontanato i due minori dal proprio nucleo familiare per le condizioni di estremo disagio fisico e psichico in cui versavano (sottopeso, denutrite e piene di infezioni). Le bambine, una volta affidate ad una nuova famiglia, hanno avuto il coraggio e la forza di raccontare alla famiglia affidataria le continue violenze sessuali e di maltrattamenti psico-fisici a cui venivano sottoposte da parte del padre e di altre persone. Durante le indagini avviate dal personale della 4a sezione della Squadra Mobile è emerso che gli indagati hanno dimostrato di essere proclivi a condotte volte a soddisfare i propri abenanti desideri sessuali, manifestando un'assoluta indifferenza verso le sofferenze procurate a due bambine in tenera età. Gli abusi venivano consumati sia nell'abitazione dove vivevano le bambine che di terzi estranei dove venivano condotte dal padre. Le piccole raccontano di abusi consumati con violenza anche separatamente e in tali circostanze costrette ad assistere a quando accadeva il quale quindi, oltre a protrarre la sua condotta criminosa per un arco temporale prolungato, non ha esitato a costringere le proprie figlie a subire atti sessuali anche da parte di terzi estranei. Gli arrestati venivano rintracciati presso le rispettive abitazioni nella provincia di Napoli. Sono in corso indagini volte alla identificazione di altri soggetti coinvolti nella vicenda, ma non si può mancare di sottolineare quanto sia stato di giovamento alle bimbe la serenita del contesto familiare in cui in questo momento sono inserite, e che ha consentito anche l'emersione di crimini di tale gravità e l'identificazione dei responsabili.
di rc 21/11/2009
Anno I Numero 22

Fonte: acerrano

martedì 20 ottobre 2009

Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono

Il gip ha disposto l'arresto di due diciottenni già nei guai per festini a base di droga
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia


ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.

Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.

L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.

Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.

Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.

La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.

Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.

Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.

Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.

Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.

Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.

(20 ottobre 2009)



Fonte:repubblica.it

venerdì 9 ottobre 2009

In tv il dramma della Fargo «Il mostro l'avevo in casa»

DONNE E VIOLENZA. La testimonianza della cantante di Palazzolo, che ha raccontato perché è scomparsa dalle scene

«Mio marito mi picchiava e io pensavo: se sopravvivo sarò comunque vedova, non è l'uomo che ho sposato»


Palazzolo.
Sono passati più di 15 anni, ma in molti la ricorderanno con i grandi occhiali tondi e i ricci neri raccolti, sul palco dell'Ariston: è lì che Irene Fargo, cantante di Palazzolo, comincia la sua carriera. Ma dura poco. Le apparizioni sempre più rare, le date annullate.
Fino a che non la si vede più, Mancanza di ispirazione? No, violenza. E stalking. Nel suo gruppo di lavoro non immaginava si nascondesse l'uomo che l'avrebbe tormentata fino a farle abbandonare la carriera, e la sua identità: il suo ex manager, ed ex marito.
DOPO ANNI IRENE FARGO rompe il silenzio e racconta la sua verità: prima lunedì sera a «Chi l'ha visto», poi ieri, a Pomeriggio Cinque. «Il mostro l'avevo in casa - spiega -, mio marito mi picchiava, fingevo di essere morta»,
La sua testimonianza torna indietro fino al 1997: «Avevo una bimba, la mia carriera andava a gonfie vele, lui era una persona straordinaria. Così credevo. E fino a quando una donna non diventa madre non capisce che per i figli sacrificherebbe anche la vita».
Dopo l'idillio, i litigi e la violenza: «Non potevo credere stesse succedendo a me, tentavo di ricostruire il nostro rapporto pur essendo sottomessa. La prima volta che mi ha picchiata è stata la più terribile: avevo il viso schiacciato dal cuscino, con una mano mi teneva il collo, con l'altra mi prendeva a pugni. Anche se dovessi sopravvivere, pensavo allora, sarò comunque vedova: questo non è l'uomo che ho sposato. Mi ha portato all'isolamento, se mi contattavano per lavoro, rispondeva che ero ricoverata in ospedale per una malattia terminale».
DOPO IL DOLORE, la forza di riprendersi la vita. A far scattare la denuncia, è la violenza sulle bambine. Il suo ex marito è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di molestie telefoniche, ingiurie, percosse. Da tre anni, rivela a Chi l'ha Visto, è ancora vittima di stalking.
«Nonostante le denunce - racconta - è riuscito a mettersi in contatto con alcuni amici, a manipolarli. Ho ricevuto anche minacce di morte, anonime. E a fare la spesa, vado sempre in posti diversi. Lo stalking è un continuo stillicidio: se la goccia cade dall'alto, ti affievolisci. Fino al punto in cui vuoi sparire».

Fonte: bresciaoggi

mercoledì 7 ottobre 2009

Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia

La giovane era in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia
Stuprata nella toilette, poi derubata di soldi e cellulare Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia Un uomo è già stato fermato. Le foto trasmesse in Italia per il riconoscimento

PARIGI - Violentata più volte nella toilette di un treno in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia. La vittima è una ragazza italiana, una studentessa di 23 anni, originaria del Trevigiano. La polizia avrebbe già fermato un sospetto.

