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sabato 12 luglio 2014

Morta di parto: Muore in clinica al Vomero subito dopo il cesareo: è giallo


Muore in clinica al Vomero subito dopo il cesareo: è giallo
di Elena Romanazzi


NAPOLI - Se n'è andata poco dopo aver visto la sua bimba, la figlia tanto desiderata e venuta al mondo con un parto cesareo. Una bimba paffutella, grande, quasi quattro chili, bella come la sua mamma, Alessandra De Simone, 36 anni appena, deceduta subito dopo il parto in circostanze tutte da accertare.

È entrata due giorni fa per partorire in anticipo rispetto alla data prevista a Villa delle Querce, una clinica privata convenzionata con il servizio sanitario nazionale, situata al Vomero e specializzata proprio in ginecologia.

La decisione di anticipare il parto è stata presa la scorsa settimana. Giovedì ad Alessandra viene fatto il monitoraggio di rito. La ginecologa che ha seguito tutta la gravidanza, Gelsomina Lombardi, decide che è meglio anticipare i tempi e sospetta che i conti fatti siano sbagliati. La piccola è grande, è già in posizione, aspettare la naturale rottura delle acque è rischioso e si decide la data del ricovero. Lunedì entra in clinica. Alla giovane vengono fatte tutte le analisi previste in questi casi, prelievo del sangue, elettrocardiogramma, tutto il necessario. Non c'è un valore che risulti sballato o che induca l'equipe medica a soprassedere sull'intervento. Entra la mattina, fa le analisi. Esce per poi ritornare per il ricovero nel tardo pomeriggio. Ripetono il tracciato e a tarda sera, come raccontato dal compagno agli agenti del commissariato Dante, viene effettuata una nuova ecografia e per i dolori le viene praticata una iniezione di Bentelan.

Per l'intervento si sceglie l'epidurale. È una prassi, questa, molto diffusa che consenta alla puerpera di vedere subito il piccolo senza aspettare la fine di una anestesia totale.
Ad Ale, come spesso la chiamavano i suoi amici, solo per poco è stato possibile sentire il calore della figlia. Lei e il suo compagno avevano deciso già da tempo di chiamarla Isabell, alla francese.
Cosa è accaduto? Il compagno Ivano Iacomino, Pr di professione, molto conosciuto negli ambienti della movida, di buon ora è andato in clinica. La coppia era stata avvertita che erano primi nella lista degli interventi. Le vengono fatti altri esami. Un nuovo tracciato e alle nove, con le sue gambe Alessandra è entrata in sala operatoria accolta dalla sua ginecologa. Ma il clima era sereno. L'attesa gioiosa. Il primo figlio era stato messo in cantiere dopo dieci anni di amore e dopo aver acquistato una casetta a San Giorgio a Cremano.

Intorno alle 9.30 portano la piccola al padre. Ivano è insieme a tutta la famiglia, il nonno Mimmo Iacomino, la sorella Elena, i cognati e la mamma di Alessandra, Anna e la sorella Rita. C'è una grande gioia per la nascita di questa bimba, attesa da tempo. Ivano chiede della compagna: «Come sta? Tutto bene?». «Non si preoccupi - rispondono - a breve esce, tempo dieci, quindici minuti ora arriva». Risposte evasive. Rita, la sorella di Alessandra alle 10.35, riceve un telefonata dalla ginecologa che la avverte delle complicazioni e la invita ad andare subito in sala operatoria.

La scena è terribile. La Lombardo spiega che Alessandra ha avuto un arresto cardiocircolatorio. Tentano, almeno questa è la scena che si presenta davanti agli occhi del compagno e della sorella, di rianimarla in tutti i modi. Viene utilizzato il defibrillatore e una iniezione al cuore mentre la famiglia chiedeva l'intervento del 118 per il trasferimento di Alessandra in una struttura con la rianimazione.
Non c'è nulla da fare. I medici del 118 non possono fare nulla perchè il cuore di Alessandra non riprende a battere e dal suo corpo continuava ad uscire sangue come se ci fosse stata una fortissima emorragia.

Ivano chiede subito l'intervento della polizia. La sua compagna era sana ed aveva avuto l'impressione, guardando tutte le manovre effettuate per rianimarla che in realtà fosse già morta prima. La cartella clinica è stata sequestrata. L'uomo, accompagnato dal legale di fiducia Antimo D'Alterio e Giuliano Russo ha presentato denuncia al commissariato Dante. Oggi verrà deciso quando effettuare l'autopsia sul corpo della giovane donna, madre, ma solo per pochi attimi.

