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lunedì 20 maggio 2013

Convengo sulla legge 194 a 35 anni dall'approvazione

22 maggio 2013, a 35 anni dalla legge sull'interruzione di gravidanza, presso la casa internazionale delle donne di Roma, incontro con Chiara Lalli, Caterina Botti, Filomena Gallo, Alessandra Gissi, Michele Grandolfo, Paola Lopizzo, Rosetta Papa, Manuela Perrone, Vittoria Tola.

Dopo il convegno sarà proiettato il documentario Legge 194. Cosa vogliono le donne – Storia di una legge, storia di donne, di Liliana Barchiesi e Alessandra Ghimenti (2013).

Introduce e coordina: Chiara Lalli (autrice di A. La verità vi prego sull’aborto, Fandango 2013)

Intervengono:
Caterina Botti (filosofa, “Sapienza” Università di Roma) “Il peso della condanna morale dell’aborto” Filomena Gallo (avvocato, segretario Associazione Luca Coscioni) “Quali strumenti per garantire l’applicazione della 194?” Alessandra Gissi (storica, Università di Napoli “L’Orientale”) “Il senso di colpa come oggetto di indagine storica” Michele Grandolfo (epidemiologo, Noidonne) “Epidemiologia dell’aborto e promozione della salute” Paola Lopizzo (ginecologa, responsabile Unità Operativa “Assistenza e tutela sociale della maternità e IVG”, Ospedale San Giovanni-Addolorata), “La garanzia del servizio” Rosetta Papa (direttrice “Unità Operativa Complessa Tutela Salute Donna”), “Donne a Sud della Salute” Manuela Perrone (giornalista, Sole24Ore) “Come i media trattano l’aborto” Vittoria Tola (Udi nazionale, Assemblea permanente per i consultori) “Dall’autodeterminazione (legge 405/1975) all’autodeterminazione (legge 194/78)” Dopo il convegno sarà proiettato il documentario Legge 194. Cosa vogliono le donne – Storia di una legge, storia di donne, di Liliana Barchiesi e Alessandra Ghimenti (2013).

Fonte: Il buon medico non obietta.

sabato 9 febbraio 2013

Secondo Convegno Nazionale L.A.I.G.A.

Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Attuazione della legge 194

Roma, 8 e 9 Marzo 2013
Aula Magna Ospedale Forlanini Piazza Carlo Forlanini, 1 Roma
Sono previsti tra gli altri gli interventi di diverse associazioni:
Riccarda Triolo (AGEO), Maurizio Bologna (AGICO), Marina Toschi (AGITE), Mario Puiatti (AIED), Giovanna Scasselati (ANDRIA), Francesca Koch (Casa Internazionale delle donne), Giuseppina Adorno (Consulta dei Consultori), Filomena Gallo (Associazione Luca Coscioni), Maurizio Orlandella (SMIC), Vittoria Tola (UDI), Gabriella Pacini (Vitadidonna)
Durante la giornata dell’8 Marzo si terranno 2 corsi dal titolo:
“La contraccezione ormonale post IVG: Corso teorico pratico di impianto sottocutaneo”.
I corsi saranno tenuti dalla Dott.ssa Anna Pompili

L'associazione LAIGA nasce dall'impegno di un gruppo di ginecologi non obiettori: la dott.ssa Silvana Agatone e la dott.ssa Concetta Grande, del servizio Applicazione legge 194/78 dell'Ospedale Sandro Pertini Roma; il dott. Franco Di Iorio e il dott. Marco Sani, del servizio Legge 194/78 del Policlinico Casilino Roma. Da anni i medici di LAIGA si riuniscono insieme ad altri, pochi operatori non obiettori del Lazio.
Lo scopo di queste riunioni è contarci, conoscerci e cercare di migliorare e salvaguardare l’applicazione della legge 194. Conoscerci e contarci perché finora non vi è alcuna lista né presso la Regione Lazio né presso il Ministero della Salute sulla quale risultino i centri e gli operatori che applicano la Legge 194.

Il programma delle due giornate qui.

sabato 19 gennaio 2013

Soffrire di meno è un diritto: Ru486

La verità è che ogni donna deve essere libera di scegliere.




Sulla pillola abortiva RU486 ti raccontano troppe bugie. Apri gli occhi! Un video e una campagna informativa e controinformativa delle Donne di Torino per l'autodeterminazione. Perché ogni donna deve poter scegliere liberamente.

giovedì 22 novembre 2012

'C'è chi dice no, dalla leva all'aborto' a Bologna

Giovedì 29 novembre 2012 ore 18.30  

Questo libro parla di libertà. Libertà desiderata, ottenuta al prezzo della sua stessa negazione. Libertà violate nell’intimo delle nostre vite. Questo libro parla di coscienza. E di obiezione di coscienza. Parla di coloro che disobbedendo alla guerra hanno ottenuto il servizio civile. Parla di coloro che, invece, dell’obiezione di coscienza ne fanno un uso ipocrita e ingiusto, rendendola strumento per vietare le altrui libertà. Parla dei medici che si rifiutano di eseguire le interruzioni volontarie di gr
avidanza, non garantendo un servizio che per legge, la 194, dovrebbe essere sempre alla portata di ogni donna.
Questo libro parla di donne e uomini, e delle storie dei loro corpi. Per ricordare che dietro l’obiezione di coscienza ci sono cose ben più importanti, come i nostri diritti alla salute e all’autodeterminazione.