La giovane, che abita a Riese Pio X (Treviso), è stata aggredita domenica mentre si trovava sul treno, fra la città nel sud della Francia e il confine con l'Italia. E' stata violentata nelle toilette da un uomo che si è poi dato alla fuga dopo averle rubato il telefono cellulare e del denaro.

La ragazza, come spiegano fonti giudiziarie, è riuscita ad avvertire un controllore che però non ha fatto in tempo a bloccare l'aggressore prima che scendesse in una stazione sul percorso. Sarebbe poi stato rintracciato grazie a una borsa che aveva perso durante la fuga e che i gendarmi francesi hanno ritrovato.

L'uomo è stato posto in stato di fermo su disposizione della procura di Draguignan, in attesa delle indagini in corso. Alcune foto del sospetto sono state trasmesse alla polizia italiana affinché siano mostrate alla ragazza per l'eventuale riconoscimento. Le stesse immagini sono state sottoposte al personale in servizio domenica sul treno Marsiglia-Ventimiglia.

(5 ottobre 2009)

repubblica.it

lunedì 28 settembre 2009

Perseguita l'ex moglie, in manette

OTTAVIANO - Un commerciante di 46 anni di Ottaviano è finito agli arresti, raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola. L’uomo è accusato di stalking. Secondo le indagini condotte dai carabinieri ottavianesi, avrebbe perseguitato e molestato, in maniera sistematica, l’ex moglie, una 30enne polacca. Una persecuzione ormai insopportabile per la ragazza, che ha comportato per lei una svolta in negativo, costretta a cambiare persino le propie abitudini di vita. Ha presentato denuncia contro l’ex marito, e dopo le indagini dei militari dell’Arma, il 46enne è finito in cella a Poggioreale per stalking, minacce, ingiuria e lesioni personali.
di redazione cronaca 25/09/2009

Fonte:nolano

giovedì 24 settembre 2009

Ragazza violentata ad Arcinazzo tentato linciaggio dello stupratore

Gli amici della giovane, una ventina in tutto, hanno cercato di farsi giustizia da soli
Sono stati fermati dai carabinieri che avevano rintracciato il diciottenne per portarlo in caserma

ARCINAZZO (Roma) - In lacrime si è rivolta agli amici, a loro ha spiegato cos'era successo mentre tutti la stavano cercando. La reazione è stata immediata: si sono organizzati e hanno cercato di farsi giustizia da soli. Ha rischiato il linciaggio il 18enne romeno accusato dello stupro di una sedicenne italiana durante una festa all'insegna dell'enogastronomia locale, giovedì sera ad Arcinazzo Romano, in provincia di Roma.

La ragazza, dopo una lunga assenza che aveva preoccupato tutti, è tornata nella piazza in cui aveva lasciato i suoi amici, un'area dedicata ai più giovani all'interno della rassegna "Magnalonga". Ha spiegato, tra le lacrime e visibilmente provata, che il ragazzo che aveva conosciuto quella sera si era trasformato in uno stupratore.

Immediata la reazione: gli amici sono andati a cercare il diciottenne in un parco giochi dove era ospitato dal proprietario e hanno cercato di entrare. Il linciaggio è stato sventato dai carabinieri che erano andati ad arrestare il presunto stupratore per portarlo in caserma. All'arrivo dei militari il gruppo è fuggito. Il romeno sarà interrogato in giornata dal pm di Tivoli. E' accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della presunta vittima.

(22 agosto 2009)

Fonte: repubblica.it

Ricovera il figlio per farlo nutrire

ACERRA - MADRE INDIGENTE RICOVERA NEONATO PER FARLO NUTRIRE APPELLO DA MOVIMENTO PER LA VITA,L'AVEVA CONVINTA A NON ABORTIRE (ANSA) - ACERRA (NAPOLI), 31 AGO - Una madre indigente, disperata, fa ricoverare il figlio di appena un mese per garantirgli il latte. E' accaduto ad Acerra, nel napoletano, dove una giovane di 21 anni, nei giorni scorsi ha portato il proprio figlioletto in ospedale, per farlo nutrire. A raccontare il caso i volontari del Movimento per la vita della diocesi locale, che nei mesi scorsi, avevano convinto la ragazza a non abortire. Oggi, quegli stessi volontari lanciano un appello ai cittadini a donare latte in polvere, per poter sfamare il bambino. ''La situazione di questa ragazza e' disastrosa - spiega un' operatrice del Movimento - e' sposata con un ex tossicodipendente che non trova un lavoro stabile, e dal quale ha gia' avuto due bambini, di 2 e 3 anni. Durante la gravidanza ha digiunato piu' volte per poter acquistare il cibo ai suoi figli''. ''Il nostro centro - continua - le aveva procurato del latte, che pero' e' bastato solo per poche settimane. Ieri ci ha telefonato e ci ha raccontato cosa era successo: il denaro scarseggia, e nonostante l'aiuto nostro e della Caritas, non riescono ad andare avanti, tanto che nei giorni scorsi i due hanno ricoverato il bambino, mal nutrito, pur di garantirgli un po' di latte''. L'appello ai cittadini e' di donare il latte in polvere per neonati: ''Chi vuole puo' portarlo direttamente al nostro centro, che si trova al palazzo vescovile in piazza Duomo, dalle 17 alle 19. Ma sono graditi anche altri alimenti per bambini, perche' quella della giovane ventunenne, non e' l'unica storia triste che si consuma nel nostro paese''. (ANSA). Y2W-PGL 31-AGO-09 17:49 NNN

