domenica 31 ottobre 2010

Halloween?

Stanotte è la notte delle streghe per la tradizione anglosassone, i morti ritornano a camminare sulla terra, anche nella tradizione cristiana si ricordano i defunti, quale occasione migliore per ricordare quei 9 milioni e passa di streghe messe al rogo dall'Inquisizione? donne - e qualche uomo - guaritrici, esperte di piante e cucina, erboriste antelitteram, ma il più delle volte solo ed unicamente vittime della maldicenza, dell'interesse economico della chiesa cattolica, che provvedeva a sottrarre i beni all'accusata nel momento dell'arresto, perchè tanto, dall'accusa di stregoneria, non si tornava indietro.
Stuprate, variamente torturate, bruciate vive, le streghe sono tornate negli anni Settanta autonominandosi, autodeterminandosi.

Piccola bibliografia stregonesca:

Streghe di carta
Streghe del passato
Caccia alle streghe Inquisizione

More about Accusa: stregoneria! Otto casi per l'inquisitore......

L'ultima preghiera

(Carmen Consoli - si fa strega)



A rogo strega eretica

e le tue ceneri si disperderanno con vento

a rogo strega isterica

e le tue mani non dissemineranno mai più cattiva sorte

che la tua voce si ammutolisca per sempre

Credo di non sopportare questo lamento straziante

adesso le fiamme asciugano le tue lacrime

e il tuo sguardo non si poserà più sui nostri bambini innocenti

hai il tempo per l'ultima maledizione

o per l'ultima preghiera

tra migliaia di scongiuri

Credo di non sopportare questo lamento straziante

e le tue mani non dissemineranno mai più cattiva sorte

e le tue mani non dissemineranno mai più cattiva sorte

e le tue mani non dissemineranno mai più cattiva sorte

Ballata delle donne

(di Edoardo Sanguineti)


Quando ci penso, che il tempo è passato,

le vecchie madri che ci hanno portato,

poi le ragazze, che furono amore,

e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:

pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,

la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,

e quella morta, che abbiamo sepolta,

femmina penso, se penso la pace:

pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,

che arriva il giorno che il giorno raggiorna,

penso che è culla una pancia di donna,

e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,

che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra

carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,

vita ho vissuto che dentro ho piantato,

qui cerco il caldo che il cuore ci sente,

la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano

la mia compagna, ti prendo per mano.

Il dito e la luna

Una ha 17 anni e l'altro ha 74 anni.
Una non ha altro che se stessa e l'altro ha prestigio, potere e soldi.
Una prende (e dà) e l'altro dà (e prende).
Non fermarti al dito, guarda la luna.

Forti con i deboli: Dagospia e le foto “zoccoleggianti” di Ruby

di Ferma Restando
Per presentare una galleria di sue immagini, il sito di gossip berlusconiano non trova di meglio che usare un termine del genere per descrivere qualche immagine raccattata sul web di Karima El Marough
Forti con i deboli, deboli con i forti. Come sempre, Dagospia si dimostra di un’eleganza tipica dell’animale da cortile: tra gli strilli di prima pagina del popolarissimo sito di gossip berlusconiano compare un immaginifico: “Nuova e Zoccolissima galleria di immagini della marocchina di Hard Core” (che fantastico gioco di parole, nevvero?). Ora, si potrebbe benissimo affondare il coltello nella piaga dell’ormai a corto di fantasia sito di chiacchiericcio silviesco e altra varia umanità facendo notare che quegli scatti sono già stati pubblicati tutti sul web. La prima è uscita su Repubblica e ha fatto il giro del web, altre sono tutte dei giorni scorsi. Una è stata pubblicata da Libero (nemmeno la fatica di smanettare con Photoshop per togliere i segni, eh?), altre erano facilmente reperibili su Google Immagini, una su un sito di gossip poco noto, e forse di nuove, su una trentina ce n’erano due.

