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mercoledì 30 aprile 2014

Storie di un paese violento

Da Intersezioni
L’importanza dell’aborto, tra diritto negato e strumentalizzazioni

Chi legge questo blog probabilmente già è al corrente del fatto che per promuovere il proprio libro Mario Adinolfi ha fondato, nel nome della mamma, dei circoli. Uno scritto e dei circoli contrari ai diritti umani, nello specifico contrari al diritto a un aborto in sicurezza, contrari al diritto a non subire discriminazioni in base al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere, e contrari al diritto di poter morire senza subire accanimento terapeutico.
Le stesse idee misogine, omofobe e autoritarie espresse negli anni passati da Giuliano Ferrara, dalle destre (e pseudosinistre) più o meno organizzate in partiti, movimenti e associazioni, assieme a fanatici religiosi di ogni credo e credenza. In difesa di una presunta “famiglia naturale”. “Famiglia” significa “comunità umana” e, in quanto tale, non può essere “naturale”, con lo stesso significato che diamo all’aggettivo “naturale” quando lo usiamo per descrivere le piante; ormai non esiste neanche più il “paesaggio naturale”, dato che anche ciò che appare come frutto della natura è, in qualche modo, stato oggetto di modificazione da parte dell’essere umano; anche un prato è un paesaggio antropizzato. Il concetto stesso di paesaggio o di pianta è antropico, culturale. La famiglia è, unicamente, culturale. Essa assume forme diverse a seconda del momento storico, in base al quale può fondarsi su valori del tutto estranei alla contemporaneità di chi scrive. Siamo ai fondamentali del ragionamento attorno all’essere umano.
Purtroppo queste persone hanno già segnato punti a loro favore nel momento in cui ci occupiamo delle loro uscite populiste, della loro bassezza umana e pochezza culturale. In più, spararla grossa per creare scompiglio, è una tecnica di imbarbarimento del dibattito, in questi casi il dibattito non esiste nemmeno, siamo ben oltre.

giovedì 23 gennaio 2014

La libertà di scelta riguarda tutt@

Dice Mark Ruffalo, più o meno: Non sono sicuro di poterne parlare, perché riguarda le donne, ma dopo le cose che mi ha raccontato mia madre, di quel periodo (quello prima della legge sul diritto a un aborto sicuro), se ne parlo forse questo spingerà altri uomini a farlo. Non possiamo tornare indietro di 30 anni, indietro sul diritto all'aborto. La libertà di scelta riguarda tutt@.

domenica 13 ottobre 2013

RU846, storie di ordinaria follia!

