domenica 10 ottobre 2010

VIOLENZA. “Io dico no!”. Al via seconda edizione della “Settimana contro la violenza”

(Roma) A lezione di rispetto e tolleranza, contro ogni forma di violenza, abuso, discriminazione. Con docenti d’eccezione, impegnati in prima linea nel contrasto a gesti e atti di violenza, fisica o psicologica. E, per la prima volta, anche temi sensibili come la lotta all’omofobia o alla discriminazione religiosa entrano dentro le aule di tutte le scuole. E’ con questi ambiziosi obiettivi che si svolgerà da lunedì 11 al 16 ottobre 2010 in tutti gli istituti italiani la seconda “Settimana contro la violenza”, istituita nel 2009 con un protocollo d’intesa firmato dai Ministri per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, con l’intento di creare un momento di riflessione sui temi del rispetto delle differenze, dell’accoglienza e della legalità, che coinvolga studenti, genitori e docenti e metta a sistema le buone pratiche che molte scuole già offrono.

Oltre 100, da Nord a Sud, le scuole che hanno aderito all’iniziativa, che organizzeranno attività di sensibilizzazione, informazione e formazione sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica. Quest’anno ampio spazio sarà dato alle violenze fondate su ogni forma di discriminazione: a sfondo razziale, di genere, per motivi religiosi, per orientamento sessuale, per età o disabilità. Per le lezioni della Settimana contro la violenza i dirigenti scolastici potranno avvalersi della collaborazione di Carabinieri, Polizia Postale, Polizia di Stato e associazioni come ACLI, Agedo, Arcigay, ENAR, FISH, IREF, Telefono Azzurro, Telefono Rosa.

Diffondere la cultura del rispetto tra le giovani generazioni, fare prevenzione a partire dalle scuole è l’investimento migliore che possa fare il Paese – sottolinea la Ministra Mara Carfagna – se vogliamo davvero porre fine a ogni forma di violenza e abuso. Violenze che, spesso, nascono da pregiudizi o in contesti privi di regole, dove vige solo la legge del più forte. La realtà, però, è un’altra: è fatta di regole, valori, persone che vanno rispettate. E’ fatta di legalità e rispetto”.

”La scuola, luogo simbolo in cui si realizza lo spirito della tolleranza e della convivenza, è da sempre in prima linea nel diffondere la cultura del rispetto tra le giovani generazioni”, aggiunge la Ministra dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, convinta che ”E’ proprio a partire dalla scuola che bisogna iniziare ad educare al rispetto di questi valori che sono assoluti”.



(Delt@ Anno VIII, n. 191 dell’11 ottobre 2010)



Fonte: http://www.deltanews.net/violenza-%E2%80%9Cio-dico-no%E2%80%9D-al-via-seconda-edizione-della-%E2%80%9Csettimana-contro-la-violenza%E2%80%9D-476600.html

Rete 194

"Siamo un gruppo di donne genovesi (e non) che hanno sentito la necessità di riunirsi dopo aver constatato che col passare degli anni gli attacchi alla legge 194 non solo non si sono fermati, ma sono aumentati in intensità.

Pensiamo che il corpo delle donne appartenga solo alle donne e che una gravidanza imposta sia sempre una violenza, ci proponiamo quindi di difendere questa legge e con essa il diritto all’autodeterminazione delle donne.

Contattaci a questo indirizzo genova.rete194@gmail.com per comunicazioni, informazioni, testimonianze, denunce, proposte."


Blog: http://rete194.wordpress.com/

UDI lancia l’operazione Womenpedia




La Scuola Politica UDI, giunta alla quinta edizione, si pone sempre più come “momento gestazionale” di progetti che abbiano come obiettivo il cambiamento culturale e politico.

La tecnologia può costituire una grande occasione per rivoluzionare i canoni tradizionali del sapere tramandato attraverso un’ottica maschile; il web si presta al cambiamento, proprio per la sua “democraticità”: le donne possono intervenire con le loro competenze personali e mettere in gioco il loro punto di vista.

Possiamo fare con Wikipedia quello che non riusciamo ancora a fare con i libri di testo nelle scuole: far emergere l’apporto delle donne in tutti i campi del sapere.
Le donne sono state occultate, dimenticate, cancellate dall’arte, dalla letteratura, dalla filosofia perché la storia dell’umanità è scritta e descritta quasi esclusivamente da uomini. In questa storia le donne hanno solo il ruolo di personaggi delineati dalla mente maschile e mai di soggetti che creano, scrivono e progettano, nonostante testi, ricerche, scoperte delle donne occupino ormai interi scaffali di librerie e biblioteche.

