venerdì 19 dicembre 2014
#GiornalismoDifferente
lunedì 2 luglio 2012
#NOPAS: fermiamo i ddl che introducono la falsa sindrome di alienazione genitoriale
Firmate qui
Queste proposte contengono gravissime violazioni dei diritti fondamentali dei figli minorenni vittime di violenza diretta o assistita. Questa petizione si propone di raccogliere firme per chiedere :
- Che la legge vieti espressamente l’affido condiviso nei casi di acclarata violenza, agita nei confronti del partner e/o sui figli;
- che sia definitivamente proibito l’utilizzo della sindrome di alienazione genitoriale (PAS) in ambito processuale e da assistenti sociali come motivo di mediazione familiare e affido condiviso, perché tale “sindrome” non è presente nell’attuale (DSM) e non ha valide basi scientifiche;
- che il 4° comma dell'art. 316 del codice civile sia abrogato: “Se sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti e indifferibili (322)”, poiché è lesivo dei diritti della madre e contrario al concetto di parità genitoriale;
- che non sia imposta per legge la doppia residenza/domicilio, ma sia valutata questa possibilità caso per caso, in base all'età e alle esigenze dei figli minori;
La PAS, o sindrome di alienazione genitoriale, è considerata un disturbo relazionale nelle controversie per la custodia dei figli, in cui un genitore manipola il figlio generando il rifiuto dell’altro genitore per rivalersi. Nella realtà però è strumentalizzata dal genitore che ha agito la violenza per far decadere le accuse e ottenere comunque l’affido condiviso, se non addirittura quello esclusivo. Infatti, sebbene la PAS non abbia valide basi scientifiche e non sia mai stata inclusa nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), tale “sindrome” è spesso erroneamente utilizzata nei tribunali e dai servizi sociali. È bene sottolineare come i bambini e le bambine che hanno un genitore violento e/o abusante si giovano della sua assenza: solo così possono ricostruire un reale futuro sereno assieme all’altro genitore.
Si ritiene quindi di dubbia costituzionalità e lesiva dell’ordinamento giuridico italiano la volontà di introdurre la PAS per legge.
domenica 15 gennaio 2012
Conferenza sulla presentua sindrome di alienazione parentale - P.A.S.
via Giulio Cesare Vanini n. 15 – sala convegni
ORE 9.00 - SALUTI DI APERTURA
Antonio Panti - Presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze
Sandra Vannoni - Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana
Maurizio De Martino - Ordinario di Pediatria, Direttore Dipartimento Pediatria AOU Meyer
Renzo Guerrini - Ordinario di Neuropsichiatria Infantile, Firenze
Elena Zazzeri - Presidente della Camera Minorile, Firenze
ORE 9.30
La PAS strumento giuridico utilizzato contro i diritti delle donne e dei bambini
Girolamo Andrea Coffari, Avvocato, Presidente Nazionale del Movimento per l’Infanzia
La PAS - junk scienze - come è stata demolita dal mondo accademico e psichiatrico all’estero
Andrea Mazzeo, Psichiatra CSM
La Pas modello e prototipo di Violenza di Genere: i dati scientifici ed i rischi emergenti,
l’inattendibilità ed il pregiudizio
Maria Serenella Pignotti, Pediatra Neonatologo, Medico-legale
ORE 11.00 - TAVOLA ROTONDA
moderatore Dott.ssa Mariella Immacolato, Medico-legale
Anna Anglani, Neuropsichiatra – Giudice onorario Tribunale per i Minorenni di Firenze
Stefano Calamandrei, Psichiatra ASF, psicoterapeuta, psicoanalista SPI
Francesca Ceroni, Magistrato destinato all'Ufficio del Massimario presso la Corte di Cassazione
Luigi Grimaldi, Presidente sez. Famiglia Corte d'Appello Firenze
Giovanna Losapio, Docente di Psicologia, Facoltà di Scienze della formazione, Firenze
Stefania Losi, Pediatra, Gruppo Gaia, AOU Meyer
Ersilia Menesini, Professore di Psicologia dello Sviluppo, Firenze
Monica Pierattelli, Pediatra di famiglia, Firenze
Salvatore Palazzo, Presidente sezione famiglia Tribunale di Firenze
Elena Urso, Ricercatrice Diritto privato comparato Università di Firenze
in attesa di conferma:
Massimo Floquet, Procuratore capo presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze
Ferdinando Prodromo, Presidente Tribunale per i Minorenni di Firenze
