venerdì 27 aprile 2012

Non c'è antisessismo senza antispecismo

Interloquivo con l’Aied su twitter, si parlava di violenza, a seguito della bella iniziativa #noviolenza promossa da loro in questi giorni. Così, sollecitata, ho lasciato questo commento sul loro blog:

La maggior parte degli interventi cita già tutte le cose che si potrebbero fare per arginare, almeno, i fenomeni di stalking e femminicidio, ma come dicevo su twitter, c’è qualcosa che io stessa ho appreso solo negli ultimi anni, cioè che la prima forma di violenza con la quale veniamo in contatto è quella che si trova nei nostri piatti fin da bambine/i, è da lì che apprendiamo la possibilità di sottomettere, usare e uccidere. Oggi, per me, non può esistere un discorso contro la violenza che non prenda in considerazione il legame che esite tra questa (dis)educazione alimentare incentrata sul dolore e sulla sottomissione, e quella che si esercita contro il più debole del gruppo, che chiamiamo bullismo, e contro le donne, che chiamiamo maschilismo, o contro gli stranieri e chi ha la pelle di colore diverso, che chiamiamo razzismo. Solo un discorso radicale, che parta dall’origine, può portare allo smantellamento del sistema, perché è il sistema intero di disvalori che va smantellato, altrimenti i corsi di educazione all’affettvità e le campagne contro il femminicidio intaccheranno sempre e solo la superficie delle cose.
La rimozione di quella violenza, grazie alle confezioni colorate nei supermercati, non è diversa dall’uso del corpo femminile erotizzato alla televisione, e la rezione di
maschilisti e sessisti alle denuncie del femminismo, l’attacco violento contro le donne, è incredibilmente simile a quello che si ottiene parlando pubblicamente della violenza contro gli animali. Non è casuale.
Lo specismo è una chiave di lettura del sessismo, come del razzismo, piuttosto rivelatrice.

mercoledì 25 aprile 2012

Maternity Blues - Depressione Post Partum


Incontro dibattito
LUNEDI 30 APRILE ore 14.30
Università degli Studi di Napoli Federico II
Aula 6 Facoltà di scienze biotecnologiche
Via Tommaso De Amicis 95,
Napoli



Intervita Onlus sceglie ancora una volta il cinema come linguaggio privilegiato per sostenere i diritti delle donne e appoggia il progetto ideato dal regista di Maternity Blues, Fabrizio Cattani: “Quando una madre Uccide”, ciclo di incontri itineranti sulla Sindrome Blues (Depressione Post Partum) Maternity Blues di Fabrizio Cattani, presentato al Festival di Venezia e in anteprima lo scorso novembre durante la rassegna cinematografica di Intervita Onlus Siamo Pari. La Parola alle Donne, esce ufficialmente nelle sale cinematografiche italiane il 27 aprile distribuito da Fandango distribuzione.
Il film tratta con delicatezza e senza morbosità il tema della depressione post partum, raccontando le vicende di quattro donne diverse tra loro, ma legate da una colpa comune: l’infanticidio. All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la
sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti.
Parallelamente all’uscita del film si svolge il ciclo di incontri dal titolo “Quando una madre uccide” che da nord a sud punteranno i riflettori su un tema scomodo e e troppo spesso taciuto: la depressione post partum. Obiettivo del progetto è infatti spezzare la gabbia di solitudine che intrappola tante, troppe, neo-mamme dopo il parto.



RELATORI
Fabrizio Cattani, regista Maternity Blues
Dott. Giuseppe Chiacchio, Reparto di Ginecologia ed ostetricia dell'università degli studi di Napoli Federico II
Serena Sabella, Autrice di “Mamma non si nasce”
Dott. Alfonso Tortorella, Dipartimento di Psichiatria della seconda Università degli studi di Napoli
Dott.sa Monica Vacca, Psicoterapeuta, psicoanalista, Consultorio Psicoanalisi Applicata "Il Cortile, Segretaria Scuola Psicoanalisi lacaniana (SLP) di Roma

MODERATORE
Cristina Zagaria – La Repubblica

Fonte: maternityblues.it

venerdì 20 aprile 2012

Streaming Convegno "Sessualità e diritti LGBT"

E' possibile seguire in streaming il  Convegno "Sessualità e diritti LGBT" a questo indirizzo.
Il video del convegno sarà disponibile in podcast a partire dalle ore 21 sulla pagina di Arcilesbica Napoli.Via ArcilesbicaNapoli

