mercoledì 1 dicembre 2010
Rassegna Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS
Agisce colpendo la proteina Tat, che si trova all'interno del virus Hiv: è il motore che gli permette di replicarsi
MILANO - Aiuta e rigenera il sistema immunitario il vaccino terapeutico contro l'Aids messo a punto in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità e giunto alla fase due della sperimentazione. I risultati sono pubblicati sulla rivista Plos One. La sperimentazione, coordinata dal gruppo di Barbara Ensoli, è in corso in 11 centri ed è stata finanziata con 13 milioni.
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AIDS: CHE COSA CI STIAMO RACCONTANDO?
1 dicembre, giornata mondiale contro l’AIDS.
Pubblico qui le slide della relazione che ho tenuto l’anno scorso, nell’Aula Magna dell’Università Statale, in occasione dei 20 anni della LILA.
Nel frattempo non è cambiato niente. E sta uscendo una seconda puntata, pressoché identica alla prima, della campagna ministeriale che invita a fare il test.
Preservativo? Faccenda da prostitute come dice Benedetto XVI, e quindi non se ne parla: vedi mai che rischiamo di banalizzare la sessualità.
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Hiv: il vaccino è una speranza, i contagi aumentano e la prevenzione latita
Anno 2010: l’Hiv è ancora lì, si diffonde come una pandemia e, anche se in Occidente porta sempre meno all’esito dell’Aids, è una minaccia per la salute fisica e psichica di milioni di persone. I contagi, anche in Italia, sono in lieve diminuzione, ma ormai quasi tutti per via sessuale anche a causa di un malinteso senso di sicurezza, per cui il virus sarebbe ormai sconfitto e i farmaci disponibili e sicuri; invece le cose non stanno proprio così e sarebbe meglio riparlare di prevenzione e protezione, in una parole safer sex. Un vaccino terapeutico, in realtà, potrebbe arrivare nei prossimi anni, ma riguarderà comunque le persone contagiate.
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Il mondo lotta contro l'Aids, l'Italia no
L'Italia deve ancora versare 280 milioni di euro al Fondo globale per la lotta all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria. E' quanto ricorda oggi ActionAid, in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids. "Nell`ultimo decennio l`Italia ha contribuito alla lotta all`Aids per l`80% attraverso il Fondo Globale per la lotta contro l`Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria e per il restante
20% attraverso accordi bilaterali con i singoli Paesi beneficiari - afferma Marco Simonelli, curatore del rapporto 'Ogni promessa è debito: l`Italia e la lotta all`Aids' - ma negli ultimi due anni il nostro paese è l`unico tra i donatori a non aver versato le proprie quote al Fondo, cioè circa 130 milioni di euro all`anno. Sommate al contributo straordinario di 30 milioni di dollari promesso durante il G8 dell`Aquila dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l`ammanco italiano sale a circa 280 milioni di euro", ricorda ActionAid in un comunicato.
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"Il nostro banchetto coi preservativi ritenuto inopportuno dalla preside"
Il Sindacato degli universitari denuncia che la preside della Facoltà di Ingegneria ha interrotto, nella giornata mondiale per la lotta all'Aids, la campagna informativa promossa in collaborazione con Condomix
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Aids: Senatori Radicali, Italia decurti 260 milioni dall'8xmille alla Chiesa per finanziare fondo globale, siamo certi Vaticano capirà
"Senza il pagamento dei 260 milioni di euro che deve al Fondo Globale per la Malatria Tubercolosi e AIDS l'Italia verrà automaticamente espulsa dal consiglio direttivo, c'è ancora tempo per evitare questo gravissimo scenario. Abbiamo presentato un emendamento alla Finanziaria, in discussione in queste ore alla Commissione Bilancio del Senato, che chiede di porre rimedio a questa situazione.
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Aids troppo lontana dai banchi di scuola per i giovani il preservativo resta un tabù
Secondo un rapporto Anlaids il 53% degli studenti romani non usa il condom e il 54 % rifiuta l'ipotesi di mettere distributori negli istituti scolastici. È troppo bassa la percezione del rischio nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili e dell'Aids. Gli esperti: "Solo il 6% dei giovani fa il test dell'Hiv"
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Aids, vietato arrendersi
orse è ancora presto (?) per parlare di vaccino, ma Barbara Ensoli, che da anni studia una cura efficace per sconfiggere l'Aids, è una donna tenace. Una donna fuori degli standard imperanti, perché è bella, aperta, intelligente. In un momento in cui la ricerca italiana viene umiliata in tutti i modi, chissà se uscirà proprio da noi la formula in grado di vincere una delle più tremende e assurde malattie mai comparse sulla faccia della Terra.
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Giornata Mondiale contro l'Aids
Radicali regalano preservativi al sindaco
Provocatoria visita in Campidoglio mercoledì 1° dicembre: «L'ignoranza non si batte coi valori morali»
ROMA - Si celebra mercoledì 1° dicembre in migliaia di città la Giornata Mondiale contro l'Aids. In occasione della 23esima edizione della manifestazione, una delegazione dei radicali - guidata da Sergio Rovasio, segretario associazione radicale Certi Diritti, e da Riccardo Magi, segretario Radicali Roma - raggiungerà alle 12 il Campidoglio per portare un dono simbolico al sindaco Alemanno: una confezione di preservativi, con il marchio «valori morali».
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SALUTE. AIDS: ogni giorno 1.000 bimbi contagiati in Africa
Una generazione libera dall’AIDS è possibile, ma la comunità internazionale deve aumentare gli interventi per fornire accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti e alla protezione sociale dall’HIV, lo si legge nel rapporto “Children and AIDS: fifth stocktaking report”, lanciato ieri a New York e realizzato congiuntamente da UNICEF, OMS, UNFPA, UNESCO e UNAIDS.
“Il raggiungimento di questo obiettivo, però dipende dalla capacità - spiega una nota stampa – di raggiungere le persone più svantaggiate della società.
Superare le disuguaglianze per combattere l’HIV
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1° DECEMBER 2010: WORLD AIDS DAY
1° DECEMBER: WORLD AIDS DAY 2010. Aids is Killing Artists and now Homophobia is Killing Art. The theme for World AIDS Day 2010 is "Universal Access and Human Rights". Global leaders have pledged to work towards universal access to HIV and AIDS treatment, prevention and care, recognising these as fundamental human rights. Valuable progress has been made in increasing access to HIV and AIDS services, yet greater commitment is needed around the world if the goal of universal access is to be achieved. Millions of people continue to be infected with HIV every year.
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Aids, oggi è la giornata mondiale. Una malattia di cui si continua a morire.
In Italia il virus Hiv infetta una persona ogni due ore, mentre il numero delle persone con l'Aids conclamato si è ridotto al punto che ogni anno si ammalano 4.000 persone in meno.
