sabato 19 maggio 2012

Ma io me ne voglio solo andare

Questo è un post personale.

Il tg2 si è chiesto cosa resta a 20 anni dalla strage di Capaci. Il tg2 si è chiesto cosa cazzo resta a 20 anni dalla strage di Capaci. Un paese di merda.
Mi sono svegliata tardi, perché tardi ero andata a dormire ieri sera – che come al solito è più vicina a stamattina che a ieri. Tardi ho fatto colazione e, invece di accedere subito a internet come faccio di solito, ho pensato di fare prima una doccia e qualche servizio in casa. Ho indugiato nei massaggi circolari per far assorbire bene la crema per il corpo, ho usato due spazzole diverse per pettinare e fare la piega ai capelli, una grossa per gonfiare una più piccola per arricciare, mi sono anche fatta le sopracciaglia ad ala di rondine. Questo pomeriggio a Napoli c’è il banchetto per il boicottaggio delle grandi multinazionali dell’assissinio animale, tutti noi vogliamo vivere in un mondo senza sofferenza. Ho scritto un sms a un’amica per sapere se ci saremmo viste stasera, volevo aggiornare questo blog con delle belle immagini di un’artista che ho scoperto ieri.
Accendo il pc e scopro che c’è stato un attentato di mafia a Brindisi, questa mattina, mentre dormivo e sognavo qualcosa che non ricordo più, una bomba costruita con delle bombole del gas è scoppiata davanti a un istituto femminile di moda e turismo, una ragazza di sedici anni è morta un’altra è gravissima, per un momento è stata data anche lei per morta, ma al tg hanno detto che ancora è viva. Altre persone sono rimaste ferite. La scuola è intitolata a Francesca Morvillo Falcone, una scuola che pare si sia distinta per la lotta all’illegalità. E’ una tentata strage.
Ho messo la notizia su facebook ho controllato twitter, migliaia di twitt raccontano in tempo reale cosa accade a Brindisi, chi dice cosa, si commenta, già ci sono le agenzie in lingua inglese, già c’è chi organizza fiaccolate.
Comincio a non respirare bene, mi si spezza il fiato, piango. Chiamo mia madre a lavoro, lo sa già, è sconvolta e pure mi dice di calmarmi e che non devo piangere, mi chiede cosa desidero mangiare oggi. Mando un messaggio alla mia figlioccia, le chiedo dov’è, anche lei frequenta una scuola per la moda e il turismo, ha solo due anni in più della ragazza morta. Mi risponde che è a casa, vado da lei l’abbraccio, non capisce perché piango. Non glielo so spiegare che ho finito le risosrse.
Scrivo una mail alle persone che sento amiche, devo dire a qualcuno quello che penso.
Adesso tutti diranno è un colpo allo Stato, una scuola per ogni vittima, magari una strada intitolata, una piazza, ne faranno un simbolo della lotta alla mafia, ma sono solo il simbolo del fallimento di questo paese. Quanti soldati per le strade? La mafia è lo Stato, il terrorismo è lo Stato e se l’Italia sprofondasse non mancherebbe a nessuno, l’UNESCO organizzerebbe bellissime visite sottomarine al paese sommerso e noi saremmo tutti come i pompeiani, fermi nel tempo e nello spazio.
Cominciano a comparire i post sui blog, le persone reagiscono, scrivono, anche io sto scrivendo, ma devo farmi una camomilla, mentre guardo i tg si condividono su facebook le foto della ragazza uccisa, si chiamava Melissa .
Mi dispiace non saper analizzare i fatti con mente lucida.
Mi dispiace non avere parole di speranza e coraggio, rabbia e voglia di combattere.
Mi dispiace non essere resistente, non lo sono, me ne voglio solo andare e che nessuno mi dica di essere forte.

2 commenti:

S. ha detto...

E chi può darti torto?!
Anche se penso che sia il metodo Kossiga ricordi??
Ma e' una mia personale interpretazione...

Serbilla ha detto...

Sì anche io propendo per la strategia della tensione, per me in questo caso, in questo momento non c'è differenza tra mafia e stato. Lo stato è un'organizzazione criminale legittimata da alcuni interessati, la "mafia" è un'organizzazione criminale concorrente legittimata da alcuni interessati. Per questo per me è un paese di merda e i telegiornali che si chiedono a che punto siamo a venti anni dalla strage di capaci sono vomito mediatico.

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