Nel documentario Il corpo delle donne, realizzato da Lorella Zanardo, Marco Malfi e Chindemi Cesare Cantù, solo pochi minuti, frammenti, vengono dedicati a Striscia la notizia, una tra le tante trasmissioni prese in esame, per cercare di capire il modo in cui la televisione italiana rappresenta il femminile.
In che modo le donne sono in televisione? secondo una modalità quantitativa/riempitiva o qualitativa/attiva? e quali sono le qualità riconosciute alle donne? sono solo qualità estetiche (le donne sono una decorazione muta?), di un'estetica erotizzata al servizio della sessualità maschile oppure rappresentano anche una sessualità libera attiva e soggettiva? i volti e i corpi delle donne anziane, per esempio, ci sono in televisione? cosa rappresentano? E le bambine in che modo fanno parte della televisione? in che misura si ricorre allo stereotipo "bella e scema" ad una sessualità dai caratteri infantili e ingenui oppure oscura, ammaliatrice? sono alcune delle questioni poste dal documentario "Il corpo delle donne" che indaga l'immagine e la rappresentazione, il linguaggio visivo, l'immaginario, e in nessuna parte attacca le donne che in televisione lavorano, nessuna velina, ragazzina, presentatrice od ospite viene attaccata o derisa, anzi, emerge una profonda empatia con tutte le donne che appaiono nel filmato, da quelle "appese come prosciutti" a quelle che ballano "il ballo del lecca lecca" alle "grechine". E pure Striscia la Notizia ha intrapreso una vera e propria guerra contro questo documentario, prima col plagio finalizzato anche all'attacco di Repubblica-l'Espresso, poi con le accuse dirette a Lorella Zanardo, è seguita poi un'interrogazione parlamentare in difesa del programma (in un'Italia dai mille e più problemi urgenti, qualcuno si è sentito salire dall'anima un'accalorata difesa di Striscia la Notizia), ma perché? a favore di che e contro chi? contro Lorella Zanardo? e perché? di cosa ha paura Antonio Ricci? Una reazione smisurata, sproporzionata, che ieri si è palesata nella forma dello stalking.
Striscia è come uno stalker, l'intento è quello di far vivere Lorella Zanardo (ed anche Loredana Lipperini tramite il cyberstalking), nel terrore di essere controllata, circondata all'improvviso, come nell'agguato di ieri 10 maggio, all'uscita della Libreria delle donne, e di essere sottoposta ad un terzo grado di domande a raffica senza possibilità di replica. Un terzo grado per il quale viene mandata una ragazza, cavalcando il vecchio stereotipo della guerra fra donne, e perché gli autori di Striscia evidentemente si guardano bene dall'esporsi, preferiscono mandare, intimidire, come fanno i mafiosi.
Infondo tra i metodi mafiosi e quelli dei machilisti non c'è molta differenza.
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mercoledì 11 maggio 2011
Lorella Zanardo "L’Agguato"
La serata è stata bella, c'era nell'aria la possibilità di togliere i muri di incomprensioni che spesso si erigono tra donne. Ho parlato con Carla, ho parlato con Pinuccia, Marina mi ha introdotta, Luisa mi ha consigliata. E' la Libreria delle Donne, stasera 10 maggio. Io ero stanca per due anni passati sul territorio, ma lì mi sono sentita bene.
Poi esco, tolgo la catena alla bici, sono le 11 di sera, in giro non c'è nessuno.
Le porte dell'auto parcheggiata davanti a me si spalancano di colpo, alzo la testa e 3 persone e una luce fortissima mi vengono incontro.
E' la troupe di Strisica la Notizia.
Chiedo alla ragazza che mi investe con una serie di domande come si chiama, lei esita, poi veloce mi risponde "Elena", ha 26 anni, dice che è contenta di avere fatto la velina, che nessuno l'ha obbigata e che io la offendo con il nostro documentario, dice così o qualcosa di simile.
Io sono sulla bici, e mi invade una tristezza infinita: Striscia usa quella violenza che io condanno: prima il plagio del documentario, ora questo agguato notturno, da ore mi aspettavano fuori dalla porta della Libreria.
Dico ad Elena ciò che chi mi segue sa bene, e che sa anche lei presumibilmente, e gli autori: il nostro documentario è una critica all'uso del corpo delle donne nelle immagini tv, non alle donne che fanno tv. Di Striscia passano poche immagini nel nostro video. La reazione di Striscia è spropositata: noi con un doc fatto in casa e loro con i milioni di euro a disposizione e 7 milioni di persone tutte le sere.