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Hiv, colpito un italiano ogni due ore "Sei su dieci lo scoprono troppo tardi"
Il rapporto dell'Istituto superiore di sanità fotografa il declino dell'Aids in Italia. Ciò che aumenta è il numero dei sieropositivi, complice la diminuita percezione del rischio e l'efficacia dei farmaci retrovirali. Cambia anche l'identikit del malato: maschio, quarantenne, eterosessuale. Nel nostro Paese 40mila vittime in trent'anni
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1° DICEMBRE - GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALL’AIDS
In occasione della XXIII Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids che si celebra in tutto il mondo il 1° dicembre 2010, i rappresentanti delle persone sieropositive hanno voluto ricordare conquesto documento, che oltre che al Governo sarà sottoposto all’attenzione anche dei rappresentantidi tutti gli schieramenti politici e a tutti gli assessori regionali alla sanità, i problemi più urgenti cheil nostro paese si trova ad affrontare nel contrastare la diffusione delle infezioni da Hiv.
“La ricerca italiana ha dato contributi particolarmente significativi
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Une génération libérée du VIH et du sida ?
Une génération qui naîtrait libre du VIH et du sida, c'est possible – et c'est en Afrique que tout pourrait se jouer. Aujourd'hui, le VIH et le sida pédiatriques sont en passe d'appartenir au passé presque partout dans le monde. Partout, sauf en Afrique — et dans quelques autres régions qui n'ont pu bénéficier d'une décennie de progrès réalisés dans l'utilisation de médicaments antirétroviraux pour empêcher la transmission du VIH de la mère à l'enfant.
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Lotta all'Aids, Carlà «grata» al Papa
La première dame Bruni-Sarkozy «sorpresa» dalle aperture del Pontefice sul condom
MILANO - Fiocchi rossi in tutto il mondo (giganti di stoffa, in miniatura da bavero, dipinti sui muri o resi "vivi" da scolaretti festanti in divisa) per celebrare la Giornata mondiale della lotta all'Aids. In occasione della quale la première dame Carla Bruni-Sarkozy si è detta «stupita, sorpresa e grata» per l’apertura di Papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo per ridurre i rischi di contagio del virus dell’Aids.
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Giornata mondiale per la lotta all’Aids: è necessario fare il test e non abbassare la guardia.
Giornata Mondiale per la lotta all’Aids. Per capire che la malattia continua a diffondersi, a uccidere.
Secondo dati recenti diffusi dall’Istituto superiore di sanità, soltanto in Italia sono 180mila i sieropositivi, ma il 30% di essi non lo sa, costituendo un rischio anche per altri potenziali parteners. Inoltre, ogni giorno 11 persone sono contagiate dal virus dell’hiv. Ci si ammala di più in Lombardia, nel Lazio, in Toscana e in Emilia-Romagna.
Ma di fondamentale importanza per la Giornata Mondiale contro l’Aids rimane la sensibilizzazione. Uno dei timori espressi qualche giorno fa dal dottor Vella, dell’Iss riguarda proprio la troppa sicurezza e l’approccio alla malattia, che qualche anno fa colpiva maggiormente alcune “categorie a richio” come omosessuali e tossicodipendenti, ma “oggi colpisce soprattutto eterosessuali, giovani e adulti, che non si curano di prendere precauzioni particolari, specie quando hanno rapporti sessuali occasionali”.
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Día Internacional de la Lucha contra el Sida
Hoy es el Día Internacional de la Lucha contra el Sida. Un día para reivindicar mayores esfuerzos contra esta cruel enfermedad, para reflexionar sobre lo que no hacemos bien, denunciar a los Gobiernos que no se implican lo suficiente, o simplemente para recordar a nuestros muertos.
Aunque todavía siguen existiendo reductos conservadores que defienden la abstinencia sexual como forma de evitar su contagio, algo hemos avanzado. Pero no conviene bajar la guardia. Ni un paso atrás en esta difícil lucha.
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Les associations peuvent désormais réaliser des tests de dépistage rapide du VIH
A partir de ce mercredi 1er décembre, les centres associatifs spécialisés vont pouvoir réaliser des tests de dépistage rapide du virus du sida. Le test rapide d'orientation diagnostique (TROD) permet d'obtenir un diagnostic de séropositivité en trente minutes après prélèvement d'une simple goutte de sang au bout du doigt. Il fonctionne "comme un test de grossesse", explique le docteur Jeanine Rochefort, responsable du Centre d'accueil, de soins et d'orientation de Médecins du monde (MDM) à Saint-Denis (Seine-Saint-Denis) : "Un point bleu sur le disque blanc sur lequel a été versé le sang et le réactif, c'est négatif ; deux, c'est positif."
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Il preservativo femminile
Foto: Preservativo femminile di Ceridwen
Fonte: http://blog.donnamoderna.com/sessoeluna/archives/1421
ANNUNZIATA, UCCISA PER UNA QUESTIONE D'ONORE E DIMENTICATA
di DANILO CHIRICO E ALESSIO MAGRO
Per molto tempo ha vissuto nascondendosi, forse vergognandosi. Poi l’hanno ammazzata, per una questione d’onore. E per trent’anni è svanita. Persino dal ricordo delle persone. Non ha avuto una storia, una faccia, semplicemente il proprio nome. Tutto è andato perso dentro la memoria corta e colpevole della Calabria. Oggi, da morta, le arriva un piccolo e certamente insufficiente risarcimento. Da morta, si riappropria di sé: si chiama Annunziata Pesce, è stata uccisa nel 1981. A “riportarla in vita” un’altra donna, un’altra Pesce. È Giuseppina, la pentita della cosca. La giovane donna che ha svelato le trame perverse che regolano la vita del clan, la vita dei rosarnesi. E che ha raccontato questa storia lontana, dimenticata. Un contributo prezioso – insieme a quello degli altri ‘ndranghetisti che hanno iniziato a collaborare in questi mesi – per il lavoro importantissimo che stanno conducendo i magistrati di Reggio Calabria che, non a caso, sono diventati spesso oggetto di minacce e intimidazioni.
Annunziata era colpevole di avere amato un carabiniere. Un’onta che una cosca come quella dei Pesce proprio non poteva accettare. E pazienza se per conservare l’onore è necessario uccidere il sangue del proprio sangue.
Nel libro “Dimenticati. Vittime della ‘ndrangheta”, pubblicato lo scorso ottobre, abbiamo raccontato la storia di oltre 250 morti ammazzati dalla ‘ndrangheta negli ultimi decenni. Minuziosamente abbiamo provato a recuperare piccole e grandi storie di donne e uomini uccisi e che lo Stato, la Calabria, il proprio piccolo paese, i vicini di casa hanno dimenticato. Un lavoro doloroso, che consideravamo e consideriamo necessario per provare a ricostruire – pezzo dopo pezzo – un’identità nuova per la Calabria che non può prescindere dalla memoria e dal senso di sé. Un intero, e lunghissimo capitolo, di questo libro è dedicato all’onore (e al disonore). Perché consideriamo necessario riscrivere il senso di questa parola che cambia colore e significato a seconda della persona che la pronuncia. L’onore è tutto per lo ‘ndranghetista, e il metro con cui si giudica un uomo d’onore poco ha a che fare con le regole civili. E troppo spesso onore fa rima con dominio sessuale. E se le donne hanno trovato, combattendo, la loro liberazione, il partito dell’onore è ancora vivo e vegeto, trasversale, potente, radicato al nord e al sud. In questo contesto si inserisce la ‘ndrangheta, custode arcaica e moderna di questo malinteso senso dell’onore.
