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lunedì 31 gennaio 2011

"Tratta delle bimbe", via al processo E scende in campo l'Antimafia

Due maxi-blitz, 7 arresti. L'accusa: riduzione in schiavitù. I carabinieri si sono trovati di fronte a casi di violenza estrema, le donne erano terrorizzate. Uno degli uomini ha fatto abortire la fidanzata al sesto mese. Lei è salva lui a Regina Coeli
di RORY CAPPELLI

Le drogavano, le caricavano di peso in macchina, le portavano in Italia pagando i funzionari di frontiera, le chiudevano in appartamenti, le violentavano, le picchiavano brutalmente, a volte le usavano come merce per pagare l'affitto, altre volte le rivendevano facendole sparire in quella specie di buco nero in cui ogni anno scompaiono centinaia di donne. Oppure, controllandone ogni mossa attraverso complici prostitute e continue telefonate sui cellulari, le costringevano a vendersi per strada. Un giro particolarmente redditizio: loro, le "ragazze" erano ricercatissime dai clienti che pretendevano rapporti senza protezione e che le volevano sopra ogni altra cosa per la loro età. Poco più che bambine, 14 o 15 anni.

È l'allucinante storia di fronte alla quale si sono trovati i carabinieri fermando alla fine dello scorso maggio una ragazza: non parlava italiano ed era terrorizzata da quello che i suoi aguzzini le avrebbero potuto fare. Negava, urlava, voleva tornare libera: dichiarava di avere 20 anni, di aver liberamente scelto di battere, di voler soltanto essere lasciata in pace. Piano piano, con l'aiuto di psicologhe e assistenti sociali, il quadro che si è delineato ha lasciato gli inquirenti senza parole. Il procuratore della Dda (Direzione distrettuale antimafia) Roberto Staffa ha fatto subito partire le indagini: e dopo un paio di mesi, in due distinte operazioni, ha fatto scattare le manette ai polsi di 7 persone - quattro sono a tutt'oggi latitanti - per tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, induzione alla prostituzione minorile e violenza sessuale. Una storia che vede coinvolti tre italiani (Pasquale Martino, Vincenzo Di Nardi e Italo Vezza), due donne romene (Mariana Mita e Simona Nicolae) e sei romeni (Valerica Draguti, Marian Tapliga, Constantin Viorel Mita, Marian Ovidiu Mita, Constantin Gutue e David Claudiu Pioara). Sono riusciti a fuggire Marian Tapliga e Constantin Gutue, tra i peggiori per crudeltà e "mente criminale", a tutt'oggi latitanti. Gli altri, e tra loro anche due donne, sono detenuti tra il carcere di Regina Coeli e quello di Rebibbia e, dopo l'udienza di questi giorni, il 7 febbraio prossimo Staffa esporrà alla corte le sue conclusioni.

Sempre la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), si sta occupando in questi giorni, attraverso un altro membro del pool, il procuratore aggiunto Maria Monteleone, di un altro allucinante caso di violenza, riduzione in schiavitù e induzione alla prostituzione, che vede coinvolto un altro romeno, Iancu Buzdugan, e una ragazzina romena, Romina, all'epoca dei fatti minorenne e che, seguita dall'avvocato Maria Cristina Cerrato, vive oggi in residenza protetta. Buzdugan esercitava sulla ragazza "poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà, mantenendola in stato di soggezione continuativa, costringendola a prostituirsi".

L'aveva portata in Italia con la promessa di sposarla. Lei è "in avanzato stato di gravidanza", 22 settimane (sei mesi). Lui la costringe a prendere pillole abortive. La bambina nasce e muore poche ore dopo la nascita. Lui la picchia, la minaccia, la costringe a servirlo "ad eseguire lavori umilianti quali lavargli i piedi". La fa mangiare "solo una volta al giorno". La costringe a prostituirsi: le detta le tariffe e condizioni: deve chiamarlo prima e dopo essersi appartata con i clienti. Alla fine la polizia la libera. E Buzdugan finisce in manette.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/01/29/news/emergenza_prostituzione-11796989/

sabato 11 settembre 2010

Usa: da schiava del sesso a salvatrice di altre vittime

Diventata una vittima della tratta sessuale a 14 anni, Tina Frundt ora è a capo di un’organizzazione che aiuta donne come lei.

violenze sessuali di gruppo santagatando2 Usa: da schiava del sesso a salvatrice di altre vittimeTina Frundt aveva solo 14 anni quando fu vittima della tratta di ragazze avviate alla pristituzione: come racconta, “nessuna bambina pensa di poter diventare una schiava del sesso quando si cresce”. Ecco perché Tina rischia la sua vita nel bel mezzo della notte per raggiungere le ragazze che sono in trappola. Lei conosce il loro dolore e la loro paura. “La ragione che mi costringe a fare questo lavoro è che io sono una sopravvissuta del traffico del sesso”, “e francamente, nessuno ha fatto questo per me.” L’organizzazione di Tina, con sede a Washington, DC, la Courtney’s House sta per aprire un rifugio dedicato a riabilitare i sopravvissuti della tratta del sesso.