“ZOCCOLISSIMA GALLERIA” - Ma invece di parlare di queste piccolezze, forse si potrebbe invece dire chiaro e tondo che usare il termine ‘zoccolissima galleria’ per parlare di foto di una minorenne che in questa storia non è certamente vittima, ma è chiaro pure che non è carnefice. E che è stata soltanto molto sfortunata, nella vita, visto che, a quanto si racconta, ha incontrato adulti che da lei pretendevano l’impossibile (che sposasse, pare, un tizio anziano che nemmeno conosceva – almeno a quanto si dice), ma anche signori ancora più attempati che, quando hanno sentito la sua storia, si sono limitati a regalarle settemila euro e tirarle fuori dai guai, in maniera, a quanto pare, piuttosto zozzetta e zoccoleggiante – questa sì. Adulti che non sono il massimo della presentabilità sociale, e fin qui può anche trattarsi di cattive compagnie. Ma anche (cit.) persone che ricoprono alte cariche istituzionali e gli hanno dimostrato che in questo paese si può anche vivere fregandosene delle regole, se hai un amico ai piani alti. Ti accusano di furto, anche ponendo il caso che non sia vero? Tu chiama o fai chiamare Papi, e lui ti leverà dai guai.

NO, PER DIRE – In tutto ciò, siccome non siamo più nel Medioevo, Dagospia farebbe bene a rendersi conto che Karima El Marough, in arte Ruby Rubacuori, è una ragazza sfortunata che nella vita si è soltanto incontrata con uomini piuttosto zoccoleggianti – loro sì. Se si fa due foto ammiccanti, fa quello che fanno centinaia di altre ragazze che non ti sogneresti mai di chiamare ‘zoccole’, anche perché sono le figlie o le nipoti di un sacco di quelli che leggono Dagospia. Non per sembrare moralisti, ma parlare di galleria di immagini “zoccoleggianti” per una ragazzina marocchina che oggi si è infilata in un gioco più grande di lei, soprattutto perché ha pensato bene di immischiarsi nella sua vita un Silvio Berlusconi invece che una qualsiasi persona normale – e ce ne sono, in questo paese. Che non le avrebbe magari regalato settemila o chissà quanti altri euro, magari, ma forse l’avrebbe indirizzata verso un’assistenza sociale di fiducia per farle avere qualcuno che la seguisse – magari anche a un prete, visto che Berlusconi ne frequenta tanti. No, Silvio le dice “in caso di urgenza, questo è il numero”, e quando la telefonata arriva gli spara una balla su una parentela illustre, invece di dire “seguo il caso perché conosco la ragazza, vi raccomando di indirizzarla bene perché so che è una brava ragazza, buon lavoro”. Come avrebbe detto qualsiasi presidente del Consiglio normale.

CHI E’ LA ZOCCOLA? - Al netto quindi del fatto che la notizia – e quindi il motivo per pubblicare immagini del genere, come hanno fatto del resto tutti i giornali on line – si potrebbe anche ricordare che c’è un giornale di destra italiana – Libero - che ha parlato anche di “ladra”, pubblicando l’intervista a una persona che la accusa. Tanto per far capire l’eleganza. Al netto di tutto ciò, chi è più zoccola? O meglio: chi è che dà più di sé un’immagine “zoccoleggiante” in questa storia? Bisogna essere ciechi, stronzi e con una mentalità medievale per rispondere: la galleria di immagini di Ruby.

( una foto delle figlie del premier per un servizio di Vanity Fair: non hanno molti anni più di Ruby, per dire)

Fonte:www.giornalettismo.com

Bella Ciao Femminista



Versione II qui

Video narrazione a cura di di http://bollettino-di-guerra.noblogs.org.
Il video (incluso la voce) è rilasciato con licenza Creative Commons 2.5 (http://creativecommons.org/licenses/by-­nc-nd/2.5/it/).
La Bella Ciao Femminista è di Lilia.
La voce è di Marilena.

mercoledì 27 ottobre 2010

Regolamenti di cunt

Cu tutt' e problem ca tenimm ccà, mò se metten a mmsurà e suttanin r'e femmen', sti quatt sciem! ma iat a zappà a terr, curnut!*




*Esempio di repertorio dialettale.

lunedì 25 ottobre 2010

Donne in minigonna davanti al municipio

Manifestazione di protesta contro l'ordinanza del sindaco Pdl Luigi Bobbio che vieta gli abiti troppo succinti: "E' un maschilista, venite tutte"
di STELLA CERVASIO

La “Prima giornata stabiese della minigonna” sarà oggi, e il clou è previsto per le 16, con un sitin davanti al Comune. Tutte le abitanti di Castellammare di Stabia, e non solo, sono invitate a presentarsi in abiti “assai succinti” per protestare contro il nuovo regolamento di polizia urbana, voluto dal sindaco del Pdl Luigi Bobbio, oggi all’esame del consiglio comunale. «La città ha bisogno di un decoro — scrivono in una nota le donne del centrosinistra stabiese — che non può essere misurato con il centimetro sui vestiti delle donne>.