Segreteria Organizzativa
Dott.ssa Maria Serenella Pignotti, TIN, AOU Meyer
Avv. Girolamo Andrea Coffari, viale dei Mille n. 55 Firenze
E' gradita l'iscrizione al seguente indirizzo e-mail: m.pignotti@meyer.it
venerdì 16 dicembre 2011
"Padri separati uniti contro le donne: boom di falsi siti, è allarme". La denuncia
Venerdì, 16 dicembre 2011 - 12:06:54
martedì 12 luglio 2011
Pedofilia e violenza sessuale una donna e una bimba le vittime
Due episodi: uno nel catanese, l'altro a Palermo. Nel primo caso arrestato un carabiniere accusato di aver abusato della figlia di un collega. nel secondo l'uomo avrebbe violentato una bambina di 10 anni
Le offre un lavoro nell'ufficio di cui è titolare la figlia in cambio di sesso: questa l'accusa rivolta ad un carabiniere di 50 anni, arrestato per violenza sessuale nei confronti della figlia di un suo collega. Secondo le accuse della ragazza, l'uomo le aveva fatto delle avance alquanto esplicite. Nel corso delle indagini sono state ascoltate altre giovani che avevano lavorato nello stesso ufficio, ma che si erano licenziate poco dopo: alcune hanno confermato di essere state oggetto di atteggiamenti simili e di essersi allontanate dal posto di lavoro, proprio per evitare tali attenzioni.Ancora più terribile l'accusa che vede protagonista un 49enne palermitano. L'uomo avrebbe violentato una bambina di soli 10 anni, approfittando del fatto di esser diventato un amico dei genitori. La situazione è degenerata quando, durante un incontro in spiaggia, l'uomo è arrivato ad infastidire e a palpeggiare la bambina proprio davanti agli stessi genitori e alla sua fidanzata, ignari delle reali intenzioni dell'indagato. La madre ha deciso così di rivolgersi alla polizia. E' stata la stessa bambina, tra lacrime e singhiozzi, a confermare tutto.
giovedì 7 luglio 2011
Violenza sessuale: condannato per abusi su figlia due anni
(ANSA) - CAGLIARI, 6 LUG - Era stato accusato dalla moglie di aver abusato della figlioletta sin da quando aveva due anni. Un quarantenne originario di un centro della Sardegna meridionale e' stato condannato questa mattina dal Gup del Tribunale di Cagliari, Roberto Cau, a quattro anni e mezzo di carcere.
Accolta la richiesta del pubblico ministero Rita Cariello che aveva accusato l'imputato di aver abusato della figlioletta dal 2006 al 2008. Durante un incidente probatorio, la bimba ha ricordato alcuni elementi che potrebbero essere stati determinanti per la sentenza di condanna. (ANSA).
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/07/06/visualizza_new.html_788874770.html
lunedì 10 gennaio 2011
Pedopornonecrofilia
Credo che un’azione legale collettiva da parte delle associazioni di genitori sarebbe opportuna.
Che nessuno vada più in giro a raccontare che sta lottando contro la pedofilia.
Se ne parla qui e qui
martedì 12 ottobre 2010
Violenta figliastra per 9 anni,arrestato
(ANSA) - PALERMO, 12 OTT - Per nove anni ha violentato la figliastra, i Carabinieri hanno arrestato un uomo a Valderice nel Trapanese. La ragazza ha oggi 15 anni. L'identita' dell'indagato non e' stata resa nota per tutelare la minore.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/12/visualizza_new.html_1733632905.html
domenica 10 ottobre 2010
Trani, atti osceni davanti a minori Trattenuti in caserma due fratelli
I carabinieri hanno bloccato i due e li hanno portati in caserma dove i fratelli sono ancora trattenuti. I militari, che stano ascoltando testimoni, stanno accertando se, oltre agli atti esibizionisti, i due abbiano anche tentato approcci con alcuni bambini.
http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=122180
mercoledì 6 ottobre 2010
Abusi su sei bambine di dieci anni arrestato un istruttore di pallavolo
Per due anni avrebbe molestato almeno sei bimbe di dieci anni a cui insegnava la pallavolo nella palestra di una scuola.
Un istruttore italiano di 53 anni, nato in Egitto, è stato arrestato a Milano per violenza sessuale pluriaggrava e continuata.
Le violenze si sarebbero protratte per due anni scolastici, dal 2008 al 2010, e sarebbero state denunciate dalla madre di una giovane vittima.
