mercoledì 29 agosto 2012

Comunicato AIED riguardo la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sulla Legge 40

Benché mi preoccupi l'idea che la sentenza possa essere strumentalizzata, da quelle parti politiche e civili che sono solite disprezzare il diritto alla salute e all'autodeterminazione delle donne, per impedire, ancora, l'applicazione della legge 194/78, nella parte in cui tratta di ivg terapeutica, attraverso un supposto, strumentale, conflitto tra le due leggi dello Stato, facendo disinformazione e prendendo le distanze da quell'Europa che, in questo caso, non torna utile, condivido il comunicato AIED sul pronunciamento della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sulla Legge 40.

L'AIED sezione di Roma accoglie con molta soddisfazione la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sulla Legge 40
Procreazione: La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha bocciato la legge 40 che nega diagnosi preimpianto L'AIED sezione di Roma accoglie con molta soddisfazione la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sulla Legge 40.
Legge da tutti condannata in Italia, anche dalla Corte Costituzionale che ne ha fortemente ridimensionato i
limiti.
L'AIED auspica che dopo tale sentenza in Parlamento ci sia lo spirito adatto per cambiarla.
Secondo i giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, il cui verdetto diverrà definitivo entro tre mesi se nessuna delle parti farà ricorso per ottenere una revisione davanti alla Grande Camera, “il sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni è incoerente” in quanto allo stesso tempo un’altra legge permette l'aborto terapeutico.
La sentenza potrebbe aprire una concreta possibilità di sollevare la questione di legittimità costituzionale.

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