Hanno aderito il consigliere regionale Angela Cortese, la presidente Commissione pari opportunità della Regione Fiorella Girace, la vicepresidente della stessa commissione in Provincia Ilaria Perrelli, la parlamentare Maria Fortuna Incostante, Antonella Cammardella già consigliere regionale. Lo slogan: “Adesso multateci tutte”.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/10/24/news/donne_in_minigonna_davanti_al_municipio-8401614/

"Io, assalita dai volontari per la vita mentre andavo in clinica a abortire"

La testimonianza di Maria: "Non fateli entrare in ospedale. C'era anche un uomo in camice che mi ha dato dell'assassina: è stato uno choc".
"Penso tutti i giorni al bimbo mai nato, ma serve più rispetto verso chi fa una simile scelta"
di SARA STRIPPOLI

"Io, assalita dai volontari per la vita mentre andavo in clinica a abortire"

"Ho abortito con la Ru486. A fine agosto sono andata al Sant'Anna per il controllo. Sul marciapiede di via Ventimiglia mi ha avvicinato una donna che stava volantinando per il Movimento per la vita e ha cominciato a dirmi se sapevo cosa succedeva in quel posto, quale luogo orrendo fosse, un abortificio. Ero lì per un controllo e non ero tranquilla, non avevo certo voglia di stare a sentire, le ho detto che ero in ospedale proprio per un aborto, che per una donna non era certo una scelta facile, che mi lasciasse in pace.

Ovviamente non sapeva che avevo già abortito, mi ha detto che potevano aiutarmi, sostenermi. L'uomo in camice bianco, un infermiere?, che stava dietro di lei e stava distribuendo volantini ha sentito quello che stavo dicendo e ha cominciato ad urlare che eravamo delle assassine, che le donne che abortiscono commettono un omicidio, sono malate di mente. Ho alzato la voce anch'io, gli ho detto che prima di ogni altra considerazione, da uomo non poteva capire cosa poteva provare una donna. Lui ha alzato la voce ancora di più, ha detto che avrei potuto partorire e poi far adottare mio figlio. Ero inorridita, ho tagliato corto e sono entrata. Quando sono uscita ha ricominciato. Un'esperienza sgradevolissima, che non dimenticherò". Parla Maria, 34 anni, impiegata. Ha deciso di raccontare questa storia perché, dice "leggo sui giornali dell'intenzione della Regione di portare in ospedale persone che vogliono convincerti che stai commettendo un omicidio. Sono allibita dall'idea che un uomo come quello, che peraltro portava il camice e diceva di avere tutte le competenze per poter parlare, possa essere uno di quelli che una ragazzina potrebbe trovarsi davanti, magari scambiato per una figura istituzionale. Uno choc".

In quella giornata di agosto in cui è andata al Sant'Anna per quel controllo, Maria ha chiesto ai medici che lavorano nel reparto Ivg, interruzioni di gravidanza, se sapevano cosa accadeva fuori: "Mi hanno confermato che spesso erano lì fuori a volantinare, che cercavano di non mettersi proprio davanti all'ingresso. Poi ho parlato con altre donne che stavano aspettando come me. Una aveva il volantino in mano, un'altra mi diceva che aveva abortito ma era consapevole di aver commesso un peccato. Ho provato una sensazione di angoscia, sono convinta che ogni donna in quelle condizioni scelga e sappia perfettamente che qualsiasi sia la decisione pagherà un prezzo".

Maria non nega di svegliarsi ogni mattina riflettendo su quel bambino che poteva nascere: "Ma non me la sono sentita, sarei stata da sola, non mi sentivo abbastanza forte. Credo però fermamente nella libertà di scelta, tutti gli aiuti possibili e nessun lavaggio del cervello di ispirazione religiosa". L'accoglienza nei consultori è stata ottima, racconta ancora "ho incontrato persone fantastiche con cui ho potuto anche parlare, che mi hanno spiegato in modo molto chiaro tutti gli effetti. Fra l'altro io ho problemi di salute che rappresentavano un rischio nel caso di aborto chirurgico. Per me la Ru486 era l'unica soluzione sicura".