UDI invita le donne a cambiare questa impostazione intervenendo in massa su Wikipedia: ciascuna, con le competenze personali, può spezzare il silenzio che circonda le donne e che contribuisce a creare l’attuale contesto di ambiguità culturale su cui si fonda il sistema dei generi e la sua rappresentazione.

Wikipedia permette di modificare, correggere, inserire argomenti nuovi, con l’unica condizione di citare le fonti della nozione inserita: sono proprio le ”fonti” del sapere al femminile che possono cambiare e arricchire la storia della cultura, scritta e raccontata dagli uomini. È necessario rivedere tutto questo affinché “la storia possa includere le donne” come sosteneva Virginia Woolf “senza ferire nessuno” e oggi, con lo strumento internet, finalmente “si può fare”.

Questa operazione si chiama Womenpedia dalla parola donne in inglese e pedia che in greco vuol dire educazione.


Fonte: http://unionedonne.altervista.org/index.php/comunicati/2010/294-udi-lancia-loperazione-womenpedia.html

l’Enciclopedia delle donne: un work in progress

"L’altra cosa che si divulga da sé facendo un’Enciclopedia delle donne è l’idea della libertà: la conoscenza delle donne in carne e ossa del passato e del presente, al pari dell’esperienza, sgretola le grate di quei pochi, limitati modelli a cui la loro vita (destino, vocazione, intelligenza, desiderio) viene ancora ricondotta, ottusamente certo, ma con un’ostinazione e una potenza (anche una prepotenza) che sorprende."


Enciclopedia delle donne

Progetto, costruzione, redazione
Rossana Di Fazio
Margherita Marcheselli

Grafica e programmazione web
Dafne Calgaro

Logo Enciclopedia delle Donne
Giuseppe Bellani

Blog: http://specchiodelledame.blogspot.com/

Storia del femminismo in Italia


Per chi avesse voglia di un po' di storia: La storia del femminismo in Italia

"La lunga battaglia delle donne, dal dopoguerra al boom economico, per ottenere gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini, a partire dal diritto di voto, all'istruzione, al lavoro, dipinge una storia a più colori, fatta di speranze e delusioni.
Negli anni Settanta, al centro della riflessione dei movimenti femministi c'è la diversità del pensiero femminile, un'identità da difendere e la lotta è su tanti fronti: la politica, il sindacato, le associazioni ma anche la dimensione personale della sessualità, del divorzio, dell'aborto.. Le parole diventano slogan: "Donna è bello", "Donne non si nasce ma si diventa", nel sogno di allargare i confini della politica e di cambiare la società."

Grazie ai materiali video sul sito lastoriasiamonoi.rai.it è possibile ripercorrere le tappe fondamentali del movimento femminista in italia.

Da Elisa a Heather, una lunga scia di sangue

Gli investigatori vagliano anche due scomparse misteriose

ROMA. I seni mutilati e nelle mani ciocche di capelli recisi. Sono questi gli elementi che accomunano i sei delitti richiamati dalla difesa di Omar Benguit. Sei delitti, avvenuti fra il 1993 e il 2002, ai quali sembrano legarsi anche due misteriose scomparse.
Il primo omicidio è quello di Elisa Claps, uccisa a Potenza il 12 settembre 1993. Il suo corpo mutilato viene ritrovato 17 anni dopo, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità. L’assassino le ha tagliato una ciocca di capelli.

L’ultimo omicido della serie presa in considerazione dai legali è invece quello della sarta Heather Burnett, la vicina di casa del giovane italiano. È il 2002: la donna viene ritrovata morta, uccisa a martellate, nella vasca da bagno di casa, a Bournemouth, dai figli che rientrano da scuola. Anche lei ha i seni mutilati e in mano stringe due ciocche di capelli di nove centimetri. Per gli investigatori è la firma del killer, un assassino esperto che non lascia tracce di Dna.

Quattro mesi prima della Burnett, nella stessa zona e ad appena qualche isolato di distanza, qualcuno uccide a colpi di forbice la studentessa coreana Jong Ok Shin, Oki per gli amici. Come a Elisa anche a lei viene tagliata una ciocca di capelli. Ma in carcere finisce il marocchino Omar Benguit, che da subito si proclama innocente.
Un passo indietro. Siamo al 1999. In Spagna, a Palma di Majorca, viene assassinata Yvonne O’Brian, cittadina britannica. Ha il corpo mutilato e i seni tagliati. Proprio come la Claps e la Burnett.