UNA TECNICA FURBA – La tecnica di Tina è semplice: in soli dieci secondi trova il modo di far sapere a ueste ragazze che qualcuno si preoccupa per la loro condizione e può aiutarle a fuggire.Camminando in lungo in maniera casuale , lei lascia un ciondolo che contiene un numero di telefono. Tina agisce in modo che i trafficanti non diventino sospettosi. ”Se lasciassimo opuscoli o altro che indichi come chiamare, LE RAGAZZE non lo farebbero perché capirebbero che non sappiamo come agire nel modo corretto,” Le opere di Tina hanno un approccio innovativo: schiave del sesso si chiama la sua helpline. E una volta che hanno fatto quella chiamata, le ragazze, che parlano solo con ex vittime del traffico del sesso,sanno che c’è una strada verso la libertà.

LA STORIA DI TINA – Tina è stata rimpallata attraverso più di venti case-famiglia prima di essere adottata da genitori amorevoli all’età di 12 anni. Lei era insicura e vulnerabile quando un ragazzo la avvicinò un giorno,mentre si stava dirigendo in un negozio a Chicago. ”Io non sapevo cosa fosse il traffico,” ha detto Tina. “Io non sapevo cosa fosse un magnaccia. Non sapevo che cosa fosse la schiavitù. Non avevo idea.” Il ragazzo non le apparì come una minaccia. Tina pensò che non aveva nulla da temere. Il ragazzo conquistò la sua fiducia con regali e attenzioni. Al suo quattordicesimo compleanno, Tina accettò un passaggio dall’uomo, ma questa volta lui la portò a Cleveland, Ohio, dove fu violentata lei e rapita per diventare una schiava del sesso. Per più di un anno, Tina è stata costretta ad avere rapporti con 18 uomini al giorno. E’ stato picchiata e bruciata con le sigarette, se non riusciva a guadagnare abbastanza soldi ed era stata avvertita che chiedere aiuto era inutile.

DALLA SCHIAVITU’ ALLA PRIGIONE – Tina sfuggì alla schiavitù sessuale andando in prigione. Al trafficante aveva rotto un braccio con una mazza da baseball, ma quando polizia arrivò, videro Tina come un criminale, non una vittima. Tina dice di aver toccato il fondo, ma che tutto cambiò quando lei stessa ha cominciato ad aiutare altre ragazze a conquistare la libertà. Iniziò a nascondere schiave del sesso a casa sua. Ha poi iniziato a parlare, raccontando la sua storia al pubblico. Tina ha aperto la sua organizzazione anti-schiavitù, con una piccola eredità che ha ricevuto quando la sua mamma adottiva morì nel 2008. Si chiama Courtney’s House, dal nome di una delle sue figlie. Il gruppo gestisce il progetto di sensibilizzazione per strada e la linea telefonica. E il rifugio di prossima apertura.

HA CAMMINATO NELLE MIE SCARPE - È difficile per Tina a raccontare la sua storia in pubblico, ma lo fa per costruire la consapevolezza che i bambini americani sono costretti alla schiavitù sessuale sul suolo americano. Ha portato il suo messaggio alle Nazioni Unite e il Congresso degli Stati Uniti. Lascia volantini e parla ai pendolari di Washington con un un megafono per spiegare loro di quello che succede fuori delle loro uffici durante la notte. La sua esperienza personale fa di Tina un faro di speranza per le altre che si salvano dalla schiavitù sessuale. ”Ascolto Tina perché non è solo qualcuno con una laurea o che ha fatto qualche ricerca su questo”, dice Semer, ”E ‘qualcuno che camminava nelle mie scarpe”.


Giornalettismo

mercoledì 18 agosto 2010

Bellissima. La moglie dell’Est




















Per vedere tutto il video di seguito c'è il link sul sito della rai:Bellissima. La moglie dell’Est
Nel reportage di Silvestro Montanaro verrà raccontato cosa c’è dietro il crescente fenomeno di giovanissime e bellissime donne dell’Est europeo, soprattutto Ucraine, le quali sono pronte a sposare anche uomini settantenni pur di fuggire da condizioni di vita ritenute inaccettabili. Un fenomeno dove sì è subito inserita la mafia del traffico di carne umana.

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