NOLA - E’ tornato in carcere a Poggioreale Salvatore Gaetano, il 35enne di Nola che giovedì scorso fu arrestato con le accuse di stalking e violenza sessuale. L’uomo, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, sulla base della denuncia della vittima delle minacce e delle persecuzioni dell’uomo, una 27enne di Cimitile, è finito di nuovo in manette per avere avvicinato e nuovamente minacciato la donna. Sabato scorso il Gip presso il Tribunale di Nola, Polizzi, aveva convalidato l’arresto e disposto la misura del divieto di avvicinamento all’abitazione della ragazza che lo ha denunciato. Ciononostante, il 35enne, anche attraverso amicizie comuni e familiari, è riuscito ad incontrare la donna. Una volta avvicinatala, l’avrebbe affrontata e minacciata. “Te la farò pagare per quello che hai fatto”, le avrebbe detto inveendole contro. La giovane, che da dicembre aveva subito le vessazioni dell’uomo (sposato e con figli, e che l’aveva ospitata in casa per un breve periodo in passato), è tornata dai carabinieri della stazione di Cimitile, guidata dal maresciallo Franco Di Gioia. Credeva di essersi liberata da quell’inferno, invece le si è ripresentato davanti per strada. Lo ha nuovamente denunciato. Stavolta il giudice per le indagini preliminare ha disposto la carcerazione. Salvatore Gaetano è ora a Poggioreale.
di bibi 13/05/2009
Fonte: nolano
giovedì 14 maggio 2009
sabato 9 maggio 2009
Stalking, arrestato un 34enne
NOLA - Salvatore Gaetano, 34enne di Nola, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta del capitano Gianluca Piasentin. Accuse pesantissime nei suoi confronti: violenza sessuale e stalking. L’uomo è finito in manette dopo avere trasformato in un inferno la vita di una 27enne di Cimitile, che da mesi subiva le sue minacce, aggressioni, i tentativi di avere rapporti, le molestie. Tutto è iniziato qualche mese fa, quando la ragazza, e sua sorella minore, per motivi personali hanno abbandonato la casa materna ed hanno trovato ospitalità proprio in casa di Salvatore Gaetano. All’inizio, ha raccontato la 27enne ai carabinieri, lui, sposato, avrebbe rivolto le proprie attenzioni alla sorella. In seguito avrebbe maturato una vera e propria ossessione per lei. Da dicembre, ha detto la ragazza ai carabinieri della stazione di Cimitile, lui la avvicinava, cercava di avere rapporti sessuali con lei. La vittima rifiutava ogni contatto, ma lui la palpeggiava e toccava, molestandola pesantemente. Una situazione insostenibile, cui si univano le minacce del 34enne, le ingiurie. Quando la sua condizione in quella casa è diventata insopportabile, la ragazza e la sorella sono tornate dalla madre a Cimitile, pensando di potere ritrovare qui la serenità perduta. Al contrario Gaetano ha continuato a tartassarla. La pedinava, quando la incontrava per strada le chiedeva minaccioso di tornare. Sarebbe arrivato a minacciarla con un coltello da cucina, e ad aggredirla. L’ultimo episodio ieri mattina. Lei è casa, lui raggiunge Cimitile e comincia a dare calci e pugni alla porta di casa. Urla ed inveisce, la minaccia. La donna chiama i carabinieri, e solo in questo modo riesce a farlo andare via. Con l’arrivo dei militari, riesce ad aprirsi ed a raccontare il proprio inferno. Mesi di tormenti e paura, che l’avevano ridotta in uno stato pietoso. Ansia, depressione ed una paura costante di trovarselo davanti. Sulla base della sua denuncia, i carabinieri di Nola hanno effettuato una perquisizione di Salvatore Gaetano, trovando anche il coltello, poi riconosciuto dalla ragazza. Arrestato, è stato trasferito a Poggioreale.
di redazione cronaca 08/05/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 08/05/2009
Fonte:nolano
sabato 2 maggio 2009
Comunicato dell'UDI di Napoli
Alcune cittadine ci hanno esposto di non aver potuto prenotare i loro interventi in day surgery presso il II Policlinico del Centro Storico di Napoli, principalmente le interruzioni di gravidanza. Il blocco totale del reparto è stato deciso e comunicato dal direttore dott. Marcello Ciervo, in seguito ad un’ispezione dei NAS che ha messo in evidenza alcune inottemperanze.
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
venerdì 24 aprile 2009
Stalking, un arresto nel Nolano
BRUSCIANO - Stalking, secondo arresto nel Nolano. Dopo l’arresto operato dai carabinieri a Casalnuovo nelle scorse settimane, stavolta sono i militari della stazione di Brusciano e del radiomobile di Castello di Cisterna ad avere arrestato con l’accuso di “atti persecutori aggravati” un 32enne di Brusciano. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre cercava di dare fuoco alla propria abitazione e minacciava la moglie, una 40enne. Aveva già cosparso di alcool il pavimento quando sono sopraggiunti i carabinieri che lo hanno bloccato. Non si è trattato di un gesto isolato. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, minacce e molestie nei confronti della compagna si protraevano da tempo. Da due mesi la donna subiva minacce, ingiurie e violenze di ogni tipo. La sua vita, ha raccontato ai carabinieri del capitano Orazio Ianniello, si era trasformata in un inferno. Aveva anche presentato diverse denunce, ma queste invece di scoraggiare l’arrestato, si era accanito contro di lei. Le molestie erano divenute più insistenti, trasformandosi in stalking. La 40enne viveva reclusa in casa, aveva modificato le proprie abitudini di vita e relazionali. Per questo sono scattate le manette per atti persecutori aggravati. E’ stato trasferito a Poggioreale.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
lunedì 20 aprile 2009
Stalking "familiare", un arresto
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI - Stalking “familiare”. La Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, mette in luce una storia di quotidiane vessazioni e soprattutto ne segna l’epilogo. Che è poi uno dei primi casi di applicazione della nuova e rigida legge Carfagna sulle molestie. Stavolta vittima dello stalking è un’intera famiglia irpina. Madre anziana, fratelli, cui l’uomo arrestato faceva vivere un vero e proprio inferno quotidiano per procurarsi la droga. Minacce verbali, molestie telefoniche, continue aggressioni, estorsioni. Alla fine la famiglia ha denunciato l’uomo e, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Rotondi della Procura diretta da Antonio Guerriero, il giovane tossicodipendente è stato arrestato dai carabinieri di Mirabella Eclano.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
martedì 14 aprile 2009
Stalking, arrestato l'ex
CASALNUOVO - Per due anni ha terrorizzato una donna perseguitandola e minacciandola di morte, dopo che la loro relazione era finita. L'incubo per una 43enne di Casalnuovo di Napoli e' finito la scorsa notte, quando il suo ex, un pregiudicato di 45 anni, e' stato arrestato in flagranza di reato. I carabinieri sono intervenuti dopo una telefonata della donna, che chiedeva il loro aiuto. L'uomo e' stato sorpreso mentre minacciava di morte la donna che, terrorizzata, si era barricata in casa.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
martedì 24 marzo 2009
Stalking, prima volta in Irpinia
MONTEFORTE IRPINO - Stalking, prima “ammonizione” in Irpinia. Il provvedimento del questore del capoluogo irpino, in ottemperanza alla nuova legge contro le molestie, riguarda un 45enne di Monteforte di cui sono state rese dote solo le iniziali, C.A.. L’uomo avrebbe perseguitato ed ingiuriato la propria ex moglie (con la quale è in corso la causa di separazione), causandole ansia e paura. Per la donna era diventato impossibile continuare a condurre una vita serena e tranquilla. Continue intrusioni nella vita privata della ex consorte, che hanno costretto la donna ad attivare la recentissima procedura prevista dal decreto legge n.11/2009 chiedendo al questore di emettere l’ammonimento. Attraverso quest’ultimo il molestatore viene ammonito, per il futuro, ad astenersi dal porre in essere atteggiamenti e comportamenti invasivi della sfera personale della donna. Nel caso l’ammonito perseveri in tali atteggiamenti la legge prevede un aggravamento della sanzione penale che porta la punibilità dai quattro ai sei anni.