Dopo questa esperienza Maria dice di essersi convinta che semmai è necessaria ancora maggiore attenzione nei confronti delle donne che abortiscono, che lo facciano con la pillola o con la chirurgia: "Credo che non si debba risparmiare sul personale, che semmai ci sarebbe bisogno di un'assistente sociale o di una psicologa, qualcuno che oltre agli aspetti sanitari chiariti molto bene dai medici, possa anche spiegare quali sono i possibili percorsi per una donna madre, gli eventuali sostegni istituzionali, gli aiuti concreti". Anche in ospedale si potrebbe offrire di più: un po' di personale in più per evitare l'eccessiva fretta, locali più adeguati, possibilmente lontani dai reparti dove i bambini nascono: "Penso che sia questa la strada, non certo la presenza inquietante di chi prima di offrirti il suo aiuto prova a convincerti, fra l'altro spesso in malo modo, che stai commettendo un peccato e non una scelta, comunque dolorosa, per la tua vita".

(25 ottobre 2010)

Fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/10/25/news/io_assalita_dai_volontari_per_la_vita_mentre_andavo_in_clinica_a_abortire-8403975/

sabato 23 ottobre 2010

Libertà di scelta nella trasmissione del cognome ai figli

Nella dilangante pratica della manipolazione delle informazioni, del revisionismo storico, della malafede e della strumentalizzazione, vi segnalo le vere pagine e veri gruppi femministi, contro la violenza sulle donne e a favore della parità dei diritti in facebook.


Gruppo: Libertà di scelta nella trasmissione del cognome ai figli

In Italia i figli possono prendere solo il cognome paterno; questa è una discriminazione nei confronti delle donne.
Il gruppo ha lo scopo di promuovere una nuova normativa in tema di trasmissione del cognome ai figli che consenta ai genitori di scegliere liberamente se trasmettere il cognome paterno piuttosto che quello materno, o il doppio cognome. Questo è quanto proponiamo alle donne e agli uomini che vogliano contribuire al superamento del patriarcato.
Invita i tuoi amici ad aderire: vogliamo essere tantissimi e portare la nostra voce in parlamento!!!

Blog: http://nuke.cognomematerno.it/

sabato 16 ottobre 2010

Pescara, ripreso perché fa la pipì per strada manda ragazza in ospedale con una testata

Aveva rimproverato il suo aggressore perché faceva la pipì in strada. La violenza in pieno centro della città. L’uomo agli arresti, la vittima in ospedale


di Simona De Leonardis
PESCARA. Sbattuta in terra con una testata, presa a calci e pugni solo per aver dato del maleducato a un uomo che faceva pipì per strada. Non è Roma e non è Milano, ma è ancora la stessa violenza a riempire le cronache. Questa volta dal centro di Pescara. Lui è stato arrestato. La vittima è una ragazza di 22 anni, T.C., pescarese. Abita in centro e mercoledì sera, intorno alle 21,20 è quasi sotto casa quando in piazza Sacro Cuore, sempre più spesso meta di bivacchi e liti tra ubriachi, nota un uomo che sta orinando nei giardinetti. Stizzita, lo invita a ricomporsi.

Lui, Arsenio Ciampoli, pescarese di 46 anni che solo lo scorso maggio era stato arrestato per la tentata rapina a un supermercato, la insulta pesantemente. Lei replica dandogli del maleducato. E non lo avesse mai fatto. Perché come una furia, come ricostruito dai carabinieri del nucleo Radiomobile guidati dal tenente Salvatore Invidia, Ciampoli si avventa sulla ragazza e con una testata in pieno volto la manda a terra. La giovane è sotto shock, inerme, ma questo non basta a fermare l'aggressore che invece seguita a picchiare la ragazza con calci e pugni. E lei sviene
Ancora violenza gratuita, ancora per futili motivi che, come già successo in quest'ultima settimana, poteva finire malissimo se un passante non avesse avuto la sensibilità e la prontezza di chiamare i carabinieri. «Le aggressioni al tassista e all'infermiera avvenuti a Milano e a Roma», dichiara il giorno dopo il maggiore Pasquale Del Gaudio, «hanno evidentemente sensibilizzato i cittadini visto che già dal primo diverbio tra i due, un passante si è allarmato e ha chiesto l'intervento di una nostra pattuglia». È un anziano, uno dei pochi a passeggiare a quell'ora di mercoledì lungo il corso. Il residente sente gli insulti dell'uomo e si avvicina proprio mentre questo si sta avventando sulla giovane. Prova a bloccarlo, ma non ce la fa. Chiama il 112. I carabinieri arrivano subito, ma stentano a bloccare Ciampoli che si scaglia anche contro i militari, ferendone lievemente uno.

