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giovedì 8 settembre 2011

Sacconi pensa che per salvarsi da uno stupro basti dire semplicemente "no"



Ministro
,
le scrivo per esprimerle tutto il mio disprezzo, disgusto e disappunto per l'ignobile storiella dello stupro di massa consenziente (http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/sacconi-le-suore-violentate-per-spiegare-la-manovra/75589?video).
La sua ironia sulla più ignobile delle violenze, lo stupro, di cui solo in Italia sono vittime migliaia di donne ogni anno, è tra le testimonianze più palesi del degrado umano di questo paese, degrado di cui lei è artefice in prima persona, poichè
chi non si dichiara apertamente contro la cultura dello stupro è complice di ogni stupro.

Le sue immediate scuse pubbliche per questa, a dir poco, infelice uscita, e le dimissioni dal suo incarico di Governo, le restituirebbero un po' di dignità, e la ricollocherebbero nella categoria essere umano, comunque non tra i migliori,
saluti"

giovedì 14 ottobre 2010

Donna mori' per rottura milza, ai domiciliari marito manescoDonna mori' per rottura milza, ai domiciliari marito manesco

E' accaduto a San Nicandro Garganico, lei non aveva mai denunciato nulla
14 ottobre, 13:38


FOGGIA - Ha colpito la moglie con calci e pugni, schiaffi e spintoni, fino a ucciderla: e' morta cosi' - secondo i carabinieri del comando provinciale di Foggia, che hanno condotto le indagini e arrestato l'uomo - la casalinga di San Nicandro Garganico, Anna De Pilla, 41 anni.

Il marito - e' stato accertato - il 5 giugno scorso le ha spappolato la milza in uno dei tanti episodi di violenza. L'uomo, Leonardo Di Sipio, di 42 anni, bracciante agricolo, e' ora accusato di omicidio preterintenzionale ed e' stato posto ai domiciliari. Secondo quanto e' stato accertato nel corso delle indagini, il rapporto tra i due andava avanti da anni in maniera violenta, e lei non aveva mai denunciato nulla per paura di ulteriori ritorsioni.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/14/visualizza_new.html_1732684586.html?ref=nf

mercoledì 13 ottobre 2010

Accusato maltrattamenti, non potra' avvicinarsi a ex moglie

E' arrivato a minacciarla di morte davanti ai figli minorenni

(ANSA) - PRATO, 12 OTT - Accusato di maltrattamenti in famiglia un uomo di 46 anni, residente nel Pratese, non potra' ora avvicinarsi all'abitazione e al luogo dove lavora l'ex moglie ne' avere con lei contatti telefonici. E' quanto prevede una misura cautelare disposta dal gip di Prato, disposta dopo indagini della sezione di pg della polizia municipale presso la procura pratese. Secondo quanto spiegato dalla stessa pg, l'uomo e' accusato di avere per anni maltrattato la donna arrivando a minacciarla di morte, anche davanti ai figli minorenni.(ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2010/10/12/visualizza_new.html_1733519670.html

martedì 12 ottobre 2010

Esce dal coma la donna colpita in metro

Il diverbio scattato mentre erano in fila per fare il biglietto
Esce dal coma la donna colpita in metro

ultimo aggiornamento: 12 ottobre, ore 18:54
Roma - (Adnkronos/Ign) - Maricica Hahaianu, operata d'urgenza, resta comunque in gravi condizioni. E' rimasta a terra tra l'indifferenza dei viaggiatori alla stazione Anagnina (VIDEO). I militari della stazione Cinecittà hanno rintracciato e arrestato l'aggressore, un diciannovenne italiano. Il legale: "L'ha colpita per paura". Alemanno: "Denuncio chi non l'ha soccorsa".,Omicidio in metro a Roma, 16 anni a Doina Matei: la Cassazione conferma la pena


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Roma-pugno-dopo-lite-in-metro-in-coma_311093230372.html

Minaccia di morte la ex moglie con due martelli, arrestato

Operaio 36enne bloccato a Casalgrande dai carabinieri

(ANSA) - REGGIO EMILIA, 2 OTT - Un operaio di 36 anni di Scandiano, ieri a Casalgrande (Reggio E.) ha sfondato con due martelli la porta della casa della ex moglie di 33 anni.