di Bianca Bianco 20/03/2009
Fonte:nolano
di Bianca Bianco 20/03/2009
Fonte:nolano
mercoledì 4 marzo 2009
Stupro di gruppo su 14enne, presi
MASSA DI SOMMA - Avrebbero violentato, in gruppo, una ragazzina di 14 anni. Tre uomini sono stati arrestati dai carabinieri a Massa di Somma. Il fatto sarebbe avvenuto fra il mese di ottobre e di novembre del 2007 e le indagini hanno preso il via grazie alla denuncia presentata dalla vittima. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Nola, uno degli indagati accompagnava la minorenne con la propria moto in una localita' distante dal centro abitato, dove sarebbero state consumate le violenze. Scene riprese anche da un telefono cellulare per minacciare la vittima: se avesse parlato quelle immagini sarebbero finite sulla rete internet. Oltre agli arrestati, alle violenze avrebbero preso parte anche altre persone. In un'occasione la ragazza sarebbe stata anche minacciata con una pistola. Il gip del tribunale di Nola ha disposto l'arresto in carcere per Mauro Cirullo e gli arresti domiciliari per Salvatore Mariniello e Aniello Iengo.
di redazione 28/02/2009
Fonte:nolano
di redazione 28/02/2009
Fonte:nolano
martedì 3 marzo 2009
Stupro uomo, traditi da tatuaggio
NOLA - Rapinano un 30enne e lo costringono ad un rapporto sessuale. Lo riprendono con il telefonino e poi lo ricattano. Una storia di estremo squallore, conclusasi con l’arresto di due persone: Felice Piatti, 19enne nolano, e Carmine Sicondolfi, 35enne di Casamarciano. Arrestati ieri pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, con le accuse di rapina aggravata, tentata estorsione, violenza sessuale, porto abusivo di arma da fuoco. Il felice epilogo di questa brutale vicenda è stato possibile grazie all’abilità investigativa dei militari dell’Arma nolana, supportata dalle moderne tecnologie fornite dal web lase. Proprio grazie a questo data base informatico delle forze dell’ordine, ed al dettaglio di un tatuaggio ricordato dalla vittima della violenza sessuale, è stato possibile risalire prima a Piatti, poi al complice Sicondolfi. L’operazione è iniziata dopo la chiamata di un 30enne di Saviano al 112. Sotto choc, ha raccontato di essere stato aggredito, all’una di notte del 27 marzo, in piazza D’Armi a Nola, mentre era nella propria vettura. Due uomini, entrambi a volto coperto (solo in seguito Piatti si sarebbe tolta la sciarpa che gli copriva il viso), si sono avvicinati alla vettura e, armati di pistola, lo hanno costretto a subire un rapporto sessuale, riprendendo la scena con il cellulare di uno dei due. Poi lo hanno derubato dell’orologio, di 50 euro, del cellulare. Infine la minaccia: “Se domani non ci porti mille euro, queste immagini le facciamo vedere a tutti”. La richiesta “sigillata” da un colpo esploso in aria. Il 30enne, dopo avere raccontato in ogni particolare i fatti ai carabinier, , ha sporto denuncia. Fondamentale è stato però un suo vivido ricordo. Oltre alla fisionomia di uno dei due rapinatori, ha ricordato un tatuaggio che questi aveva su una mano. Particolari importanti, perché immessi nel web lase, hanno consentito ai militari di risalire a Felice Piatti. Da qui, i carabinieri risalgono anche a Carmine Sicondolfi. Scattate le ricerche, Piatti e Sicondolfi sono stati rintracciati poco dopo, erano ancora insieme. In tasca avevano il cellulare della vittima e quello con cui avevano ripreso la scena del rapporto sessuale coatto. Nella memoria del telefonino i tecnici informatici dell’Arma hanno rintracciato il filmato della violenza ripreso la notte prima. Indizi schiaccianti, che concludono il caso della violenza di piazza D’Armi, ma consentono ai carabinieri di ricollegare i due anche ad un altro episodio. Il particolare del colpo sparato in aria a scopo intimidatorio i militari non se l’erano scordato, era emerso dai racconti di due uomini, vittime di una rapina il 17 marzo. I due denunciarono di essere stati rapinati da una coppia di malviventi alle 11 di sera a via Trivio.Le vittime, un 35enne di Cimitile ed un 18enne di Comiziano, erano insieme in auto quando i banditi li rapinarono degli orologi, dei cellulari, di un lettore dvx e di 300 euro. Poi si erano allontanati sparando un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Un tratto distintivo, un messaggio, che ha permesso ai militari di mettere in collegamento le due vicende e far scattare nuove accuse di rapina e porto d’arma abusivo a carico di Piatti e Sicondolfi. A conferma dell’intera mole di indizi raccolti, la perquisizione domiciliare a casa dei due, che ha “restituito” il bottino sottratto alle vittime.
di redazione cronaca 28/03/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 28/03/2009
Fonte:nolano
domenica 1 marzo 2009
Violentò una ragazza libero dopo un anno
Imperia, l'aggressione fu brutale. La vittima: "Ora costretta a barricarmi in casa"
L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione
di LUCIA MARCHIO'
IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari.
"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura".
Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla.
Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato.
Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà.
Fonte:repubblica
L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione
di LUCIA MARCHIO'
IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari.
"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura".
Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla.
Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato.
Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà.
Fonte:repubblica
giovedì 5 febbraio 2009
Tentano stupro donna incinta, presi
NAPOLI - Due marocchini sono stati arrestati ad Aversa per aver molestato una donna incinta sul treno intercity Napoli-Milano, in partenza dalla stazione centrale di Napoli. L'episodio è accaduto ieri pomeriggio. La donna, B.M.L., 19enne, era sul treno insieme al fidanzato, diretta a Roma, quando rimasta momentaneamente sola nello scompartimento della carrozza. I due si sono introdotti nello scompartimento e hanno tentato di violentarla: mentre uno dei due la tratteneva bloccandole le braccia, l'altro aveva iniziato a palpeggiarle il seno e le parti intime. La scena è stata notata da un venditore ambulante di bibite, che ha aperto la porta dello scomparto costringendo i due aggressori a desistere. Attirato dalle grida della donna, anche il fidanzato della ragazza è intervenuto per soccorrerla. I due marocchini si sono dati alla fuga negli altri vagoni. Il capotreno ha chiamato il 113. Immediatamente diverse pattuglie del commissariato di Aversa si sono mosse per attendere il treno alla stazione di Aversa. Il convoglio è stato rapidamente circondato dagli agenti. E' scattata la perquisizione di tutti gli scompartimenti fino a che i due marocchini sono stati riconosciuti dalla vittima e arrestati dai poliziotti. La giovane donna, sconvolta e terrorizzata, dopo i primi soccorsi presso il commissariato di Aversa, è stata accompagnata in ospedale dove i medici le hanno riscontrato lievi contusioni al corpo guaribili in tre giorni. I due extracomunitari sono ora in carcere a S. Maria Capua Vetere. Si tratta di B. M. e Z. B., entrambi di 19 anni, con regolare carta di soggiorno rispettivamente residenti a Torino e a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
di redazione 30/01/2009
Fonte: nolano
di redazione 30/01/2009
Fonte: nolano
domenica 1 febbraio 2009
Godersela
Si che il manifesto l’ho visto, dico quello dei poliziotti che infilano le mani sotto la gonna alle ragazze, si che ho provato una sensazione di incontrovertibile schifo e disagio, disagio di vivere in questo paese che colleziona stupri e idioti e volgarità, sensazione che non mi abbandona e non mi abbandonerà mai più.
Solo che ormai è un gioco facile, è il gioco più antico della comunicazione, da quando la comunicazione esiste, cioè da sempre, cioè da sempre si stupisce e provoca per vendere un’idea o un prodotto o aria fritta che faccia girare danaro e lasci residui oleosi solo sulle mani di chi i soldi se li vede scivolare dalle mani, tra una bolletta e l’altra, ma cammina per strada, magari di notte torna a casa dopo aver fatto l’infermiera, la badante, la baby sitter, la ballerina, l’operaia, la spazzina, la puttana e si ritrova proiettata in un mondo parallelo dove la sua dignità è palesemente derisa.
Un manifesto che si sipira la messaggio evangelico viene rifiutato e l’altro che inneggia alla violenza di genere, di dimensioni mastodontiche, si impone dagli spazi pubblicitari del comune della tua città.
Mentre una ragazza viene stuprata da cinque uomini.
Solo che ormai è un gioco facile, è il gioco più antico della comunicazione, da quando la comunicazione esiste, cioè da sempre, cioè da sempre si stupisce e provoca per vendere un’idea o un prodotto o aria fritta che faccia girare danaro e lasci residui oleosi solo sulle mani di chi i soldi se li vede scivolare dalle mani, tra una bolletta e l’altra, ma cammina per strada, magari di notte torna a casa dopo aver fatto l’infermiera, la badante, la baby sitter, la ballerina, l’operaia, la spazzina, la puttana e si ritrova proiettata in un mondo parallelo dove la sua dignità è palesemente derisa.
Un manifesto che si sipira la messaggio evangelico viene rifiutato e l’altro che inneggia alla violenza di genere, di dimensioni mastodontiche, si impone dagli spazi pubblicitari del comune della tua città.
Mentre una ragazza viene stuprata da cinque uomini.
lunedì 26 gennaio 2009
Belladonna
Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.
Sex Peacekeeping. Sex Peacekeeping. Sex Peacekeeping. La bella donna dove Amor si mostra*.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.La bella donna dove Amor si mostra*Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.L'irrefrenabile voglia del maschio. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. la calda e tenera carne di lei. Le umide labbra. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. L'irrefrenabile voglia del maschio. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. la calda e tenera carne di lei. Le umide labbra. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.L'irrefrenabile voglia del maschio. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. la calda e tenera carne di lei. Le umide labbra. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.L'irrefrenabile voglia del maschio. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. la calda e tenera carne di lei. Le umide labbra. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima.L'irrefrenabile voglia del maschio. Molestia stupro e violenza non sono attestazioni di stima. la calda e tenera carne di lei. Le umide labbra. 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venerdì 14 novembre 2008
Molestie tra allievi prof in tribunale
Saranno processati per violenza sessuale
MONICA CERAVOLO
PALERMO
Gli insegnanti di una scuola media di Palermo sono accusati di violenza sessuale per non avere impedito che un'alunna venisse palpeggiata da un compagno. I 4 professori della Lambruschini, istituto di una zona popolare della città, sono stati rinviati a giudizio perché ritenuti colpevoli di omissione: hanno consentito, col loro silenzio, che il reato si consumasse. Nulla, invece, viene contestato all'autore delle molestie che nel 2006, epoca dei fatti, aveva 12 anni e non poteva essere incriminato.
Le violenze si sono consumate tra le classi e i corridoi della scuola frequentata dalla tredicenne e dal suo persecutore, un ragazzino di prima media. Per mesi l'adolescente è stata avvicinata e palpeggiata dal compagno in un crescendo di approcci culminati nella simulazione di un atto sessuale dentro il bagno delle ragazze, dove il dodicenne aveva seguito la compagna. L'accusa nei confronti degli insegnanti è stata formulata dal pm Maurizio Agnello, su richiesta del gip che ha imposto l'imputazione coatta. Il pm, infatti, in un primo momento aveva chiesto l'archiviazione.
La vicenda inizia quando la ragazzina ritorna a casa con una nota sul diario, scritta da un professore all'indirizzo dei genitori: «Alla luce di quanto accaduto oggi, ossia i numerosi tentativi di palpeggiamento cui sua figlia è fatta oggetto, suggerirei di controllare l'abbigliamento. A tale proposito esiste una direttiva ben precisa della preside a cui occorre attenersi». La nota è scritta nello stesso giorno in cui la tredicenne viene molestata in bagno e, per risposta, prende a pugni il compagno. Invece di prendere provvedimenti nei confronti del molestatore, è la vittima a essere richiamata.