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/muore-in-clinica-dopo-cesareo-al-vomero/notizie/787742.shtml

lunedì 2 dicembre 2013

Morta di parto: Barbara, mamma 32enne, muore di parto in Calabria. Gravissima la sua bambina


Venerdì 1 Novembre 2013
CASTROVILLARI (CS) - E' morta di parto, a 32 anni, dopo aver dato alla luce la sua bambina. Non succede in un villaggio di un paese del terzo mondo. Ma in Italia, in Calabria. Una donna, Barbara Maolomo, è morta stamattina dopo un parto cesareo effettuato nell'ospedale di Castrovillari. La bambina che aveva in grembo è stata salvata e ora si trova ricoverata, in condizioni critiche, nell'ospedale di Cosenza. La Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un'inchiesta e il pubblico ministero di turno, Maria Sofia Cozza, ha disposto il sequestro della salma e l'esame autoptico.  La trentaduenne, al nono mese di gravidanza, la notte scorsa si è presentata all'ospedale civile di Castrovillari e questa mattina è stata sottoposta al parto cesareo, che ha permesso di far nascere la bambina. Dopo l'intervento la donna ha avuto delle complicazioni e le condizioni sono peggiorate con il passare delle ore fino alla morte. Sull'episodio è stata informata la Procura della Repubblica, che ha avviato l'inchiesta. I carabinieri hanno acquisito la cartella clinica che servirà ad accertare le cure a cui è stata sottoposta la donna e tutti i passaggi sanitari effettuati prima e dopo il parto cesareo.  La Direzione medica del presidio ospedaliero di Castrovillari ha aperto un'indagine interna. «Ad una prima valutazione - è scritto nella nota della direzione sanitaria dell'ospedale - delle informazioni disponibili (essenzialmente gli esami diagnostici e il racconto di ostetrici, ginecologi e familiari) le cause sembrano da ricercare in alcune condizioni predisponenti e nel sopraggiungere (in apparente pieno benessere, riferiscono i parenti) di un'embolia polmonare, che probabilmente causava il distacco di placenta riscontrato dai ginecologi nel corso dell' intervento». 

La donna, si sottolinea nella nota, «è giunta in Pronto soccorso in una condizione comatosa, è stata trasferita subito in sala operatoria e operata immediatamente. La bambina - continua la nota - è risultata in evidente stato di asfissia ed è stata trasferita all'istante presso l'Annunziata, quale presidio Hub di riferimento. La madre, dopo l'intervento è stata presa in carico dall'èquipe dei rianimatori di Castrovillari che diagnosticavano l'embolia polmonare mentre le condizioni generali e gli esami di laboratorio precipitavano velocemente. Malgrado gli sforzi fatti per sostenere la funzione cardiorespiratoria, e preannunciato dal peggioramento dei parametri vitali, verso le sei del mattino subentrava l'exitus».  «I familiari della donna - prosegue la nota - informati minuto per minuto dell'evolversi della situazione e, pur nel dolore, hanno ringraziato il personale e la direzione per gli sforzi profusi dal team che ha preso in carico la loro congiunta. Essendo la morte per parto codificata come un evento sentinella dal Ministero della Salute, la Direzione ospedaliera ha ritenuto opportuno aprire comunque un'inchiesta interna, malgrado non vi sia a tutt'oggi alcun elemento che faccia sospettare responsabilità nella conduzione del caso, poichè sono stati rispettati protocolli e procedure».  La Direzione dell'ospedale e la Direzione dell'Asp esprimono i loro sentimenti di «profondo cordoglio ai familiari e si impegnano a collaborare pienamente con la magistratura nel caso dovesse emergere l'esigenza di approfondire le indagini per determinare l'esatta dinamica di questo evento indesiderato».

Fonte:http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/barbara_mamma_32enne_muore_di_parto_in_calabria._gravissima_la_sua_bambina/notizie/348604.shtml 

mercoledì 21 marzo 2012

Dove sono gli a-life in questi casi? Perché non protestano?

