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giovedì 6 maggio 2010

Padova - Grave sopruso nei confronti di ragazze rom

Carabinieri denudano ragazze rom in mezzo alla gente
Venerdì pomeriggio 29 aprile è pervenuta alla redazione di Radio Sherwood una telefonata, da parte di una studentessa che ha voluto denunciare un abuso nei confronti di alcune ragazze rom a cui ha assistito di persona.

La ragazza ha raccontato quello a cui ha visto in stazione a Padova, assieme ad altre persone, tra cui una giornalista allontanata dai carabinieri.
I fatti, come raccontati alla radio, riguardano un fermo da parte dei carabinieri di alcuni rom sospettati di avere della cocaina. In particolare le ragazze fermate sarebbero state spogliate, denudate e “visitate” dalle mani dei militari per tutto il corpo...

A testimonianza delle sue parole, la studentessa ha spedito a Radio Sherwood delle foto, fatte con telefono cellulare, che alleghiamo sia alla notizia, sia alla testimonianza audio della studentessa.

UNA VISITA GINECOLOGICA IN STRADA FATTA DAI CARABINIERI


venerdì 29 aprile 2005

da http://www.meltingpot.org/articolo5294.html

lunedì 7 gennaio 2008

RU486

Un incontro con una delegazione del Comitato etico regionale per le aziende sanitarie ha concluso l' ispezione ministeriale da parte di tre esperti dell' Aifa, l' Agenzia del farmaco, per l' avvio della sperimentazione della pillola abortiva RU486 all' ospedale Sant' Anna di Torino.

L' organismo interlocutore e' stato dunque oggi quello deputato a vagliare, a livello regionale, la bonta' dei fini e delle procedure delle varie aziende locali, mediante l' esperienza di una decina di medici, farmacologi, avvocati e magistrati che ne fanno parte. ''Gli ispettori hanno visionato gli atti - ha spiegato l' assessore regionale alla Sanita' Mario Valpreda, che presiede il Comitato etico - atti che peraltro sono gli stessi del 2003, quando il Comitato espresse il parere favorevole alla sperimentazione, in seguito alle raccomandazioni avanzate proprio dagli stessi ispettori incaricati ora. Ribadisco quindi la mia perplessita' per la ripetizione assolutamente inutile dell' ispezione''. ''Sono sconcertato - ha poi aggiunto Valpreda - dal fatto che Storace non mi abbia chiamato per informarmi di quest' iniziativa, mancanza che da' corpo all' ipotesi, avanzata da molte associazioni, che si tratti di una presa di posizione politica e non di una vera analisi della situazione, perche' quella era gia' stata eseguita. Resta comunque il fatto che rimaniamo aperti, qualora il tempo trascorso dalla passata ispezione avesse ispirato alzate di genio, a ogni indicazione che gli esperti vorranno fornire per migliorare le procedure della sperimentazione''. Oggi dunque niente visite nell' ospedale sede della sperimentazione, che prosegue come da programma. ''Ieri - ha raccontato il dirigente sanitario dell' azienda ospedaliera - ci siamo lasciati a lavoro concluso e oggi gli esperti hanno concluso con l' incontro col Comitato etico. Tengo a sottolineare che i due giorni di visita sono stati condotti dagli ispettori con spirito estremamente collaborativo e non certo col piglio di chi viene a cercare qualcosa che non va. Attendiamo dunque sereni la stesura del verbale d' ispezione, che ci verra' poi reso noto''. Proseguono intanto le polemiche. Un parere sostanzialmente contrario alla sperimentazione viene espresso dall' Amci, l' Associazione medici cattolici, attraverso un comunicato diffuso dall' Arcidiocesi di Torino. ''E' un farmaco non nuovo - dicono a proposito della pillola RU486 - e di per se' non necessita di sperimentazioni. Si tratta di un metodo piu' economico e forse piu' agevole per la madre per provocare l' aborto''. E l' Amci sottolinea il 'forse' a riguardo ''dei dolori, delle emorragie e della sofferenza psicologica'' a cui la donna e' sottoposta. Altra obiezione e' l' efficacia, limitata ''ai primi due mesi di gravidanza, mentre l' aborto chirurgico e' consentito nei primi tre mesi. Questo significa che c' e' un mese in meno per riflettere e trovare aiuto per una scelta alternativa, rischiando di banalizzare questa decisione''. Al contrario la Cgil di Torino esprime ''solidarieta' e appoggio a tutto il personale del Sant' Anna, a partire da quello medico, che ha continuato a lavorare, non accettando provocazioni e dando piena applicazione alla legge sull' interruzione di gravidanza''.

