ACERRA - MADRE INDIGENTE RICOVERA NEONATO PER FARLO NUTRIRE APPELLO DA MOVIMENTO PER LA VITA,L'AVEVA CONVINTA A NON ABORTIRE (ANSA) - ACERRA (NAPOLI), 31 AGO - Una madre indigente, disperata, fa ricoverare il figlio di appena un mese per garantirgli il latte. E' accaduto ad Acerra, nel napoletano, dove una giovane di 21 anni, nei giorni scorsi ha portato il proprio figlioletto in ospedale, per farlo nutrire. A raccontare il caso i volontari del Movimento per la vita della diocesi locale, che nei mesi scorsi, avevano convinto la ragazza a non abortire. Oggi, quegli stessi volontari lanciano un appello ai cittadini a donare latte in polvere, per poter sfamare il bambino. ''La situazione di questa ragazza e' disastrosa - spiega un' operatrice del Movimento - e' sposata con un ex tossicodipendente che non trova un lavoro stabile, e dal quale ha gia' avuto due bambini, di 2 e 3 anni. Durante la gravidanza ha digiunato piu' volte per poter acquistare il cibo ai suoi figli''. ''Il nostro centro - continua - le aveva procurato del latte, che pero' e' bastato solo per poche settimane. Ieri ci ha telefonato e ci ha raccontato cosa era successo: il denaro scarseggia, e nonostante l'aiuto nostro e della Caritas, non riescono ad andare avanti, tanto che nei giorni scorsi i due hanno ricoverato il bambino, mal nutrito, pur di garantirgli un po' di latte''. L'appello ai cittadini e' di donare il latte in polvere per neonati: ''Chi vuole puo' portarlo direttamente al nostro centro, che si trova al palazzo vescovile in piazza Duomo, dalle 17 alle 19. Ma sono graditi anche altri alimenti per bambini, perche' quella della giovane ventunenne, non e' l'unica storia triste che si consuma nel nostro paese''. (ANSA). Y2W-PGL 31-AGO-09 17:49 NNN
di rc 01/09/2009
Fonte:acerrano
giovedì 24 settembre 2009
lunedì 7 settembre 2009
Napoli, violenza su una sedicenne in manette 7 minori e un 19enne
In otto hanno provato a violentarla mentre la riprendevano con i telefonini
La ragazza si è riuscita a liberare e ha attirato l'attenzione di una pattuglia
Napoli, violenza su una sedicenne
in manette 7 minori e un 19enne
Per la vittima 10 giorni di prognosi, fermati tutti gli aggressori
NAPOLI - L'hanno circondata, spogliata, palpeggiata. In otto contro una, ma lei è riuscita a divincolarsi e scappare via. E' successo a Scampia, quartiere periferico di Napoli. E sette degli otto aggressori sono minorenni, come minorenne è anche la vittima, una ragazza di sedici anni. L'unico maggiorenne, un ragazzo di diciannove anni, è proprio quello che ha condotto la giovane sul luogo dell'agguato.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il diciannovenne aveva dato appuntamento alla ragazza per una passeggiata. Ma dopo averla fatta salire in macchina l'ha portata in luogo isolato, dove con minacce e violenza l'ha costretta a compiere atti sessuali. A quel punto è intervenuto anche il branco, che ha provato a bloccare la sedicenne, spogliandola e palpandola, mentre la riprendevano con il telefonino e la minacciavano di mettere i filmati in rete.
La ragazza, però, è riuscita a sottrarsi ai suoi aggressori, ed è fuggita inseguita dagli otto giovani. Le sue urla hanno fortunatamente richiamato l'attenzione di una pattuglia del nucleo radiomobile di Napoli. I Carabinieri, nonostante il branco abbia provato a scappare, hanno bloccato tutto il gruppo, che si era infilato in una strada chiusa.
La sedicenne è stata accompagnata all'ospedale, dove i medici del San Giovanni Bosco di Napoli le hanno prestato le prime cure per per traumi al torace, al bacino e alla testa giudicati guaribili in dieci giorni. Per i sette minorenni si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei, mentre il diciannovenne è stato condotto nel carcere napoletano di Poggio Reale.