Proprio le testimonianze delle bambine hanno permesso agli inquirenti di raccogliere gli elementi univoci che hanno portato all'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La prima segnalazione arriva alla direzione scolastica nel maggio 2009. E in estate le indagini dei poliziotti hanno permesso di raccogliere gli elementi per far scattare le manette. Intanto le indagini proseguono per capire se ci sono altre vittime e se l'uomo abbia potuto mettere a segno altre violenze sfruttando il suo ruolo di istruttore. Per il 53enne l'accusa è di violenza pluriaggravata perché ha abusato della sua autorità di allenatore delle squadre di pallavolo, per la minore età delle vittime e anche perché le violenze sono avvenute all'interno di una scuola.
L'uomo è comparso davanti al gip Gaetano Brusa per l'interrogatorio di garanzia e ha ribattuto a tutte le accuse per un'ora e mezzo. Ha spiegato che gli allenamenti si svolgono sotto gli occhi dei genitori che assistono da dietro una vetrata e che non ci sono ripostigli per i palloni in cui appartarsi con gli allievi. Con il suo legale è andato oltre, ipotizzando che le accuse contro di lui possano essere una forma di ritorsione per una litigata con una delle presunte vittime, cacciata dalla palestra perché portava gli amici a vedere gli allenamenti nonostante il suo divieto.
Fonte: milano.repubblica.it
martedì 5 ottobre 2010
Pedofilia, ex primario catanzarese condannato a sette anni
Si e' concluso con una condanna a sette anni di reclusione ed al risarcimento del danno alle parti civili il processo a carico di P. T., 73enne catanzarese ex primario di ginecologia, inizialmente imputato per violenza sessuale aggravata perche' compiuta nei confronti di minori di 14 anni e atti sessuali con minorenni a danno di quattro parti offese, induzione alla prostituzione nei confronti di altri due minori di eta' compresa fra 14 e 16 anni; tentata induzione alla prostituzione per un settimo minore. I giudici del tribunale collegiale di Catanzaro hanno modificato il primo e piu' grave capo d'accusa, riformulandolo in quello sanzionato meno gravemente di soli "atti sessuali con minori infraquattordicenni", ed hanno concesso all'imputato le attenuanti generiche, cosi' che la pena inflitta e' risultata molto piu' bassa di quella chiesta dal pubblico ministero, Simona Rossi, che aveva sollecitato 16 anni di reclusione. Una richiesta di dichiarare l'uomo colpevole era arrivata anche dai legali delle parti civili, gli avvocati Valerio Murgano, Enzo De Caro, Antonio Rania e Pasqualino Ledonne, che hanno ottenuto per i familiari dei propri assistiti risarcimenti liquidati in 50.000 euro ciascuno per i quattro minori con i quali l'imputato avrebbe compiuto atti sessuali, e 15.000 euro ciascuno agli altri due che sarebbero stati vittime dell'induzione alla prostituzione.
Si chiude cosi' solo il primo capitolo di un processo lunghissimo, che va avanti da oltre 3 anni, dal momento che la sua prima udienza risale al lontano 26 giugno 2007. Ben piu' datato il rinvio a giudizio del medico, mandato sul banco degli imputati il 21 marzo del 2006, dal giudice dell'udienza preliminare che ritenne quasi completamente fondato l'impianto accusatorio costruito dall'allora sostituto procuratore Simona Marazza, in cui si parla di bambini adescati con promesse di soldi, regali e denaro in cambio di sesso. Con queste accuse il medico fini' in manette il 16 gennaio 2004, fra lo sconcerto di una citta' che conosceva il medico come uno stimato professionista. Ad arrestarlo furono gli uomini della Squadra mobile della Questura, che diedero esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dal pm e poi non fu convalidato dal gip, il quale non ravviso' il pericolo di fuga, ma sottopose comunque l'indagato agli arresti domiciliari (il giudice revoco' la misura il 19 maggio seguente). Le indagini partirono a seguito di un esposto, che indusse i poliziotti a sorvegliare il medico, raccogliendo elementi ritenuti significativi alla verifica della denuncia contro di lui.
