(ANSA) - OLBIA, 8 GEN - Una ragazza di 16 anni ha denunciato ai carabinieri di essere stata violentata da un giovane, dopo una festa, la notte dell'Epifania. La minorenne e' rientrata a casa sconvolta ed ha raccontato ai genitori la violenza che avrebbe subito. Secondo la denuncia presentata ai carabinieri, la ragazza era uscita nel pomeriggio in compagnia di amici, e, dopo la festa, ha accettato un passaggio da un suo conoscente. Ma il giovane si e' fermato in una zona appartata e l'ha violentata.
Fonte ansa
venerdì 8 gennaio 2010
Imola: violenza sessuale su 13enne, veterinario patteggia due anni
IMOLA - Due anni di reclusione. E' questa la pena patteggiata davanti al gup Andrea Scarpa dal veterinario imolese di 41 anni, arrestato lo scorso marzo con l'accusa di violenza ai danni all'epoca dei fatti di una tredicenne. Il veterinario, difeso dall'avvocato Enrico Caliendo, non ha mai negato i fatti, ma si è difeso affermando di essere innamorato della ragazza, figlia di un'amica. La vicenda venne a galla nell'ottobre 2008 quando la ragazza scoppiò a piangere a scuola.
Anche l'aiuto di una psicologa raccontò tutto di quella relazione che era iniziata a maggio 2007. Subito sono iniziate le indagini della Polizia Postale che hanno analizzato il pc ed il telefonino dell'uomo. Così gli investigatori riuscirono a scoprire che il 41enne sembrava non rendersi conto di quello che stava facendo, tanto che si era anche confidato con alcuni amici.
L'uomo venne arrestato a marzo e rinchiuso in carcere, dal quale ne è uscito a giugno. Il pm era rappresentato da Flavio Lazzerini. Ora il tribunale di sorveglianza dovrà decidere la modalità in cui il veterinario dovrà scontare la pena.
Fonte: romagnaoggi
Anche l'aiuto di una psicologa raccontò tutto di quella relazione che era iniziata a maggio 2007. Subito sono iniziate le indagini della Polizia Postale che hanno analizzato il pc ed il telefonino dell'uomo. Così gli investigatori riuscirono a scoprire che il 41enne sembrava non rendersi conto di quello che stava facendo, tanto che si era anche confidato con alcuni amici.
L'uomo venne arrestato a marzo e rinchiuso in carcere, dal quale ne è uscito a giugno. Il pm era rappresentato da Flavio Lazzerini. Ora il tribunale di sorveglianza dovrà decidere la modalità in cui il veterinario dovrà scontare la pena.
Fonte: romagnaoggi
giovedì 7 gennaio 2010
Autore di uno stupro nel 2004 col fratello, si costituisce I fatti avvennero a Borgone nel novembre 2004
TORINO, 6 GEN - Si e' costituito presentandosi alla stazione dei carabinieri di Borgone di Susa il secondo uomo condannato per violenza sessuale ai danni di un giovane avvenuta nel novembre 2004. E' Mario Turco, 24 anni, operaio residente a Bruzolo, ricercato da alcuni giorni dai militari che gia' avevano arrestato il fratello Carmelo, autore con lui dello stupro. I fatti avvennero nella zona della stazione di Sant'Antonino di Susa. I fratelli Turco agirono insieme ad un terzo ragazzo, al tempo minorenne.(ANSA).
fonte: ansa
fonte: ansa
mercoledì 6 gennaio 2010
Violentata alla festa di Capodanno 24/enne denuncia, stupro di gruppo in castello del viterbese
VITERBO, 3 GEN - Una romana di 24 anni ha denunciato di essere stata stuprata al termine della festa di Capodanno in un castello del viterbese.Lo stupro sarebbe stato compiuto da uno o piu' partecipanti alla festa che avrebbero approfittato del fatto che la giovane era ubriaca, sarebbero entrati nella stanza del castello in cui si era appartata e, a turno, avrebbero abusato di lei. La ragazza ha precisato che quando lo stupratore o gli stupratori sono entrati nella stanza lei era addormentata.
fonte: ansa
fonte: ansa
lunedì 4 gennaio 2010
Perseguita la vicina per 15 anni
CERCOLA - Un uomo è stato denunciato dalla polizia municipale di Cercola per stalking. Ad accusarlo è stata una ragazza residente nel Comune di Pollena Trocchia. L 'uomo, suo vicino di casa, la importunava da una quindicina di anni, e nelle ultime settimane l'avrebbe schiaffeggiata ed avrebbe colpito a pugni l'auto sulla quale si era rifugiata per evitare l'aggressione. Le indagini sono state condotte dal comandante della polizia municipale di Cercola, maggiore Luigi Maiello. Secondo quanto raccontato dalla giovane, l' uomo l'avrebbe seguita, infastidendola, anche nel casertano dove si reca per lavoro e quando si trovava in compagnia del proprio fidanzato. A causa dei pedinamenti e dell' aggressione subita la ragazza ha riferito di aver anche interrotto il rapporto con il fidanzato.