(2 settembre 2009)
Fonte:repubblica.it
La ragazza si è riuscita a liberare e ha attirato l'attenzione di una pattuglia
Napoli, violenza su una sedicenne
in manette 7 minori e un 19enne
Per la vittima 10 giorni di prognosi, fermati tutti gli aggressori
NAPOLI - L'hanno circondata, spogliata, palpeggiata. In otto contro una, ma lei è riuscita a divincolarsi e scappare via. E' successo a Scampia, quartiere periferico di Napoli. E sette degli otto aggressori sono minorenni, come minorenne è anche la vittima, una ragazza di sedici anni. L'unico maggiorenne, un ragazzo di diciannove anni, è proprio quello che ha condotto la giovane sul luogo dell'agguato.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il diciannovenne aveva dato appuntamento alla ragazza per una passeggiata. Ma dopo averla fatta salire in macchina l'ha portata in luogo isolato, dove con minacce e violenza l'ha costretta a compiere atti sessuali. A quel punto è intervenuto anche il branco, che ha provato a bloccare la sedicenne, spogliandola e palpandola, mentre la riprendevano con il telefonino e la minacciavano di mettere i filmati in rete.
La ragazza, però, è riuscita a sottrarsi ai suoi aggressori, ed è fuggita inseguita dagli otto giovani. Le sue urla hanno fortunatamente richiamato l'attenzione di una pattuglia del nucleo radiomobile di Napoli. I Carabinieri, nonostante il branco abbia provato a scappare, hanno bloccato tutto il gruppo, che si era infilato in una strada chiusa.
La sedicenne è stata accompagnata all'ospedale, dove i medici del San Giovanni Bosco di Napoli le hanno prestato le prime cure per per traumi al torace, al bacino e alla testa giudicati guaribili in dieci giorni. Per i sette minorenni si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza di viale Colli Aminei, mentre il diciannovenne è stato condotto nel carcere napoletano di Poggio Reale.
(2 settembre 2009)
Fonte:repubblica.it
venerdì 4 settembre 2009
Aggredisce e stupra donna, arrestato
NAPOLI - Un pizzaiolo 26enne è stato arrestato dai carabinieri a Napoli per aver prima aggredito e poi violentato una donna. L'uomo è stato sorpreso mentre abusava della 49enne in via Arno, nel quartiere Soccavo, sulle scalinate dei giardinetti vicini la chiesa 'Madonna di Fatima'. Le indagini hanno accertato che la vittima, una donna russa domiciliata nel quartiere Pianura, dopo aver pranzato in un ristorante di via Giustiniano, dove lavora l'uomo, è stata seguita dal pizzaiolo fino al luogo della violenza. Il 26enne prima si è scagliato contro di lei colpendola con pugni al volto e al corpo e poi, tramortita dalle percosse, è stata immobilizzata dall'aggressore che l'ha spinta contro una ringhiera costringendola a subire lo stupro. La donna è stata accompagnata presso l'ospedale San Paolo dov'è stata medicata per contusioni multiple in tutto il corpo con ecchimosi alle braccia, alle gambe, al volto e al ventre, nonché per lesioni alle parte intime guaribili in cinque giorni. Nel corso della perquisizione del 26enne i militari dell'Arma hanno anche rinvenuto, nella tasca dei pantaloni, un indumento intimo della vittima che è stato sottoposto a sequestro. L'uomo è stato rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.
di redazione 01/09/2009
Fonte:nolano
di redazione 01/09/2009
Fonte:nolano
domenica 30 agosto 2009
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
Le indagini sono state avviate dopo la denuncia della madre di una delle ragazzine
La donna avrebbe letto sul pc della figlia conversazioni via chat a sfondo sessuale
Il docente avrebbe frequentato le due giovanissime via internet ed incontrandole personalmente
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
TRIESTE - Un insegnante di 37 anni, Mauro Piccinini, è stato arrestato a Trieste, accusato di violenza sessuale nei confronti di due sue ex allieve di 13 e 14 anni. L'uomo avrebbe continuato a frequentare le due ragazzine fuori della scuola, sia chattando sia incontrandole di persona.
