venerdì 20 agosto 2010

Il mio primo schiaffo



Cortometraggio vincitore del primo premio "Action for women" - versione integrale
Corrado Ceron. Anno 2010

mercoledì 18 agosto 2010

Bellissima. La moglie dell’Est




















Per vedere tutto il video di seguito c'è il link sul sito della rai:Bellissima. La moglie dell’Est
Nel reportage di Silvestro Montanaro verrà raccontato cosa c’è dietro il crescente fenomeno di giovanissime e bellissime donne dell’Est europeo, soprattutto Ucraine, le quali sono pronte a sposare anche uomini settantenni pur di fuggire da condizioni di vita ritenute inaccettabili. Un fenomeno dove sì è subito inserita la mafia del traffico di carne umana.

Tentano di stuprare una dodicenne: tre uomini finiscono in manette

Hanno approfittato dell'assenza dei genitori. La violenza in un palazzo occupato per lo più da famiglie rumene

ROMA - Tre giovani romeni di 20, 21 e 30 anni sono stati arrestati nella notte tra martedì e mercoledì da carabinieri e polizia per violenza sessuale aggravata ai danni di una loro connazionale di 12 anni. Il fatto è accaduto all'interno di un immobile abbandonato e occupato abusivamente da alcune famiglie romene, in piazzale della stazione Tuscolana. I tre, appena hanno visto che i genitori della ragazzina stavano uscendo, si sono avventati sulla giovane vittima per trascinarla in un angolo e cercare di violentarla.

GRIDA DISPERATE - Le grida della 12enne, che cercava con ogni mezzo di divincolarsi dalla loro presa, sono state avvertite dai familiari usciti dalla palazzina solo pochi minuti prima. Immediato è stato il loro rientro. A quel punto è nata subito violenta una colluttazione tra i tre aggressori e i parenti della vittima. Il 20enne ha colpito e ferito alle mani la madre della vittima. Gli altri due, per evitare l'arresto dei carabinieri e della polizia, arrivati sul posto poco dopo, si sono procurati delle lesioni con un'arma da taglio, giudicate guaribili in 5 giorni dai sanitari dell'ospedale «San Giovanni Addolorata». Anche la donna è stata ricoverata presso lo stesso ospedale e ne avrà per qualche giorno. I tre, arrestati, sono stati portati nel carcere di «Regina Coeli» a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Redazione online
18 agosto 2010

Fonte: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_agosto_18/tentata-violenza-sessuale-dodicenne-1703601555294.shtml

Donne e diritti

"100 uomini al giorno" CONTRO la violenza sulle donne



"100 uomini al giorno" CONTRO la violenza sulle donne

lunedì 16 agosto 2010

Stupro, confessioni dal carcere

«DA QUELLA notte vivo sospeso nel vuoto». È la frase che G. F., il diciassettenne che una settimana fa ha stuprato una coetanea francese a Capri, ripete al consigliere regionale Giuseppe Russo, capogruppo del Partito democratico, che ieri pomeriggio ha visitato il carcere di Nisida assieme al radicale Andrea Furgiuele. Un breve colloquio con G. F., rampollo di una famiglia di commercianti del centro residenti da qualche anno a Posillipo, durante una visita nella struttura in cui sono rinchiusi 65 minorenni tra cui dieci ragazze di origini rumene. UN CARCERE minorile sovraffollato in cui dal 10 agosto, dopo la decisone del Gip di convalidare il fermo emesso dalla Procura dei minori, è rinchiuso lo stupratore napoletano G. F. «A Nisida ho avuto modo - commenta il consigliere regionale Giuseppe Russo - di incontrare anche il diciassettenne accusato di aver stuprato la minorenne francese. Un ragazzo confuso, preoccupato per l'attenzione mediatica che si è creata attorno a lui e per la sua carriera scolastica. È disorientatoe non sta studiando». Iscritto all'Istituto Iervolino, G. F è stato rimandato in una materia. All'alba del7 agosto, dopo aver bevuto l'intera notte, ha violentato la ragazza francese in via Ignazio Cerio, una traversa di via Camerelle a poche decine di metri dalla Piazzetta di Capri. Individuato grazie a telecamere e testimonianze e fermato dopo poche ore in una villa di Anacapri G. F, che tra pochi giorni compirà diciotto anni, è stato portato nel centro di prima accoglienza ai Colli Aminei e successivamente a Nisida. Russo racconta di un ragazzo preoccupato per il proprio futuro che non nomina la diciassettenne francese ricoverata sabato scorso al Capilupi dove è stato necessario intervenire con cinque punti di sutura prima che tornasse rapidamente in Francia. «Ho trovato - spiega il consigliere Russo - un ragazzo molto chiuso, terrorizzato dal suo futuro. Ho trovato anche una struttura sovraffollata con cinquantaquattro minorenni maschi in un'area che potrebbe ospitarne al massimo quaranta. Meno problemi per le donne che sono undici, di cui una sola italiana. A Nisida ci sono laboratori di ceramica e arte presepiale oltre a un biennio per pasticcieri. Presto presenterò un disegno di legge che possa costruire incentivi per aiutare questi minorenni a diventare artigiani, ma anche operatori culturali e del turismo». All'iniziativa "Ferragosto in carcere" promossa dai radicali ha aderito anche un altro consigliere regionale del Pd, Rosetta D'Amelio, che ha visitato le strutture di Bellizzi, Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi: «Ho visto bambini di due o tre anni che vivono rinchiusi in carcere assieme alle madri. Un fatto inconcepibile. Bambini che escono per l'ora d'aria, che vivono circondati da persone in divisa, che non hanno mai visto il mare, la montagna o una strada piena di gente. Su questo aspetto tutti abbiamo il dovere di intervenire e, pertanto, preso atto della situazione presenterò proposte concrete e utili». - OTTAVIO LUCARELLI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/15/stupro-confessioni-dal-carcere.html
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A leggere certe riflessioni ti domandi: perchè per la vittima tutta questa preoccupazione non c'è?