Annunziata Pesce ha tradito l’onore due volte. Ha avuto una relazione extraconiugale. E, quel che è peggio, l’ha avuta – lei figlia di una famiglia di rispetto – con un carabiniere, uno sbirro. Nel libro “Dimenticati” c’è anche la storia di Annunziata, la più dimenticata tra i dimenticati. È quasi un fantasma nelle righe che le abbiamo dedicato, perché di un fantasma si tratta nel senso comune della Calabria e dell’anti-‘ndrangheta. Così abbiamo raccontato la sua storia senza sapere quale fosse il suo nome di battesimo. Ci abbiamo provato a scoprirlo, abbiamo chiesto e non abbiamo avuto risposte. Nessuno ne aveva memoria. Abbiamo deciso di scrivere lo stesso della sua storia, della sua decisione di violare l’educazione sentimentale della famiglia. Proprio mentre chiudevamo il libro, siamo riusciti a scovare le dichiarazioni dello storico e controverso pentito Pino Scriva, boss della Piana di Gioia Tauro. Ha raccontato che prima di farla fuori l’hanno seguita per avere la certezza del “tradimento”, scoprendo che incontrava l’amante in una pensione sulla costa tirrenica. Nelle sue dichiarazioni del 13 dicembre 1983 Scriva sostiene che la figlia di Salvatore Pesce, fratello del boss Peppe, e proprietario di una ruspa utilizzata per il movimento terra, è stata «sequestrata a Bagnara per motivi d’onore. La ragazza, sposata, aveva una relazione con un carabiniere di Rosarno e ciò per l’ambiente è fatto di particolare gravità». La ragazza «fu portata dai suoi fratelli latitanti e ivi uccisa e seppellita». Lo stesso Scriva ammette che i fatti gli sono stati raccontati, che la donna può anche essere stata mandata all’estero «evitando a Rosarno lo scandalo che si era creato». Una traccia.
Adesso, in questa nuova e importante stagione di pentimenti, grazie alle dichiarazioni di Giuseppina Pesce e al lavoro della procura antimafia di Reggio, conosciamo un altro tassello di verità in questa storia agghiacciante. La pentita ha raccontato di avere saputo, scrive Peppe Baldessarro su questo giornale di qualche giorno fa, «che “i sardignoli” (un braccio della famiglia) avevano una sorella sposata, Annunziata Pesce, la quale aveva avuto una relazione extraconiugale con un carabiniere». Di qui la decisione di ucciderla. Era l’aprile del 1981. A deciderlo sarebbe stato il vecchio boss Giuseppe Pesce, nonostante il tentativo dei “sardignoli” di risparmiarla. Secondo Giuseppina, «l’esecuzione della donna sarebbe stata eseguita da Antonino Pesce, 57 anni, e dallo stesso fratello della donna, Antonio Pesce di 47 anni». Perché per fare giustizia in questi casi è necessario che sia la stessa famiglia, che un familiare diretto sia presente.
È prezioso nel contrasto ai clan il contributo dei collaboratori di giustizia. Da questo punto di vista per Reggio s’è aperta una stagione che rischia di diventare storica dal punto di vista delle inchieste della magistratura e delle forze di polizia. Importantissime dimostrano di essere anche le dichiarazioni di Giuseppina Pesce che fanno chiarezza sulle cosche rosarnesi e riportano alla luce storie dimenticate.
Che non sia l’occasione anche per avere nuovi e importanti elementi su un’altra storia dimenticata avvenuta a Rosarno qualche decennio fa: l’omicidio del segretario della sezione comunista del Pci Peppe Valarioti, ucciso a trent’anni l’11 giugno 1980.
Pubblicata sul Quotidiano della Calabria il 28 novembre 2010
Fonte: http://www.facebook.com/note.php?note_id=474162638138&id=1431385484
Il profilattico - consigli per l'uso
L'uso dei preservativi è una questione di esercizio. Se manca l'esperienza meglio procurarsene una confezione ed esercitasi un po' da soli. Dopo due o tre tentativi, diventerà più naturale e facile.
Portarlo sempre con sé: nonostante sia venduto ovunque, non lo si trova mai quando serve! Ma non conservarlo vicino ad oggetti taglienti e fonti di calore (portafoglio, cruscotto dell’auto).
Come prima cosa, controllare la data di scadenza sulla confezione. Aprire, strappando attentamente l'involucro senza danneggiare il condom. Fare attenzione anche alle unghie che potrebbero strapparlo.
I preservativi coloratissimi con o senza rilievi, al gusto di fragola o di menta e tanti altri ancora danno forse un po' di colore alla vostra stanza da letto, mamolti di questi sono privi dei controlli di qualità. Se i preservativi normali sono troppo stretti o troppo grandi (per il tuo pene o quello del tuo partner), in commercio se ne possono trovare di diverse grandezze. La lunghezza, il diametro, lo spessore e altre caratteristiche cambiano secondo la marca e il tipo: provarne diversi per scegliere quello più adatto è un ottima strategia!
Per indossarlo occorre appoggiare sul glande il preservativo con l'anello rivolto verso l'esterno e srotolarlo fino in fondo.
Se il pene non è circonciso, tirare indietro il prepuzio.
Alcuni profilattici hanno sulla punta un serbatoio per lo sperma. Questo spazio non è indispensabile. È invece importante che sulla punta del preservativo non ci siano delle bolle d'aria, poiché in quei punti la sottilissima guaina potrebbe essere sottoposta ad una sollecitazione maggiore e potrebbe indebolirsi.
Per evitare il formarsi di bolle d’aria sarà sufficiente tenere il serbatoio o la punta del preservativo tra due dita nel momento in cui lo si srotola sul pene.
Durante i rapporti anali usare sempre un quantitativo sufficiente di lubrificante solubile in acqua che, diminuendo l'attrito tra le mucose e il preservativo, riduce il rischio di lesioni ed impedisce al profilattico di rompersi.
E' sconsigliato usare la saliva: non lubrifica a sufficienza ed è troppo scarsa.
I lubrificanti contenenti grassi, quali lozioni per il corpo, Nivea, Vaselina, Crisco, oli per massaggi, rendono il preservativo permeabile e fragile, compromettendone la sicurezza al pari di una cattiva conservazione.