di redazione cronaca 30/01/2010
Fonte:nolano
di redazione cronaca 30/01/2010
Fonte:nolano
venerdì 1 gennaio 2010
Senzatetto denuncia stupro a Roma La ragazza, 23 anni, e' in osservazione al Policlinico
Una ragazza senzatetto di 23 anni, di Salerno, nella notte di Natale ha denunciato di aver subito una violenza sessuale in via Giolitti,a Roma. Le indagini dei carabinieri tendono a verificare con chi si accompagnasse la ragazza, trattenuta in osservazione nel Policlinico Umberto I, e se la violenza denunciata sia maturata nell'ambiente dei tanti clochard che vivono attorno alla stazione Termini.
fonte: ansa
fonte: ansa
martedì 8 dicembre 2009
Lucca, strangolata in riva al fiume. Fermato l'amico: «L'ho uccisa io»
La ragazza ha vent'anni. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, che ha confessato l’omicidio
LUCCA - Una ragazza di 20 anni è stata trovata morta sul greto del fiume Serchio vicino a Gallicano (Lucca) stamani dopo una notte di ricerche: la giovane sarebbe stata strangolata. La ragazza si chiama Vanessa Simonini. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, amico della giovane, che ha confessato l’omicidio.
L'UOMO HA TELEFONATO AL 112 - Secondo quanto appreso, l’omicidio sarebbe maturato al termine di una discussione tra i due. Il corpo della vittima è stato trovato in una stradina secondaria che scende verso il fiume Serchio. Ci sono volute molte ore per individuare il luogo ma un aiuto ai carabinieri, già allertati dai genitori di Vanessa Simonini per il mancato rientro della figlia a casa, è arrivato da una telefonata al 112 fatta dallo stesso Baroncini, che parlava di un’aggressione ad una ragazza. I carabinieri lo hanno poi rintracciato e interrogato. Dopo un’iniziale reticenza, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio.
I DUE ERANO AMICI - Quanto al movente, potrebbe essere una reazione dell’uomo per essere stato respinto dalla ragazza: «Ho perso la testa dopo il rifiuto», ha detto ai carabinieri. I due si conoscevano da molti anni per frequentazioni comuni avute nel paese di Gallicano, in particolare nell’associazionismo sportivo. Negli ultimi tempi, nonostante la differenza di età, era nata un’amicizia più profonda tra i due, tanto che ieri sera Vanessa aveva accettato di andare ad una festa con Baroncini. L’uomo, che abita a Pisa, frequenta in modo assiduo la zona di Lucca per motivi di lavoro: è operaio in un’azienda che produce gabbie per conigli. È incensurato. Vanessa Simonini aveva terminato gli studi superiori ed era in attesa di una prima occupazione.
08 dicembre 2009
Fonte corrierefiorentino
LUCCA - Una ragazza di 20 anni è stata trovata morta sul greto del fiume Serchio vicino a Gallicano (Lucca) stamani dopo una notte di ricerche: la giovane sarebbe stata strangolata. La ragazza si chiama Vanessa Simonini. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, amico della giovane, che ha confessato l’omicidio.
L'UOMO HA TELEFONATO AL 112 - Secondo quanto appreso, l’omicidio sarebbe maturato al termine di una discussione tra i due. Il corpo della vittima è stato trovato in una stradina secondaria che scende verso il fiume Serchio. Ci sono volute molte ore per individuare il luogo ma un aiuto ai carabinieri, già allertati dai genitori di Vanessa Simonini per il mancato rientro della figlia a casa, è arrivato da una telefonata al 112 fatta dallo stesso Baroncini, che parlava di un’aggressione ad una ragazza. I carabinieri lo hanno poi rintracciato e interrogato. Dopo un’iniziale reticenza, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio.
I DUE ERANO AMICI - Quanto al movente, potrebbe essere una reazione dell’uomo per essere stato respinto dalla ragazza: «Ho perso la testa dopo il rifiuto», ha detto ai carabinieri. I due si conoscevano da molti anni per frequentazioni comuni avute nel paese di Gallicano, in particolare nell’associazionismo sportivo. Negli ultimi tempi, nonostante la differenza di età, era nata un’amicizia più profonda tra i due, tanto che ieri sera Vanessa aveva accettato di andare ad una festa con Baroncini. L’uomo, che abita a Pisa, frequenta in modo assiduo la zona di Lucca per motivi di lavoro: è operaio in un’azienda che produce gabbie per conigli. È incensurato. Vanessa Simonini aveva terminato gli studi superiori ed era in attesa di una prima occupazione.