Poi, brandendo martelli e una chiave inglese, si e' avventato contro la donna. L'uomo era stato allontanato dal domicilio domestico con un provvedimento del giudice dopo la separazione dalla moglie. Ai carabinieri che lo hanno bloccato, ha detto che non gli interessava essere arrestato perche', una volta uscito dal carcere, avrebbe comunque ammazzato la ex moglie. (ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2010/10/12/visualizza_new.html_1733579059.html

Violenta figliastra per 9 anni,arrestato

A Valderice, la ragazza oggi ha 15 anni

(ANSA) - PALERMO, 12 OTT - Per nove anni ha violentato la figliastra, i Carabinieri hanno arrestato un uomo a Valderice nel Trapanese. La ragazza ha oggi 15 anni. L'identita' dell'indagato non e' stata resa nota per tutelare la minore.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/12/visualizza_new.html_1733632905.html

venerdì 8 ottobre 2010

Roma, prende a picconate alle gambe la ex per non farla fuggire

di Apcom
Roma, 7 ott. (Apcom) - Prende a picconate la ex sulle gambe per non farla fuggire: arrestato a Roma dalla polizia un 37enne romano, pluripregiudicato, che si era nascosto vivendo da eremita.
L'uomo non si era rassegnato alla fine della relazione sentimentale con una donna di 39 anni, e continuava a telefonarle, al punto da costringerla a cambiare numero. Lo scorso 24 agosto, nel tentativo di riconquistarla, è andato in auto sotto la sua casa, in via Kafka, chiedendole di scendere in strada e parlare.
Ma la donna si è solo ulteriormente convinta che tra loro non avrebbe mai potuto funzionare e ha rifiutato la convivenza. Preso da un raptus, l'uomo è andato verso l'auto, e ha afferrato un piccone: la donna ha iniziato a correre, cercando di scappare lontano, ma poco dopo è stata raggiunta. Più volte l'ha colpita con il piccone alle gambe, per impedirle di fuggire, e una volta caduta a terra, ha continuato a colpirla alla testa, a calci. Poi è fuggito.
La vittima è stata ricoverata al Cto, con 40 giorni di prognosi per fratture agli arti inferiori, traumi e ferite varie su tutto il corpo. Le testimonianze raccolte sul posto dagli agenti del Commissariato Esposizione, diretto da Giuseppe Piervirgili, hanno identificato l' autore dell`aggressione, l'ex convivente, pluripregiudicato romano di 37 anni, conosciuto in zona per il suo comportamento violento.
Gli agenti hanno richiesto all`autorità giudiziaria l`emissione di un`ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l`accusa di tentato omicidio. Le indagini, condotte anche con l`esame dei tabulati telefonici, hanno scoperto frequenti traffici telefonici tra i numeri dei familiari del pregiudicato ed una "cella" della Toscana.
Per sfuggire alla cattura, infatti, l`uomo aveva trovato rifugio a Sambuca Pistoiese, in una comunità, conducendo una vita da "eremita", senza luce né acqua. Ma gli agenti hanno scoperto che l`uomo aveva fissato un incontro con un amico vicino a piazzale Clodio. I poliziotti si appostano, in borghese, e ieri mattina sorprendono il 37enne in un bar di piazzale Clodio. Bloccato, non ha opposto resistenza, è stato arrestato per tentato omicidio, in esecuzione dell`ordinanza di custodia cautelare in carcere.
07 ottobre 2010