L’ammissibilità dell’adozione di minori da parte di una singola persona

Incollo qui a titolo informativo il comunicato stampa dell'AIPASS


Comunicato stampa approvato dal Direttivo 

 Nella sentenza 3572 del 14 febbraio 2011, la Corte di Cassazione sostiene che i tempi sono maturi perché il legislatore possa "provvedere nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell'ambito di ammissibilità dell'adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell'adozione legittimante". Contestualmente, la Suprema Corte sottolinea che ciò non sarebbe in contraddizione con quanto affermato nella Convenzione sui diritti dei fanciulli siglata nel 1967 a Strasburgo, che contiene le linee guida in materia di adozione. Da una parte, la sentenza è stata accolta da molti come un ampliamento delle possibilità offerte ai bambini di crescere in ambienti positivi. Dall’altra, rappresentanti delle istituzioni politiche, sociali e religiose del nostro paese hanno dichiarato che i bambini per crescere bene hanno bisogno di una madre e di un padre. L’Associazione Italiana di Psicologia ricorda che le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico­‐sociale degli individui. Infatti i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psicosociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori-adottivi o no che siano ­a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. I bambini hanno bisogno di adulti in grado di garantire loro cura e protezione, insegnare il senso del limite, favorire tanto l’esperienza dell’appartenenza quanto quella dell’autonomia, negoziare conflitti e divergenze, superare incertezze e paure, sviluppare competenze emotive e sociali. L’Associazione Italiana di Psicologia invita i responsabili delle istituzioni politiche, sociali e religiose del nostro paese a tenere in considerazione i risultati che la ricerca scientifica ha prodotto sui temi in discussione.

lunedì 16 aprile 2012

C'è chi dice no. Obiezione di coscienza nella legge 194



UDISALUTE Napoli presenta



Obiezione di coscienza nella legge 194 (legge sulla maternità libera e responsabile e interruzione volontaria di gravidanza), presso la sala Santa Maria la Nova della Provincia di Napoli, ore 17 del 16 aprile 2012.



Modera ed introduce Simona Ricciardelli (udisalute-comitato 194).
Ne parlano: Chiara Lalli e Filomena Gallo (segretaria associazione Luca Coscioni).



Intervengono: Prof. Giovanni Persico (Direttore generale AOU Federico II di Napoli) e Dott. Riccardo Bonafiglia (ospedale Civile di Caserta).



Il dibattito sarà sostenuto dalle testimonianze dal territorio sulla severa riduzione dei servizi deputati all’applicazione della legge con i contributi dell’Assessore alle pari opportunità del Comune di Napoli, le consigliere Provinciali, le Consigliere Comunali, le donne dei Consultori e le associazioni in lotta per l’applicazione della legge.


C'è chi dice no. Dalla leva all'aborto. Come cambia l'obiezione di coscienza
Chiara Lalli
Il Saggiatore 2011, 233 p., brossura

giovedì 5 aprile 2012

Convegno "Sessualità e diritti LGBT"

CONVEGNO
SESSUALITÀ E DIRITTI LGBT
Nuove frontiere per la cittadinanza lesbica, gay, bisessuale e trans nella società eterosessista
NAPOLI
19 -20 Aprile 2012
Sala Convegni Forum Universale delle Culture Napoli 2013 (ex Asilo Filangieri)
Vico Giuseppe Maffei 18 (ad. Piazza San Gaetano)
Sala Convegni della Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica (BRAU) invece che al Forum Universale delle Culture

Il convegno “Sessualità e Diritti LGBT” organizzato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Federico II non si terrà più presso la Sala Convegni del Forum Universale delle Culture Napoli 2013 (ex Asilo Filangieri) bensì alla Sala Convegni “ex Refettorio” della Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica (Università degli Studi di Napoli Federico II) sita in Piazza Bellini, 59-60.
Restano invariati il calendario del convegno, che avrà luogo il 19 e il 20 aprile 2012, e gli orari dei workshop tematici della facoltà di Sociologia.

Programma del Convegno

GIOVEDÌ 19 APRILE 2012

9,00 – Registrazione
9,30 – Saluti delle autorità

Massimo Marrelli, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II
Fabrizio Sorbara, Presidente Coordinamento Campania Rainbow
Mario Rusciano, Presidente del Polo delle Scienze Umane e Sociali, Università degli Studi di Napoli Federico II
Enrica Amaturo, Direttore del Dipartimento di Sociologia, Università degli Studi di Napoli Federico II

10,00 – Apertura lavori

Introduce:
Fabio Corbisiero, Università degli Studi di Napoli Federico II

VIAGGIO NEL GENERE

Il minimo indispensabile. Donne e uomini omosessuali tra promesse, silenzi e anomia (Elisabetta Ruspini, Università degli Studi di Milano-Bicocca)