Cesareo negato, ora il bimbo rischia danni irreversibili 

La donna aveva già perso un figlio in grembo e un altro nato prematuro. L'accusa: «Implorava di sospendere il parto naturale»

Marco Accossato
torino
Per due volte aveva già cercato di diventare madre e per due volte aveva perso il figlio: uno ancora in grembo per una malformazione cardiaca, l’altro - prematuro - due giorni dopo la nascita. E ora che finalmente era riuscita a realizzare il suo sogno di maternità, ora che tutto sembrava andare come aveva sempre desiderato, la vita l’ha condannata ancora: Claudia Vracio, 32 anni, giovedì scorso ha dato alla luce un bimbo che durante il parto ha subìto un’asfissia.

Quali saranno le conseguenze della sofferenza cerebrale lo si saprà soltanto nelle prossime ore, perché il piccolo Andrea, da quando è venuto al mondo, è tenuto in ipotermia, una tecnica che nelle prime ore di vita abbassa la temperatura del corpo da 37 a 33 gradi per scongiurare col freddo danni permanenti mettendo «a riposo» i neuroni. La procura di Torino ha aperto un’inchiesta, dopo che il padre del piccolo ha denunciato l’ospedale Sant’Anna, centro di riferimento materno-infantile per eccellenza in Piemonte. «Claudia - racconta in lacrime la madre Veronica, presente in sala parto - non riusciva a spingere, malgrado i medici e le ostetriche le dicessero di farsi forza, di insistere. Più volte ha implorato che le venisse fatto un cesareo, invece le hanno prima bucato le membrane, poi indotto le contrazioni, continuando a insistere col parto naturale: “Tutte le donne chiedono il cesareo per non sentire dolore, signora...”».

Andrea è rimasto incastrato con le spalle a metà del suo percorso di uscita, e per cinque minuti il medico di turno ha tentato di «liberarlo», prima con una ventosa, poi afferrandolo con le mani. Cinque lunghissimi minuti, durante i quali Claudia gridava e la quantità di ossigeno al cervello del neonato è precipitata fino all’asfissia. Quattro ore di travaglio e di sala parto. Quella di Claudia era una gravidanza a rischio, con i due precedenti bimbi morti. E quand’è nato, Andrea pesava poco meno di 4 chili e 580 grammi. «Malgrado ciò - sostengono i parenti - nessuno ha ascoltato la sua richiesta: “Fatemi il cesareo, vi prego, fatemi il cesareo”...».

L’ospedale si difende: «Non c’era una sola ragione, dal punto di vista medico, per il cesareo», spiega il dottor Pietro Lombardo, che ha assistito la donna negli ultimi 50 minuti prima della nascita. «Anzi, nel momento in cui sono arrivato io in sala parto sarebbe stato ancor più rischioso», aggiunge. Claudia aveva scelto di essere seguita durante tutta la gravidanza da un ginecologo privato che ogni mese l’ha sottoposta a un’ecografia, «ma quel medico - accusa ora l’ospedale - non ci ha mai comunicato né che il bimbo fosse così grande, né che la signora avesse avuto due gravidanze precedenti finite tragicamente». Una vicenda complessa. Claudia, per le due gravidanze finite con la morte del feto e del neonato, era stata comunque seguita al Sant’Anna, e di lei c’era traccia sui computer. Che nessuno, evidentemente, la settimana scorsa ha consultato. «In ogni caso - specifica il dottor Lombardo - le ragioni per cui la signora era considerata “a rischio” erano ormai superate. Alla ventesima e alla trentunesima settimana le sono state fatte qui in ospedale due ecografie che hanno escluso cardiopatie del feto e hanno calcolato un peso assolutamente nella norma».

Anche la minaccia di parto pre-termine, «a questo punto, era scongiurata». Nessuno, guardando il pancione di Claudia, ha capito che il bimbo che aveva in grembo era così grosso. «La signora è alta un metro e 71, quella pancia sembrava proporzionata all’altezza», spiegano al Sant’Anna. Il problema, secondo i medici, non è stato il non fare il cesareo, «ma la distocia delle spalle, un evento raro per il quale il bimbo non fa una rotazione indispensabile per poter venire al mondo dopo che è uscita la testa». Un evento «che nel 50 per cento dei casi - sottolinea sempre il dottor Lombardo - capita con bambini che alla nascita pesano anche meno di 3 chili».