http://notizie.tiscali.it/feeds/10/10/07/t_02_20101007_000014.html?cronaca

giovedì 7 ottobre 2010

Stuprò la 17enne francese a Capri Ha già lasciato il carcere e fa sport

Il ragazzo che solo tre mesi fa ha brutalmente stuprato la diciassettenne francese a Capri, è praticamente libero di fare quello che gli pare!
Questo ragazzo dopo averla stuprata è andato tranquillamente a lavarsi le mani sporche di sangue in un hotel lì vicino, ha cercato di far credere che lei fosse consenziente, nonostante una lacerazione vaginale che ha richiesto 5 punti di sutura, ma le telecamere lo hanno incastrato.
Figlio della cosiddetta Napoli bene? no, figlio della Napoli che riesce ad ottenere una vacanza per uno stupratore! che non pensasse la famiglia di questo stupratore d'essere migliore di una qualsiasi famiglia camorristica, "mio figlio è un timido non credo allo stupro" diceva il padre, che non credesse la famiglia di appartenere alla Napoli bene, la Napoli bene è fatta di gente che vuole giustizia e non stupra e non mente e non si sente al di sopra della legge.

Speriamo che durante le tante ore libere, di fratellanza e non violenza non cominci a frequentare la figlia o la nipote di chi ha deciso questo regime di rieducazione, visto che non credo ad una "rieducazione" così repentina per uno che si è andato tranquillamente a lavare le mani del fatto appena compiuto.

Chissà come passa le sue giornate la ragazza francese che lui ha stuprato e ha lasciato in strada come una bestia in un mare di sangue. Le auguro d'essere circondata d'amore e rispetto, il rispetto che l'Italia non potrà mai darle.

L'articolo qui sotto tratto da Il Messaggero

Stuprò la 17enne francese a Capri Ha già lasciato il carcere e fa sport
di Carmela Maietta


NAPOLI (7 ottobre) - Dietro le sbarre è rimasto poco tempo, dopo alcune settimane è stato trasferito in una comunità ai Colli Aminei, senza i vincoli canonici di una struttura carceraria.

In estate ha brutalmente violentato, a Capri, una ragazza francese, ricoverata in stato di choc in ospedale dove i medici sono dovuti intervenire con 5 punti di sutura. Una misura di custodia attenuata, quella applicata dalla magistratura, che consente larga libertà di movimento, anche al di fuori della stessa comunità. Anzi è proprio la possibilità di muoversi, di fare una vita secondo criteri normali, quindi scuola, sport e altro ancora, il principio ispiratore di una misura alternativa al carcere per i minori nell’ottica, naturalmente, di determinati parametri normativi.

La storia giudiziaria del diciassettenne, rampollo di una famiglia bene di Napoli, comincia in una calda sera di agosto quando, sull’isola azzurra, si diverte in discoteca con un gruppo di amici. La notte brava non si esaurisce con un bicchiere di troppo, il fuori programma è drammatico per la ragazza che si allontana con lui in una stradina adiacente: verso l’alba viene trovata riversa sul selciato e in stato confusionale. Racconta di essere stata violentata e brutalizzata e i sanitari che le prestano soccorso ne hanno la conferma.

Immediato per il ragazzo il trasferimento all’istituto minorile di Nisida dove divide la cella con una ragazzo della periferia della città. Non sembra legare con gli altri ospiti; e d’altra parte ad alcuni esponenti politici in visita all’istituto dice con sicurezza: «La mia vita non cambia». Sullo «scoglio» rimane per poco, in attesa del processo viene trasferito alla comunità pubblica ai Colli Aminei intitolata a don Peppe Diana, una struttura senza celle, dove si sperimenta, si realizzano progetti di carattere generale e, ovviamente, diversi percorsi personalizzati.


Questo consente, ricorda Sandro Forlani, responsabile del Centro per la giustizia minorile della Campania e della Basilicata, di non interrompere il processo educativo in atto che è uno degli obiettivi primari insieme a quello dell’educazione alla responsabilità.