Ragazza accusa un vigilantes "Drogata e violentata in un parcheggio"

Una studentessa trevigiana di 22 anni ha denunciato una guardia giurata, accusandolo di averla stuprata nel parcheggio di una discoteca di Jesolo. L'uomo ammette in parte, parlando invece di un rapporto sessuale con una partner ubriaca.

VENEZIA - Una studentessa trevigiana di 22 accusa un vigilantes di 39 anni di averla drogata e stuprata nel parcheggio di una discoteca a Jesolo. L'uomo, denunciato a piede libero per violenza sessuale, ha parzialmente ammesso, secondo indiscrezioni, le le proprie responsabilità, respingendo l'accusa di aver drogato la giovane donna ma ammettendo un rapporto sessuale con una partner che riteneva ubriaca.

Alla guardia giurata, come indicano alcuni quotidiani locali, i carabinieri hanno sequestrato l'arma in dotazione e la prefettura di Venezia ha sospeso licenze e autorizzazioni.

E' successo a fine luglio, ma la giovane si è decisa a sporgere denuncia ai carabinieri di Treviso solo qualche giorno fa. Ai militari ha detto di essere uscita dal locale molto stanca e di essersi addormentata nella propria auto, risvegliata da un uomo in divisa che l'ha violentata.

(15 agosto 2010)

Fonte:repubblica.it

domenica 15 agosto 2010

Stuprata sulla spiaggia, preso clandestino

Repubblica — 14 agosto 2010 pagina 19 sezione: CRONACA
FERRARA - Era stata una serata di festa, come tante altre nel cuore della movida a Lido delle Nazioni, sulle spiagge ferraresi: musica, le chiacchiere con gli amici del mare, forse qualche bicchiere. Ma all' alba, l' incubo: una turista milanese di 26 anni, addormentata sul lettino di un bagno in riva all' Adriatico,è stata aggredita e violentata da un immigrato. La giovane donna è stata salvata da una guardia giurata: Oreste Bulgarelli, della Securpol di Ferrara, poco prima delle cinque del mattino stava facendo il solito giro di controllo quando ha sentito le grida d' aiuto della ragazza dall' arenile del bagno Aloha. S' è avvicinato, ha visto tutto e ha tentato di bloccare l' aggressore, che ha cercato di scappare.A quel punto il vigilante ha esploso tre colpi in aria e l' uomo, spaventato, si è fermato e subito dopo è stato bloccato da una pattuglia di carabinieri. Il presunto autore dello stupro alla vigilia di Ferragosto sulla spiaggia di Lido delle Nazioni, la più frequentata dai giovani del litorale ferrarese, è un ragazzo senegalese di circa vent' anni, clandestino. Quando i carabinieri lo hanno bloccato ha detto di essere minorenne, sperando forse di limitare i danni. Ma il racconto della vittima e la testimonianza della guardia giurata sono contro di lui. Inevitabile, a quel punto, l' arresto per violenza sessuale. La ragazza, sotto choc, è stata portata all' ospedale di Lagosanto, dove gli accertamenti clinici hanno riscontrato i segni di un rapporto violento. E adesso gli investigatori hanno avviato accertamenti per verificare se il giovane, che ha nominato un legale di fiducia, fosse già stato colpito da provvedimenti di espulsione dall' Italia. Sull' episodio è intervenuto su Facebook il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. «Le testimonianze - scrive il Governatore - dicono che queste cicatrici resteranno per tutta la vita: le porterà con sé chi ha subito l' abuso, camminando silenziosamente per le nostre strade accanto a noi. Mi chiedo il perché di questo orrore e se non sia il caso di inasprire le pene».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/14/stuprata-sulla-spiaggia-preso-clandestino.html

giovedì 12 agosto 2010

SE A FERRAGOSTO IL CELLULARE DI VOSTRO MARITO SUONA, E’ UNA DI NOI, NIGERIANA, VITTIMA DELLA TRATTA A CHIAMARE

DONNE ITALIANE, SE A FERRAGOSTO IL CELLULARE DI VOSTRO MARITO SUONA,
E’ UNA DI NOI, NIGERIANA, VITTIMA DELLA TRATTA A CHIAMARE… LUI E’ UNO
DEI NOSTRI CLIENTI….