Le indagini sull'uomo, supplente durante lo scorso anno scolastico in alcune medie di Trieste, sono state guidate dalla pm Cristina Bacer. Il gip Raffaele Morvay ha firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere e oggi interrogherà Piccinini alla presenza del suo legale, Massimiliano Marchetti. Il difensore del professore sostiene che il rapporto tra il suo assistito e le sue scolare fosse una semplice amicizia, che è stata equivocata.
Le indagini della polizia postale sono scattate dopo che, nelle scorsa primavera, la madre di una delle due giovani ha letto sul computer della figlia le conversazioni a sfondo sessuale via chat tra la ragazzina e il proprio insegnante. Gli investigatori, attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti sul computer del professore, hanno poi scoperto i contatti con la seconda allieva.
(28 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
La donna avrebbe letto sul pc della figlia conversazioni via chat a sfondo sessuale
Il docente avrebbe frequentato le due giovanissime via internet ed incontrandole personalmente
Molestie sessuali su due alunne Insegnante in carcere a Trieste
TRIESTE - Un insegnante di 37 anni, Mauro Piccinini, è stato arrestato a Trieste, accusato di violenza sessuale nei confronti di due sue ex allieve di 13 e 14 anni. L'uomo avrebbe continuato a frequentare le due ragazzine fuori della scuola, sia chattando sia incontrandole di persona.
Le indagini sull'uomo, supplente durante lo scorso anno scolastico in alcune medie di Trieste, sono state guidate dalla pm Cristina Bacer. Il gip Raffaele Morvay ha firmato l'ordine di custodia cautelare in carcere e oggi interrogherà Piccinini alla presenza del suo legale, Massimiliano Marchetti. Il difensore del professore sostiene che il rapporto tra il suo assistito e le sue scolare fosse una semplice amicizia, che è stata equivocata.
Le indagini della polizia postale sono scattate dopo che, nelle scorsa primavera, la madre di una delle due giovani ha letto sul computer della figlia le conversazioni a sfondo sessuale via chat tra la ragazzina e il proprio insegnante. Gli investigatori, attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti sul computer del professore, hanno poi scoperto i contatti con la seconda allieva.
(28 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
martedì 25 agosto 2009
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
Il fatto è avvenuto nella notte ad Arcinazzo Romano
I due si erano incontrati a una manifestazione enogastronomica
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
ROMA - Una studentessa di 16 anni ha raccontato di essere stata violentata ieri sera ad Arcinazzo Romano, un paese di montagna in provincia di Roma. Poco dopo i carabinieri di Subiaco hanno arrestato un romeno di 18 anni.
La studentessa avrebbe conosciuto il ragazzo ieri sera durante la "Magnalonga", un percorso enogastronomico con vari punti di degustazione che per alcuni giorni fa della cittadina laziale una sorta di ristorante a cielo aperto. C'è un'area della rassegna in cui i più giovani si ritrovano a parlare e a ballare ed è li che è avvenuto l'"approccio", seguito poco più tardi dalla violenza in un luogo appartato, poco distante.
I carabinieri, oltre alla deposizione della vittima, hanno raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi arrivando nel giro di poche ore all'identificazione e all'arresto del romeno, O.G.C., i cui genitori vivono in un'altra provincia del Lazio. Ai militari il giovane ha raccontato di essersi spostato nella zona per lavorare come guardiano notturno, ma la sua versione non avrebbe trovato riscontri. Il giovane si trova ora nel carcere di Rebibbia. La studentessa è stata medicata e poi dimessa dall'ospedale di Subiaco.
"Sono sconvolto - ha detto il sindaco Sandro Biferi - sono stato fino all'una di notte alla festa e non ho saputo nulla. Oggi mi è stato comunicato tutto dai carabinieri. Siamo indignati, anche se la ragazza non è di Arcinazzo ma di un paese vicino. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono addolorato perché tutti siamo genitori e fatti di questa gravità sono davvero inaccettabili. Sono 14 anni che organizziamo questo appuntamento - conclude - e non è mai accaduto nulla. Siamo sconcertati e un plauso va ai carabinieri che in poco tempo hanno individuato il presunto responsabile".