Ecco, dunque, la giornata tipo del diciassettenne nella Comunità: coabitazione in ampi spazi con altri 4 ospiti, poi la scuola, la stessa che ha sempre frequentato non lontana dalla struttura che lo ospita, il pranzo come momento di condivisione e di confronto e poi, a seconda della programmazione prevista, attività di tempo libero come la palestra Maddaloni a Scampia, «perché lo sport è fratellanza, non violenza, e l’avversario non è un nemico»; e altre iniziative in sintonia con il progetto previsto per ognuno. Non solo uno stimolo alla responsabilità sociale, fa rilevare il direttore della Comunità, Emanuele Esposito, ma anche alla crescita di cittadini con una serie di interventi fra cui anche quelli di diverse associazioni come Libera e la Fondazione Caponnetto.


lunedì 9 agosto 2010

Capri, il padre del 17enne accusato di stupro: non ci credo

"Lui è un timido, non credo alla violenza" ha dichiarato il papà del ragazzo di Posillipo. Martedì l'interrogatorio. Sull'isola, dove la vendita di alcolici è vietata agli under 18, sono intanto partiti controlli per verificare il rispetto della norma
09 agosto, 2010




Lo stupro -
Lei, sotto choc, è andata via. A Capri, dove ha subito una violenza sessuale a soli 17 anni, ha rivolto un ultimo sguardo, pieno zeppo di brutti ricordi. Con una promessa, di non tornare, non subito. Lui, suo coetaneo, accusato di stupro e in stato di fermo, agli inquirenti è apparso 'tranquillo'. Ha solo detto, questa la sua versione, di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza francese. Intanto l'isola azzurra non si spiega come tutto questo sia potuto accadere.

L'alcool - Non si spiega, tanto per iniziare, come mai due minorenni erano così ubriachi, quando agli under 18 è vietata la vendita di alcol. E' per questa ragione che già dalle prossime ore partiranno controlli a tappeto per verificare, in discoteche e in locali notturni, le modalità di vendita di alcol, soprattutto al fine di accertare se vengono messi in atto tutti i controlli necessari nei confronti di utenti minorenni.

Elementi a carico del 17enne - Ora il 17enne di Posillipo accusato dello stupro è nel Centro di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, a Napoli. Già nella villa dove si trovava ad Anacapri aveva dato la sua versione dei fatti, parlando di un rapporto sessuale consumato con la francese. Poi, tono e sguardo tranquillo, lo ha ripetuto anche al commissariato.
Tra gli elementi di prova della violenza sessuale, èerò, oltre alle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza dell'hotel Quisisana e di alcuni negozi, ci sarebbe anche la testimonianza di addetti alla lavanderia dell'albergo ai quali il ragazzo chiese di lavarsi le mani sporche di sangue.

Il papà: non ci credo - "Mio figlio non può aver fatto quello di cui lo accusano, almeno per come lo conosco io. E' un ragazzo tranquillo, studente che non ci ha mai dato motivo di preoccupazione. E poi, lo dicono anche i suoi amici, è stato sempre un grande timido". Lo afferma in un colloquio con il quotidiano 'Il Mattino', il padre del diciasettenne di Posillipo.E aggiunge: "Speriamo che la ragazza stia bene, ci spiace davvero che abbia avuto conseguenze fisiche così traumatiche. Volevamo vederla, parlarle, ma non è stato possibile - hanno detto Ermanno e la mdre Sonia - faremo di tutto per sapere con precisione cosa è successo, vogliamo saperlo. Ma per come conosciamo nostro figlio, rifiutiamo l'idea che possa essersi macchiato di violenze".

Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/08/09/stupri_capri_ragazza_francese_sotto_choc.html

Violenza sessuale: turista 17enne va via, Capri sotto choc

La giovane e' stata vittima di un stupro da parte di un suo coetaneo
08 agosto, 19:51