A prestare le prime cure alla ragazza sono i dipendenti dell'albergo di piazza Sacro Cuore, dove la giovane viene trasportata in attesa dell'ambulanza del 118. È stravolta, sconvolta, sotto shock. Trasportata in ospedale, la 22enne viene visitata, ma non riporta particolari ferite. Le ferite, quelle vere, sono dentro, sono quelle che, come raccontano i carabinieri, le provocano un forte stato di ansia mentre i fotogrammi di quei terribili momenti le continuano a girare nella testa. Lei che dice «maleducato» e poi di colpo quella furia, prima di svenire.

Arsenio Ciampoli finisce in carcere per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e atti contrari alla pubblica decenza. Più o meno i reati contestatigli lo scorso 17 maggio (tentata rapina, resistenza, lesioni aggravate, daneggiamento e porto ingiustificato di coltello di genere proibito), quando con un coltello da campeggio provò a rapinare il Tigre di via Cesare Battisti. La rapina fallì, lui venne preso, ma mentre lo portavano in caserma, con una testata, ancora con una testata, mandò in frantumi il parabrezza dell'auto dei carabinieri. Per i fatti di mercoledì, Ciampoli ieri mattina ha ottenuto i termini a difesa, ma in attesa del processo resta in carcere. Custodia cautelare.

http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2010/10/15/news/pescara-ripreso-perche-fa-la-pipi-per-strada-manda-ragazza-in-ospedale-con-una-testata-2527550

venerdì 15 ottobre 2010

Donne Pensanti

Nella dilangante pratica della manipolazione delle informazioni, del revisionismo storico, della malafede e della strumentalizzazione, vi segnalo le vere pagine e veri gruppi femministi, contro la violenza sulle donne e a favore della parità dei diritti in facebook.


Gruppo: Donne pensanti




Siamo persone che non accettano più in silenzio quello che sta succedendo nel nostro Paese nei confronti delle donne: siamo contro lo sdoganamento del ruolo “merceologico” della donna e crediamo che debba cambiare l’approccio culturale degli uomini e delle donne.

Esistono modelli diversi da quelli che vengono promossi e patrocinati oggi in Italia. Di donne ma anche di uomini.

E vogliamo far sentire la voce dei tanti che si sentono sviliti dal velinismo, il tetteculismo e l’etica del “prodotto finale”. Uomini e donne. (visualizza meno contenuto)
Siamo persone che non accettano più in silenzio quello che sta succedendo nel nostro Paese nei confronti delle donne: siamo contro lo sdoganamento del ruolo “merceologico” della donna e crediamo che debba cambiare l’approccio culturale degli uomini e delle donne.

Esistono modelli diversi da quelli che vengono promossi e patrocinati oggi in Italia. Di donne ma anche di uomini.

E vogliamo far sentire la voce dei tanti che si sentono sviliti dal velinismo, il tetteculismo e l’etica del “prodotto finale”. Uomini e donne.

giovedì 14 ottobre 2010

Pugno nel metrò, donna di nuovo in coma I medici: "Ora è in serio pericolo di vita"

Le condizioni di salute dell'infermiera colpita venerdì scorso e ricoverata al policlinico Casilino sono peggiorate a causa di una lesione evidenziata dagli ultimi esami. La famiglia della vittima: "Troppo comodo chiedere scusa adesso"

Si sono aggravate le condizioni di Maricica Hahaianu, l'infermiera 32enne aggredita venerdì scorso alla stazione Anagnina. A quanto si apprende da fonti sanitarie, la donna è rientrata in coma e sarebbe ora in pericolo di vita. Le condizioni sarebbero peggiorate a causa di una lesione tronco encefalica che dai precedenti esami non era emersa. L'infermiera, dopo essere stata ricoverata d'urgenza venerdì al policlinico Casilino e sottoposta a intervento neurochirurgico, si era svegliata dal coma farmacologico martedì pomeriggio, ma non ha mai ripreso conoscenza. Oggi il "drastico peggioramento", riferito da Cesira Piscioneri, portavoce del Policlinico Casilino di Roma dove la donna è stata ricoverata.

"Le condizioni cliniche della signora Maricica Hahaianu ricoverata presso il reparto di Anestesia e rianimazione - si legge nel dettaglio del bollettino medico delle 17.30 - si sono improvvisamente aggravate. La risonanza magnetica di controllo, eseguita nel pomeriggio, ha evidenziato un incremento dell'edema cerebrale e una estesa lesione del tronco encefalico, evoluti in modo drammatico rispetto ai precedenti controlli. Le condizioni della paziente sono da considerarsi di estrema gravità".