Da Intersezioni

Volentieri condividiamo il resoconto fatto da Guerriera (grazie!) sulla sua esperienza in merito all’accesso alla RU846, sperando che la tenacia con la quale è riuscita a tenere testa ad una situazione allucinante possa infondere coraggio e determinazione a tutte quelle donne che dovessero trovarsi nella stessa situazione… ecco perché è più che mai necessario continuare a lottare! Buona lettura!
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RU846, storie (sur)reali!
Sono nel mondo arabo, ho appena scoperto di essere incinta. Cazzo, potevo fare più attenzione… nel senso, avevo un dubbio prima di partire ma mi sono detta: “Ok, sarà lo stress pre-partenza.. eppoi, ti pare che capita proprio a me e proprio in questo momento?”
Sono dall’altra parte del mondo, ma non facciamoci prendere dal panico. Faccio le analisi, confermato il risultato positivo del test. Mentre cerco di prenotare un volo il più presto possibile, inizio a spulciare i siti sull’argomento e ad avvisare le mie amiche a Roma e Bologna… perché l’obiettivo è uno: RU846!
Panico! Sui siti le informazioni sono tantissime e diversissime. Ognun* pare la pensi a proprio modo. Le informazioni raccolte dalle amiche confermano il delirio di info che non coincidono e si contraddicono.
Contatto Vita di donna, associazione di supporto alle donne, di Roma, sono super disponibili: le ricontatto appena atterrata.
08/10
Devo recarmi al San Camillo alle 6,30 del mattino, all’ambulatorio apposito per la questione, in un sottoscala del reparto di ginecologia. Prendo il treno da Termini per stazione Trastevere, ma sono stanca e super confusa. Sbaglio treno e mi ritrovo a Zagarolo, merda! Arrivo al San Camillo alle 10. Parlo con una infermiera ed una ginecologa, niente da fare, devo tornare il giorno successivo alle 6,30, così da fare l’ecografia e vedere se sono ancora in tempo. Ma non mi fido molto! Il San Camillo è uno dei pochi ospedali a dare la pillola (dubbio rimane su Ostia, dove al telefono sono stati veramente poco disponibili… quando si sono degnati di rispondere, ossia dopo 3 giorni di tentativi). La ginecologa mi dice che comunque prima del 16 non può inserirmi… stiamo parlando della RU846 per la quale il massimo previsto dalla legge è 49 giorni dopo il primo giorno dell’ultimo ciclo, o di un parrucchiere super alla moda? P.s. (non fidatevi di questo conteggio.. 49 giorni dal primo giorno di ultimo ciclo nel caso di ciclo super regolare… la gestazione può infatti cominciare dopo… per cui fate un’ecografia, potete scoprire di essere ancora in tempo nonostante i vostri calcoli sfavorevoli). Chiamo l’ospedale Maggiore di Bologna… al massimo, se dall’ecografia risulterò essere ancora in tempo, prendo il primo treno e me ne vado al Nord. Da Bologna mi avvertono che è necessario il Certificato legale per l’interruzione volontaria (che invece non è necessario a Roma) rilasciato o dal medico di famiglia (il mio è obiettore… ovviamente… strascichi d’infanzia!) o dai consultori familiari. Chiamo il consultorio di Garbatella, domani mattina, dopo l’ecografia al San Camillo, volo da loro per il certificato.
09/10
Arrivo al San Camillo alle 6h30. Scopro che l’ambulatorio apre alle 8. Fanno andare prima le ragazze perché così appena aprono consegnano le carte per chi è lì per la prima volta; se sei assente in questa distribuzione che avviene dalle 8 alle 8h15… sei fuori! Ok, metodo di merda, ma è comunque un metodo. Ma l’ambulatorio è chiuso per davvero… nel senso che siamo 7 ragazze, fuori, sotto la pioggia ad aspettare l’apertura delle porte di vetro oltre le quali si vede già tutta la gente all’interno. E mi sembriamo ree, lì in attesa di estirpare una colpa. Aprono le porte e mi infilo in questa catena di montaggio… stanza 1 consegna primo foglio, stanza 2 consegna altri documenti, stanza per ecografia e la tipa che grida: “Sei fuori!”
Ok, adesso sono in una partita di baseball.
“Scusi, cazzo vuol dire che sono fuori?”
“Che non ce la fai a prendere la pillola”
“Ok, lei però si limiti a dirmi se potenzialmente sarei in tempo”
“Ma le ho detto che non ce la fa, qui abbiamo le liste d’attesa, la infilo nella prassi del chirurgico”
“Senta, mi dia la diagnosi delle settimane di gestazione, che provo altrove”
“Lei è a 6 settimane + 1 giorno, avrebbe 6 giorni ancora, ma qui non è possibile e non pensi di poter trovare una struttura che le riservi un trattamento migliore”
“Mi dia l’ecografia e stia zitta”
“Non si può, è un documento privato”
“La MIA ecografia è un SUO documento privato?”
Finisco nella prassi di “quella che se ne vuole andare” come gridava quella deficiente di infermiera per il corridoio alle sue colleghe. Non tutte sono così idiote, ad alcune spiego le mie intenzioni, capiscono, mi appoggiano e mi fotocopiano in segreto l’ecografia con le settimane di gestazione.
Secondo step: consultorio della Garbatella per il certificato legale e poi Bologna.
“Mi spiace, non c’è la ginecologa oggi”
“Ma come, avevo chiamato ieri, avevo detto per cosa dovevo passare…” Vabbè, si fanno perdonare in fretta… sono due angeli e mi aiutano tantissimo. Le loro informazioni sono completamente scorrette; il San Camillo stesso ha fatto circolare un documento in cui il limite previsto per la RU846 è di 5 settimane + 5 giorni; sto 10 minuti a spiegare alle infermiere che non è così. Chiamano il San Camillo per conferma. Ovviamente, ho ragione io! Chiamano ogni consultorio di Roma per sapere se c’è un ginecologo o una ginecologa disponibili… Nessuno… in tutta Roma, pare che i ginecolog* siano tutt* in aggiornamento/conferenza/vacanza/cazzo ne so! E non solo non ci sono ginecolog* disponibili, ma ovviamente ogni infermiera ha diverse indicazioni sulle procedure per cui ogni volta è un combattere per far valere la nostra versione e non la loro! Trovata una… che a quanto dicono le infermiere è anche la coordinatrice di tutto il settore ginecologico di Roma: ‘sta beneamata sostiene che il certificato fatto a Roma non abbia valore in Emilia Romagna… e meno male che sei la responsabile di ‘sta cippa, ignorante!
[comunque, prima di arrivare al consultorio della Garbatella, da casa, ho chiamato io stessa vari altri consultori; a Roma funziona che in base a dove abiti ti devi rivolgere al consultorio della tua circoscrizione, per cui avevo una serie di indirizzi falsi, (domicilio) da dare in base al consultorio che chiamavo… cacchio me ne frega!... annotazione: uno dei peggiori che ho trovato è il consultorio spenser, della circoscrizione della Prenestina: loro risposta “Possiamo farti venire non prima del 17 per farti parlare con l'assistenza sociale e il 18 con la ginecologa”… e il 19 con quello stronzo di tuo fratello!!! ]
Quando non ci credevo più neanche io, troviamo la dott. Maiocchetti. Fantastica… dice di correre da lei. Si tratta del consultorio di Via Silone 100, 3 ponte (metro Laurentina, bus 776); ho un’ora e mezza di tempo prima che chiuda. CORRO! Arrivo, compilo le carte, mi firma il certificato segnando la postilla urgenza… e non “La invitiamo a pensarci 7 giorni” ; scambiamo due chiacchiere… ci lamentiamo entrambe di questo trattamento riservato alle donne, è uno schifo… nella Asl non sono autorizzate a dare la RU846 ma possono fare l’ IGV chirurgico… incredibile! Dobbiamo lottare, dice lei, sì cara dottora, dobbiamo lottare!
[altro post: all’ospedale di Sant’Andrea, sono stata 15 minuti a spiegare la differenza alla tipa con cui ho parlato tra una 'pillola del giorno dopo' che si dà al Pronto soccorso in codice bianco e la RU846!!!]
L’infermiere della Garbatella aveva anche richiamato l’ospedale di Bologna, per avere conferma del fatto che se fossi stata presente il giorno dopo, mi avrebbe subito inserito nella pratica dell’IVG farmacologica. Dicono di sì, ma che devo assolutamente essere alle 8 del mattino al centro d’analisi in Via Marconi 35 e poi da lì sarei stata trasferita al Maggiore.
Prendo il primo treno… merda quanto costa! Arrivo a Bologna la sera… sono stanchissima!
10/10
Ospedale Maggiore, dai sono al Nord, saranno stereotipi, ma mi sento già più al sicuro. Arrivo a via Marconi… il numero 35 non esiste! Chiamo l’ospedale.
“Senta, io non ho segnato il suo nome, ma lei ieri con chi ha parlato? Perché è al Marconi, che c’entra?”
“Ma come con chi ho parlato? Voi avete il telefono in mezzo alla strada e chiunque passa può rispondere scusi?”
“Io qui sono la responsabile e le dico che non deve far nulla di quello che ‘non so chi’ le ha detto di fare. Ora la segno, venga qui all’ospedale alle 10h30”
Ok, sono in ospedale… aspetto… aspetto… la ginecologa non c’è… le infermiere non la trovano. Ne cercano un’altra… una certa Adelaide. Dopo 4 ore d’attesa, mi fa entrare mi fa un’altra ecografia. 6+4. Ma come 6+4… ieri era 6+1!
“Lo so, ma ogni macchinario ha la sua sensibilità e dato che devo essere io a firmare l’autorizzazione io faccio riferimento ai miei macchinari”
“La sensibilità dei macchinari?? La mia vita è nella mani della sensibilità di un macchinario? Senta, io sono venuta apposta da Roma perché mi era stato garantito che ce l’avrei fatta qui”
“Se fosse stata a 6+1 ce l’avrebbe fatta ma oggi non si può fare, giovedì non le facciamo (????) e poi c’è il week-end (??????) e quindi salta a lunedì e lei non è più in tempo. Vada a prendere l’appuntamento per il chirurgico”
Inizio a sospettare che prendano soldi per ogni chirurgico che fanno! Nel frattempo sento ridere le infermiere di me e del mio esser venuta da Roma. Che faccio, entro e spacco tutto? No, non ti preoccupare, ci penserà il karma, tu continua per la tua strada! Mi prenoto l’appuntamento per il chirurgico, non si sa mai. Nel frattempo però, qualche giorno prima, avevo chiamato Lamezia (unico ospedale della Calabria a fornire il servizio), mi avevano risposto di richiamare oggi. La dottoressa sembra super gentile, mi dice di correre lì, non c’è alcun problema. Vabbè, tutte così hanno detto, poi qualcosa succede sempre. Prenoto un aereo, tanto sono così stanca e poco fiduciosa che male che va, e male andrà, torno a Cosenza, a casa mia a far finta per qualche giorno che sia stato solo un incubo. Arrivo a Lamezia a mezzanotte, vado in albergo, la mattina dopo sono in ospedale.
Finisco subito nel sistema della RU846 senza accorgermene (Fantastica dottora Ermio!)… analisi, nuova ecografia, ordinato ricovero e mi ritrovo con la pillola in mano.
Conclusioni:
1. Il primo che mi dice che gli ospedali funzionano meglio al nord che al sud, lo meno!
2. Dicono che i vari impedimenti siano finalizzati a far riflettere la donna su quello che sta per fare… ma a me è capitato tutto il contrario. Non ho avuto un attimo di pausa e sono arrivata a prendere ‘ste pillole, come l’acqua di un fiume arriva alla foce del mare… senza alcuna consapevolezza. Ma la consapevolezza è tempo e del tempo, noi donne siamo state private!
Qui, in ospedale a Lamezia, ci sono statue di Madonne dappertutto, c’è la cappella… penso non sia proprio legale tutto ciò. Sono circondata da donne incinta ma l’unico mio pensiero è che sono stanca… davvero stanca!
Alcuni consigli per finire : non delegate! Per quanto le vostre amiche e i vostri amici vi vogliano bene, non avranno mai la cura che avrete voi nel raccogliere le info. Ed in più, la colpa non sarà loro, ma di questo mare di informazioni contrastanti sull’argomento (non hanno le idee chiare quelle che lavorano nel campo, figuriamoci le vostre amiche). In mille vi diranno frasi inutili del tipo : “Ma perché non sei andata a Firenze, ma perché non sei andata al Sant’Orsola?” Non date retta… ogni scelta che prendete è un rischio che può costarvi caro, per cui le possibilità sembrano infinite (ed in realtà sono veramente limitate). Fidatevi delle info che voi stesse avete recepito e ovviamente del vostro istinto! Non date retta soprattutto a chi vi dice le solite frasi del cavolo “Dovevi fare attenzione” oppure “Ma scusa, non hai usato precauzioni?” sono persone che forse si accorgeranno di quanto fuori luogo fossero in quel momento, ma voi non avete tempo da perdere, avete cose più importanti a cui pensare!
Non vi arrendete al primo o alla prima che vi dice che non siete in tempo. La legge è 49 giorni (nel senso che entro il 49esimo bisogna prendere la prima pillola), tentate tentate tentate!
Per chi vi ostacolerà non v’è differenza tra il chirurgico e il farmacologico… tanto il corpo è vostro, che gli frega a loro! Invece il vostro corpo è importante e va trattato con riguardo! Penso a chi ha un lavoro o a chi non ha i soldi per affrontare gli spostamenti che ho dovuto affrontare io! Penso a chi non ha la forza d’animo per combattere sola contro questo sistema… o a chi semplicemente avrebbe bisogno di tempo e pace per prendere questa decisione.
Penso a tutte voi e la mia rabbia diviene infinita!

giovedì 4 ottobre 2012

#Save194 e #Apply194 al II Feminist Blog Camp


ManInfesti del Mpv a Livorno

Il workshop ‘Save194 e Apply194’ di venerdì 28, è stato più un’assemblea autogestita che un ‘seminario’ frontale, questo sviluppo ha favorito decisamente lo scambio di esperienze tra collettivi e singole, provenienti da diverse regioni d’Italia, ed è servito a tutt* per chiarire, definitivamente, che l’attacco alla legge 194 è totale, ed è portato avanti attraverso l’introduzione dei Movimenti per la vita (di chi?) nelle strutture di cura della salute femminile, attraverso strumenti quali leggi e regolamenti speciali. Un attacco nazionale declinato a livello locale attraverso approcci più o meno ‘morbidi’, che generano comunque in tutti i luoghi il risultato di bloccare l’accesso all’intervento di i.v.g., sia attraverso l’assenza di medici e personale che operino praticamente sia attraverso lunghe liste di attesa, con grave danno per la salute delle donne e delle famiglie, per le quali l’aborto è sempre una necessità.
Ricordando a tutt* che la salute non è da intendersi unicamente con l’assenza di una malattia, ma con il benessere complessivo della persona, registriamo che il benessere complessivo della donna non è evidentemente preoccupazione del Servizio Sanitario Nazionale, che non lo è certamente di quelle associazioni e persone che hanno come loro unica finalità impedire nell’immediato l’aborto, attraverso pratiche dissuasorie, terroristiche e violente, che non lo è certamente di nessuna parte politica.
Il ricorso all’aborto clandestino, che in alcune realtà, come quella campana, non è mai cessato del tutto, nel prossimo futuro diverrà anche per le donne italiane, come lo è già per molte donne immigrate, una scelta obbligata.
L’aborto non è l’unico punto problematico, come hanno riferito altre compagne e come ben sappiamo, il primo problema per le donne, di tutte le età, che attraversano e abitano il territorio italiano è l’accesso alla contraccezione di emergenza: pillola del giorno dopo e pillola dei cinque giorni dopo. Entrambe criminalizzate e oggetto di costante disinformazione, da parte di quegli stessi soggetti che impediscono l’accesso all’intervento di i.v.g., adducendo pretestuose obiezioni ideologiche.
Attraverso diverse testimonianze siamo venute a conoscenza del fatto che il prezzo della contraccezione di emergenza può variare dall’assoluta gratuicità ai trentaquattro euro, escluso il pagamento del tiket, il cui costo varia ulteriormente da regione a regione.
La disinformazione sulla contraccezione, anche non di emergenza, è favorita dalla difficoltà, se non dall’impossibilità, di realizzare corsi di educazione alla salute sessuale, che veicolino informazioni chiare e precise su come evitare gravidanze indesiderate e come evitare di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e no.
Il quadro complessivo è quello di un blocco totale finalizzato al respingimento di ogni autonomia riproduttiva e di ogni libertà sessuale delle donne italiane e non italiane, agendo una violenza di genere, di razza e di classe.
Il progetto di una rete che operi a livello nazionale, già in parte testata durante la campagna Save194 e Apply194, favorite dal monitoraggio del progetto Obiezione respinta, rete che informi e contrasti in modo diffuso le politiche fasciste di cui siamo oggetto, sembra essere per tutte la strada migliore da percorrere. Tenendo presente che ogni territorio è diverso, ma che la lotta è comune.

