mercoledì 13 gennaio 2010
Rapisce figlio di 6 anni, arrestato
(ANSA)- ROMA, 12 GEN - Aveva sequestrato il figlio di sei anni, prima portandolo in Romania, e poi,tornato in Italia, segregandolo in un appartamento a Sonnino (LT).A controllare il piccolo aveva lasciato un altro bimbo, di 8 anni, figlio della nuova compagna. Con i 2 piccoli aveva lasciato un cane. L'uomo, un romeno di 35 anni e' stato arrestato a Roma con l'accusa di estorsione, abbandono di minore, maltrattamenti familiari e stalking. Il minore e' stato assegnato alla madre, mentre il 'carceriere' ai servizi sociali.
Fonte:ansa
martedì 12 gennaio 2010
Sequestrata e filmata, un arresto
di redazone cronaca 11/01/2010
Fonte:nolano
domenica 10 gennaio 2010
Lo stupro segno di inadeguatezza
Sgombriamo il campo da equivoci: lo stupro ha poco a che vedere con l’atto sessuale. Sostanzialmente si tratta di dinamiche aggressive con componenti di rabbia, sopraffazione e violenza.
Studi recenti attribuiscono il 55% degli stupri al bisogno di potere, il 40% a una forma di rabbia mentre il 5% sarebbero di tipo sadico.
In tutti i casi esiste, nello stupratore, un pessimo rapporto con la propria sessualità e la coesistenza di disturbi di varia natura, i più frequenti sono legati al desiderio sessuale e alcuni disfunzioni nell’ambito della stessa sfera sessuale.
Lo stupro può diventare un modo per essere rassicurati rispetto alla propria adeguatezza sessuale negli individui che hanno difficoltà a stabilire relazione interpersonali. Il violentatore attraverso la sopraffazione della vittima esprime odio e rabbia per un bisogno di vendetta nei confronti delle donne in generale e difficilmente nella malcapitata vittima.
Nella violenza di tipo sadico, fortunatamente la meno comune, la fonte di piacere proviene dal vedere soffrire la propria vittima; sono frequenti in questo caso morsi, ustioni di sigaretta, schiaffi e pugni. Un ulteriore dato, riguardo agli stupratori rilevato da diverse fonti, è il seguente: l’85% ha commesso reati in passato.
Il 75% ha meno di 30 anni; il 70% è sposato; il 75% non conosce la vittima; il 50% era ubriaco; il 35% ha commesso un altro stupro.
Tralasciando in questo contesto la pedofilia esistono anche, obiettivamente pochi, casi di violenza da parte di donne su maschi, ma la stragrande maggioranza è lo stupro di un uomo o più uomini ad una donna.
C’è un pessimo mito da sfatare, uno “strano” punto di vista che attribuisce alla donna la voglia di essere violentata e di goderne. La “storiella” che a provocare l’uomo sia un certo tipo di abbigliamento che provoca e che lo renderebbe vittima delle sue reazioni non regge, tant’è che spesso i violentati sono bambini o donne in età avanzata.
Lo stupro sulla vittima ha effetti nefasti.
Quasi sempre il calvario inizia con le prime cure mediche affrontate sempre con vergogna e, immotivati ma giustificabili, sensi di colpa. Successivamente subentra la paura di aver contratto malattie a trasmissione sessuale o quella di essere rimaste incinta. Ancora paura e indecisione su cosa fare, accompagnano per molto tempo la vittima.
Denunciare o no la violenza? E’ questo un ulteriore dilemma. Anche in questo caso la paura di ritorsioni da parte dello stupratore, la pubblicità negativa o il disagio di fronte alle autorità giudiziarie possono giocare un ruolo fondamentale.
Dopo lo stupro, possono verificarsi alcuni problemi di natura sessuale come diminuzione del desiderio, vaginismo (contrazione involontaria dei muscoli vaginali che non permettono il rapporto) o assenza del piacere, ma anche altri effetti psicologici spesso rilevanti. La vittima deve convivere con vergogna, rabbia e orgoglio ferito.
E’ necessario qualche mese prima che inizi la ripresa, anche se si sforza di apparire normale cercando di riallacciare i rapporti di amicizia e quelli con le persone significative.