di rc 01/09/2009

Fonte:acerrano

lunedì 7 settembre 2009

Napoli, violenza su una sedicenne in manette 7 minori e un 19enne

In otto hanno provato a violentarla mentre la riprendevano con i telefonini
La ragazza si è riuscita a liberare e ha attirato l'attenzione di una pattuglia
Napoli, violenza su una sedicenne
in manette 7 minori e un 19enne
Per la vittima 10 giorni di prognosi, fermati tutti gli aggressori

NAPOLI - L'hanno circondata, spogliata, palpeggiata. In otto contro una, ma lei è riuscita a divincolarsi e scappare via. E' successo a Scampia, quartiere periferico di Napoli. E sette degli otto aggressori sono minorenni, come minorenne è anche la vittima, una ragazza di sedici anni. L'unico maggiorenne, un ragazzo di diciannove anni, è proprio quello che ha condotto la giovane sul luogo dell'agguato.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il diciannovenne aveva dato appuntamento alla ragazza per una passeggiata. Ma dopo averla fatta salire in macchina l'ha portata in luogo isolato, dove con minacce e violenza l'ha costretta a compiere atti sessuali. A quel punto è intervenuto anche il branco, che ha provato a bloccare la sedicenne, spogliandola e palpandola, mentre la riprendevano con il telefonino e la minacciavano di mettere i filmati in rete.

La ragazza, però, è riuscita a sottrarsi ai suoi aggressori, ed è fuggita inseguita dagli otto giovani. Le sue urla hanno fortunatamente richiamato l'attenzione di una pattuglia del nucleo radiomobile di Napoli. I Carabinieri, nonostante il branco abbia provato a scappare, hanno bloccato tutto il gruppo, che si era infilato in una strada chiusa.

La sedicenne è stata accompagnata all'ospedale, dove i medici del San Giovanni Bosco di Napoli le hanno prestato le prime cure per per traumi al torace, al bacino e alla testa giudicati guaribili in dieci giorni. Per i sette minorenni si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei, mentre il diciannovenne è stato condotto nel carcere napoletano di Poggio Reale.

(2 settembre 2009)

Fonte:repubblica.it

venerdì 4 settembre 2009

Aggredisce e stupra donna, arrestato

NAPOLI - Un pizzaiolo 26enne è stato arrestato dai carabinieri a Napoli per aver prima aggredito e poi violentato una donna. L'uomo è stato sorpreso mentre abusava della 49enne in via Arno, nel quartiere Soccavo, sulle scalinate dei giardinetti vicini la chiesa 'Madonna di Fatima'. Le indagini hanno accertato che la vittima, una donna russa domiciliata nel quartiere Pianura, dopo aver pranzato in un ristorante di via Giustiniano, dove lavora l'uomo, è stata seguita dal pizzaiolo fino al luogo della violenza. Il 26enne prima si è scagliato contro di lei colpendola con pugni al volto e al corpo e poi, tramortita dalle percosse, è stata immobilizzata dall'aggressore che l'ha spinta contro una ringhiera costringendola a subire lo stupro. La donna è stata accompagnata presso l'ospedale San Paolo dov'è stata medicata per contusioni multiple in tutto il corpo con ecchimosi alle braccia, alle gambe, al volto e al ventre, nonché per lesioni alle parte intime guaribili in cinque giorni. Nel corso della perquisizione del 26enne i militari dell'Arma hanno anche rinvenuto, nella tasca dei pantaloni, un indumento intimo della vittima che è stato sottoposto a sequestro. L'uomo è stato rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.
di redazione 01/09/2009
Fonte:nolano

domenica 30 agosto 2009

Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia della madre di una delle ragazzine
La donna avrebbe letto sul pc della figlia conversazioni via chat a sfondo sessuale

Il docente avrebbe frequentato le due giovanissime via internet ed incontrandole personalmente

Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
TRIESTE - Un insegnante di 37 anni, Mauro Piccinini, è stato arrestato a Trieste, accusato di violenza sessuale nei confronti di due sue ex allieve di 13 e 14 anni. L'uomo avrebbe continuato a frequentare le due ragazzine fuori della scuola, sia chattando sia incontrandole di persona.

Le indagini sull'uomo, supplente durante lo scorso anno scolastico in alcune medie di Trieste, sono state guidate dalla pm Cristina Bacer. Il gip Raffaele Morvay ha firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere e oggi interrogherà Piccinini alla presenza del suo legale, Massimiliano Marchetti. Il difensore del professore sostiene che il rapporto tra il suo assistito e le sue scolare fosse una semplice amicizia, che è stata equivocata.

