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domenica 22 gennaio 2017

Diventare Uomini. Relazioni maschili senza oppressioni al Perditempo di Napoli

Il 30 gennaio 2017 alle ore 18.15 si terrà presso il caffè libreria Perditempo, in via san Pietro a Maiella n. 8 a Napoli, la presentazione del libro “Diventare Uomini. Relazioni maschili senza oppressioni” di Lorenzo Gasparrini, edito da Settenove.
La presentazione vedrà la partecipazione dell’autore, della professoressa Elena Tavani (l’Orientale, Napoli) e dei promotori dell’evento, la lettura del testo e un dibattito sulle tematiche del libro stesso animeranno la serata.
Diventare Uomini. Relazioni maschili senza oppressioni è un agile saggio sulla maschilità, scritto da un punto di vista femminista ossia "a partire da sé" che, tenendo conto degli studi femministi e sull'identità di genere, individua, ripercorrendo le varie fasi della crescita di un uomo, i modi attraverso cui il patriarcato opprime non solo le donne e tutte le altre soggettività inferiorizzate, ma anche gli uomini fin dall'infanzia.
L’analisi della maschilità, della costruzione dell’identità e del ruolo di genere, rappresentano la guida alla comprensione del sistema di potere che genera disparità e violenza con ricadute negative per tutta la società.
La scarsa bibliografia in lingua italiana sull’antisessismo maschile si arricchisce con Diventare Uomini. Relazioni maschili senza oppressioni, di un testo che con la sua prosa divulgativa chiara e diretta, senza mai cedere a banalizzazioni, fornisce un prezioso contributo.
In questo momento storico di apertura dei movimenti femministi, con la quarta ondata, l’inclusività è la chiave per l'avanzamento verso la conquista di una reale parità. Uomini antisessisti che decostruiscono il proprio privilegio e il costo che questo privilegio ha per ognuno dovrebbero essere la norma nel panorama culturale italiano, invece il libro di Lorenzo Gasparrini risulta essere una grande novità da questo punto di vista.

Lorenzo Gasparrini è dottore di ricerca in Estetica, attivista e blogger. Ha fatto parte e scritto con il collettivo Femminismo a sud e Intersezioni. I tanti blog e luoghi virtuali nei quali scrive sono raccolti in lorenzogasparrini.noblogs.org e da due anni porta avanti il gruppo di discussione sulla maschilità "Gentlemen's Club" (un nome ironico) presso il collettivo Cagne sciolte di Roma.

Per acquistare il libro via internet: http://www.settenove.it/articoli/diventare-uomini/333

lunedì 18 marzo 2013

Porno per tutt@

Se la maggior parte delle persone è d'accordo nel limitare lo sfruttamento dell'immagine femminile erotizzata nei media, la proposta di bandire completamente la pornografia, bollandola come violenta verso le donne, appare, altrettanto diffusamente, come frutto del pregiudizio e dell'ignoranza. La proposta, mossa per 'proteggere' le donne, finisce col trattarci come minus habens e nega la nostra stessa sessualità. La pornografia, come prodotto culturale, non solo non può essere vietata in un paese che si dica libero e democratico ma, in quanto rappresentazione e narrazione, può essere perfettamente espressione di una sessualità declinata secondo la parità dei generi, tutti.
 