Il padre, sconvolto dal contenuto della nota, risponde con una querela. Altro paradosso: la preside e un'insegnante controquerelano l’uomo che finisce indagato per calunnia e diffamazione.
Il fascicolo arriva così, una prima volta, in procura sul tavolo del pm Agnello, che spedisce le carte al tribunale per minorenni per verificare le accuse di molestie. Il tribunale liquida la faccenda specificando che il presunto autore degli atti sessuali ha meno di 14 anni e quindi non è imputabile. Ma il caso non si chiude lì. Il gip Pasqua Seminara, alla quale è affidato il giudizio, chiede di approfondire il caso. Viene fissato l'incidente probatorio nel corso del quale sono sentiti numerosi alunni della Lambruschini. Gli episodi di molestie sono confermati dalle compagne. Il diario della ragazzina è pieno di descrizioni e commenti sugli episodi.
Emerge una situazione, all'interno della scuola, contraddistinta da gravi problemi disciplinari: gli alunni, anche durante le ore di lezione, vanno e vengono dalle classi, entrano nelle aule di altri compagni, s’infilano nei bagni e girano per i corridoi. I docenti confermano.
Il pm chiede nuovamente l'archiviazione del caso. Nelle 16 pagine che accompagnano la richiesta sottolinea la mancanza di dolo da parte dei docenti, inconsapevoli delle molestie. Il gip impone il rinvio a giudizio per i 4 insegnanti, quelli indicati come i più «distratti», coloro che – stando alle testimonianze dell'incidente probatorio – non avrebbero fatto granché per imporre l'ordine nelle classi, lasciando spazio all'anarchia. Nei loro confronti un'accusa pesante: violenza sessuale in forma di omissione. Il pm ha annunciato che riformulerà la richiesta di archiviazione. Il padre della vittima, prosciolto dalla calunnia, sarà parte civile.
LaStampa
MONICA CERAVOLO
PALERMO
Gli insegnanti di una scuola media di Palermo sono accusati di violenza sessuale per non avere impedito che un'alunna venisse palpeggiata da un compagno. I 4 professori della Lambruschini, istituto di una zona popolare della città, sono stati rinviati a giudizio perché ritenuti colpevoli di omissione: hanno consentito, col loro silenzio, che il reato si consumasse. Nulla, invece, viene contestato all'autore delle molestie che nel 2006, epoca dei fatti, aveva 12 anni e non poteva essere incriminato.
Le violenze si sono consumate tra le classi e i corridoi della scuola frequentata dalla tredicenne e dal suo persecutore, un ragazzino di prima media. Per mesi l'adolescente è stata avvicinata e palpeggiata dal compagno in un crescendo di approcci culminati nella simulazione di un atto sessuale dentro il bagno delle ragazze, dove il dodicenne aveva seguito la compagna. L'accusa nei confronti degli insegnanti è stata formulata dal pm Maurizio Agnello, su richiesta del gip che ha imposto l'imputazione coatta. Il pm, infatti, in un primo momento aveva chiesto l'archiviazione.
La vicenda inizia quando la ragazzina ritorna a casa con una nota sul diario, scritta da un professore all'indirizzo dei genitori: «Alla luce di quanto accaduto oggi, ossia i numerosi tentativi di palpeggiamento cui sua figlia è fatta oggetto, suggerirei di controllare l'abbigliamento. A tale proposito esiste una direttiva ben precisa della preside a cui occorre attenersi». La nota è scritta nello stesso giorno in cui la tredicenne viene molestata in bagno e, per risposta, prende a pugni il compagno. Invece di prendere provvedimenti nei confronti del molestatore, è la vittima a essere richiamata.
Il padre, sconvolto dal contenuto della nota, risponde con una querela. Altro paradosso: la preside e un'insegnante controquerelano l’uomo che finisce indagato per calunnia e diffamazione.
Il fascicolo arriva così, una prima volta, in procura sul tavolo del pm Agnello, che spedisce le carte al tribunale per minorenni per verificare le accuse di molestie. Il tribunale liquida la faccenda specificando che il presunto autore degli atti sessuali ha meno di 14 anni e quindi non è imputabile. Ma il caso non si chiude lì. Il gip Pasqua Seminara, alla quale è affidato il giudizio, chiede di approfondire il caso. Viene fissato l'incidente probatorio nel corso del quale sono sentiti numerosi alunni della Lambruschini. Gli episodi di molestie sono confermati dalle compagne. Il diario della ragazzina è pieno di descrizioni e commenti sugli episodi.
Emerge una situazione, all'interno della scuola, contraddistinta da gravi problemi disciplinari: gli alunni, anche durante le ore di lezione, vanno e vengono dalle classi, entrano nelle aule di altri compagni, s’infilano nei bagni e girano per i corridoi. I docenti confermano.
Il pm chiede nuovamente l'archiviazione del caso. Nelle 16 pagine che accompagnano la richiesta sottolinea la mancanza di dolo da parte dei docenti, inconsapevoli delle molestie. Il gip impone il rinvio a giudizio per i 4 insegnanti, quelli indicati come i più «distratti», coloro che – stando alle testimonianze dell'incidente probatorio – non avrebbero fatto granché per imporre l'ordine nelle classi, lasciando spazio all'anarchia. Nei loro confronti un'accusa pesante: violenza sessuale in forma di omissione. Il pm ha annunciato che riformulerà la richiesta di archiviazione. Il padre della vittima, prosciolto dalla calunnia, sarà parte civile.
LaStampa
domenica 9 novembre 2008
Orrore in una "clinica" nigeriana Scoperta la "fabbrica dei bambini"
In una clinica per maternità ragazze schiave e violentate
costrette a portare avanti la gravidanza e cedere il nenonato
ENUGU (Nigeria) - Nati per essere venduti. In Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini". Per tutti era una clinica per maternità, in realtà quello che si faceva all'interno, soprattutto di notte, era organizzare un traffico di neonati strappati al madri costrette con la forza alla gravidanza e messi sul mercato.
Questo ha scoperto la polizia quando ha fatto irruzione nell'edificio di due piani di Enugu, nell'est del Paese. Quando gli agenti sono entrati hanno liberato una ventina di donne. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni umanitarie di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non volute, proponendo loro di aiutarle ad abortire.
Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro).
I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 e i 450 mila Naira (2.000-3.000 euro).