In realtà le paure sono ancora presenti. Ci vorrà ancora del tempo e, in molti casi, un valido aiuto terapeutico per superare l’angoscia del trauma subito. In molte donne violentate si manifestano, per lunghi periodi, incubi notturni e la paura di rimanere sole ma principalmente, e non potrebbe essere altrimenti, forme di sospetto nei riguardi degli uomini.
Angelo Russo
Fonte:corriere 2000
Salerno violenza sessuale su una ragazza 13enne alla fermata del bus, presa per i capelli per stuprarla
Presa per i capelli alla fermata di un autobus a Salerno per essere stuprata. E' successo a Salerno in pieno giorno, ad ora di pranzo, e la ragazza era con una sorella di 17 anni. Gli Agenti della Sezione Volanti sono intervenuti ieri pomeriggio sul Lungomare Trieste, a Salerno, a seguito della segnalazione di un'aggressione in atto da parte di uno straniero nei confronti di 2 minorenni salernitane.
L’immediato intervento dei Poliziotti ha consentito di bloccare un cittadino romeno, poi identificato per Traian Tudose, 53 anni, che poco prima dell’arrivo della Volante aveva avvicinato due sorelle, una di 13 anni ed una di 17, che stavano recandosi alla fermata dell’autobus, riuscendo a bloccare la 13enne, trattenendola con forza prendendola per i capelli e portandola dietro una siepe per stuprarla, palpeggiandola ripetutamente in diverse parti del corpo.
La ragazzina, in evidente stato di shock, è stata soccorsa dagli Agenti ed è stata poi trasportata in ambulanza presso l’Ospedale San Leonardo, dove è stata accertata la violenza sessuale subita con presenza di segni di contusioni sul corpo. Il rumeno, già noto alle Forze dell’Ordine per un precedente episodio di violenza privata, al termine delle formalità di rito è stato condotto presso il carcere di Salerno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Fonte: positanonews
Stupro nel Capodanno della Roma Bene: una storia strana
Comincia come un “normale” caso di violenza sessuale, e finisce per trasformarsi in un giallo strano. Una ragazza di 24 anni, laureata, racconta agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo di Roma in una testimonianza – che non è ancora una denuncia – di essere stata violentata a Capodanno nel castello di Roccalvecce, in provincia di Viterbo. La festa era stata organizzata da Giovangiorgio Afan de Rivera Costaguti, figlio del proprietario dell’omonimo castello, la cui parte più antica risale al XIII Secolo. Quasi tutti gli invitati sarebbero rampolli di facoltose famiglie romane. Molti sono studenti alla Luiss.
ARRIVA LA DENUNCIA – Lo stupro sarebbe stato compiuto da uno o più partecipanti alla festa che avrebbero approfittato del fatto che la giovane era ubriaca, sarebbero entrati nella stanza del castello in cui si era appartata e, a turno, avrebbero abusato di lei, dice il Corriere. La ragazza sporge denuncia, precisando però che essendo ubriaca – e non esclude di essere stata drogata con qualche “pillola del torpore” – non ricorda precisamente come siano andate le cose. Dice di essersi accorta di quanto successo soltanto al mattino, dopo essere tornata a casa. E aggiunge di non essersi recata da sola nella stanza appartata, ma di essere stata accompagnata dal gruppo di giovani che avrebbero abusato di lei. «Mi hanno condotto lì perchè ero stordita, credo dall’alcol» ha sottolineato. noltre, al fascicolo è allegato l’esito del tampone vaginale eseguito sulla giovane, attraverso il quale potrebbe essere rilevata la presenza di liquido seminale, sebbene l’esame sia stato eseguito diverse ore dopo il presunto fatto. “Un gruppo di ragazzi mi ha portato su, in una stanza del Castello, ed uno è scappato quando mi sono svegliata e divincolata“, dice.