08 dicembre 2009
Fonte corrierefiorentino
martedì 24 novembre 2009
Abusi su bambine, arrestati 2 orchi
ACERRA - Nell'ambito dell'attività svolta al fine di reprimere il dilagante fenomeno deila violenza sessuale su minori, ad esito di attivita investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, unitamente a personale della quarta sezione della Squadra Mobile di Napoli, ha eseguito ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa in data 17.11.2009 dal tribunale di Nola Ufficio GIP, nei confronti di R.H., di anni 42, di nazionalità algerina, e di G.A., di anni 68, acerrano, poichè ritenuti responsabili dei reati di violenza sessuale aggravata in danno di due minori, M. e S.,che all'epoca dei fatti avevano rispettivamente 7 e 5 anni. I fatti accaduti in Acerra fino al mese di ottobre del 2008, sono maturati in ambito familiare, di estremo degrado socio-ambientale che ha già visto in precedenza l'efficace intervento dei servizi sociali di acerrani, che avevano allontanato i due minori dal proprio nucleo familiare per le condizioni di estremo disagio fisico e psichico in cui versavano (sottopeso, denutrite e piene di infezioni). Le bambine, una volta affidate ad una nuova famiglia, hanno avuto il coraggio e la forza di raccontare alla famiglia affidataria le continue violenze sessuali e di maltrattamenti psico-fisici a cui venivano sottoposte da parte del padre e di altre persone. Durante le indagini avviate dal personale della 4a sezione della Squadra Mobile è emerso che gli indagati hanno dimostrato di essere proclivi a condotte volte a soddisfare i propri abenanti desideri sessuali, manifestando un'assoluta indifferenza verso le sofferenze procurate a due bambine in tenera età. Gli abusi venivano consumati sia nell'abitazione dove vivevano le bambine che di terzi estranei dove venivano condotte dal padre. Le piccole raccontano di abusi consumati con violenza anche separatamente e in tali circostanze costrette ad assistere a quando accadeva il quale quindi, oltre a protrarre la sua condotta criminosa per un arco temporale prolungato, non ha esitato a costringere le proprie figlie a subire atti sessuali anche da parte di terzi estranei. Gli arrestati venivano rintracciati presso le rispettive abitazioni nella provincia di Napoli. Sono in corso indagini volte alla identificazione di altri soggetti coinvolti nella vicenda, ma non si può mancare di sottolineare quanto sia stato di giovamento alle bimbe la serenita del contesto familiare in cui in questo momento sono inserite, e che ha consentito anche l'emersione di crimini di tale gravità e l'identificazione dei responsabili.
di rc 21/11/2009
Anno I Numero 22
Fonte: acerrano
di rc 21/11/2009
Anno I Numero 22
Fonte: acerrano
martedì 20 ottobre 2009
Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono
Il gip ha disposto l'arresto di due diciottenni già nei guai per festini a base di droga
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia
ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.
Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.
L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.
Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.
Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.
La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.
Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.
Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.
Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.
Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.
Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.
(20 ottobre 2009)
Fonte:repubblica.it
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia
ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.
Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.
L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.
Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.
Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.
La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.
Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.
Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.
Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.
Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.
Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.
(20 ottobre 2009)
Fonte:repubblica.it
venerdì 9 ottobre 2009
In tv il dramma della Fargo «Il mostro l'avevo in casa»
DONNE E VIOLENZA. La testimonianza della cantante di Palazzolo, che ha raccontato perché è scomparsa dalle scene
«Mio marito mi picchiava e io pensavo: se sopravvivo sarò comunque vedova, non è l'uomo che ho sposato»
Palazzolo. Sono passati più di 15 anni, ma in molti la ricorderanno con i grandi occhiali tondi e i ricci neri raccolti, sul palco dell'Ariston: è lì che Irene Fargo, cantante di Palazzolo, comincia la sua carriera. Ma dura poco. Le apparizioni sempre più rare, le date annullate.
Fino a che non la si vede più, Mancanza di ispirazione? No, violenza. E stalking. Nel suo gruppo di lavoro non immaginava si nascondesse l'uomo che l'avrebbe tormentata fino a farle abbandonare la carriera, e la sua identità: il suo ex manager, ed ex marito.
DOPO ANNI IRENE FARGO rompe il silenzio e racconta la sua verità: prima lunedì sera a «Chi l'ha visto», poi ieri, a Pomeriggio Cinque. «Il mostro l'avevo in casa - spiega -, mio marito mi picchiava, fingevo di essere morta»,
La sua testimonianza torna indietro fino al 1997: «Avevo una bimba, la mia carriera andava a gonfie vele, lui era una persona straordinaria. Così credevo. E fino a quando una donna non diventa madre non capisce che per i figli sacrificherebbe anche la vita».
Dopo l'idillio, i litigi e la violenza: «Non potevo credere stesse succedendo a me, tentavo di ricostruire il nostro rapporto pur essendo sottomessa. La prima volta che mi ha picchiata è stata la più terribile: avevo il viso schiacciato dal cuscino, con una mano mi teneva il collo, con l'altra mi prendeva a pugni. Anche se dovessi sopravvivere, pensavo allora, sarò comunque vedova: questo non è l'uomo che ho sposato. Mi ha portato all'isolamento, se mi contattavano per lavoro, rispondeva che ero ricoverata in ospedale per una malattia terminale».
DOPO IL DOLORE, la forza di riprendersi la vita. A far scattare la denuncia, è la violenza sulle bambine. Il suo ex marito è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di molestie telefoniche, ingiurie, percosse. Da tre anni, rivela a Chi l'ha Visto, è ancora vittima di stalking.