Il preservativo va utilizzato dall’inizio del rapporto perché il coito interrotto non protegge dal virus Hiv, si usa una volta sola e con una sola persona. Anche dopo un rapporto anale è importante cambiarlo perché non c’è solo il pericolo dell’Hiv, ma germi e batteri presenti nell’ano possono infettare la vagina.
Ritirare lentamente il pene quando é ancora eretto, tenendo il preservativo all'altezza dell'anello di gomma per evitare che si sfili restando all'interno.
Poi gettatelo nella spazzatura - non nel WC o per strada.
Un consiglio in più: una goccia di crema lubrificante solubile in acqua sul glande può aumentare il piacere. Prova, ma fai in modo che il resto del pene rimanga asciutto.
Condom e prevenzione dell’Hiv
Il rapporto di penetrazione vaginale è a rischio.
Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge.
Il rapporto di penetrazione anale è a rischio. La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi.
Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall'inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.
Per chi pratica la fellatio (pompino), ovvero per la persona che stimola con la bocca il pene di altri c’è un rischio di contrarre l’hiv se la sua bocca viene in contatto con lo sperma dell’altro o, per alcuni, se entra in contatto con il liquido prespermatico. Su quest’ultimo punto nella comunità scientifica vi è dibattito tra chi considera il liquido prespermatico capace di trasmettere l'HIV e chi sostiene invece che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica) poiché la quantità di virus presente nel liquido prespermatico è ridotta.
È più sicuro praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca.
Non c’è invece nessun rischio per la persona che riceve la stimolazione.
Il cunnilingus è la stimolazione orale dell'organo genitale femminile (baciare, leccare). Le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell'infezione. Il cunnilingus è da evitare in presenza di sangue mestruale. L'utilizzo della diga interdentale (dental dam) o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina ogni rischio.
Il profilattico deve essere usato anche su oggetti (sex toys) utilizzati per la penetrazione se usati in comune tra più persone: in alternativa è anche possibile disinfettare l’oggetto tra un utilizzo e l’altro.
Possibili allergie
I profilattici disponibili in Italia generalmente sono prodotti in lattice. Se siete sicuri di avere un’allergia al latex, o lo temete (prurito locale, bruciore o dolori), potete usare preservativi di poliuretano. Chiedete presso i rivenditori specializzati o le farmacie quali sono i prodotti disponibili in poliuretano.
Spesso però non è il latex a causare disturbi ma lo spermicida contenuto in alcuni tipi di profilattico che viene chiamato nonoxinolo 9. In questi casi basta utilizzare un preservativo che non contenga un lubrificante spermicida.
Altre volte i problemi di allergia possono insorgere anche a causa del silicone contenuto in molti lubrificanti. Se avete il sospetto di qualche allergia è comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico per fare accertamenti più accurati.
Fonte: lila
IL PRIMO PROCESSO DI OSCAR WILDE
In occasione della Giornata Mondiale della Lotta all’Aids
Medea.net e Napoligaypress.it
in collaborazione con Ortensia Teatro e Carlo Rendano Association
presentano IL PRIMO PROCESSO DI OSCAR WILDE
drammaturgia di Massimiliano Palmese dall’omonimo libro a cura di Paolo Orlandelli e Paolo Iorio (Ubulibri) con Roberto Azzurro, Carlo Cerciello, Raffaele Ausiello, Carlo Caracciolo e Marco Sgamato
Progetto e regia Roberto Azzurro
http://www.facebook.com/event.php?eid=151220004922174
Roberto Azzurro (Oscar Wilde) e Carlo Cerciello (l’accusa) ripercorrono i momenti salienti di un interrogatorio, in cui Wilde è costretto a rispondere dei suoi rapporti con omosessuali e ragazzi di vita, e lo fa di volta in volta negando, mentendo, scherzandoci sopra. A causa delle notizie sulla sua vita privata emerse in questo primo processo, Oscar Wilde verrà in seguito giudicato colpevole del reato di “sodomia” e di “gravi indecenze”, e condannato a due anni di lavori forzati. Tre anni dopo la scarcerazione Wilde morì in miseria a Parigi.
I verbali dei processi non vennero mai pubblicati ufficialmente perché ritenuti scabrosi e compromettenti. Solo nel 2000, l’eccezionale ritrovamento di un manoscritto presso la British Library ci consente oggi di rivivere parola per parola quel drammatico momento, in cui tuttavia Wilde diede prova del suo famigerato acume.
E’ quasi un miracolo poter assistere al genio del suo umorismo, nelle vere risposte date al suo inquisitore, in quel primo – ma già fatale – processo.
1° dicembre 2010 | ore 21.00
Lanificio 25 | via Enrico De Nicola 25, Napoli
Ingresso 5€
L’incasso sarà devoluto all’ANLAIDS Onlus – Associazione Nazionale per la Lotta all’AIDS
vai all’evento su fb:
http://www.facebook.com/event.php?eid=151220004922174
E' mio!
E' mio perchè mi amo e amo e voglio vivere!
Iran: impiccata l'amante di un ex calciatore della Nazionale
Condannata per l’uccisione della rivale in amore, è stata impiccata alle 5, poco prima della preghiera del mattino, l’iraniana Shahla Jahed, 35 anni, la «moglie a tempo» di un famoso ex calciatore iraniano. L’esecuzione è avvenuta nel carcere di Evin a Teheran dov’era rinchiusa da otto anni. Nel 2004 era stata giudicata colpevole dell’omicidio della moglie dell’ex attaccante della nazionale iraniana, Nasser Mohammed-Khani, avvenuta nel 2002: i figli adolescenti trovarono Laleh Saharkhizan accoltellata nel suo appartamento.
SCALPORE - Il caso ha fatto scalpore in Iran. Shahla Jahed e l'uomo avevano contratto un «matrimonio temporaneo», un tipo d'unione prevista dal diritto islamico sciita che dura per un certo periodo di tempo (da poche ore a decenni), spesso usata per evitare l’accusa di adulterio. Per quattro anni Khani conduce una doppia vita a Teheran, tra l’appartamento di Shahla e la casa della moglie. E quando quest’ultima viene uccisa, viene arrestata Shahla. Lui, che si trovava in Germania, è sospettato di complicità e incarcerato per mesi, ma quando lei confessa d’aver agito da sola lo rilasciano. «Nasser, morirò per amor tuo», titolano i giornali in Iran. Al processo, però, nel 2004, Shahla si dice innocente. «Tutti sanno in quali condizioni ho confessato». Alcuni attivisti iraniani e Amnesty International dicono che probabilmente è stata costretta.