UN COLPEVOLE C’E’ – Il giorno dopo, lo scrive il Messaggero, ecco lo stupore della famiglia per bene: “Era la prima volta che il figlio del padrone di casa organizzava una festa di Capodanno, una festa privata, non un mega veglione a pagamento con migliaia di persone“. Un party tra intimi – gli amici del padre nel salotto al piano di sopra, quelli del figlio sotto non più di una quarantina – giovani della Roma bene, studenti universitari tutti sui venticinque anni, che si conoscono tutti, nessun imbucato, nessun fuori programma. Musica, cena, chiacchiere, poi qualcuno si è fermato, altri sono tornati a Roma. “Siamo tutti sconvolti, amareggiati, non riuscirò a dormire qui stasera – così Diego Afan de Rivera Costaguti - non sapevo nemmeno che ci fosse una festa nel Castello. Di quanto è accaduto mi hanno avvertito gli amici, che hanno visto il tg. A me nessuna autorità ancora mi ha avvisato“. Ma non è uno stupro di gruppo, si precisa, visto che un ragazzo ha già detto agli amici di aver avuto un rapporto sessuale con lei: “L’ho accompagnata di sopra, era ubriaca sono rimasto con lei, ho fatto qualcosa ma non l’ho stuprata“. Praticamente, è quasi una confessione. A parte che il ragazzo non si è “accorto” del fatto che la ragazza era priva di volontà, e quindi in ogni caso si sarebbe trattato di violenza sessuale. Però la ragazza parlava di più persone, non di una. Ma magari si è sbagliata.
MA NON C’E’ PIU’ IL REATO - Ieri succede qualcosa di strano. Il referto della visita ginecologica eseguita nell’ospedale Sant’Andrea di Roma escludeReal men don t rape by Spider Kiss Stupro nel Capodanno della Roma Bene: una storia stranaqualsiasi tipo di lesione, circostanza poco significativa se si considera la dinamica del presunto stupro, avvenuto cioè, come dichiarata dalla neolaureata di 24 anni, mentre era in stato di torpore e semi incoscienza in quanto completamente ubriaca, quindi incapace di opporre resistenza. Ma ciò che sorprende è il rifiuto della giovane di consegnare la biancheria agli agenti che hanno verbalizzato il suo racconto. “Reperti essenziali per lo sviluppo delle indagini soprattutto alla luce di quelle piccole macchie, forse liquido seminale, che la donna sostiene di aver individuato sugli indumenti“, si dice. E, scrive l’Ansa, non è vero che la presunta vittima ha denunciato il fatto alla polizia: sono stati i medici ad avvertire con un referto le forze dell’ordine.
INDAGINE DELLA PROCURA – La procura di Viterbo, intanto, apre un fascicolo processuale contro ignoti. Gli accertamenti, coordinati dal pm Stefano D’Arma, sono diretti da Fabio Zampaglione. Il funzionario, dopo un colloquio con il pm, è partito oggi per Roma dove, nel pomeriggio, ha incontrato i colleghi del commissariato Flaminio Nuovo, coloro che hanno raccolto a verbale le dichiarazioni della studentessa. Il funzionario ha poi sentito la neolaureata, ma non sono trapelate indiscrezioni sull’atto di indagine. Ha però fatto disporre il sequestro di cuscini, coperte e altri oggetti nella stanza e degli indumenti della ragazza, visto il diniego alla consegna. Non è escluso, a questo punto, che la presunta vittima dello stupro voglia evitare che il caso abbia un epilogo nelle aule di giustizia. Magari per non finire nel tritacarne mediatico riservato alla ragazza a cui successe la stessa cosa un anno fa, in occasione della scarcerazione del reo confesso con aggiunta di maxi-speculazione della politica. E nemmeno nella querelle sulla violenza-non violenza, poi riconosciuta nel giugno scorso dal tribunale in occasione della sentenza che condannava Davide Franceschini a due anni e otto mesi. Se così fosse, sarebbe davvero squallido.
SENZA PROVE NON C’E’ REATO – Intanto, il capo della squadra mobile ha ascoltato l’organizzatore della festa, Giovangiorgio Afan de Rivera Costaguti, figlio del proprietario dell’omonimo castello in cui si è tenuto il veglione, ed altri quattro partecipanti. Tutti hanno dichiarato di non essersi accorti dello stupro e di ritenere inverosimile che sia successo. Resta che senza i vestiti della ragazza non sarà possibile accertare nulla. Se nulla è davvero successo, poco male. Altrimenti…
Fonte:Giornalettismo
Stupro a scuola, arrestato 16enne
sabato 9 gennaio 2010
Afghanistan: diventa legale lo stupro della moglie
All'articolo 132 la nuova legge stabilisce che le mogli devono assecondare i desideri sessuali dei loro mariti e prevede che un uomo possa aspettarsi di avere rapporti con la moglie «almeno una volta ogni quattro notti», a meno che la consorte non sia indisposta. C'è inoltre un tacito consenso per i matrimoni con bambine e si proibisce alla donna di uscire di casa senza il permesso del marito.