Le indagini della polizia postale sono scattate dopo che, nelle scorsa primavera, la madre di una delle due giovani ha letto sul computer della figlia le conversazioni a sfondo sessuale via chat tra la ragazzina e il proprio insegnante. Gli investigatori, attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti sul computer del professore, hanno poi scoperto i contatti con la seconda allieva.

(28 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it

martedì 25 agosto 2009

Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno

Il fatto è avvenuto nella notte ad Arcinazzo Romano
I due si erano incontrati a una manifestazione enogastronomica


Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
ROMA - Una studentessa di 16 anni ha raccontato di essere stata violentata ieri sera ad Arcinazzo Romano, un paese di montagna in provincia di Roma. Poco dopo i carabinieri di Subiaco hanno arrestato un romeno di 18 anni.

La studentessa avrebbe conosciuto il ragazzo ieri sera durante la "Magnalonga", un percorso enogastronomico con vari punti di degustazione che per alcuni giorni fa della cittadina laziale una sorta di ristorante a cielo aperto. C'è un'area della rassegna in cui i più giovani si ritrovano a parlare e a ballare ed è li che è avvenuto l'"approccio", seguito poco più tardi dalla violenza in un luogo appartato, poco distante.

I carabinieri, oltre alla deposizione della vittima, hanno raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi arrivando nel giro di poche ore all'identificazione e all'arresto del romeno, O.G.C., i cui genitori vivono in un'altra provincia del Lazio. Ai militari il giovane ha raccontato di essersi spostato nella zona per lavorare come guardiano notturno, ma la sua versione non avrebbe trovato riscontri. Il giovane si trova ora nel carcere di Rebibbia. La studentessa è stata medicata e poi dimessa dall'ospedale di Subiaco.

"Sono sconvolto - ha detto il sindaco Sandro Biferi - sono stato fino all'una di notte alla festa e non ho saputo nulla. Oggi mi è stato comunicato tutto dai carabinieri. Siamo indignati, anche se la ragazza non è di Arcinazzo ma di un paese vicino. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono addolorato perché tutti siamo genitori e fatti di questa gravità sono davvero inaccettabili. Sono 14 anni che organizziamo questo appuntamento - conclude - e non è mai accaduto nulla. Siamo sconcertati e un plauso va ai carabinieri che in poco tempo hanno individuato il presunto responsabile".

(21 agosto 2009)

Fonte: repubblica.it

giovedì 20 agosto 2009

Il falò in spiaggia, poi la violenza il branco la stupra durante la festa

A Tor San Lorenzo, sul litorale romano, notte drammatica per una 17enne
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale

ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.

Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.

I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.

Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.

L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.

Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.

(15 agosto 2009)

Fonte: repubblica.it

mercoledì 29 luglio 2009

"Amore molesto", 2 arresti

NOLA - Stalking, due arresti da parte dei carabinieri. In manette a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, è finito Vincenzo De Lucia, 57enne di Nola che vive nella città calabrese. Le manette sono scattate dopo che, per l’ennesima volta, l’uomo si è recato nei pressi della casa di una giovane rumena, una 24enne di cui si è invaghita, e che da tempo infastidiva e molestava, tanto da averla indotta a presentare denuncia. Dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento, la ragazza ha avvertito i carabinieri che lo hanno arrestato per stalking. Un caso simile a Brusciano, dove i carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato per atti persecutori aggravati un 38enne. I militari hanno sorpreso l’uomo all’esterno della abitazione di una 33enne, anch’ella di Brusciano. Lui fuori alla porta che inveiva con minacce anche di morte ed insulti e lei, terrorizzata, barricata in casa. I carabinieri lo hanno quindi arrestato, ed attualmente si trova ai domiciliari.
di redazione cronaca 28/07/2009
Fonte:nolano

domenica 21 giugno 2009

Minaccia ex moglie, arrestato 28enne

CICCIANO - Nuovo arresto per stalking nel Nolano. In manette un 28enne di Cicciano. Solo ieri agli arresti era finito un 37enne di San Gennaro Vesuviano che da tempo perseguitava una 19enne di Piazzolla, la quale alla fina si è convinta, dopo mesi di vessazioni e minacce, a denunciarlo. Stavolta si tratta di un uomo responsabile di atti persecutori nei confronti della sua ex moglie 26enne. L’uomo, che non si rassegnava alla fine del loro matrimonio, si è recato nell’appartamento della 26enne e l’avrebbe minacciata e aggredita. La donna soffriva, a causa di questa situazione, di un grave stato di ansia. L’arrestato è finito a Poggioreale.
di redazione cronaca 20/06/2009
Fonte:nolano