(21 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
I due si erano incontrati a una manifestazione enogastronomica
Sedicenne violentata a una festa Arrestato un ragazzo romeno
ROMA - Una studentessa di 16 anni ha raccontato di essere stata violentata ieri sera ad Arcinazzo Romano, un paese di montagna in provincia di Roma. Poco dopo i carabinieri di Subiaco hanno arrestato un romeno di 18 anni.
La studentessa avrebbe conosciuto il ragazzo ieri sera durante la "Magnalonga", un percorso enogastronomico con vari punti di degustazione che per alcuni giorni fa della cittadina laziale una sorta di ristorante a cielo aperto. C'è un'area della rassegna in cui i più giovani si ritrovano a parlare e a ballare ed è li che è avvenuto l'"approccio", seguito poco più tardi dalla violenza in un luogo appartato, poco distante.
I carabinieri, oltre alla deposizione della vittima, hanno raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi arrivando nel giro di poche ore all'identificazione e all'arresto del romeno, O.G.C., i cui genitori vivono in un'altra provincia del Lazio. Ai militari il giovane ha raccontato di essersi spostato nella zona per lavorare come guardiano notturno, ma la sua versione non avrebbe trovato riscontri. Il giovane si trova ora nel carcere di Rebibbia. La studentessa è stata medicata e poi dimessa dall'ospedale di Subiaco.
"Sono sconvolto - ha detto il sindaco Sandro Biferi - sono stato fino all'una di notte alla festa e non ho saputo nulla. Oggi mi è stato comunicato tutto dai carabinieri. Siamo indignati, anche se la ragazza non è di Arcinazzo ma di un paese vicino. Non avrei mai immaginato una cosa del genere. Sono addolorato perché tutti siamo genitori e fatti di questa gravità sono davvero inaccettabili. Sono 14 anni che organizziamo questo appuntamento - conclude - e non è mai accaduto nulla. Siamo sconcertati e un plauso va ai carabinieri che in poco tempo hanno individuato il presunto responsabile".
(21 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
giovedì 20 agosto 2009
Il falò in spiaggia, poi la violenza il branco la stupra durante la festa
A Tor San Lorenzo, sul litorale romano, notte drammatica per una 17enne
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale
ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.
Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.
I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.
Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.
L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.
Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.
(15 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
la ragazza ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia
Identificati i tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro della capitale
ROMA - Il falò in spiaggia per festeggiare il Ferragosto si è trasformato in un incubo per una ragazza romana di 17 anni ospite di un'amica a Tor San Lorenzo, frazione di Ardea, sul litorale a sud di Roma. La giovane ha denunciato alla polizia di essere stata violentata da tre ragazzi appena maggiorenni, anche loro originari della capitale, conosciuti alla festa.
Subito dopo l'aggressione, verso le 4.45, la diciassettenne, in preda al panico, ha telefonato al padre che l'ha accompagnata alla polizia per la denuncia. I particolari raccontati durante un colloquio molto sofferto e in modalità protetta hanno portato all'identificazione dei ragazzi.
I tre, incensurati, sono in attesa di essere ascoltati dall'autorità giudiziaria. Sulla ragazza sono stati effettuati i controlli previsti dal protocollo ma si attende ancora il risultato delle analisi, per accertare la violenza.
Con ogni probabilità i giovani erano su di giri anche a causa dell'alcol assunto durante la festa sulla spiaggia del residence Tirrenella. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato di Anzio. Competente, per le indagini, è la procura di Velletri.
L'episodio ricorda, anche se con aspetti diversi, un altro caso di violenza sessuale avvenuto quest'anno a Roma in occasione di un giorno di festa. Era Capodanno quando ad un veglione alla nuova Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, venne stuprata da un ragazzo di 22 anni appena conosciuto.
Davide Franceschini, questo il nome del ragazzo, confessò di essere il responsabile della violenza: "Ma ero sotto l'effetto degli stupefacenti", disse. Al termine del rito abbreviato è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, il giudice ha fissato in 10 mila euro la provvisionale da versare alla ragazza e in 3 mila al comune di Roma costituito parte civile nel procedimento.