Il progetto di legge giaceva in parlamento da più di un anno e solo a febbraio è stato fatto dibattere da Karzai, in cerca di alleati nel braccio di ferro con l'opposizione sulla sua proroga in vista delle presidenziali.
«Abbiamo detto a Kabul pubblicamente che questa legge deve essere modificata o che comunque ci aspettiamo un segnale chiaro che smentisca la possibilità che una legge del genere possa vedere la luce», ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini dall'Aja, dove ha preso parte alla Conferenza internazionle sull'Afghanistan.
Sulla questione femminile in Afghanistan si è espressa in giornata anche il segretario di Stato americano Hillary Clinton che - nel corso di una conferenza stampa tenutasi all'Aja - ha parlato dei diritti delle donne in quel Paese come di un motivo di «assoluta preoccupazione» per gli Usa. «Non si può sviluppare un paese - ha aggiunto ancora la Clinton - se metà della sua popolazione viene oppresso».
fonte : il sole 24 ore
venerdì 8 gennaio 2010
Palermo: ragazza di 14 anni denuncia stupro, arrestati due minorenni
Stava tranquillamente3 passeggiando per le strade di Palermo. Poi la sua giornata si è trasformata in un incubo. Una ragazza di 14 anni, di Palermo, mentre camminava con un ragazzo del suo stesso quartiere, sarebbe stata trascinata in un vicolo isolato, dove ad attenderla c’erano altri due ragazzi. Tutti avrebbero costretto la ragazzina a compiere atti sessuali.
I poliziotti della squadra mobile, dopo la denuncia della vittima, hanno arrestato due minorenni palermitani. Le indagini coordinate della Procura dei minori sono state «lunghe e laboriose poiché la vittima conosceva i suoi stupratori solo per nome», dicono gli investigatori.
Le indagini, che hanno portato all’odierna ordinanza di custodia cautelare, sono scattate dopo la denuncia da parte della madre della vittima. La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata, mentre cammniava per strada, da un ragazzo del suo stesso quartiere, che conosceva solo per nome e che con una scusa si era offerto di farle compagnia.
Durante il tragitto, però, il giovane l’avrebbe portata in un vicolo isolato, dove ad attenderlo c’erano altri due ragazzi e lì avrebbero costretto la ragazza a compiere atti sessuali.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Claudia Caramanna della Procura dei Minori, sono state lunghe e laboriose poichè la ragazza conosceva i suoi carnefici solo per nome.
Sono state effettuate estenuanti ricerche negli uffici anagrafici periferici con la raccolta di numerose fotografie che sono state fatte visionare alla 14enne.
Gli agenti, inoltre, hanno effettuato diversi servizi di osservazione dai tetti di alcuni edifici pubblici nei pressi dei luoghi abitualmente frequentati dai giovani. E’ stato proprio durante uno di questi appostamenti che la Polizia è riuscita a identificare uno degli indagati.
Fonte: blitzquotidiano.it
Stupro di Guidonia, 16 anni ai quattro romeni La condanna al termine del rito abbreviato
Erano stati arrestati grazie a una telefonata fatta dal cellulare della ragazza
ROMA - Dovranno scontare 16 anni di carcere i quattro romeni accusati di avere stuprato a Guidonia in provincia di Roma, una ventunenne e picchiato il fidanzato, di 24. La condanna è stata inflitta dal gup del Tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli al termine del rito abbreviato, nei confronti di Mirel Huma, Cristinel Coada e ai fratelli Ciprian e Lucian Trinca. I quattro devono rispondere di violenza sessuale di gruppo, rapina aggravata, lesioni personali gravi, sequestro di persona.
Sarà invece giudicato con il rito ordinario a giugno per favoreggiamento Goia Mugurer. L'altro romeno Anton Barbu, accusato sempre di favoreggiamento, sarà invece giudicato con rito ordinario ma la sua posizione è stata stralciata per un difetto di notifica.
L'aggressione era avvenuta nei confronti di due fidanzati che si erano appartati dentro l'auto in una stradina di campagna, il 22 gennaio dello scorso anno. I quattro dopo aver picchiato il ragazzo e averlo chiuso nel bagagliaio della sua macchina avevano violentato più volte e a turno la ragazza. Gli stupratori di Guidonia erano stati arrestati, dopo essere caduti nella trappola per colpa di una telefonata fatta con il cellulare della ragazza.