Oggi, 15 agosto 2010, noi, nigeriane, vittime della tratta,
clandestine, prostitute, ricordiamo che LA TRATTA NON VA IN VACANZA

Siamo in balia di almeno 10 mila maman che vivono in Italia e
prendono i nostri soldi; loro non sono clandestine, non si
prostituiscono. Un tempo erano come noi, ma ora no…Legate fra di loro,
mettono insieme ingenti somme di denaro. Non è difficile: noi paghiamo
a loro 50-60 mila euro e anche di più.

Noi rischiamo il fermo, l’arresto, l’invio in un CIE, il rimpatrio,
loro NO, loro sono libere e se qualcuna di noi le denuncia, loro se la
cavano in fretta. Anzitutto perché sono legali, sono italiane, al
massimo sono considerate colpevoli di favorire la nostra
clandestinità, ma quanto a sfruttarci… …dicono che ci lasciano in mano
parte dei nostri guadagni e si prendono solo i soldi per l’affitto, la
luce, il gas, le spese di condominio.

Ognuna di loro ha tante donne e uomini che le aiutano e vivono alle
nostre spalle. Le associazioni e le comunità del nostro paese sanno
tutto, ma non dicono e non fanno niente. Neanche i pastori delle
chiese nere fanno qualcosa, anzi, molti aiutano le maman.

E così anche oggi, per noi, è una giornata di “lavoro”. Sì perché alla
fin fine siamo considerate e diventiamo soltanto delle prostitute. Ce
n’è poco di “lavoro” in giro: oggi i bravi maschi italiani sono in
ferie con le loro famiglie e con i loro figli. Dieci milioni di
clienti in giro per l’Italia…c’è la crisi, ma loro vanno in vacanza lo
stesso.

I più assidui sono passati da noi qualche giorno fa e ci hanno
lasciato qualche soldo, chi venti, chi 25 euro, qualcuno addirittura
50 euro, per il nostro “ferragosto”…così facciamo festa anche noi,
magari un gelato, poi da lunedì torna tutto come prima.

Ma oggi noi li chiameremo ad uno ad uno questi nostri “clienti”…giusto
uno squillo, tanto perché le loro mogli possano interrogarsi e
chiedere “ma chi è che disturba anche oggi” e i mariti siano costretti
a far finta di niente. E se qualche donna vorrà verificare il numero
che ha chiamato, beh quello sarà il nostro “numero verde”, il numero
di “Joy”, l’amore mio, la bellissima, la fighetta nera dei loro
mariti. Siamo comunque qui, anche oggi in strada o nelle case, a
disposizione dei maschi più disperati e soli e degli stranieri senza
famiglia.

Oggi noi chiameremo al telefono anche tutti i numeri che ci sono stati
dati dalle unità di strada, dagli operatori, dai clienti, dai preti,
da persone di buona volontà con il suggerimento “chiama qui, vedrai
che ti aiutano”…Non ci risponderà nessuno. Oggi, Ferragosto 2010,
anche se la tratta non va in ferie, ma gli italiani si, e anche le
loro associazioni contro i trafficanti e i mafiosi.

Speriamo, allora, che i giornali, le radio, le tv… trasformino questo
nostro testo di protesta in una notizia di cronaca di questo
Ferragosto italiano 2010.

Associazione vittime ed ex vittime della tratta - Progetto la ragazza
di Benin City

Isoke Aikpitanyi

martedì 10 agosto 2010

Per tutte. Stop al femminicidio!


Per tutte quelle donne, figlie, sorelle, amiche, madri, nipoti, nonne, amanti della musica e delle passeggiate, del gelato alle more e del pesce al cartoccio, donne che ridevano e adesso stanno in una bara, donne che avevano una vita, persone che avrebbero potuto salvarsi se qualcuno non le avesse uccise prima con l’indifferenza e poi con le botte, i calci, le coltellate, torture, fuoco. Morte di paura e poi di dolore – forse di stupore. Stuprate prima da un uomo e poi dai commenti della gente, assassinate da un marito, fidanzato, compagno, conoscente, belva inferocita, ragazzino annoiato. Assassinate dalle famiglie dei carnefici che dovrebbero solo tacere e vergognarsi, dai commenti al bar, dai commenti su facebook, nei forum, nei blog, dai commenti sull’autobus. Ogni volta che qualcuno dice: “Però poteva stare più attenta” quella donna, una qualsiasi di quelle stuprate o uccise, ritorna in vita e viene ammazzata e violata un’altra volta.