(15 agosto 2009)
Fonte: repubblica.it
mercoledì 29 luglio 2009
"Amore molesto", 2 arresti
NOLA - Stalking, due arresti da parte dei carabinieri. In manette a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, è finito Vincenzo De Lucia, 57enne di Nola che vive nella città calabrese. Le manette sono scattate dopo che, per l’ennesima volta, l’uomo si è recato nei pressi della casa di una giovane rumena, una 24enne di cui si è invaghita, e che da tempo infastidiva e molestava, tanto da averla indotta a presentare denuncia. Dopo l’ennesimo tentativo di avvicinamento, la ragazza ha avvertito i carabinieri che lo hanno arrestato per stalking. Un caso simile a Brusciano, dove i carabinieri di Castello di Cisterna hanno arrestato per atti persecutori aggravati un 38enne. I militari hanno sorpreso l’uomo all’esterno della abitazione di una 33enne, anch’ella di Brusciano. Lui fuori alla porta che inveiva con minacce anche di morte ed insulti e lei, terrorizzata, barricata in casa. I carabinieri lo hanno quindi arrestato, ed attualmente si trova ai domiciliari.
di redazione cronaca 28/07/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 28/07/2009
Fonte:nolano
domenica 21 giugno 2009
Minaccia ex moglie, arrestato 28enne
CICCIANO - Nuovo arresto per stalking nel Nolano. In manette un 28enne di Cicciano. Solo ieri agli arresti era finito un 37enne di San Gennaro Vesuviano che da tempo perseguitava una 19enne di Piazzolla, la quale alla fina si è convinta, dopo mesi di vessazioni e minacce, a denunciarlo. Stavolta si tratta di un uomo responsabile di atti persecutori nei confronti della sua ex moglie 26enne. L’uomo, che non si rassegnava alla fine del loro matrimonio, si è recato nell’appartamento della 26enne e l’avrebbe minacciata e aggredita. La donna soffriva, a causa di questa situazione, di un grave stato di ansia. L’arrestato è finito a Poggioreale.
di redazione cronaca 20/06/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 20/06/2009
Fonte:nolano
sabato 20 giugno 2009
Perseguita 19enne, arrestato
NOLA - Era follemente innamorato di lei, ma lei non lo voleva. Non è la trama di un romanzo rosa ma l’ennesimo caso di stalking. Il terzo nel Nolano. La vittima stavolta è una ragazza di 19 anni, che nella vita è impiegata. L’arrestato un 37enne di San Gennaro Vesuviano pazzo d’amore (di un concetto personalissimo di amore) che non ha esitato a trasformare l’oggetto dei suoi desideri in vittima della sua ossessione. Una ossessione durata mesi, fino a stamattina. Quando la ragazza finalmente si è decisa, grazie anche alla mediazione dei carabinieri di Nola, a denunciare chi le stava rendendo la vita un inferno. L’arresto del 37enne, dipendente di una macelleria di San Gennaro Vesuviano, è avvenuto dopo l’ultimo episodio di minacce. Lui l’ha vista passare, è uscito dal negozio, l’ha afferrata e bloccata chiedendole perché non lo volesse. L’ha minacciata ancora una volta. Una pattuglia del Radiomobile di Nola è accorsa su segnalazione della donna; i militari già conoscevano quella storia di amore respinto diventata violenta ossessione, ed avevano cercato di convincere la 19enne a denunciare. Lei aveva sempre cercato di risolvere la questione bonariamente. Eppure quella continua assillante presenza dell’innamorato non corrisposto aveva trasformato la sua vita in una quotidiana lotta contro stati di ansia così forti da indurla al vomito ed alla paura di tutto. Alla fine si è decisa a denunciare, ed i carabinieri hanno arrestato l’uomo per stalking, trasferendolo a Poggioreale. La 19enne è tornata alla vita tranquilla di una adolescente spensierata. La sua storia è quella purtroppo di tante altre ragazze, vittime di un amore che troppo spesso, per gli uomini, è sinonimo di mero possesso e prevaricazione. Con questa nuova legge, la sensibilità delle forze dell’ordine, ed il coraggio delle donne, ci si può liberare.
