giovedì 16 giugno 2011

Fini, il Fatto Quotidiano e il sadismo vendicativo contro le donne

Da femminismo a sud

L'immagine è un pezzo - il Vol. 3 - della collezione "When an Old Man" di Enrica Beccalli. Il primo fu Oliviero Toscani, il secondo Gue Pequeno]
L’epopea di Massimo Fini non ha eguali. Onore a lui e a Il Fatto Quotidiano che continua a offrire spazio a questo eroe dei diritti del maschio virile che per colpa delle donne cattive non trova nessuna che fondamentalmente gliela dà.
Soffre molto quest’uomo, lo si vede dalla sua espressione un po’ cadente. Le donne gli hanno fatto venire i tic nervosi perchè lui è un autentico paladino dei diritti umani, degli umani che lottano per rivendicare il diritto alla fica gratis passata dalla mutua, e per incoraggiare i suoi prodi e mostrare quanto vive bene con se stesso sul suo sito mostra una foto di vent’anni fa.
Oh le donne, questa razza nemica, come ebbe il “coraggio” di definirle in una antica circostanza, tutte figlie peccaminose di Eva (concetto laicissimo e soprattutto moderno!), che per educarle bisognerebbe mandarle in afghanistan, come consigliò in un’altra occasione.
E siccome il signor Fini (Massimo) non lascia mai le cose a metà allora eccolo pronto a intervenire in difesa dell’ultimo povero diavolo vittima di queste megere. Eccolo ad unirsi al coro di proteste di altri uomini di pari intelligenza, come quel Buttafuoco che ha precisato che queste inservienti, queste cameriere, per di più “immolestabili” non avrebbero dovuto neppure aprire bocca. Perchè si sa che il buon Dio ha inventato la bocca delle donne per un paio di motivi e solo per quelli. Dire sempre di si e fare quell’altra cosa che non citiamo perchè siamo troppo timorate per dirlo ad alta voce.
La vicenda è quella di Strauss-Khan, ancora lui, questo poverissimo individuo che resta ai domiciliari in una villa che costa 50mila dollari al mese. Un uomo bisognoso, senza dubbio, che nel suo approccio con quella cameriera aveva inteso certamente uno scambio tra pari, tra soggetti di eguale estrazione, senza far pesare la sua posizione, il suo denaro e il suo potere. Un uomo che non può aver scambiato una donna per un posacenere, uno stuoino, un accessorio qualunque.
Massimo Fini comprende perfettamente l’anima degli uomini, perciò decide di esporsi ancora una volta. Chiama a raccolta gli “stupratori di tutto il mondo” e finisce la frase esortandoli a stare insieme. “Unitevi” – dice, dimenticando certo che lo hanno sempre fatto e che hanno eletto a difesa del branco l’omertà, il negazionismo, l’invocazione dell’impunità, la demonizzazione delle donne (bottanissime!), la provocazione “intelligente”, la solidarietà di corpo, il buon giornalismo di cordata (maschilista) che segna una linea comune tra Il Fatto Quotidiano, Il Foglio, Il Giornale, Libero, Repubblica, e molti altri quotidiani, in una trasversalità di intenti che vede una inscindibile unione in nome della difesa degli stupratori, specie se ricchi, o bianchi, di razza superiore, orgogliosamente etero anche se hanno un pistolino piccolo e sottile quanto uno spaghetto.
Detto tra noi l’aspetto di questi uomini lascia immaginare che siano arrabbiati con le donne per altri motivi che non siano quelli che hanno dichiarato. Brutti. Grassi. Cadenti. Finiti. Pensate alle facce degli uomini che vediamo in televisione. Riuscite a immaginarli a letto con una donna? Prestazioni precocemente eiaculatorie con rapidissimi movimenti a stantuffo, saliva al sapor di vecchiaia, la naftalina dentro i corpi di donne splendide. Forse si sentono rifiutati, forse avrebbero bisogno di una buona sessione di terapia di gruppo, così da mostrare vittimismo e piagnucolare tutti assieme, per assegnarsi degli esercizi di sadismo pratico, teorico o scritto mirato al loro benessere.