In Italia, complici il movimento per la vita e la morale cattolica dominante, le percentuali di ginecologi obiettori negli ospedali pubblici sono in pericoloso aumento. In alcune regioni, Puglia Campania Lazio Veneto, sfiorano punte dell’80\90%.
Eppure il punto della legge 194 non è diffondere la cultura della vita, ma garantire a noi tutte salute e libera a scelta a fronte di una decisione impegnativa, ma sempre personale, come la riproduzione.
Oggi le nostre libertà vanno difese dall’arroganza di chi crede di avere una morale valida per tutt@. Per questo vogliamo il movimento per la vita fuori dai consultori e gli obiettori fuori dagli ospedali pubblici.

Sarà presente l’autrice Chiara Lalli.

Chiara Lalli è autrice di “Libertà procreativa”, “Dilemmi della bioetica” , “Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay” e “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza”.
Fonte: facebook

mercoledì 25 aprile 2012

Maternity Blues - Depressione Post Partum


Incontro dibattito
LUNEDI 30 APRILE ore 14.30
Università degli Studi di Napoli Federico II
Aula 6 Facoltà di scienze biotecnologiche
Via Tommaso De Amicis 95,
Napoli



Intervita Onlus sceglie ancora una volta il cinema come linguaggio privilegiato per sostenere i diritti delle donne e appoggia il progetto ideato dal regista di Maternity Blues, Fabrizio Cattani: “Quando una madre Uccide”, ciclo di incontri itineranti sulla Sindrome Blues (Depressione Post Partum) Maternity Blues di Fabrizio Cattani, presentato al Festival di Venezia e in anteprima lo scorso novembre durante la rassegna cinematografica di Intervita Onlus Siamo Pari. La Parola alle Donne, esce ufficialmente nelle sale cinematografiche italiane il 27 aprile distribuito da Fandango distribuzione.
Il film tratta con delicatezza e senza morbosità il tema della depressione post partum, raccontando le vicende di quattro donne diverse tra loro, ma legate da una colpa comune: l’infanticidio. All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la
sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti.
Parallelamente all’uscita del film si svolge il ciclo di incontri dal titolo “Quando una madre uccide” che da nord a sud punteranno i riflettori su un tema scomodo e e troppo spesso taciuto: la depressione post partum. Obiettivo del progetto è infatti spezzare la gabbia di solitudine che intrappola tante, troppe, neo-mamme dopo il parto.



RELATORI
Fabrizio Cattani, regista Maternity Blues
Dott. Giuseppe Chiacchio, Reparto di Ginecologia ed ostetricia dell'università degli studi di Napoli Federico II
Serena Sabella, Autrice di “Mamma non si nasce”
Dott. Alfonso Tortorella, Dipartimento di Psichiatria della seconda Università degli studi di Napoli
Dott.sa Monica Vacca, Psicoterapeuta, psicoanalista, Consultorio Psicoanalisi Applicata "Il Cortile, Segretaria Scuola Psicoanalisi lacaniana (SLP) di Roma

MODERATORE
Cristina Zagaria – La Repubblica

Fonte: maternityblues.it

lunedì 16 aprile 2012

C'è chi dice no. Obiezione di coscienza nella legge 194



UDISALUTE Napoli presenta



Obiezione di coscienza nella legge 194 (legge sulla maternità libera e responsabile e interruzione volontaria di gravidanza), presso la sala Santa Maria la Nova della Provincia di Napoli, ore 17 del 16 aprile 2012.



Modera ed introduce Simona Ricciardelli (udisalute-comitato 194).
Ne parlano: Chiara Lalli e Filomena Gallo (segretaria associazione Luca Coscioni).



Intervengono: Prof. Giovanni Persico (Direttore generale AOU Federico II di Napoli) e Dott. Riccardo Bonafiglia (ospedale Civile di Caserta).



Il dibattito sarà sostenuto dalle testimonianze dal territorio sulla severa riduzione dei servizi deputati all’applicazione della legge con i contributi dell’Assessore alle pari opportunità del Comune di Napoli, le consigliere Provinciali, le Consigliere Comunali, le donne dei Consultori e le associazioni in lotta per l’applicazione della legge.


C'è chi dice no. Dalla leva all'aborto. Come cambia l'obiezione di coscienza
Chiara Lalli
Il Saggiatore 2011, 233 p., brossura

giovedì 5 aprile 2012

Obiezione di coscienza nella legge 194


UDISALUTE Napoli
Presenta 
Immagine in linea 1
Obiezione di coscienza nella legge 194
Sala Santa Maria la Nova della Provincia di Napoli
Ore 17 del 16 Aprile 2012
Modera ed introduce Simona Ricciardelli (udisalute-comitato 194)
Ne parlano 
L’autrice del Libro Chiara Lalli e Filomena Gallo
(segretaria associazione Luca Coscioni)
Intervengono
·        Prof. Giovanni Persico ( Direttore generaleAOU Federico II di Napoli)
·        Dott. Riccardo Bonafiglia (ospedale Civile di Caserta)

·         Il dibattito sarà sostenuto dalle testimonianze dal territorio sulla severa riduzione dei servizi deputati all’applicazione della legge con i contributi dell’ Assessore alle pari opportunità del Comune di Napoli, le consigliere Provinciali, le Consigliere Comunali, le donne dei Consultori e le associazioni in lotta per l’applicazione della legge.

mercoledì 1 febbraio 2012

Giù Le Mani Dai Consultori

Riporto dal sito stesso.

Il Consultorio è uno spazio fondamentale per la prevenzione e la salute delle donne. Gli spazi del Consultorio di via Casilina 711, e quelli di tutti i consultori, non si toccano.

NO alla medicalizzazione dei Consultori.
NO al loro trasferimento nelle ASL.
La ASL RMC vuole dismettere due importanti Consultori romani, quello di via Casilina 711 e quello di via Spencer. Invitiamo tutte e tutti a intervenire, aderire e firmare gli appelli.

