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domenica 31 ottobre 2010

Ballata delle donne

(di Edoardo Sanguineti)


Quando ci penso, che il tempo è passato,

le vecchie madri che ci hanno portato,

poi le ragazze, che furono amore,

e poi le mogli e le figlie e le nuore,

femmina penso, se penso una gioia:

pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,

la partigiana che qui ha combattuto,

quella colpita, ferita una volta,

e quella morta, che abbiamo sepolta,

femmina penso, se penso la pace:

pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,

che arriva il giorno che il giorno raggiorna,

penso che è culla una pancia di donna,

e casa è pancia che tiene una gonna,

e pancia è cassa, che viene al finire,

che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra

carne di terra che non vuole guerra:

è questa terra, che io fui seminato,

vita ho vissuto che dentro ho piantato,

qui cerco il caldo che il cuore ci sente,

la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano

la mia compagna, ti prendo per mano.

mercoledì 13 ottobre 2010

Ogni morte di donna mi diminuisce perché io partecipo dell’umanità.

Come vi sembra se, nel famosissimo frammento poetico di John Donne, alla parola uomo sostituiamo la parola donna?

“Nessuna donna è un’isola, intera per se stessa. Ogni donna è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall'onda del mare, la Terra ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di donna mi diminuisce perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.”

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