Da fas

lunedì 6 agosto 2012

Flamigni: L’obiettivo è affossare la 194

Flamigni: L’obiettivo è affossare la 194
di Cinzia Sciuto

Professor Flamigni, lei è l'unico che ha dato parere contrario al documento del Comitato nazionale di bioetica sull'obiezione di coscienza appena pubblicato. Quali sono le ragioni del suo dissenso?
Il punto fondamentale è che secondo il documento approvato dalla maggioranza del Cnb l'obiezione di coscienza è un modo per dare credibilità alla legge “creontea”, quella basata sui princìpi di forza, di maggioranza, legge che sarebbe, proprio per questo fastidioso modo di imporre la norma, priva di valori etici. Ora, immaginare che sia priva di valori etici una legge – come la 194 – approvata dalla grande maggioranza degli italiani, costruita sulla base del rispetto di determinati valori, preparata da un famoso intervento della Corte costituzionale è perlomeno assai poco credibile. Peraltro, come osserva il costituzionalista Gladio Gemma, se veramente il nostro parlamento avesse approvato una legge che non rispetta i valori fondamentali che devono guidare un paese democratico e laico, allora non ha alcun senso chiedere l'obiezione di coscienza ma bisognerebbe fare una battaglia affinché quella norma cambi. Se, al contrario, riconosco che quei valori sono stati rispettati, allora io non posso pretendere che il legislatore che queste leggi ha configurato rispettando quei valori poi autorizzi me a contraddirlo.

Nel suo parere di dissenso pubblicato in appendice al documento del Cnb lei definisce “mistificatoria” la posizione assunta dalla maggioranza del Comitato. Cosa intende?
Vede, qui c'è un vero e proprio imbroglio. Il concetto di valori “controversi”, che sta alla base del documento del Cnb, è un concetto mistificatorio. Qui non ci sono affatto valori “controversi”, ci sono valori a confronto e la nostra Corte costituzionale ha ribadito che il diritto alla salute della donna prevale sul diritto di esistere dell'embrione che ancora non è persona. Non vedo motivi di esitazione. In verità, l'aumento inverecondo del numero di obiettori serve ai cattolici per stabilire un principio che tra l'altro sulla stampa cattolica è già comparso esplicitamente: quando la legge non potrà più funzionare perché ci sarà un numero esagerato di obiettori di coscienza, vorrà dire che il legislatore dovrà tornare sui suoi passi e verificare di aver fatto un errore perché quella legge non poteva essere applicata.

Però nel documento del Cnb si ribadisce che il servizio di interruzione di gravidanza deve essere garantito...
Certo, ma questa è una cosa che è prevista dalla legge stessa, che indica la mobilità del personale come strumento per garantire il servizio. Ci si dovrebbe chiedere come mai però questa norma non sia mai stata applicata. Il problema è questo: c'è una quota di obiettori veri, ma c'è un'infinità di obiezioni di comodo. E la percentuale di obiettori è ancora più alta di quello che dicono le statistiche ufficiali perché ci sono strutture in cui semplicemente l'interruzione di gravidanza non si fa e i medici non si sentono neanche in dovere di dichiararsi obiettori. In più, obiettore chiama obiettore perché i giovani circondati da non obiettori preferiscono fare obiezione. Ma come si fa a pensare che quello che andava bene per il primo medico ospedaliero che si confrontava con la 194 vada ancora bene oggi? Quando un ragazzo sollevava obiezione di coscienza al servizio militare lo faceva contro un obbligo al quale in quanto cittadino non poteva sottrarsi. Oggi ognuno può scegliere liberamente la professione che vuole. Qui si tratta di problemi che hanno a che fare con la salute delle donne e scegliere di occuparsi della salute delle donne dicendo però preventivamente “di questo aspetto della salute delle donne non mi occupo” a me sembra veramente colpevole.

Negli ultimi mesi c'è stata una mobilitazione dei medici non obiettori, con la campagna “Il buon medico non obietta” e le iniziative della Laiga. È una coincidenza che questo parere esca adesso?
Non esistono coincidenze in bioetica.

(31-07-2012)

giovedì 21 giugno 2012

Fino a ieri era #save194 da oggi #apply194


Dunque la Corte Costituzionale ha sentenziato per la costituzionalità della Legge 194/78.
Quindi, per ora, la donna ha più diritti del suo “uovo”, a dispetto di illogici, misogini e fanatici catto-fascisti. Repubblica però ci ricordava ieri che in Parlamento ci sono sei proposte di legge per un intervento sulla 194, cinque delle quali non sono esattamente ispirate al principio “donna come persona persona”. Per questo dobbiamo tenere alta l’attenzione, il vento non soffia dalla nostra parte, che è la parte del diritto umano, del diritto alla salute e della libertà di scelta, lo specifico per chi avesse dubbi.


La Legge 194/78  tra le cose belle ne ha anche alcune meno belle. Tra le cose non belle della legge non c’è solo l’intera impostazione concessiva che la ispira, che quindi non tutela l’autodeterminazione delle donne, ma concede una deroga alla determinazione biologica della femmina della specie, con l’identificazione della donna-madre, ma soprattutto il vizio si colloca in quell’articolo 9 che non mette limiti al numero complessivo di obiettori presenti nella sanità pubblica, con il risultato odierno che il 91,3% dei ginecologi e delle ginecologhe in Italia fa obiezione (dati rilevati da Laiga e riportati nel Comunicato stampa a seguito della Conferenza del 14 giugno 2012). Ci si trova in certi casi con una vera e propria obiezione di struttura, del tutto fuori dalla legge che nello stesso articolo dice: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale.”
Di fatto in Italia molti ospedali, specialmente al Sud, sono interamente obiettanti o non garantiscono l’applicazione della legge, la maggior parte zoppica, con una presenza di non obiettori risibile e al limite dell’implosione della legge stessa, quando non è già completamente scoppiata (a Napoli la morte dell’unico non obiettore del Policlinico aveva determinato il blocco del reparto di ivg).

Oltre a provocare un danno alla salute delle donne, creando un problema di salute pubblica gravissimo, con pazienti destinate ad attendere lungamente un ivg, che potrebbe essere molto meno impattante dal punto di vista fisico e  psicologico se fatta al secondo mese, piuttosto che sul filo del termine dei 90 giorni, ma maggiormente per gli aborti tardivi, che sono quelli determinati da patologie della madre o del feto. Questa obiezione, che possiamo tranquillamente definire illegale e criminale pesa enormemente sui non obiettori, cioè i buoni medici (mi verrebbe da dire: i medici, visto che quegli altri non medicano proprio niente).
Sui medici e le mediche non obiettanti pesa tutto il lavoro di ivg, che per quanto sia una scelta essere non obiettori, fatta per i motivi più svariati, ma principalmente per rispetto verso le pazienti, un ginecologo o una ginecologa, ha il diritto a fare anche altro, a esercitare pienamente la loro professione, la necessità primaria è quindi di una più equa distribuzione del carico di lavoro, sia per loro che per le pazienti.
Rilanciamo così la battaglia anche noi, assieme a Lipperini, e alle altre persone, donne e uomini che in queste settimane tanto hanno lavorato per far emergere gli attacchi alla legge 194, perché i problemi strutturali di una legge discreta, vengano rimossi immediatamente, e quel grosso buco rappresentato dall’art.9, voluto o non voluto dai legislatori, non importa più, venga colmato. Rilanciamo con l’hash tag #apply194 laddove applicazione della 194 non significa che la legge vada applicata così com’è, ma che bisogna regolare l’obiezione perché la si possa applicare senza creare disagi a chi si trova in stato di necessità: le donne che devono abortire.
Rilanciamo anche le proposte fatte durante la campagna #tettaprolife (perchè i veri e le vere prolife siamo noi prochoice!), aggiungendone altre, del tutto simili a quelle proposte da AIED, Associazione Coscioni e Lipperini:
- Sessualità libera (con chi vuoi);
- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza);
- Aborto assistito e gratuito;
- Consultorio pubblico e laico;
- Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
- Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
- Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG;
- Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
- Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.
Per cominciare, come dice Chiara Lalli nel suo post, partiamo da una domanda semplice,  chiediamo al nostro ginecologo se è obiettore di coscienza, se lo è agiamo di conseguenza.