Un’altra idea di libertà (Stefano Ciccone, Università di Roma Tor Vergata)

IL LAVORO UGUALE PER TUTTI

CGIL per riaffermare i diritti: uguaglianza, autodeterminazione, libertà della persona (Federico Libertino, Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli)

Le omosessualità: dal comportamento sessuale all'orientamento e dall'identità nascosta alla rivendicazione di diritti (Paolo Patané, Arcigay)

DISCORSO SULLA SALUTE

Alcune note sul "fenomeno transessuale" oggi : un disturbo da depatologizzare? (Paolo Valerio, Università degli Studi di Napoli Federico II)

Mind The Social Gap: una ricerca sulla popolazione LGBT a Napoli (Amalia Caputo, Università degli Studi di Napoli Federico II)

OMOSESSUALITÀ E DIALOGO RELIGIOSO

Vivere, sentire e pensare come credenti omosessuali (Paolo Gamberini, Pontificia Facoltà Teologica Università di  Napoli)

IN MEDIA RES

Media e sessualità: l'omofobia nella costruzione sociale dell'immaginario collettivo (Lello Savonardo, Università degli Studi di Napoli Federico II)

VENERDÌ 20 APRILE 2012

9,00 – Registrazione
9,30 – Saluti delle autorità

Anna Paola Concia, Parlamentare
Pina Tommasielli, Assessore alle Pari Opportunità, Comune di Napoli
Andrea Benedino, Consulente dell’Assessorato alle Politiche delle Pari Opportunità, Comune di Torino
Gianfranco Pecchinenda, Preside della Facoltà di Sociologia, Università degli Studi di Napoli Federico II

10,00 – Apertura lavori

Introducono:
Anna Maria Zaccaria, Università degli Studi di Napoli Federico II
Giordana Curati, Coordinamento Campania Rainbow

POLITICHE PUBBLICHE E SERVIZI DI GOVERNO LOCALE

Le azioni del Servizio LGBT del Comune di Torino (Roberto Emprin, Comune di Torino)

I servizi di inclusione sociale a Napoli (Antonio Moscato, Comune di Napoli)

NUOVI DIRITTI LGBT

Famiglie, diritti, dinamiche sociali nello sguardo di un giurista (Salvatore Prisco, Università degli Studi di Napoli Federico II)

VIOLENZA OMOFOBICA E TRANSFOBICA

Violenza omofobica e transfobica. Tra teoria e pratica, la sfida di Hermes Program (Anna Lisa Amodeo, Università degli Studi di Napoli Federico II)

OMOGENITORIALITÀ

Le famiglie Arcobaleno oggi in Italia, delle famiglie che ci sono e.... non ci sono (Giuseppina La Delfa, Famiglie Arcobaleno)

Fabbricare parentele. La famiglia omogenitoriale e le trasformazioni delle relazioni primarie (Rosa Parisi, Università degli Studi di Foggia)

LE PAROLE DEL SESSISMO

Froci, diversi, gay: le parole della discriminazione e dell'orgoglio (Pietro Maturi,Università degli Studi di Napoli Federico II)

La violenza normalizzata e la normalizzazione violenta. Paradossi, contraddizioni ed ambiguità dell' “omofobia” (Cirus Rinaldi, Università degli Studi di Palermo)

In occasione del convegno è bandito:
RAPPRESENTARE L’OMOFOBIA CONCORSO VIDEO-FOTOGRAFICO PREMIO 2012

Il bando sul sito:
www.convegnolgbtnapoli2012.info
per info mail: segreteria@convegnolgbtnapoli2012.info

Coordinamento: Fabio Corbisiero

Comitato scientifico: Enrica Amaturo, Anna Lisa Amodeo, Fabio Corbisiero, Fabrizio Sorbara, Paolo Valerio, Anna Maria Zaccaria
Gruppo di lavoro: Giordana Curati, Andrea de Giacomo, Giorgia Di Lorenzo
Ufficio stampa: Carnine Urciuoli
Segreteria organizzativa: Francesco De Vivo, Salvatore Monaco
Grafica: Luciano Correale

E-mail segreteria@convegnolgbtnapoli2012.info
Sito Web http://www.convegnolgbtnapoli2012.info