IL CONSULTORIO DI VIA CASILINA 711 NON SI TOCCA!
IL CONSULTORIO DI VIA SPENCER DEVE RESTARE DOV'E'!

La ASL RMC vuole dismettere due Consultori, quello di via Casilina e quello di via Spencer, per trasferirli in locali ancora più piccoli e in una zona in cui il Consultorio c’è già.

La notizia è arrivata improvvisamente: tutto è stato deciso in modo poco trasparente, quasi di nascosto, senza informare chi il Consultorio lo vive ogni giorno e ci lavora.

Dei punti di riferimento fondamentali per migliaia di donne scomparirebbero dietro poco credibili quanto imbarazzanti argomentazioni: risparmiare su luce e gas. Ancora una volta, chi amministra la ASL, Regione Lazio in primis, si dichiara pronto a risparmiare sulla pelle di donne che non hanno altri spazi nel quartiere fuorché i Consultori di zona.

Il consultorio è uno spazio fondamentale per la prevenzione e la salute nelle diverse fasi della vita delle donne. Secondo la legge, devono essere uno ogni ventimila abitanti e, nel nostro distretto, sono sottodimensionati. Invece di potenziarli, la ASL RMC decide di ridurne ulteriormente gli spazi, penalizzandoli e snaturandoli, come già ha tentato di fare la giunta Polverini con una proposta di legge che ci riporta indietro di quarant’anni nella conquista dei diritti delle donne.

Chiediamo che gli spazi del Consultorio di via Casilina 711 non si tocchino e il presidio resti dov’è.

Consapevoli del fatto che, da anni, l’asilo ospitato nella stessa struttura ha necessità di più spazi, chiediamo che gli attuali spazi del Consultorio vengano ceduti all’asilo e il Consultorio venga dislocato negli spazi liberi e inutilizzati che si trovano nello stesso edificio.

Non accettiamo la medicalizzazione del Consultorio attraverso il suo trasferimento nella ASL.

Vogliamo Consultori laici, pubblici, gratuiti.

Vogliamo che i Consultori siano luoghi dove le donne possano trovare accoglienza e professionalità.

Vogliamo più Consultori, più spazi e più soldi per gestirli, perché possano funzionare ancora meglio e perché operatori e operatrici possano svolgere il loro lavoro con tempi, spazi e modalità più adeguate.


Puoi firmare su carta presso:

  • Bottega del Commercio Equo, via Macerata 54
  • Consultorio piazza dei Condottireri, presso lo sportello antiviolenza gestito dall'ass. D.A.L.I.A., tutti i lunedì dalle 15.00-18.00
  • Consultorio via Casilina 711
  • Erboristeria Arca Verde, piazza dei Condottieri 2
  • Libreria del Corsaro, via Macerata 46
  • Libreria l'Eternauta, via Gentile da Mogliano 184
  • Tuba, Bazar delle Donne, via del Pigneto 19

Se vuoi contribuire raccogliendo firme in cartaceo:

manda una mail a giulemanidaiconsultori@gmail.com e ti invieremo i moduli per la raccolta delle firme. A firme raccolte, ricontattaci. Grazie!

Fonte: http://giulemanidaiconsultori.blogspot.com

martedì 10 gennaio 2012

Sono come gli zombie: hanno un unico pensiero

Immagine tratta da The walking dead | fonte google

Rileggevo le storie che Loredana Lipperini sta postanto sul suo blog, poi ne leggevo altre trovate in rete, da giornali, blog, e riflettevo sulle mie personali esperienze, sia di vita che di confronto con alcuni esponenti del "movimento per la vita". Allora, sovrastata da questo dolore che sanno provocare, che sanno infliggerti queste persone, nel disprezzo della tua umanità, non ho potuto fare a meno di pensare che sono come gli zombie.
Se il vampiro rappresenta la seduzione - e molte altre cose -, lo zombie rappresenta solo la morte che infligge altra morte, divorandoti vivo, nient'altro. Lo sguardo assente, nessuna emozione. Nello zombie c'è un unico movimento, che è quello verso la morte, nessuna sensibilità, nessuna capacità di ragionare, nessuna compassione, nessun rispetto, niente di niente. Avete mai visto Dead SetThe walking dead? - per citare solo gli ultimi due prodotti sul tema. Certi "avvocati della vita senza condizioni", come amano definirsi, certi "protettori di angeli", certi "feti-cisti", questi "movimenti per la vita", hanno la stessa sensibilità degli zombie, mossi da un unico istinto, mangiare il prossimo, non guardano in faccia a niente e nessuno, le donne e le loro famiglie non esistono, devono morderti e ti infettano col loro senso di morte, perchè lo zombie è infetto, ha un morbo che tiene attiva una sola parte del cervello, quella che spinge una donna o un uomo o un gruppo su un'altra donna, che sia madre, figlia, sorella o sconosciuta, e gliela fa mordere coi giudizi assoluti, le condanne, con i mille ostacoli frapposti tra lei ed il possesso della propria salute e della propria vita - non importa che vita sia, non importa lei chi sia e quale sia la sua storia personale. 
Sono zombie quelli che credono di difendere la vita facendo tutto questo alle donne.

Storie di vita e di amore, per se e per gli altri:
STORIA DI VIOLA;
STORIA DI ROBERTA;
STORIA DI MANUELA;
STORIE DI VITA E DI MORTE ;
STORIA DI SILVANA;
STORIA DI VALENTINA;
LA STORIA DI MARIA;
IL DIRITTO ALL’INGENUITA’: TESTIMONIANZA;
PICCOLE STORIE IGNOBILI

lunedì 9 gennaio 2012

Tu conosci l'AIED?

