martedì 5 ottobre 2010

Sfigurata con l’acido per non aver voluto sposare un uomo

Accade in Iran. Secondo l’Onu nei paesi islamici si consumano ogni anno 5000 ‘delitti d’onore’ di questo tipo

opfer ameneh danach 17923615 mfbq,templateId=renderScaled,property=Bild,height=349 Sfigurata con lacido per non aver voluto sposare un uomo

Ameneh Bahrami
, iraniana, è l’ennesima donna punita per non aver voluto sposare un uomo che non conosceva.

IL RACCONTO – Studentessa di elettronica all’Università, un giorno riceve una telefonata di una donna, la quale le comunica che suo figlio, Madschid Mowahedi, vuole sposarla. Lei non capisce, pensa ad un errore, poi comprende che è una cosa seria. E infine capisce chi la vuole sposare: un ragazzo, di quattro anni più giovane di lei, che frequenta la sua stessa facoltà e con cui ha già avuto a che fare. Un tipo “viscido” vestito sempre con t-shirt e con occhiali spessi quanto fondi di bottiglia (in Iran dicono “quanto fondi di bicchiere da thé”) e che l’aveva già fermata all’università, prima prendendola per il braccio e poi spingendola con una gamba, fissandola come se stesse guardando il vuoto. Una volta scoperto il “pretendente”, mette ben in chiaro che non vuole saperne di lui e da allora continuano non solo le telefonate della madre (di lui) ma dello stesso Madschid, il quale la accusa di averlo gettato nella disperazione. Le telefonate continuano, finché lei lo minaccia di chiamare la polizia; come risposta riceve un, “Presto vedrai, che cosa ti aspetta” e il giorno dopo, incontratolo per la strada, esasperata, ruggisce “sparisci dalla mia vita”. Altra minaccia per risposta: “ti brucerò”.

LA VENDETTA - E la vendetta viene effettivamente compiuta: Madschid le getta dell’acido in faccia, un dolore lancinante. All’inizio il buio, poi una luce accecante. E sente la faccia bruciare, mille chiodi che le penetrano il viso, sente qualcuno strapparle la pelle dalla testa. Gli occhi! Poi una voce, un uomo la fa salire sull’auto, la corsa all’ospedale, “non si tocchi il viso!”. Ameneh vorrebbe che qualcuno le spruzzasse acqua sul viso, non ce n’è, sente bruciare la gola, il ventre, tutto. L’uomo che guida l’auto le dice che la sta portando all’ospedale più vicino, ma che non la accompagna dentro, altrimenti finisce nei guai, “capisce? noi non siamo parenti, la lascio davanti all’ingresso, proceda sempre dritta, forse venti passi, là si prenderanno cura di lei! Buona fortuna. Che dio la protegga!” Ameneh si chiede perché dio non l’abbia protetta prima e non vede nulla, è tutto buio, sono diventata cieca?

NESSUN AIUTO - Non la possono aiutare, deve rivolgersi ad una clinica specialistica e senza soldi non ce la portano. Senza soldi, ma con il tempo che assieme all’acido avanza inesorabilmente. Finalmente la portano alla clinica, no qui non va bene, bisogna portarla all’ospedale Schahid-Labafi. Un altro viaggio ancora, altro tempo che scivola via, assieme all’acido. Finalmente arriva, perché ci ha messo così tanto, signora Bahrami? La diagnosi è grave: l’occhio sinistro è stato divorato dall’acido, per quello destro, forse, c’è ancora una speranza. Tra un mese gli esami scritti, forse faccio in tempo. Ma non ci sono stati più esami per lei, e neanche speranze per l’occhio destro. La madre di Madschid le ha rinfacciato di aver detto al figlio di essere innamorata di un altro uomo, cosa che l’ha fatto andare su tutte le furie. “Sì, è vero, glielo avevo detto per liberarmi dalla sua presenza molesta. Qualcuno le ha detto che avrebbe fatto meglio a tenere i capelli nascosti dal velo, per non provocare gli uomini. “ha forse dio creato i capelli perché rimanessero sotto un velo?”. Della sua vicenda, Ameneh ha scritto un libro, “Occhio per occhio”. Secondo l’ONU, ogni anno, nei paesi islamici, si consumano circa 5000 delitti d’onore nei confronti di donne e ragazze; sempre più spesso si verificano aggressioni in cui viene usato dell’acido.


Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/86192/sfigurata-lacido-aver-voluto/

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