Da fas

lunedì 18 giugno 2012

#save194Napoli

Comunicato stampa #Save194Napoli

A Napoli la mattina del 20 giugno si svolgeranno due Flash-Mob sulla legge 194/78, uno alle ore 10 e un altro alle ore 12, in piazza San Domenico maggiore. L'intento è quello di informare le persone su quanto sta accadendo con l'attacco odierno alla legge194/78, dato che proprio in questo giorno la Corte Costituzionale deciderà in merito alla sua costituzionalità. Si deciderà infatti se all'embrione vanno riconosciuti gli stessi diritti della donna. Si tratta dell'ennesimo attacco all'autodeterminazione delle donne che ci riporterà ai tempi dell'illegalità, quando abortire significava provocarsi gravi lesioni all'apparato genitale, all'utero e all'intestino, oppure morire di emorragie nella segretezza e nel bisogno che ti mette sotto ricatto, attacchi di questo genere si sono susseguiti con grande frequenza negli ultimi anni.
Non dobbiamo dimenticare che la stessa legge 194 prevede al suo interno il meccanismo per il suo boicottaggio attraverso l'obiezione di coscienza illimitata (art.9 Legge194/78) che si può attuare solo nei confronti dell’aborto e non per l’assistenza sanitaria durante tale intervento o rispetto alla prescrizione della pillola del giorno dopo o dei cinque giorni dopo, che in entrambe i casi sono contraccettivi. Attraverso lo strumento dell’obiezione si dà al medico, e al personale sanitario, la possibilità di non prendere parte a interventi di IVG, nonostante questi optino liberamente per la facoltà di medicina e specializzazione in ginecologia. I numeri degli obiettori in Italia, al Sud in particolare, rendono di fatto quasi impossibile la corretta applicabilità della legge.
Solo attraverso la libertà di scelta può esserci libertà di coscienza, e libertà di scelta significa maternità consapevole. Ad organizzare il Falsh-Mob è un gruppo spontaneo di uomini e donne collegato all'evento #save194. Se un una modifica della legge 194 ci deve essere essa deve andare nel senso di un suo miglioramento, chiediamo quindi che vengano rimossi tutti gli ostacoli che ne impediscono l’applicabilità, vogliamo :

- Educazione sessuale nelle scuole
- Sessualità libera (con chi vuoi)
- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza)
- Aborto assistito e gratuito
- Consultorio pubblico e laico
- Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
- Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
- Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG;
- Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
- Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.

L’educazione e la contraccezione ordinaria e di emergenza rappresentano gli unici modi per diminuire il numero di aborti.

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Da qui è possibile scaricare dei materiali da volantinare.

mercoledì 13 giugno 2012

Manifestazioni, presidi, sit-in, flash-mob e altro per #save194


Come sapete il 20 giugno a Roma si discuterà dell’art. 4 della Legge194/78 lo abbiamo detto qui e qui.
Attaccano nuovamente la legge sulla salute riproduttiva, i consultori e l’interruzione di gravidanza. Ci vogliono togliere la possibilità di curarci, di fare del bene ai nostri figli e alle nostre famiglie, di scegliere chi e come essere. Vogliono poter gestire i nostri corpi e le nostre vite ancora di più! E’ tempo di uscire di casa e rendere visibile la nostra rabbia!
Oltre ai blog, oltre a twitter c’è bisogno di fare azioni pratiche. Da twitter (#save194) abbiamo iniziato a discutere sulla necessità di fare presidi nelle singole città, per chi non potrà recarsi a Roma a protestare, il giorno 20 in difesa della legge194.
Abbiamo pensato di manifestare o organizzare altri eventi davanti ai tribunali, come luoghi simbolici di persecuzione delle donne: come “tribunali dell’inquisizione”.
Ci stiamo organizzando sulla pagina facebook di #Save194 per realizzare i presidi locali. Tutto parte dal basso! Dalla nostra iniziativa. Contattate le persone che hanno come noi il desiderio di fare questa lotta: i collettivi, le sedi Udi, le sedi Uaar, le AIED, le Associazioni Coscioni, Laiga. Ma anche vostra madre, vostra sorella, vostra figlia, la vostra vicina, l’amica, l’amante e la conoscente, anche gli amici, i mariti, i fidanzati e i consocenti!
Facciamoci sentire, autodeterminiamoci.
—>>>Segnalateci tra i commenti le iniziative che farete e state organizzando così aggiorniamo questo post. Grazie!
Update iniziative per #save194 del #20giugno (o in altri giorni) (Elisabetta):
Roma – ore 9:00 davanti la Corte Costituzionale al momento
Napoliore 10:00 e ore 12:00 due flash-mob in piazza San Domenico maggiore
SalernoCollettivo R-esistenti e altre: appuntamento alle ore 9:00 davanti al Tribunale in corso Vittorio Emanuele
L’Aquila - volantinaggio in organizzazione anche prima del 20 su iniziativa di Fuori Genere
Mestre/Venezia: volantinaggio a Marghera sabato 16 (mattina), a Mestre martedì 19 (sera), a Mestre mercoledì 20 (mattina) organizzato da UDI Venezia-Mestre
Livorno – il giorno 20 dalle 10 volantinaggio al mercato centrale, alle 17.30 davanti al Cisternone e lì presidio, volantinaggio itinerante con posizionamento di vari striscioni davanti al tribunale e Piazza Grande. A seguire campagna di sensibilizzazione con modalità da definire ( volantinaggi all’ospedale, richiesta sul numero di chi obietta ecc..)
Bologna:  Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico del policlinico S. Orsola – Malpighi, in via Massarenti 13, Bologna dalle 9.00 fino a 12.00 volantinaggio promosso dall’assemblea tenuta la sera di lunedì 18 giugno, presso il Centro di Documentazione delle Donne di Bologna, promossa dal Collettivo Mujeres libres, a cui hanno partecipato decine di donne e non solo, appartenenti ad associazioni, collettivi, gruppi, e singole
Reggio Calabria: l’Associazione Jineca-Percorsi femminili partecipa all’iniziativa di informazione – MOBILITAZIONE SULLA LEGGE 194 IN VISTA DEL PRONUNCIAMENTO DEL 20 GIUGNO – con una azione di volantinaggio che è iniziata già stamattina in alcuni luoghi chiave della città, e proseguirà dalle 17.30 in poi
Torino: il 20 giugno davanti a Palazzo Nuovo alle ore 13.00 per socializzare quanto sta accadendo nel nostro paese attraverso un volantinaggio informativo nel cuore della città
Milano: Consultoria Autogestita di Milano sarà aperta dalle 9,30 alle 11,30 per lo sportello quindicinale con la ginecologa. Per l’occasione, in attesa del pronunciamento sulla leggittimità della 194 verrà esposta nei giardini di via dei transiti una mostra sul diritto alla scelta e sulla 194 e saranno disponibili materiali informativi sull’IVG.


Da fas

martedì 12 giugno 2012

L'AIED sezione di Roma a difesa della legge 194

Ricevo e diffondo

L'AIED sezione di Roma a difesa della legge 194


Ancora una volta torniamo a discutere della legge 194 e ancora una volta, tra polemiche e confusione, si cerca di minare un diritto conquistato con fatica ben 34 anni fa.
Pare proprio che l'Italia, invece di progredire lungo un cammino di crescita ed evoluzione culturale, soprattutto negli ultimi tempi, stia scivolando in una buia crisi dei valori sociali.

Si sta cercando di riaprire vecchi dibattiti e tentare in tutti i modi di cancellarla, con attenzione nulla nei confronti della donna e della sua salute, malgrado, dopo la sua entrata in vigore, gli aborti in Italia si siano ampiamente ridotti.

Il prossimo 20 giugno l'articolo 4 sarà all’esame della Corte Costituzionale, che dovrà esaminarne nuovamente la legittimità. Ciò che si valuterà è se va contro i diritti inviolabili dell’uomo e la tutela della salute, se pregiudica il diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in divenire.

Ma noi dell'AIED sezione di Roma ci chiediamo: se non ci fosse più la legge 194 i diritti umani e alla salute sarebbero invece tutelati o si verificherebbe un grande passo indietro che riporterebbe agli aborti clandestini, ai ricorsi all’estero, alla clinica privata, al mercato nero delle pillole abortive? All'esasperazione di donne che vivono sulla loro pelle le storie più diverse e che vedrebbero negata la libertà di scelta, già in parte messa in discussione dall'altissimo numero di medici obiettori.

L'AIED – Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, in prima linea nelle battaglie politiche e giudiziarie da quasi 60 anni, ribadisce l'importanza della legge 194 e si pone ancora una volta a difesa dei fondamentali diritti civili della donna e della coppia, confermando l'impegno per la modernizzazione e lo sviluppo sociale, civile e culturale del nostro Paese.

L'AIED non è un'Associazione abortista e proprio con tale finalità promuove la contraccezione, ma riteniamo che le donne debbano essere libere di fare le proprie scelte nella legalità,  senza alcun tipo di ostacolo o giudizio.