PROCESSO - Nel 2005 la regista iraniana Mahnaz Afzali ha girato un documentario, Red Card (visibile su YouTube con sottotitoli in inglese), che mostra il processo di Shahla alternato ai filmini amatoriali girati dalla donna due anni prima. Lei in cucina, lui sul divano accanto a un orsacchiotto. Scene di una storia d’amore, solo che Khani chiede sempre di non essere ripreso. Al processo, la famiglia della vittima chiede la morte. «Ha uccisio mia figlia innocente. Occhio per occhio, dente per dente», dice la madre di Laleh in chador, e scoppia in lacrime. Anche Khani chiede «la pena più dura». A Shahla hanno dato un chador ma le scivola sulle spalle, e si sistema continuamente il piccolo foulard giallo sulla testa. Quando ascolta le accuse il suo volto è contorto, non si capisce se rida o pianga. Poi va al microfono: battagliera, sfida il giudice. Racconta che era una fan di Khani, e chiese lei a un amico di dargli il suo numero. Rivela di aver abortito per lui. Il giudice impugna il diario della ragazza: «Avete scritto d’aver comprato per lui otto sacchi di "riso". Vuol dire "oppio", vero?». Lei spiega che Khani si droga da 14 anni, lei l’ha aiutato solo due volte. Lui ha ricevuto 74 frustate per l’uso di droghe. Lei la pena capitale per l’omicidio.
ESECUZIONE - La famiglia della vittima era presente mercoledì all’esecuzione. Il loro perdono avrebbe potuto salvarle la vita secondo la legge islamica. Ma per Mahmood Amiry-Moghaddam di Iran Human Rights, si tratta di un potere solo apparente: la legge fa sì che «le vittime condividano la colpa con le autorità. È come quando si lapida qualcuno: tutti scagliano le pietre, e la complicità li rende alleati». Se finora Shahla non era stata impiccata era stato anche perché, dopo le pressioni degli attivisti, l’ex capo della magistratura Hashe mi Shahroudi ordinò due volte di riesaminare il caso nel 2006. Nell'ultimo anno un nuovo capo della magistratura, l’ayatollah Sadegh Larijani, ha portato a un aumento delle esecuzioni secondo gli attivisti: 300 non ufficiali.
SAKINEH - La storia di Shahla somiglia a quella di Sakineh Ashtiani, la cui sentenza è stata sospesa dopo le pressioni internazionali. «Uccidere un’altra donna condannata di omicidio è una dimostrazione di potere», dice Amiry-Moghaddam. «È paradossale che non ci sia una reazione. Se non c’è pressione continua, si manda all’Iran il messaggio sbagliato». Nel processo Shahla disse al giudice: «Vuoi uccidermi? Avanti! Non combatto la morte perché tutto ciò che è umano è mortale. Se sei vivo nella morte, per questo che sarai ammirato».
Viviana Mazza
01 dicembre 2010
Fonte: http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_01/iran-donna-uccisa-mazza_168737ea-fd2a-11df-a940-00144f02aabc.shtml
Un conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex fidanzata
Un conto alla rovescia su Facebook per uccidere la ex fidanzata
E' finito in manette perché sul suo profilo di Facebook aveva inserito una sorta di "conto alla rovesciia" per uccidere la sua ex fidanzata, nel giorno del suo compleanno. Per un giovane modenese è scattata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per condotte persecutorie.
L'uomo era già stato ammonito dal questore di Modena per stalking. Secondo quanto riferisce la Questura della città emiliana, gli agenti della Squadra Mobile "hanno fatto in modo che per il giorno del compleanno della malcapitata, questa non fosse più reperibile all'interno dell'appartamento dove era residente e nelle ore immediatamente successive, l'uomo è stato tratto in arresto".
Fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/12/01/news/un_conto_alla_rovescia_su_facebook_per_uccidere_la_ex_fidanzata-9715045/?ref=HREC2-4
Giornata modiale per la lotta all'AIDS
Oggi 1 dicembre è la giornata modiale per la lotta all'AIDS.
Quanti milioni di malati ci sono nel mondo, in Europa e in Italia lo potete trovare tranquillamente (mica tanto) su Google.
Invece Nata femmina oggi vi consiglia di cercare la farmacia più vicina a casa vostra, anche i supermercati, e di andare a coprare dei preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni o come vi pare a voi, se siete lesbiche delle dental dams e di usarli facendo l'amore con chi vi pare e piace, ovviamente è importante che chi vi pare e piace sia d'accordo!
Fate il test per l'HIV!
Di AIDS si muore, oggi si può essere sieropositivi per molti anni e vivere abbastanza bene, prima di sviluppare la malattia, che purtroppo non è stata ancora sconfitta, esiste, l'AIDS ESISTE, alzo la voce perchè l'impressione che la gente se ne dimentichi è molto forte. Quando ero bambina, diciamo circa venti anni fa, di AIDS si parlava, me ne ricordo bene, sono certa di averne sentito parlare anche a scuola, noi avevamo paura di ammalarci, a noi dicevano che se ti ammali di AIDS muori e se fai sesso devi usare il preservativo, a voi lo dicono? non lo so, ho finito la scuola dell'obbligo da un po' e anche gli anni Ottanta e Novanta sono finiti. Ma l'AIDS E' ANCORA QUI. Siamo medici ricercatori? credo di no, la maggior parte di noi, non lo è, l'unico modo che abbiamo per fermare l'AIDS è proteggerci, l'unico modo che abbiamo per amarci è proteggerci, l'unico modo che abbiamo per amare è proteggere tutto questo lo possiamo fare solo ed esclusivamente attraverso i preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni e le dental dams.
Se non avete qualcuno da amare oggi, qualcuno con cui sperimentare i diversi modi d'infilare un preservativo, condom, cappuccetto, goldone, per giocare con una dental dam, non disperate, prima o poi arriverà!
Nel frattempo impiegate quell'amore che avete dentro da dare in qualche altro modo, perchè l'amore, al contrario di tutte le altre cose, aumenta e migliora quando lo si dà, quindi cercate un'associazione che si occupa di assistenza ai malati di AIDS, andate alla loro sede e chiedete se hanno bisogno di qualcosa, magari hanno bisogno di materiale sanitario di base, quello scarseggia sempre, forse hanno bisogno di un paio di ore a settimana, non le avete o avete paura che per essere buoni vi inguaiate? allora chiedete informazioni, chiedete come si mischia l'AIDS? come si fa a restare vivi il più a lungo possibile? si possono avere dei figli quando si è malate/i di AIDS?
Un'altra opzione, di ritorno dalla visita all'associazione succitata, è quella di comprare lo stesso dei preservativi, condoms, cappuccetti, goldoni e le dental dams e di usarli creativamente!