Perchè in fondo cosa può essere di diverso ciò che scrive questo povero uomo se non una prova collettiva di sadismo vendicativo di un genere sull’altro, quello maschile su quello femminile, per riequilibrare i conti, per fargliela vedere, per metterle al proprio posto, per ricacciare in gola a queste sfrontate tutta la loro boria. Come si permettono costoro di fare sentire questi ometti piccoli piccoli, invisibili, inadeguati, brutti. Al tre tutti quanti a urlare che le donne sono ignobili streghe e via al rogo. Così impareranno ad essere compiacenti, a non denunciare gli stupri, a non divulgare segreti delle violenze maschili, a non intaccare il prestigio di questi maschi im-potenti che contavano sul silenzio di donne che per legge devono essere predisposte al martirio.
E’ la natura, che diamine. Non si può andare contronatura. Le donne sotto e gli uomini sopra. E siccome le donne sono state educate per secoli a non dire di NO in modo chiaro, e gli uomini sono stati educati a prendere per un SI qualunque NO gli venga rivolto, allora tutto torna. Dritto e rovescio. Le donne devono tacere. Stupratori di tutto il mondo, unitevi!
Per dirlo meglio, Massimo Fini, tira fuori quel pizzico di anima noglobbbbal misogina e terzoposizionista che è tanto cara a Movimento Zero e ai “movimenti” come quello. Poi dimentica di  non aver mai scritto neppure una parola quando abbiamo visto nelle nostre televisioni le facce dei rumeni arrestati per stupri che non avevano commesso, mentre gli amministratori romani istigavano al linciaggio e la stampa di destra parlava di castrazione.
Infine arriva al punto: “La decapitazione di una carriera prestigiosa, il braccialetto al piede come per una scimmia, una guardia all’uscio e sei milioni di dollari mi sembrano un prezzo un po’ alto per un pompino, sia pure estorto.
Ed è qui che emerge integra la stazza dell’uomo vero, uomo tra gli uomini, paladino dei deboli, di queste fragili creature che violentano le donne perchè non riescono a trattenersi di fronte a quella incredibile esposizione di corpi femminili che insistono in quella enorme vetrina che è il mondo.
Per Massimo Fini un pompino (gliel’ha detto Strauss Khan?), sia pure “estorto” (dunque uno stupro!) non valgono una condanna pubblica, una ribellione, non lo considera un abuso. Un pompino oggi e uno domani, per questo intellettuale così imponente, non valgono una condanna. Sono cose da uomini che in questo mondo di uomini, in cui le donne devono solo essere decorative e pronte a soddisfare il piacere maschile, sono ammissibili.
E già che c’è l’affascinante maschio, che va d’accordo con quelli che restano a farsi le seghe nei parchi dietro una siepe, butta qualche parola di difesa per il ministro francese dimesso per molestie e per il premier italico che ovviamente, secondo il suo parere, sarebbe stato vittima di diciassettenni chiamate “mine vaganti” per le quali l’illustre Fini invoca l’abbassamento dell’età minorile per i reati sessuali.
Insomma il nostro Massimo Fini, assieme al Fatto Quotidiano, anche in questo caso si distinguono per aver fatto una coraggiosa scelta di campo. Gli stupratori invece che le stuprate.
I negazionismi, i banalizzatori, i falsabusisti invece che le abusate.
Massimo Fini, questo “intellettuale” che dice di essere schierato con i proletari, trova corretto schierarsi con i potenti quando abusano di cameriere, povere criste, dipendenti, precarie ricattabili, adolescenti o quando a ottantanni si mettono a fare i giochini con le diciottenni.
Ci pare in fondo che la sua sia una richiesta d’aiuto. Guardatelo, effettivamente ha bisogno. Oh ricchi, potenti che ne avete una a sera e se non ce l’avete ve la prendete, regalatene una pure a lui, gli scarti, i resti, fatelo almeno guardare. In fondo per renderlo felice ci vuole così poco…
Ps: ovviamente è tutta una ironica provocazione intellettuale!

By cybergrrlz 

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