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martedì 12 marzo 2013

La malavita

In Italia la lotta alla malavita sembra concentrarsi su pericolose prostitute e terrorizzanti clienti, nel nome della lotta al gravissimo reato di clandestinità.
Qalcuno ancora crede che le politiche anti-prostituzione abbiano qualcosa a che fare col benessere delle donne? Quando si capirà che si tratta solo di politiche anti-immigrazione, ispirate da ideologie razziste e fasciste?

...

Anzio: blitz fino a tarda notte contro prostituzione e immigrazione clandestina
Quindici prostitute fermate, clienti multati, patenti ritirate e un arresto. Giro di vite per la malativa del litorale laziale E' un vero e proprio blitz quello che si è svolto dalle prime ore dalle serata fino alla tarda notte di ieri ad Anzio, sul litorale laziale. Oggetto dei numerosi controlli a tappeto effettuati dalle forze dell'ordine, la lotta alla prostituzione e all'immigrazione clendestina. Gli agenti del Commisariato di Anzio e Nettuno, in collaborazione con la Polizia locale di Ardea, hanno individuato e sottoposto a controlli 15 prostitute (tutte di origine straniera) delle quali già nota alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e legati sempre al mondo della prostituzione. La ragazza è stata munita di foglio di via obbligatorio che le impone il divieto assoluto di fare ritorno nei comuni di Anzio e Nettuno, senzaapposita autorizzazione concessa dagli uffici della questura di Roma per almeno due anni. I controlli sono stati estesi anche ai clienti delle prostitute, molti dei quali sono stati multati in base all'ordinanza antiprostituzione emessa dal sindaco di Anzio. Numerose anche le contravvenzioni emesse per irregolarità rispetto ai dettami del codice della strada, con il ritiro delle patenti per due automobilisti imprudenti. Infine, a cadere nella rete dei controlli, anche un 37enne di Nettuno, anche lui già noto per numerosi altri precedenti legati alla droga e reati contro il patrimonio. Fermato e controllato dagli agenti, l'uomo è risultato oggetto di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Latina per la reclusione di alcuni mesi: per lui, quindi, si sono aperte le porte del carcere di Velletri.

Fonte: http://www.romatoday.it/cronaca/prostituzione-anzio-arresti-litorale-sud.html

domenica 18 dicembre 2011

Discriminata a nove mesi

La madre, straniera, perde il lavoro e non le rinnovano la tessera sanitaria

Ha appena nove mesi di vita. La madre l’ha vista nascere con il cuore in gola. Perché il parto è stato problematico. Fu necessario usare il forcipe per farla nascere. E quella manovra le causò un lieve emorragia. Complicanza subito superata fortunatamente. Ma che richiede un periodico controllo per garantire un decorso scevro di pericoli o preoccupazioni.
Purtroppo per lei la piccola è nata in Italia nell’anno 2011. Dove anche se hai 9 mesi di vita ti può venire negata l’assistenza sanitaria gratuita. È successo proprio a Ferrara. Ieri mattina.
La madre della bimba, di nazionalità rumena, si reca in via Cassoli per rinnovare il tesserino sanitario per lei e per la pargola. Le chiedono i documenti. Qualcosa però manca all’appello. La donna, pur avendo lavorato in regola in Italia, un anno fa è stata licenziata. Non può più garantire il sostentamento economico di sé e dei suoi famigliari. Ergo, niente residenza e niente tessera.
Lo sconforto iniziale è nulla però di fronte a quello che sta per apprendere: nemmeno sua figlia, nata in Italia, ne ha diritto.
Con lei c’era Massimo Martinelli, presidente dell’associazione di volontariato “C’è Vita… e Vita” onlus di Ferrara, cui la famiglia si era rivolta per un aiuto. “Se non fossi stato presente – racconta il volontario – non avrei creduto alle parole che erano state dette”. Martinelli chiede spiegazioni. E dal Cup viene dirottato all’Urp. Parla con un’impiegata. Poi con un’altra. Ma la risposta è sempre la stessa. Lo dice la legge 30 del 2007, che disciplina il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari: la mancanza di un impiego e la impossibilità di provvedere economicamente a se stessi e ai propri famigliari fa venir meno il diritto di rimanere nel territorio nazionale per più di tre mesi. E senza residenza non ci può essere copertura sanitaria, prevista solo per terapie salvavita o cure indifferibili.
“Ora io non ce l’ho assolutamente con nessuno – afferma incredulo Martinelli -, ma ho alcune domande: ma questa bimba, questa piccolissima bimba di 9 mesi che non ha più nessun diritto a nessuna assistenza sanitaria come deve fare? Come mai la mamma, avendo lavorato in regola in Italia dopo un anno che ha perso il lavoro, ora perde anche l’assistenza sanitaria? Perché i politici di Roma, basta che “lavorino” una legislatura (e nemmeno per intero), e alla fine di quella hanno pensione, assistenza sanitaria e tutto quello che gli tiene dietro? I carcerati, senza nulla togliere loro, hanno l’assistenza sanitaria garantita. Non mi viene in mente una situazione in cui ci sia un essere umano che non abbia diritto all’assistenza sanitaria. La tutela dei diritti sui minori (dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989), è stata firmata anche dall’Italia (art. 24 Legge 27 maggio 1991, n. 176), ma non mi sembra che venga applicata! Non voglio credere che nel 2011 in Italia, in Europa, una bimba di soli 9 mesi abbia perso i diritti di essere visitata, seguita e curata”.