NAPOLI - Lei, sotto choc, e' andata via. A Capri, dove ha subito una violenza sessuale a soli 17 anni, ha rivolto un ultimo sguardo, pieno zeppo di brutti ricordi. Con una promessa, di non tornare, non subito. Lui, suo coetaneo, accusato di stupro e in stato di fermo, agli inquirenti e' apparso 'tranquillo'. Ha solo detto, questa la sua versione, di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza francese. Intanto l'isola azzurra non si spiega come tutto questo sia potuto accadere. Non si spiega, tanto per iniziare, come mai due minorenni erano cosi' ubriachi, quando agli under 18 e' vietata la vendita di alcol. E' per questa ragione che gia' dalle prossime ore partiranno controlli a tappeto per verificare, in discoteche e in locali notturni, le modalita' di vendita di alcol, soprattutto al fine di accertare se vengono messi in atto tutti i controlli necessari nei confronti di utenti minorenni. Ma, intanto, restano le conseguenze di una notte brava che non c'entra niente con quelle che dovrebbero essere le serate di un'allegra estate. Tutt'altro. Ieri sera la 17enne turista francese, capelli biondi, vestito nero, ha lasciato con l'ultimo aliscafo Capri. Al porto e' stata accompagnata, insieme con le sue amiche, dall'amico napoletano - compagno del 17enne accusato di stupro - che le aveva ospitate in un hotel extra lusso. Poco prima della partenza, il 'buio' dettato dallo choc, aveva ceduto il passo ai ricordi, a quanto accaduto: il vicoletto poco distante dalla storica piazzetta, la violenza sessuale, il sangue. Scene e un volto che ha descritto agli agenti di polizia, diretti da Stefano Iuorio, che hanno, anche cosi', potuto individuare il presunto autore di tutto. Fondamentali anche le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. E poi alcune persone, addette di un hotel, alle quali il 17enne si sarebbe rivolto per lavare le mani sporche di sangue. Elementi, centrali, che ieri sera hanno fatto scattare lo stato di fermo. Ora il minorenne e' nel Centro di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, a Napoli. Gia' nella villa dove si trovava ad Anacapri aveva dato la sua versione dei fatti, parlando di un rapporto sessuale consumato con la francese. Poi, tono e sguardo tranquillo, lo ha ripetuto anche al commissariato. E dire che quella doveva essere una serata di divertimento. I due ragazzini si erano conosciuto in una delle discoteche che quella sera avevano frequentato. Poi si sono allontanati, forse entrambi ubriachi. E poi ancora lo stupro. C'e' ora attesa per la decisione della Procura dei minori sulla convalida o meno del fermo. Ma che sia stato proprio lui, ragazzo conosciuto sull'isola, figlio di persone per bene, anch'esse conosciute, ad aver fatto quello di cui e' accusato, ha scosso ancora di piu' Capri. Il 17enne, al pari della sua famiglia, ha quasi sempre trascorso sull'isola le sue vacanze. Ieri, dopo che le richieste si erano concentrate su di lui, a Capri e' arrivato anche il padre, un commerciante napoletano. Anche lui e' apparso tranquillo a chi ha avuto modo di incontrarlo. Ora saranno soprattutto le immagini delle telecamere a ricostruire quanto successo. E a dire, forse, la parola fine ad una violenza che ha segnato un'isola intera.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/08/07/visualizza_new.html_1878968582.html

lunedì 12 luglio 2010

Litiga con moglie e poi strangola figlio di 2 anni


Il piccolo di soli due anni 30 giugno, 22:15

(di Paolo Melchiorre)

UGENTO - Incomprensioni nella coppia, incomprensioni tra le loro famiglie. Tante, troppe, sino a diventare una sorta di 'mix' esplosivo per un giovane di 25 anni, laureatosi in Economia nel marzo scorso e con un lavoro ancora saltuario. Oggi un semplice battibecco al telefono, l'ennesimo, con la convivente, ha scatenato in lui la follia omicida. E' andato in camera da letto, ha strangolato con una corda il figlioletto di due anni, che forse dormiva, e poi lo ha sgozzato con un coltello da cucina. Prima di compiere quel gesto il giovane aveva scritto una lettera ricordando le continue incomprensioni famigliari. Difficile al momento dire se avesse premeditato tutto. Tragedia consumatasi nell'abitazione estiva dell'omicida, in via Monte Pollino a Torre San Giovanni, sul litorale di Ugento. E' stato lo stesso giovane a far scattare l'allarme.