Fonte: catanzaroinforma.it
OSSESSIONATO DAGLI SNUFF, TORTURA LA NIPOTINA
di Domenico Zurlo
Ha violentato, torturato e infine ucciso, provocandole atroci sofferenze, la nipotina di 12 anni. Il tutto solo per soddisfare la sua ossessione, quella per i film "snuff", quel genere di pornografia discusso e discutibile per cui vengono girati video amatoriali che riprendono torture realmente messe in pratica, e che culminano con la morte della vittima. John Maden, 38 anni, tramite internet ha reperito tutte le informazioni necessarie per far soffrire al massimo la nipote Tia Rigg, una ragazzina di soltanto 12 anni. Dopo averla convinta ad andare a casa sua chiedendole di fare compagnia alla figlia di 10 anni, John l'ha drogata, l'ha stuprata, l'ha accoltellata allo stomaco e l'ha strangolata con la corda di una chitarra. Dopo che Tia è morta, Maden ha chiamato il 999, dicendo con freddezza: "Ho appena finito di ucciderla".
Proprio ieri il giudice Brian Keith, a Manchester (Gran Bretagna), ha condannato Maden all'ergastolo, paragonandolo a mostri ben più celebri di lui tra la stampa, come lo squartatore dello Yorkshire Peter Sutcliffe e Ian Brady. "Questo è uno di quei casi in cui l'unica pena possibile è quella dell'ergastolo - ha detto Mr Justice - non deve essere prevista alcuna possibilità di rilascio". Quando la polizia arrivò a casa di Maden, si trovò davanti ad una scena orribile: Tia era quasi completamente nuda, con le mani legate dietro la schiena e una corda di chitarra intorno al collo. Vicino al suo corpo senza vita, due coltelli insanguinati. Gli inquirenti trovarono in casa dell'uomo un'ampia videoteca di video snuff di tutti i tipi, dagli omicidi agli stupri, alla pedopornografia. All'interno del suo computer, alcuni files scaricati da internet con le "istruzioni" per uccidere qualcuno accoltellandolo e strozzandolo: il giudice ha definito proprio questi files come "l'aspetto più orribile" di tutto l'omicidio. "E' evidente che Tia Rigg è morta perché lui ha deciso di realizzare le sue fantasie torturandola e uccidendola", ha detto Keith.
L'orribile genere dello snuff movie, diffusissimo nel mercato nero, è stato descritto alla perfezione da Joel Schumacher (Batman Forever, In linea con l'assassino) nel film del 1999 8mm - Delitto a luci rosse, con Nicholas Cage, Joaquin Phoenix e James Gandolfini.
Fonte: http://www.leggo.it/articolo.php?id=83110
lunedì 27 settembre 2010
La pedofilia dei preti sia crimine contro l'umanità
Domolo: «Tutta la comunità internazionale deve fare i suoi passi» Una vittima: «Non è una questione di fede, ma un fatto di civiltà»
La fede non c'entra. «Chi ce l'ha se la tiene e sicuramente può aiutarlo ad andare avanti», hanno ribadito. Chi parlando alla platea, chi comunicando nel linguaggio dei gesti ma tutti hanno fatto fatica, traditi dalla commozione e da un imbarazzo mitigato solo dal fatto che stavano parlando di un orrore che aveva coinvolto buona parte dei presenti e che finalmente, dopo anni di silenzio, il coraggio di descrivere toccamenti, carezze sconce, prepotenze e abusi sessuali compiuti da sacerdoti rappresentava la liberazione da un incubo. Non la soluzione dei loro problemi, ma il desiderio di trovare il corretto alveo in cui far rientrare un'adolescenza danneggiata, quel danno che ieri è stato raccontato davanti a una platea ridotta, quaranta forse cinquanta persone, allestita in una delle sale della Gran Guardia.
«La forza che da parlare davanti agli altri è quello che è mancato prima quando non abbiamo potuto emettere un grido. I sordomuti non hanno coraggio di parlare, il problema dei sordi è la comunicazione. Io vengo da Milano, ero in collegio, la mia liberazione è stato un maestro laico udente, non un prete», ha spiegato con il linguaggio dei gesti un signore di Milano. Una ferita che per qualcuno non si rimarginerà mai, ma parlarne in pubblico è liberatorio e a far loro coraggio ieri c'erano gli ingrandimenti degli articoli apparsi sui giornali e relativi alle denunce e alle inchieste sugli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti in altri Paesi. Il coraggio di parlarne e la consapevolezza che in Italia, nonostante la durezza di papa Benedetto XVI nel condannare gli episodi di pedofilia avvenuti all'ombra dei campanili, solo ora qualcosa si sta muovendo. Ma per quello che riguarda gli ex allievi sordi del Provolo di anni ne sono passati tanti. E la denuncia, pubblica, su quel che accadde fra le mura dell'istituto tra qualche giorno si concretizzerà in una commissione paritetica formata da sordi e rappresentanti della Curia che avrà il compito di raccogliere le testimonianze di chi fu abusato da sacerdoti (alcuni ancora in vita) e fratelli laici. Poi le relazioni verranno inviate a Roma, al Vaticano.