Riempiamo i nostri balconi, le nostre finestre, di lenzuola macchiate di sangue, risemantizziamo quel rito barbaro che era l’esposizione del sangue della vergine, facciamoci sentire, perchè solo mettendo un freno alla cultura maschilista, misogina e violenta che paralizza il nostro paese può accendersi la speranza del cambiamento.

Quel cambiamento di cui abbiamo così grande necessità.

La violenza di genere è alla base di tutte le violenze, smantellata quella, le smantelleremo tutte.

L’iniziativa è partita dalla mailing list di Fas, adesso c’è un gruppo su facebook che la porta avanti qui.

lunedì 9 agosto 2010

Capri, il padre del 17enne accusato di stupro: non ci credo

"Lui è un timido, non credo alla violenza" ha dichiarato il papà del ragazzo di Posillipo. Martedì l'interrogatorio. Sull'isola, dove la vendita di alcolici è vietata agli under 18, sono intanto partiti controlli per verificare il rispetto della norma
09 agosto, 2010




Lo stupro -
Lei, sotto choc, è andata via. A Capri, dove ha subito una violenza sessuale a soli 17 anni, ha rivolto un ultimo sguardo, pieno zeppo di brutti ricordi. Con una promessa, di non tornare, non subito. Lui, suo coetaneo, accusato di stupro e in stato di fermo, agli inquirenti è apparso 'tranquillo'. Ha solo detto, questa la sua versione, di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza francese. Intanto l'isola azzurra non si spiega come tutto questo sia potuto accadere.

L'alcool - Non si spiega, tanto per iniziare, come mai due minorenni erano così ubriachi, quando agli under 18 è vietata la vendita di alcol. E' per questa ragione che già dalle prossime ore partiranno controlli a tappeto per verificare, in discoteche e in locali notturni, le modalità di vendita di alcol, soprattutto al fine di accertare se vengono messi in atto tutti i controlli necessari nei confronti di utenti minorenni.

Elementi a carico del 17enne - Ora il 17enne di Posillipo accusato dello stupro è nel Centro di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, a Napoli. Già nella villa dove si trovava ad Anacapri aveva dato la sua versione dei fatti, parlando di un rapporto sessuale consumato con la francese. Poi, tono e sguardo tranquillo, lo ha ripetuto anche al commissariato.
Tra gli elementi di prova della violenza sessuale, èerò, oltre alle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza dell'hotel Quisisana e di alcuni negozi, ci sarebbe anche la testimonianza di addetti alla lavanderia dell'albergo ai quali il ragazzo chiese di lavarsi le mani sporche di sangue.

Il papà: non ci credo - "Mio figlio non può aver fatto quello di cui lo accusano, almeno per come lo conosco io. E' un ragazzo tranquillo, studente che non ci ha mai dato motivo di preoccupazione. E poi, lo dicono anche i suoi amici, è stato sempre un grande timido". Lo afferma in un colloquio con il quotidiano 'Il Mattino', il padre del diciasettenne di Posillipo.E aggiunge: "Speriamo che la ragazza stia bene, ci spiace davvero che abbia avuto conseguenze fisiche così traumatiche. Volevamo vederla, parlarle, ma non è stato possibile - hanno detto Ermanno e la mdre Sonia - faremo di tutto per sapere con precisione cosa è successo, vogliamo saperlo. Ma per come conosciamo nostro figlio, rifiutiamo l'idea che possa essersi macchiato di violenze".

Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/08/09/stupri_capri_ragazza_francese_sotto_choc.html

Violenza sessuale: turista 17enne va via, Capri sotto choc

La giovane e' stata vittima di un stupro da parte di un suo coetaneo
08 agosto, 19:51