Potreste farci degli irriverenti ed eticissimi vestiti:
Oppure potreste confezionarli come fiori:
Lila
Anlaids
Preservativi
Dental dams
Pangea, la violenza sulle donne in Italia In atto un'assuefazione cinica al fenomeno
di ANA MARIA GALARRETA * MILANO - Una donna su tre, in Italia, dai 16 ai 70 anni, è stata vittima di qualche tipo di violenza fisica (secondo dati ISTAT), non solo a sfondo sessuale, e che 8 casi di violenza o molestie su 10 avvengono in casa. Ma quello che deve preoccupare di più è il numero delle molestie non denunciate : più del 90 %. I dati che emergono dagli studi sulle dimensioni del problema della violenza sulle donne rappresentano solo una parte di tutto quel mondo di dolore che la nostra società, ancora oggi, spesso fatica a considerare e affrontare. La violenza di genere subisce una cinica metabolizzazione ogni volta che viene relegata alle pagine di cronaca, come se si trattasse di uno dei tanti ineludibili costi che la società contemporanea ci impone.
La violenza non conosce confini. E' una realtà quotidiana che sconvolge la vita di molte donne e dei loro figlie/e, donne che vengono colpite, ferite, umiliate, che non dispongono dei mezzi per risolvere situazioni gravissime che si trascinano da anni nel silenzio. La violenza contro le donne non guarda al colore della pelle, alle condizioni economiche o sociali, alla religione professata. In ogni parte del mondo, dal ricco Nord ai paesi più poveri del Sud del mondo, le donne sono vittime di una vera e propria aggressione che le viola nel corpo e nella mente.
Forme sottili o arcaiche. Segnale di una cultura patriarcale e arcaica, la violenza colpisce milioni di donne, in maniera diversa nei modi, ma non nelle
conseguenze. La forma di violenza più sottile e perversa e che provoca maggior sofferenza nelle donne, è quella che si consuma all'interno della famiglia, spesso ad opera del partner, proprio laddove ognuna si dovrebbe sentire amata e sicura, soprattutto dalle persone cui si dà il massimo della fiducia ed affetto. La violenza domestica é la più nascosta, quella che raramente viene denunciata, quella sulla quale i vicini e i conoscenti non si sentono di intervenire mai.
I centri antiviolenza. Quelli che la Fondazione Pangea 1 sostiene, come tutti i centri antiviolenza, sono determinanti per sviluppare culturalmente una consapevolezza sulle cause e le conseguenze della violenza di genere, uno strumento importante, quindi, per acquisire cittadinanza e offrono alle donne che subiscono violenza la possibilità dire "basta" a situazioni di sopraffazione, iniziando un percorso di riconquista della propria autostima e dignità, della fiducia necessaria per ricostruirsi una vita.
L'aiuto concreto. Un sostegno prezioso soprattutto nel ristabilire un equilibrio nel rapporto genitoriale e per far superare ai bambini che hanno assistito ad episodi di violenza a danno della propria madre, i traumi che purtroppo ne derivano.
La violenza assistita da parte dei più piccoli ne mina profondamente la stabilità emotiva e la capacità di affrontare serenamente anche piccole situazioni, che essi ricollegano ad episodi di abusi.
La testimonianza. Recentemente, in una delle strutture supportate da Pangea mi è capitato di assistere ad una scena che ha coinvolto una mamma e la sua bambina. Si festeggiava la fine di un'attività per il recupero del rapporto madre/figlie o figli, traumatizzati per aver assistito ad atti di violenza e maltrattamenti domestici. Atmosfera allegra e giocosa, tra donne, operatrici e bambini che giocavano. Ad un certo momento, le operatrici circondarono una bimba di 5 anni per farla distrarre, mentre la madre usciva dalla stanza senza farsi vedere. La festa venne interrotta da un grido di terrore. La bambina urlava spaventata, denunciando un equilibrio psicologico fragile visibilmente compromesso da atti di violenza era stata costretta ad assistere. Seppi subito dopo cosa era accaduto: quella bambina aveva visto suo padre tentare di annegare la madre mentre lei era nella vasca a fare il bagnetto. La piccola, dunque, non sopportava di vedere sua madre in nessun bagno e per questo la donna era costretta ad andare in bagno di nascosto, o quando la bimba era a scuola o dormiva.
Pangea Progetto Italia. La Fondazione Pangea è impegnata dal 2002 con progetti di sviluppo per il riscatto economico e sociale delle Donne, attraverso programmi di educazione, formazione professionale e microfinanza. È attualmente attiva in Afghanistan, India, Nepal, Repubblica Democratica del Congo e Sud Africa. Dal 2008, anche in Italia, dove ha avviato pangeaprogettoitalia 2 il progetto che, in collaborazione con 4 centri antivolenza, garantisce alle donne che hanno subito abusi e violenze, l'assistenza e il supporto per il recupero psicologico e sociale, per ritornare a far parte di un mondo da cui la violenza le ha allontanate ed escluse.
* Ana Maria Galarreta Responsabile "pangeaprogettoitalia" Fondazione Pangea Onlus
Fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/11/25/news/pangea_la_violenza_sulle_donne_in_italia-9506247/
martedì 30 novembre 2010
Speriamo che sia femmina
La colonna sonora di Nicola Piovani per "Speriamo che sia femmina" di Mario Monicelli film del 1986.
Ciao.
Vedi anche qui
giovedì 25 novembre 2010
"Fiocco Bianco" in onore di Teresa Buonocore
Nella stessa giornata di giovedì si terranno anche una serie di manifestazioni ed incontri sul tema, organizzati dal Comune di Napoli.
L’idea del Fiocco Bianco nasce nel 1991 in Canada a seguito dell’uccisione di 14 studentesse a Montereal, barbaramente trucidate per il solo fatto di essere donne nella facoltà, prettamente maschile, di Ingegneria. In italia, la campagna antiviolenza è nata nel 2006 su iniziativa dell’associazione Artemisia di Firenze.
Fonte: http://www.julienews.it/notizia/politica/fiocco-bianco-in-onore-di-teresa-buonocore/59947_politica_0_1.html
mercoledì 24 novembre 2010
Napoli - STOP BERLUSCUORNO
Napoli
25 Novembre 2010
ore 16.00
Davanti al Maschio Angioino
STOP BERLUSCUORNO
Appuntamento per la raccolta delle schede per le dimissioni del capo del Governo.
La compravendita di donne come merci, gli insulti, l’affermazione del falso, l’affermazione del privilegio sulle regole, l’occupazione degli spazi decisionali per l’acquisizione maggiori profitti a danno di cittadine e cittadini, le clientele esibite sono solo alcuni dei motivi che ci hanno spinte a questa iniziativa, e che fanno di ogni giorno in più “in attesa” un danno che ne produce altri.
I voti raccolti via internet verranno stampati e messi nell’urna in aggiunta a quelli raccolti sul posto, e consegnati alla Prefettura.
Ma la raccolta continuerà ancora ed ancora, perché la nostra indignazione non ha fine.
