martedì 12 ottobre 2010

VIOLENZA SESSUALE : GLI STEREOTIPI

Da una nota di Azione Aiuto Donne

Molti sono gli stereotipi relativi alla violenza sessuale: riportiamo e confutiamo quelli più comuni.


"Una donna non può essere violentata contro la sua volontà."
Questo stereotipo rimanda al grado di resistenza fisica opposta dalla vittima come prova della veridicità del fatto. L'effetto congiunto della minaccia e del dolore spesso annulla ogni resistenza. Può succedere anche che la donna perda i sensi.

"Tutti sanno che quando una donna dice di "no" probabilmente vuol dire di "sì"."
Lo stupro provoca solo paura e gli effetti legati al trauma sono, per molto tempo, devastanti per l'equilibrio psico-fisico. Nessuna donna vuole essere stuprata, si tratta di un'esperienza terrificante, dolorosa in cui una donna viene privata del controllo su di sé e sul proprio corpo.

"Le donne serie non vengono violentate ."
Questo stereotipo sposta la responsabilità dallo stupratore alla donna.
Gli uomini ricorrono a varie scuse pur di screditare la loro vittima. Le vittime non vengono scelte per il loro aspetto o per il loro modo di agire o per la loro età. E comunque il comportamento e il modo di vestirsi di una donna non dà il diritto ad un uomo di violentarla.


"Lo stupratore é sempre un malato, un mostro, uno sconosciuto."
Questo stereotipo sposta l'attenzione dell'opinione pubblica dalle reali caratteristiche della violenza.
Violenze sessuali e maltrattamenti si verificano in tutti i contesti sociali e gli aggressori sono spesso conoscenti delle vittime.


"Una donna che denuncia uno stupro dopo molto tempo non é attendibile."
Succede spesso che le donne riescano a denunciare il fatto solo quando sono trascorsi alcuni anni.
CHE COSA E' !

Ogni atto compiuto contro la nostra volontà è violenza
Non é sufficiente l'assenza di resistenza da parte di una donna perché un atto sessuale sia accettabile, occorre il desiderio da parte della donna, tutte le volte che questo manca allora
quell'atto rapporto va considerato una violenza.

Erroneamente si pensa che lo stupro sia un impulso sessuale irresistibile causato da un comportamento della vittima, o dalla sua avvenenza, o da un comportamento imprudente. Lo stupro non nasce da un desiderio erotico ma affonda le sue radici nella volontà di annientamento fisico e psicologico della vittima. Non a caso le donne vittime di stupro hanno paragonato l'esperienza dello stupro ad un'esperienza di morte. Essere private del diritto al proprio corpo e' una esperienza sconvolgente e devastante che compromette l'equilibrio psicologico della vittima.

la libertà di disporre del proprio corpo è un fondamentale diritto di uomini e donne il diritto alla sessualità è un diritto soggettivo assoluto, riconosciuto nella nostra Costituzione tra i diritti inviolabili della persona.

La legge N.66 "Norme contro la violenza sessuale":
· identifica il reato di violenza sessuale come delitto contro la persona
· compie reato di violenza sessuale "chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali".


LE FORME
Non solo lo stupro e' violenza sessuale, tante sono le forme ...