NAPOLI - Lei, sotto choc, e' andata via. A Capri, dove ha subito una violenza sessuale a soli 17 anni, ha rivolto un ultimo sguardo, pieno zeppo di brutti ricordi. Con una promessa, di non tornare, non subito. Lui, suo coetaneo, accusato di stupro e in stato di fermo, agli inquirenti e' apparso 'tranquillo'. Ha solo detto, questa la sua versione, di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza francese. Intanto l'isola azzurra non si spiega come tutto questo sia potuto accadere. Non si spiega, tanto per iniziare, come mai due minorenni erano cosi' ubriachi, quando agli under 18 e' vietata la vendita di alcol. E' per questa ragione che gia' dalle prossime ore partiranno controlli a tappeto per verificare, in discoteche e in locali notturni, le modalita' di vendita di alcol, soprattutto al fine di accertare se vengono messi in atto tutti i controlli necessari nei confronti di utenti minorenni. Ma, intanto, restano le conseguenze di una notte brava che non c'entra niente con quelle che dovrebbero essere le serate di un'allegra estate. Tutt'altro. Ieri sera la 17enne turista francese, capelli biondi, vestito nero, ha lasciato con l'ultimo aliscafo Capri. Al porto e' stata accompagnata, insieme con le sue amiche, dall'amico napoletano - compagno del 17enne accusato di stupro - che le aveva ospitate in un hotel extra lusso. Poco prima della partenza, il 'buio' dettato dallo choc, aveva ceduto il passo ai ricordi, a quanto accaduto: il vicoletto poco distante dalla storica piazzetta, la violenza sessuale, il sangue. Scene e un volto che ha descritto agli agenti di polizia, diretti da Stefano Iuorio, che hanno, anche cosi', potuto individuare il presunto autore di tutto. Fondamentali anche le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. E poi alcune persone, addette di un hotel, alle quali il 17enne si sarebbe rivolto per lavare le mani sporche di sangue. Elementi, centrali, che ieri sera hanno fatto scattare lo stato di fermo. Ora il minorenne e' nel Centro di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, a Napoli. Gia' nella villa dove si trovava ad Anacapri aveva dato la sua versione dei fatti, parlando di un rapporto sessuale consumato con la francese. Poi, tono e sguardo tranquillo, lo ha ripetuto anche al commissariato. E dire che quella doveva essere una serata di divertimento. I due ragazzini si erano conosciuto in una delle discoteche che quella sera avevano frequentato. Poi si sono allontanati, forse entrambi ubriachi. E poi ancora lo stupro. C'e' ora attesa per la decisione della Procura dei minori sulla convalida o meno del fermo. Ma che sia stato proprio lui, ragazzo conosciuto sull'isola, figlio di persone per bene, anch'esse conosciute, ad aver fatto quello di cui e' accusato, ha scosso ancora di piu' Capri. Il 17enne, al pari della sua famiglia, ha quasi sempre trascorso sull'isola le sue vacanze. Ieri, dopo che le richieste si erano concentrate su di lui, a Capri e' arrivato anche il padre, un commerciante napoletano. Anche lui e' apparso tranquillo a chi ha avuto modo di incontrarlo. Ora saranno soprattutto le immagini delle telecamere a ricostruire quanto successo. E a dire, forse, la parola fine ad una violenza che ha segnato un'isola intera.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/08/07/visualizza_new.html_1878968582.html

domenica 8 agosto 2010

Alle turiste straniere stuprate in Italia: vi chiediamo scusa!

Quando l'artista Pippa Bacca fu violentata e uccisa mentre svolgeva la sua performance artistica in abito nuziale, molti furono indignati e dissero che c'era una ragione etnica, il fatto che lei si trovasse in turchia, un posto così retrogrado e inospitale per le donne, specialmente per quelle che come lei pretendevano di poter attraversare il mondo esigendo rispetto per sè e pace per tutti.

Questa estate fatta di delitti tutti italiani contro le donne in quanto donne, morte di violenza maschile, perseguitate, massacrate di botte e stuprate, chissà se all'estero parleranno di noi come il paese più maschilista d'europa.

Arrivano in italia, zaino in spalla, piene di sogni e convinte di poter esercitare il diritto al turismo che tutti esercitano in giro per il mondo. Un mondo nel quale puoi girare per ostelli, in bicicletta, con la tenda, senza che nessuno mai ti torca un capello.

In italia no, se arrivi con il tuo ragazzo e monti una tenda vicino alla capitale ti stuprano. Se arrivi da sola poi non ne parliamo. In campeggio, in città, a Firenze, Venezia, Capri, Roma.

Non devi essere a bordo di una strada a fare l'autostop. Figuriamoci. In quel caso i "te la sei cercata" ti seppellirebbero. Puoi essere ovunque: nella tua tenda, nella tua stanza d'albergo, in giro per un'isola votata al turismo, dentro un semplice bagno di un bar della capitale. Qualunque luogo è buono, in ogni caso, tu donna, straniera, che vieni a incrementare l'economia di questo paese strapieno di misogini, troverai nel tuo pacchetto vacanze uno stupro, una molestia, una giornata da dimenticare, una prova provata che il machismo dei cosiddetti latin lovers italiani è un vero schifo, una formula per venderti una illusione che tu sconterai sulla tua pelle, perchè il macho italiano non è un prodotto che dovresti apprezzare. Dovresti invece scartarlo a priori.

Dunque, cara turista straniera, dato che se verrai in italia e qualcuno deciderà di stuprarti ti scontrerai con i commenti più sessisti del mondo, con una difesa per lo stupratore, con la condanna per te che sei stata stuprata, con un clima culturale che giustificherebbe perfino il tuo omicidio se capitasse l'occasione e se a commetterlo fosse un uomo, cambia il luogo delle tue vacanze, scarta l'italia e chiedi a questo paese che se vuole che le donne arrivino a portare i loro soldi per fare andare avanti l'economia italiana bisogna che le turiste abbiano garanzia di civiltà e rispetto in ogni senso.

Noi qui, in un certo senso, ci siamo nate e cresciute, dobbiamo rimanere per forza, scegliamo di rimanere perchè qui abbiamo affetti e lavoro, spesso scegliamo di andarcene perchè non ne possiamo più. Ma tu, cara sorella straniera, cosa ci vieni a fare qui se quando denunci uno stupro poi c'è qualcuno che dirà sempre che eri ubriaca, che l'hai voluto tu, che sei perfino un po' puttana, e giù gli insulti e le umiliazioni?