Due anni prima, nel 1997, l’ipotetico serial killer è in Francia, a Perpignan. Mancano cinque giorni al Natale. Mokhtaria Chaib, 19 anni, trascorre la sera a casa di un amico, a duecento metri dalla stazione ferroviaria del paese. Poi esce per tornare al campus universitario. Ma non ci arriva. La mattina dopo un uomo a spasso col cane trova il corpo nudo della ragazza uccisa con tre pugnalate al cuore, il seno tagliato e l’utero rimosso da mani esperte: non meno di un’ora di lavoro compiuto da una lama affilata, dirà la polizia.

Un anno dopo, nel giugno ’98, a pochi chilometri da Perpignan, si consuma un’altro orrendo delitto. In un’area abbandonata vicino all’ autostrada per Barcellona viene ritrovato il corpo nudo e decapitato di Marie Helene Gonzales, 22 anni, morta da dieci giorni. La ragazza ha le mani amputate e la vagina tagliata di netto. L’assassino le ha rimosso gli organi interni e li ha risposti accuratamente in una scatola di cartone al suo fianco.

Ai sei delitti sembrano legarsi due scomparse. La prima risale al 1995 ed è quella di Tatiana Andujar, 17 anni, studentessa. La sera del 24 settembre la ragazza prende un treno da Perpignan e svanisce nel nulla. A collegare il caso di Tatiana all’omicidio di Mokhtaria Chaib è la stessa polizia francese. Tatiana, dicono oggi i legali di Benguit, è scomparsa in circostanze identiche a quelle di Erika Ansermin, sparita da Aosta il 20 aprile 2003 e mai più ritrovata. (n.a.)

Fonte: lacittadisalerno.gelocal.it

Trani, atti osceni davanti a minori Trattenuti in caserma due fratelli

TRANI (9 ottobre) - Atti osceni davanti a minori. E' accaduto a Trani, in piazza Dante, dove due fratelli di 40 e 49 anni hanno compiuto atti osceni per strada dinanzi ad alcuni bambini e anche ai loro genitori.

I carabinieri hanno bloccato i due e li hanno portati in caserma dove i fratelli sono ancora trattenuti. I militari, che stano ascoltando testimoni, stanno accertando se, oltre agli atti esibizionisti, i due abbiano anche tentato approcci con alcuni bambini.

http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=122180

Stupro, la donna ha una crisi isterica? La Cassazione: è prova di violenza

Il caso di via libia
Stupro, la donna ha una crisi isterica? La Cassazione: è prova di violenza
Violenza di gruppo: gli imputati assolti in appello


Leggi anche Condannati gli stupratori di Angy

Per la giustizia penale non ci stupro, ma per la Cassazione, ai fini civili, quello di cui fu vittima Angy fu uno stupro e non un rapporto sessuale consenziente. A quattro anni da quella notte e a quasi tre dall’assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello, ormai passata in giudicato, la Suprema Corte riscrive la verità di via Libia.
Secondo i giudici, che si sono pronunciati sul ricorso dell’avvocato di parte civile Milly Virgilio, Federico Fildani e Francesco Liori, il primo 27enne romano, il secondo 20enne del cagliaritano, condannati in primo grado a 2 anni e 10 mesi e poi assolti in appello, la notte del 24 settembre 2006 abusarono dell’allora 26enne bolognese. «In base ai canoni della comune esperienza non rientra nella normalità degli accadimenti che una persona, dopo rapporti sessuali consenzienti, abbia senza una specifica ragione un attacco isterico», dice la Cassazione. Per la Corte, insomma, quando una donna ha una crisi nervi dopo un rapporto sessuale, è lecito pensare che ci sia stata una qualche forma di violenza che ha travalicato il suo consenso.
La pronuncia della Corte non riapre il processo penale, di fatto chiuso con l’assoluzione chiesta e ottenuta dal procuratore generale in appello, ma avrà effetti solo in sede civile con la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla difesa della ragazza. Angy conosceva i due ragazzi e con Liori aveva anche avuto una relazione. Trascorsero insieme la serata e dopo aver bevuto finirono nell’appartamento di Fildani. Secondo la ragazza si scambiarono effusioni ma a un certo punto lei chiese loro di smettere. Fildiani e Liori invece andarono avanti. I due hanno invece sempre sostenuto che si trattò di un rapporto consenziente e che smisero quando lei lo chiese. Angy venne trovata in strada, in una pozza di sangue, col naso rotto e ferite al volto, in preda a una violenta crisi emotiva. Gli imputati dissero che dopo il rapporto ebbe una crisi isterica e cercarono di allontanarla dall’appartamento contro la sua volontà: ci fu una colluttazione (Fildani è stato condannato per lesioni), poi la ragazza cadde dalle scale. La Corte d’Appello avvalorò la tesi del rapporto senza imposizioni ritenendo poco credibile che una donna violentata non volesse allontanarsi dal luogo dello stupro. Ieri però la Cassazione ha inquadrato i fatti in modo diverso. Una pronuncia che, secondo l’avvocato Virgilio, costituisce un precedente importante: «Ora si apre una causa civile per il risarcimento del danno, un processo in cui si partirà dalla ricostruzione della Cassazione e cioè che quella sera ci fu uno stupro di gruppo. La Corte ci ha dato ragione ritenendo che sbagliarono i giudici quando parlarono di crisi isterica per dire che non c’era stata violenza — continua il legale — Fu una comoda scusa ma non si diede una spiegazione. Questa pronuncia è importante anche perché molte giovani vengono indotte a bere per abbassare le loro difese e spesso, in quello stato, sono vittime di violenza». Per l’avvocato Antonio Petroncini, legale di Liori, «il processo penale ha accertato l’innocenza del mio assistito con sentenza definitiva. L’unico obiettivo del ricorso è ottenere un risarcimento economico».
Gianluca Rotondi
07 ottobre 2010(ultima modifica: 08 ottobre 2010)

