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giovedì 8 settembre 2011

Sacconi pensa che per salvarsi da uno stupro basti dire semplicemente "no"



Ministro
,
le scrivo per esprimerle tutto il mio disprezzo, disgusto e disappunto per l'ignobile storiella dello stupro di massa consenziente (http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/sacconi-le-suore-violentate-per-spiegare-la-manovra/75589?video).
La sua ironia sulla più ignobile delle violenze, lo stupro, di cui solo in Italia sono vittime migliaia di donne ogni anno, è tra le testimonianze più palesi del degrado umano di questo paese, degrado di cui lei è artefice in prima persona, poichè
chi non si dichiara apertamente contro la cultura dello stupro è complice di ogni stupro.

Le sue immediate scuse pubbliche per questa, a dir poco, infelice uscita, e le dimissioni dal suo incarico di Governo, le restituirebbero un po' di dignità, e la ricollocherebbero nella categoria essere umano, comunque non tra i migliori,
saluti"

martedì 20 ottobre 2009

Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono

Il gip ha disposto l'arresto di due diciottenni già nei guai per festini a base di droga
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia


ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.

Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.

L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.

Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.

Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.

La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.

Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.

Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.

Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.

Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.

Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.

(20 ottobre 2009)



Fonte:repubblica.it

giovedì 20 agosto 2009

Il falò in spiaggia, poi la violenza il branco la stupra durante la festa

A Tor San Lorenzo, sul litorale romano, notte drammatica per una 17enne
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale

ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.

Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.

I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.

Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.

L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.

Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.

(15 agosto 2009)

Fonte: repubblica.it

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