"Appena entrata, mi hanno fatto un'iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France Presse una delle donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che era stata violentata". La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con le altre donne. Il medico l'ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell'intervento della polizia. Secondo la polizia, il medico "invitava" anche altri uomini "per ingravidare le ragazze".
Secondo le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, le fabbriche di bambini non sono rare in Nigeria, il paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, 140 milioni. E anche se non esistono dati precisi sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, gli attivisti sostengono che si tratta di un'attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. "Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo", dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell'agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Secondo l'Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria per usarli come manodopera, per farli prostituire o semplicemente per la cultura della sterilità come maledizione che ancora permea molti strati della popolazione del Paese.
Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel paese sono almeno una decina. "Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un'ong ha lanciato l'allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali", ha aggiunto.
In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, "abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli", ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu.
Fonte: repubblica.it
costrette a portare avanti la gravidanza e cedere il nenonato
ENUGU (Nigeria) - Nati per essere venduti. In Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini". Per tutti era una clinica per maternità, in realtà quello che si faceva all'interno, soprattutto di notte, era organizzare un traffico di neonati strappati al madri costrette con la forza alla gravidanza e messi sul mercato.
Questo ha scoperto la polizia quando ha fatto irruzione nell'edificio di due piani di Enugu, nell'est del Paese. Quando gli agenti sono entrati hanno liberato una ventina di donne. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni umanitarie di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non volute, proponendo loro di aiutarle ad abortire.
Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro).
I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 e i 450 mila Naira (2.000-3.000 euro).
"Appena entrata, mi hanno fatto un'iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France Presse una delle donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che era stata violentata". La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con le altre donne. Il medico l'ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell'intervento della polizia. Secondo la polizia, il medico "invitava" anche altri uomini "per ingravidare le ragazze".
Secondo le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, le fabbriche di bambini non sono rare in Nigeria, il paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, 140 milioni. E anche se non esistono dati precisi sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, gli attivisti sostengono che si tratta di un'attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. "Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo", dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell'agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Secondo l'Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria per usarli come manodopera, per farli prostituire o semplicemente per la cultura della sterilità come maledizione che ancora permea molti strati della popolazione del Paese.
Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel paese sono almeno una decina. "Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un'ong ha lanciato l'allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali", ha aggiunto.
In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, "abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli", ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu.
Fonte: repubblica.it
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Labaro, tenta stupro nel parco i passanti reagiscono: arrestato
Repubblica — 04 novembre 2008 pagina 1 sezione: ROMA
Ha tentato di stuprare una ragazza cecoslovacca di 25 anni nel parco "Collidoro" di Labaro. Una scena selvaggia, sotto gli occhi di numerosi passanti. Il maniaco, un russo di 25 anni, completamente ubriaco, è stato arrestato dagli agenti del commissariato Flaminio. La giovane donna, accompagnata in ospedale, ne avrà per 22 giorni. «Abbiamo sentito urlare e ci siamo avvicinate - raccontano due giovani testimoni - c' era una ragazza col viso segnato dalle percosse che cercava di difendersi da un uomo. Lui la picchiava selvaggiamente e un amico della vittima, anche lui straniero, tentava di mettersi in mezzo ma è stato picchiato a sua volta. Qualche macchina si è fermata, i conducenti sono scesi e si sono scagliati sull' uomo mentre chiamavamo il 113. Poi, dopo una ventina di minuti, è arrivata una volante e quell' uomo è stato arrestato». - MASSIMO LUGLI
Fonte: repubblica.it
Ha tentato di stuprare una ragazza cecoslovacca di 25 anni nel parco "Collidoro" di Labaro. Una scena selvaggia, sotto gli occhi di numerosi passanti. Il maniaco, un russo di 25 anni, completamente ubriaco, è stato arrestato dagli agenti del commissariato Flaminio. La giovane donna, accompagnata in ospedale, ne avrà per 22 giorni. «Abbiamo sentito urlare e ci siamo avvicinate - raccontano due giovani testimoni - c' era una ragazza col viso segnato dalle percosse che cercava di difendersi da un uomo. Lui la picchiava selvaggiamente e un amico della vittima, anche lui straniero, tentava di mettersi in mezzo ma è stato picchiato a sua volta. Qualche macchina si è fermata, i conducenti sono scesi e si sono scagliati sull' uomo mentre chiamavamo il 113. Poi, dopo una ventina di minuti, è arrivata una volante e quell' uomo è stato arrestato». - MASSIMO LUGLI
Fonte: repubblica.it
venerdì 31 ottobre 2008
anno 2008
donna uccisa
il.....................a................................da:
2 gennaio - milano............................figlio
8 gennaio - pisa...............................sconosciuti
9 gennaio - foggia............................convivente
11 gennaio - garbagnate......................marito
25 gennaio - bergamo.........................sconosciuto
30 gennaio - cosenza-campo rom..........sconosciuti
31 gennaio - padova...........................marito
1 febbraio - viterbo...........................amante
5 febbraio - castellamare di stabia......marito
21 febbraio - napoli............................marito
23 febbraio - pistoia...........................protettore
24 febbraio - lucera............................vicino di casa
27 febbraio - benevento......................sconosciuto
29 febbraio - bari...............................marito
8 marzo - isernia..........................amico
10 marzo - taranto..........................marito
10 marzo - taranto..........................padre
10 marzo - taranto..........................padre
16 marzo - cuneo............................conoscente
17 marzo - savona...........................figlio
17 marzo - savona...........................ex fidanzato
21 marzo - lecco..............................figlio
23 marzo - torino.............................sconosciuto
23 marzo - livorno............................sconosciuto
25 marzo - ferrara............................sconosciuto
27 marzo - nuoro.............................sconosciuti
30 marzo - sezze.............................convivente
9 aprile - roma..............................marito
16 aprile - salerno...........................fratello
19 aprile - perugia...........................sconosciuto
21 aprile - pistoia............................sconosciuto
25 aprile - monterone.......................racket
25 aprile - monterone.......................rachet
26 aprile - verona............................amico del marito
29 aprile - foligno............................padrone di casa
7 maggio - genova.............................protettore
8 maggio - milano..............................sconosciuto
13 maggio - niscemi.............................amici
14 maggio - rimini................................ex fidanzato
17 maggio - bari..................................marito
21 maggio - napoli...............................figlio
25 maggio - lago d'iseo........................marito
26 maggio - mantova...........................sconosciuto
30 maggio - piacenza...........................sconosciuto
4 giugno - vicenza...........................marito
6 giugno - milano............................convivente
8 giugno - rimini..............................nipote
10 giugno - bergamo...........................conoscente
6 luglio - perugia............................sconosciuto
15 luglio - prato................................marito
16 luglio - genova..............................conoscente
13 luglio - grosseto............................sconosciuto
17 luglio - senigallia...........................ex marito
25 luglio - bergamo.............................ex fidanzato
31 luglio - scicli..................................marito
2 agosto - canosa di puglia...................marito
2 agosto - canosa di puglia...................genero
18 agosto - genova................................convivente
20 agosto - parma.................................marito
20 agosto - parma.................................padre
21 agosto - arezzo.................................convivente
23 agosto - luzzara................................convivente
29 agosto - fano....................................ex convivente
3 settembre-ravenna..............................sconosciuto
5 settembre-sardegna.............................sconosciuto
9 settembre-prov.torino...........................padre
12settembre-pisa...................................sconosciuto
14settembre-bari....................................figlio
17settembre-bergamo.............................ex marito
17settembre-bergamo.............................ex marito dell'amica
18settembre-lecco..................................convivente
18settembre-roma..................................fratello
20settembre-montebello jonico.................marito
22settembre-napoli.................................marito
27settembre-ferrara.................................figlio
1 ottobre - foligno...............................ex convivente
2 ottobre - trapani...............................sconosciuto
6 ottobre - spoleto...............................ex convivente
7 ottobe - reggio calabria.....................sconosciuto
9 ottobre - bovalino...............................conoscente
16 ottobre - campobasso..........................marito
17 ottobre - alassio.................................sconosciuto
19 ottobre - foresto sparso.......................ex fidanzato
20 ottobre - reggio calabria.......................datore di lavoro
23 ottobre - caserta.................................marito
http://www.stalking.it/page.php?area=9&sez=32&id=168
http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/speciali/donne/basta_15.asp
http://www.google.it/search?hl=it&q=donna+uccisa+da+marito&meta=
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2008/06/17/staffetta-di-donne-contro-la-violenza-da-niscemi-a-brescia
http://www.sorelleditalia.net/2008/01/26/e-nata-una-mailing-list-femminista-sommosse/
http://www.womenews.net/spip3/
sicuramente altre fonti avrebbero dato modo di scoprirne altre...purtroppo!
