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mercoledì 18 dicembre 2013

Perché, chi è perfetto?

Sulla Bahnhofstrasse di Zurigo il 2 dicembre sono comparsi, nelle vetrine di un negozio di abiti, dei manichini inusuali. Le reazioni dei passanti sono state di stupore, dato che questi manichini rompevano la serialità del modello umano idealizzato, che di norma fa mostra di sé nelle vetrine, e riproducevano corpi affetti da disabilità fisiche.
Si tratta di una campagna promossa dall’associazione ProInfirmis.
Come ripete una delle frasi più condivise di facebook: “Non siamo nati per essere perfetti ma veri.” Nessun corpo vero è seriale. Quindi, avvicinatevi!



I manichini disabili susciteranno sguardi attoniti sulla Bahnhofstrasse di Zurigo oggi.
Tra i manichini perfetti ci saranno figure scoliotiche o con la malattia delle ossa fragili, come modelli all’ultima moda. Uno avrà gli arti corti, l’altro la spina dorsale malformata. La campagna è stata ideata per la Giornata internazionale delle persone con disabilità da Pro Infirmis, un’organizzazione per disabili. Intitolata “Perché, chi è perfetto? Avvicinati”, è stata progettata per provocare una riflessione sull’accettazione delle persone con disabilità. Il direttore, Alain Gsponer, ha documentato la campagna con un cortometraggio. I manichini sono rappresentazioni tridimensionali, a grandezza naturale, di Miss Handicap 2010, Jasmin Rechsteiner, del conduttore radiofonico e critico cinematografico Alex Oberholzer, dell’atleta Urs Kolly, della blogger Nadja Schmid e dell’attore Erwin Aljukic.
“Inseguiamo spesso degli ideali invece di accettare la vita in tutta la sua diversità. Pro ​​Infirmis si sforza soprattutto di promuovere l’accettazione della disabilità e l’inclusione delle persone con disabilità”, dice Mark Zumbühl, membro di Pro Infirmis Executive Board, descrivendo la campagna.*
*Testo a commento del video su youtube, traduzione di Serbilla.

venerdì 22 marzo 2013

La pubblicità di Vuitton e la costruzione della 'femminilità'



In rete gira questa pubblicità di Louis Vuitton. Una nuova campagna in cui, dicono, non si prende in considerazione la vita drammatica delle prostitute e, secondo alcune persone, si prende in giro chi subisce molestie nel mondo della moda. Quello che io vedo però, in questo spot, a un primo rapidissimo sguardo, al quale fanno seguito queste poche righe, è quasi una presa di coscienza sul significato della femminilità, più che una presa in giro. Voglio dire, tutto l'apparato della femminilità è prostitutivo. Non è una presa in giro, è la rappresentazione di come viene costruita la femminilità. A partire dalla scritta Love. E dunque, la cosa che maggiormente mi disturba, a parte l'estrema magrezza di questa donna, è quella ignobile pelliccia che rappresenta uno status simbol, la crudeltà inutile. Di significati in questo spot ce ne sono molti. Di violenza anche. Ma non riguardano la banalizzazione della prostituzione, bensì il modello di femminilità che costruisce la moda: magrezza, seduttività eteronormata, simboli di potere. E la pubblicità è onesta, lo dice chiaramente, nel finale, che è l'industria della moda che contribuisce oggi, in modo massiccio, a generare questo modello umano.

giovedì 1 settembre 2011

Miss Italia


Arguzia in questo post analizza il decalogo - in realtà i punti sono undici, ma non sapevano come si chiama un elenco di undici punti e l'hanno chiamato comunque decalogo* - dicevo, il decalogo al quale si deve attenere la ragazza Miss Italia per essere accettabile.
Accettabile per chi poi? Per le famiglie che vedono culi e tette ogni giorno in televisione a ora di cena e pranzo, come decorazione di carne attorno ai "sobri" conduttori in completo classico nei giochi a premio? Sì per loro.
Che però non si accorgano che sempre di carne venduta un tanto al kilo si tratta!
La Miss Italia dev'essere senza segni di godimento sul corpo, intendo di godimento del proprio diritto all'autodeterminazione: no pircing no tatoo, ritocchino sì ma discreto. Tutto in onore del buongusto di corpi silenziosi e canonizzati.
Miss Italia, ossia una giovane donna mite e sorridente, non troppo brillante, non appariscente, ma dai tratti armoniosi, da sfoggiare nei salotti e nelle feste in discoteca, si accetta anche la taglia 44 - che non sembri tale.

*Eddai è facile!Su, basta rifletterci un attimo! En ...end ...en-de-ca
...E N D E C A L O G O!

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