Cosa ci vieni a fare in italia se il posto da cui provieni è sicuramente più civile di questa nazione in cui ancora gli uomini stanno a fare elucubrazioni mentali della domenica invece che partecipare concretamente alla difesa dei dirtti civili delle donne, il genere più bistrattato in assoluto in ogni parte del mondo?

Cara sorella, te lo dico con il cuore: in italia ci sono tante donne che tentano di fare qualcosa di utile, ci sono tante persone che tentano di fare del proprio meglio, tanti uomini che lavorano per tentare di costruire una alternativa sociale a quella che ti ha così disastrosamente accolto ma non è sufficiente e noi ci vergogniamo molto. Ci vergogniamo perchè sappiamo che tu potresti pensare che in italia siamo tutti così, che non c'è nessuna persona civile, che non c'è nessuno che lotta contro quello che hai subito o potresti subire.

Ci vergogniamo e ci sentiamo responsabili come dovrebbero sentirsi responsabili tutti, perchè se in italia l'unica cultura vincente è quella che fa delle donne degli oggetti sessuali da usare, è responsabilità di tutti, perfino delle persone che come noi lottano ogni giorno perchè tutto questo cambi.

Ci dispiace molto, ti abbracciamo moltissimo, siamo solidali con te e credici se ti diciamo che tutto quello che hai subito a noi succede ogni giorno e ti comprendiamo profondamente avendo piena coscienza di quali sono i nostri diritti e di quello che dovrebbe esserci garantito e che invece ci viene perennemente negato.

Ti chiediamo scusa. Lo facciamo noi perchè nessuno lo farà mai. Ti chiediamo scusa e speriamo tu possa perdonarci per non esserci state quando avevi bisogno di noi e per non aver fatto, forse, abbastanza perchè tu potessi arrivare qui in italia e fare una vacanza senza dover subire uno stupro.


Fonte: femminismo a sud

Genova, donna uccisa con un coltello dal marito carabiniere

ROMA 08/08/10 - 16:48
Un carabiniere, sottufficiale di 40 anni in servizio presso il palazzo di Giustizia, ha ucciso nel primo pomeriggio la moglie nella loro abitazione di via Vespucci a Pegli, nel ponente di Genova, ed è poi fuggito.
La donna, 38 anni, è stata uccisa da diversi colpi di coltello. Sospettato un maresciallo dei carabinieri, che è ricercato dopo essere fuggito scalzo in moto.
Secondo le prime informazioni, la coppia era in via di separazione. Il carabiniere, in base alle prime ricostruzioni, si sarebbe scagliato contro la moglie con un coltello durante un violento litigio.
Sul posto i carabinieri del Nucleo investigativo di Genova. Ricerche del militare sono in corso da parte di numerose pattuglie dell'Arma.

radiorai

Lettera di due vicini sull'omicidio di Elisa Beatrice Rattazzi a Torino Quante volte le statistiche e i fatti di cronaca ci dovranno ricordare che la

(21 Maggio 2008)

Gentile testata ci rivolgiamo voi inoltrandole una lettera sull'omicidio commesso dalla guardia giurata domenica pomeriggio scorso.
Si tratta di una lettera indirizzata a tutte le ministre del governo italiano perchè racconta il lato oscuro di questa vicenda: quello della violenza digenere.
Come vicini di questa famiglia e avendo i figli più o meno della stessa eta'abbiamo avuto modo di conoscere Raffaele, Elisa e i loro due figli, difrequentarli e vedere come si deteriorava il loro rapporto, le prime botte dilui e le prime denuncie di lei.
Non pensiamo di poter dire che questo delitto si sarebbe potuto evitare, ma che nella nostra Italia, nella nostra societa' civile non c'è spazio e ascolto peruna donna che ha paura e che denuncia suo marito, una donna che non ha potutofuggire al suo destino.
Allora il nostro vuole essere un interrogativo per tutti, in modo che una morte assurda non cada nel nulla.
Le chiediamo perciò di pubblicare la nostra lettera in qualche forma lei ritienga opportuna, non vogliamo diventare famosi ne cerchiamo notorieta' o interviste: chiediamo solo che si parli senza ipocrisia di questa vicenda!


Gentili Ministre Mara Carfagna, Giorgia Meloni, Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo,

ci rivolgiamo a voi perche’ siete donne e forse potrete comprendere il dramma che e’ successo a Torino.

Domenica pomeriggio è stata uccisa una donna di 32 anni, una mamma di due bambini. È l’ennesima assurda vittima della violenza di genere, della guerra che quotidianamente si consuma all’interno delle mura domestiche di tante troppe “famiglie”. Conoscevo Elisa Beatrice Rattazzi ho vissuto vicino a lei ed al suo assassino per anni e i nostri figli sono cresciuti assieme.

