Visualizzazione post con etichetta Il buon medico non obietta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il buon medico non obietta. Mostra tutti i post

lunedì 20 maggio 2013

Convengo sulla legge 194 a 35 anni dall'approvazione

22 maggio 2013, a 35 anni dalla legge sull'interruzione di gravidanza, presso la casa internazionale delle donne di Roma, incontro con Chiara Lalli, Caterina Botti, Filomena Gallo, Alessandra Gissi, Michele Grandolfo, Paola Lopizzo, Rosetta Papa, Manuela Perrone, Vittoria Tola.

Dopo il convegno sarà proiettato il documentario Legge 194. Cosa vogliono le donne – Storia di una legge, storia di donne, di Liliana Barchiesi e Alessandra Ghimenti (2013).

Introduce e coordina: Chiara Lalli (autrice di A. La verità vi prego sull’aborto, Fandango 2013)

Intervengono:
Caterina Botti (filosofa, “Sapienza” Università di Roma) “Il peso della condanna morale dell’aborto” Filomena Gallo (avvocato, segretario Associazione Luca Coscioni) “Quali strumenti per garantire l’applicazione della 194?” Alessandra Gissi (storica, Università di Napoli “L’Orientale”) “Il senso di colpa come oggetto di indagine storica” Michele Grandolfo (epidemiologo, Noidonne) “Epidemiologia dell’aborto e promozione della salute” Paola Lopizzo (ginecologa, responsabile Unità Operativa “Assistenza e tutela sociale della maternità e IVG”, Ospedale San Giovanni-Addolorata), “La garanzia del servizio” Rosetta Papa (direttrice “Unità Operativa Complessa Tutela Salute Donna”), “Donne a Sud della Salute” Manuela Perrone (giornalista, Sole24Ore) “Come i media trattano l’aborto” Vittoria Tola (Udi nazionale, Assemblea permanente per i consultori) “Dall’autodeterminazione (legge 405/1975) all’autodeterminazione (legge 194/78)” Dopo il convegno sarà proiettato il documentario Legge 194. Cosa vogliono le donne – Storia di una legge, storia di donne, di Liliana Barchiesi e Alessandra Ghimenti (2013).

Fonte: Il buon medico non obietta.

mercoledì 6 giugno 2012

L’obiezione all’aborto è un atto illegittimo e il buon medico non obietta

E’ partita ufficialmente oggi la campagna promossa dalla Consulta di Bioetica OnlusIl buon medico non obietta”, alla quale avevamo già accennato qui.
Il buon medico è colui o colei che davanti alle necessità della paziente fa il suo bene e non oppone un veto alla sua libertà di scelta, non assume atteggiamenti paternalistici, impositivi ed evangelici, non usa un mezzo coercitivo, come l’obiezione, per fare carriera all’interno degli ospedali o per evitare un intervento che ritiene “noioso”.
Il buon medico è colui o colei che non giudica la sessualità delle pazienti, non marcia contro il diritto alla salute e non fa disinformazione.
Questo qui è lo spot prodotto dall’Associazione SCOSSE che promuove la campagna.


Aied e Associazione Coscioni hanno formulato alcune richieste pratiche:
- Bandi finalizzati all’assegnazione delle ore previste per l’IVG a medici non obiettori;
- Albi regionali pubblici di medici che abbiano sollevato obiezione di coscienza;
- Possibilità per le strutture ospedaliere che forniscono il servizio di IVG di avvalersi di medici gettonati per sopperire alle carenze di medici non obiettori laddove non si riesca a garantire un equilibrato bilanciamento fra i medici strutturati obiettori e non obiettori.
Si chiede la piena applicazione della legge, si chiede di regolamentare l’obiezione, perché l’art.9 della Legge194/78 é obsoleto. Non è coscienza imporre a una donna in stato di necessità una gravidanza, senza tener conto della sua vita, delle sue scelte, del suo stato di salute.
La libertà di coscienza la si può esercitare a monte, scegliendo un’altra facoltà, o vivendola nel proprio privato, mentre si rispettano le scelte personali e di salute delle pazienti.
Abortire in modo legale e sicuro è un diritto ma l’80% dei medici in Italia è obiettore, quelli che non lo sono, aiutando le donne a essere sane e consapevoli, si fanno carico di tutto il lavoro subendo spesso un ambiente ostile.
Raccontiamo quanto sia difficile dover interrompere una gravidanza voluta e cercata, o accettata quando capitata per caso, con addosso il fiato dei no-choice, dei fanatici del feto, dei fascisti, di quanto sia doloroso trovarsi di fronte alla disumanità e alla violenza di questa falsa obiezione di coscienza.
Quanta retorica abbiamo trovato nei discorsi dei fanatici dell’embrione?
C’è chi lucra sul dolore delle donne e ha tutto l’interesse a colpevolizzarci, perché ha trovato nella colpa un mezzo per esercitare il proprio potere, chi fa questo non è un buon medico, non aiuta la vita e non vuole bene alle donne.
Sappiatelo: l’aborto può essere un’esperienza non traumatica, io l’ho visto tante volte, soprattutto se attorno abbiamo persone che ci rispettano e si prendono cura di noi, senza giudicarci. C’è un gran bisogno di racconti che facciano luce su questo aspetto: l’interruzione di gravidanza può essere un evento tra gli altri, collocarsi nella nostra vita tra quelli non traumatici, non c’è bisogno di vergognarsi per questo o di chiedersi: sono sbagliata perché non voglio un figlio? Sono meno donna delle altre? Se oggi abortisco, domani non sarò una buona madre?
Quante narrazioni diverse conoscete? Mi viene in mente solo un racconto di Maeve Binchy in cui la protagonista si sposta dall’Irlanda a Londra per abortire, qui Violetta Bellocchio tenta un interessante ricapitolazione dello storytelling sull’aborto, e invita a raccontare dei buoni medici. Normalmente tendiamo a non raccontare le esperienze che hanno un basso impatto sulla nostra emotività, perché in quei casi non abbiamo bisogno di elaborare il dolore, ma le nostre storie possono essere di aiuto a chi teme inferni, stigma sociale e traumi irreparabili (ho letto documenti dei presunti centri di aiuto alla vita dove ci sono donne che dicono ad altre donne che si “sfracelleranno” dopo un aborto).
Bisogna sostenere le donne che vivono con angoscia e dolore questa scelta, ma anche demistificare l’interruzione di gravidanza: il terrorismo è solo uno dei modi per controllarci.
Potrebbe interessarti anche:
Arriva la pillola dei 5 giorni dopo: solo per chi ha soldi?
Palermo: chi marcia per la “vita” marcia per la morte
Firenze, attacco alla 194: la Giunta comunale vuole un cimitero per i feti!
Feti-cismi: gli assassini siete voi
Feti-cismi: così fu che ci chiamarono assassine
Roma: attacco alla 194
Identificazione delle donne che hanno abortito
Feti-cismi siciliani: proposta di legge sulla sepoltura obbligatoria dei feti abortiti
Lombardia: feti-cismi, ovvero l’obbligo di seppellire un feto abortito

Da fas

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...