«Nonostante le denunce - racconta - è riuscito a mettersi in contatto con alcuni amici, a manipolarli. Ho ricevuto anche minacce di morte, anonime. E a fare la spesa, vado sempre in posti diversi. Lo stalking è un continuo stillicidio: se la goccia cade dall'alto, ti affievolisci. Fino al punto in cui vuoi sparire».
Fonte: bresciaoggi
«Mio marito mi picchiava e io pensavo: se sopravvivo sarò comunque vedova, non è l'uomo che ho sposato»
Palazzolo. Sono passati più di 15 anni, ma in molti la ricorderanno con i grandi occhiali tondi e i ricci neri raccolti, sul palco dell'Ariston: è lì che Irene Fargo, cantante di Palazzolo, comincia la sua carriera. Ma dura poco. Le apparizioni sempre più rare, le date annullate.
Fino a che non la si vede più, Mancanza di ispirazione? No, violenza. E stalking. Nel suo gruppo di lavoro non immaginava si nascondesse l'uomo che l'avrebbe tormentata fino a farle abbandonare la carriera, e la sua identità: il suo ex manager, ed ex marito.
DOPO ANNI IRENE FARGO rompe il silenzio e racconta la sua verità: prima lunedì sera a «Chi l'ha visto», poi ieri, a Pomeriggio Cinque. «Il mostro l'avevo in casa - spiega -, mio marito mi picchiava, fingevo di essere morta»,
La sua testimonianza torna indietro fino al 1997: «Avevo una bimba, la mia carriera andava a gonfie vele, lui era una persona straordinaria. Così credevo. E fino a quando una donna non diventa madre non capisce che per i figli sacrificherebbe anche la vita».
Dopo l'idillio, i litigi e la violenza: «Non potevo credere stesse succedendo a me, tentavo di ricostruire il nostro rapporto pur essendo sottomessa. La prima volta che mi ha picchiata è stata la più terribile: avevo il viso schiacciato dal cuscino, con una mano mi teneva il collo, con l'altra mi prendeva a pugni. Anche se dovessi sopravvivere, pensavo allora, sarò comunque vedova: questo non è l'uomo che ho sposato. Mi ha portato all'isolamento, se mi contattavano per lavoro, rispondeva che ero ricoverata in ospedale per una malattia terminale».
DOPO IL DOLORE, la forza di riprendersi la vita. A far scattare la denuncia, è la violenza sulle bambine. Il suo ex marito è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di molestie telefoniche, ingiurie, percosse. Da tre anni, rivela a Chi l'ha Visto, è ancora vittima di stalking.
«Nonostante le denunce - racconta - è riuscito a mettersi in contatto con alcuni amici, a manipolarli. Ho ricevuto anche minacce di morte, anonime. E a fare la spesa, vado sempre in posti diversi. Lo stalking è un continuo stillicidio: se la goccia cade dall'alto, ti affievolisci. Fino al punto in cui vuoi sparire».
Fonte: bresciaoggi
mercoledì 7 ottobre 2009
Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia
La giovane era in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia
Stuprata nella toilette, poi derubata di soldi e cellulare Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia Un uomo è già stato fermato. Le foto trasmesse in Italia per il riconoscimento
PARIGI - Violentata più volte nella toilette di un treno in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia. La vittima è una ragazza italiana, una studentessa di 23 anni, originaria del Trevigiano. La polizia avrebbe già fermato un sospetto.
La giovane, che abita a Riese Pio X (Treviso), è stata aggredita domenica mentre si trovava sul treno, fra la città nel sud della Francia e il confine con l'Italia. E' stata violentata nelle toilette da un uomo che si è poi dato alla fuga dopo averle rubato il telefono cellulare e del denaro.
La ragazza, come spiegano fonti giudiziarie, è riuscita ad avvertire un controllore che però non ha fatto in tempo a bloccare l'aggressore prima che scendesse in una stazione sul percorso. Sarebbe poi stato rintracciato grazie a una borsa che aveva perso durante la fuga e che i gendarmi francesi hanno ritrovato.
L'uomo è stato posto in stato di fermo su disposizione della procura di Draguignan, in attesa delle indagini in corso. Alcune foto del sospetto sono state trasmesse alla polizia italiana affinché siano mostrate alla ragazza per l'eventuale riconoscimento. Le stesse immagini sono state sottoposte al personale in servizio domenica sul treno Marsiglia-Ventimiglia.
(5 ottobre 2009)
repubblica.it
Stuprata nella toilette, poi derubata di soldi e cellulare Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia Un uomo è già stato fermato. Le foto trasmesse in Italia per il riconoscimento
PARIGI - Violentata più volte nella toilette di un treno in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia. La vittima è una ragazza italiana, una studentessa di 23 anni, originaria del Trevigiano. La polizia avrebbe già fermato un sospetto.
La giovane, che abita a Riese Pio X (Treviso), è stata aggredita domenica mentre si trovava sul treno, fra la città nel sud della Francia e il confine con l'Italia. E' stata violentata nelle toilette da un uomo che si è poi dato alla fuga dopo averle rubato il telefono cellulare e del denaro.