Mentre da un lato il ministero della Salute invita i medici a non esagerare col bisturi in sala parto, a Torino il marito e i genitori di Claudia chiedono invece perché non sia stato fatto un cesareo: «Se avessero ascoltato la richiesta di Claudia, Andrea ora sarebbe un bimbo perfettamente sano», dice il padre. Per provare a liberare il piccolo due ostetriche hanno premuto sulla pancia di Claudia tentando di spostare la spalla incastrata. Inutile: «Alla fine erano in sei, attorno a Claudia. Quando è nato Andrea non ha pianto, hanno dovuto massaggiarlo perché respirasse normalmente». Ora si spera soltanto che i cinque minuti senza ossigeno sufficiente al cervello non abbiano provocato danni troppo gravi. Danni irreparabili.

Fonte: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/447153/

mercoledì 29 giugno 2011

Cosenza, due donne muoiono di parto a distanza di poche ore: aperte inchieste

COSENZA - Due donne sono morte a distanza di poche ore dopo avere partorito nell’ospedale di Cosenza. I familiari sono adesso intenzionati a rivolgersi alla magistratura per sapere cosa è successo e se vi siano responsabilità da parte dei medici.

Il primo caso risale a lunedì scorso. Una donna di 37 anni, Rosita Presta, di San Marco Argentano, che era in cura da un ginecologo di Castrovillari, ha accusato un’emorragia al settimo mese di gravidanza. Portata in eliambulanza nell’ospedale cosentino, i medici sono riusciti a salvare la vita del neonato, ma non quella della partoriente che, stando alle prime indicazioni, sarebbe morta per l’emorragia provocata da una anomalia della placenta.

A distanza di poche ore, una donna di 27 anni, Caterina Loria, è morta nell’ospedale di San Giovanni in Fiore dopo avere partorito con il cesareo, il 21 giugno scorso, in quello di Cosenza quando era all’ottavo mese di gravidanza. Dimessa venerdì scorso dal nosocomio cosentino, la donna è tornata a casa ma ha accusato forti dolori alle gambe. Nella notte tra lunedì e martedì è stata portata nell’ospedale di San Giovanni in Fiore dove è deceduta.

In quest’ultimo caso, i familiari hanno già presentato denuncia alla Procura di Cosenza. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia che sarà effettuata domani.
Mercoledì 29 Giugno 2011 - 12:17    Ultimo aggiornamento: 15:45
 
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=154386&sez=ITALIA

mercoledì 6 ottobre 2010

Donna morta dopo parto a Napoli: cinque i medici indagati

Pm valuta anche posizione di due medici legali
06 ottobre, 15:57

(ANSA) - NAPOLI, 6 OTT - Sono cinque i medici dell'ospedale Fatebenefratelli indagati dalla procura per la morte di una donna avvenuta il 12 marzo scorso dopo un parto.

La 39enne, che aveva dato alla luce il suo terzo bambino, mori' poche ore dopo il cesareo: al marito i medici dissero che la causa era probabilmente una embolia polmonare, ma lo stesso ospedale dispose un riscontro diagnostico - in pratica un'autopsia - da cui emerse che il decesso era riconducibile a una emorragia interna. Nell'ambito dell'inchiesta il pm Giovanni Corona sta valutando anche la posizione dei due medici legali che eseguirono il riscontro diagnostico e che non informarono la procura sulle reali cause del decesso. (ANSA)

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/campania/2010/10/06/visualizza_new.html_1755590797.html

venerdì 23 aprile 2010

Epidurale | La testimonianza di Effe

di

Sono entrata in sala parto dopo 48 ore di contrazioni (monitorata una volta in ospedale e rispedita a casa).

Primipara, aperta di tre centimetri. Il ginecologo mi visita e dice "Beh, ci siamo quasi" l'ostetrica mi visita "Noooo, qui non ci siamo affatto, ci vorranno ancora molte ore" la tirocinante mi visita e mi chiede "E' seguita in privato da qualcuno del nostro staff? Che lavoro fate lei e suo marito?" (giuro, mi ha chiesto esattamente queste cose!).

Quando ho detto che non ero seguita in privato da qualcuno del loro staff e che io e mio marito eravamo dei semplici impiegati, il ginecologo e l'ostetrica, diventati di colpo seri e molto meno affabili di prima, si sono ritrovati magicamente d'accordo "Ah, il bambino è appoggiato tutto sulla vescica, si metta qui sul letto a pecora, che così scenderà prima" e se ne sono andati. Tutti. Senza darmi altre spiegazioni.