Alessio Burtone, il 20enne agli arresti domiciliari con l'accusa di lesioni, ha scritto una lettera per chiedere perdono. "Chiedo umilmente scusa alla signora Hahaianu Maricica - si legge nel testo indirizzata alla donna - per il gesto violento che le ha provocato questa grave situazione. Da quando l'ho saputo dal carcere non riesco più a dormire. Non mi interessa di quello che mi accadrà perché mi assumerò le mie responsabilità ma ciò che più mi interessa oggi è che la signora possa riprendersi. Prego ogni giorno perché lei possa ristabilirsi e porterò sicuramente un rimorso per tutta la vita".

Ma per la famiglia della vittima, è "troppo facile, troppo comodo chiedere scusa adesso. Di queste scuse possiamo solo prenderne atto". Lo fa sapere l'avvocato della donna, Alessandro Di Giovanni, puntualizzando che "al momento al marito della donna non è giunta alcuna lettera di scuse". "Guardando il video - spiega il penalista - appare chiaro che il giovane sferri un colpo mancino al volto, con una tecnica quasi da boxeur. La donna, colpita al mento, ha perso subito i sensi ed è crollata a terra a corpo morto".

La Procura di Roma ha fatto ricorso al tribunale del riesame per chiedere l'emissione della custodia cautelare in carcere per Burtone. Già in sede di convalida dell'arresto avvenuto venerdì il pm Antonio Calaresu si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari per Burtone. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata. In base a quanto si apprende la decisione della procura sarebbe maturata anche alla luce del video in cui si vedono le fasi dell'aggressione alla donna.

Per quanto riguarda il precedente di Burtone (una lite scoppiata in strada nell'aprile scorso), il procedimento è stato trasmesso da diverse settimane dal tribunale all'ufficio del giudice di pace. Il reato ipotizzato nel fascicolo, che inizialmente era quello di lesioni, è stato derubricato in percosse. "E' una vicenda che non può esser considerata un precedente, un qualcosa che indichi il normale comportamento del mio assistito - ha spiegato il difensore, l'avvocato Fabrizio Gallo - domani prenderò visione di quell'indagine e avrò modo di capire cosa è successo".


IL VIDEO LA FOTOSEQUENZA LE FOTO

(14 ottobre 2010)

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/14/news/pugno_metro-8056918/

Donnerosse di Chiara Pasqualotto


Chiara Pasqualotto

Sono ritratti di donne su sfondo rosso. La serie e’ un progetto aperto che cresce lentamente con l’aggiunta progressiva di nuovi lavori. Questa prima mostra di Chiara Pasqualotto comprende 9 opere eseguite tra il 2009 e il 2010.

Donne di profilo, di eta’ diverse, sconosciute prese da foto. La loro espressivita’ e’ decontestualizzata, sta tutta nella corporeita’ del volto di ciascuna.

Lo sfondo rosso e’ simbolico, viene lavorato in varianti diverse, cola sulla carta come sangue, o disegna motivi vegetali. Il rosso ha vari significati, e’ la violenza, di genere, fisica e psicologica che le donne subiscono quotidianamente, la violenza domestica, i femminicidi. E’ dolore e sofferenza e ferite ma e’ anche sangue mestruale, sangue del parto, di chi da’ la vita. Il rosso e’ anche la forza, la passione individuale e collettiva con cui le donne affrontano l’esistenza, e’ la lotta e la resistenza continua per riuscire ad andare avanti. Rossa e’ l’energia che si prende e si da’ alle altre, e la forza della rivoluzione che le donne fanno insieme.

Chiara Pasqualotto http://chiarapasqualotto.blogspot.com/

Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article7062

Donna mori' per rottura milza, ai domiciliari marito manescoDonna mori' per rottura milza, ai domiciliari marito manesco

E' accaduto a San Nicandro Garganico, lei non aveva mai denunciato nulla
14 ottobre, 13:38


FOGGIA - Ha colpito la moglie con calci e pugni, schiaffi e spintoni, fino a ucciderla: e' morta cosi' - secondo i carabinieri del comando provinciale di Foggia, che hanno condotto le indagini e arrestato l'uomo - la casalinga di San Nicandro Garganico, Anna De Pilla, 41 anni.

