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domenica 17 febbraio 2013

Una alleanza infame tra femministe, polizia e conservatori danneggia le donne in nome della difesa dei loro diritti

Riporto qui di seguito l'articolo tradotto da Fas sui danni umani e politici prodotti dalla lotta antiprostituzione.

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Un articolo che abbiamo tradotto a più mani, io, Claudia, con la supervisione di Lafra (ricordate che il gruppo traduzione di FaS è attivo e se volete partecipare iscrivetevi alla mailing list o potete scrivere a traduzioni[@]autistiche.org). Grazie all’autrice dell’articolo, Melissa Gira Grant, che ci ha autorizzate a tradurre e pubblicare il suo pezzo e grazie a tutte per lo splendido lavoro militante e buona lettura!

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Una alleanza infame tra femministe, polizia e conservatori danneggia le donne in nome della difesa dei loro diritti.
E’ un articolo pubblicato in inglese da Melissa Gira Grant. E tradotto in spagnolo qui (link). Nella premessa a questa versione Melissa afferma: “Nonostante si basi sulla situazione negli Stati Uniti, sono coinvolte istituzioni come l’ONU e, cosa più interessante, la situazione in Spagna non è molto diversa, sebbene la prostituzione non sia un reato. Tuttavia in alcune città di fatto lo è dato che si applicano ordinanze cittadine: le prostitute vengono multate con cifre che vanno dai 300 fino ai 3.000 euro. Dal momento che molte sono straniere la discriminazione è tremenda, si esercita una violenza istituzionale. Perseguitate dalla politica. Ciononostante sono permessi e tollerati impunemente i bordelli dove non viene riconosciuto alcun diritto al lavoro e infine la corrente femminista che sostiene l’abolizione della prostituzione, infantilizza le donne non riconoscendo loro la capacità di assumere rischi e di prendere decisioni, vittimizzandole.”
Il 30 agosto, una donna di 19 anni è stata arrestata in Ann Arbor (Michigan) dopo che un potenziale cliente aveva chiamato la polizia per denunciarla. Sosteneva che la donna avesse aumentato il prezzo dei suoi servizi rispetto al primo contatto via internet. La polizia l’ha portata via in manette.
Non c’è niente di particolarmente eccezionale in questa storia, apparsa per la prima volta sul sito AnnArbor.com. Si tratta di uno delle decine di casi tra quelli che si possono trovare ogni giorno nei rapporti di polizia e nei giornali locali di tutto il paese, spesso accompagnati da immagini delle arrestate. Non vi è alcuna organizzazione che difenda i diritti delle donne, che raccolga i dati completi di quante persone vengono arrestate, processate, condannate e incarcerate per accuse relative alla prostituzione. Ma i loro nomi e le loro foto restano perennemente nei vari motori di ricerca, a prescindere dal verdetto dei processi che le riguardano.

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