Fonte: Federfarma - Ansa

ABORTO: STORACE; ATTUARE LEGGE, CENTO VOLEVA CAMBIARLA

ROMA, 21 nov - ''Sara' pure giusto, per la sinistra, che la legge 194 non si tocchi.

Ma non e' vero. Basta cercare negli archivi della Camera, per trovare una perla a firma dell'onorevole Cento (pdl numero 849), in cui addirittura si 'dimissiona' dall'incarico il medico obiettore di coscienza e altre amenita' del genere'': e' i ministro della Salute Francesco Storace ad affermarlo rispondendo alle critiche dell'opposizione. ''Noi crediamo, invece, che prima di ogni modifica occorra attuarla'' ha concluso il ministro.

Fonte: Federfarma - Ansa

venerdì 12 gennaio 2007

Milano, branco stupra una ragazza Fermati due minorenni romeni

In cinque hanno sequestrato la giovane ed un suo amico
che è stato selvaggiamente picchiato. La polizia: "Fatto gravissimo"

Ricercate tre persone, al setaccio ambienti dell'immigrazione clandestina
Il questore: "Ho promesso a lei e a suo padre che li prenderemo"

MILANO - Due minorenni, probabilmente romeni, sono stati fermati la scorsa notte dagli agenti della squadra mobile di Milano, con l'accusa di far parte di un gruppo che nella notte tra venerdì e sabato ha violentato una studentessa di 22 anni, alla periferia della città, sotto gli occhi del fidanzato, immobilizzato e picchiato. I due minorenni, di 15 e 17 anni, sono accusati di violenza sessuale aggravata e sequestro di persona.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella notte fra venerdì e sabato, poco dopo le 3.30, la ragazza e il suo compagno, 24 anni, erano nei pressi di via Ripamonti a chiacchierare fuori dall'auto. Sono stati avvicinati da un'utilitaria con a bordo cinque extracomunitari, presumibilmente slavi (sulla base di quanto raccontato dai giovani agli inquirenti), che li hanno minacciati con dei coltelli, e costretti a seguirli.

In due sono saliti a bordo dell'auto della ragazza, e hanno condotto i giovani in una zona di campagna all'estrema periferia sud del capoluogo lombardo, frequentata da extracomunitari, in particolare da romeni. Qui i malviventi hanno bloccato con la loro macchina quella dei giovani, hanno picchiato e immobilizzato il ragazzo e lo hanno chiuso sulla loro auto. In quattro hanno cominciato a violentare la giovane, uno stupro di gruppo durato circa 45 minuti. I malviventi si sono poi allontanati a bordo della loro utilitaria rubata. I due, sotto choc, hanno poi dato l'allarme alla polizia.

Gli agenti sono arrivati ai due stranieri di 15 e 17 anni dopo aver individuato l'utilitaria a bordo della quale erano fuggiti i malviventi. La coppia è infatti riuscita a fornire il numero di targa della vettura, trovata poi in una via cittadina. I due indiziati sono accusati presso il Tribunale dei minori di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e minacce.

Insieme ai due, è stato fermato un altro straniero per ricettazione: stava per usare l'auto, risultata rubata al momento del blitz degli agenti. L'uomo tuttavia non risulterebbe coinvolto nello stupro di gruppo. Ancora ricercati invece altri tre immigrati, accusati d'aver preso parte alla violenza. Per questo gli agenti della mobile stanno battendo gli ambienti legati all'immigrazione clandestina.

"Un caso gravissimo", l'ha definito il questore Paolo Scarpis, sottolineando che la ragazza "è semplice ma forte", e precisando di aver promesso al padre di catturare i responsabili dello stupro. "Abbiamo mobilitato tutte le nostre risorse - ha aggiunto il questore - episodi del genere non devono e non possono accadere a Milano". Scarpis si è detto "perplesso e sconcertato" della pubblicazione della notizia mentre le indagini erano in corso. "I giornalisti fanno il loro dovere - ha commentato - sono sconcertato dal fatto che, però, possano uscire notizie che incideranno sul futuro delle indagini e probabilmente sull'arresto degli altri responsabili".

(5 giugno 2005)

Fonte: Repubblica.it

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