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Porn for all, not a ban, is better for women
To truly eliminate gender stereotypes, as voted on by the EU, we should do it within porn, not by damning all sex on film as sexist per guardian.co.uk,
Onanists across the EU will be relieved to know that MEPs have voted against a proposal suggesting a blanket ban on internet pornography. The move was part of a wider remit to stop the sexualisation of women in advertising and media. While most people would praise any move to reduce the amount of eroticised images of women used to sell all manner of stuff, the definition of pornography was worryingly vague. It felt as if Kartika Liotard (the Dutch MEP responsible for the motion on eliminating gender stereotypes in the EU) either hadn't watched enough porn or was attempting to let her own prejudice slip in unnoticed.
Although it would have been a long way off from being made law even if the proposal had been passed, there was a previous move to ban porn in 1997 and it's that which Liotard was attempting to resuscitate. On top of that, Iceland and Finland are already looking at blocking anything vaguely defined as sexually "violent", so it's clear anti-porn suspicion is on the rise despite this week's outcome.
If we're going to criticise or attempt to regulate online content, let's have someone with some knowledge of the topic make the decisions for us – as opposed to a proponent of vague pseudo-feminist rubbish of what porn is or isn't. Getting someone who knows nothing about pornography to govern our online sexual behaviour is as backwards as roping in someone who knows nothing of poverty to make vital decisions on welfare policy. And we'd never allow that.
Article 16 of Liotard's report talked about "the importance of promoting the representation of the female image in a way that respects women's dignity … while fully respecting freedom of expression". Isn't it negative stereotyping to assume women can't have dignity and be sexual?
Liotard and her Scandinavian peers might be attempting to eliminate one set of stereotypes – women as constantly sexually available to heterosexual men – but their well-intentioned moves are unwittingly introducing another set that are equally as damaging. As former sex blogger Dr Brooke Magnanti put it, "Yet again the assumption is that … all women are meek sub-adults who must be protected from the clutches of sexy, sexy evil".
I'm tired of women being told what they want sexually. If anything, the freedoms we have on the internet go some way towards undoing years of mainstream media telling women how to look and be looked at, how to behave through articles like "What Men DON'T Want In Bed!".
Further, I've lost count of the number of times I've had to switch porno off because I've felt it was misogynistic or formulaic, but that doesn't mean I want my consumption of porn to be regulated. Blow job scenes, for example, are overly long in almost all mainstream content. With the exception of a smattering of offerings from women directors such as Anna Span, female viewers are constantly reminded that this stuff isn't for them. Yet shouldn't that mean we'd be better off striving for greater equality within pornographic images, not hastily writing off all sexual expression on film as sexist?
We need better lesbian scenes, not ones that blatantly pander to men, with heterosexual actresses looking vaguely nauseated as they gingerly trail their fake nails across each others' breast implants. Speaking of which, Liotard's proposal conveniently glossed over the world of gay, lesbian and trans porn, probably because it would draw unwanted attention to the fact her argument only considers gender stereotypes from the blinkered perspective of heterosexual men and women.
Instead of being squeamish and reluctant to discuss porn, it would be more productive if people could focus on asking why there isn't more readily available porn that caters to all sexes and, crucially, understand why this is important in reflecting gender equality. Perhaps then Liotard and her colleagues can devote more time to looking at the real issues, instead of picking on the most obvious targets.

Fonte: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/mar/13/porn-all-ban-better-women

giovedì 24 maggio 2012

Salerno Campania Pride 2012

Il 26 maggio si svolgerà il Salerno Campania Pride 2012, voluto dal Coordinamento regionale LGBT Campania Rainbow, per festeggiare la giornata dell’orgoglio omosessuale e transessuale e contrastare tutte le forme di discriminazione e offesa che la comunità gay, lesbica, bisessuale, queer e trans si trova ad affrontare.
La città di Salerno svolge in questa occasione un ruolo di cerniera con tutto il meridione d’Italia, come si legge dal sito della manifestazione “Salerno si proporrà come città-limite, luogo di esperimenti di trasmissione culturale e umana, ma anche come città dell’accoglienza, dell’incontro e degli incroci culturali.”
La Campania infatti si muove verso la visibilizzazione e la parità dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine, infatti di recente Napoli si è dotata di Registro per le unioni civili, ed è di questi giorni la notizia che anche la città di Portici si doterà di un Registro per le Unioni Civili, per coppie etero e omosessuali.
Pareciperà al corteo finale del Salerno Campania Pride 2012, che partirà da p.zza Vittorio Veneto, anche il gruppo Vegetariani e Vegani in Campania “Presenti a questa manifestazione, convinti che l’omofobia, il sessismo, il razzismo e la violenza sugli animali, abbiano una matrice in comune: l’idea del dominio e della prevaricazione sui più deboli. La nostra presenza, dunque, all’interno del corteo, sarà proprio incentrata su questo punto: nessuna violenza, nessuna discriminazione è accettabile. Rivendichiamo anche per gli animali il diritto di disporre del proprio corpo, il diritto alla libertà.”

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