martedì 28 agosto 2012

Rosario e la democrazia immaginaria

Rosario è un vero mandrillo, se lo passano tutte.

Womenews: Veneto: via libera al movimento per la vita nei consultori

Dopo il Piemonte anche il Consiglio della Regione Veneto ha votato con una maggioranza trasversale (sic!) una nuova legge regionale, formata da un solo articolo, che autorizza ad introdurre all’interno delle strutture socio sanitarie esponenti dei movimento per la vita o materiale divulgativo contro l’aborto.
Si chiude così una complessa vicenda iniziata nel 2004 con la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare – oltre 20mila le firme raccolte dal Movimento per la vita e dai volontari dei centri di aiuto per la vita – per "regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto" autorizzando l’esposizione di materiale informativo e l’azione divulgativo dei volontari pro- life nelle strutture sanitarie e nei consultori.
La proposta, inizialmente bocciata, è stata modificata e approvata, come si diceva, con larga maggioranza (33 sì su 42 presenti, 6 contrari, 3 astenuti), con voti favorevoli da Lega, Pdl, Pd (contrario Mauro Bortoli), voti contrari arrivati da Udc, Sinistra Veneta, Giuseppe Bortolussi, astenuti Diego Bottacin (Verso Nord), Mariangelo Foggiato (Unione Nordest) e Marino Finozzi (Lega), mentre Italia dei Valori ha abbandonato l’aula per protesta.
"Le Regioni governate dal centrodestra, compreso il Veneto, stanno stravolgendo il senso, la laicità, gli obiettivi della legge 194 e la funzione stessa dei consultori familiari" ha dichiarato la coordinatrice regionale Donne dell’Italia dei Valori, Franca Longo.
"La proposta di legge popolare originaria – ricorda Longo – consentiva ai movimenti per la vita di entrare, di fatto, nei consultori, violando il principio dell’autodeterminazione e la privacy che la legge 194 garantisce e tutela, proprio in un momento delicatissimo della vita della donna. Il testo approvato dal Consiglio regionale, un pasticcio nato dopo una riformulazione camaleontica, indigna ed apre le porte all’intrusione dei movimenti e delle associazioni non solo nei consultori, ma in tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie, una nuova follia".

Palesando cosa la Giunta regionale di destra intende per democrazia, alcune esponenti del movimento per la vita hanno avuto il permesso di accedere al Palazzo in quanto "appartenenti al movimento per la mozione" e si sono messe a recitare il rosario. A tutte le altre, ovvero alle donne accorse in difesa della 194, eccetto cinque, è stato invece vietato l’accesso e si sono così fermate in Calle XXII Marzo, tenendo alzati i cartelloni.

25|08|12

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