Obiezione di coscienza nella legge 194


UDISALUTE Napoli
Presenta 
Immagine in linea 1
Obiezione di coscienza nella legge 194
Sala Santa Maria la Nova della Provincia di Napoli
Ore 17 del 16 Aprile 2012
Modera ed introduce Simona Ricciardelli (udisalute-comitato 194)
Ne parlano 
L’autrice del Libro Chiara Lalli e Filomena Gallo
(segretaria associazione Luca Coscioni)
Intervengono
·        Prof. Giovanni Persico ( Direttore generaleAOU Federico II di Napoli)
·        Dott. Riccardo Bonafiglia (ospedale Civile di Caserta)

·         Il dibattito sarà sostenuto dalle testimonianze dal territorio sulla severa riduzione dei servizi deputati all’applicazione della legge con i contributi dell’ Assessore alle pari opportunità del Comune di Napoli, le consigliere Provinciali, le Consigliere Comunali, le donne dei Consultori e le associazioni in lotta per l’applicazione della legge.

martedì 3 aprile 2012

Gli anni del processo

Quante sono le donne, le ragazze e le bambine che potrebbero raccontare "gli anni del processo"? Quegli anni che passano tra la denuncia  e la condanna, gli anni delle giuste verifiche e delle ingiuste persecuzioni? Il precesso spostato, gli avvocati cavillosi, il familismo. Chi restituirà questi anni alle vittime?

Il "processo Scarfò" via da Cinquefrondi?
La Cassazione deciderà se trasferire il procedimento. La ragazza aveva accusato quanti la insultavano per aver denunciato gli stupri

Processo Anna Maria Scarfò
Il 4 maggio udienza in Cassazione per decidere sulla remissione

Lo scorso 27 febbraio a Cinquefrondi – sezione distaccata del Tribunale di Palmi – si teneva una delle udienze conclusive del processo per ingiurie, minacce, persecuzioni scaturito dalle denunce di Anna Maria Scarfò, la ragazza di San Martino di Taurianova abusata per tre anni dal branco nel suo paesino della Piana di Gioia Tauro. In quella udienza i legali di alcuni dei sedici imputati avevano presentato istanza di remissione del processo stesso, a causa di presunte “pressioni mediatiche” che non ne avrebbero consentito il sereno svolgimento. Le pressioni sarebbero, a loro dire, nate a seguito dell’iniziativa di alcune persone e associazioni calabresi e siciliane di accompagnare in aula la ragazza (all’udienza del 27 febbraio erano oltre sessanta).
Il giudice monocratico, Giuseppe Ramondino, secondo procedura aveva dovuto dunque immediatamente sospendere il giudizio – nonostante ci si trovi ormai alla fase finale, quella della discussione – per trasmettere gli atti alla Corte di Cassazione, deputata a decidere sull’istanza.
L’istanza è stata ritenuta ammissibile e l’apposita sezione della Corte si riunirà il 4 maggio appunto per prenderla in esame e decidere nel merito. Si saprà, dunque, allora se il processo si potrà concludere a Cinquefrondi, dinanzi al giudice naturale, o se dovrà essere spostato altrove.
Quando aveva quindici anni, nel 2002, Anna Maria Scarfò ha presentato la prima di una serie di denunce contro dodici uomini che avrebbero più volte abusato di lei in gruppo. Ne sono nati due processi. Uno, in rito abbreviato, si è concluso con la condanna definitiva di sei imputati, che hanno già scontato la pena. L’altro, in rito ordinario, è in corso. Si è chiuso il primo grado con la condanna di cinque persone e prossimamente dovrà tenersi l’appello. Ma la ragazza ha anche denunciato alcuni dei suoi aggressori e i loro parenti, tra cui alcune donne, per averla perseguitata con intimidazioni, insulti e atti di vario genere. Gli accusati non le avrebbero perdonato di aver “parlato”, di aver appunto denunciato le violenze, per le quali avrebbero ritenuto lei stessa colpevole, come una provocatrice che se la sarebbe andata a cercare.
Quando le violenze sono iniziate Anna Maria aveva tredici anni.
Manuela Iatì
 Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/piana/4541_il_processo_scarf_via_da_cinquefrondi/

lunedì 2 aprile 2012

Sindrome di alienazione genitoriale P.A.S. il grande imbroglio

La PAS è l’unica malattia al mondo che si può diagnosticare senza bisogno di visitare il paziente.
La PAS è la prima malattia al mondo per la quale si fa diagnosi in assenza di sofferenza soggettiva.
La PAS sarebbe la prima malattia nella storia della medicina per la quale viene proposta una eziologia giudiziaria.
La PAS è solo un grande imbroglio, la più grande truffa internazionale del terzo millennio.
La PAS è l'unica malattia al mondo che viene curata dai Giudici.