La ragazza, come spiegano fonti giudiziarie, è riuscita ad avvertire un controllore che però non ha fatto in tempo a bloccare l'aggressore prima che scendesse in una stazione sul percorso. Sarebbe poi stato rintracciato grazie a una borsa che aveva perso durante la fuga e che i gendarmi francesi hanno ritrovato.
L'uomo è stato posto in stato di fermo su disposizione della procura di Draguignan, in attesa delle indagini in corso. Alcune foto del sospetto sono state trasmesse alla polizia italiana affinché siano mostrate alla ragazza per l'eventuale riconoscimento. Le stesse immagini sono state sottoposte al personale in servizio domenica sul treno Marsiglia-Ventimiglia.
(5 ottobre 2009)
repubblica.it
lunedì 28 settembre 2009
Perseguita l'ex moglie, in manette
OTTAVIANO - Un commerciante di 46 anni di Ottaviano è finito agli arresti, raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola. L’uomo è accusato di stalking. Secondo le indagini condotte dai carabinieri ottavianesi, avrebbe perseguitato e molestato, in maniera sistematica, l’ex moglie, una 30enne polacca. Una persecuzione ormai insopportabile per la ragazza, che ha comportato per lei una svolta in negativo, costretta a cambiare persino le propie abitudini di vita. Ha presentato denuncia contro l’ex marito, e dopo le indagini dei militari dell’Arma, il 46enne è finito in cella a Poggioreale per stalking, minacce, ingiuria e lesioni personali.
di redazione cronaca 25/09/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 25/09/2009
Fonte:nolano
giovedì 24 settembre 2009
Ragazza violentata ad Arcinazzo tentato linciaggio dello stupratore
Gli amici della giovane, una ventina in tutto, hanno cercato di farsi giustizia da soli
Sono stati fermati dai carabinieri che avevano rintracciato il diciottenne per portarlo in caserma
ARCINAZZO (Roma) - In lacrime si è rivolta agli amici, a loro ha spiegato cos'era successo mentre tutti la stavano cercando. La reazione è stata immediata: si sono organizzati e hanno cercato di farsi giustizia da soli. Ha rischiato il linciaggio il 18enne romeno accusato dello stupro di una sedicenne italiana durante una festa all'insegna dell'enogastronomia locale, giovedì sera ad Arcinazzo Romano, in provincia di Roma.
La ragazza, dopo una lunga assenza che aveva preoccupato tutti, è tornata nella piazza in cui aveva lasciato i suoi amici, un'area dedicata ai più giovani all'interno della rassegna "Magnalonga". Ha spiegato, tra le lacrime e visibilmente provata, che il ragazzo che aveva conosciuto quella sera si era trasformato in uno stupratore.
Immediata la reazione: gli amici sono andati a cercare il diciottenne in un parco giochi dove era ospitato dal proprietario e hanno cercato di entrare. Il linciaggio è stato sventato dai carabinieri che erano andati ad arrestare il presunto stupratore per portarlo in caserma. All'arrivo dei militari il gruppo è fuggito. Il romeno sarà interrogato in giornata dal pm di Tivoli. E' accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della presunta vittima.
(22 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
Sono stati fermati dai carabinieri che avevano rintracciato il diciottenne per portarlo in caserma
ARCINAZZO (Roma) - In lacrime si è rivolta agli amici, a loro ha spiegato cos'era successo mentre tutti la stavano cercando. La reazione è stata immediata: si sono organizzati e hanno cercato di farsi giustizia da soli. Ha rischiato il linciaggio il 18enne romeno accusato dello stupro di una sedicenne italiana durante una festa all'insegna dell'enogastronomia locale, giovedì sera ad Arcinazzo Romano, in provincia di Roma.
La ragazza, dopo una lunga assenza che aveva preoccupato tutti, è tornata nella piazza in cui aveva lasciato i suoi amici, un'area dedicata ai più giovani all'interno della rassegna "Magnalonga". Ha spiegato, tra le lacrime e visibilmente provata, che il ragazzo che aveva conosciuto quella sera si era trasformato in uno stupratore.
Immediata la reazione: gli amici sono andati a cercare il diciottenne in un parco giochi dove era ospitato dal proprietario e hanno cercato di entrare. Il linciaggio è stato sventato dai carabinieri che erano andati ad arrestare il presunto stupratore per portarlo in caserma. All'arrivo dei militari il gruppo è fuggito. Il romeno sarà interrogato in giornata dal pm di Tivoli. E' accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della presunta vittima.