L’AIED è un'associazione di ispirazione laica e democratica. Suoi principali scopi sono: diffondere il concetto ed il costume della procreazione libera e responsabile; stimolare la crescita culturale e sociale in materia di sessualità; promuovere e sostenere iniziative rivolte a migliorare la qualità della vita ed a tutelare la salute della persona umana, a livello sia individuale che collettivo; impegnarsi a sviluppare una nuova cultura della maternità e della nascita, con particolare attenzione anche alle varie problematiche poste dalla procreazione umana assistita e dalla bioetica; combattere ogni discriminazione tra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia, nella società, ed ogni forma di violenza sessuale e di violenza sui minori, fornendo assistenza e tutela -anche legale- alle persone che ne siano vittime; promuovere e realizzare attività di formazione e di aggiornamento professionale sulle tematiche dell’educazione sessuale del personale docente delle Scuole e degli Istituti di istruzione di ogni ordine e grado, promuovendo altresì corsi di educazione sessuale per alunni e genitori; incoraggiare ed attuare studi e ricerche sociali e scientifiche, finalizzati ad affrontare ed approfondire le tematiche proprie dell’AIED, come quelle demografiche, eventualmente in collaborazione anche con le Università locali; esercitare un’azione di stimolo e di controllo sulle strutture pubbliche, perché venga attuato ciò che le leggi prevedono in tema di contraccezione, aborto, informazione sessuale ed andrologica, prevenzione socio-sanitaria, rispetto del diverso e delle minoranze (omosessualità), proponendo integrazioni e modifiche nei casi di normative inadeguate.
E' bene sapere che in base al proprio Statuto, l’AIED non persegue scopi commerciali e non ha fini di lucro, essa non fa discriminazione di carattere razziale, religioso, sociale o politico, che opera attraverso i suoi organi nazionali (Congresso nazionale, Consiglio nazionale, Presidente nazionale, Esecutivo nazionale) e le Sezioni, ed agisce in collaborazione con altre associazioni, comitati, enti pubblici e privati, italiani ed esteri, le cui finalità non siano in contrasto con quelle dell’AIED.

Una sede AIED è in quasi ogni regione d'Italia, lo si può verificare qui. Esse gestiscono consultori privati, laici, e danno informazioni sulla contraccezione e la salute.

Fonte: AIED

Vedi anche: Conosci Laiga?

giovedì 27 ottobre 2011

La neonatologa Maria Gabriella Gatti: "Il feto, un'esistenza senza sogni"

Left
Simona Maggiorelli

Nuovi studi convalidano la tesi che i movimenti oculari del feto non sono segno di attività onirica. Intervista alla neonatologa Maria Gabriella Gatti. «In utero la stimolazione vibro-acustica induce solo movimenti riflessi». «I pattern Rem e Nrem sono specifici della specie. Nell’uomo sono diversi rispetto agli animali»

Uno studio pubblicato su Child Development sostiene che i ricordi prenderebbero «forma prima della nascita»: un’ipotesi che, così come è stata rilanciata nei giorni scorsi da Repubblica, sembra fatta apposta per dare man forte alle crociate antiabortiste di Buttiglione e alle smanie di un premier in cerca di maquillage d’immagine oltretevere. Per capirne di più sul piano della scienza abbiamo chiesto un commento alla neonatologa dell’Azienda ospedaliera universitaria di Siena, Maria Gabriella Gatti. «Innanzitutto – spiega – è necessario un chiarimento terminologico: da una parte abbiamo il “ricordo” e dall’altro il problema di come il ricordo o, più esattamente, la memoria prende forma. Bisogna tenere presente che per ricordo si intende la possibilità di rievocazione di fatti coscienti. Ora attribuire al feto una coscienza è impossibile in base non solo alle osservazioni cliniche ma anche alle ultime acquisizioni della neuroscienze. In utero i processi neurologici sono prevalentemente sottocorticali mentre la coscienza implica una vita mentale, l’interazione e il collegamento funzionale fra numerose aree corticali e sottocorticali. Quindi non si può usare la parola “ricordo” per la situazione intrauterina, perché il ricordo rimanda inevitabilmente alla coscienza. Va precisato anche che la memoria umana cosciente o non cosciente è un’attività psichica complessa che non si limita a fenomeni neurobiologici o processi che intervengono a livello di riflessi semplici, come l’abituazione, presenti anche negli organismi più elementari. Questi automatismi avvengono senza la presenza di una qualunque forma di pensiero».

