mercoledì 31 ottobre 2007

E lo studente del Dams non si pente

Oggi davanti al gip per l´aggressione nel residence della ragazza tedesca. Ripete: era consenziente
Nessuna «revisione critica del proprio operato». Nessun segno di pentimento. Anzi, un´insistenza a ripetere che quella ragazza era d´accordo, perché ora parla di stupro? Sono queste le ragioni per cui il pm Antonello Gustapane chiede oggi alla gip Rita Zaccariello che Daniele A., lo studente del Dams di 25 anni accusato di aver violentato una studentessa tedesca di 21, resti in carcere, dove è rinchiuso da venerdì, in regime di isolamento.

Gli inquirenti considerano la vittima credibilissima, per questo l´inconsapevolezza del giovane assume il significato di una mancata elaborazione delle proprie responsabilità, non un segno di innocenza. Anche l´altra sera dopo l´interrogatorio alla Mobile, Daniele non si aspettava di finire alla Dozza. Quando gliel´hanno detto è rimasto sbalordito. D´altra parte, ha raccontato la ragazza, la mattina dopo il presunto stupro, il giovane, accompagnandola a casa «mi ha salutato gentilmente. Voleva persino che gli dessi un bacio».

Ieri la giovane ha chiesto di essere nuovamente visitata dal dottor Franchina, il ginecologo perito del pm. E´ ancora sotto choc e non si sente bene. E´ stato Daniele stesso a confessarle, tra vino e spinelli, di aver scommesso con un amico comune: «Me la farò per primo». I particolari del suo racconto stanno trovando i riscontri degli investigatori. «Mi ha buttato un liquido sugli slip per costringermi a toglierli», ha detto. E in effetti è risultato che il ragazzo ha versato acqua minerale sugli indumenti intimi di lei. Altro particolare: la studentessa non è fuggita perché, sbagliando, era convinta che la porta della stanza fosse chiusa a chiave. «Le ho cercate mentre lui dormiva, ma non le ho trovate. E comunque il portone dall´interno si apriva solo col badge». Le stesse cose le ha dette all´amica poche ore dopo lo stupro. E in effetti, dal residence Terzo millennio, senza badge non si esce.

(p. c.)
(29 ottobre 2007)

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