Elisa è una donna che ha subito per anni violenze e soprusi, e con lei i suoi figli, senza riuscire a ribellarsi al suo destino, senza che nessuno abbia saputo o voluto aiutarla. Per anni ha denunciato le violenze commesse dal marito su di lei e sui figli, per anni ai litigi domestici seguiva l’arrivo delle forze dell’ordine e le ambulanze, per anni le richieste disperate d’aiuto rivolte alle istituzioni a tutti i livelli (forze dell’ordine, servizi sociali, scuola), sono rimaste grida inascoltate strozzate nella gola.

Al coraggio delle denunce, si risponde con qualche pacca sulle spalle.

L’incompetenza delle nostre forze dell’ordine in materia di violenze familiari è cronica: la maggior parte delle volte qualche schiaffo alla moglie non viene neanche considerata violenza. L’Italia ha un parlamento che, si sa legifera su tutto, ma non esiste nessuna legge specifica, a differenza degli altri paesi europei e civili, sulla violenza di genere.

Quando sono chiamate ad intervenire durante le liti familiari le forze dell’ordine mostrano questa incapacità senza vergogna e sono solo un ulteriore e secco schiaffo morale per la donna: invece di essere protetta e tutelata dalla violenza, le viene indicata la via della conciliazione, del “volemmose bene” e la minimizzazione dei “battibecchi che succedono nelle migliori famiglie”.

Cosa deve fare una donna per essere creduta? A cosa servono le denunce, i referti dell’ospedale?

Ma soprattutto a cosa serve proporre di inasprire le pene per chi commette reati di violenza sulle donne, se poi una moglie che denuncia più volte suo marito per questo motivo non viene mai creduta?

Elisa aveva paura, aveva paura di quello che sarebbe diventato il suo assassino, di quello che per tanti anni è stato suo marito.

In questa sottocultura da italietta fascista i mariti sembrano intoccabili, devono fare i “mariti” e se qualche volta si arrabbiano avranno pure le loro ragioni. Non ci sono orecchie per il dolore che avviene tra le mura di casa, ma solo per le macabre notizie sangue. Credeteci anche se il delitto d’onore è stato cancellato dal codice penale, non lo è dalla testa degli italiani!

Il boomerang mediatico, cavalcando il dolore dei famigliari, sembra che abbia già voglia di trovare giustificazioni al più aberrante dei delitti. Aveva lasciato il marito, si era portata via i figli, aveva addirittura un altro uomo… e avanti con la cavalleria rusticana.

Elisa è stata uccisa in mezzo alla strada, alla luce del giorno sotto gli occhi di tutti, da una mano assassina che la tormentava da anni.

Una esecuzione in piena regola che si vorrebbe quasi far strisciare via silenziosa, senza porsi troppe fastidiose e giuste domande. Un delitto bastardo, ma talmente comune da non fare quasi notizia. Non ci sono extracomunitari ubriachi, rom alla guida di fuoristrada rubati, spacciatori negri dal coltello e dalla pistola facile in questa storia. È solo la storia di una normale famiglia tutta italiana e come dobbiamo rassegnarci a sapere quello che conta in Italia è sempre e solo la famiglia.

Questa ignoranza, questo fascismo di facciata permettono che follie come questa accadano; una stampa e un’opinione pubblica poco sensibile permettono che episodi come questo vengano letti e archiviati attraverso la griglia mafiosa del codice d’onore.

Quando capiremo che la sicurezza va costruita per prima nelle famiglie? Quante volte le statistiche e i fatti di cronaca ci dovranno ricordare che la maggior parte delle violenze sui minori e sulle donne avvengono tra le mura domestiche?

Fino a quando dovremo attendere per vedere una legge specifica, una sezione di un tribunale, dei magistrati e degli uffici di polizia con competenze specifiche sulla violenza di genere? Queste cose esistono già nel resto dell’Europa!

L’indifferenza pensa a fare il resto, in fondo vedere una donna nei panni vittima è normale perché nella nostra sudicia cultura la donna non si può difendere.

Chi lo spiegherà ai suo figli di 7 e 4 anni?

Fonte: il pane e le rose

Uomo, accusato di aver massacrato di botte la convivente incinta di 4 mesi

Viterbo, 8 ago. -(Adnkronos) - Violenza famigliare dentro le mura di casa, vittima una donna di origine paraguaiana residente a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Dopo l'ennesima lite tra due conviventi, il compagno l'ha massacrata di botte per tutta la serata di ieri al punto che i vicini di casa sentendo le urla, hanno avvertito i carabinieri che si sono precipitati presso l'ospedale di Tarquinia, dove la donna era gia' stata trasferita dal personale medico del 118.La donna, al quarto mese di gravidanza, aveva il viso completamente avvolto da una maschera di sangue con profondi tagli. I medici hanno riscontrato alla vittima gravi lesioni al volto, tanto che e' stato necessario il trasferimento della donna presso il reparto maxillo facciale dell'ospedale Belcolle di Viterbo.