Nell’articolo si legge anche che «già a 7 mesi un cucciolo d’uomo riesce a ricordare quali “suoni” provenienti da fuori sono da temere e quali no». Come è possibile se la pancia della madre lo isola e lo protegge?
La stimolazione vibroacustica del feto evoca movimenti riflessi e accelerazioni del battito cardiaco. Le pareti uterine proteggono dal mondo esterno ma alcuni suoni a bassa frequenza raggiungono ugualmente il feto e vengono trasmessi attraverso le vibrazioni ossee. I suoni inducono una reattività riflessa di tipo biologico che sottostà al fenomeno dell’abituazione, a cui accennavamo, il cui scopo primario nel feto non è la memorizzazione ma la difesa di un sistema nervoso immaturo dal punto di vista morfologico e funzionale.
I ricercatori olandesi che hanno firmato lo studio di Child development parlano di memoria a breve termine nel feto. Di che si tratta?
Le ricerche degli olandesi riguardano specificamente il fenomeno dell’abituazione: usare però tout court abituazione come sinonimo di memoria potrebbe essere semplicistico. Mi sembra che, tra le righe, il neuroscienziato Pergiorgio Strata, intervistato da Elena Dusi su Repubblica suggerisca proprio questo riferendosi all’estrema complessità del sistema della memoria. L’abituazione è la progressiva diminuzione della risposta a uno stimolo ripetuto fino alla sua scomparsa , dovuta alla perdita dell’efficacia funzionale delle sinapsi. Si tratta di un processo sottocorticale difensivo nei confronti di un eccesso di stimoli, presente nel feto nell’ultimo trimestre di gravidanza e nel neonato nei primissimi mesi di vita. La risposta del feto a uno stimolo è un riflesso sia che si fletta una gamba sia che si evochi un allargamento e una chiusura degli arti come succede nel riflesso di Moro che è una modalità di risposta arcaica senza alcun contenuto emozionale: nell’abituazione c’è una modificazione della biochimica delle sinapsi, tale da inibire la risposta a breve o a lungo termine. Il feto non ha comunque alcuna capacità di localizzare o distinguere uno stimolo da un altro. Varie specie di stimoli possono indurre risposte olistiche e non specifiche. La memoria come processo dinamico, che si avvale di circuiti e reti neuronali di enorme complessità e continuamente variabili, non può identificarsi, come scrive il premio Nobel Gerard Edelmann, con l’abituazione cioè con la variazione della forza sinaptica.La memoria è un processo di ricreazione psichica che ha inizio a partire dalla nascita quando si hanno reazioni a stimoli specifici e percezioni.
Continuando nella disamina: «Ai primi stimoli il piccolo risponde sempre contraendosi spaventato», si legge ancora su Repubblica. Poi sorriderebbe addirittura. Prima della nascita dire che il feto ha reazioni emotive o percezione del dolore è fare disinformazione scientifica?
L’ambiente intrauterino del feto è del tutto diverso da quello in cui si viene a trovare il neonato. L’insieme delle risposte inibitorie è una chiave strategica per la sopravvivenza del feto. Infatti, in condizioni di stress, i movimenti fetali cessano, diminuisce il voltaggio dell’elettroencefalogramma (Eeg). La funzione cerebrocorticale del feto fino alla maturità si sviluppa in un ambiente che è fisiologicamente inibitorio. Il feto per tutta la gravidanza non raggiunge mai lo stato di veglia neanche come reazione alla diminuzione di ossigeno nel sangue, stimolazioni sonore intense o a interventi di microchirurgia. Il feto non può avere la percezione del dolore per la presenza di neurormoni o sostanze che contribuiscono a inibire l’attività cerebrale già limitata dalla bassa concetrazione di ossigeno nel sangue per le caratteristiche dell’emoglobina fetale. L’adenosina, il pregnanolone, la prostaglandina D2 prodotti dal cervello fetale e dalla placenta nell’ultimo trimestre di gravidanza sono dei potenti neuroinibitori. Anche l’ossitocina, un ormone che stimola le contrazioni uterine durante il travaglio, potenzia l’effetto inibitorio dei neurotrasmettitori. Nel canale del parto gli stimoli pressori di notevole intensità non producono modificazioni del tracciato elettroencefalografico. Dopo la nascita, registrazioni elettroencefalografiche indicano un intenso flusso di nuove stimolazioni sensoriali. Viene meno l’effetto degli ormoni placentari che in utero inibiscono l’attività neurale.
Mesi fa, sempre su Repubblica, c’era un pezzo dal titolo “Così si sogna nella pancia della mamma”. «Alcuni scienziati dell’università di Jena – riportava – sono riusciti a fare un Eeg a un feto di pecora, così è stata registrata un’attività cerebrale che, benché immatura, comprende cicli di sonno e fasi oniriche». Che ne pensa?
Alla ventottesima settimana di gestazione i sistemi sensoriali periferici si connettono al sistema nervoso centrale. Ciò corrisponde a un tracciato elettrico denominato convenzionalmente Rem, espressione in utero della sinaptogenesi. Dopo poco compare l’altro pattern elettroencefalografico detto Nrem in cui prevalgono processi inibitori. Nel feto non si può parlare né di sonno, né di sogno, né di veglia, né di capacità percettiva. Si rischia di dare un significato psichico a fenomeni come le fasi Rem o non Rem che nel feto umano sono solo processi biologici finalizzati alla maturazione e alla differenziazione morfologica e funzionale. I pattern Rem e Nrem sono specie specifici, nell’uomo sono diversi rispetto agli altri primati e differenti da individuo a individuo: la pecora non ha niente a che vedere con l’essere umano.
In conclusione?
La gravidanza è una fase di sviluppo e di maturazione biologica: solo alla nascita dalla biologia prende forma la realtà psichica, il pensiero che è specificamente umano. Dalla ventiquattresima settimana c’è una possibilità di sopravvivenza del feto per una maturazione cerebrale e degli organi di senso tale da consentire una reattività specifica agli stimoli esterni.

domenica 10 luglio 2011

Domodossola, chiuso il punto nascite le mamme incinte occupano il comune

Hanno occupato il municipio anche di notte, alternandosi a turno, nel presidio, per contestare la chiusura del punto nascite. Una decisione che le costringerà ad andre a partorire a Verbania, a 50 chilometri di distanza di DIEGO LONGHIN


Di certo il pancione non le ha fermate. Chi fra un po' di mesi diventerà mamma si è messa alla guida della protesta, occupando il municipio di Domodossola, dove ha passato le ultime tre notti, nella sala del Consiglio, dandosi il cambio con le altre donne. Un sit-in ad oltranza per dire "no" alla chiusura del punto nascite dell'ospedale della città. "Resteremo qui sino a che non otterremo garanzie per poter far nascere i nostri figli senza dover fare ottanta chilometri di strada", dicono le promotrici del comitato di lotta che, stamani, hanno fatto un blitz anche a Montecrestese dov'era in programma una prova del campionato europeo di trial, per distribuire volantini che le motivazioni della loro protesta.