sabato 20 giugno 2009

Perseguita 19enne, arrestato

NOLA - Era follemente innamorato di lei, ma lei non lo voleva. Non è la trama di un romanzo rosa ma l’ennesimo caso di stalking. Il terzo nel Nolano. La vittima stavolta è una ragazza di 19 anni, che nella vita è impiegata. L’arrestato un 37enne di San Gennaro Vesuviano pazzo d’amore (di un concetto personalissimo di amore) che non ha esitato a trasformare l’oggetto dei suoi desideri in vittima della sua ossessione. Una ossessione durata mesi, fino a stamattina. Quando la ragazza finalmente si è decisa, grazie anche alla mediazione dei carabinieri di Nola, a denunciare chi le stava rendendo la vita un inferno. L’arresto del 37enne, dipendente di una macelleria di San Gennaro Vesuviano, è avvenuto dopo l’ultimo episodio di minacce. Lui l’ha vista passare, è uscito dal negozio, l’ha afferrata e bloccata chiedendole perché non lo volesse. L’ha minacciata ancora una volta. Una pattuglia del Radiomobile di Nola è accorsa su segnalazione della donna; i militari già conoscevano quella storia di amore respinto diventata violenta ossessione, ed avevano cercato di convincere la 19enne a denunciare. Lei aveva sempre cercato di risolvere la questione bonariamente. Eppure quella continua assillante presenza dell’innamorato non corrisposto aveva trasformato la sua vita in una quotidiana lotta contro stati di ansia così forti da indurla al vomito ed alla paura di tutto. Alla fine si è decisa a denunciare, ed i carabinieri hanno arrestato l’uomo per stalking, trasferendolo a Poggioreale. La 19enne è tornata alla vita tranquilla di una adolescente spensierata. La sua storia è quella purtroppo di tante altre ragazze, vittime di un amore che troppo spesso, per gli uomini, è sinonimo di mero possesso e prevaricazione. Con questa nuova legge, la sensibilità delle forze dell’ordine, ed il coraggio delle donne, ci si può liberare.
di bibi 19/06/2009

Fonte: nolano

Stalking, 22 casi in 6 mesi

NOLA - Stamani è stato firmato dal Questore di Napoli il 22° provvedimento di ammonimento preventivo previsto dal articolo 612 bis del codice penale per il reato di stalking, ovvero atti persecutori. Infatti la persona che si ritiene essere oggetto di molestie può esporre i fatti al Questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell'autore delle molestie. Il Questore ammonisce il persecutore a non avere più una condotta ossessiva e vessatoria nei confronti della vittima. Fin’ora, il provvedimento a carattere preventivo, ha dato ottimi risultati, infatti solo in un caso sui 22 un “persecutore” ha continuato nel suo atteggiamento, venendo così denunciato all’A.G. Diversi casi di stalking si sono verificati nel Nolano, nella stessa Nola ed a Casalnuovo. A Nola è stato un 34enne a finire in manette per avere minacciato, perseguitato ed aggredito per mesi una 27enne di Cimitile, dalla quale pretendeva rapporti sessuali (l’uomo è stato fermato dai carabinieri 3 volte, l’ultima proprio con l’accusa di violenza sessuale). L’ultimo caso in ordine di tempo è l’arresto di Michele Giordano, 33enne napoletano e residente a Pompei, fermato per i reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché minacce aggravate, violenza psicologica, percosse, lesioni, ingiurie e diffamazione. I poliziotti del commissariato di Castellammare di Stabia sono intervenuti in via Tommaso Milante dove una donna aveva chiamato la polizia in quanto l’uomo, già querelato dalla stessa poichè da tempo la minacciava, aggrediva, ingiuriava, diffamava e aveva nei suoi confronti atti persecutori sia di persona che per telefono, era all’esterno della sua abitazione pretendendo di entrare, tentando di sfondare la porta. All’arrivo dei poliziotti l’uomo, ha approfittando dell’apertura della porta per introdursi in casa e si è scagliato prima contro la donna e poi contro i poliziotti che con non poca difficoltà e dopo una breve colluttazione sono riusciti a bloccarlo ed ad arrestarlo. L’uomo sarà giudicato per direttissima domani mattina.
di redazione cronaca 16/06/2009

Fonte:nolano

giovedì 14 maggio 2009

Molesta 27enne, di nuovo in carcere

NOLA - E’ tornato in carcere a Poggioreale Salvatore Gaetano, il 35enne di Nola che giovedì scorso fu arrestato con le accuse di stalking e violenza sessuale. L’uomo, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, sulla base della denuncia della vittima delle minacce e delle persecuzioni dell’uomo, una 27enne di Cimitile, è finito di nuovo in manette per avere avvicinato e nuovamente minacciato la donna. Sabato scorso il Gip presso il Tribunale di Nola, Polizzi, aveva convalidato l’arresto e disposto la misura del divieto di avvicinamento all’abitazione della ragazza che lo ha denunciato. Ciononostante, il 35enne, anche attraverso amicizie comuni e familiari, è riuscito ad incontrare la donna. Una volta avvicinatala, l’avrebbe affrontata e minacciata. “Te la farò pagare per quello che hai fatto”, le avrebbe detto inveendole contro. La giovane, che da dicembre aveva subito le vessazioni dell’uomo (sposato e con figli, e che l’aveva ospitata in casa per un breve periodo in passato), è tornata dai carabinieri della stazione di Cimitile, guidata dal maresciallo Franco Di Gioia. Credeva di essersi liberata da quell’inferno, invece le si è ripresentato davanti per strada. Lo ha nuovamente denunciato. Stavolta il giudice per le indagini preliminare ha disposto la carcerazione. Salvatore Gaetano è ora a Poggioreale.
di bibi 13/05/2009
Fonte: nolano