Fonte: piemunt
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8 gennaio - pisa...............................sconosciuti
9 gennaio - foggia............................convivente
11 gennaio - garbagnate......................marito
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31 gennaio - padova...........................marito
1 febbraio - viterbo...........................amante
5 febbraio - castellamare di stabia......marito
21 febbraio - napoli............................marito
23 febbraio - pistoia...........................protettore
24 febbraio - lucera............................vicino di casa
27 febbraio - benevento......................sconosciuto
29 febbraio - bari...............................marito
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10 marzo - taranto..........................marito
10 marzo - taranto..........................padre
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17 marzo - savona...........................figlio
17 marzo - savona...........................ex fidanzato
21 marzo - lecco..............................figlio
23 marzo - torino.............................sconosciuto
23 marzo - livorno............................sconosciuto
25 marzo - ferrara............................sconosciuto
27 marzo - nuoro.............................sconosciuti
30 marzo - sezze.............................convivente
9 aprile - roma..............................marito
16 aprile - salerno...........................fratello
19 aprile - perugia...........................sconosciuto
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25 aprile - monterone.......................racket
25 aprile - monterone.......................rachet
26 aprile - verona............................amico del marito
29 aprile - foligno............................padrone di casa
7 maggio - genova.............................protettore
8 maggio - milano..............................sconosciuto
13 maggio - niscemi.............................amici
14 maggio - rimini................................ex fidanzato
17 maggio - bari..................................marito
21 maggio - napoli...............................figlio
25 maggio - lago d'iseo........................marito
26 maggio - mantova...........................sconosciuto
30 maggio - piacenza...........................sconosciuto
4 giugno - vicenza...........................marito
6 giugno - milano............................convivente
8 giugno - rimini..............................nipote
10 giugno - bergamo...........................conoscente
6 luglio - perugia............................sconosciuto
15 luglio - prato................................marito
16 luglio - genova..............................conoscente
13 luglio - grosseto............................sconosciuto
17 luglio - senigallia...........................ex marito
25 luglio - bergamo.............................ex fidanzato
31 luglio - scicli..................................marito
2 agosto - canosa di puglia...................marito
2 agosto - canosa di puglia...................genero
18 agosto - genova................................convivente
20 agosto - parma.................................marito
20 agosto - parma.................................padre
21 agosto - arezzo.................................convivente
23 agosto - luzzara................................convivente
29 agosto - fano....................................ex convivente
3 settembre-ravenna..............................sconosciuto
5 settembre-sardegna.............................sconosciuto
9 settembre-prov.torino...........................padre
12settembre-pisa...................................sconosciuto
14settembre-bari....................................figlio
17settembre-bergamo.............................ex marito
17settembre-bergamo.............................ex marito dell'amica
18settembre-lecco..................................convivente
18settembre-roma..................................fratello
20settembre-montebello jonico.................marito
22settembre-napoli.................................marito
27settembre-ferrara.................................figlio
1 ottobre - foligno...............................ex convivente
2 ottobre - trapani...............................sconosciuto
6 ottobre - spoleto...............................ex convivente
7 ottobe - reggio calabria.....................sconosciuto
9 ottobre - bovalino...............................conoscente
16 ottobre - campobasso..........................marito
17 ottobre - alassio.................................sconosciuto
19 ottobre - foresto sparso.......................ex fidanzato
20 ottobre - reggio calabria.......................datore di lavoro
23 ottobre - caserta.................................marito
http://www.stalking.it/page.php?area=9&sez=32&id=168
http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/speciali/donne/basta_15.asp
http://www.google.it/search?hl=it&q=donna+uccisa+da+marito&meta=
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2008/06/17/staffetta-di-donne-contro-la-violenza-da-niscemi-a-brescia
http://www.sorelleditalia.net/2008/01/26/e-nata-una-mailing-list-femminista-sommosse/
http://www.womenews.net/spip3/
sicuramente altre fonti avrebbero dato modo di scoprirne altre...purtroppo!
Fonte: piemunt
sabato 18 ottobre 2008
Bergamo, arrestato pedofilo abusava delle giovani dipendenti
Il gestore di un bar faceva lavorare in nero ragazzine minorenni
poi le costringeva ad avere rapporti minacciando il licenziamento
BERGAMO - Faceva lavorare nel suo bar ragazze dai 13 ai 18 anni pagandole in nero, poi le costringeva ad avere rapporti con lui minacciando di licenziarle: dopo due mesi di indagini è finito in carcere un uomo di 68 anni, gestore di un locale del Bergamasco. Gli uomini del comando provinciale di Bergamo, che lo hanno arrestato, lo hanno definito un "pedofilo seriale".