(22 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
Ricovera il figlio per farlo nutrire
ACERRA - MADRE INDIGENTE RICOVERA NEONATO PER FARLO NUTRIRE APPELLO DA MOVIMENTO PER LA VITA,L'AVEVA CONVINTA A NON ABORTIRE (ANSA) - ACERRA (NAPOLI), 31 AGO - Una madre indigente, disperata, fa ricoverare il figlio di appena un mese per garantirgli il latte. E' accaduto ad Acerra, nel napoletano, dove una giovane di 21 anni, nei giorni scorsi ha portato il proprio figlioletto in ospedale, per farlo nutrire. A raccontare il caso i volontari del Movimento per la vita della diocesi locale, che nei mesi scorsi, avevano convinto la ragazza a non abortire. Oggi, quegli stessi volontari lanciano un appello ai cittadini a donare latte in polvere, per poter sfamare il bambino. ''La situazione di questa ragazza e' disastrosa - spiega un' operatrice del Movimento - e' sposata con un ex tossicodipendente che non trova un lavoro stabile, e dal quale ha gia' avuto due bambini, di 2 e 3 anni. Durante la gravidanza ha digiunato piu' volte per poter acquistare il cibo ai suoi figli''. ''Il nostro centro - continua - le aveva procurato del latte, che pero' e' bastato solo per poche settimane. Ieri ci ha telefonato e ci ha raccontato cosa era successo: il denaro scarseggia, e nonostante l'aiuto nostro e della Caritas, non riescono ad andare avanti, tanto che nei giorni scorsi i due hanno ricoverato il bambino, mal nutrito, pur di garantirgli un po' di latte''. L'appello ai cittadini e' di donare il latte in polvere per neonati: ''Chi vuole puo' portarlo direttamente al nostro centro, che si trova al palazzo vescovile in piazza Duomo, dalle 17 alle 19. Ma sono graditi anche altri alimenti per bambini, perche' quella della giovane ventunenne, non e' l'unica storia triste che si consuma nel nostro paese''. (ANSA). Y2W-PGL 31-AGO-09 17:49 NNN
di rc 01/09/2009
Fonte:acerrano
di rc 01/09/2009
Fonte:acerrano
lunedì 7 settembre 2009
Napoli, violenza su una sedicenne in manette 7 minori e un 19enne
In otto hanno provato a violentarla mentre la riprendevano con i telefonini
La ragazza si è riuscita a liberare e ha attirato l'attenzione di una pattuglia
Napoli, violenza su una sedicenne
in manette 7 minori e un 19enne
Per la vittima 10 giorni di prognosi, fermati tutti gli aggressori
NAPOLI - L'hanno circondata, spogliata, palpeggiata. In otto contro una, ma lei è riuscita a divincolarsi e scappare via. E' successo a Scampia, quartiere periferico di Napoli. E sette degli otto aggressori sono minorenni, come minorenne è anche la vittima, una ragazza di sedici anni. L'unico maggiorenne, un ragazzo di diciannove anni, è proprio quello che ha condotto la giovane sul luogo dell'agguato.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il diciannovenne aveva dato appuntamento alla ragazza per una passeggiata. Ma dopo averla fatta salire in macchina l'ha portata in luogo isolato, dove con minacce e violenza l'ha costretta a compiere atti sessuali. A quel punto è intervenuto anche il branco, che ha provato a bloccare la sedicenne, spogliandola e palpandola, mentre la riprendevano con il telefonino e la minacciavano di mettere i filmati in rete.
La ragazza, però, è riuscita a sottrarsi ai suoi aggressori, ed è fuggita inseguita dagli otto giovani. Le sue urla hanno fortunatamente richiamato l'attenzione di una pattuglia del nucleo radiomobile di Napoli. I Carabinieri, nonostante il branco abbia provato a scappare, hanno bloccato tutto il gruppo, che si era infilato in una strada chiusa.
La sedicenne è stata accompagnata all'ospedale, dove i medici del San Giovanni Bosco di Napoli le hanno prestato le prime cure per per traumi al torace, al bacino e alla testa giudicati guaribili in dieci giorni. Per i sette minorenni si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei, mentre il diciannovenne è stato condotto nel carcere napoletano di Poggio Reale.
(2 settembre 2009)
Fonte:repubblica.it
La ragazza si è riuscita a liberare e ha attirato l'attenzione di una pattuglia
Napoli, violenza su una sedicenne
in manette 7 minori e un 19enne
Per la vittima 10 giorni di prognosi, fermati tutti gli aggressori
NAPOLI - L'hanno circondata, spogliata, palpeggiata. In otto contro una, ma lei è riuscita a divincolarsi e scappare via. E' successo a Scampia, quartiere periferico di Napoli. E sette degli otto aggressori sono minorenni, come minorenne è anche la vittima, una ragazza di sedici anni. L'unico maggiorenne, un ragazzo di diciannove anni, è proprio quello che ha condotto la giovane sul luogo dell'agguato.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il diciannovenne aveva dato appuntamento alla ragazza per una passeggiata. Ma dopo averla fatta salire in macchina l'ha portata in luogo isolato, dove con minacce e violenza l'ha costretta a compiere atti sessuali. A quel punto è intervenuto anche il branco, che ha provato a bloccare la sedicenne, spogliandola e palpandola, mentre la riprendevano con il telefonino e la minacciavano di mettere i filmati in rete.
