venerdì 15 giugno 2007

"Salvata da un tassista eroe"

È il secondo caso in 3 giorni. Arrestato immigrato indiano. Una donna denuncia: "Io, assalita al Pilastro il 4 giugno". Ragazza aggredita alla fermata Atc in piazza Malpighi
di Alessandro Cori
Per un soffio ha perso l'autobus, e mentre era in piedi accanto alla fermata ad aspettare il successivo, si è sentita improvvisamente abbracciare da dietro, stretta in una morsa che non le lasciava scampo. Uno sconosciuto ha iniziato a toccarla, baciarla, pochi minuti che sembravano infiniti, poi l'incubo è svanito, grazie all'intervento di un tassista che ha prima messo in fuga e poi bloccato l'aggressore al termine di una scazzottata.

Un'altra violenza sessuale nel giro di pochi giorni, e anche in questo caso l'intervento di un conducente di «auto bianche» è stato provvidenziale. Solo domenica scorsa infatti, un tassista aveva soccorso una ventiquattrenne che era stata sequestrata e violentata dal fidanzato geloso. L'ultimo episodio invece è accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, intorno a mezzanotte, alla fermata del bus 13 di piazza Malpighi, in pieno centro, con il bar a due passi pieno di gente.

«Sono estremamente ansiosa, e sempre preoccupata della mia incolumità - racconta Silvia (il nome è di fantasia) 28 anni, pugliese, commessa in un negozio del centro - per questo non vado mai in giro da sola. Bologna di notte è una città pericolosa. L'altra sera però, tornavo da casa del mio fidanzato e per una serie di coincidenze sfortunate è andata così - dice la ragazza - Il tassista è stato molto bravo, ha sentito le mie richieste d'aiuto e mi ha salvato facendomi salire sulla sua vettura».

Quando la polizia è intervenuta, l'aggressore, Manjit Lac, indiano, regolare, era già stato immobilizzato dal giovane autista bolognese, che nella colluttazione ha riportato diverse contusioni. Oltre che per violenza sessuale, il 31enne straniero dovrà rispondere anche dell'accusa di lesioni personali ai danni del tassista.

«Mi si è avvinghiato all'improvviso e ha cercato di baciarmi, io gli ho detto che avrei chiamato la polizia e mi sono allontanata. Ho fatto pochi metri - continua Silvia - e ho visto che anche lui se ne stava andando, allora con il cellulare in mano sono tornata alla fermata, a qual punto lui si è rigirato e mi ha detto di volermi parlare, mettendomi però di nuovo le mani addosso. In quell'istante è passato il tassista». Proprio quando il conducente si è fermato davanti alla pensilina del bus, l'indiano ha lasciato andare la ragazza, che si è rifugiata nel taxi. Il giovane bolognese, a quel punto, prima ha detto alla 28enne di chiamare la polizia, poi con la macchina ha iniziato ad inseguire il violentatore, riuscendo a tagliargli la strada nei pressi dell'incrocio con via San'Isaia. Nonostante graffi e pugni, l'autista è riuscito ad immobilizzare l'aggressore fino all'arrivo della volante. «Ripeto, questa città di notte è pericolosa, è una cosa che si percepisce anche solo girando per strada, a volte anche di giorno. Via Zamboni per esempio, la sera dopo una certa ora è off limits».

Ieri infine, è emerso che la Procura ha aperto un fascicolo, ora nelle mani del procuratore aggiunto Luigi Persico, con l'accusa di violenza sessuale a carico di ignoti, dopo che una quarantenne ha denunciato di essere stata aggredita il 4 giugno in via Trauzzi, al Pilastro. La donna, verso le 22, stava camminando quando è stata avvicinata da un uomo, descritto come africano, vestito di nero. L'aggressore l'avrebbe immobilizzata con un braccio, e con l'altro strappato il bottone dei pantaloni e toccato le parti intime. L'uomo è anche riuscito ad abbassarsi i calzoni, ma le urla e i calci della vittima lo hanno messo in fuga.
(14 giugno 2007)

Fonte: repubblica.it

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