CONTATTI:

Claudia Pellicori
392 03 26 599

lunedì 11 giugno 2012

#save194

La legge 194/78 non si tocca.
Il diritto alla salute delle donne non si tocca.
Siamo a un passo dal seguire le orme della resistenza cilena, che organizza campagne per aborti illegali sicuri come “Dona por una aborto ilegal“.
Quello che segue è un post che compare su diversi blog a partire da Lipperatura.
Sembra, ogni volta, di dover ricominciare da capo. Facciamolo, allora, e partiamo da una domanda. Questa: “tutte le donne italiane possono liberamente decidere di diventare madri?”. La risposta è no.
Non possono farlo, non liberamente, e non nelle condizioni ottimali, le donne che ricorrono alla fecondazione artificiale, drammaticamente limitata dalla legge 40.
Non possono farlo le donne che scelgono, o si trovano costrette a scegliere, di non essere madri: nonostante questo diritto venga loro garantito da una legge dello Stato, la 194.
Quella legge è, con crescente protervia, posta sotto accusa dai movimenti pro life, che hanno più volte preannunciato (anche durante l’ultima marcia per la vita), di volerla sottoporre (di nuovo) a referendum.
L’articolo 4 di quella legge sarà all’esame della Corte Costituzionale – il prossimo 20 giugno – che dovrà esaminarne la legittimità, in quanto violerebbe ” gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e rappresenta una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in fieri”.
Inoltre,  quella legge è svuotata dal suo interno da anni. Secondo il Ministero della Salute sono obiettori sette medici su dieci (per inciso, i cattolici praticanti in Italia, secondo i dati Eurispes 2006, sono il 36,8%): in pratica, si è passati dal 58,7 per cento del 2005 al 70,7 per cento del 2009 per quanto riguarda i ginecologi, per gli anestesisti dal 45,7 per cento al 51,7 per cento e per il personale non medico dal 38,6 per cento al 44,4 per cento. Secondo la Laiga, l’associazione che riunisce i ginecologi a difesa della 194, i “no” dei medici arriverebbero quasi al 90% del totale, specie se ci si riferisce agli aborti dopo la dodicesima settimana. Nei sette ospedali romani che eseguono aborti terapeutici, i medici disponibili sono due; tre (su 60) al Secondo Policlinico di Napoli. Al Sud ci sono ospedali totalmente “obiettanti”. In altre zone la percentuale di chi rifiuta di interrompere la gravidanza sfiora l’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, Bolzano. Siamo sopra l’85% in Basilicata. Da un’inchiesta dell’Espresso di fine 2011, risulta che i 1.655, non obiettori hanno effettuato nel solo 2009, con le loro scarse forze, 118.579 interruzioni di gravidanza, con il risultato che più del 40% delle donne aspetta dalle due settimane a un mese per accedere all’intervento, e non è raro che si torni all’estero, alla clinica privata (o, per le immigrate soprattutto, alle mammane). Oppure, al mercato nero delle pillole abortive.
Dunque, è importante agire. Vediamo come.
Intanto, queste sono alcune delle iniziative che sono state prese:
1) Lo scorso 8 giugno, Aied e Associazione Luca Coscioni hanno inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni un documento sulle soluzioni da adottare per garantire la piena efficienza del servizio pubblico di IVG come previsto dalla legge. “Siamo altresì pronti a monitorare con attenzione l’applicazione corretta della legge e, se necessario, a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi non ottempera a quanto prevede la legge”, hanno detto.
Le proposte sono:
Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG;
Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.
2) La scorsa settimana ha preso il via la campagna contro l’obiezione della Consulta di Bioetica Onlus: qui trovate le informazioni e qui il video.
Diffondere queste informazioni è un primo passo. Ce ne possono essere altri. Fra quelli a cui, discutendo insieme, abbiamo pensato, ci sono:
1) Raccogliere testimonianze. Regione per regione, città per città, ospedale per ospedale, segnalateci gli ostacoli nell’accesso all’IVG e alla contraccezione d’emergenza. Potete farlo anche in forma anonima, nei commenti al blog. Ma è importante: perché solo creando una mappa dello svuotamento della legge è possibile informare su quanto sta avvenendo ed eventualmente pensare ad azioni anche legali.
2) Tenere alta l’attenzione in prossimità del 20 giugno. Lanciate su Twitter l’hashtag #save194, fin da ora.
L’intenzione di questo post è quella di informare. Non è che il primo passo: perché la libertà di scelta continui a essere tale, per tutte le donne.

Da fas

venerdì 8 giugno 2012

Chi sarà più persona per la Corte Costituzionale: la donna o il suo uovo?

Dunque è in esame l’articolo 4 della legge 194/78, lo esaminerà il 20 giugno la Corte Costituzionale, in relazione alle norme di tutela dell’embrione della Cominità Europea e perchè secondo il giudice sarebbe incostituzionale, cioè contrario a “diritti inviolabili dell’uomo (articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (articolo 32 primo comma della Costituzione). Altre obiezioni sono state formulate dal giudice con riferimento agli articoli 11 (cooperazione internazionale) e 117 (diritto all’assistenza sanitaria e ospedaliera) della Costituzione.”
Ovviamente le donne non sono “uomo” e questo lo sappiamo, ma non essendo “uomo” non sono manco persone, e non hanno diritto alla salute non essendo “individui”. Poi certo dobbiamo cooperare con la comunità europea, possiamo metterla in discussione? sennò poi i soldini come arrivano nelle tasche? e poi non abbiamo diritto all’assistenza, e la Costituzione non è per noi, è per gli embrioni che hanno una tutela assoluta.
Cercavo di spiegare che l’aborto può non essere un trauma, perchè un ovulo non è un bambino? idiota io!
Tutto parte, o è presa a pretesto, dalla richiesta di interruzione di gravidanza di une diciassettenne (…) “la ragazza viene descritta come motivata da «chiarezza e determinazione», convinta di «non essere in grado di crescere un figlio, nè disposta ad accogliere un evento che non solo interferirebbe con i suoi progetti di crescita e di vita, ma rappresenterebbe un profondo stravolgimento esistenziale».”
Mi dispiace cara amica, non puoi essere chiara e (auto)determinata, non puoi avere un progetto di vita, perché tu credevi di essere una persona, ma non lo sei, mettiti l’anima in pace: sei una macchina incubatrice al servizio di quell’invidioso maschietto piccolino piccolino che si guarda il pisello e si chiede: oh perché dio dici di avermi fatto a tua immagine e somiglianza ma poi non posso creare? non posso creare? hmm, allora distruggo!
Della scenetta fanno pure parte quelle che: tieni io sono tutta utero, vieni qui dio-pisello fammi santa!
Questi non lo sanno che “Il buon medico non obietta“, perchè per il buon medico la donna è una persona, non ci spinge a usare il prezzemolo e il ferro da calza per abortire clandestinamente, e non sogna segretamente di sequestrarci, tenendoci legate a un letto di ospedale per nove mesi, per farci partorire un figlio d’ufficio.

Da fas

mercoledì 6 giugno 2012

L’obiezione all’aborto è un atto illegittimo e il buon medico non obietta

E’ partita ufficialmente oggi la campagna promossa dalla Consulta di Bioetica OnlusIl buon medico non obietta”, alla quale avevamo già accennato qui.
Il buon medico è colui o colei che davanti alle necessità della paziente fa il suo bene e non oppone un veto alla sua libertà di scelta, non assume atteggiamenti paternalistici, impositivi ed evangelici, non usa un mezzo coercitivo, come l’obiezione, per fare carriera all’interno degli ospedali o per evitare un intervento che ritiene “noioso”.
Il buon medico è colui o colei che non giudica la sessualità delle pazienti, non marcia contro il diritto alla salute e non fa disinformazione.
Questo qui è lo spot prodotto dall’Associazione SCOSSE che promuove la campagna.


Aied e Associazione Coscioni hanno formulato alcune richieste pratiche:
- Bandi finalizzati all’assegnazione delle ore previste per l’IVG a medici non obiettori;
- Albi regionali pubblici di medici che abbiano sollevato obiezione di coscienza;
- Possibilità per le strutture ospedaliere che forniscono il servizio di IVG di avvalersi di medici gettonati per sopperire alle carenze di medici non obiettori laddove non si riesca a garantire un equilibrato bilanciamento fra i medici strutturati obiettori e non obiettori.
Si chiede la piena applicazione della legge, si chiede di regolamentare l’obiezione, perché l’art.9 della Legge194/78 é obsoleto. Non è coscienza imporre a una donna in stato di necessità una gravidanza, senza tener conto della sua vita, delle sue scelte, del suo stato di salute.
La libertà di coscienza la si può esercitare a monte, scegliendo un’altra facoltà, o vivendola nel proprio privato, mentre si rispettano le scelte personali e di salute delle pazienti.
Abortire in modo legale e sicuro è un diritto ma l’80% dei medici in Italia è obiettore, quelli che non lo sono, aiutando le donne a essere sane e consapevoli, si fanno carico di tutto il lavoro subendo spesso un ambiente ostile.
Raccontiamo quanto sia difficile dover interrompere una gravidanza voluta e cercata, o accettata quando capitata per caso, con addosso il fiato dei no-choice, dei fanatici del feto, dei fascisti, di quanto sia doloroso trovarsi di fronte alla disumanità e alla violenza di questa falsa obiezione di coscienza.
Quanta retorica abbiamo trovato nei discorsi dei fanatici dell’embrione?
C’è chi lucra sul dolore delle donne e ha tutto l’interesse a colpevolizzarci, perché ha trovato nella colpa un mezzo per esercitare il proprio potere, chi fa questo non è un buon medico, non aiuta la vita e non vuole bene alle donne.
Sappiatelo: l’aborto può essere un’esperienza non traumatica, io l’ho visto tante volte, soprattutto se attorno abbiamo persone che ci rispettano e si prendono cura di noi, senza giudicarci. C’è un gran bisogno di racconti che facciano luce su questo aspetto: l’interruzione di gravidanza può essere un evento tra gli altri, collocarsi nella nostra vita tra quelli non traumatici, non c’è bisogno di vergognarsi per questo o di chiedersi: sono sbagliata perché non voglio un figlio? Sono meno donna delle altre? Se oggi abortisco, domani non sarò una buona madre?
Quante narrazioni diverse conoscete? Mi viene in mente solo un racconto di Maeve Binchy in cui la protagonista si sposta dall’Irlanda a Londra per abortire, qui Violetta Bellocchio tenta un interessante ricapitolazione dello storytelling sull’aborto, e invita a raccontare dei buoni medici. Normalmente tendiamo a non raccontare le esperienze che hanno un basso impatto sulla nostra emotività, perché in quei casi non abbiamo bisogno di elaborare il dolore, ma le nostre storie possono essere di aiuto a chi teme inferni, stigma sociale e traumi irreparabili (ho letto documenti dei presunti centri di aiuto alla vita dove ci sono donne che dicono ad altre donne che si “sfracelleranno” dopo un aborto).
Bisogna sostenere le donne che vivono con angoscia e dolore questa scelta, ma anche demistificare l’interruzione di gravidanza: il terrorismo è solo uno dei modi per controllarci.
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Roma: attacco alla 194
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Lombardia: feti-cismi, ovvero l’obbligo di seppellire un feto abortito