Secondo l'accusa l'uomo, incensurato, titolare di un bar in un paese dell'Isola Bergamasca, avrebbe abusato sessualmente di almeno sette ragazze tra i 13 e 18 anni, che "assumeva" in nero per lavorare al bancone del suo locale.
L'indagine è partita ad agosto dopo il racconto di una ragazza - ai tempi tredicenne - che ha riferito ai militari di aver subito pesanti avances dall'uomo. Gli inquirenti hanno rintracciato altre sei ex dipendenti del locale che negli ultimi dodici mesi sarebbero state costrette ad avere dei rapporti sessuali completi con il loro datore di lavoro.
L'uomo, sfruttando il rapporto professionale, conduceva con una scusa le sue vittime nell'appartamento sovrastante il locale e abusava di loro, spesso imponendo alle ragazze il silenzio sotto la minaccia di far perdere loro il lavoro.
Il barista, che vive da solo, cambiava commesse ogni due o tre mesi: pare che gli episodi ai danni delle ragazze proseguissero da almeno un anno. Le vittime hanno raccontato ai militari le loro esperienze, spesso con dovizia di particolari. Il presunto pedofilo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora è rinchiuso nel carcere di Bergamo, in attesa di essere interrogato dal gip.
(17 ottobre 2008)
Fonte repubblica.it
poi le costringeva ad avere rapporti minacciando il licenziamento
BERGAMO - Faceva lavorare nel suo bar ragazze dai 13 ai 18 anni pagandole in nero, poi le costringeva ad avere rapporti con lui minacciando di licenziarle: dopo due mesi di indagini è finito in carcere un uomo di 68 anni, gestore di un locale del Bergamasco. Gli uomini del comando provinciale di Bergamo, che lo hanno arrestato, lo hanno definito un "pedofilo seriale".
Secondo l'accusa l'uomo, incensurato, titolare di un bar in un paese dell'Isola Bergamasca, avrebbe abusato sessualmente di almeno sette ragazze tra i 13 e 18 anni, che "assumeva" in nero per lavorare al bancone del suo locale.
L'indagine è partita ad agosto dopo il racconto di una ragazza - ai tempi tredicenne - che ha riferito ai militari di aver subito pesanti avances dall'uomo. Gli inquirenti hanno rintracciato altre sei ex dipendenti del locale che negli ultimi dodici mesi sarebbero state costrette ad avere dei rapporti sessuali completi con il loro datore di lavoro.
L'uomo, sfruttando il rapporto professionale, conduceva con una scusa le sue vittime nell'appartamento sovrastante il locale e abusava di loro, spesso imponendo alle ragazze il silenzio sotto la minaccia di far perdere loro il lavoro.
Il barista, che vive da solo, cambiava commesse ogni due o tre mesi: pare che gli episodi ai danni delle ragazze proseguissero da almeno un anno. Le vittime hanno raccontato ai militari le loro esperienze, spesso con dovizia di particolari. Il presunto pedofilo è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora è rinchiuso nel carcere di Bergamo, in attesa di essere interrogato dal gip.
(17 ottobre 2008)
Fonte repubblica.it
martedì 7 ottobre 2008
Uccide la fidanzata per gelosia. Arrestato un operaio romeno
Giano dell'Umbria, il 23enne ha confessato di aver assassinato la ragazza
Sul corpo della 24enne colpi di bastone, coltello e alcuni morsi e testate
SPOLETO - L'ha uccisa per gelosia. Infierendo sul suo corpo. Farcas Iount, 23 anni romeno, ha assassinato Elena, una ventiquattrenne badante sua connazionale con cui era fidanzato. Il giovane, fermato nella notte dai carabinieri poco dopo il delitto avvenuto a Bastardo, una frazione del comune di Giano dell'Umbria, ha confessato. Ora dovrà rispondere di omicidio aggravato.
Il cadavere della ragazza presenta numerose lesioni da corpo contundente e da taglio. Ci sono anche segni che potrebbero essere stati provocati da morsi e testate. Il delitto è avvenuto nel tardo pomeriggio nella casa dell'operaio romeno dove abitava anche la fidanzata. Un appartamento di un villaggio costruito negli anni Sessanta per i dipendenti della vicina centrale Enel di Bastardo, dove oggi vivono anche molti immigrati.
A scoprire il cadavere è stato il fratello dell'omicida. L'allarme è stato dato intorno alle ore 20. Iount viene trovato in sella al ciclomotore. Sembra confuso, condotto in caserma ed interrogato per gran parte della notte pronuncia le prime ammissioni. Scatta così il fermo per omicidio.
'Simili drammi, legati a quanto pare a questioni sentimentali, non possono che turbare una comunita' tranquilla come questa, in simili circostanze ci sono poche risposte a tanti perchè" commenta Paolo Morbidoni, sindaco di Giano dell'Umbria.
(7 ottobre 2008)
Fonte: repubblica.it
Sul corpo della 24enne colpi di bastone, coltello e alcuni morsi e testate
SPOLETO - L'ha uccisa per gelosia. Infierendo sul suo corpo. Farcas Iount, 23 anni romeno, ha assassinato Elena, una ventiquattrenne badante sua connazionale con cui era fidanzato. Il giovane, fermato nella notte dai carabinieri poco dopo il delitto avvenuto a Bastardo, una frazione del comune di Giano dell'Umbria, ha confessato. Ora dovrà rispondere di omicidio aggravato.
Il cadavere della ragazza presenta numerose lesioni da corpo contundente e da taglio. Ci sono anche segni che potrebbero essere stati provocati da morsi e testate. Il delitto è avvenuto nel tardo pomeriggio nella casa dell'operaio romeno dove abitava anche la fidanzata. Un appartamento di un villaggio costruito negli anni Sessanta per i dipendenti della vicina centrale Enel di Bastardo, dove oggi vivono anche molti immigrati.
A scoprire il cadavere è stato il fratello dell'omicida. L'allarme è stato dato intorno alle ore 20. Iount viene trovato in sella al ciclomotore. Sembra confuso, condotto in caserma ed interrogato per gran parte della notte pronuncia le prime ammissioni. Scatta così il fermo per omicidio.
'Simili drammi, legati a quanto pare a questioni sentimentali, non possono che turbare una comunita' tranquilla come questa, in simili circostanze ci sono poche risposte a tanti perchè" commenta Paolo Morbidoni, sindaco di Giano dell'Umbria.
