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giovedì 1 agosto 2013

Andrea.

Perché non cada nel vuoto, perché non si dimentichi.

Storia di Andrea, “la trans di Termini” massacrata alla stazione
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 La mattina del 29 luglio il suo corpo pieno di lividi e ferite è stato trovato abbandonato al binario 10. 
Andrea aveva solo 28 anni. Sei giorni prima di morire ci aveva raccontato le sue paure e le sue speranze. 
Nonostante tutto.
31 luglio 2013

Fonte redattoresociale.it

Chissà a cosa pensava Andrea ogni notte prima di addormentarsi sopra il suo cartone davanti alla stazione Termini di Roma. Forse pensava alla famiglia in Colombia, a sua madre e a suo padre lasciati quattro anni fa per trovare fortuna in Italia. Forse avrebbe voluto chiamarli, dirgli che la vita non era esattamente come aveva sognato da bambino, quando era ancora un maschio, raccontargli delle botte prese, del braccio rimasto paralizzato, della gamba che si muove a fatica. O forse semplicemente sprofondava subito nel sonno. Era troppo stanca e delusa per pensare.
Certo, non immaginava di morire da sola, ammazzata a bastonate e forse a coltellate nella stazione che era diventata la sua casa. Andrea aveva solo 28 anni. La mattina del 29 luglio il suo corpo pieno di lividi e ferite è stato trovato abbandonato al binario 10.
Tra i viaggiatori che ogni giorno correvano a prendere il treno alla stazione pochi facevano caso a lei. Per tutti era la trans di Termini, quella che passava le sue giornate lungo i binari o davanti all’ingresso della stazione a raccogliere le cicche nei portacenere per racimolare un po’ di tabacco. Un’altra disperata senza nome e senza storia che andava a riempire le file del popolo dei senzatetto della stazione.
Non parlava con chiunque Andrea, non dava confidenza facilmente. La maggior parte del tempo se ne stava seduta a fissare il vuoto. Oppure si trascinava, un passo alla volta, stando attenta a non perdere l’equilibrio, verso la pensilina dell’autobus 714 che l’avrebbe portata alla mensa della Caritas di Colle Oppio a consumare il primo pasto della giornata.
Quando capiva di potersi fidare, però, cambiava espressione, il suo volto bruciato dal sole che dimostrava più anni di quelli che aveva, si illuminava. Così, sei giorni prima di morire ci ha raccontato la sua storia: “La mia casa è Termini, dormo qui da quattro anni. La notte ho paura che qualcuno mi metta le mani addosso”, ci aveva confidato. Andrea era stata aggredita più volte, le avevano rubato il cellulare e il passaporto. “A Ostia un ragazzo mi ha picchiata. Sono stata sette mesi in coma”. Sul suo corpo era rimasto indelebile il ricordo di tutte le botte e i soprusi subiti.
Avrebbe voluto trovare un lavoro ma sapeva che senza documenti, con un braccio paralizzato e una gamba fuori uso, nessuno l’avrebbe mai assunta. Forse è stata proprio la disperazione a spingerla in qualche giro poco raccomandabile di droga o di prostituzione, come ipotizza la polizia. Forse ha chiesto aiuto alle persone sbagliate.
Mentre sorrideva davanti alla telecamera e domandava ridendo se in video veniva bene, Andrea non pensava alla morte. Non pensava di morire pochi giorni dopo con addosso la sua gonna rosa e le sue scarpe da ginnastica. Lei pensava al futuro perché nonostante tutto non aveva perso la speranza. “Vorrei incontrare un ragazzo con tanti soldi che mi faccia lasciare la strada perché è troppa brutta”, ci aveva detto. A ricordare il suo sorriso triste, la sua storia, la sua vita, oggi ci sono solo due o tre senzatetto della stazione, i suoi compagni di viaggio e nessun altro. (Maria Gabriella Lanza)

Fonte redattoresociale.it

Qui l'intervista video.

giovedì 30 giugno 2011

Trans pestati: 50 aggressioni in un mese

[Ci tengo a sottolineare che il titolo al maschile è del corriere del mezzogiorno]

Le bande sugli scooter e in auto picchiano e scappano via Ogni notte raid tra piazza Garibaldi, Vasto e Poggioreale
NAPOLI - Ingiurie, botte e pestaggi contro le trans. Cinquanta aggressioni soltanto nell’ultimo mese, un numero che non può più essere una casualità. Il tutto nel triangolo della prostituzione tra piazza Garibaldi, il Vasto e Poggioreale. Una vera e propria caccia all’uomo che avviene nelle ore notturne nell’indifferenza generale. Persone a bordo di scooter o auto, avvicinano, si fermano, picchiano e scappano via. A pochi giorni dal Gay Pride la denuncia arriva dall’associazione TransNapoli che raccoglie le testimonianze e i racconti delle prostitute. L’allarme scatta dopo le 23.

IL RACCONTO - L’episodio più grave due settimane fa nei pressi della stazione: «Mi trovavo tra corso Lucci e piazza Garibaldi - dichiara Luciana F., detta Loredana, transex - quando quattro ragazzi in una golf nera mi hanno investito e fatto cadere a terra. Ho battuto la testa e ho iniziato a sanguinare. Chiedevo aiuto ma la gente non si fermava. Ho provato a prendere il numero di targa, ma hanno fatto retromarcia per investirmi: stavano per uccidermi». Luciana, dopo la corsa in ospedale, è stata medicata per un trauma cranico e varie escoriazioni. «Nessuno dà lavoro a un trans e io mi prostituisco per pagare le bollette, l’affitto, per mangiare - aggiunge - e, beffa del destino, devo essere massacrata in strada».

LA DENUNCIA - Poi è arrivata la decisione di rivolgersi all’associazione e di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. «Molte trans non hanno frequentato la scuola - afferma Loredana Rossi, presidente di TransNapoli - e non hanno gli strumenti per poter denunciare. Poi preferiscono non avere guai. Le aggressioni in un mese sono state più di cinquanta, ma una sola è stata denunciata. Grazie all’associazione in tante trovano il coraggio di uscire allo scoperto, ma non basta. Per questo ci rivolgiamo al sindaco de Magistris, che abbiamo votato: le trans vogliono lavoro e politiche sociali». Durante la partecipazione al Pride napoletano di sabato scorso, il sindaco e l’assessore comunale alla Sicurezza Pino Narducci avevano dichiarato il loro obiettivo: «Napoli è di tutti - avevano detto - e assicurando i diritti delle persone a vivere le strade anche di notte, si può avere sicurezza. In questo senso possiamo rappresentare un esperimento in tutto il Paese».

I NUMERI - I dati forniti dall’Unità di strada della coop Dedalus offrono uno sguardo sul fenomeno. Le transessuali prostitute sono 268, nella quasi totalità (234) italiane. La prostituzione è in costante crescita e non è un caso che il boom si registri tra Poggioreale e la stazione, interessando, in particolare, via Gianturco e piazza Nolana. È la porta della città, ormai un suk ingovernabile tra degrado umano e violenza. Forse, per la nuova giunta potrebbero essere preziose le parole di Ermanno Rea in Napoli Ferrovia: «Mi dico che forse dovrei tornare a vivere qui in pianta stabile. Qui alla Ferrovia».

Giuseppe Manzo
29 giugno 2011

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/29-giugno-2011/trans-bloccati-aggrediti-50-un-mese-190977386160.shtml

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