Il marito - e' stato accertato - il 5 giugno scorso le ha spappolato la milza in uno dei tanti episodi di violenza. L'uomo, Leonardo Di Sipio, di 42 anni, bracciante agricolo, e' ora accusato di omicidio preterintenzionale ed e' stato posto ai domiciliari. Secondo quanto e' stato accertato nel corso delle indagini, il rapporto tra i due andava avanti da anni in maniera violenta, e lei non aveva mai denunciato nulla per paura di ulteriori ritorsioni.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/14/visualizza_new.html_1732684586.html?ref=nf

mercoledì 13 ottobre 2010

Sassari, medico fiscale violentava pazienti: arrestato dai Carabinieri

Uultimo aggiornamento: 12 ottobre, ore 19:23
Al professionista vengono contestati 13 episodi, compiuti tra maggio 2009 e settembre 2010, e sono frutto di altrettante denunce da parte di donne comprese tra i 27 ed i 45 anni.
Sassari, 12 ott. - (Adnkronos) - I carabinieri di Sennori (Ss) hanno arrestato per violenza sessuale aggravata un medico sassarese, K.H., 53 anni, che svolge visite fiscali per conto dell'Inps. Nell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari del Gip di Sassari, vengono contestati al professionista 13 episodi, compiuti tra il maggio 2009 e settembre 2010 e sono frutto di altrettante denunce da parte di donne comprese tra i 27 ed i 45 anni.
In base a quanto accertato dai carabinieri di Sennori, il medico agiva sempre con le stesse modalita': durante la visita fiscale in casa, proponeva alla paziente di effettuare un massaggio, si poneva quindi alle sue spalle e strofinava le parti intime sul corpo della donna. In alcuni casi le vittime hanno reagito energicamente, altre volte hanno ceduto, magari per la soggezione nei confronti del medico ispettore, accusando successivamente seri problemi di natura psicologica.

I carabinieri hanno avviato l'indagine nello scorso settembre, raccogliendo la denuncia di una delle vittime, che aveva deciso di riferire tutto agli investigatori dopo che il medico si era ripresentato a casa sua, qualche giorno dopo aver effettuato la visita fiscale, provocando nella donna un grave shock psicofisico. I militari, partendo da quell'episodio, hanno rintracciato ed interrogato altre donne che erano state sottoposte a visita fiscale dal dottor K. ed hanno verificato che il comportamento non era episodico ma seriale.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sardegna/Sassari-medico-fiscale-violentava-pazienti-arrestato-dai-Carabinieri_311095614085.html

Novate Milanese, tenta di uccidere il marito albanese: dopo tre giorni si costituisce

Ultimo aggiornamento: 13 ottobre, ore 12:24
Milano - (Adnkronos) - Esasperata dalle continue violenze dell'uomo, spesso ubriaco, consumate anche davanti alla figlia di 8 anni, dopo l'ennesimo litigio gli ha preso la pistola e ha fatto fuoco più volte
Esasperata dalle continue violenze subite dal marito, P.E. albanese di 37 anni, prende la pistola e gli spara colpendolo alla spalla sinistra, alla scapola sinistra, alla coscia sinistra e alla zona lombare, riducendolo in fin di vita. Il fatto e' accaduto sabato sera a Novate Milanese (Milano) e oggi D.V. italiana di 33 anni, si e' costituita. La donna, secondo quanto e' emerso dalle indagini, era esasperata dalle continue violenze del marito, spesso ubriaco, consumate il piu' delle volte davanti alla figlia di 8 anni. Il litigio di sabato sera faceva scattare il raptus: presa la pistola del marito gli sparava alle spalle, prima in casa e poi nella tromba delle scale, mentre l'uomo tentava una disperata fuga. La donna si trova ora in stato di fermo nel carcere di San Vittore.

