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mercoledì 22 giugno 2011

Cassazione: stupro, trauma dello spirito

Specie se di gruppo, si' a danni morali anche per reputazione

(ANSA) - ROMA, 21 GIU - Lo stupro non e' solo una violenza al corpo, ma anche un 'degrado inferto alla dimensione spirituale', perche' la vittima 'si porta dentro, per sempre, un frammento di vita spezzata'. Per questo chi subisce violenza ha diritto anche ad un risarcimento morale, pur se esiste 'un'ovvia difficolta'' a quantificare il dolore provato'. E' la Cassazione a chiedere maggiori tutele per le vittime, ancor piu' quando si tratta di azioni compiute da un gruppo, o di minori lesi nel loro diritto all'innocenza.

http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_cronaca/06/21/visualizza_new.html_814729609.html

domenica 10 ottobre 2010

Stupro, la donna ha una crisi isterica? La Cassazione: è prova di violenza

Il caso di via libia
Stupro, la donna ha una crisi isterica? La Cassazione: è prova di violenza
Violenza di gruppo: gli imputati assolti in appello


Leggi anche Condannati gli stupratori di Angy

Per la giustizia penale non ci stupro, ma per la Cassazione, ai fini civili, quello di cui fu vittima Angy fu uno stupro e non un rapporto sessuale consenziente. A quattro anni da quella notte e a quasi tre dall’assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello, ormai passata in giudicato, la Suprema Corte riscrive la verità di via Libia.
Secondo i giudici, che si sono pronunciati sul ricorso dell’avvocato di parte civile Milly Virgilio, Federico Fildani e Francesco Liori, il primo 27enne romano, il secondo 20enne del cagliaritano, condannati in primo grado a 2 anni e 10 mesi e poi assolti in appello, la notte del 24 settembre 2006 abusarono dell’allora 26enne bolognese. «In base ai canoni della comune esperienza non rientra nella normalità degli accadimenti che una persona, dopo rapporti sessuali consenzienti, abbia senza una specifica ragione un attacco isterico», dice la Cassazione. Per la Corte, insomma, quando una donna ha una crisi nervi dopo un rapporto sessuale, è lecito pensare che ci sia stata una qualche forma di violenza che ha travalicato il suo consenso.
La pronuncia della Corte non riapre il processo penale, di fatto chiuso con l’assoluzione chiesta e ottenuta dal procuratore generale in appello, ma avrà effetti solo in sede civile con la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla difesa della ragazza. Angy conosceva i due ragazzi e con Liori aveva anche avuto una relazione. Trascorsero insieme la serata e dopo aver bevuto finirono nell’appartamento di Fildani. Secondo la ragazza si scambiarono effusioni ma a un certo punto lei chiese loro di smettere. Fildiani e Liori invece andarono avanti. I due hanno invece sempre sostenuto che si trattò di un rapporto consenziente e che smisero quando lei lo chiese. Angy venne trovata in strada, in una pozza di sangue, col naso rotto e ferite al volto, in preda a una violenta crisi emotiva. Gli imputati dissero che dopo il rapporto ebbe una crisi isterica e cercarono di allontanarla dall’appartamento contro la sua volontà: ci fu una colluttazione (Fildani è stato condannato per lesioni), poi la ragazza cadde dalle scale. La Corte d’Appello avvalorò la tesi del rapporto senza imposizioni ritenendo poco credibile che una donna violentata non volesse allontanarsi dal luogo dello stupro. Ieri però la Cassazione ha inquadrato i fatti in modo diverso. Una pronuncia che, secondo l’avvocato Virgilio, costituisce un precedente importante: «Ora si apre una causa civile per il risarcimento del danno, un processo in cui si partirà dalla ricostruzione della Cassazione e cioè che quella sera ci fu uno stupro di gruppo. La Corte ci ha dato ragione ritenendo che sbagliarono i giudici quando parlarono di crisi isterica per dire che non c’era stata violenza — continua il legale — Fu una comoda scusa ma non si diede una spiegazione. Questa pronuncia è importante anche perché molte giovani vengono indotte a bere per abbassare le loro difese e spesso, in quello stato, sono vittime di violenza». Per l’avvocato Antonio Petroncini, legale di Liori, «il processo penale ha accertato l’innocenza del mio assistito con sentenza definitiva. L’unico obiettivo del ricorso è ottenere un risarcimento economico».
Gianluca Rotondi
07 ottobre 2010(ultima modifica: 08 ottobre 2010)

sabato 27 marzo 2010

"Sesso con 14enne è sempre stupro"

Cassazione: "Anche se consenziente"

Fare sesso con chi ha meno di 14 anni è sempre un grave stupro, anche se il minorenne si mostra consenziente. Lo sottolinea la Cassazione, annullando la condanna di un 40enne a cui erano state riconosciute le attenuanti. Dato "l'incompleto sviluppo psichico dei minori - si legge nella sentenza - l'approfittare dei rapporti di simpatia per avere dei rapporti sessuali costituisce una corruzione della loro personalità".

Si tratta quindi sempre, senza eccezione, di violenza aggravata. Anche nel caso in cui il, o la minore si mostri consenziente alla cosiddetta "fuitina" d'amore. Tale circostanza non può quindi mitigare la condanna.

La Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura della Corte d'appello di Milano, ha dunque annullato con rinvio la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione inflitta lo scorso maggio a un uomo di 40 anni, sposato e con due figli, che aveva compiuto atti sessuali con una minore di quasi 14 anni ospitata nella sua abitazione.

All'imputato i giudici di secondo grado avevano ridotto la pena, che in primo grado era pari a 3 anni e 8 mesi, ritenendo che il consenso della minore alla "fuitina" rendesse l'abuso meno grave perché la libertà sessuale della minorenne era stata compromessa in maniera più lieve.

Ma i Supremi giudici hanno rilevato che la legge "punisce gli atti sessuali con persona che non abbia compiuto i 14 anni anche nel caso in cui si svolgano senza violenza, minaccia o abuso d'autorità. E il consenso della minore si ritiene del tutto irrilevante perché le norme tutelano, di per sé, l'integrità psicofisica di chi non ha ancora compiuto i 14 anni".

La condanna può essere ridotta, aggiunge la Cassazione nella sentenza 11252, solo quando "gli atti non comportino una rilevante compromissione dell'integrità fisica e psichica della persona offesa, come nel caso di fuggevoli toccamenti lascivi".

In questa vicenda invece l'imputato aveva avuto rapporti sessuali completi con la ragazzina affidatagli dai genitori. "Occorre considerare - ammonisce la Suprema Corte dando ragione alla Procura di Milano - che, dato l'incompleto sviluppo psichico dei minori, specie in materia sessuale, l'approfittare dei rapporti di simpatia, di confidenza, di affetto o addirittura di affidamento, per avere dei rapporti sessuali, costituisce un inquinamento ed una corruzione della loro personalità, ben lungi dall'essere reputato un fatto di minore gravità, trattandosi di un subdolo approfittamento della loro immaturità". La minore era stata affascinata dal "maturo" amico di famiglia che aveva addirittura reso pubblica la loro relazione proponendo la "fuitina" che, secondo lui, avrebbe legittimato il suo comportamento.

Fonte: tgcom

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