Non c'entra la fede, c'entra la dignità, la negazione dell'adolescenza e i problemi legati agli abusi fatti da chi per quei bambini era una guida, da un uomo con la tonaca. L'associazione che riunisce gli ex allievi dell'Istituto per sordi Provolo ha promosso il primo incontro in Italia lo ha fatto raccogliendo la richiesta di due famiglie di Brescia (i genitori di due bimbe di sei anni abusate da un sacerdote) che hanno chiesto la collaborazione e il sostegno della onlus. Di questa e non di altre perchè nel gennaio 2008 rese pubblici i racconti di violenze sessuali ripetute e continuate subiti dai bimbi sordi ad opera di fratelli laici e sacerdoti che formavano il corpo degli educatori.
Lo hanno fatto ieri, i bambini di una volta sono uomini fatti, qualcuno con i capelli bianchi, ma uno dopo l'altro si sono avvicinati al microfono e guardando negli occhi il pubblico hanno rotto quel silenzio fatto di vergogna e paura, esternato quella sofferenza che per anni si è coricata con loro e che per qualcuno si è tradotta con la rinuncia ad avere figli per timore che potessero diventare vittime di abusi.
«La comunità internazionale deve fare i suoi passi per chiedere la dichiarazione di crimine contro l'umanità per gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti» spiega Salvatore Domolo, autosospesosi da prete nel 2005, «sbattezzato» lo scorso anno, con una memoria di abusi sessuali subiti da un parroco tra gli 8 e gli 11 anni. È il referente del gruppo «La colpa» che ha partecipato all'incontro in Gran Guardia e il sostenitore di una dichiarazione internazionale perchè, ha sottolineato, uno degli aspetti della pedofilia dei sacerdoti è non solo la vastità numerica «negli Usa i casi conclamati sono circa 5.000, in Italia è più difficile, per il momento un centinaio, ma per questo incontro abbiamo ricevuto una cinquantina di e-mail» ma anche «la vastità geografica: finora ha parlato il Nord del mondo, cosa succederà quando i Paesi del Terzo Mondo avranno il coraggio di uscire allo scoperto?». E a ciò si aggiunge «la complicità attiva della Chiesa che sapeva tutto e spostava le pedine, il prete pedofilo era spedito a Roma e il caso era risolto. Non c'è stato solo l'abuso ripetuto, non è che si sia vigilato poco: è che abbiamo fatto di tutto perchè si nascondesse».F.M.
http://www.larena.it/stories/Cronaca/186399__la_pedofilia_dei_preti_sia_crimine_contro_lumanit/
lunedì 20 settembre 2010
Pedofilia:arresto prof nell'Agrigentino
PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO), 20 SET – Un insegnante di educazione fisica di 51 anni, e’ stato arrestato dai Cc con l’accusa di prostituzione minorile. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo i carabinieri di Porto Empedocle e di Agrigento, l’insegnante frequentava minori dai 14 anni in su e per avere con loro rapporti sessuali li avrebbe anche pagati. L’uomo e’ anche accusato di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.