di bibi 19/06/2009
Fonte: nolano
di bibi 19/06/2009
Fonte: nolano
Stalking, 22 casi in 6 mesi
NOLA - Stamani è stato firmato dal Questore di Napoli il 22° provvedimento di ammonimento preventivo previsto dal articolo 612 bis del codice penale per il reato di stalking, ovvero atti persecutori. Infatti la persona che si ritiene essere oggetto di molestie può esporre i fatti al Questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell'autore delle molestie. Il Questore ammonisce il persecutore a non avere più una condotta ossessiva e vessatoria nei confronti della vittima. Fin’ora, il provvedimento a carattere preventivo, ha dato ottimi risultati, infatti solo in un caso sui 22 un “persecutore” ha continuato nel suo atteggiamento, venendo così denunciato all’A.G. Diversi casi di stalking si sono verificati nel Nolano, nella stessa Nola ed a Casalnuovo. A Nola è stato un 34enne a finire in manette per avere minacciato, perseguitato ed aggredito per mesi una 27enne di Cimitile, dalla quale pretendeva rapporti sessuali (l’uomo è stato fermato dai carabinieri 3 volte, l’ultima proprio con l’accusa di violenza sessuale). L’ultimo caso in ordine di tempo è l’arresto di Michele Giordano, 33enne napoletano e residente a Pompei, fermato per i reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale nonché minacce aggravate, violenza psicologica, percosse, lesioni, ingiurie e diffamazione. I poliziotti del commissariato di Castellammare di Stabia sono intervenuti in via Tommaso Milante dove una donna aveva chiamato la polizia in quanto l’uomo, già querelato dalla stessa poichè da tempo la minacciava, aggrediva, ingiuriava, diffamava e aveva nei suoi confronti atti persecutori sia di persona che per telefono, era all’esterno della sua abitazione pretendendo di entrare, tentando di sfondare la porta. All’arrivo dei poliziotti l’uomo, ha approfittando dell’apertura della porta per introdursi in casa e si è scagliato prima contro la donna e poi contro i poliziotti che con non poca difficoltà e dopo una breve colluttazione sono riusciti a bloccarlo ed ad arrestarlo. L’uomo sarà giudicato per direttissima domani mattina.
di redazione cronaca 16/06/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 16/06/2009
Fonte:nolano
giovedì 14 maggio 2009
Molesta 27enne, di nuovo in carcere
NOLA - E’ tornato in carcere a Poggioreale Salvatore Gaetano, il 35enne di Nola che giovedì scorso fu arrestato con le accuse di stalking e violenza sessuale. L’uomo, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, sulla base della denuncia della vittima delle minacce e delle persecuzioni dell’uomo, una 27enne di Cimitile, è finito di nuovo in manette per avere avvicinato e nuovamente minacciato la donna. Sabato scorso il Gip presso il Tribunale di Nola, Polizzi, aveva convalidato l’arresto e disposto la misura del divieto di avvicinamento all’abitazione della ragazza che lo ha denunciato. Ciononostante, il 35enne, anche attraverso amicizie comuni e familiari, è riuscito ad incontrare la donna. Una volta avvicinatala, l’avrebbe affrontata e minacciata. “Te la farò pagare per quello che hai fatto”, le avrebbe detto inveendole contro. La giovane, che da dicembre aveva subito le vessazioni dell’uomo (sposato e con figli, e che l’aveva ospitata in casa per un breve periodo in passato), è tornata dai carabinieri della stazione di Cimitile, guidata dal maresciallo Franco Di Gioia. Credeva di essersi liberata da quell’inferno, invece le si è ripresentato davanti per strada. Lo ha nuovamente denunciato. Stavolta il giudice per le indagini preliminare ha disposto la carcerazione. Salvatore Gaetano è ora a Poggioreale.