giovedì 12 agosto 2010

SE A FERRAGOSTO IL CELLULARE DI VOSTRO MARITO SUONA, E’ UNA DI NOI, NIGERIANA, VITTIMA DELLA TRATTA A CHIAMARE

DONNE ITALIANE, SE A FERRAGOSTO IL CELLULARE DI VOSTRO MARITO SUONA,
E’ UNA DI NOI, NIGERIANA, VITTIMA DELLA TRATTA A CHIAMARE… LUI E’ UNO
DEI NOSTRI CLIENTI….

Oggi, 15 agosto 2010, noi, nigeriane, vittime della tratta,
clandestine, prostitute, ricordiamo che LA TRATTA NON VA IN VACANZA

Siamo in balia di almeno 10 mila maman che vivono in Italia e
prendono i nostri soldi; loro non sono clandestine, non si
prostituiscono. Un tempo erano come noi, ma ora no…Legate fra di loro,
mettono insieme ingenti somme di denaro. Non è difficile: noi paghiamo
a loro 50-60 mila euro e anche di più.

Noi rischiamo il fermo, l’arresto, l’invio in un CIE, il rimpatrio,
loro NO, loro sono libere e se qualcuna di noi le denuncia, loro se la
cavano in fretta. Anzitutto perché sono legali, sono italiane, al
massimo sono considerate colpevoli di favorire la nostra
clandestinità, ma quanto a sfruttarci… …dicono che ci lasciano in mano
parte dei nostri guadagni e si prendono solo i soldi per l’affitto, la
luce, il gas, le spese di condominio.

Ognuna di loro ha tante donne e uomini che le aiutano e vivono alle
nostre spalle. Le associazioni e le comunità del nostro paese sanno
tutto, ma non dicono e non fanno niente. Neanche i pastori delle
chiese nere fanno qualcosa, anzi, molti aiutano le maman.

E così anche oggi, per noi, è una giornata di “lavoro”. Sì perché alla
fin fine siamo considerate e diventiamo soltanto delle prostitute. Ce
n’è poco di “lavoro” in giro: oggi i bravi maschi italiani sono in
ferie con le loro famiglie e con i loro figli. Dieci milioni di
clienti in giro per l’Italia…c’è la crisi, ma loro vanno in vacanza lo
stesso.

I più assidui sono passati da noi qualche giorno fa e ci hanno
lasciato qualche soldo, chi venti, chi 25 euro, qualcuno addirittura
50 euro, per il nostro “ferragosto”…così facciamo festa anche noi,
magari un gelato, poi da lunedì torna tutto come prima.

Ma oggi noi li chiameremo ad uno ad uno questi nostri “clienti”…giusto
uno squillo, tanto perché le loro mogli possano interrogarsi e
chiedere “ma chi è che disturba anche oggi” e i mariti siano costretti
a far finta di niente. E se qualche donna vorrà verificare il numero
che ha chiamato, beh quello sarà il nostro “numero verde”, il numero
di “Joy”, l’amore mio, la bellissima, la fighetta nera dei loro
mariti. Siamo comunque qui, anche oggi in strada o nelle case, a
disposizione dei maschi più disperati e soli e degli stranieri senza
famiglia.

Oggi noi chiameremo al telefono anche tutti i numeri che ci sono stati
dati dalle unità di strada, dagli operatori, dai clienti, dai preti,
da persone di buona volontà con il suggerimento “chiama qui, vedrai
che ti aiutano”…Non ci risponderà nessuno. Oggi, Ferragosto 2010,
anche se la tratta non va in ferie, ma gli italiani si, e anche le
loro associazioni contro i trafficanti e i mafiosi.

Speriamo, allora, che i giornali, le radio, le tv… trasformino questo
nostro testo di protesta in una notizia di cronaca di questo
Ferragosto italiano 2010.

Associazione vittime ed ex vittime della tratta - Progetto la ragazza
di Benin City

Isoke Aikpitanyi

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