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/Novate-Milanese-tenta-di-uccidere-il-marito-albanese-dopo-tre-giorni-si-costituisce_311099221382.html

Accusato maltrattamenti, non potra' avvicinarsi a ex moglie

E' arrivato a minacciarla di morte davanti ai figli minorenni

(ANSA) - PRATO, 12 OTT - Accusato di maltrattamenti in famiglia un uomo di 46 anni, residente nel Pratese, non potra' ora avvicinarsi all'abitazione e al luogo dove lavora l'ex moglie ne' avere con lei contatti telefonici. E' quanto prevede una misura cautelare disposta dal gip di Prato, disposta dopo indagini della sezione di pg della polizia municipale presso la procura pratese. Secondo quanto spiegato dalla stessa pg, l'uomo e' accusato di avere per anni maltrattato la donna arrivando a minacciarla di morte, anche davanti ai figli minorenni.(ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2010/10/12/visualizza_new.html_1733519670.html

Aggredisce coppia e violenta ragazza, arrestato romeno

Abusi compiuti in pineta Catanzaro sotto la minaccia di un'arma

(ANSA) - CATANZARO, 13 OTT - Ha minacciato con una pistola una giovane coppia che si era appartata in un luogo isolato alla periferia di Catanzaro e poi ha violentato la ragazza.

Autore dell'aggressione un romeno di 31 anni, Ion Ihorghe Ciceu, che e' stato rintracciato e arrestato poche ore dopo dalla squadra mobile catanzarese. L'uomo, nella tarda serata di ieri, ha aggredito la coppia che si era appartata nella pineta di Giovino. Quindi ha violentato la ragazza, di 20 anni, minacciandola di morte con una pistola a salve ed impedendo al fidanzato, di 30 anni, di intervenire. (ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2010/10/13/visualizza_new.html_1733487052.html

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Stupro a Giovino, la ricostruzione della vicenda. Il video della conferenza stampa in Questura

Mercoledì, 13 Ottobre 2010 12.03
Il mostro questa volta ha 31 anni e si chiama Ciceu Ion Gheorghe (in foto), di nazionalità rumena, a Catanzaro dal 2009 con visto turistico rilasciato da Bari. Ha agito con efferata violenza in piena notte nella pineta di Giovino. Dopo le 23 una telefonata al 113 ha allertato gli uomini del commissariato di Catanzaro lido, guidati da Giacomo Cimarrusti e quelli della sezione Squadra Mobile guidati da Rodolfo Ruperti. Una violenza consumata e ua rapina. Questo hanno denunciato i due giovani ancora in preda al panico e visibilmente traumattizzati. Il rumeno si sarebbe avvicinato alla loro auto mentre i due, giovanissimi ma maggiorenni, erano appartati. Prima la minaccia, con una pistola solo dopo rivelatasi a salve, poi lo scippo delle chiavi dell'auto e del cellulare del ragazzo e infine il gesto più brutale. La violenza consumata su di lei all'esteno dell'auto, mentre il ragazzo veniva tenuto in qualche modo segregato con atti di terrore. Un quarto d'ora, quindici minuti interminabili e quando l'uomo aveva portato a termine il suo disegno criminale, ha trovato la forza ancora di derubare il giovane portandogli via tre banconote da 20 euro.

Tempestivo l'intervento delle forze dell'ordine dopo la chiamata al 113. Le ricerche si sono concentrate nella zona, fino ad arrivare alla roulotte dove il rumeno risiede, nella stessa area in cui svolge il lavoro di guardiano notturno per un chiosco. I riscontri investigativi hanno dato immediatamente conferma, agli uomini della polizia, di essere davanti alla persona giusta e alla fine anche se a mezze frasi, è arrivata la conferma dell'odioso gesto compiuto dallo stesso autore.

Una notte da incubo per i due ragazzi che hanno avuto comunque la prontezza di denunciare l'accaduto e permettere agli uomini della Polizia di Stato di consegnare alla giustizia un delinquente. Le indagini sono state conordinate dal pm di turno Cianfarini.
Clicca QUI per vedere il video della conferenza stampa in Questura seguita all'arresto dello stupratore


http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.asp?M1=1&news=24791

Per ore stuprano giovane: tre arresti a Palazzo San Gervasio

I Carabinieri fermano i romeni che avevano sequestrato la 20enne
13 ottobre, 13:01
(ANSA) - POTENZA, 13 OTT - Per ore hanno stuprato una giovane 20enne: a Palazzo San Gervasio (Potenza) i Carabinieri hanno arrestato tre romeni, di eta' compresa tra i 19 e i 25 anni.

Nel pomeriggio dello scorso 11 ottobre, la giovane e' stata avvicinata da uno dei tre giovani, che conosceva solo di vista: poco dopo gli altri due l'hanno bloccata e portata con la forza nella casa del piu' giovane del gruppo, dove e' stata violentata e picchiata per ore, fino all'una di notte, quando e' riuscita a fuggire. (ANSA).


http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2010/10/13/visualizza_new.html_1733458162.html

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