venerdì 4 gennaio 2008

Aborto: le indicazioni per i casi-limite

LINEE-GUIDA A CONFRONTO
In quattro documenti gli orientamenti degli esperti: dall'eutanasia alla rianimazione del feto

ROMA - Cosa fare quando un feto, dopo un intervento di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), nasce vivo? La legge 194 afferma che in presenza di segni vitali il piccolo va rianimato.
In quattro documenti, gli orientamenti degli esperti: si passa dalla posizione drastica dei medici olandesi, favorevoli alla eutanasia nei casi più gravi, a quella degli esperti italiani, secondo i quali nell'immediato il feto va rianimato e poi, in base alle sue condizioni, si decide se procedere solo a cure compassionevoli.

DOCUMENTO SOCIETÀ SCIENTIFICHE: STOP CURE A TROPPO PREMATURI - Astensione dalle cure intensive per i nati troppo prematuri, ovvero dalla 22/ma alla 24/ma settimana, per i quali le chances di sopravvivenza sono bassissime e i trattamenti si configurerebbero come un accanimento terapeutico. È l'indicazione contenuta nel documento messo a punto nel 2006 da nove società scientifiche, l'ordine dei medici della toscana e il comitato di bioetica regionale. La premessa è una fredda statistica: il 30-35% dei neonati prematuri, di 22, 23 o 24 settimane di gestazione, muore in sala parto; il 45% circa viene sottoposto a cure intensive e muore durante la terapia, la sopravvivenza è del 25%, ma il 95% dei sopravvissuti riporta gravi handicap cerebrali. In Italia, dove ogni anno nascono circa 600 mila bambini, quelli di 22 settimane sono lo 0,60 per mille, di 23 lo 0,55 per mille e quelli di 25 lo 0,50; in totale i molto prematuri sono l' 1,65 per mille.

LINEE GUIDA NEONATOLOGI CATTOLICA, NO ACCANIMENTO - Nel 2006, i neonatologi e il Centro di bioetica dell'Università Cattolica di Roma mettono a punto delle «linee guida per l'astensione dall'accanimento terapeutico nella pratica neonatologica». In caso di età gestazionale incerta, l'indicazione è di rianimare il feto vitale «fatta salva la possibilità di rinunciare agli interventi successivi se c'è una situazione di incompatibilità con la vita». Sotto le 22 settimane, le linee guida prevedono l'astensione da intubazione e ventilazione e il trattamento con sole cure palliative e analgesici; per feti vitali a 23 e 24 settimane si prevedono intubazione, ventilazione e rianimazione cardiocircolatoria.

PROTOCOLLO DI GRONINGEN, EUTANASIA IN CASI INCURABILI - Nel 2004, in Olanda si applica il cosiddetto protocollo di Groningen: è prevista l'interruzione della vita di bambini sotto i 12 anni, inclusi neonati, con malattie incurabili e che provocano sofferenze «intollerabili».

CODICE MANGIAGALLI, ABORTO SOTTO 22 SETTIMANE -Nel 2004, la Clinica Mangiagalli di Milano emana una «raccomandazione» interna affinchè si evitino gli aborti terapeutici dopo la 22/a settimana di gestazione.


02 gennaio 2008
Fonte: Corriere della Sera

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