(7 ottobre 2008)
Fonte: repubblica.it
Segregata in casa per 2 anni si salva mandando un sms
Foggia, giovane polacca riesce a contattare la madre. Arrestato il suo aguzzino
Gli investigatori: "Controllo totale sulla vittima". Un anno fa aveva avuto un bimbo
di GABRIELLA DE MATTEIS
FOGGIA - Per mesi ha pensato di scappare, ha cercato una via di fuga. Voleva chiedere aiuto, lasciare il casolare dove viveva segregata, oramai da due anni. Ma soltanto alcuni giorni fa è riuscita, con un sms, a contattare la madre. E così la sua prigionia è finita. Lei, una ragazza polacca di 28 anni, ora, racconta a fatica la sua odissea. Lo fa, stringendo al braccio il figlio di un anno, concepito nel periodo in cui ha vissuto, subendo violenze continue. Il suo aguzzino Sylvester, 29 anni, come lei originario della Polonia, ora, è in carcere.
Lo aveva conosciuto, appena arrivata in Italia. Di lui si fidava, per questo, ha spiegato agli agenti del commissariato di Manfredonia, lo aveva seguito in un casolare alla periferia del paese, aveva accettato la sua ospitalità e creduto alle sue promesse. Solo dopo ha capito: quel ragazzo che in Italia lavorava come bracciante, con un regolare contratto di lavoro, ricostruisce ora la polizia, si è trasformato in un aguzzino. E per la giovane donna è cominciata un'odissea.
La sua prigione è diventata una vecchia casa diroccata, in una zona isolata, in aperta campagna. Le porte e le finestre erano sempre sbarrate. Scappare o più semplicemente chiedere aiuto, per lei, era impossibile.
"Il controllo sulla vittima - spiega Antonio Lauriola, dirigente del commissariato di Manfredonia - era sistematico, totale, senza alcuna via di fuga o speranza di liberazione". Per due anni, la giovane donna ha subito le violenze (anche sessuali) dell'uomo, le sue minacce. Per due anni, ha chiesto di poter lasciare il casolare. Anche quando, dopo un anno, la ragazza ha dato alla luce un bambino, l'uomo non ha cambiato atteggiamento.
Di giorno era un operaio irreprensibile, stimato dai suoi datori di lavoro, di notte, invece, un uomo irascibile, violento. Lei era costretta a dormire in una stanza, da sola. Lui, invece, in un'altra, insieme al figlio.
E' stato un caso, solo un colpo di fortuna, se la ventottenne, nei giorni scorsi, è riuscita a chiedere aiuto. Sylvester aveva dimenticato il cellulare nel casolare e la giovane lo ha usato per inviare un messaggio alla madre che vive in Polonia. Così la polizia polacca ha allertato quella italiana. E per la donna è stata la fine di un incubo. Gli agenti del commissariato hanno bussato alle porte del commissariato, presentandosi come veterinari dell'Asl. Volevano evitare ogni reazione da parte dell'uomo, il rischio di un suo tentativo di barricarsi in casa. E infatti lui, quando ha capito quello che stava accadendo, ha cercato di divincolarsi, di scappare, ma è stato bloccato ed arrestato.
La donna ed il figlio che era stato regolarmente dichiarato all'anagrafe erano in casa. Lei è molto provata psicologicamente e, raccontano gli agenti, desidera soltanto tornare nel suo paese. "Mi minacciava. "Se ti ribelli - mi diceva - farò male a nostro figlio"" ha raccontato la donna, costretta anche a farsi riprendere durante le scene di sesso, come dimostra il ritrovamento, nel casolare, di alcuni filmati.
(7 ottobre 2008)
Fonte: repubblica.it
Gli investigatori: "Controllo totale sulla vittima". Un anno fa aveva avuto un bimbo
di GABRIELLA DE MATTEIS
FOGGIA - Per mesi ha pensato di scappare, ha cercato una via di fuga. Voleva chiedere aiuto, lasciare il casolare dove viveva segregata, oramai da due anni. Ma soltanto alcuni giorni fa è riuscita, con un sms, a contattare la madre. E così la sua prigionia è finita. Lei, una ragazza polacca di 28 anni, ora, racconta a fatica la sua odissea. Lo fa, stringendo al braccio il figlio di un anno, concepito nel periodo in cui ha vissuto, subendo violenze continue. Il suo aguzzino Sylvester, 29 anni, come lei originario della Polonia, ora, è in carcere.
Lo aveva conosciuto, appena arrivata in Italia. Di lui si fidava, per questo, ha spiegato agli agenti del commissariato di Manfredonia, lo aveva seguito in un casolare alla periferia del paese, aveva accettato la sua ospitalità e creduto alle sue promesse. Solo dopo ha capito: quel ragazzo che in Italia lavorava come bracciante, con un regolare contratto di lavoro, ricostruisce ora la polizia, si è trasformato in un aguzzino. E per la giovane donna è cominciata un'odissea.
La sua prigione è diventata una vecchia casa diroccata, in una zona isolata, in aperta campagna. Le porte e le finestre erano sempre sbarrate. Scappare o più semplicemente chiedere aiuto, per lei, era impossibile.
"Il controllo sulla vittima - spiega Antonio Lauriola, dirigente del commissariato di Manfredonia - era sistematico, totale, senza alcuna via di fuga o speranza di liberazione". Per due anni, la giovane donna ha subito le violenze (anche sessuali) dell'uomo, le sue minacce. Per due anni, ha chiesto di poter lasciare il casolare. Anche quando, dopo un anno, la ragazza ha dato alla luce un bambino, l'uomo non ha cambiato atteggiamento.
Di giorno era un operaio irreprensibile, stimato dai suoi datori di lavoro, di notte, invece, un uomo irascibile, violento. Lei era costretta a dormire in una stanza, da sola. Lui, invece, in un'altra, insieme al figlio.
E' stato un caso, solo un colpo di fortuna, se la ventottenne, nei giorni scorsi, è riuscita a chiedere aiuto. Sylvester aveva dimenticato il cellulare nel casolare e la giovane lo ha usato per inviare un messaggio alla madre che vive in Polonia. Così la polizia polacca ha allertato quella italiana. E per la donna è stata la fine di un incubo. Gli agenti del commissariato hanno bussato alle porte del commissariato, presentandosi come veterinari dell'Asl. Volevano evitare ogni reazione da parte dell'uomo, il rischio di un suo tentativo di barricarsi in casa. E infatti lui, quando ha capito quello che stava accadendo, ha cercato di divincolarsi, di scappare, ma è stato bloccato ed arrestato.
La donna ed il figlio che era stato regolarmente dichiarato all'anagrafe erano in casa. Lei è molto provata psicologicamente e, raccontano gli agenti, desidera soltanto tornare nel suo paese. "Mi minacciava. "Se ti ribelli - mi diceva - farò male a nostro figlio"" ha raccontato la donna, costretta anche a farsi riprendere durante le scene di sesso, come dimostra il ritrovamento, nel casolare, di alcuni filmati.
(7 ottobre 2008)
Fonte: repubblica.it
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