La ragazza, però, è riuscita a sottrarsi ai suoi aggressori, ed è fuggita inseguita dagli otto giovani. Le sue urla hanno fortunatamente richiamato l'attenzione di una pattuglia del nucleo radiomobile di Napoli. I Carabinieri, nonostante il branco abbia provato a scappare, hanno bloccato tutto il gruppo, che si era infilato in una strada chiusa.
La sedicenne è stata accompagnata all'ospedale, dove i medici del San Giovanni Bosco di Napoli le hanno prestato le prime cure per per traumi al torace, al bacino e alla testa giudicati guaribili in dieci giorni. Per i sette minorenni si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei, mentre il diciannovenne è stato condotto nel carcere napoletano di Poggio Reale.
(2 settembre 2009)
Fonte:repubblica.it
venerdì 4 settembre 2009
Aggredisce e stupra donna, arrestato
NAPOLI - Un pizzaiolo 26enne è stato arrestato dai carabinieri a Napoli per aver prima aggredito e poi violentato una donna. L'uomo è stato sorpreso mentre abusava della 49enne in via Arno, nel quartiere Soccavo, sulle scalinate dei giardinetti vicini la chiesa 'Madonna di Fatima'. Le indagini hanno accertato che la vittima, una donna russa domiciliata nel quartiere Pianura, dopo aver pranzato in un ristorante di via Giustiniano, dove lavora l'uomo, è stata seguita dal pizzaiolo fino al luogo della violenza. Il 26enne prima si è scagliato contro di lei colpendola con pugni al volto e al corpo e poi, tramortita dalle percosse, è stata immobilizzata dall'aggressore che l'ha spinta contro una ringhiera costringendola a subire lo stupro. La donna è stata accompagnata presso l'ospedale San Paolo dov'è stata medicata per contusioni multiple in tutto il corpo con ecchimosi alle braccia, alle gambe, al volto e al ventre, nonché per lesioni alle parte intime guaribili in cinque giorni. Nel corso della perquisizione del 26enne i militari dell'Arma hanno anche rinvenuto, nella tasca dei pantaloni, un indumento intimo della vittima che è stato sottoposto a sequestro. L'uomo è stato rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.
di redazione 01/09/2009
Fonte:nolano
di redazione 01/09/2009
Fonte:nolano
domenica 30 agosto 2009
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
Le indagini sono state avviate dopo la denuncia della madre di una delle ragazzine
La donna avrebbe letto sul pc della figlia conversazioni via chat a sfondo sessuale
Il docente avrebbe frequentato le due giovanissime via internet ed incontrandole personalmente
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
TRIESTE - Un insegnante di 37 anni, Mauro Piccinini, è stato arrestato a Trieste, accusato di violenza sessuale nei confronti di due sue ex allieve di 13 e 14 anni. L'uomo avrebbe continuato a frequentare le due ragazzine fuori della scuola, sia chattando sia incontrandole di persona.
Le indagini sull'uomo, supplente durante lo scorso anno scolastico in alcune medie di Trieste, sono state guidate dalla pm Cristina Bacer. Il gip Raffaele Morvay ha firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere e oggi interrogherà Piccinini alla presenza del suo legale, Massimiliano Marchetti. Il difensore del professore sostiene che il rapporto tra il suo assistito e le sue scolare fosse una semplice amicizia, che è stata equivocata.
Le indagini della polizia postale sono scattate dopo che, nelle scorsa primavera, la madre di una delle due giovani ha letto sul computer della figlia le conversazioni a sfondo sessuale via chat tra la ragazzina e il proprio insegnante. Gli investigatori, attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti sul computer del professore, hanno poi scoperto i contatti con la seconda allieva.
(28 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
La donna avrebbe letto sul pc della figlia conversazioni via chat a sfondo sessuale
Il docente avrebbe frequentato le due giovanissime via internet ed incontrandole personalmente
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
TRIESTE - Un insegnante di 37 anni, Mauro Piccinini, è stato arrestato a Trieste, accusato di violenza sessuale nei confronti di due sue ex allieve di 13 e 14 anni. L'uomo avrebbe continuato a frequentare le due ragazzine fuori della scuola, sia chattando sia incontrandole di persona.
Le indagini sull'uomo, supplente durante lo scorso anno scolastico in alcune medie di Trieste, sono state guidate dalla pm Cristina Bacer. Il gip Raffaele Morvay ha firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere e oggi interrogherà Piccinini alla presenza del suo legale, Massimiliano Marchetti. Il difensore del professore sostiene che il rapporto tra il suo assistito e le sue scolare fosse una semplice amicizia, che è stata equivocata.
Le indagini della polizia postale sono scattate dopo che, nelle scorsa primavera, la madre di una delle due giovani ha letto sul computer della figlia le conversazioni a sfondo sessuale via chat tra la ragazzina e il proprio insegnante. Gli investigatori, attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti sul computer del professore, hanno poi scoperto i contatti con la seconda allieva.
(28 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
martedì 25 agosto 2009
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
Il fatto è avvenuto nella notte ad Arcinazzo Romano
I due si erano incontrati a una manifestazione enogastronomica
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
ROMA - Una studentessa di 16 anni ha raccontato di essere stata violentata ieri sera ad Arcinazzo Romano, un paese di montagna in provincia di Roma. Poco dopo i carabinieri di Subiaco hanno arrestato un romeno di 18 anni.
