domenica 16 settembre 2007

Abusa della nipote e le offre uno spinello

Un uomo di 45 anni è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti
TORINO
Per 4 anni, da quando ne aveva 12, ha dovuto subire le attenzioni morbose dello zio che, secondo le accuse, per vincere le sue resistenze la prima volta, le avrebbe anche fatto fumare uno spinello, di cui lui faceva un uso continuo. Con l’accusa di violenza sessuale, maltrattamenti, cessione e di sostanze stupefacenti a minore con lo scopo della violenza sessuale e induzione alla prostituzione minorile, dal momento che dopo ogni abuso l’uomo faceva regali alla nipote o le dava qualche euro, gli uomini della sezione Interforze della Procura di Torino coordinati dal maresciallo Alberto Sorba hanno arrestato, a conclusione di un’indagine del pm Marco Bouchard lo zio della ragazza, un 45enne, e denunciato per concorso omissivo in violenza sessuale anche la nonna della giovane che oggi ha 16 anni.

Tutto ha inizio dopo la separazione dei genitori della ragazza che per qualche tempo va a vivere dalla nonna materna con la quale abita anche lo zio. Secondo quanto raccontato dalla giovane che si è confidata con due amiche e con gli operatori dei servizi sociali, dai quali è partita la segnalazione alla Procura, lo zio avrebbe iniziato a mostrare attenzioni sessuali nei suoi confronti iniziando con palpeggiamenti superficiali, divenuti poi sempre più pesanti fino a tentare, nel giugno di quest’anno, un rapporto sessuale completo al quale la ragazza ha reagito riuscendo ad impedire lo stupro vero e proprio.

Secondo il racconto della giovane lo zio per convincerla a subire gli abusi le avrebbe anche detto che altre bambine facevano le stesse cose e che lei sarebbe stata una sciocca a non accettarle, facendo anche il nome di una ragazzina appartenente alla cerchia della sua famiglia allargata. E da successive indagine è infatti emerso che anche a quest’ultima l’uomo avrebbe fatto delle avance, offrendole anche uno spinello, ottenendo però il rifiuto della vittima.

Gli inquirenti, che avrebbero ricostruito una trentina di episodi in 4 anni, hanno anche denunciato la nonna perchè è emerso, dai racconti della ragazza che probabilmente sapeva, avendole fatto intendere che aveva capito che cosa succedeva. A una domanda specifica se lo zio le avesse chiesto di avere rapporti con lui la nonna, ricevuta risposta affermativa, avrebbe sminuito la cosa dicendo che forse suo figlio aveva fumato troppo. Ora la ragazza è stata affidata a una comunità mentre lo zio, che avrebbe fatto parziali ammissioni dando però la colpa alla nipote, è finito in carcere.

Fonte: La Stampa.it

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