sabato 9 maggio 2009

Stalking, arrestato un 34enne

NOLA - Salvatore Gaetano, 34enne di Nola, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta del capitano Gianluca Piasentin. Accuse pesantissime nei suoi confronti: violenza sessuale e stalking. L’uomo è finito in manette dopo avere trasformato in un inferno la vita di una 27enne di Cimitile, che da mesi subiva le sue minacce, aggressioni, i tentativi di avere rapporti, le molestie. Tutto è iniziato qualche mese fa, quando la ragazza, e sua sorella minore, per motivi personali hanno abbandonato la casa materna ed hanno trovato ospitalità proprio in casa di Salvatore Gaetano. All’inizio, ha raccontato la 27enne ai carabinieri, lui, sposato, avrebbe rivolto le proprie attenzioni alla sorella. In seguito avrebbe maturato una vera e propria ossessione per lei. Da dicembre, ha detto la ragazza ai carabinieri della stazione di Cimitile, lui la avvicinava, cercava di avere rapporti sessuali con lei. La vittima rifiutava ogni contatto, ma lui la palpeggiava e toccava, molestandola pesantemente. Una situazione insostenibile, cui si univano le minacce del 34enne, le ingiurie. Quando la sua condizione in quella casa è diventata insopportabile, la ragazza e la sorella sono tornate dalla madre a Cimitile, pensando di potere ritrovare qui la serenità perduta. Al contrario Gaetano ha continuato a tartassarla. La pedinava, quando la incontrava per strada le chiedeva minaccioso di tornare. Sarebbe arrivato a minacciarla con un coltello da cucina, e ad aggredirla. L’ultimo episodio ieri mattina. Lei è casa, lui raggiunge Cimitile e comincia a dare calci e pugni alla porta di casa. Urla ed inveisce, la minaccia. La donna chiama i carabinieri, e solo in questo modo riesce a farlo andare via. Con l’arrivo dei militari, riesce ad aprirsi ed a raccontare il proprio inferno. Mesi di tormenti e paura, che l’avevano ridotta in uno stato pietoso. Ansia, depressione ed una paura costante di trovarselo davanti. Sulla base della sua denuncia, i carabinieri di Nola hanno effettuato una perquisizione di Salvatore Gaetano, trovando anche il coltello, poi riconosciuto dalla ragazza. Arrestato, è stato trasferito a Poggioreale.
di redazione cronaca 08/05/2009

Fonte:nolano

sabato 2 maggio 2009

Comunicato dell'UDI di Napoli

Alcune cittadine ci hanno esposto di non aver potuto prenotare i loro interventi in day surgery presso il II Policlinico del Centro Storico di Napoli, principalmente le interruzioni di gravidanza. Il blocco totale del reparto è stato deciso e comunicato dal direttore dott. Marcello Ciervo, in seguito ad un’ispezione dei NAS che ha messo in evidenza alcune inottemperanze.
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. 
Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.

Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019

venerdì 24 aprile 2009

Stalking, un arresto nel Nolano

BRUSCIANO - Stalking, secondo arresto nel Nolano. Dopo l’arresto operato dai carabinieri a Casalnuovo nelle scorse settimane, stavolta sono i militari della stazione di Brusciano e del radiomobile di Castello di Cisterna ad avere arrestato con l’accuso di “atti persecutori aggravati” un 32enne di Brusciano. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre cercava di dare fuoco alla propria abitazione e minacciava la moglie, una 40enne. Aveva già cosparso di alcool il pavimento quando sono sopraggiunti i carabinieri che lo hanno bloccato. Non si è trattato di un gesto isolato. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, minacce e molestie nei confronti della compagna si protraevano da tempo. Da due mesi la donna subiva minacce, ingiurie e violenze di ogni tipo. La sua vita, ha raccontato ai carabinieri del capitano Orazio Ianniello, si era trasformata in un inferno. Aveva anche presentato diverse denunce, ma queste invece di scoraggiare l’arrestato, si era accanito contro di lei. Le molestie erano divenute più insistenti, trasformandosi in stalking. La 40enne viveva reclusa in casa, aveva modificato le proprie abitudini di vita e relazionali. Per questo sono scattate le manette per atti persecutori aggravati. E’ stato trasferito a Poggioreale.
Fonte:nolano

lunedì 20 aprile 2009

Stalking "familiare", un arresto

SANT'ANGELO DEI LOMBARDI - Stalking “familiare”. La Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, mette in luce una storia di quotidiane vessazioni e soprattutto ne segna l’epilogo. Che è poi uno dei primi casi di applicazione della nuova e rigida legge Carfagna sulle molestie. Stavolta vittima dello stalking è un’intera famiglia irpina. Madre anziana, fratelli, cui l’uomo arrestato faceva vivere un vero e proprio inferno quotidiano per procurarsi la droga. Minacce verbali, molestie telefoniche, continue aggressioni, estorsioni. Alla fine la famiglia ha denunciato l’uomo e, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Rotondi della Procura diretta da Antonio Guerriero, il giovane tossicodipendente è stato arrestato dai carabinieri di Mirabella Eclano.