L'Asl del Verbano Cusio Ossola conferma la chiusura del punto. Uno stop passato come temporaneo, ma in realtà "ci sono i camion che portano via gli arredi". Le neo mamme, quasi mamme e aspiranti mamme non si fermeranno, anche perché è annunciata per settembre la chiusura del servizio pediatrico. Il sindaco di Domodossola è dalla loro parte: "Stiamo mobilitando tutti gli amministratori della zona - dicono - e vogliamo incontrare il direttore della Sanità piemontese, Paolo Monferino. E se riusciremo il presidente Cota: venga a renderci conto delle promesse fatte in campagna elettorale quando aveva garantito che non ci sarebbero stati tagli". La Regione di fronte all'inconsueta protesta ha deciso di andare incontro alle mamme: ha concesso loro, per la prossima settimana, un faccia a faccia con Monferrino, direttore generale della sanità. A Torino, in piazza Castello.

(10 luglio 2011)

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/10/news/domodossola_la_protesta_delle_mamme_con_il_pancione-18934725/?ref=HREC1-8

martedì 5 luglio 2011

Sit In all'ospedale di Arezzo in difesa della 194



Nel video, realizzato da Informarezzo, si possono ascoltare le opinioni delle persone che hanno partecipato al sit-in di protesta davanti all'Ospedale San Donato di Arezzo. La manifestazione è stata organizzata a sostegno dell'applicazione della legge 194, legge della quale le cittadine di Arezzo non possono usufruire a causa della presenza esclusiva di medici obiettori nella struttura ospedaliera pubblica.
La legge 194 regola l'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza, è una legge dello Stato italiano, è parte integrante del sistema di salute della donna.
Impedire l'applicazione della legge 194, con qualsiasi mezzo,  priva le donne del diritto alla salute. Di fatto viola la legge e priva le donne della libertà di scelta in campo procreativo e sanitario, e quindi del diritto all'autodeterminazione, proprio di ogni essere umano.

giovedì 30 giugno 2011

Manifestazione per il rispetto della 194

L'interruzione di gravidanza è un normale intervento per la salute della donna, impedire con qualsiasi mezzo, diretto o indiretto, lo svoglimento di questa pratica medica, significa andare contro  il rispetto della salute della donna, contro l'etica medica e contro una legge dello stato, la legge 194.

Domani Manifestazione per il rispetto della 194

Ingresso principale Ospedale San Donato, Arezzo

Nessuna interruzione volontaria di gravidanza sarà possibile ad Arezzo. Da domani 1 luglio l'ospedale cittadino sarà senza ginecologi non obiettori. Per questa ragione, è stato organizzato un sit-in per domani mattina 1 luglio davanti all’ospedale di Arezzo alle 10.30.

Sono arrivate già le adesioni formali da parte di Mina Welby, e del direttivo dei radicali. La manifestazione è patrocinata dalla associazione Liberaperta.

Per informazioni, contattare su facebook:
Sofia Riccaboni - organizzatrice dell'evento
Paola Miraglia - sostenitrice

Fonte: facebook

domenica 29 maggio 2011

Osservatore Romano ribadisce: “No a condom, neanche per evitare contagio tra coniugi”

[Ricordati che devi morire, possibilmente tra atroci sofferenze - e non fare nulla per evitarlo!]

In un articolo pubblicato oggi su L’Osservatore Romano, il professor Juan José Perez-Soba, docente di Teologia Morale presso la Facoltà di Teologia San Damaso di Madrid e presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia, ribadisce l’approccio restrittivo della dottrina cattolica sull’utilizzo del preservativo. Alcune dichiarazioni del papa, pubblicate nel libro-intervista Luce nel mondo erano state accolte come delle aperture sull’uso del condom (Ultimissima del 20 novembre 2010), ma erano state prontamente ridimensionate dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi (Ultimissima del 21 novembre 2010). Perez-Soba conferma infatti che un atto sessuale “realizzato col preservativo non può essere considerato un atto pienamente coniugale nella misura in cui è stato volontariamente privato dei suoi significati intrinseci”. Quindi rimane vietato l’uso del condom in una coppia di coniugi, anche se uno dei due è sieropositivo. Perez-Soba continua scrivendo che nel caso vi sia “possibilità insuperabile del contagio” (cioè se è impossibile non contagiarsi ), la coppia può “di comune accordo adottare la decisione di astenersi dall’avere rapporti sessuali per ragioni di salute”. L’accademico sostiene inoltre che, “sebbene l’uso del preservativo in un singolo atto possa avere una certa efficacia nella prevenzione del contagio dell’AIDS”, “non è comunque in grado di garantire una sicurezza assoluta neanche nell’atto in questione” e “meno ancora nell’ambito dell’intera vita sessuale”. Per questo “è quindi improprio indicarne l’uso come un mezzo efficace per evitare il contagio”, sentenzia, “presentare il preservativo come una soluzione al problema è un grave errore” e “sceglierlo semplicemente come pratica abituale è una mancanza di responsabilità nei confronti dell’altra persona”. Intanto il Vaticano ha inaugurato una conferenza sul tema dell’AIDS (Ultimissima di oggi)

Via UAAR

venerdì 6 maggio 2011

Qui va tutto bene

Manifesti elettorali della Lega. Qualcuno è ancora capace di dire che questo paese non è malato, che in questo paese non abbiamo alcun problema con l'immagine delle donne, con l'uso delle donne, con il rispetto delle donne, fosse solo di buon gusto, ma anche e certamente di capacità intellettive?
Ma la persona che ha pensato a questi manifesti, la possiamo ancora dire umana?

