sabato 8 settembre 2007

Figli stupratori? Genitori senza casa

I giudici sequestrano gli appartamenti alle famiglie
PAOLO COLONNELLO
MILANO
«Purtroppo succede spesso che i genitori neghino le colpe dei figli o comunque non ne siano del tutto consapevoli. Rivalersi su di loro è semplicemente doveroso». Per Livia Pomodoro, presidente del Tribunale dei minori di Milano, la decisione dei giudici civili di sequestrare la casa ai genitori di un adolescente che con altri aveva per mesi abusato di una bambina di undici anni, non è una novità. «È già successo altre volte, lo prescrive la legge. Sono convinta che se certe persone si colpiscono nel portafoglio, magari si svegliano. Il vero fenomeno grave non sono gli episodi di bullismo ma la sottovalutazione in ambito famigliare di quanto accade» E come si spiega? «Perchè i loro figli sono fatti a loro immagine e oggi si preferisce rivedersi alla tv anziché allo specchio». Dunque, che le colpe dei figli ricadano sui padri. È la dottrina adottata da tempo dal tribunale civile, in particolare dalla decima sezione. E quando padri (e madri) non hanno mezzi liquidi per risarcire il danno causato dai loro pargoli «irrequieti», i giudici scelgono la strada del sequestro conservativo degli immobili.

Così nel dicembre del 2004, affrontando il caso della bambina di 11 anni violentata ripetutamente da cinque adolescenti (il più grande aveva 17 anni), i giudici hanno stabilito che i genitori erano da «considerarsi responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori», disponendo perciò il sequestro conservativo della loro abitazione. Secondo i giudici infatti i genitori di almeno tre dei giovani imputati, non avevano dimostrato di «non aver potuto impedire il fatto» nonchè «di aver assolto adeguatamente al loro complessivo compito di cura che, con riferimento a soggetti adolescenti e preadolescenti, involge “l’educazione sentimentale”, il rispetto degli altri e le modalità relazionali anche con l’altro sesso, temi rispetto ai quali - proseguiva l’ordinanza - la funzione genitoriale - servendosi di una tanto delicata quanto onerosa, strategia dell’attenzione - deve trovare ogni opportuna modalità per consentire la crescita dei ragazzi».

Il sequestro dell’abitazione, che dovrebbe coprire un danno fino a 230 mila euro, potrà venire confermato quando, il prossimo dicembre, la causa civile si dovrà concludere. Ma non è escluso che si giunga prima ad una transazione che trasformi il sequestro in un risarcimento pecuniario. Un caso simile, sempre affrontato dalla stessa sezione del tribunale, si era verificato per l’omicidio di una quattordicenne accoltellata nel cortile della scuola a Sesto San Giovanni nel 2001: anche in quell’occasione i giudici stabilirono il sequestro dei beni della famiglia del sedicenne che l’aveva uccisa. Un ragazzo problematico che nella sua camera, ascoltando musica di Marylin Manson, si tagliuzzava le braccia con lo stesso coltellino usato poi per assassinare la compagna di scuola. Scrissero i giudici che «i genitori avrebbero dovuto accorgersi del disagio sociale» vissuto dal ragazzo e «i comportamenti autolesionistici già noti anche a scuola» non avrebbero dovuto «essere sottovalutati come manifestazioni adolescenziali ma riconosciuti come segnale di allarme di disagio della personalità del giovane».

Fonte: La Stampa.it

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