sabato 9 ottobre 2010

Martellate alla moglie, arrestato a Salerno

07 settembre, 10:44

SALERNO- Ha prima tentato di strangolarla, poi ha afferrato un grosso martello ed ha colpito la moglie piu' volte. La donna si e' salvata solo grazie al tempestivo intervento degli agenti dell'ufficio di prevenzione generale della questura di Salerno.

Protagonisti della vicenda un uomo di 68 anni e sua moglie, di appena due anni piu' giovane. La vicenda e' avvenuta nel pomeriggio di ieri nel quartiere Arbostella.

Tra i due coniugi c'e' stata una accesa discussione. Hanno iniziato ad urlare, poi l'uomo si e' avventato sulla moglie ed ha quindi afferrato il martello colpendola. Le urla della donna hanno richiamato l'attenzione dei vicini.

Qualcuno ha sollecitato l'intervento del 113 che e' stato tempestivo. La donna e' stata portata in ospedale, al vicino San Leonardo, mentre il marito e' stato bloccato ed arrestato dai poliziotti. Le condizioni della donna non sono particolarmente gravi.


Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/07/visualizza_new.html_1786158475.html

Tento' stupro studentessa a Bologna,condanna a 6 anni 6 mesi

Aggressione in androne palazzo fu interrotta da condomino

(ANSA) - BOLOGNA, 8 OTT - Condanna a 6 anni e mezzo per il marocchino di 20 anni che nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorsi aveva tentato di stuprare una studentessa di 21 anni.

La pena, con il rito abbreviato, e' stata decisa dal Gup di Bologna Bruno Perla. Il Pm Tampieri aveva chiesto 9 anni. La ragazza di origine sudamericana fu seguita per strada e aggredita nell'androne del condominio dove abita, nella zona Mascarella del centro di Bologna, da Mouhamed Khoulaki. Decisivo era stato l'arrivo di un condomino che aveva messo in fuga l'aggressore, arrestato poco dopo dalla polizia. (ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2010/10/08/visualizza_new.html_1754668242.html

venerdì 8 ottobre 2010

Popolo Rosa- In movimento

Nella dilangante pratica della manipolazione delle informazioni, del revisionismo storico, della malafede e della strumentalizzazione, vi segnalo le vere pagine e veri gruppi femministi, contro la violenza sulle donne e a favore della parità dei diritti in facebook.


Gruppo: Popolo Rosa- In movimento


UN GIORNO SENZA DI NOI.... DONNE 8 MARZO 2011

UN GIORNO SENZA DI NOI...DONNE

PER RIPRENDERCI IL FUTURO


UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DONNE PER RIPRENDERCI LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

UNA MANIFESTAZIONE PER DIRE BASTA ALLA FALSA PARITA’

PER LA PARITA’ EFFETTIVA DEI SALARI

PER UNA GIUSTA RAPPRESENTANZA DELLE DONNE IN POLITICA

PER LA DIFESA DEL CORPO DELLE DONNE

PER L’EFFETTIVA PARITA’ NEI LUOGHI DI POTERE ED AMMINISTRAZIONE

PER LA COPERTURA AL 100% DELLE DOMANDE NEGLI ASILI NIDO

PER LA DIFESA DEI CONSULTORI FAMILIARI

CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA DOMESTICA E SESSUALE

CONTRO LA MERCIFICAZIONE E MORTIFICAZIONE DEL CORPO DELLE DONNEUN GIORNO SENZA DI NOI...DONNE

PER RIPRENDERCI IL FUTURO

UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DONNE PER RIPRENDERCI LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