Io, buona buona mi metto sul lettino, ma dopo neanche due minuti sento una fitta atroce. Inizia una contrazione. Lunghissima e dolorosa da morire, ma dopo qualche minuto smette.

Entra l'ostetrica con una tazza di te, mi attacca il sensore e mi dice di restare ferma in quella posizione. Se ne va di nuovo. Un'altra contrazione, ancora più dolorosa e più lunga. Mio marito è in piedi vicino al letto, preoccupato perchè mi conosce bene, sa che ho una soglia del dolore molto alta e che sono una persona piuttosto calma e pacata. Se sono così agitata c'è qualcosa che non va, c'è troppo dolore.

Passa mezzo'ora con contrazioni che vanno e vengono, sempre più lunghe e sempre più dolorose. Ogni tanto entra una ragazza che mi mette il sensore sulla pancia, e poi se ne va. Passa un'altra mezz'ora. A questo punto inizio a sentire un dolore atroce, come una contrazione unica che mi attanaglia, che non se ne va. Il dolore più forte del mondo e senza tregua, continuo, senza pausa.

Passo un'ora così, senza che nessuno entri a vedere come stavo. Comincio a lamentarmi ad alta voce, entra l'ostetrica sc@zzatissima, scambiamo qualche battuta, ma sono troppo dolorante e non riesco a parlare. Le chiedo quanto durerà. Con aria fatalista mi dice "Non posso risponderti, potrebbe andare avanti così anche tutta la notte".

Spaventata dalla sua risposta, le chiedo l'epidurale. Se già prima non aveva una faccia simpatica, con questa frase cambia ulteriormente espressione, diventa quasi cattiva:"Ma lo sai cosa ti pu fare l'epidurale? Potresti rimanere paralizzata, potresti creare seri danni a tuo figlio! E poi se chiamiamo l'anestesista adesso, ci mette un'ora per arrivare. Stai buona qui e aspetta, ok?"

E se ne va.

Ma il dolore è sopra le mie possibilità, sento che non ce la faccio, mi mancano le forze, sono due giorni che non dormo per le contrazioni e sono già due ore che ho una unica contrazione che non smette mai, anzi che aumenta di minuto in minuto. Come un elastico che si tende, si tende e non sai mai quando si spezzerà.

Inizio a gridare. Ma non è perchè ho perso il controllo, anzi. E' solo per scaricare in qualche maniera il dolore, perchè percepivo benissimo tutto, ero molto lucida e non ho mai perso la testa, ricordo particolari e parole dette che pure mio marito si è stupito di come facessi a ricordarle nonostante il dolore.

Entra l'ostetrica, sempre con la sua aria seccata. Mi fa spogliare e mi dice di andare nella doccia. Io non voglio, non me la sento, ma lei mi spinge quasi a forza sotto il getto di acqua calda e mi fa mettere a quattro zampe. Ricordo ancora quella scena: vedevo i piedi dell'ostetrica e di mio marito davanti a me, il dolore che non smetteva, io che mi trattenevo dall'urlare e l'osterica (sempre sc@zzata, mi raccomando!) a braccia incrociate che conversava amabilmente con mio marito dicendogli con nonchalance "Vedi? Vedi come soffre? E' il dolore più forte che proverà nella sua vita. Soffre molto sai? Senti come urla!"

... come se io non ci fossi!!! Parlava di me in terza persona, quasi prendendomi per il cul0 per il casin0 che facevo. Vi giuro, in quel momento mi sono sentita un cane.

Un cane vivisezionato.

Ma a questo punto mi si rompono le acque.

Sento un "CIOCK" fra le gambe e vedo un rivolo color pipì scura che scorre fra le gambe. L'ostetrica mi dice di uscire, io mi alzo e come una scheggia corro nuda verso il mio lettino, mi aggrappo al cuscino e inizio a urlare come non ho mai urlato in vita mia. Passano una decina di minuti e l'ostetrica mi dice di mettermi sulla cavalchina. Pensavo volessero solo visitarmi, ma quando mi appoggiano il sensore sulla pancia mi ritrovo in un vortice: ho due praticanti che mi saltano sulla pancia, il ginecologo che con le dita mi allarga la vagina facendomi un male cane e l'ostetrica che mi urla di smettere di gridare in quel modo.