Da fas

martedì 22 maggio 2012

Buon Compleanno 194

Per l'anniversario della legge 194 del 22 maggio 1978, ho utilizzato twitter per linkare altri post sull'aborto e sui consultori. Dato che molte donne si sono avvelenate e sono morte a causa dei decotti a base di prezzemolo ho fatto girare alcune ricette prese da blog culinari, che avevano il prezzemolo come ingrediente principale, associate al messaggio Noi il prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare.
Questo è ciò che ho fatto girare sull'argomento tramite la mia time line di twitter tra miei twit e retwitt:
Noi il prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare! Qui;
So del #tgcomsciacallo ma distratt* da questo il resto va avanti Ricordatevi che il buon #medico non obietta;
Non decidere ti porta nella direzione opposta a quella che avresti voluto prendere; In marcia per l’aborto clandestino;
L'#obiezione di coscienza non può essere usata come una clava vs le #donne, libertà di coscienza si sceglie a monte: altra falcotà;
Diritto all’#aborto, diritto all’#obiezione di #coscienza: come se ne esce?;
Da Noi il prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare. Lo ripetiamo: oltre tutte le obiezioni scientifiche, il problema che si verrebbe a creare, nell’ipotesi che questa proposta venga valutata seriamente, sarebbe il conflitto tra due esseri eventualmente di pari diritto, la donna e l’embrione. Significa che contraccettivi d’emergenza, pillola abortiva, Ivg (interruzione di gravidanza) diverranno un reato. Significa che le donne che abortiscono e i medici che le fanno abortire, come avveniva un tempo, saranno sbattuti in galera. Significa che, se la Commissione europea sceglie questa strada, tutte le donne sarebbero forzate a portare avanti le gravidanze anche quando c’è pericolo di vita. Chi avrebbe più diritto a vivere, la donna o la blastocisti? La donna o lo zigote? La donna o l’embrione? La donna o il feto? Qualsiasi persona può intravedere l’orrore di una tale deriva giuridica, significherebbe sequestrare un essere umano per nove mesi, chiuderlo in un posto e imporgli uno stato fisico complesso, invasivo e carico di conseguenze, quale è la gravidanza. Non uso a caso il maschile, lo faccio per quelle persone che, quando si usa il femminile, anche grammaticale, non riescono a riconoscere all’oggetto della discussione lo statuto di persona, ma lo riconoscono all’ovulo fecondato che non si è ancora annidato nell’utero. E’ possibile imporre a qualcuno la maternità? E’ possibile imporre a qualcuno di non curarsi? E’ possibile imporre a qualcuno di avere figli gravemente malati? (La già ricordata legge 40 sulla procreazione medicalmente assitita, ci ha provato, ma è in corso di destrutturazione, perché disumana). Per meglio comprendere la violenza di questa costrizione vi rimando all’esempio del “violinista e della donna” di Judith Jarvis Thomson. Il post per intero su Femminismo a Sud.
L'#OBIEZIONE DI #COSCIENZA IN #ITALIA a #Roma #Biblioteca del Senato della #Repubblica - Sala Capitolare;
La #Legge194 oggi compie 34 anni, ed è una giovane precaria, come molte #donne Buon compleanno #dirittoallasalute e all'#autodeterminazione;
Difendiamo i #consultori pubblici il #dirittoallasalute il #diritto a una consapevole sessualità e maternità #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: Patatine novelle con pesto di prezzemolo e mozzarella http://cuochedellaltromondo.blogspot.it/2007/12/patatine-novelle-con-pesto-di.html #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare:crema di rape e prezzemolo http://ilgattogoloso.blogspot.it/2010/03/crema-di-rape-e-prezzemolo.html #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: #ParsleyPesto/Pesto di Prezzemolo http://www.saveur.com/article/Recipes/Pesto-di-Prezzemolo-Parsley-Pesto-With-Anchovies #Legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: patate, riso, prezzemolo e parmigiano http://www.unacenaconenrica.com/wp/2011/11/19/sfiziosa-semplice-naturale-economica/ #Legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/frittata-prezzemolo #Legge194;
La #Legge194 oggi compie 34 anni, ed è una giovane precaria, come molte #donne Buon compleanno #dirittoallasalute e all'#autodeterminazione
Auguri! A noi e alla #Legge194 #dirittoallasalute #consultori pubblici #diritto all'#autodeterminazione ^_^;
Difendiamo i #consultori pubblici il #dirittoallasalute il #diritto a una consapevole sessualità e maternità #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare:Gnocchi di ricotta e prezzemolo http://www.alice.tv/articolo/gnocchi-ricotta-e-prezzemolo #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare:Melanzane al prezzemolo e salsa di soia http://www.cookaround.com/le-vostre-ricette/contorni-e-accompagnamenti/melanzane-al-prezzemolo-e-salsa-di-soia #legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare:Funghi ripieni, la ricetta light e vegetariana http://www.buttalapasta.it/articolo/funghi-ripieni-la-ricetta-light-e-vegetariana/38949/ #legge194;
Nessuno tocchi la #legge194 #aborto #ivg #dirittoallasalute #consultori #diritto all'#autodeterminazione;
#aborto un diritto inviolabile #dirittoallasalute #diritto all'#autodeterminazione #consultori #donne;
#Aborto la trappola dell’articolo 4 #donne #dirittoallasalute #diritto all'#autodeterminazione;
No all'#obiezione: il buon #medico non obietta #ivg #dirittoallasalute #diritto all'#autodeterminazione #aborto;
22 maggio 1978 veniva approvata la #legge194. difendiamo il #dirittoallasalute contro l'#aborto clandestino. #ivg #donne;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare:Trecce aglio e prezzemolo http://www.cookaround.com/le-vostre-ricette/pane/trecce-aglio-e-prezzemolo #legge194;
#Abortion laws worldwide http://www.womenonwaves.org/attachment-682-en.html #aborto #donne #legge194 #ivg #dirittoallasalute;
A proposito di #antiabortisti #aborto #ivg #donne #dirittoallasalute #legge194;
22 maggio 1978: approvata la legge 194, grazie al Cielo #prochoice #voglioscegliere Voi continuate pure a camminare! #marciaperlavita;
L'aborto clandestino: #marciaperlavita #prochoice #legge194

Padre Pizarro, #194 e la chiesa di oggi #marciaperlavita


la #Legge194 è l'alternativa al #prezzemolo, che noi vogliamo usare solo per cucinare! #aborto #donne #ivg #consultori #dirittoallasalute;
Roma. Anno domini 2012. #Alemanno vive nel Medioevo #aborto #194;
En Italia, hoy es el cumpleaños de la ley que permite el #aborto: #legge194 ¡feliz cumpleaños! #derechoalasalud #dirittoallasalute #donne;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: Pomodori ripieni con prezzemolo http://www.mammafelice.it/2011/09/07/ricette-microonde-pomodori-ripieni/ #Legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: Tagliatelle al prezzemolo http://www.cookaround.com/ricette-di-cookaround/primi-piatti/tagliatelle-al-prezzemolo #Legge194;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: zuppa di prezzemolo con cuore di ceci http://cinqueanatre.blogspot.it/2012/02/zuppa-di-prezzemolo-con-cuore-di-ceci.html #Legge194;
Una settimana fa #Alemanno indossava la fascia tricolore per partecipare alla #marciaperlavita #aborto #194 #obiezione;
#aborto il #prezzemolo lo vogliamo usare per cucinare: Zucchine al prezzemolo http://www.cookaround.com/le-vostre-ricette/conserve-e-verdure-sotto-vetro/zucchine-al-prezzemolo #Legge194;
Ora di pranzo, che mangiate? Io: tofu piastrato con salsa al #prezzemolo xché x ora lo uso ancora solo per cucinare, c'è ancora la #Legge194;
Per fortuna che la #legge194 c'è. Grazie a chi all'epoca si è battuto per avere un diritto civile #liberediscegliere;
#Aborto: 22 maggio 34 anni di #legge194, dimezzati interventi http://www.blitzquotidiano.it/salute/aborto-22-maggio-34-anni-di-legge-194-dimezzati-interventi-1239840/
#OlimpiaTarzia ci riprova. http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&type=news&id=19400 I consultori non si toccano! #dirittoallasalute #legge194;
Chi sparla di bassa natalità "italiana" è xenofobo: i figli le famiglie immigrate li fanno, quelli non vanno bene? #fascisti;
Buon compleanno #legge194: i #prolife vogliono “più bimbi italiani”! #fascisti #razzisti #aborto #nochoice #prochoice;
Appello per diffondere l’educazione sessuale http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/05/22/appello-per-diffondere-leducazione-sessuale/ #legge194 #donne #uomini #ivg #educazione;
#legge194 Olimpia Tarzia? #civoglionomorte #ivg;
#legge194 Isabella Rauti? #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb #ivg;
#legge194 Chiara Colosimo? #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb #ivg;
#legge194 Gina Cetrone? #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb #ivg;
#legge194 Annalisa D’Aguanno? #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb #ivg;
#legge194 Veronica Cappellato? #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb #ivg;
Chi trama contro la #legge194 ha a cuore solo i propri interessi 6 donne e tanti uomini che #civoglionomorte http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2010/09/sul-corpo-delle-donne-ancora.html?spref=fb;
Per la #Legge194 sì a sostegno alla #maternità no all'#aborto clandestino! Il #prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare! #ivg #donne;
La #Chisa ti difende dal concempimento alla nascita, dopo sono ca..i tuoi #Legge194 No ai #cattofascisti;
In marcia senza stare al passo con i tempi http://tarallaordinariafollia.wordpress.com/2012/05/15/in-marcia-senza-stare-al-passo-con-i-tempi/ #prochoice #ivg #aborto #legge194;
i diritti delle donne sono diritti umani, anche un uomo può difenderli, perchè donne e uomini vivono nello stesso mondo :)
22/05: Auguri 194! #ivg #aborto #donne #legge194;
A me non piacciono quelli che vanno contro la #legge194 perché secondo me non sanno amare veramente gli altri, sanno solo giudicare;
#legge194 chi ti giudica x le tue scelte non merita ascolto, nei predicatori moralisti non c'è amore, non c'è compassione, c'è il vuoto.