Fonte:nolano

martedì 14 aprile 2009

Stalking, arrestato l'ex

CASALNUOVO - Per due anni ha terrorizzato una donna perseguitandola e minacciandola di morte, dopo che la loro relazione era finita. L'incubo per una 43enne di Casalnuovo di Napoli e' finito la scorsa notte, quando il suo ex, un pregiudicato di 45 anni, e' stato arrestato in flagranza di reato. I carabinieri sono intervenuti dopo una telefonata della donna, che chiedeva il loro aiuto. L'uomo e' stato sorpreso mentre minacciava di morte la donna che, terrorizzata, si era barricata in casa.

Fonte:nolano

martedì 24 marzo 2009

Stalking, prima volta in Irpinia

MONTEFORTE IRPINO - Stalking, prima “ammonizione” in Irpinia. Il provvedimento del questore del capoluogo irpino, in ottemperanza alla nuova legge contro le molestie, riguarda un 45enne di Monteforte di cui sono state rese dote solo le iniziali, C.A.. L’uomo avrebbe perseguitato ed ingiuriato la propria ex moglie (con la quale è in corso la causa di separazione), causandole ansia e paura. Per la donna era diventato impossibile continuare a condurre una vita serena e tranquilla. Continue intrusioni nella vita privata della ex consorte, che hanno costretto la donna ad attivare la recentissima procedura prevista dal decreto legge n.11/2009 chiedendo al questore di emettere l’ammonimento. Attraverso quest’ultimo il molestatore viene ammonito, per il futuro, ad astenersi dal porre in essere atteggiamenti e comportamenti invasivi della sfera personale della donna. Nel caso l’ammonito perseveri in tali atteggiamenti la legge prevede un aggravamento della sanzione penale che porta la punibilità dai quattro ai sei anni.
di Bianca Bianco 20/03/2009
Fonte:nolano

mercoledì 4 marzo 2009

Stupro di gruppo su 14enne, presi

MASSA DI SOMMA - Avrebbero violentato, in gruppo, una ragazzina di 14 anni. Tre uomini sono stati arrestati dai carabinieri a Massa di Somma. Il fatto sarebbe avvenuto fra il mese di ottobre e di novembre del 2007 e le indagini hanno preso il via grazie alla denuncia presentata dalla vittima. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Nola, uno degli indagati accompagnava la minorenne con la propria moto in una localita' distante dal centro abitato, dove sarebbero state consumate le violenze. Scene riprese anche da un telefono cellulare per minacciare la vittima: se avesse parlato quelle immagini sarebbero finite sulla rete internet. Oltre agli arrestati, alle violenze avrebbero preso parte anche altre persone. In un'occasione la ragazza sarebbe stata anche minacciata con una pistola. Il gip del tribunale di Nola ha disposto l'arresto in carcere per Mauro Cirullo e gli arresti domiciliari per Salvatore Mariniello e Aniello Iengo.

di redazione 28/02/2009
Fonte:nolano

martedì 3 marzo 2009

Stupro uomo, traditi da tatuaggio

NOLA - Rapinano un 30enne e lo costringono ad un rapporto sessuale. Lo riprendono con il telefonino e poi lo ricattano. Una storia di estremo squallore, conclusasi con l’arresto di due persone: Felice Piatti, 19enne nolano, e Carmine Sicondolfi, 35enne di Casamarciano. Arrestati ieri pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, con le accuse di rapina aggravata, tentata estorsione, violenza sessuale, porto abusivo di arma da fuoco. Il felice epilogo di questa brutale vicenda è stato possibile grazie all’abilità investigativa dei militari dell’Arma nolana, supportata dalle moderne tecnologie fornite dal web lase. Proprio grazie a questo data base informatico delle forze dell’ordine, ed al dettaglio di un tatuaggio ricordato dalla vittima della violenza sessuale, è stato possibile risalire prima a Piatti, poi al complice Sicondolfi. L’operazione è iniziata dopo la chiamata di un 30enne di Saviano al 112. Sotto choc, ha raccontato di essere stato aggredito, all’una di notte del 27 marzo, in piazza D’Armi a Nola, mentre era nella propria vettura. Due uomini, entrambi a volto coperto (solo in seguito Piatti si sarebbe tolta la sciarpa che gli copriva il viso), si sono avvicinati alla vettura e, armati di pistola, lo hanno costretto a subire un rapporto sessuale, riprendendo la scena con il cellulare di uno dei due. Poi lo hanno derubato dell’orologio, di 50 euro, del cellulare. Infine la minaccia: “Se domani non ci porti mille euro, queste immagini le facciamo vedere a tutti”. La richiesta “sigillata” da un colpo esploso in aria. Il 30enne, dopo avere raccontato in ogni particolare i fatti ai carabinier, , ha sporto denuncia. Fondamentale è stato però un suo vivido ricordo. Oltre alla fisionomia di uno dei due rapinatori, ha ricordato un tatuaggio che questi aveva su una mano. Particolari importanti, perché immessi nel web lase, hanno consentito ai militari di risalire a Felice Piatti. Da qui, i carabinieri risalgono anche a Carmine Sicondolfi. Scattate le ricerche, Piatti e Sicondolfi sono stati rintracciati poco dopo, erano ancora insieme. In tasca avevano il cellulare della vittima e quello con cui avevano ripreso la scena del rapporto sessuale coatto. Nella memoria del telefonino i tecnici informatici dell’Arma hanno rintracciato il filmato della violenza ripreso la notte prima. Indizi schiaccianti, che concludono il caso della violenza di piazza D’Armi, ma consentono ai carabinieri di ricollegare i due anche ad un altro episodio. Il particolare del colpo sparato in aria a scopo intimidatorio i militari non se l’erano scordato, era emerso dai racconti di due uomini, vittime di una rapina il 17 marzo. I due denunciarono di essere stati rapinati da una coppia di malviventi alle 11 di sera a via Trivio.Le vittime, un 35enne di Cimitile ed un 18enne di Comiziano, erano insieme in auto quando i banditi li rapinarono degli orologi, dei cellulari, di un lettore dvx e di 300 euro. Poi si erano allontanati sparando un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Un tratto distintivo, un messaggio, che ha permesso ai militari di mettere in collegamento le due vicende e far scattare nuove accuse di rapina e porto d’arma abusivo a carico di Piatti e Sicondolfi. A conferma dell’intera mole di indizi raccolti, la perquisizione domiciliare a casa dei due, che ha “restituito” il bottino sottratto alle vittime.
di redazione cronaca 28/03/2009
Fonte:nolano