Mio marito è al mio fianco, ma dietro le sue spalle vedo altre cinque persone che mi guardano serie, come se si stessero gustando uno spettacolo. Non so se mi sento più male per la vergogna di stare nuda e urlante davanti a tutta quella gente o per il dolore allucinante che sento dappertutto. Nessuno mi dice una parola, nessuno che mi tranquillizzi. Mi sembra di subire un assalto.

Con le mani mi aggrappo a ogni appiglio, compresa la tirocinante che mi scrolla per farmi mollare la presa. Sento il ginecologo che mi introduce quacosa dentro, mi fa male, è la ventosa. Tira tira, il tirocinante mi da un colpo allo sterno e si appoggia con tutto il peso sulla mia pancia, sento uno strappo doloroso, pensavo che il bambino fosse uscito. Invece era solo la ventosa che non aveva fatto presa.

Vedo che tutti vanno fuori di testa. Il ginecologo prende qualcosa in mano, cerca di nasconderla, ma mi accorgo che sono le forbici. Ho urlato il NO più grande della mia vita, forte e disperato. Lui si ferma un attimo, mi guarda con espressione gelida e senza dire niente taglia.

E fa un male orrendo, sentirsi tagliare il muscolo fa un rumore che gela il sangue... Sono disperata e incazzata. Mi mette di nuovo la ventosa, mi spingono di nuovo sulla pancia, mi urlano di spingere e finalmente mio figlio esce.

Allungo le braccia per prenderlo, per stringermelo al petto per avere fra le braccia il frutto di tanta sofferenza patita per amore. Ma lo intravedo per un secondo: un bambolotto piccolo, fermo, esanime, con le braccia che ciondolano. E' solo un attimo, perchè il ginecologo lo butta in una culletta, come se fosse morto.

Tutti corrono via, restiamo solo io, mio marito e l'ostetrica. "Perchè me lo portano via??!!!" "Ma non è niente, devono solo fargli delle analisi" No, ... di me possono fare quello che vogliono, ma non al mio piccolo.

Ordino a mio marito "Corrigli dietro, vai a vedere cosa gli fanno!" lui li segue e trova la nostra creatura in una stanzetta li vicino, con la maschera ad ossigeno e due medici che lo massaggiano sul petto e sulla pancia.

Non si accorgono che c'è mio marito li dietro e uno dice all'altro "Che casino che hanno fatto... E questo qui (indicando il piccolo) stenta a riprendersi..." Mio marito si sente tirare per la manica, è il ginecologo che lo tira fuori dalla stanzetta.

Inizia a chiacchierare, affabile e simpatico, come se fossero stati due amiconi. "Eh, sa, son cose che succedono, una donna su tre partorisce così!" Intanto arriva la tirocinante che inizia a ricucire. Penso che sia rimasta mezz'ora fra le mie gambe a dargli di punto croce. Quando inizia a ricucire il taglio sulla natica le dico che fa troppo male, ma lei mi dice di no, che tanto sta cucendo la cute, finisce subito.

Si, dieci minuti a punzecchiarmi le chi@ppe, come se non bastasse tutto quello che ho patito.Ma dov'è il piccolo? Cavoli, non so neanche se è maschio o femmina! Io vorrei tanto una bambina! Ma l'ostetrica mi dice che devo aspettare ancora un po'.

Intanto una infermiera mi toglie il sangue che mi colava dalle gambe, commentando seccata che con le mie urla ho svegliato tutti fino in quarto piano... Grazie signora, avevo bisogno di una parola di sostegno!Per fortuna dopo un po' lo sento che piange.

Ah, è vivo! Mi rilasso. Entra mio marito, serio e con gli occhi arrossati, con un fagottino urlante avvolto in una coperta "Hanno detto che puoi tenerlo due minuti, poi lo devono portare subito in terapia intensiva... Ma non preoccuparti, hanno detto che probabilmente non ha danni..."

Probabilmente non ha danni? Ma se sulla testa ha un bozzo enorme e un taglio sanguinante a mezza luna che sembra una lobotomia??!!!!! E questi non sono danni??!!!!Me lo portano via quasi subito e dopo pochi minuti l'ostetrica mi dice che bisogna andare via.

