mercoledì 20 aprile 2011

Le donne? a casa - è l'Italia baby

Quella che segue, dopo il post, è la lettera scritta da Lorella Zanardo e Marina Terragni all'organizzazione internazionale di Expo 2015.

In un paese che tace sulle 50 donne uccise dall'inizio dell'anno ad oggi, che fa spallucce davanti al Gender gap, che si nutre di gossip e, soprattutto, sproloquia sulla libertà di vendersi per una poltrona in parlamento, di figli al testosterone, stupri meritati, assassine ecc. non sorprede questo rendez-vous di soli uomini. Mi ricorda quel manifesto della fondazione "Italiani nel mondo" che vedeva un gruppo di uomini in doppiopetto avanzare nel vuoto, gli italiani nel mondo ...c'era una volta in America. Machissimi, oh sì cosi dovevano sentirsi. Così deveno sentirsi a questo Expo 2015: Uomissimi.
Le donne? a casa, perbacco! Che vuoi che ne sappiano le donne di no profit, cultura, agroalimentare o salute! Uniche gonne ammesse: quelle dei preti.

La parità di genere? ..cos'è? non rompete ci sono cose più importanti a cui pensare!

La lettera:



Al Bureau International des Expositions di Parigi


e p. c

a Letizia Moratti, Commissaria Straordinaria Expo 2015

a Diana Bracco, Presidente Expo 2015

Gentili Signore, Gentili Signori,

apprendiamo con sorpresa che i 42 partecipanti ai 9 tavoli tematici per Expo 2015 sono tutti uomini, come da elenco che riportiamo in calce. Non un nome femminile, nemmeno per caso o per errore, tra quelli di tutti questi pur stimabilissimi signori. Questo male italiano -una politica machista, caparbiamente chiusa alla società femminile- è ormai noto in tutto il mondo, ma non si danno nemmeno timidi segni di guarigione.

Colpisce in particolare che il fatto che ai vertici di Expo 2015 siano state designate due donne, la Signora Moratti e la Signora Bracco,  ma nemmeno questo basti a produrre l’indispensabile cambiamento. Ci chiediamo peraltro come la Commissaria straordinaria e la Presidente non si siano rese conto della cosa, e se nella loro politica tengano conto del fatto di essere loro stesse donne.

In verità il machismo politico italiano è talmente consolidato da produrre una sostanziale cecità di fronte a episodi come questo. Nessuno se n’è accorto, né i vertici di Expo 2015, né i media che hanno riportato l’elenco dei partecipanti ai tavoli. Nel caso specifico di Expo 2015, la cosa può essere tradotta in questo modo: non vi è una sola donna a Milano e nel Paese che sia giudicata degna di partecipare a questo assise; paradossalmente i saperi e le competenze delle donne, nutrici del mondo, non sono ritenuti utili alla realizzazione di un Expo dedicato proprio al tema della Nutrizione del Pianeta.

Chiediamo ai responsabili del Bureau se in questo sconcertante episodio di cattiva organizzazione e nel fatto di escludere la grande competenza femminile in materia di nutrizione non intravedano una ragione per riconsiderare la candidatura di Milano a Expo 2015, e se non intendano cogliere l’occasione per sanzionare in modo efficace la classe politica del nostro Paese, vergognosamente sorda e cieca a fronte di una società sempre più femminile ma costretta a subirne l’arroganza e l’inefficacia.

Marina Terragni e Lorella Zanardo (seguono firme)

Qui l’elenco dei partecipanti ai tavoli tematici:

ACCOGLIENZA: Alessandro Rosso, Michele Perini, Antonio Intiglietta, Renato Borghi

INFRASTRUTTURE: Elio Catania, Claudio Artusi, Flavio Cattaneo, Claudio De Albertis

ENERGIA: Federico Falk, Giuliano Zuccoli, Umberto Quadrino, pietro Gnudi, Enrico Migliavacca

CREDITO: Corrado Passera, Massimo Ponzellini, Raffaele Jerusalmi, Francesco Micheli, Corrado Faissola, Bruno Ermolli

AGROALIMENTARE: Carlo Petrini, Giandomenico Auricchio, Paolo Cuccia, Giampiero Calzolari, Carlo Franciosi

SALUTE: Umberto Veronesi, Daniel Lepeyre, Silvio Garattini, Giuseppe Rotelli, Giancarlo Cesana, Massimo Ferlini

CULTURA: Piergaetano Marchetti, Sergio Escobar, Maurizio Costa, Stephane Lissner, Edoardo Valli

NON PROFIT: Giuseppe Guzzetti, don Colmegna, don Verzé, Marco Accornero

GIOVANI: Guido Jarach, Marco Alverà, Stefano Bianco

Vedi il post di Lorella Zanardo: Date Expo a un Paese civile

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao, vorrei mandarti una mail, si tratta di un progetto editoriale cui sto collaborando per la sua divulgazione.
Posso avere la tua mail? Grazie.
La mia è: diario.di.una.femminista@gmail.com
Grazie ciao!
ps:complimenti per il blog, lo hai cambiato o sbaglio?

mark ha detto...

Cosa dire, da Donna attenta proponi l'ennesimo scempio culturale, di un paese che erge a totem maschilismi spropositati. Forse c'è paura perchè le donne sarebbero meno corruttibili, e viste le montagne di soldi destinati all'Expo il conto è fatto.
Salutoni

Serbilla ha detto...

@Elena, ti ho scritto una melina in ;) sì, ho cambiato la grafica, l'altra era un po' vecchiotta. Grazie, son contenta che piaccia!

@Mark
In verità alcune statistiche dicono che, in media, le donne sono meno corrutibili degli uomini. Però non al metterei su questo piano, perché poi scendendo nel particolare si trovano sia uomini che donne onestissim* e vicevera. Semplicemente: 1) alle donne non ci si pensa per "fare", piuttosto per "far-sele" (lo so che è brutta come espressione, ma credo renda);
2) Se in un posto c'è una donna, non c'è un uomo. Ovvero stiamo tra noi.
Che poi discutendo di questo fatto con alcune persone mi han fatto notare che dietro l'Expo c'è un giro di affari non proprio belli e che quindi è quasi un bene che nessun nome di donna compaia tra gli aderenti. Sinceramente è il modus operandi che riconferma la forte componente maschilista del nostro paese, manco nel "crimine" le donne hanno le pari opportunità! (scherzo)

P.S.
..la Donna con la D maiuscola!!! :D

Serbilla ha detto...

(nelle ultime due frasi non no messo virgole scusate)

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