UNA MANIFESTAZIONE PER DIRE BASTA ALLA FALSA PARITA’

PER LA PARITA’ EFFETTIVA DEI SALARI

PER UNA GIUSTA RAPPRESENTANZA DELLE DONNE IN POLITICA

PER LA DIFESA DEL CORPO DELLE DONNE

PER L’EFFETTIVA PARITA’ NEI LUOGHI DI POTERE ED AMMINISTRAZIONE

PER LA COPERTURA AL 100% DELLE DOMANDE NEGLI ASILI NIDO

PER LA DIFESA DEI CONSULTORI FAMILIARI

CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA DOMESTICA E SESSUALE

CONTRO LA MERCIFICAZIONE E MORTIFICAZIONE DEL CORPO DELLE DONNE

Sito:http://popolorosa.wordpress.com/

Frosinone, donna uccisa a colpi pistola

Gravissimo il suocero, e' caccia all'assassino

(ANSA) - PONTECORVO (FROSINONE), 8 OTT - Una donna di 33 anni e' stata uccisa con quattro colpi di pistola. Gravissimo il suocero, di 59 anni, che e' stato ferito.L'uomo si trova all'ospedale di Pontecorvo. I carabinieri stanno dando la caccia all'assassino, che dopo aver sparato sarebbe fuggito in auto.Ancora non si conosce il movente dell'omicidio e del tentativo di omicidio. La vittima si chiamava Anna Spiridigliozzi, 33 anni. Ricerche sono in corso da parte dei carabinieri del comando provinciale di Frosinone.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/08/visualizza_new.html_1734591272.html

ABUSÒ DI 15ENNE IN AUTO: PRETE DICE MESSA A NAPOLI

di Matilde Andolfo

Abusò di una quindicenne ma continua ad esercitare la funzione di parroco, in altra sede. Per M.D.M. la Curia non ha adottato alcun provvedimento sanzionatorio, anzi. Per certi versi la misura di trasferimento può essere interpretata come una promozione. Il parroco sarebbe stato trasferito dalla parrocchia di San Giorgio a Cremano (paese del vesuviano) ad un’altra situata nel salotto della Napoli bene. Il prete pedofilo, di recente, avrebbe anche celebrato un matrimonio. Ed è proprio in quella occasione che qualcuno degli invitati l’ha riconosciuto, essendo abitante a San Giorgio a Cremano. «L’ho visto e mi sono sentito mancare. Possibile che un prete che ha abusato di una ragazzina continui a dire messa?».
Indignazione e incredulità da parte dei Verdi e delle associazioni antipedofilia. Indignazione ad indignazione. Da un parroco pedofilo trasferito ad un altro, don Aniello Manganiello prete anticamorra che la Chiesa ha allontanato da Napoli senza nessuna motivazione e che proprio domenica celebrerà l’ultima messa.
Il caso del parroco di San Giorgio destò molto scalpore. Leggo, in esclusiva, raccontò che M.d.M. fu sorpreso dalla polizia stradale con una quindicenne, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre consumava un rapporto orale. L’abito talare fu dietro i sedili posteriori, i poliziotti capirono subito che si trattava di un prete, non la ragazzina che raccontò di averlo conosciuto in chat, spacciandosi per professore. Don M.D.M. non fu arrestato soltanto perché i genitori della ragazzina non vollero sporgere denuncia.
Intanto il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Presidente dell' associazione antipedofilia Vincenza Calvi hanno chiesto spiegazioni alla Curia: «Il parroco di San Giorgio a Cremano che nel luglio scorso era stato scoperto dalla polizia con una 15enne nel pieno di un rapporto sessuale risulterebbe ancora in servizio come sacerdote. Diversi fedeli, infatti, ci hanno segnalato che attualmente opera in una chiesa di Napoli. Se la notizia fosse confermata la vicenda sarebbe di una gravità incredibile, per questo abbiamo chiesto chiarimenti alla Curia anche perché il nome del Sacerdote risulta ancora inserito nel sito internet ufficiale della Chiesa di Napoli».
Effettivamente sui siti della Curia M.D.M. risulta ancora parroco a tutti gli effetti: «Già il suo mancato arresto all' epoca dei fatti - continuano Borrelli e Calvi - ci indignò. Adesso se questo parroco non è stato giudicato da nessun tribunale e addirittura ha ripreso la sua attività sarebbe uno scandalo. A questo punto ci domandiamo anche se don M. sia ancora un prete. Ci auguriamo soltanto che le segnalazioni che ci sono arrivate sono sbagliate e che la Chiesa si sia dimenticata di cancellare il suo nome dal sito internet ufficiale e sopratutto che questo prete sia stato spogliato del suo abito talare e che sarà giudicato e condannato, come tutti i cittadini, per l' orrendo reato che ha commesso».


http://www.leggo.it/articolo.php?id=83926

Sradichiamo da questà società la mentalità maschilista e arretrata

Nella dilangante pratica della manipolazione delle informazioni, del revisionismo storico, della malafede e della strumentalizzazione, vi segnalo le vere pagine e veri gruppi femministi, contro la violenza sulle donne e a favore della parità dei diritti in facebook.