Via Lipperatura

lunedì 10 gennaio 2011

Educazione sessuale

L'educazione sessuale e all'affettività è l'unico modo per prevenire le gravidanze precoci e limitare la trasmissione delle malatie veneree, è anche l'unico modo per istruire sulle relazioni, spiegare ai ragazzi e alle ragazze come funzionano i loro corpi, che non esiste una gerarchia, che il rispetto è l'unica via praticabile per una sessualità sana, dove per sana si vuole intendere una sessualità che metta i soggetti in grado di essere realmente soggetti e non oggetti dell'altrui piacere.
Chiunque ostacoli l'informazione sessuale e affettiva diretta a bambini e adolescenti, che niente ha a che vedere né con i giornalini porno né con il kamasutra, paventando il crollo dell'universo, è in malafede.

Guarda L'albero della vita.

mercoledì 1 dicembre 2010

Il profilattico - consigli per l'uso

Il profilattico, usato correttamente, è un mezzo efficace di prevenzione dall’Hiv e dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibili in genere

Fonte immagine:http://www.ilfoglio.it/media/uploads/profilattico1.jpg

L'uso dei preservativi è una questione di esercizio. Se manca l'esperienza meglio procurarsene una confezione ed esercitasi un po' da soli. Dopo due o tre tentativi, diventerà più naturale e facile.
Portarlo sempre con sé: nonostante sia venduto ovunque, non lo si trova mai quando serve! Ma non conservarlo vicino ad oggetti taglienti e fonti di calore (portafoglio, cruscotto dell’auto).
Come prima cosa, controllare la data di scadenza sulla confezione. Aprire, strappando attentamente l'involucro senza danneggiare il condom. Fare attenzione anche alle unghie che potrebbero strapparlo.
I preservativi coloratissimi con o senza rilievi, al gusto di fragola o di menta e tanti altri ancora danno forse un po' di colore alla vostra stanza da letto, mamolti di questi sono privi dei controlli di qualità. Se i preservativi normali sono troppo stretti o troppo grandi (per il tuo pene o quello del tuo partner), in commercio se ne possono trovare di diverse grandezze. La lunghezza, il diametro, lo spessore e altre caratteristiche cambiano secondo la marca e il tipo: provarne diversi per scegliere quello più adatto è un ottima strategia!
Per indossarlo occorre appoggiare sul glande il preservativo con l'anello rivolto verso l'esterno e srotolarlo fino in fondo.
Se il pene non è circonciso, tirare indietro il prepuzio.
Alcuni profilattici hanno sulla punta un serbatoio per lo sperma. Questo spazio non è indispensabile. È invece importante che sulla punta del preservativo non ci siano delle bolle d'aria, poiché in quei punti la sottilissima guaina potrebbe essere sottoposta ad una sollecitazione maggiore e potrebbe indebolirsi.
Per evitare il formarsi di bolle d’aria sarà sufficiente tenere il serbatoio o la punta del preservativo tra due dita nel momento in cui lo si srotola sul pene.
Durante i rapporti anali usare sempre un quantitativo sufficiente di lubrificante solubile in acqua che, diminuendo l'attrito tra le mucose e il preservativo, riduce il rischio di lesioni ed impedisce al profilattico di rompersi.
E' sconsigliato usare la saliva: non lubrifica a sufficienza ed è troppo scarsa.
I lubrificanti contenenti grassi, quali lozioni per il corpo, Nivea, Vaselina, Crisco, oli per massaggi, rendono il preservativo permeabile e fragile, compromettendone la sicurezza al pari di una cattiva conservazione.
Il preservativo va utilizzato dall’inizio del rapporto perché il coito interrotto non protegge dal virus Hiv, si usa una volta sola e con una sola persona. Anche dopo un rapporto anale è importante cambiarlo perché non c’è solo il pericolo dell’Hiv, ma germi e batteri presenti nell’ano possono infettare la vagina.
Ritirare lentamente il pene quando é ancora eretto, tenendo il preservativo all'altezza dell'anello di gomma per evitare che si sfili restando all'interno.
Poi gettatelo nella spazzatura - non nel WC o per strada.

Un consiglio in più: una goccia di crema lubrificante solubile in acqua sul glande può aumentare il piacere. Prova, ma fai in modo che il resto del pene rimanga asciutto.
Condom e prevenzione dell’Hiv

Il rapporto di penetrazione vaginale è a rischio.
Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge.

Il rapporto di penetrazione anale è a rischio. La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi.
Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall'inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.

Per chi pratica la fellatio (pompino), ovvero per la persona che stimola con la bocca il pene di altri c’è un rischio di contrarre l’hiv se la sua bocca viene in contatto con lo sperma dell’altro o, per alcuni, se entra in contatto con il liquido prespermatico. Su quest’ultimo punto nella comunità scientifica vi è dibattito tra chi considera il liquido prespermatico capace di trasmettere l'HIV e chi sostiene invece che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica) poiché la quantità di virus presente nel liquido prespermatico è ridotta.
È più sicuro praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca.
Non c’è invece nessun rischio per la persona che riceve la stimolazione.

Il cunnilingus è la stimolazione orale dell'organo genitale femminile (baciare, leccare). Le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell'infezione. Il cunnilingus è da evitare in presenza di sangue mestruale. L'utilizzo della diga interdentale (dental dam) o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina ogni rischio.