Le chiedo solo mezz'ora per riprendermi, le gambe non mi reggono... "Ma come? Non vuoi vedere tuo figlio?" Mi mette le mutande a rete, mi copre con una vestaglietta e mi fa uscire dalla sala parto. Mi gira tutto, le chiedo se posso usare la sedia a rotelle... "Ma dai, come non ce la fai a camminare? Muoviti, su, che devi andare da tuo figlio!"

Brutta strega, pure la sedia a rotelle mi neghi?! Dopo tutto quello che mi hai fatto? Eh, no! Mi sono accasciata sulla sedia e mi son fatta scarrozzare per tutto l'ospedale... Almeno questo...

Ah, grazie al cielo il piccolo non ha avuto danni, anche se ha rischiato grosso. E per fortuna è maschio. Non dovrà subire tutto questo.

Fonte epidurale.blogspot.com

Il parto di Eloise, un incubo

di

Questa è la storia di Eloise, l'ha pubblicata su alfemminile e poi epidurale.blogspot.com

Ho letto questo forum per mesi durante la gravidanza..una gravidanza felice. sono una mamma di marzo.
Ho cercato di preparami al parto nel miglior modo possibile. Leggendo libri, riviste e partecipando ai corsi pre parto organizzati dall'ospedale dove avevo scelto di partorire, il buzzi di milano.

Alla 41 settimana ancora non si muove nulla, faccio tutte le visite a termine previste dall'ospedale, mi visitano e fanno diverse eco, mi dicono il bimbo è grande, forse arriverà a 4 kg. non riscontrano nessun problema.
Mercoledì sera mi si rompono le acque a casa. tutto tranquillo, non sono tinte. con calma io e mio marito ci rechiamo al buzzi,felici che presto avremmo conosciuto il nostro piccolo.non sono per nulla agitata. non ho ancora nessuna contrazione, ma già mi avevano ventilato ipotesi induzione all'ultima visita.

PRIMA BRUTTA SORPRESA: l'accettazione è piena. non possono tenermi. io gli dico di aver fato tutto da loro, visite, esami corsi. ma nulla mi mandano via.
siamo sconvolti. non eravamo preparati. mi sento una cretina, non so nulla degli altri ospedali, se non di nome.

Fanno il favore di chiamare l'accettazione degli altri ospedali di milano per trovare un posto.mangiagalli piena, macedonio melloni piena, san carlo piena, mi dice un'altra ragazza che anche il san raffaele è pieno. così rimane l'ospedale sacco. diciamo va bene.ci portano con un'autoambulanza. nel frattempo dalle 10 di sera sono le 3 di notte. continuo a perdere le acque.niente contrazioni.

Arrivata scopro che non aveno posti (vai a capire perche hanno accettato due persone)infatti mi parcheggiano nello stanzino dei monitoraggi del pronto soccorso. passo lì tutta la notte e il giorno seguente. senza bagno, senza poter spegnere la luce.con le urla delle partorienti nelle sale parto attigue alla stanzetta.

Di tutte le ostetriche ed infermiere solo una si rivolge a me gentilmente, chiedondomi se ho bsogno di qlc e scusandosi anche della situazione precaria. in efetti riscontro maleducazione e superficialità per tutto il tempo. in realtà capto due ostetriche parlottare irritate per aver duvuto accettare altre due gestanti, di cui una pure senza contrazioni (quindi una roba lunga!)
effettivamente inizio ad agitarmi. la mattina, sempre nella schifosa saletta, arriva in ginecologo che mi inserisce in vagina una fettuccina per indurre il travaglio dicendo che entro 12 ore partorir. comunque molto parco di informazioni.

Morale della favola dopo 12 ore non partono le contrazioni, mi inseriscono altra fettuccina. niente da fare. nel frattempo sempre monitorizzata e con flebo per antibuotici. alla sera del giovedì mi trovano un letto in reparto (FINALMENTE!!)condiviso con altre 2 donne. (piccola nota... al sacco il reparto maternità è misto partorienti e altre problematiche ginecologiche, la mia vicina di letto aveva subito un aborto terapeutico, e l'altra aveva problemi alle ovaie, immaginate che ioia per loro ciucciarsi in camera il piccolo urlate, fanno il rooming in, tutta la notte)
insomma le fettuccine non fanno nulla. NEMMENO UNA CONTRAZIONE ZERO DILATAZIONE.