Gruppo:Sradichiamo da questà società la mentalità maschilista e arretrata



NO AL MASCHILISMO
(dimmerda)

Aborto e obiezione di coscienza

Leggendo l'articolo che segue a questo commento si evince che praticamente:
Se ho un aborto spontaneo e in ospedale ci sono solo obiettori nessuno mi soccorrerà.
Se ho una malattia e la gravidanza mette a rischio la mia vita nessuno me lo dirà.
Se devo abortire perchè c'è pericolo di vita per me o una malattia gravissima del feto nessuno me lo dirà o nessuno mi illustrerà le alternative tra una pratica e l'altra.

La Farnesina dice che il caso italiano dimostra la possibile conciliazione e convivenza del diritto all'aborto e degli obiettori di coscienza. La Farnesina inventa, poichè è chiaro che in questo modo il diritto alla salute delle donne è completamente cancellato mentre viene istituito un diritto all'obiezione in materia di salute che non può esistere in un paese civile.

L'obiezione di coscienza in ginecologia è una perversione.
Un ginecologo non è un prete, cura la salute delle donne, quello è il suo campo, il suo obiettivo, la finalità della sua professione, anche quando deve praticare una interruzione di gravidanza.
Non c'è nessuna coscienza nell'obiezione all'interruzione di gravidanza, nel lasciar morire una donna, nel costringerla a mettere al mondo dei figli che non vuole o non può avere.
Se non lo vuoi fare non scegliere ginecologia!

Nell'articolo poi si usa al maschile "il paziente " ma pazienti dei ginecologi sono le donne!


L'articolo:

Aborto e obiezione di coscienza: la volontà di Frattini

Tra i maggiori cambiamenti introdotti, la cancellazione del richiamo all'obbligo per i medici di informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili, indipendentemente dal fatto che tali informazioni possano indurre il paziente a seguire una cura a cui l'operatore sanitario obietta. E' stato poi inserito un paragrafo che afferma che ''nessuna persona o ospedale o istituzione puo' essere obbligata o ritenuta responsabile o discriminata se rifiuta per qualsiasi motivo di eseguire o assistere un aborto, anche quello spontaneo, interventi di eutanasia o un altro atto che possa causare la morte di un feto o di un embrione''. Alla vigilia dell'esame e della votazione della risoluzione sull'obiezione di coscienza erano state numerosissime le prese di posizione delle parti interessate all'argomento. Tra queste anche quella del ministro degli Esteri Franco Frattini, il quale aveva inviato una lettera al presidente dell'Assemblea, Mevlut Cavusoglu, in cui evidenziava come la trentennale esperienza italiana abbia dimostrato che il diritto all'aborto e il diritto all'obiezione di coscienza possono essere conciliati. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto al presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Hevlut Cavusoglu, richiamando i termini dell'audizione svolta a Parigi nel giugno scorso dal sottosegretario Eugenia Roccella in tema di aborto e obiezione di coscienza. Frattini, a quanto si apprende dal ministero degli Esteri, chiede che l'Assemblea tenga conto delle informazioni e dei dati sull'obiezione di coscienza, che seppur forniti da Roccella, non sono stati inseriti nel Rapporto dell'Assemblea Parlamentare, così come denuncia il titolare della Farnesina, sottolineando come il caso italiano, con la legge 194, “dimostri che è possibile conciliare il diritto all'obiezione di coscienza e il diritto all'aborto, attraverso un'attenta gestione e regolamentazione dei meccanismi esecutivi.”
A vincere è la linea piu' favorevole alla difesa del diritto all'obiezione di coscienza da parte del personale sanitario. Questo è il risultato del duro confronto avvenuto nel corso dei lavori dell'Assemblea parlamentare che si sono svolti oggi a Strasburgo. La risoluzione è ampiamente modificata rispetto alla versione originale presentata all'Assemblea, e' stata approvata con 56 si', 51 no e quattro gli astenuti.

http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/aborto-e-obiezione-di-coscienza-la-volonta-di-frattini/56899_dal-mondo_1.html

