giovedì 29 novembre 2007

Condannati gli stupratori di Angy

Leggi anche Stupro, la donna ha una crisi isterica? La Cassazione: è prova di violenza del 2010


 Condannati gli stupratori di Angy

Due anni e dieci mesi di carcere e una provvisionale di 30 mila euro. Condannati Federico Fildani e Francesco Liori, 27 e 20 anni, per violenza sessuale di gruppo, violenza privata e lesioni. Lo stupro denunciato da una studentessa bolognese di 27 anni che all´epoca frequentava uno dei due. La vittima: "Denunciare aiuta, anche se la mia vita è cambiata" di Alessandro Cori

Il primo pensiero di Angy dopo la sentenza che condanna i suoi due aggressori è per le "farfalle", come chiama lei le sue amiche, quelle donne che non l´hanno mai abbandonata e per il "brucaliffo", il suo ragazzo. Molte "farfalle" ieri erano lì, insieme a lei, davanti al cancello della Procura in piazza Trento e Trieste. Striscioni appesi sulle panchine, slogan contro i «maschi stupratori» e poi quei palloncini rosa lasciati librare in aria a giochi fatti. Una liberazione, peccato il messaggio: «Un uomo morto non stupra».

La sentenza del Gup Andrea Scarpa arriva dopo nove ore d´attesa, una di camera di consiglio, e stabilisce che Federico Fildani, 27 anni, romano e Francesco Liori, 20, cagliaritano, sono colpevoli di violenza sessuale di gruppo e lesioni, per aver stuprato Angy in un appartamento di via Libia il 24 settembre del 2006. Entrambi si sono sempre detti innocenti e l´hanno ribadito anche ieri. Ora però i due ragazzi dovranno scontare una condanna di due anni e dieci mesi a testa. Tre anni era stata la richiesta del pm Maria Gabriella Tavano per i due imputati, tenuto conto dello sconto previsto dal rito abbreviato e concesse le attenuanti generiche. I ragazzi per adesso rimarranno agli arresti domiciliari.

L´ultima volta che le "donne di Angy" e gli amici dei due imputati si erano trovati faccia a faccia, il settembre scorso, c´è mancato poco che non venissero a contatto. I cori pieni di rabbia ed emozione delle femministe della "Rete delle donne" hanno risuonato anche ieri, «Liori, Fildani venite fuori adesso ve lo facciamo noi un bel processo», ma chi sostiene l´innocenza di Francesco e Federico non c´è ad ascoltarli. Parenti e amici dei due ragazzi si fanno vedere per poco, sistemandosi nel parchetto dall´altra parte della strada, poi spariscono. Quando l´avvocato Antonio Petroncini, che difende Liori, gli comunica la sentenza di condanna sono già sulla strada per tornare in Sardegna.


Ad annunciare per prima l´esito della sentenza ai cronisti, che presidiano fin dal mattino il palazzo di giustizia, è la mamma di Angy, che dall´emozione per poco non sviene. Poi, spunta anche lei, la ragazza che «non ha avuto paura di denunciare i suoi aggressori», come continuano a ripetere le amiche. A chi le chiede se è stata dura e se perdonerà i due ragazzi, la 27enne risponde che «bisogna togliere l´odio dal proprio cuore». Dice poi che «la cosa più importante è riuscire a riprendere la propria vita» e che, per fare questo, «sicuramente denunciare aiuta. Io lo rifarei, nonostante qualcosa è cambiato». Angy ora infatti studia all´estero, perché nonostante a Bologna molte persone l´hanno sostenuta, «stare qui era diventato difficile». Per la mamma questa è stata una «sentenza simbolica che deve convincere le donne vittime di abusi a denunciare, perché saranno credute».

Quello che accadde in via Libia monopolizzò per molto tempo l´attenzione di giornali e televisioni. I due imputati e la ragazza si conoscevano (il più giovane dei due aveva avuto in passato una relazione con la studentessa) e quel 24 settembre passarono la serata insieme. Le versioni sulla prima parte della serata furono concordanti, ma completamente divergenti sul finale. Dopo una notte in compagnia dei due, la ragazza venne soccorsa in ospedale per «evidenti segni di percosse al volto, al tronco e agli arti superiori ed inferiori». Ma per i due il rapporto era consenziente. «Noi ci aspettavamo l´assoluzione - dice il padre di Francesco, Gianfranco Liori - il giudice non ha creduto a tutto, ma ha emesso un verdetto senza avere prove basandosi solo sulle parole della ragazza. Sono riuscito a parlare con mio figlio solo per pochissimo, era pessimista. In appello verrà fuori la verità».
(28 novembre 2007)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

15 maggio 2009, i ragazzi sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Serbilla ha detto...

Lo stupro fu riconosciuto dalla Cassazione nel 2010: http://natafemmina.blogspot.it/2010/10/stupro-la-donna-ha-una-crisi-isterica.html

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