I quattro romeni hanno tra i 20 e i 23 anni, e al momento della violenza erano sbarcati in Italia da poche settimane. Il più giovane di loro è stato il primo a confessare. Gli altri sono stati incastrati dalla comparazione tra il loro Dna e quello ricavato dalle tracce biologiche lasciate sull'auto della ragazza e del suo fidanzato, che era stato picchiato e legato nel bagagliaio della macchina.
Fonte: repubblica
Olbia, ragazza denuncia stupro La violenza sarebbe avvenuta dopo una festa
Fonte ansa
Imola: violenza sessuale su 13enne, veterinario patteggia due anni
Anche l'aiuto di una psicologa raccontò tutto di quella relazione che era iniziata a maggio 2007. Subito sono iniziate le indagini della Polizia Postale che hanno analizzato il pc ed il telefonino dell'uomo. Così gli investigatori riuscirono a scoprire che il 41enne sembrava non rendersi conto di quello che stava facendo, tanto che si era anche confidato con alcuni amici.
L'uomo venne arrestato a marzo e rinchiuso in carcere, dal quale ne è uscito a giugno. Il pm era rappresentato da Flavio Lazzerini. Ora il tribunale di sorveglianza dovrà decidere la modalità in cui il veterinario dovrà scontare la pena.
Fonte: romagnaoggi
giovedì 7 gennaio 2010
Autore di uno stupro nel 2004 col fratello, si costituisce I fatti avvennero a Borgone nel novembre 2004
fonte: ansa
mercoledì 6 gennaio 2010
Violentata alla festa di Capodanno 24/enne denuncia, stupro di gruppo in castello del viterbese
fonte: ansa
lunedì 4 gennaio 2010
Perseguita la vicina per 15 anni
di redazione cronaca 30/01/2010
Fonte:nolano
venerdì 1 gennaio 2010
Senzatetto denuncia stupro a Roma La ragazza, 23 anni, e' in osservazione al Policlinico
fonte: ansa
martedì 8 dicembre 2009
Lucca, strangolata in riva al fiume. Fermato l'amico: «L'ho uccisa io»
LUCCA - Una ragazza di 20 anni è stata trovata morta sul greto del fiume Serchio vicino a Gallicano (Lucca) stamani dopo una notte di ricerche: la giovane sarebbe stata strangolata. La ragazza si chiama Vanessa Simonini. I carabinieri hanno arrestato l’uomo, Simone Baroncini, 35 anni di Pisa, amico della giovane, che ha confessato l’omicidio.
L'UOMO HA TELEFONATO AL 112 - Secondo quanto appreso, l’omicidio sarebbe maturato al termine di una discussione tra i due. Il corpo della vittima è stato trovato in una stradina secondaria che scende verso il fiume Serchio. Ci sono volute molte ore per individuare il luogo ma un aiuto ai carabinieri, già allertati dai genitori di Vanessa Simonini per il mancato rientro della figlia a casa, è arrivato da una telefonata al 112 fatta dallo stesso Baroncini, che parlava di un’aggressione ad una ragazza. I carabinieri lo hanno poi rintracciato e interrogato. Dopo un’iniziale reticenza, l’uomo avrebbe confessato l’omicidio.
I DUE ERANO AMICI - Quanto al movente, potrebbe essere una reazione dell’uomo per essere stato respinto dalla ragazza: «Ho perso la testa dopo il rifiuto», ha detto ai carabinieri. I due si conoscevano da molti anni per frequentazioni comuni avute nel paese di Gallicano, in particolare nell’associazionismo sportivo. Negli ultimi tempi, nonostante la differenza di età, era nata un’amicizia più profonda tra i due, tanto che ieri sera Vanessa aveva accettato di andare ad una festa con Baroncini. L’uomo, che abita a Pisa, frequenta in modo assiduo la zona di Lucca per motivi di lavoro: è operaio in un’azienda che produce gabbie per conigli. È incensurato. Vanessa Simonini aveva terminato gli studi superiori ed era in attesa di una prima occupazione.