Durante la notte i carabinieri della stazione di Tarquinia che con due pattuglie presidiavano il litorale, sono intervenuti con l'ausilio dei Vigili del fuoco per riuscire ad entrare nell'abitazione dei coniugi, dove hanno trovato il compagno nel proprio letto, come se nulla fosse accaduto.Accompagnato in caserma dopo le formalita' di rito l'uomo F.M.C. 44enne e' stato arrestato e portato alla casa circondariale di Civitavecchia a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria. Per lui gravano pesanti accuse per maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime. Grazie alle prime cure del reparto di ostetricia dell'ospedale di Tarquinia, il bambino in grembo alla donna e' in buone condizioni. Proseguono ora le indagini da parte dei carabinieri di Tarquinia e Montalto di Castro per delineare i precedenti retroscena riconducibili ai maltrattamenti familiari.

libero

venerdì 6 agosto 2010

In Afghanistan ogni anno 2.300 donne si tolgono la vita per sfuggire a violenza e matrimoni forzati

Sono in media duemilatrecento l'anno le donne afghane, tra i quindici e i quarant'anni, che decidono di togliersi la vita come «risorsa estrema di fronte a violenze subite». Lo ha reso noto all'inizio di questa settimana Kabul Faizullah Kakar, consigliere per la Salute pubblica del presidente Hamid Karzai. Secondo stime ufficiali, il 28% della popolazione femminile afghana soffre di depressione.

Oltre alla condizione di subalternità a padri, fratelli, mariti, che le sottopone alla schiavitù dei matrimoni forzati o a violenze tra le mura domestiche, le donne afghane sono spinte al suicidio, in particolare a ovest e a nord del paese, dalla costante condizione di insicurezza, oltre che da un aumento dei casi di stupro. Nella scelta di farla finita, una donna afgana ricorrerà, nella maggior parte dei casi, all'auto-immolazione. Fenomeno particolarmente diffuso nella zona di Herat, al confine con l'Iran, paese in cui è stato realizzato, nel 2002, il film Bemani, che narra la storia di una giovane che si dà fuoco per sfuggire a un matrimonio forzato.

Se la scelta dell'auto-immolazione può apparire incomprensibile, data l'atroce sofferenza fisica che precede la morte, dà allo stesso tempo la misura della disperazione che agita la popolazione femminile in Afghanistan. In molti casi poi, la bombola del gas e i fiammiferi, che una donna maneggia senza controlli in casa quotidianamente, diventano il mezzo più accessibile per compiere un gesto disperato, visto come unica, estrema, scelta di libertà.

Il sole 24 ore

La fidanzata lo lascia, uccide donna a pugni

MILANO - Lasciato dalla fidanzata, un giovane ucraino, che per hobby fa il pugile, è sceso in strada e ha massacrato di botte fino alla morte la prima donna che ha trovato, una filippina di 41 anni che si stava recando a lavoro.

L'aggressore e' un cittadino ucraino di 25 anni, regolare ma con un piccolo precedente per furto. A dare l'allarme per prima alla polizia è stata la madre del giovane, preoccupata dalla furia con la quale aveva preso le chiavi di casa ed era uscito. Ma la sua telefonata al 113 non ha comunque potuto impedirgli di realizzare i suoi propositi.

"E' da due giorni che va dicendo di voler far fuori qualcuno", avrebbe riferito per telefono la donna, che vive con il figlio in viale Gran Sasso, chiedendo aiuto. Lui, però, una volta sceso in strada, ha fatto poche decine di metri e, in viale Abruzzi, ha subito aggredito la passante, morta poi in ospedale.

Libero.it

giovedì 5 agosto 2010

Milano: ragazza violentata nella notte, quattro fermati

Milano, 4 ago. - (Adnkronos) - Sono quattro le persone fermate per lo stupro avvenuto questa notte in un appartamento in via Pasteur a Milano. Secondo quanto trapela si tratta di quattro ecuadoriani, fra i 20 e i 30 anni, fermati dai carabinieri del nucleo radiomobile. I quattro sono accusati di aver violentato una ragazza romena di 22 anni che e' riuscita a fuggire dopo l'aggressione e a dare l'allarme chiamando i soccorritori del 118. Al momento, i militari mantengono il massimo riserbo sull'identita' dei quattro stranieri fermati.

(Afe/Ct/Adnkronos)



mercoledì, 4 agosto 2010

domenica 1 agosto 2010

"Pedofili sfruttano lavoro minori"

Brasile, condannate undici persone

Un tribunale del lavoro dello Stato brasiliano del Paraba ha condannato 11 persone per aver fatto sesso con prostitute minorenni in quanto sfruttatori di lavoro minorile. La condanna, la prima del genere in Brasile, non risparmierà gli accusati un'eventuale condanna a livello penale per pedofilia, stupro e corruzione di minorenni, ha precisato un componente del collegio. I condannati dovranno pagare allo Stato una multa pari a 230 mila euro.

Fonte:tgcom

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