martedì 1 gennaio 2008

"Senza soldi, da 7 anni non ho lavoro" Madre e figlia rapinatrici a Torino

La donna, 39 anni, e la ragazzina, 13 anni, hanno "assalito"
una cartolibreria e un negozio di intimo con una pistola finta e un coltellino
"Senza soldi, da 7 anni non ho lavoro"
Madre e figlia rapinatrici a Torino
"Sono sfrattata ed è giusto che anche lei festeggi come gli altri"
ha detto ai carabinieri. Ma nelle rapine si sono comportate da "dure"
di EMILIO VETTORI

TORINO - "Ho bisogno di soldi, sono sfrattata ed è giusto che anche mia figlia festeggi come gli altri ragazzi" ha raccontato ai carabinieri della Compagnia di Rivoli poco dopo essere arrestata. Disoccupata da sette anni e separata dal marito, una donna di 39 anni si è improvvisata rapinatrice con in mano una pistola giocattolo e, in compagnia della figlia di 13 anni che invece aveva un coltellino, ha assaltato un negozio di intimo ed una cartolibreria. Le due rapine sono avvenute sabato sera a Collegno. In uno dei due episodi, la donna ha anche colpito una commessa con la pistola giocattolo. Complessivamente il bottino comprende circa 500 euro in contanti, alcuni telefoni cellulari e un corpetto intimo. Madre e figlia sono state trovate in possesso di alcune borse, tra cui una con il celebre marchio dei cartoni animati Winnie The Pooh, di altri due telefoni cellulari e cosmetici sui quali sono in corso accertamenti per stabilirne la provenienza, ma è assai probabile che anche questi facciano parte del bottino.

Gli investigatori sono risaliti alla coppia attraverso le testimonianze dei titolari dei due negozi che le avevano viste salire su un autobus dopo gli assalti. Gli uomini del capitano Massimo Pesa le hanno rintracciate al capolinea. Alla vista dei carabinieri, madre e figlia hanno cercato di scappare ma sono state subito bloccate. La donna ha confessato subito di essere l'autrice delle due rapine, ma gli investigatori stanno cercando di capire il ruolo della figlia che è scoppiata a piangere subito dopo il fermo. Non è chiaro se fosse stata coinvolta come in una sorta di gioco con la madre, se sia stata obbligata oppure se fosse consapevole di ciò che stava facendo. Adesso è stata riconsegnata al padre.

La donna, invece, prima di essere trasferita nella sezione femminile delle Vallette ha raccontato ai carabinieri le sue vicissitudini: "Da sette anni cerca inutilmente un lavoro. Ho bussato a tante porte, senza successo. Mi sono dovuta ingegnare per sbarcare il lunario, ma ogni volta a Natale, viene il momento più triste. Tutti gli amici di mia figlia ricevono tanti regali, lei nulla. Non mi sembrava giusto e ho deciso che forse rapinando i negozi avrei potuto assicurare qualche dono anche a lei. So di aver sbagliato, ma sono disperata".

Quanto alla dinamica della rapina nel negozio di abbigliamento, i testimoni raccontano che la donna era minacciosa (c'è stata anche una colluttazione) e che anche la tredicenne avrebbe avuto un ruolo attivo. Sarebbe stata lei a farsi consegnare i soldi dalla figlia della titolare puntandole il coltello alla gola: "La ragazza più giovane è venuta verso di me, ha aggirato il bancone e, in maniera molto tranquilla, mi ha detto di darle tutti i soldi" ha raccontato la vittima della rapina. "Ho aperto la cassa - ha aggiunto - ho preso il denaro e l'ho passato alla rapinatrice. Io le ho dato le banconote che c'erano nel registratore di cassa ma lei mi ha detto di darle anche le monete".

La mamma era vestita con un giubbotto scuro, la figlia con uno chiaro, ma entrambe erano a volto scoperto. "Se chiamate la polizia vi ammazziamo" ha detto la donna alle commesse del negozio di intimo prima di fuggire, ma non ha avuto la stessa fortuna nel secondo episodio. Intuendo che la pistola era giocattolo, la titolare ha reagito, ha avuto una colluttazione con la mamma rapinatrice, durante la quale la pistola è caduta terra e si è rotta, ma quando ha visto che la baby rapinatrice puntava il coltello alla figlia ha dovuto fermarsi.

(30 dicembre 2007)
Fonte: Repubblica.it

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