lunedì 21 maggio 2012

No all'obiezione: il buon medico non obietta


Come si ricordava in calce a questo post, è in rete da qualche giorno la campagna “IL BUON MEDICO NON OBIETTA” promossa dalla Consulta di Bioetica Onlus. Si legge dal loro sito:
È arrivato il momento di scegliere se tutelare l’autonomia del professionista sanitario (e quindi, del ginecologo, dell’anestesista o dell’ostetrica) oppure schierarsi dalla parte delle donne e della loro battaglia per la libertà e i diritti. La Consulta di Bioetica Onlus ha scelto e il 6 giugno lancerà in tutta Italia la Campagna contro l’obiezione di coscienza “IL BUON MEDICO NON OBIETTA. RISPETTA LA SCELTA DELLA DONNE DI INTERROMPERE LA GRAVIDANZA”.
Fonte http://obiettoridicoscienzano.wordpress.com/

Congiuntamente condivido il comunicato di UDI e Zero Violenza Donne

Il 22 Maggio è l'anniversario della 194. In tutto il paese manifestazioni e discussioni intorno al punto più controverso e fonte di disapplicazione "per impossibilità" di una legge dello Stato: l'obiezione di coscienza.
La logica e le buone pratiche al servizio delle cittadine reclamano chiarezza sull'abuso che si fa favorendo, attraverso l'obiesione, il diritto del medico rispetto a quello dell'utente.
A Napoli abbiamo presentato il libro di Chiara Lalli, appunto sull'obiezione di coscienza, e abbiamo ascoltato dalla viva voce di chi deve applicare la legge quanto la facoltà di obiettare sia diventata un un vero e proprio abuso, una via per la carriera, un impedimento alla gestione corretta di un servizio che , se non garantito espone i dirigenti ospedalieri al rischio di perseguimento in termini penali. L'abuso e l'anomalia tutta italiana di medici a metà, che si astengono, pagati, da una mansione che il servizio pubblico è obbligato a dare, al centro di quest'iniziativa romana, ma di interesse per tutti, di cui al link qui sotto (cliccate), .
Tutto questo anche per anticipare che l'UDI- Comitato 194 e la rete di soggetti che in questi anni hanno espresso il controllo sulla legge promuoveranno, nel mese di Giugno; una serie di iniziative nel programma "Il buon medico non obietta"  che ha per altro ottenuto il patrocinio del Comune di Napoli.
Simona Ricciardelli e Stefania Cantatore

Nessuna distrazione: No all'aborto clandestino!

Tra un terremoto devastante e un tentativo di massacro, mentre su twitter ci sdegnamo per l'uso non-informativo delle immagini di Melissa Bassi, non troppo sotterraneamente la guerra al diritto alla salute e all'autodeterminazione continua le sue mosse, con un'altra perversione il Life day.
Da Noi il prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare:
Lo ripetiamo: oltre tutte le obiezioni scientifiche, il problema che si verrebbe a creare, nell’ipotesi che questa proposta venga valutata seriamente, sarebbe il conflitto tra due esseri eventualmente di pari diritto, la donna e l’embrione. Significa che contraccettivi d’emergenza, pillola abortiva, Ivg (interruzione di gravidanza) diverranno un reato. Significa che le donne che abortiscono e i medici che le fanno abortire, come avveniva un tempo, saranno sbattuti in galera. Significa che, se la Commissione europea sceglie questa strada, tutte le donne sarebbero forzate a portare avanti le gravidanze anche quando c’è pericolo di vita. Chi avrebbe più diritto a vivere, la donna o la blastocisti? La donna o lo zigote? La donna o l’embrione? La donna o il feto? Qualsiasi persona può intravedere l’orrore di una tale deriva giuridica, significherebbe sequestrare un essere umano per nove mesi, chiuderlo in un posto e imporgli uno stato fisico complesso, invasivo e carico di conseguenze, quale è la gravidanza. Non uso a caso il maschile, lo faccio per quelle persone che, quando si usa il femminile, anche grammaticale, non riescono a riconoscere all’oggetto della discussione lo statuto di persona, ma lo riconoscono all’ovulo fecondato che non si è ancora annidato nell’utero. E’ possibile imporre a qualcuno la maternità? E’ possibile imporre a qualcuno di non curarsi? E’ possibile imporre a qualcuno di avere figli gravemente malati? (La già ricordata legge 40 sulla procreazione medicalmente assitita, ci ha provato, ma è in corso di destrutturazione, perché disumana). Per meglio comprendere la violenza di questa costrizione vi rimando all’esempio del “violinista e della donna” di Judith Jarvis Thomson.

Il post per intero, Noi il prezzemolo lo vogliamo usare solo per cucinare, scritto a quattro mani con Cybergrrlz è su Femminismo a Sud

venerdì 11 maggio 2012

Partecipo all'iniziativa “Una Tetta per la Vita” con la mia ascella per chiedere:



- Educazione sessuale nelle scuole

- Sessualità libera (con chi vuoi)

- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza)

- Aborto assistito e gratuito

- Consultorio pubblico e laico

Qui: Una tetta per la vita

Marcia per la vita di chi?

Domenica a Roma confluiranno tutti i prolife nella Marcia per la vita.
Continuano a definirsi prolife e io continuo a chiedermi cosa significhi essere a favore della vita quando si impedisce alle donne di curarsi, di vivere consapevolemente e responsabilmente la maternità, la sessualità – che dio, la dea, gli dei, l’invisibile unicorno rosa vi scampi dal vivere una sessualità consapevole! Dirà qualcuno. No agli anticoncezionali, né quelli di emergenza - pillola del giorno dopo, pillola dei cinque giorni dopo, né quelli comuni, i preservativi, la spirale, non sia mai, sono strumenti di Satana! E pure in un libro, di cui non ricordo più il titolo,  molti anni fa lessi che Satana non era altro che l’angelo del dubbio, al quale Dio, con la d maiuscola, quello dei cristiani e degli ebrei, aveva affidato il pianeta più amato, la Terra.
Il dubbio non è forse una delle basi della ricerca della verità? Vorrei chiedere, ancora, alle donne che partecipano alla Marcia per la vita, cosa intendono per vita? davanti ad una madre che decide di interrompere la terza o quarta gravidanza perché rischia di diventare cieca, perché ha l’hiv, perché ha il cancro, perché ha due figli con la leucemia, perché non ha da mangiare - e 250 euro pro-life non cambiano la vita a nessuna famiglia. A chi non ha alcun desiderio di diventare madre, qual è l'alternativa? La costrizione fisica? Alcune risposte le conosco già, perché è tutta la vita che cerco di capire cosa porti una donna, che sa bene cosa significa diventare madre, quale complesso di responsabilità, impegno, sentimenti ed emozioni comporta, cosa la porta dire: io decido per te. Purtroppo sono spesso domande a vuoto, perché, come mi capita di dire, queste persone somigliano a zombie, metaforicamente, agiscono in base ad un unico impulso, l’obbedianza ad una ideologia malata, che con la vita non ha a che fare, ma ha a che fare col dominio, con la coercizione e l’imposizione, in definitiva col fascismo.
Se non puoi vivere nella mia pelle non puoi scegliere per me
, è un concetto chiaro e semplice, ma a questa chiarezza sono sordi e sorde. A Roma si marcia per impedire alle persone di scegliere liberamente come vivere la propria vita, si marcia per un distorto senso di giustizia che solidarizza con una pallina di materiale biologico e non con una donna fatta e formata, l'umano dov'è? Non credo nelle maledizioni, ma credo nell’esperienza, così auguro alle persone di provare sulla loro pelle cosa significa rinunciare a un figlio al sesto mese, auguro il conflitto che deriva dall’essere incinta dopo un abuso, dall’essere una ragazzina di quindici anni che si è appena affacciata alla vita, quella vissuta materialmente non quella potenziale, e non saper che fare, perché la sua casa è un inferno.
Gli auguro di avere dei dubbi, di tornare a essere persone.