La studentessa avrebbe conosciuto il ragazzo ieri sera durante la "Magnalonga", un percorso enogastronomico con vari punti di degustazione che per alcuni giorni fa della cittadina laziale una sorta di ristorante a cielo aperto. C'è un'area della rassegna in cui i più giovani si ritrovano a parlare e a ballare ed è li che è avvenuto l'"approccio", seguito poco più tardi dalla violenza in un luogo appartato, poco distante.
I carabinieri, oltre alla deposizione della vittima, hanno raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi arrivando nel giro di poche ore all'identificazione e all'arresto del romeno, O.G.C., i cui genitori vivono in un'altra provincia del Lazio. Ai militari il giovane ha raccontato di essersi spostato nella zona per lavorare come guardiano notturno, ma la sua versione non avrebbe trovato riscontri. Il giovane si trova ora nel carcere di Rebibbia. La studentessa è stata medicata e poi dimessa dall'ospedale di Subiaco.
"Sono sconvolto - ha detto il sindaco Sandro Biferi - sono stato fino all'una di notte alla festa e non ho saputo nulla. Oggi mi è stato comunicato tutto dai carabinieri. Siamo indignati, anche se la ragazza non è di Arcinazzo ma di un paese vicino. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono addolorato perché tutti siamo genitori e fatti di questa gravità sono davvero inaccettabili. Sono 14 anni che organizziamo questo appuntamento - conclude - e non è mai accaduto nulla. Siamo sconcertati e un plauso va ai carabinieri che in poco tempo hanno individuato il presunto responsabile".
(21 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
I due si erano incontrati a una manifestazione enogastronomica
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
ROMA - Una studentessa di 16 anni ha raccontato di essere stata violentata ieri sera ad Arcinazzo Romano, un paese di montagna in provincia di Roma. Poco dopo i carabinieri di Subiaco hanno arrestato un romeno di 18 anni.
La studentessa avrebbe conosciuto il ragazzo ieri sera durante la "Magnalonga", un percorso enogastronomico con vari punti di degustazione che per alcuni giorni fa della cittadina laziale una sorta di ristorante a cielo aperto. C'è un'area della rassegna in cui i più giovani si ritrovano a parlare e a ballare ed è li che è avvenuto l'"approccio", seguito poco più tardi dalla violenza in un luogo appartato, poco distante.
I carabinieri, oltre alla deposizione della vittima, hanno raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi arrivando nel giro di poche ore all'identificazione e all'arresto del romeno, O.G.C., i cui genitori vivono in un'altra provincia del Lazio. Ai militari il giovane ha raccontato di essersi spostato nella zona per lavorare come guardiano notturno, ma la sua versione non avrebbe trovato riscontri. Il giovane si trova ora nel carcere di Rebibbia. La studentessa è stata medicata e poi dimessa dall'ospedale di Subiaco.
"Sono sconvolto - ha detto il sindaco Sandro Biferi - sono stato fino all'una di notte alla festa e non ho saputo nulla. Oggi mi è stato comunicato tutto dai carabinieri. Siamo indignati, anche se la ragazza non è di Arcinazzo ma di un paese vicino. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono addolorato perché tutti siamo genitori e fatti di questa gravità sono davvero inaccettabili. Sono 14 anni che organizziamo questo appuntamento - conclude - e non è mai accaduto nulla. Siamo sconcertati e un plauso va ai carabinieri che in poco tempo hanno individuato il presunto responsabile".
(21 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
giovedì 20 agosto 2009
Il falò in spiaggia, poi la violenza il branco la stupra durante la festa
A Tor San Lorenzo, sul litorale romano, notte drammatica per una 17enne
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale
ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.
Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.
I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.
Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.
L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.
Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.
(15 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale
ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.
Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.
I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.
Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.
L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.
Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.
(15 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
mercoledì 29 luglio 2009
"Amore molesto", 2 arresti
NOLA - Stalking, due arresti da parte dei carabinieri. In manette a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, è finito Vincenzo De Lucia, 57enne di Nola che vive nella città calabrese. Le manette sono scattate dopo che, per l’ennesima volta, l’uomo si è recato nei pressi della casa di una giovane rumena, una 24enne di cui si è invaghita, e che da tempo infastidiva e molestava, tanto da averla indotta a presentare denuncia. Dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento, la ragazza ha avvertito i carabinieri che lo hanno arrestato per stalking. Un caso simile a Brusciano, dove i carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato per atti persecutori aggravati un 38enne. I militari hanno sorpreso l’uomo all’esterno della abitazione di una 33enne, anch’ella di Brusciano. Lui fuori alla porta che inveiva con minacce anche di morte ed insulti e lei, terrorizzata, barricata in casa. I carabinieri lo hanno quindi arrestato, ed attualmente si trova ai domiciliari.
di redazione cronaca 28/07/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 28/07/2009
Fonte:nolano
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