Il profilattico deve essere usato anche su oggetti (sex toys) utilizzati per la penetrazione se usati in comune tra più persone: in alternativa è anche possibile disinfettare l’oggetto tra un utilizzo e l’altro.

Possibili allergie
I profilattici disponibili in Italia generalmente sono prodotti in lattice. Se siete sicuri di avere un’allergia al latex, o lo temete (prurito locale, bruciore o dolori), potete usare preservativi di poliuretano. Chiedete presso i rivenditori specializzati o le farmacie quali sono i prodotti disponibili in poliuretano.
Spesso però non è il latex a causare disturbi ma lo spermicida contenuto in alcuni tipi di profilattico che viene chiamato nonoxinolo 9. In questi casi basta utilizzare un preservativo che non contenga un lubrificante spermicida.
Altre volte i problemi di allergia possono insorgere anche a causa del silicone contenuto in molti lubrificanti. Se avete il sospetto di qualche allergia è comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico per fare accertamenti più accurati.

Fonte: lila

Giornata modiale per la lotta all'AIDS


Oggi 1 dicembre è la giornata modiale per la lotta all'AIDS.
Quanti milioni di malati ci sono nel mondo, in Europa e in Italia lo potete trovare tranquillamente (mica tanto) su Google.

Invece Nata femmina oggi vi consiglia di cercare la farmacia più vicina a casa vostra, anche i supermercati, e di andare a coprare dei preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni o come vi pare a voi, se siete lesbiche delle dental dams e di usarli facendo l'amore con chi vi pare e piace, ovviamente è importante che chi vi pare e piace sia d'accordo!

Fate il test per l'HIV!

Di AIDS si muore, oggi si può essere sieropositivi per molti anni e vivere abbastanza bene, prima di sviluppare la malattia, che purtroppo non è stata ancora sconfitta, esiste, l'AIDS ESISTE, alzo la voce perchè l'impressione che la gente se ne dimentichi è molto forte. Quando ero bambina, diciamo circa venti anni fa, di AIDS si parlava, me ne ricordo bene, sono certa di averne sentito parlare anche a scuola, noi avevamo paura di ammalarci, a noi dicevano che se ti ammali di AIDS muori e se fai sesso devi usare il preservativo, a voi lo dicono? non lo so, ho finito la scuola dell'obbligo da un po' e anche gli anni Ottanta e Novanta sono finiti. Ma l'AIDS E' ANCORA QUI. Siamo medici ricercatori? credo di no, la maggior parte di noi, non lo è, l'unico modo che abbiamo per fermare l'AIDS è proteggerci, l'unico modo che abbiamo per amarci è proteggerci, l'unico modo che abbiamo per amare è proteggere tutto questo lo possiamo fare solo ed esclusivamente attraverso i preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni e le dental dams.

Se non avete qualcuno da amare oggi, qualcuno con cui sperimentare i diversi modi d'infilare un preservativo, condom, cappuccetto, goldone, per giocare con una dental dam, non disperate, prima o poi arriverà!

Nel frattempo impiegate quell'amore che avete dentro da dare in qualche altro modo, perchè l'amore, al contrario di tutte le altre cose, aumenta e migliora quando lo si dà, quindi cercate un'associazione che si occupa di assistenza ai malati di AIDS, andate alla loro sede e chiedete se hanno bisogno di qualcosa, magari hanno bisogno di materiale sanitario di base, quello scarseggia sempre, forse hanno bisogno di un paio di ore a settimana, non le avete o avete paura che per essere buoni vi inguaiate? allora chiedete informazioni, chiedete come si mischia l'AIDS? come si fa a restare vivi il più a lungo possibile? si possono avere dei figli quando si è malate/i di AIDS?

Un'altra opzione, di ritorno dalla visita all'associazione succitata, è quella di comprare lo stesso dei preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni e le dental dams e di usarli creativamente!
Potreste farci degli irriverenti ed eticissimi vestiti:

Fonte immagine: http://tribes.tribe.net/laactivists/photos/a7b2c897-b450-4947-9bce-72557f78e605

Oppure
potreste confezionarli come fiori:

Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/ladylong/2090922762/

Farvici un cappello per la pioggia

Fonte immagine: http://www.today.az/news/interesting/62319.html

Ma soprattutto i preservativi, che sono anche contraccettivi, metteteli sul pene eretto prima di un rapporto sessuale, anche per i rapporti orali con persone sconosciute, e le dental dams appoggiatele sulla vagina o sull'ano prima di un rapporto orale sia etero che omosessuale, secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue vi trasmettono la malattia, proteggetevi tutte le volte in cui avete il dubbio che quella persona con cui siete pelle a pelle, abbia corso il rischio di contrarre la malattia con rapporti non protetti, di cui non sapete nulla, e pure se il dubbio non ce lo avete!

Lila

Anlaids

Preservativi

Dental dams

domenica 10 ottobre 2010

Rete 194

"Siamo un gruppo di donne genovesi (e non) che hanno sentito la necessità di riunirsi dopo aver constatato che col passare degli anni gli attacchi alla legge 194 non solo non si sono fermati, ma sono aumentati in intensità.

Pensiamo che il corpo delle donne appartenga solo alle donne e che una gravidanza imposta sia sempre una violenza, ci proponiamo quindi di difendere questa legge e con essa il diritto all’autodeterminazione delle donne.

Contattaci a questo indirizzo genova.rete194@gmail.com per comunicazioni, informazioni, testimonianze, denunce, proposte."


Blog: http://rete194.wordpress.com/

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