Elena non mi lascia parlare, so che si usa così in tv. La guardo, voglio entrare in relazione ma lei non può, si vede che usa il metodo televisivo, parla veloce, accusa e non da tempo per la replica.
Nemmeno per un attimo provo fastidio verso di lei, per i mandanti sì, per la loro codardia. perchè non sono venuti loro? Uomini senza coraggio, così come si usa ora.
Io non mi occuperò di questa diatriba miserabile, ho altro da fare.
Però credo che chi mi legge potrebbe reagire. Se 3 milioni e mezzo hanno visto il documentario Il Corpo delle Donne e se continuate a chiederci di proiettarlo e se a migliaia dite che vi è servito, ora è il momento di dire voi cosa pensate. Anche quelle giornalista, quei gruppi di donne che il video lo hanno visto, che lo hanno lodato, appprezzato ma che spesso tacciono.
La protervia di questi autori corrisponde al clima di prevaricazione e di impunità che si respira oggi.
E comunque sì, ha ragione mio figlio tredicenne. siamo stati veramente efficaci, con zero euro investiti, a dare così fastidio a quei milionari di Striscia, Mediaset.
Dal blog di Lorella Zanardo.
Poi esco, tolgo la catena alla bici, sono le 11 di sera, in giro non c'è nessuno.
Le porte dell'auto parcheggiata davanti a me si spalancano di colpo, alzo la testa e 3 persone e una luce fortissima mi vengono incontro.
E' la troupe di Strisica la Notizia.
Chiedo alla ragazza che mi investe con una serie di domande come si chiama, lei esita, poi veloce mi risponde "Elena", ha 26 anni, dice che è contenta di avere fatto la velina, che nessuno l'ha obbigata e che io la offendo con il nostro documentario, dice così o qualcosa di simile.
Io sono sulla bici, e mi invade una tristezza infinita: Striscia usa quella violenza che io condanno: prima il plagio del documentario, ora questo agguato notturno, da ore mi aspettavano fuori dalla porta della Libreria.
Dico ad Elena ciò che chi mi segue sa bene, e che sa anche lei presumibilmente, e gli autori: il nostro documentario è una critica all'uso del corpo delle donne nelle immagini tv, non alle donne che fanno tv. Di Striscia passano poche immagini nel nostro video. La reazione di Striscia è spropositata: noi con un doc fatto in casa e loro con i milioni di euro a disposizione e 7 milioni di persone tutte le sere.
Elena non mi lascia parlare, so che si usa così in tv. La guardo, voglio entrare in relazione ma lei non può, si vede che usa il metodo televisivo, parla veloce, accusa e non da tempo per la replica.
Nemmeno per un attimo provo fastidio verso di lei, per i mandanti sì, per la loro codardia. perchè non sono venuti loro? Uomini senza coraggio, così come si usa ora.
Io non mi occuperò di questa diatriba miserabile, ho altro da fare.
Però credo che chi mi legge potrebbe reagire. Se 3 milioni e mezzo hanno visto il documentario Il Corpo delle Donne e se continuate a chiederci di proiettarlo e se a migliaia dite che vi è servito, ora è il momento di dire voi cosa pensate. Anche quelle giornalista, quei gruppi di donne che il video lo hanno visto, che lo hanno lodato, appprezzato ma che spesso tacciono.
La protervia di questi autori corrisponde al clima di prevaricazione e di impunità che si respira oggi.
E comunque sì, ha ragione mio figlio tredicenne. siamo stati veramente efficaci, con zero euro investiti, a dare così fastidio a quei milionari di Striscia, Mediaset.
Dal blog di Lorella Zanardo.
martedì 7 dicembre 2010
Il corpo delle donne
Il 15 dicembre alle ore 19,00 Proiezione del documentario Il corpo delle donne ed incontro con Simona Marino
Simona Marino è docente di Filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta” dell’Università di Napoli “Federico II”. Esperta di differenza di genere, al centro della propria riflessione, Simona Marino pone le categorie di identità e differenza, con particolare attenzione alla soggettività femminile e ai problemi della differenza sessuale.
Ass. Sott’e'Ncoppa – sportello Lilith
Via L. Giordano 24
San Sebastiano al Vesuvio
Napoli, Campania
Per info info@sportellolilith.it
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