La Camera delle donne (Donne Napoli, Arcidonna, Arcilesbica, La Camera delle Donne, DonneSuDonne, Associazione Maddalena, Associazione FEBE, Donne in Nero, Donne Medico, Archivio della memoria delle donne del Sud)
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article7293
Non sei sola, mettiti in rete
Giornata Internazionale Contro la violenza sulle donne
ore 10,30:
Apposizione da parte della sindaco Iervolino di una targa in ricordo di Teresa Buonocore nel luogo dove è stata uccisa, in via Generale Sponsilli,
ore 12:
nella sala Giunta di palazzo San Giacomo, ci sarà la presentazione del libro della giornalista de La Repubblica Cristina Zagaria, “Malanova”, la storia di Annamaria, che ha osato sfidare il branco. Partecipano: il sindaco Rosa Russo Iervolino, l’assessore alle Pari Opportunità Maria Grazia Pagano, la senatrice Silvia Della Monica, capogruppo della Commissione Giustizia del Senato, e la ricercatrice e scrittrice Carmen Pellegrino.
ore 16,30:
Incontro con: Gioia Rispoli, assessore Pubblica Istruzione Comune di Napoli, Maria Grazia Pagano, assessore P.O. Comune di Napoli, Laura Capobianco, Consulta delle Elette Comune di Napoli, Adele Nunziante Cesaro, Università degli Studi di Napoli Federico II, dottorato Studi di Genere, Marinella Gargiulo, Commissione Regionale P.O., Report sulle attività svolte dalla Rete Antiviolenza di: Luisa Festa (Consigliera di
Parità Provincia di Napoli) Elvira Reale (sportello antiviolenza Ospedale San Paolo) Francesca Fava (vicequestore aggiunto Questura di Napoli), Clara Pappalardo (Centro Antiviolenza comune di Napoli), Maria de Luzenberger (Tribunale dei Minori di Napoli), Maria D’Ambrosio (Sportello antiviolenza Suor Orsola Benincasa “Pari e
Dispari”).
A conclusione: performance “Pari e Dispari”, una rappresentazione teatrale sulla violenza contro le donne e in famiglia, a cura dello sportello antiviolenza del suor Orsola Benincasa.
- Centro Donna: Via del Parco Carelli 8/C tel. 081/7953190 oppure 081/7953190
- Centro Antiviolenza: Via del Parco Carelli 8/C tel. 081/7953191 oppure 081/7953191
- Rete Nazionale Antiviolenza Donna 1522
- Servizio Pari opportunità e Azioni Positive: Corso Umberto, 23 80138 - Napoli tel. 0817956440 oppure 0817956441
Fax. 0817956459
Fonte: comune di napoli
martedì 23 novembre 2010
Donne come foglie
Femminismo a sud propone un elenco di vittime di femminicidio, da sottoporre a Roberto Saviano, relativo ai soli ultimi quattro mesi, "sono circa 65 vittime soltanto negli ultimi quattro mesi", un elenco agghiacciante, un vero bollettino di guerra come lo chiama perfettamente il blog omonimo.
Perchè non è possibile che le donne muoiano come foglie che cadono silenziosamente in autunno, e che i loro nomi vengano spazzati via, cacellati, come se non fossero mai esistite.
Una sottolineatura, è prassi ormai consolidata che, quando si ricorda il numero delle vittime di femminicidio, qualcuno cominci a sbandierare le morti bianche, cioè i caduti sul lavoro, morti che si devono all'irresponsabilità ed al menefreghismo dei datori di lavoro, di quanti potrebbero e dovrebbero mettere in sicurezza i cantieri, le piattaforme petrolifere, le miniere, i macchinari nelle fabbriche, fornire i materiali antinfortunistici e non lo fanno, tagliando i costi di impianto sulla sicurezza dei lavoratori. Morti dovute all'interruzione della catena del diritto del lavoro.
Le vittime del femminicidio sono donne assassinate da uomini in cui credevano, da amici, padri, fratelli, certe volte figli, in alcuni casi passati con il delirio di onnipotenza, cioè donne che non dovevano reclamare niente, donne la cui sicurezza dovrebbe essere un fatto naturale, che non dovevano pretendere nessuno scarponcino antiscivolo, nessuna cinghia, no, semplicemente avevano il diritto di nascita di attraversare il mondo sicure che nessuno le avrebbe uccise in quanto donne, il diritto di vivere, diritto negato con violenza per un puro e semplice atto di spraffazione.
Non esistono gerarchie tra le vittime, ma femminicidi e morti bianche sono categorie diverse, anche le donne possono essere vittime del lavoro! proprio per questo non ha senso controbattere alla questione del femminicidio, con l'argomento delle morti bianche, cercando in questo modo di attribuire all'uno e all'altro più o meno valore.
Nella morte non c'è niente di eroico.
Una donna che parla in fretta
Sono un donna che Grida
Sono una donna di Discorso
Sono una donna Non so niente
Sono una donna So tutto
Sono una donna a Giornata
Sono una donna Sole
Sono una donna Tardo pomeriggio
Sono una donna Luce d’argento
Sono una donna Luce d’ambra
Sono una donna Luce Smeraldo
Sono una donna Abbandonata
Sono una donna Confusa
Una donna Latitante
Una donna Assente
Una donna Trasparente
Una donna Assenzio
Una donna Tiranneggiata
Una donna Sventrata
Sono una donna con le Ferite
Sono una donna Seducente
Sono una donna che Parla in fretta
Sono una donna Vagabondo
Sono una donna Che sfida
Sono una donna Impazzita
Sono una donna Annientata
Una donna Detonante
Una donna Demone
Sono una donna Embrione
Sono una donna Paradiso
Sono un donna Solo
Sono un donna Farfalla
Sono un donna Giustizia.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Sono la donna Luna
Sono la donna Giorno
Sono la donna Bambola
Sono la donna Rock
La signora nel Lago
La signora nella Sabbia
Sono unaa donna Strega
Sono un donna Mendicante
Una donna Tenebra
Una donna Ombra
Una donna che Canta
Una donna che Dorme
Una donna Musica
Una donna Mistica
Una donna Kaktus
Sono una donna Terribile
Sono una donna Impaziente
Sono una donna Bamabina, e piangerò,
Sono una donna Senza fiato
Sono una donna Tagliata
Una donna Cucita
Sono una donna Infibulata
l’Artista che sogna dentro la sua casa
Sono una donna Criminale
Sono una donna Dissonante
Sono una donna Anarchica
Sono una donna Budda
Una donna Senza casa
Una donna Dimenticata
Una donna Divisa
Una donna che Balla nella sua casa
Sono una donna Contesa
Sono una donna Irrisolta
Che studia
Che scrive
Che chiama
Sono una donna Vendetta
Sono una donna Inventiva
Sono una donna Invettiva.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Sono una donna Angelo
Sono una donna Diavolo
Sono una donna Impoverita
Una donna con bambino
Una donna Ermafrodite
Sono una donna dai Piedi grandi
Sono una donna dal Cuore grande
Sono una donna con il Passaporto
Sono una donna Immigrante
Sono una donna Col peso sulle spalle
Sono una donna Vecchia
Sono una donna Principessa
Sono una donna Serpente
Sono una donna Sensibile
Sono una donna Senza sensi
Sono una donna Ambigua
Una donna Tecnologica
Una donna Magica
Sono una donna Ermetica
Una donna Zingara
Sono una donna Percussione
Sono una donna Ieratica
Sono una donna Vesuviana
Sono una donna Temeraria
Sono una donna Barracuda
Una donna Bellicosa
Una donna Caritatevole
Sono una Assassina sola
e sono seduta nella mia cella
Sono una donna Infiammata pronta a bruciare
Sono la Notoria Infedele
Una donna Infetta
Una donna nella sua casa
Sono un donna Innamorata.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare(x7)
Io so come Godere
sabato 6 novembre 2010
Il diritto ad essere eterosessuali e il diritto a non abortire i doveri dei gay e delle donne
Poi quando chiedi a queste persone in che modo il loro diritto ad essere eterosessuali viene ostacolato, non te lo sanno spiegare, cioè in che modo omosessuali e donne riescono ad aggirare le leggi, che sono uguali per tutti, cioè tutte le persone devono pagare le tasse per esempio, devono rispettare la legge per esempio, tutte, neanche questo te lo sanno spiegare.