08 dicembre 2009
Fonte corrierefiorentino
martedì 24 novembre 2009
Abusi su bambine, arrestati 2 orchi
di rc 21/11/2009
Anno I Numero 22
Fonte: acerrano
martedì 20 ottobre 2009
Violentano sedicenne ad Ascoli, la madre sente tutto al telefono
Avrebbero adescato 40 ragazze con Messanger e Facebook. La polizia: chi sa parli
La donna, non vedendo la figlia rientrare, l'aveva chiamata al cellulare
la comunicazione era rimasta aperta mentre i ragazzi abusavano della figlia
ASCOLI PICENO - L'hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali mentre la madre, che l'aveva chiamata al telefonino, ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno, Annalisa Gianfelice, ha disposto l'arresto di Carlo Maria Santini ed Enrico Maria Mazzocchi, due diciottenni ascolani accusati di aver abusato di una sedicenne in un'abitazione nel centro storico.
Un particolare inquietante, è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l'aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione era rimasta aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall'alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.
L'appartamento dove è avvenuto lo stupro è uno di quelli individuati a settembre dagli investigatori della Squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, nell'ambito dell'operazione antidroga "Messenger": lì un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga. In quell'occasione vennero arrestate tredici persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.
Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati stamani, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura "emo", che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. Il ragazzino era stato ripetutamente costretto a rubare, in casa propria, denaro e oggetti preziosi, per potersi rifornire di droga. Oltre a Messenger, il diciottenne avrebbe utilizzato anche il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, molte delle quali maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.
Lo stupro di gruppo risale ad un mese fa circa. Quel pomeriggio la madre ha accompagnato la sedicenne al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato uno stato di intossicazione alcolica acuta e confermato la violenza subita, testimoniata anche da vistose tracce di sangue. La ragazzina è rimasta ricoverata in ospedale per due giorni, e poi ha raccontato agli investigatori l'incubo in cui era precipitata, probabilmente come altre giovanissime vittime prima e dopo di lei.
La sedicenne considerava Santini un suo amico, ed era andata in quell'appartamento (che apparteneva ad un parente di Santini e che il ragazzo continuava a frequentare nonostante il divieto che gli era stato imposto a settembre dalla procura dei minori) senza sospettare nulla. Ad aspettarla però c'era anche Carlo Maria Mazzocchi: i due, così ha riferito, l'hanno fatta bere molto, lei si è sentita male e ha chiesto di sdraiarsi sul letto, e qui sarebbe stata violentata da entrambi, mentre la madre ascoltava tutto.
Ad inchiodare i due ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche e il tentativo di inquinare le prove, minacciando e insultando ripetutamente madre e figlia perchè ritirassero la denuncia. I ragazzi avrebbero progettato anche una fuga all'estero.
Ci sono poi altri indizi, come le conversazioni di Santini su Facebook, in cui l'indagato dava sfogo alla sua passione, quasi un'ossessione, per le ragazzine più piccole. E i passi falsi mossi nella piazza virtuale, che ora lo accusano. Una madre, insospettita dai comportamenti della figlia, si è finta una giovanissima e si è fatta agganciare in chat, per poi vietare alla ragazzina di frequentare quell'amico conosciuto sul web, ritenuto troppo pericoloso.
Anche un'altra madre, dopo i clamori dell'operazione 'Messenger' attuata qualche mese fa, si è frapposta tra la figlia quattordicenne ed il ragazzo. Le ha vietato di frequentarlo, sottraendole il telefonino e rispondendo al posto suo. Ma il ragazzo, sempre secondo le forze dell'ordine, "imperturbabile nonostante la giovane età", l'ha insultata, arrivando persino a minacciarla. Tutti comportamenti a cui Santini sarebbe stato avvezzo. Difatti lui ed il suo amico Enrico Maria Mazzocchi, sono accusati anche di un grave tentativo di inquinamento delle prove, poiché hanno più volte avvicinato sia la giovane vittima che la madre, facendo pressione affinché ritrattassero le accuse.
Se attraverso Messenger Santini reclutava baby consumatori di droga, navigando su Facebook irretiva ragazze e ragazzine, vantandosi poi delle sue "conquiste". La polizia sta facendo accertamenti su una decina di giovanissime che sono entrate in contatto con lui, e non è escluso che emergano altri episodi di violenza. In un'intercettazione telefonica fra gli indagati si parla di un giro di 40 ragazze.
Squadra mobile e Procura di Ascoli hanno lanciato un appello rivolto alle giovani e alle loro famiglie, perché vincano la vergogna e la paura e dicano quello che sanno.