giovedì 5 aprile 2012

Obiezione di coscienza nella legge 194


UDISALUTE Napoli
Presenta 
Immagine in linea 1
Obiezione di coscienza nella legge 194
Sala Santa Maria la Nova della Provincia di Napoli
Ore 17 del 16 Aprile 2012
Modera ed introduce Simona Ricciardelli (udisalute-comitato 194)
Ne parlano 
L’autrice del Libro Chiara Lalli e Filomena Gallo
(segretaria associazione Luca Coscioni)
Intervengono
·        Prof. Giovanni Persico ( Direttore generaleAOU Federico II di Napoli)
·        Dott. Riccardo Bonafiglia (ospedale Civile di Caserta)

·         Il dibattito sarà sostenuto dalle testimonianze dal territorio sulla severa riduzione dei servizi deputati all’applicazione della legge con i contributi dell’ Assessore alle pari opportunità del Comune di Napoli, le consigliere Provinciali, le Consigliere Comunali, le donne dei Consultori e le associazioni in lotta per l’applicazione della legge.

giovedì 27 ottobre 2011

La neonatologa Maria Gabriella Gatti: "Il feto, un'esistenza senza sogni"

Left
Simona Maggiorelli

Nuovi studi convalidano la tesi che i movimenti oculari del feto non sono segno di attività onirica. Intervista alla neonatologa Maria Gabriella Gatti. «In utero la stimolazione vibro-acustica induce solo movimenti riflessi». «I pattern Rem e Nrem sono specifici della specie. Nell’uomo sono diversi rispetto agli animali»

Uno studio pubblicato su Child Development sostiene che i ricordi prenderebbero «forma prima della nascita»: un’ipotesi che, così come è stata rilanciata nei giorni scorsi da Repubblica, sembra fatta apposta per dare man forte alle crociate antiabortiste di Buttiglione e alle smanie di un premier in cerca di maquillage d’immagine oltretevere. Per capirne di più sul piano della scienza abbiamo chiesto un commento alla neonatologa dell’Azienda ospedaliera universitaria di Siena, Maria Gabriella Gatti. «Innanzitutto – spiega – è necessario un chiarimento terminologico: da una parte abbiamo il “ricordo” e dall’altro il problema di come il ricordo o, più esattamente, la memoria prende forma. Bisogna tenere presente che per ricordo si intende la possibilità di rievocazione di fatti coscienti. Ora attribuire al feto una coscienza è impossibile in base non solo alle osservazioni cliniche ma anche alle ultime acquisizioni della neuroscienze. In utero i processi neurologici sono prevalentemente sottocorticali mentre la coscienza implica una vita mentale, l’interazione e il collegamento funzionale fra numerose aree corticali e sottocorticali. Quindi non si può usare la parola “ricordo” per la situazione intrauterina, perché il ricordo rimanda inevitabilmente alla coscienza. Va precisato anche che la memoria umana cosciente o non cosciente è un’attività psichica complessa che non si limita a fenomeni neurobiologici o processi che intervengono a livello di riflessi semplici, come l’abituazione, presenti anche negli organismi più elementari. Questi automatismi avvengono senza la presenza di una qualunque forma di pensiero».

Nell’articolo si legge anche che «già a 7 mesi un cucciolo d’uomo riesce a ricordare quali “suoni” provenienti da fuori sono da temere e quali no». Come è possibile se la pancia della madre lo isola e lo protegge?
La stimolazione vibroacustica del feto evoca movimenti riflessi e accelerazioni del battito cardiaco. Le pareti uterine proteggono dal mondo esterno ma alcuni suoni a bassa frequenza raggiungono ugualmente il feto e vengono trasmessi attraverso le vibrazioni ossee. I suoni inducono una reattività riflessa di tipo biologico che sottostà al fenomeno dell’abituazione, a cui accennavamo, il cui scopo primario nel feto non è la memorizzazione ma la difesa di un sistema nervoso immaturo dal punto di vista morfologico e funzionale.
I ricercatori olandesi che hanno firmato lo studio di Child development parlano di memoria a breve termine nel feto. Di che si tratta?
Le ricerche degli olandesi riguardano specificamente il fenomeno dell’abituazione: usare però tout court abituazione come sinonimo di memoria potrebbe essere semplicistico. Mi sembra che, tra le righe, il neuroscienziato Pergiorgio Strata, intervistato da Elena Dusi su Repubblica suggerisca proprio questo riferendosi all’estrema complessità del sistema della memoria. L’abituazione è la progressiva diminuzione della risposta a uno stimolo ripetuto fino alla sua scomparsa , dovuta alla perdita dell’efficacia funzionale delle sinapsi. Si tratta di un processo sottocorticale difensivo nei confronti di un eccesso di stimoli, presente nel feto nell’ultimo trimestre di gravidanza e nel neonato nei primissimi mesi di vita. La risposta del feto a uno stimolo è un riflesso sia che si fletta una gamba sia che si evochi un allargamento e una chiusura degli arti come succede nel riflesso di Moro che è una modalità di risposta arcaica senza alcun contenuto emozionale: nell’abituazione c’è una modificazione della biochimica delle sinapsi, tale da inibire la risposta a breve o a lungo termine. Il feto non ha comunque alcuna capacità di localizzare o distinguere uno stimolo da un altro. Varie specie di stimoli possono indurre risposte olistiche e non specifiche. La memoria come processo dinamico, che si avvale di circuiti e reti neuronali di enorme complessità e continuamente variabili, non può identificarsi, come scrive il premio Nobel Gerard Edelmann, con l’abituazione cioè con la variazione della forza sinaptica.La memoria è un processo di ricreazione psichica che ha inizio a partire dalla nascita quando si hanno reazioni a stimoli specifici e percezioni.
Continuando nella disamina: «Ai primi stimoli il piccolo risponde sempre contraendosi spaventato», si legge ancora su Repubblica. Poi sorriderebbe addirittura. Prima della nascita dire che il feto ha reazioni emotive o percezione del dolore è fare disinformazione scientifica?
L’ambiente intrauterino del feto è del tutto diverso da quello in cui si viene a trovare il neonato. L’insieme delle risposte inibitorie è una chiave strategica per la sopravvivenza del feto. Infatti, in condizioni di stress, i movimenti fetali cessano, diminuisce il voltaggio dell’elettroencefalogramma (Eeg). La funzione cerebrocorticale del feto fino alla maturità si sviluppa in un ambiente che è fisiologicamente inibitorio. Il feto per tutta la gravidanza non raggiunge mai lo stato di veglia neanche come reazione alla diminuzione di ossigeno nel sangue, stimolazioni sonore intense o a interventi di microchirurgia. Il feto non può avere la percezione del dolore per la presenza di neurormoni o sostanze che contribuiscono a inibire l’attività cerebrale già limitata dalla bassa concetrazione di ossigeno nel sangue per le caratteristiche dell’emoglobina fetale. L’adenosina, il pregnanolone, la prostaglandina D2 prodotti dal cervello fetale e dalla placenta nell’ultimo trimestre di gravidanza sono dei potenti neuroinibitori. Anche l’ossitocina, un ormone che stimola le contrazioni uterine durante il travaglio, potenzia l’effetto inibitorio dei neurotrasmettitori. Nel canale del parto gli stimoli pressori di notevole intensità non producono modificazioni del tracciato elettroencefalografico. Dopo la nascita, registrazioni elettroencefalografiche indicano un intenso flusso di nuove stimolazioni sensoriali. Viene meno l’effetto degli ormoni placentari che in utero inibiscono l’attività neurale.
Mesi fa, sempre su Repubblica, c’era un pezzo dal titolo “Così si sogna nella pancia della mamma”. «Alcuni scienziati dell’università di Jena – riportava – sono riusciti a fare un Eeg a un feto di pecora, così è stata registrata un’attività cerebrale che, benché immatura, comprende cicli di sonno e fasi oniriche». Che ne pensa?
Alla ventottesima settimana di gestazione i sistemi sensoriali periferici si connettono al sistema nervoso centrale. Ciò corrisponde a un tracciato elettrico denominato convenzionalmente Rem, espressione in utero della sinaptogenesi. Dopo poco compare l’altro pattern elettroencefalografico detto Nrem in cui prevalgono processi inibitori. Nel feto non si può parlare né di sonno, né di sogno, né di veglia, né di capacità percettiva. Si rischia di dare un significato psichico a fenomeni come le fasi Rem o non Rem che nel feto umano sono solo processi biologici finalizzati alla maturazione e alla differenziazione morfologica e funzionale. I pattern Rem e Nrem sono specie specifici, nell’uomo sono diversi rispetto agli altri primati e differenti da individuo a individuo: la pecora non ha niente a che vedere con l’essere umano.
In conclusione?
La gravidanza è una fase di sviluppo e di maturazione biologica: solo alla nascita dalla biologia prende forma la realtà psichica, il pensiero che è specificamente umano. Dalla ventiquattresima settimana c’è una possibilità di sopravvivenza del feto per una maturazione cerebrale e degli organi di senso tale da consentire una reattività specifica agli stimoli esterni.

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