Non sanno spiegare quali siano i doveri ai quali donne e omosessuali vengono meno se non atravverso la sottrazione agli stessi e alle stesse di libertà personali.
Perchè alla fine chi chiede di poter affermare liberamente di essere omosessuale, cioè di poter vivere la propria vita affettiva alla luce del sole senza per questo essere picchiat*, licenziat*, ingiuriat*, non sta chiedendo sgravi fiscali! non mette in discussione la tua eterossessualità! le tue scelte affettive eterosessuali agli e alle omosessuali non interessano.
Così come la parità dei diritti delle donne, cose come l'essere valutate per le competenze, avere la possibilità di decidere della propria vita affettiva, farsi curare senza dover passare attraverso mille filtri, come se per curare una donna si dovesse prima valutare se se lo merita - ed è ciò che succede mettendo gli obiettori di coscienza negli ospedali -, non comporta affatto la riduzione dei loro doveri, perchè dovrebbe essere così? in che modo? non si sà.
Certe affermazioni vengono fuori solo ed esclusivamente dall'ignoranza, dalla paura, e spesso dall'idiozia, in alcuni casi, soprattutto ai livelli più alti delle gerarchie di potere, dalla malafede.
Idiota chi dice di avere diritto ad affermare la propria eterosessualità, chi vieta agli eterosessuali di baciarsi durante una passeggiata in centro? scambiarsi una reciproca carezza sulla guancia ad una cena romantica in un bel ristorantino a Trastevere o al Borgo marinaro? chi impedisce agli eterosessuali di trovare lavoro? nel privato dei vostri letti quante cose fate che non vorreste si sapessero? se venissi a sapere che la mia oncologa e suo marito si penetrano reciprocamente gli ani con dei falli di plastica, dovrei cambiarla? se venissi a sapere che il mio cardiologo fa sesso orale con la moglie, dovrei cambiarlo? se venissi a sapere che il mio postino condivide il letto con un professore di etnolinguistica, dovrei chiedergli di farsi cambiare zona? se quel professore di etnolonguistica, al ritorno da un convegno, bacia appassionatamente il suo postino, stanco per aver portato la borsa con la posta tutta la mattina, l'università lo deve licenziare? se la mia giornalaia si dà il cambio con la sua amata compagna al pomeriggio, devo cambiare edicola? se la mia panettiera ha abortito perchè non vuole il quinto figlio, devo andare a comprare il pane altrove? se mia cugina ha divorziato perchè il marito dopo dieci anni di matrimonio era diventato anaffettivo e nemmeno si lavava più, non le devo più fare gli auguri al suo compleanno?
Tutte queste persone hanno già gli stessi doveri.
Il diritto ad essere eterosessuali è parte integrante della nostra società, pretendere degli spazi appositi per ri-affermarlo è ridondante e stupido, la nostra è una società eterocentrica.
Nessuno può costringere un uomo o una donna a fare sesso con delle persone del loro stesso sesso se non lo vogliono, ma milioni di omosessuali nel mondo sono stati e sono costretti a fingersi eterosessuali per poter vivere.
Il diritto a portare avanti una gravidanza nella nostra società esiste già, certo le condizioni economiche del nostro paese non consentono ad alcune persone che li desiderano di mettere al mondo dei figli, ma non si capisce in che modo se io vado ad abortire impedisco a te di portare avanti la tua gravidanza, spiegatemelo perchè non riesco a capirlo.
La rivendicazione di questi diritti eterosessuali e antiabortisti è inutile poichè nessuno li ostacola, ve ne rendete conto?
lunedì 1 novembre 2010
Bookout - Fiera del libro LGBTQ
Nasce Bookout, la prima Fiera del Libro a tema LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transgender) mai realizzata in Italia: un percorso che finalmente diventa realtà grazie allʼinteresse e allʼimpegno di associazioni, istituzioni, case editrici, scrittori e studiosi, donne e uomini che riconoscono lʼimportanza di valorizzare questi temi come parte della cultura di mainstream.
Cuore dellʼevento è la Toscana, da sempre un luogo attento ai bisogni di tutti i cittadini, ma la prospettiva è di contagiare presto altre aree dʼItalia, particolarmente quelle dove le persone LGBT hanno maggiori difficoltà ad affermare la propria esistenza.
La Fiera del Libro LGBT si svolgerà dal 12 al 14 novembre 2010 a Pisa, e vedrà la presenza di case editrici e librerie di rilievo nazionale e internazionale, accompagnate da conferenze, spettacoli, dibattiti, reading e laboratori, oltre alla premiazione di “Wordout” – un Concorso letterario rivolto agli allievi delle scuole superiori italiane.
Ma non basta: Bookout propone già dalle prossime settimane un calendario di iniziative (http://bookout.it) che spianano la strada alla Fiera, ospitando interventi qualificati e dando voce a chi saprà parlare di buoni libri. Per Marco Michelucci, responsabile di Bookout, “si tratta di unʼoccasione più unica che rara in Italia, che non riguarda solo le persone LGBT. Per usare una metafora – aggiunge Michelucci – quando compro un libro non lo scelgo dalla copertina; e quando comincio a leggere, mi aspetto solo che sia un buon libro.” Bookout si apre proprio a Pisa con la presentazione del libro- documentario “Les Condamnés” del fotografo francese Philippe Castetbon (il 4 giugno, presso le Librerie Feltrinelli), che ha raccolto immagini e storie di persone che ancora oggi vengono perseguitate e condannate perché nel loro Paese essere gay è un crimine.
Bookout è un progetto ideato dai Comitati Arcigay della Toscana, realizzato con il contributo di Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana). Tutti i partners su http://bookout.it/partners.Fonte: http://bookout.it/cs/bookout-fiera-libro-lgbt