Protocolli, legge regionale, case di accoglienza, il centro antiviolenza. A che punto siamo? Se vogliamo dire mai più dobbiamo saperlo
Sala Multimediale del Comune di Napoli – Via Verdi- Napoli
Giovedì 7 Ott. 2010 ore 16
Dalla piazza di Teresa, dalle emozioni ci viene la consapevolezza più forte dell’indispensabilità del nostro lavoro. Il risultato tra noi è stato grande.
Ma i risultati vanno coltivati e protetti.
La salvaguardia delle donne è un diritto indisponibile, ma la violenza è un problema antico complicato da connivenze, usi e addirittura leggi. Contrastarlo implica profondi ripensamenti e cambiamenti. Il Parlamento continua a non rispondere, ma noi continuiamo a lavorare e a costruire.
In Campania e a Napoli le donne hanno ottenuto
* Protocolli d’intesa per facilitare le denuncie e la difesa delle vittime (Ospedali, presidi di forze dell’ordine, Questura) sottoscritti dalle associazioni e dalle Istituzioni
* Una legge regionale per le case di accoglienza
* Tavoli interistituzionali tra operatrici dei centri,per un migliore impiego delle risorse
* Una proposta di legge regionale sulla violenza sessuata
Sono risultati che rischiano di rimanere vuoti senza il controllo, la partecipazione e l’informazione diffusa delle possibilità in più per difenderci e soprattutto per ottenere che la legge regionale venga approvata, che i fondi per le case vengano finalmente stanziati.
Le donne devono sapere, devono pretendere che le Istituzioni facciano il loro dovere, perché finalmente vogliamo dire MAI PIU’
IL CARTELLO ANTIVIOLENZA DELLE DONNE DELLA CAMPANIA
(La Camera delle donne, Udi di Napoli, Associazione Maddalena, Arcidonna, Centro Eva, Salute donna, Ass. Karabà, DonneSudonne , Donne in nero NA)
Fonte: comunicato
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giovedì 7 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
Una fiaccola, più una, più una …..per Teresa
Comunicato
Venerdì 1 Ottobre ore 18,30
Una fiaccola, più una, più una …..per Teresa
Piazza S. Ciro – Portici (Napoli) – Italia
Venerdì 1 Ottobre ore 18,30
Una fiaccola, più una, più una …..per Teresa
Piazza S. Ciro – Portici (Napoli) – Italia
Saremo tutte in piazza, a Portici con le donne di Portici, con tutte le donne che hanno paura, con tutte quelle che hanno coraggio.
Per lei che ha vinto la paura, per avere il coraggio di andare verso la libertà di sua figlia e delle figlie di tutte, vogliamo scandire le parole che avrebbe detto, se le armi omertose “della famiglia” non l’avessero zittita. Teresa voleva vivere, parlare e compiere i gesti necessari a tutte.
Teresa non cercava la morte, cercava la vita come deve essere vissuta, e ha chiesto allo Stato di vincere con lei sull’arroganza efferata che spezza le vite di bambine, bambini e donne.
Ancora una volta è stato troppo tardi, un altro motivo per dire basta con tutta la forza che abbiamo e per dire che non basta deplorare. Un altro motivo per chiedere che tutti, ma prima di tutti lo Stato, scelgano da che parte stare.
Gli assassini hanno colpito per affermare il diritto a disporre dei corpi e delle coscienze, per stabilire chi comanda. Il grido delle donne, la loro capacità di opporsi al controllo mafioso sulle loro vite sono un patrimonio di civiltà che non può e non deve essere più essere dissipato e calpestato. All’orrore non si risponde con le lacrime. Il coraggio delle donne, il coraggio di Teresa, rivendica il riscatto della politica dalle complicità con chi usa donne e bambini come oggetti.
Ci vogliono atti concreti, ci vuole una legge organica contro le violenze, ci vuole la salvaguardia delle vittime, perché sono le testimoni, il bene più prezioso per costruire la giustizia. Ci vuole coraggio e i politici devono finalmente averne, quello delle donne troppo spesso finisce nel sangue.
Invitiamo tutte ad essere con noi, con una fiaccola per la libertà dal silenzio che avvolge un crimine antico e organizzato, che deve e può essere sconfitto: di fronte al dolore di sua figlia e di ognuna, mobilitarsi perchè Teresa sia l’ultima è un dovere non un’utopia.
BASTA MORIRE PER ESSERE LIBERE
BASTA MORIRE DA DONNE PER LIBERARE TUTTI DALL’ORRORE
Udi di Napoli, Udi Di Portici, La Camera delle donne, Associazione Maddalena, Arcidonna, Donne Medico Arcilesbica, Istituto Campano per la Storia della Resistenza, Femminismo a Sud, UDI Monteverde (Roma), Consigliera di Parità della Provincia di Napoli, Donne in nero Napoli, Pina Orpello dell'ANPI, Dolores Madaro – Anpi, UIL Napoli, UIL Campania, UDI Catania, UDI Romana La Goccia, DonneSudonne, Rosa Oliva – Aspettare stanca, Cooperativa Eva, Centro Antiviolenza Eva, Centro Antiviolenza Aradia, Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, UDI "le orme"- Reggio Calabria, UDI Lentini. CEDAV Messina, Controviolenzadonne, MediterraneanMedia- Cosenza, CGIL Campania, CGIL Napoli, Associazione Sott’ e n’coppa, Sportello Antiviolenza Lilith, Associazione Salute donna, Centro La Magnolia, AFEM (association femmes Europe Meridionale), CISL Campania, CISL Napoli, Casa Internazionale delle Donne- Roma, Tina Femiano, Centro antiviolenza ERINNA- VT, Rosanna Leone, Associazione Ernesto Rossi, Viviana Esposito, UDI Cerchio del Lago (Brescia),Napolipuntoacapo, UDI Terzo millennio (Torino) , Cooperativa L’Orsa Maggiore, Giovanni Erra Movimento dei cittadini di Portici, Valeria Gagliotta
Fonte: comunicato stampa
venerdì 24 settembre 2010
Con la crisi la camorra cresce e la speranza muore
Un buco, come quello lasciato dalla parola “camorra” ritagliata per sfregio e con intento intimidatorio dal pannello apposto su Porta Capuana per il 1°Festival del pensiero emergente.
Venite il 1 ottobre a Portici per la fiaccolata in memoria di Teresa Buonocore vittima del femminicidio, uccisa perchè aveva difeso sua figlia, facendo al cosa giusta!
sabato 2 maggio 2009
Comunicato dell'UDI di Napoli
Alcune cittadine ci hanno esposto di non aver potuto prenotare i loro interventi in day surgery presso il II Policlinico del Centro Storico di Napoli, principalmente le interruzioni di gravidanza. Il blocco totale del reparto è stato deciso e comunicato dal direttore dott. Marcello Ciervo, in seguito ad un’ispezione dei NAS che ha messo in evidenza alcune inottemperanze.
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
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