(20 ottobre 2009)
Fonte:repubblica.it
venerdì 9 ottobre 2009
In tv il dramma della Fargo «Il mostro l'avevo in casa»
«Mio marito mi picchiava e io pensavo: se sopravvivo sarò comunque vedova, non è l'uomo che ho sposato»
Palazzolo. Sono passati più di 15 anni, ma in molti la ricorderanno con i grandi occhiali tondi e i ricci neri raccolti, sul palco dell'Ariston: è lì che Irene Fargo, cantante di Palazzolo, comincia la sua carriera. Ma dura poco. Le apparizioni sempre più rare, le date annullate.
Fino a che non la si vede più, Mancanza di ispirazione? No, violenza. E stalking. Nel suo gruppo di lavoro non immaginava si nascondesse l'uomo che l'avrebbe tormentata fino a farle abbandonare la carriera, e la sua identità: il suo ex manager, ed ex marito.
DOPO ANNI IRENE FARGO rompe il silenzio e racconta la sua verità: prima lunedì sera a «Chi l'ha visto», poi ieri, a Pomeriggio Cinque. «Il mostro l'avevo in casa - spiega -, mio marito mi picchiava, fingevo di essere morta»,
La sua testimonianza torna indietro fino al 1997: «Avevo una bimba, la mia carriera andava a gonfie vele, lui era una persona straordinaria. Così credevo. E fino a quando una donna non diventa madre non capisce che per i figli sacrificherebbe anche la vita».
Dopo l'idillio, i litigi e la violenza: «Non potevo credere stesse succedendo a me, tentavo di ricostruire il nostro rapporto pur essendo sottomessa. La prima volta che mi ha picchiata è stata la più terribile: avevo il viso schiacciato dal cuscino, con una mano mi teneva il collo, con l'altra mi prendeva a pugni. Anche se dovessi sopravvivere, pensavo allora, sarò comunque vedova: questo non è l'uomo che ho sposato. Mi ha portato all'isolamento, se mi contattavano per lavoro, rispondeva che ero ricoverata in ospedale per una malattia terminale».
DOPO IL DOLORE, la forza di riprendersi la vita. A far scattare la denuncia, è la violenza sulle bambine. Il suo ex marito è stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di molestie telefoniche, ingiurie, percosse. Da tre anni, rivela a Chi l'ha Visto, è ancora vittima di stalking.
«Nonostante le denunce - racconta - è riuscito a mettersi in contatto con alcuni amici, a manipolarli. Ho ricevuto anche minacce di morte, anonime. E a fare la spesa, vado sempre in posti diversi. Lo stalking è un continuo stillicidio: se la goccia cade dall'alto, ti affievolisci. Fino al punto in cui vuoi sparire».
Fonte: bresciaoggi
mercoledì 7 ottobre 2009
Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia
Stuprata nella toilette, poi derubata di soldi e cellulare Ragazza italiana di 23 anni violentata su un treno in Francia Un uomo è già stato fermato. Le foto trasmesse in Italia per il riconoscimento
PARIGI - Violentata più volte nella toilette di un treno in viaggio fra Marsiglia e Ventimiglia. La vittima è una ragazza italiana, una studentessa di 23 anni, originaria del Trevigiano. La polizia avrebbe già fermato un sospetto.
La giovane, che abita a Riese Pio X (Treviso), è stata aggredita domenica mentre si trovava sul treno, fra la città nel sud della Francia e il confine con l'Italia. E' stata violentata nelle toilette da un uomo che si è poi dato alla fuga dopo averle rubato il telefono cellulare e del denaro.
La ragazza, come spiegano fonti giudiziarie, è riuscita ad avvertire un controllore che però non ha fatto in tempo a bloccare l'aggressore prima che scendesse in una stazione sul percorso. Sarebbe poi stato rintracciato grazie a una borsa che aveva perso durante la fuga e che i gendarmi francesi hanno ritrovato.
L'uomo è stato posto in stato di fermo su disposizione della procura di Draguignan, in attesa delle indagini in corso. Alcune foto del sospetto sono state trasmesse alla polizia italiana affinché siano mostrate alla ragazza per l'eventuale riconoscimento. Le stesse immagini sono state sottoposte al personale in servizio domenica sul treno Marsiglia-Ventimiglia.
(5 ottobre 2009)
repubblica.it