MILANO. Gli stereotipi di genere nella prospettiva degli studi neurali

Gli stereotipi legati al genere, all’etnia o alla religione, influenzano profondamente le relazioni sociali, anche se le persone non ne sono consapevoli. Con l’utilizzo di una tecnica di neuro-stimolazione, sono state individuate aree della corteccia cerebrale che sottendono al controllo delle risposte stereotipiche rispetto al genere. Se ne parlerà all’incontro Gli stereotipi di genere nella prospettiva degli studi neurali” martedì 12 ottobre 2010 – ore 14.30, presso il Dipartimento Di Sociologia e Ricerca Sociale – Aula Pagani. Coordina: Carmen Leccardi – Direttrice Centro Interdipartimentale ABCD, relatrici Zaira Cattaneo – Dipartimento di Psicologia e Costanza Papagno – Dipartimento di Psicologia.

http://www.deltanews.net/milano-gli-stereotipi-di-genere-nella-prospettiva-degli-studi-neurali-476540.html

Roma, prende a picconate alle gambe la ex per non farla fuggire

di Apcom
Roma, 7 ott. (Apcom) - Prende a picconate la ex sulle gambe per non farla fuggire: arrestato a Roma dalla polizia un 37enne romano, pluripregiudicato, che si era nascosto vivendo da eremita.
L'uomo non si era rassegnato alla fine della relazione sentimentale con una donna di 39 anni, e continuava a telefonarle, al punto da costringerla a cambiare numero. Lo scorso 24 agosto, nel tentativo di riconquistarla, è andato in auto sotto la sua casa, in via Kafka, chiedendole di scendere in strada e parlare.
Ma la donna si è solo ulteriormente convinta che tra loro non avrebbe mai potuto funzionare e ha rifiutato la convivenza. Preso da un raptus, l'uomo è andato verso l'auto, e ha afferrato un piccone: la donna ha iniziato a correre, cercando di scappare lontano, ma poco dopo è stata raggiunta. Più volte l'ha colpita con il piccone alle gambe, per impedirle di fuggire, e una volta caduta a terra, ha continuato a colpirla alla testa, a calci. Poi è fuggito.
La vittima è stata ricoverata al Cto, con 40 giorni di prognosi per fratture agli arti inferiori, traumi e ferite varie su tutto il corpo. Le testimonianze raccolte sul posto dagli agenti del Commissariato Esposizione, diretto da Giuseppe Piervirgili, hanno identificato l' autore dell`aggressione, l'ex convivente, pluripregiudicato romano di 37 anni, conosciuto in zona per il suo comportamento violento.
Gli agenti hanno richiesto all`autorità giudiziaria l`emissione di un`ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l`accusa di tentato omicidio. Le indagini, condotte anche con l`esame dei tabulati telefonici, hanno scoperto frequenti traffici telefonici tra i numeri dei familiari del pregiudicato ed una "cella" della Toscana.
Per sfuggire alla cattura, infatti, l`uomo aveva trovato rifugio a Sambuca Pistoiese, in una comunità, conducendo una vita da "eremita", senza luce né acqua. Ma gli agenti hanno scoperto che l`uomo aveva fissato un incontro con un amico vicino a piazzale Clodio. I poliziotti si appostano, in borghese, e ieri mattina sorprendono il 37enne in un bar di piazzale Clodio. Bloccato, non ha opposto resistenza, è stato arrestato per tentato omicidio, in esecuzione dell`ordinanza di custodia cautelare in carcere.
07 ottobre 2010

http://notizie.tiscali.it/feeds/10/10/07/t_02_20101007_000014.html?cronaca

Donne che non sono a disposizione

Nella dilangante pratica della manipolazione delle informazioni, del revisionismo storico, della malafede e della strumentalizzazione, vi segnalo le vere pagine e veri gruppi femministi, contro la violenza sulle donne e a favore della parità dei diritti in facebook.


Gruppo: Donne che non sono a disposizione

donne che non sono a disposizione...
donne con proprio cervello
felici di usarlo
sempre più spesso attraverso i media ( soprattutto televisivi ) passa l'immagine della donna valletta/velina/escort : massima ambizione ? quella di rifarsile tette. Ma noi siamo ben altro ! glielo vogliamo dire ?

giovedì 7 ottobre 2010

Stuprò la 17enne francese a Capri Ha già lasciato il carcere e fa sport

Il ragazzo che solo tre mesi fa ha brutalmente stuprato la diciassettenne francese a Capri, è praticamente libero di fare quello che gli pare!
Questo ragazzo dopo averla stuprata è andato tranquillamente a lavarsi le mani sporche di sangue in un hotel lì vicino, ha cercato di far credere che lei fosse consenziente, nonostante una lacerazione vaginale che ha richiesto 5 punti di sutura, ma le telecamere lo hanno incastrato.
Figlio della cosiddetta Napoli bene? no, figlio della Napoli che riesce ad ottenere una vacanza per uno stupratore! che non pensasse la famiglia di questo stupratore d'essere migliore di una qualsiasi famiglia camorristica, "mio figlio è un timido non credo allo stupro" diceva il padre, che non credesse la famiglia di appartenere alla Napoli bene, la Napoli bene è fatta di gente che vuole giustizia e non stupra e non mente e non si sente al di sopra della legge.

