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Un articolo che abbiamo tradotto a più mani, io, Claudia, con la supervisione di Lafra (ricordate che il gruppo traduzione di FaS è attivo e se volete partecipare iscrivetevi alla mailing list o potete scrivere a traduzioni[@]autistiche.org).
Grazie all’autrice dell’articolo, Melissa Gira Grant, che ci ha
autorizzate a tradurre e pubblicare il suo pezzo e grazie a tutte per lo
splendido lavoro militante e buona lettura!
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Una alleanza infame tra femministe, polizia e conservatori danneggia le donne in nome della difesa dei loro diritti.
E’ un articolo pubblicato in inglese da Melissa Gira Grant. E tradotto in spagnolo qui (link).
Nella premessa a questa versione Melissa afferma: “Nonostante si basi
sulla situazione negli Stati Uniti, sono coinvolte istituzioni come
l’ONU e, cosa più interessante, la situazione in Spagna non è molto
diversa, sebbene la prostituzione non sia un reato. Tuttavia in alcune
città di fatto lo è dato che si applicano ordinanze cittadine: le
prostitute vengono multate con cifre che vanno dai 300 fino ai 3.000
euro. Dal momento che molte sono straniere la discriminazione è
tremenda, si esercita una violenza istituzionale. Perseguitate dalla
politica. Ciononostante sono permessi e tollerati impunemente i bordelli
dove non viene riconosciuto alcun diritto al lavoro e infine la
corrente femminista che sostiene l’abolizione della prostituzione,
infantilizza le donne non riconoscendo loro la capacità di assumere
rischi e di prendere decisioni, vittimizzandole.”
Il 30 agosto, una donna di 19 anni è stata arrestata in Ann Arbor
(Michigan) dopo che un potenziale cliente aveva chiamato la polizia per
denunciarla. Sosteneva che la donna avesse aumentato il prezzo dei suoi
servizi rispetto al primo contatto via internet. La polizia l’ha portata
via in manette.
Non c’è niente di particolarmente eccezionale in questa storia, apparsa per la prima volta sul sito AnnArbor.com.
Si tratta di uno delle decine di casi tra quelli che si possono trovare
ogni giorno nei rapporti di polizia e nei giornali locali di tutto il
paese, spesso accompagnati da immagini delle arrestate. Non vi è alcuna
organizzazione che difenda i diritti delle donne, che raccolga i dati
completi di quante persone vengono arrestate, processate, condannate e
incarcerate per accuse relative alla prostituzione. Ma i loro nomi e le
loro foto restano perennemente nei vari motori di ricerca, a prescindere
dal verdetto dei processi che le riguardano.