Dopo aver strangolato e sgozzato il figlioletto, infatti, ha telefonato alla convivente, ventitreenne, che era al lavoro e con la quale poco prima aveva avuto, sempre al telefono, un battibecco. "Vieni, ho ucciso tuo figlio" ha detto, poi ha riposto la cornetta e ha tentato di togliersi la vita. Si è tagliato le vene con lo stesso coltello da cucina usato per il delitto, ha ingerito dell'acido, infine si è cosparso il corpo di liquido infiammabile con l'intenzione di darsi fuoco. Tra i primi a raggiungere l'abitazione, il padre della ragazza e nonno del piccoletto, militare della Guardia di finanza. L'uomo aveva ricevuto la telefonata della figlia, terrorizzata dall'idea che al piccolo fosse stato fatto del male. Ma quando sul posto sono giunti i carabinieri e i primi soccorritori, per il bimbo non c'era più nulla da fare.

Agli investigatori l'omicida inizialmente non avrebbe detto la verità, raccontando che il bimbo aveva avuto un malore. Ma è bastato poco per capire cosa realmente fosse accaduto. L'omicida è stato trasportato all'ospedale di Casarano (Lecce), ma in serata era previsto il trasferimento al 'Vito Fazzi' di Lecce per ulteriori accertamenti clinici. Non è in pericolo di vita; è in stato di arresto con l'accusa di omicidio volontario. Una imputazione che, sulla base delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Casarano, potrebbe anche diventare più pesante se si dovessero trovare riscontri all'ipotesi della premeditazione. La piccola vittima, infatti, si trovava dai nonni materni, e il padre l'ha prelevato nella tarda mattinata dalla loro abitazione portandolo nella sua casa estiva ad Ugento. Un semplice gesto affettivo oppure nella mente del giovane era già programmato il folle gesto? E poi c'é la lettera trovata in casa dai carabinieri e scritta dall'omicida, nella quale si parla delle incomprensioni che accompagnavano da oltre due anni quella convivenza. Frasi che farebbero capire che il giovane non ce la faceva più a reggere quella situazione.

Il pm della Procura di Lecce Guglielmo Cataldi disporrà nelle prossime ore l'autopsia sul corpo del bimbo, innanzitutto per accertare se al momento del delitto il piccolo stesse o no dormendo. Un eventuale elemento investigativo in più; un elemento che potrebbe rendere ancora più crudele la ricostruzione di quei terribili secondi.
(paolo.melchiorre@ansa.it)

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/06/30/visualizza_new.html_1848347346.html

Follia?

Stuprava convivente con martello, arrestato

Manovale di 39 anni in manette ad Enna, con l'accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti
30 giugno, 21:46

ENNA - Violentava la sua convivente con un martello e per pagare i debiti di gioco la costringeva anche a prostituirsi per poche decine di euro. Gli uomini della Squadra Mobile di Enna hanno arrestato un manovale di 39 anni, A. B., con l'accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti. La sua convivente sarebbe stata sottoposta a continue aggressioni fisiche e verbali, minacce, sevizie e crudelta' di ogni genere. In particolare il manovale avrebbe violentato ripetutamente la giovane donna con i suoi attrezzi da lavoro, obbligandola a prostituirsi sotto la minaccia di farle togliere i figli. L'uomo, che ha il vizio dell'alcool e del gioco d'azzardo, avrebbe contattato alcuni anziani disposti ad elargire lauti compensi in cambio di rapporti sessuali con la sua convivente. Alla ennesima sfuriata, e davanti alla minaccia di essere sfregiata al volto con un taglierino, la vittima ha trovato il coraggio di fuggire e, dopo essere stata soccorsa dai medici dell'ospedale Umberto I, di denunciare il suo aguzzino. Gli investigatori hanno trovato numerose conferme al terribile racconto: oltre al contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e' stato infatti riscontrato dalla scientifica il Dna della donna su un martello utilizzato per le violenze. L'attrezzo da lavoro, nascosto dall'uomo, e' stato trovato dalla Polizia durante una perquisizione.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/06/30/visualizza_new.html_1848308933.html

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