"Mutilazioni genitali femminili"
Per Mutilazioni Genitali Femminili si intendono una serie di pratiche, che mirano ad alterare la conformazione degli organi genitali esterni non per finalità terapeutiche ma per controllare il piacere e il corpo delle donne. Ogni definitiva e irreversibile rimozione di un organo sano è una mutilazione. In situazioni di normalità infatti, non vi è assolutamente alcuna ragione medica, morale, o estetica, per sopprimere alcune o tutte le parti che compongono gli organi genitali femminili esterni. Sulla base di una quantità limitata di dati dispon ibili si è stimato che, a livello mondiale, tra i 100 e i 132 milioni di ragazze e donne abbiano subito mutilazioni genitali. Ogni anno, si calcola che circa altri 2 milioni di ragazze subiranno una qualche forma di mutilazione dei genitali. In base alle conoscenze attuali, le mutilazioni dei genitali femminili vengono praticate in 28 paesi africani, in alcuni paesi dell'Asia occidentale e in alcune comunità minoritarie di altri paesi asiatici. Sono stati inoltre riscontrati casi di MGF all'interno di alcune comunità di immigrati in Europa, nord America, Australia e Nuova Zelanda.
"Tratta delle donne a scopi sessuali" Sebbene non esista una definizione universalmente accettata della tratta di persone, questo fenomeno può essere definito come il reclutamento, il trasporto, l'acquisto, la vendita, l'alloggio o il ricevimento di persone, tramite minacce o l'uso di violenza, il sequestro, la frode, l'inganno o la coercizione (compreso l'abuso di potere), o tramite la contrazione di un debito capestro, allo scopo di costringere o continuare a costringere la persona oggetto di traffico a svolgere pratiche di lavoro forzato o in condizione di schiavitù, a prescindere dal pagamento del debito e in una comunità diversa da quella in cui viveva al momento della contrazione del debito. Le vittime di questa moderna forma di schiavitù sono prevalentemente donne, le quali vengono destinate soprattutto all'industria del sesso, compresa la prostituzione forzata. Solitamente si tratta di donne provenienti da paesi poveri o in via di sviluppo che, attraverso la violenza o l'inganno (magari con la falsa promessa di un lavoro), vengono sottratte dai loro luoghi d'origine per poi essere vendute come schiave nei paesi occidentali. Spesso la compra-vendita di donne a scopi sessuali viene organizzata dalla criminalità organizzata locale, mentre i maggiori fruitori della tratta sono gli uomini dei paesi occidentali che pagano per avere prestazioni sessuali da parte di donne e bambine. Nel caso di questa forma di violenza sessuale esiste una forte correlazione tra discriminazione sessuale e discriminazione razziale, spesso poco discussa. In altre parole, il traffico di donne e bambine è stato accompagnato spesso da atteggiamenti razzisti, frequentemente indirizzati contro le donne appartenenti ad alcuni gruppi razziali ed etnici (per esempio donne immigrate e indigene). Ciò significa che l'ideologia razzista alimenta la tendenza alla "mercificazi one" della sessualità femminile.

"Molestie sessuali"
La molestia si puo suddividere in:
Molestia verbale: apprezzamenti verbali o umilianti non graditi e non sollecitati dalle donne aventi come oggetto la sessualità o il corpo femminile.

Molestia relazionale: richieste di rapporti sessuali, implicite o esplicite, non gradite ne sollecitate dalla donna.

Molestia visiva: messaggi offensivi, foto pornografiche, lasciati in prossimità di oggetti di propnetà della donna, dello spogliatoio o delle toilette femminili.

Molestia fisica: contatti intenzionali con il corpo femminile.

Offerte esplicite o implicite di promessa di carriera o di agevolazioni o privilegi sul posto di lavoro in cambio di prestazioni sessuali.

Intimidazioni, minacce, ricatti subiti dalla doima per aver respinto comportamenti maschili finalizzati al rapporto sessuale.


"Stupro di gruppo"
Lo stupro collettivo é il frutto di precise progettualità, pensate e meditate per infliggere volutamente alla vittima un grado di umiliazione elevato. Il gruppo diventa il palcoscenico e il luogo di misurazione della forza e della potenza individuali, nonché l' occasione nella quale il singolo può agire la propria distruttività protetto dall'aninomato.

"Stupro di guerra"
L'aumento della forza del gruppo insieme al desiderio di annientare il corpo femminile, considerato un divertimento sessuale, raggiunge il suo apice nell'utilizzo dello stupro come "arma" durante la guerra. Lo stupro di guerra é il mezzo per umiliare e demoralizzare il nemico attraverso la distruzione e la denigrazione delle donne del suo stesso gruppo.
LE CONSEGUENZE
Le conseguenze della violenza sessuale sono traumatiche. Non esistono tempi e modi di superamento del trauma validi per tutte come non esistono reazioni uguali per tutte alla violenza subita.


Psicologiche Sul piano psicologico l'autocolpevolizzazione, compromissione dell' equilibrio emotivo-relazionale, stato confusionale, forte bisogno di razionalizzazione, annientamento e angoscia, apatia, rabbia, di sturbi alimentari, disturbi da stress post traumatico, comportamenti autolesionisti.


Fisiche Sul piano fisico disturbi ginecologici, ferite, dolore cronico della pelvi, disturbo infiammatorio della pelvi, gravidanza indesiderata, malattie sessualmente trasmesse compreso l'HIV, aborto spontaneo.
Le idee più diffuse sullo stupro, presenti sia nella cultura popolare che scientifica, hanno determinato gravi conseguenze per la vittima che viene spesso considerata responsabile della violenza subita. Tale processo, definito vittimizzazione secondaria, ha origine da un atteggiamento giudicante nei confronti della donna che può sfociare in mancanza di sostegno, condanna ed emarginazione.
Nonostante l'atrocità e le conseguenze proprie di queste esperienze molte donne sono riuscite a riprendersi la loro vita e a riprogettare il loro futuro, spesso insieme e attraverso altre donne.

Fonte: http://www.facebook.com/note.php?note_id=124954950883778&id=100000892904834

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