martedì 7 settembre 2010
L'amico di famiglia è un aguzzino violentata ragazzina di tredici anni
Repubblica — 05 settembre 2010 pagina 7 sezione: GENOVA
UN IMMIGRATO extracomunitario di 40 anni è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile con l'accusa di aver violentato ripetutamente una ragazzina di tredici anni, figlia di amici di famiglia, tra il 2007 ed il 2009 in un'abitazione del centro cittadino. Gli investigatori hanno catturato l'uomo venerdì pomeriggio su ordine di custodia cautelare, emesso dal gip del tribunale Franca Borzone, su richiesta del pubblico ministero Sabrina Monteverde. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra Mobile, il quarantenne approfittava dei momenti di assenza dei genitori della ragazzina, per palpeggiare e abusare della tredicenne in diverse stanze della casa. La ragazzina aveva cercato più volte di reagire alle violenze, ma alla fine si era dovuta arrendere al bruto. La squadra mobile, diretta dal vicequestore Gaetano Bonaccorso, contesta all'uomo almeno cinque episodi di stupro. E' stata la stessa minore, visibilmente provata dalle violenze, a raccontare gli stupri ed i palpeggiamenti sistematici dell'amico di famiglia prima ai genitori e poi agli assistenti sociali. Sono stati questi ultimi ad avvertire la Polizia. Gli inquirenti hanno raccolto un quadro indiziario molto pesante e l'altro giorno hanno fatto scattare le manette. Il quarantenne si trova rinchiuso nel carcere di Marassi per il reato di violenza sessuale aggravata e continuata su minore. In settimana sarà interrogato dal giudice per la convalida dell'arresto. Ancora non si sa se accetterà di rispondere e se si difenderà respingendo le accuse. Sembra, comunque, che la testimonianza della vittima sia ritenuta inattaccabile dagli inquirenti che l'avrebbero sottoposta a verifiche incrociate per saggiare, anche la tenuta delle sue dichiarazioni a livello processuale. La ragazzina è ora seguita da assistenti sociali e da uno psicologo.http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/05/amico-di-famiglia-un-aguzzino-violentata-ragazzina.html
lunedì 6 settembre 2010
“Stupriamo i bambini”, gruppo choc su Facebook. Identificato un minorenne di Bolzano, sarebbe l’autore
Un gruppo Facebook denominato ”Stupriamo i bambini” è stato scoperto il 18 agosto scorso dai carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Bolzano. Il gruppo risultata essere stato attivato solo da un paio d’ore e già si registravano 51 contatti da parte di vari utenti della rete, alcuni favorevoli all’iniziativa, altri critici.
Presi i contatti con la direzione del ”social network”, negli Stati Uniti, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del gruppo in breve tempo. Sull’episodio è stata avviata un’indagine dalla procura della Repubblica di Bolzano che ha permesso di risalire all’utenza telefonica utilizzata per la connessione ad internet da chi ha aperto il gruppo di discussione.
Nei giorni scorsi, carabinieri del reparto operativo di Bolzano e del Gruppo di Monreale, in provincia di Palermo, sulla base di un ordine del pm Axel Bisignano della procura altoatesina, hanno effettuato un perquisizione, identificando un minorenne come l’autore del gruppo e sequestrandogli il computer. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.
6 settembre 2010 | 19:26Fonte: http://www.blitzquotidiano.it
lunedì 23 agosto 2010
Pedofilia - Un futuro di sole e d'azzurro, 5 maggio 2010
L'intervento di Luca Barbareschi
L'intervento di Giuseppe Aversa
L'intervento di Giovanni Federici
L'interventi di Diego Della Palma
L'intervento di Antonio Giuliani
L'intervento di Ester Di Rienzo C.S.M.E.I.
L'intervento di Andrew Mulholland
L'intervento di Francesco Pizzetti
L'intervento di Antonio Apruzzese
L'intervento di Pierluigi Dal Pino
L'intervento di Maria Rita Munizzi Movimento italiano genitori
L'intervento di Umberto Croppi
L'intervento di Maria Benigno Bruni
L'intervento di Vittorio Villa
L'intervento di Federico Moccia
L'intervento di Roberto Mirabile
L'intervento di Angela Napoli (parte 2)
Altriinterventi si trovano sul canale youtube di Luca Barbareschi.
venerdì 20 agosto 2010
COLOMBIA, 72ENNE ITALIANO CONDANNATO PER PEDOFILIA
leggo
domenica 1 agosto 2010
"Pedofili sfruttano lavoro minori"
Un tribunale del lavoro dello Stato brasiliano del Paraba ha condannato 11 persone per aver fatto sesso con prostitute minorenni in quanto sfruttatori di lavoro minorile. La condanna, la prima del genere in Brasile, non risparmierà gli accusati un'eventuale condanna a livello penale per pedofilia, stupro e corruzione di minorenni, ha precisato un componente del collegio. I condannati dovranno pagare allo Stato una multa pari a 230 mila euro.
Fonte:tgcom
giovedì 6 maggio 2010
Violenza sessuale: abusi su figliastra, arrestato
(ANSA) - NAPOLI, 6 MAG - Arrestato a Castellammare di Stabia (Napoli) un 58enne con l'accusa di violenza sessuale e maltrattamenti alla figliastra. L'uomo e' destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le indagini sono state avviate in seguito alla segnalazione di alcuni compagni di scuola ai quali la ragazza si era confidata. Dal 2006 l'uomo violentava la figliastra 17enne, costringendola a rapporti sessuali nei momenti in cui la madre non era a casa.