domenica 1 marzo 2009

Violentò una ragazza libero dopo un anno

Imperia, l'aggressione fu brutale. La vittima: "Ora costretta a barricarmi in casa"
L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione

di LUCIA MARCHIO'

IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari.

"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura".

Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla.

Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato.

Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà.

Fonte:repubblica

giovedì 5 febbraio 2009

Tentano stupro donna incinta, presi

NAPOLI - Due marocchini sono stati arrestati ad Aversa per aver molestato una donna incinta sul treno intercity Napoli-Milano, in partenza dalla stazione centrale di Napoli. L'episodio è accaduto ieri pomeriggio. La donna, B.M.L., 19enne, era sul treno insieme al fidanzato, diretta a Roma, quando rimasta momentaneamente sola nello scompartimento della carrozza. I due si sono introdotti nello scompartimento e hanno tentato di violentarla: mentre uno dei due la tratteneva bloccandole le braccia, l'altro aveva iniziato a palpeggiarle il seno e le parti intime. La scena è stata notata da un venditore ambulante di bibite, che ha aperto la porta dello scomparto costringendo i due aggressori a desistere. Attirato dalle grida della donna, anche il fidanzato della ragazza è intervenuto per soccorrerla. I due marocchini si sono dati alla fuga negli altri vagoni. Il capotreno ha chiamato il 113. Immediatamente diverse pattuglie del commissariato di Aversa si sono mosse per attendere il treno alla stazione di Aversa. Il convoglio è stato rapidamente circondato dagli agenti. E' scattata la perquisizione di tutti gli scompartimenti fino a che i due marocchini sono stati riconosciuti dalla vittima e arrestati dai poliziotti. La giovane donna, sconvolta e terrorizzata, dopo i primi soccorsi presso il commissariato di Aversa, è stata accompagnata in ospedale dove i medici le hanno riscontrato lievi contusioni al corpo guaribili in tre giorni. I due extracomunitari sono ora in carcere a S. Maria Capua Vetere. Si tratta di B. M. e Z. B., entrambi di 19 anni, con regolare carta di soggiorno rispettivamente residenti a Torino e a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
di redazione 30/01/2009

Fonte: nolano

domenica 1 febbraio 2009

Godersela

Si che il manifesto l’ho visto, dico quello dei poliziotti che infilano le mani sotto la gonna alle ragazze, si che ho provato una sensazione di incontrovertibile schifo e disagio, disagio di vivere in questo paese che colleziona stupri e idioti e volgarità, sensazione che non mi abbandona e non mi abbandonerà mai più.
Solo che ormai è un gioco facile, è il gioco più antico della comunicazione, da quando la comunicazione esiste, cioè da sempre, cioè da sempre si stupisce e provoca per vendere un’idea o un prodotto o aria fritta che faccia girare danaro e lasci residui oleosi solo sulle mani di chi i soldi se li vede scivolare dalle mani, tra una bolletta e l’altra, ma cammina per strada, magari di notte torna a casa dopo aver fatto l’infermiera, la badante, la baby sitter, la ballerina, l’operaia, la spazzina, la puttana e si ritrova proiettata in un mondo parallelo dove la sua dignità è palesemente derisa.

Un manifesto che si sipira la messaggio evangelico viene rifiutato e l’altro che inneggia alla violenza di genere, di dimensioni mastodontiche, si impone dagli spazi pubblicitari del comune della tua città.
Mentre una ragazza viene stuprata da cinque uomini.

lunedì 26 gennaio 2009

Belladonna

Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.
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*La bella donna dove Amor si mostra.
Guido Cavalcanti.

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