Speriamo che durante le tante ore libere, di fratellanza e non violenza non cominci a frequentare la figlia o la nipote di chi ha deciso questo regime di rieducazione, visto che non credo ad una "rieducazione" così repentina per uno che si è andato tranquillamente a lavare le mani del fatto appena compiuto.

Chissà come passa le sue giornate la ragazza francese che lui ha stuprato e ha lasciato in strada come una bestia in un mare di sangue. Le auguro d'essere circondata d'amore e rispetto, il rispetto che l'Italia non potrà mai darle.

L'articolo qui sotto tratto da Il Messaggero

Stuprò la 17enne francese a Capri Ha già lasciato il carcere e fa sport
di Carmela Maietta


NAPOLI (7 ottobre) - Dietro le sbarre è rimasto poco tempo, dopo alcune settimane è stato trasferito in una comunità ai Colli Aminei, senza i vincoli canonici di una struttura carceraria.

In estate ha brutalmente violentato, a Capri, una ragazza francese, ricoverata in stato di choc in ospedale dove i medici sono dovuti intervenire con 5 punti di sutura. Una misura di custodia attenuata, quella applicata dalla magistratura, che consente larga libertà di movimento, anche al di fuori della stessa comunità. Anzi è proprio la possibilità di muoversi, di fare una vita secondo criteri normali, quindi scuola, sport e altro ancora, il principio ispiratore di una misura alternativa al carcere per i minori nell’ottica, naturalmente, di determinati parametri normativi.

La storia giudiziaria del diciassettenne, rampollo di una famiglia bene di Napoli, comincia in una calda sera di agosto quando, sull’isola azzurra, si diverte in discoteca con un gruppo di amici. La notte brava non si esaurisce con un bicchiere di troppo, il fuori programma è drammatico per la ragazza che si allontana con lui in una stradina adiacente: verso l’alba viene trovata riversa sul selciato e in stato confusionale. Racconta di essere stata violentata e brutalizzata e i sanitari che le prestano soccorso ne hanno la conferma.

Immediato per il ragazzo il trasferimento all’istituto minorile di Nisida dove divide la cella con una ragazzo della periferia della città. Non sembra legare con gli altri ospiti; e d’altra parte ad alcuni esponenti politici in visita all’istituto dice con sicurezza: «La mia vita non cambia». Sullo «scoglio» rimane per poco, in attesa del processo viene trasferito alla comunità pubblica ai Colli Aminei intitolata a don Peppe Diana, una struttura senza celle, dove si sperimenta, si realizzano progetti di carattere generale e, ovviamente, diversi percorsi personalizzati.


Questo consente, ricorda Sandro Forlani, responsabile del Centro per la giustizia minorile della Campania e della Basilicata, di non interrompere il processo educativo in atto che è uno degli obiettivi primari insieme a quello dell’educazione alla responsabilità.

Ecco, dunque, la giornata tipo del diciassettenne nella Comunità: coabitazione in ampi spazi con altri 4 ospiti, poi la scuola, la stessa che ha sempre frequentato non lontana dalla struttura che lo ospita, il pranzo come momento di condivisione e di confronto e poi, a seconda della programmazione prevista, attività di tempo libero come la palestra Maddaloni a Scampia, «perché lo sport è fratellanza, non violenza, e l’avversario non è un nemico»; e altre iniziative in sintonia con il progetto previsto per ognuno. Non solo uno stimolo alla responsabilità sociale, fa rilevare il direttore della Comunità, Emanuele Esposito, ma anche alla crescita di cittadini con una serie di interventi fra cui anche quelli di diverse associazioni come Libera e la Fondazione Caponnetto.


Seno, nelle buone abitudini il tuo futuro

E' vero che ci sono fattori immodificabili che predispongono alla malattia, ma adottando uno stile di vita corretto il tumore della mammella si può arginare. Non solo, la prevenzione passa anche per la diagnosi precoce. Ecco i campanelli d'allarme, i falsi miti e le cose da sapere per allontanare ogni rischio
NASTRO ROSA Ottobre, visite gratis in tutta Italia 1
LA RICERCA Una spirale per il cancro all'endometrio 2


Vai all'applicazione di repubblica.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...