Sono alcune delle conclusioni a cui giunge il Dottor Andrea Mazzeo, psichiatra, in questo agile ed economico saggio intitolato: Sindrome di alienazione genitoriale P.A.S.: il grande imbroglio. In esso anche una breve ricapitolazione storica di questa presunta sindrome, dei casi clinici e l'analisi della sua consistenza scientifica.


Sindrome di alienazione genitoriale P.A.S.:
il grande imbroglio

Andrea Mazzeo
Pubblicato 24 marzo 2012

Pag. 32
Prezzo: € 2,00 + iva

domenica 1 aprile 2012

La pillola dei cinque giorni dopo è un contraccettivo di emergenza

Domani arriverà nelle farmacie la pillola dei cinque giorni dopo cioè il farmaco EllaOne, un contraccettivo d'emergenza, per usufruire del quale in Italia ci sarà bisogno della ricetta medica e di un test di gravidanza.
Le problematiche dei costi, costo del test più costo del farmaco, che rendono inaccessibile questo contraccettivo a gran parte delle donne, italiane e immigrate, appartenenti a una fascia di reddito compresa tra lo zero e il medio basso, si aggravano dovendo avere a che fare i conti con i falsi positivi, che richiedono un secondo test di gravidanza. Da tutto ciò quindi sono escluse le ragazze più giovani, le ragazze e le donne con scarsa o nulla alfabetizzazione, le immigrate. Per di più ci potremmo trovare di fronte un farmacista che, infrangendo la legge, fa obiezione senza coscienza per la donna che ha di fronte, e dovremmo girare per farmacie alla ricerca di qualcuno che invece di odiarle le donne, le considera persone capaci di intendere e di volere, detentrici del diritto di scelta, soprattutto di scegliere una maternità in modo responsabile e di gestire la propria sessualità come meglio credono. Tutto in cinque giorni. Chi parlava delle capacità multitasking della donne non credo pensasse a questo.

Qui sotto un articolo da vita di donna:
Dal 2 aprile nelle farmacie sarà possibile acquistare la nuova contraccezione d'emergenza, cioè la pillola dei cinque giorni dopo.

Questo nuovo farmaco, ulipristal acetato, commercializzato con il nome di EllaOne, è in grado di inibire l'ovulazione fino a cinque giorni dopo il rapporto a rischio.

E' molto più efficace del levonorgestrel, e mantiene la sua efficacia più a lungo e costa 34,98 euro.
E' stato testato, non è un farmaco che possa provocare l'aborto, ma non conoscendo perfettamente il profilo di sicurezza dal punto di vista dei possibili danni a una gravidanza già in corso, l'AIFA ha dato l'obbligo ai medici di prendere visione di un test di gravidanza prima di prescriverlo, unico caso in Europa.
Quest'obbligo è francamente un po' ridicolo. I medici prescrivono tutti i giorni farmaci teratogeni, fra cui vi sono degli antipertensivi, una nota molecola contro l'acne, alcuni antibiotici, e qualche altro, non tanti, in verità.
In nessuno di questi casi però è previsto un test di gravidanza, ma è cura del medico accertarsi, secondo il suo giudizio, in scienza e coscienza, dello stato o no di gravidanza della paziente.
Questo desiderio di prescrivere ai medici cosa devono dire, cosa devono fare, fino alla prescrizione per legge di che esami devono richiedere, è legato non certo a una preoccupazione per i pazienti, che ben altri sarebbero i provvedimenti necessari in questo paese, se si volesse fare l'interesse dei pazienti in una sanità ormai abbandonata alle restrizioni nel pubblico e al cedimento al far west dei privati e della corruzione, dalla Lombardia alla Calabria.
Questo desiderio è invece legato alla volontà di trasformare i medici da una categoria di professionisti, capaci di decidere, scegliere e pensare, a una schiera di ubbidienti esecutori di proclami che vengono emanati altrove, in luoghi in cui si desidera controllare il corpo delle persone e le loro decisioni.
La contraccezione, l'interruzione della gravidanza, la fecondazione assistita, le volontà di fine vita, sono tutti argomenti su cui negli ultimi anni la Chiesa ha tentato non solo di predicare per i propri fedeli, ma di imporre alle Leggi dello Stato, e quindi a tutti i cittadini, il proprio convincimento.
La accompagna la convinzione che tutti quelli che la pensano diversamente siano, poveretti, in errore, e debbano essere difesi, eventualmente con la costrizione, dal peccato che li insidia.
I medici, molta parte di essi, rivendicano la loro appartenenza alla comunità internazionale degli scienziati, e protestano contro leggi che nel resto del mondo non esistono, e con le quali la comunità internazionale non concorda.
Lisa Canitano
1 aprile 2012

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