Posso alzarmi pochisimo perchè sempre monitorata. inizio già ad aessere stravolta dopo la notte insonne. e le ore di allettamento e di ansia.
passo la notte di venerdì senza dormire per i lamenti della mia vicina che poverina contnua a chiamare. la mattina alle 6.00 m poprtano i nsala parto per l'induzione con ossitocina.

IL GINE DICE :UN PAIO D'ORE E PARTORISCI! (P DEL VENERDìER FORTUNA MI RISPARIMIANO LA TERZA FETTUCINA IN VAGINA, INZIO AD ESSERE STANCA E NERVOSA).

Iniziano a perforarmi alle 6.00. le contrazioni partono fortissime dopo circa mezz'ora. vi dico solo questo:SONO SDRAIATA, NON POSSO GIRARMI NE ALZARMI PER IL MONITORAGGIO CONTINUO.

Supplico di potermi alzare e camminare per alleviare i dolori. mi dicono di no, hai rotto le acue mercoledì sera è passato un sacco di tempo bisogna monitorare sempre il bimbo (INDURMI PRIMA DUNQUE!!!)

DOPO DUE ORE SUPPLICO L'EPIDURALE, mi tengono in sospeso dicendo che siccome avevo fatto tutti gli esami al buzzi forse non possono farmela. MI SENTO MORIRE. ho contrazioni ogni due minuti.VI DICO SOLO QUESTO,arrivo a dilatazione completa alle 3.30.ALTRO CHE DUE ORE!!!per fortuna alle 11.00 una splendida anestesista mi fa questa benedetta epidurale (EVVIVA L'EPIDURALE!)toglie parzialmente il dolore.
SONO STRAVOLTA.mi ventilano l'ipotesi del cesareo verso le 12, perchè ero a tre cm (mi dilater fino a 10 nelle tre ore successive).

Vi assicuro che provo solo sollievo all'idea. ho la schiena a pezzi per la posizione supina da ore.iniziano a preparami per l'operazione.
MA SFIGA ASSURDA CAMBIA TURNO PER L OSTETRICHE E ARRIVA UNA PAZZA IPER CONVINTA DEL PARTO NATURALE CHE DICE: MA NOOO PROVIAMO A FARLA SPINGERE!!!!!!IL BIMBO ANCHE A ILATAZIONE COMPLETA non si muovev di un millimetro, testina alta nelle pelvi. sono le tre del pomeriggio inzia un ora terrbile in cui questa mi ersorta a spingere, il gine si convicne anche lui.....(tutti fan del parto naturale) io ormai stanchissima, faccio fatica. si arrabbiano.

Imprivvisamente IL BATTITO DEL BIMBO SCENDE VERTIGINOSAMENTE. arrivano 5 6 persone tutte isnieme. urlano cesareo al voloooooo....io e mio marito siamo terrorizzati!!!!!!!!
temo per il piccolo.
L'ostetrica ... HA IL CORAGGIO, DI SUSSUSRARMI ANCHE IN QUESTO MOMENTO: PROVA ASPINGERE è MEGLIO PARTORIRE COSì!!!!

Forse il mio istinto mi dice di stare femro, fatto sta che faccio solo finta.
cinque minuti dopo mi portano in cirurgia e mi operano in freta e furia (il battito continuava a scendere). FANNO TALMENTE IN FRETTA CHE VI GIURO INZIANO A TAGLIARMI ANCORA PRIMA CHE L'ANESTESIA FACCIA EFFETTO. SENTO UN DOLORE ACUTO DOVE TAGLIANO , URLO. DOPO POCHISSIMO PER FORTUNA MI ADDORMENTANO DEL TUTTO.

Il mio PICCOLO IVAN NASCE ALLE 16.00 CON DUE GIRI DI CORDONE AL COLLO MOTIVO PER CUI NON SAREBBE MAI SCESO DAL CANAEL VAGINALE. PER FORTUNA è SANO. NON RIPORTA DANNI.

MA NON VI DICO LA RABBIA, IL DOLORE E LAFRUSTAZIONE PER TUTTO QUANTO..

SCUSAT LO SFOGO MA SONO ANCORA COSì SCONVOLTO DOPO UN MESE. MI SOGNO DI NOTTE IL DOLERE DEL BISTURI NELLA PANCIA. E IL PARTO DI MIO FIGLIO SI è TRASFORMATA IN UN ESPERIENZA ORRBIL DA RIMUOVERE DALLA MIA MENTE

Fonte:epidurale.blogspot.com

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