martedì 16 marzo 2010

Viaggi del diritto

In Polonia recentemente gli anti-abortisti avevano utilizzato Adolf Hitler come testimonial per una campagna contro l’aborto, poichè fu proprio il dittatore ad introdurre nel paese l’aborto per limitare le nascite durante l’occupazione.

Il gruppo femminista e pro scelta SROM, ha prodotto una provocatoria contro-campagna che, utilizzando lo stile grafico di Mastercard mostra una donna in biancheria, la scritta My Choice (una mia scelta) sulla pancia e recita: “Biglietto aereo per l’Inghilterra a un prezzo speciale: 70 euro. Accomodation: 56 euro. Aborto in una clinica pubblica: 0 euro. Sollievo dopo una procedura portata avanti in condizioni decenti: non ha prezzo. Per tutto, si paga di meno di un aborto clandestino in Polonia”.

Così come per le iralndesi anche per le polacche l’”abortion tourism” è molto praticato, per i clandestini si parla di viaggi della speranza, in questo caso possiamo parlare di viaggi del diritto.

In Polonia l’aborto è consentito solo in pochissimi casi, ovvero l’aborto in Polonia è vietato, anche perchè quando è consentito dalla legge molti ospedali fanno ostracismo.

Alicia Tysac alla terza gravidanza, essendosi accorta che questa le comportava gravi problemi alla vista si rivolse a numerosi ospedali per abortire, in maniera del tutto legale, essendo uno dei pochi casi che usciva fuori dalle strette maglie del divieto, nessuno le volle praticare l’aborto legale. Dopo un grave peggioramento della vista si rivolse alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo la quale condannò la Polonia ad una multa di 25.00 euro per aver violato la propria stessa legge sull’aborto.

Poichè i motivi che spingono ad abortire non hanno nulla a che vedere con il capriccio di passare qualche ora piacevole in ospedale per poi andare a ballare e farsi scopare da qualche turista sessuale, il numero degli aborti clandestini è assai alto (dalle 180 alle 220mila interruzioni di gravidanza clandestine ogni anno), come in tutti i paesi in cui questo diritto è negato.

Così le donne sono costrette a mettersi nelle mani di chi pratica aborti clandestini in casa o altri luoghi, di certo non idonei per norme igieniche e non dotati delle tecnologie salvavita di cui dispongono gli ospedali, questo per poter decidere della propria salute fisica e psichica, di fatto rischiando di morire.

Tutto questo perchè la Polonia è un paese cattolico, come sappiamo i cattolici difendono la vita a partire dal concepimento, fino ai tre quattro anni, da questa età la vita di ogni bambino è a disposizione dei preti.

Ai preti pedofili viene perdonata quella che, nella visione della Chiesa è una piccola debolezza, perchè attraverso la pedofilia si infrange il voto di castità, mentre si prevede per le donne che si fanno praticare un aborto la dannazione eterna, poichè esse, abortendo, privano i propri affiliati della possibilità di sfogare gli istinti repressi sui corpi giovani e innocenti di chierichetti ed educand*.

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