di bibi 13/05/2009
Fonte: nolano
di bibi 13/05/2009
Fonte: nolano
sabato 9 maggio 2009
Stalking, arrestato un 34enne
NOLA - Salvatore Gaetano, 34enne di Nola, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta del capitano Gianluca Piasentin. Accuse pesantissime nei suoi confronti: violenza sessuale e stalking. L’uomo è finito in manette dopo avere trasformato in un inferno la vita di una 27enne di Cimitile, che da mesi subiva le sue minacce, aggressioni, i tentativi di avere rapporti, le molestie. Tutto è iniziato qualche mese fa, quando la ragazza, e sua sorella minore, per motivi personali hanno abbandonato la casa materna ed hanno trovato ospitalità proprio in casa di Salvatore Gaetano. All’inizio, ha raccontato la 27enne ai carabinieri, lui, sposato, avrebbe rivolto le proprie attenzioni alla sorella. In seguito avrebbe maturato una vera e propria ossessione per lei. Da dicembre, ha detto la ragazza ai carabinieri della stazione di Cimitile, lui la avvicinava, cercava di avere rapporti sessuali con lei. La vittima rifiutava ogni contatto, ma lui la palpeggiava e toccava, molestandola pesantemente. Una situazione insostenibile, cui si univano le minacce del 34enne, le ingiurie. Quando la sua condizione in quella casa è diventata insopportabile, la ragazza e la sorella sono tornate dalla madre a Cimitile, pensando di potere ritrovare qui la serenità perduta. Al contrario Gaetano ha continuato a tartassarla. La pedinava, quando la incontrava per strada le chiedeva minaccioso di tornare. Sarebbe arrivato a minacciarla con un coltello da cucina, e ad aggredirla. L’ultimo episodio ieri mattina. Lei è casa, lui raggiunge Cimitile e comincia a dare calci e pugni alla porta di casa. Urla ed inveisce, la minaccia. La donna chiama i carabinieri, e solo in questo modo riesce a farlo andare via. Con l’arrivo dei militari, riesce ad aprirsi ed a raccontare il proprio inferno. Mesi di tormenti e paura, che l’avevano ridotta in uno stato pietoso. Ansia, depressione ed una paura costante di trovarselo davanti. Sulla base della sua denuncia, i carabinieri di Nola hanno effettuato una perquisizione di Salvatore Gaetano, trovando anche il coltello, poi riconosciuto dalla ragazza. Arrestato, è stato trasferito a Poggioreale.
di redazione cronaca 08/05/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 08/05/2009
Fonte:nolano
sabato 2 maggio 2009
Comunicato dell'UDI di Napoli
Alcune cittadine ci hanno esposto di non aver potuto prenotare i loro interventi in day surgery presso il II Policlinico del Centro Storico di Napoli, principalmente le interruzioni di gravidanza. Il blocco totale del reparto è stato deciso e comunicato dal direttore dott. Marcello Ciervo, in seguito ad un’ispezione dei NAS che ha messo in evidenza alcune inottemperanze.
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
Noi dell’UDI abbiamo denunciato la gravità di tale provvedimento ed invitato le autorità competenti a provvedere agli adeguamenti necessari tempestivamente, al fine di riprendere la normale attività. In assenza di chiari e rassicuranti segnali di una volontà di ripristino nel senso dell’interesse e del diritto delle cittadine, non potremo che dar seguito alla nostra denuncia nelle sedi legali.
Quanto avviene periodicamente, e sempre più spesso nel nostro paese, nei reparti di IVG è in stretta relazione alle reticenze politiche nei luoghi decisionali, che relegano sempre di più la salute e l’autodeterminazione procreativa delle donne ai margini del sistema sanitario.
Le inottemperanze da parte dei responsabili politici e sanitari, riscontrate dai NAS, si sono dipanate nel non aver provveduto ad allocare alternativamente i servizi in questione, in attesa dei dovuti adeguamenti alla struttura.
La Regione Campania non dispone di un centro unico di prenotazione degli interventi di IVG, servizio che invece più volte l’UDI ed altre associazioni hanno chiesto in modo visibile e chiaro, per superare il disagio dell’incertezza delle utenti di fronte all’indisponibilità di una struttura, indirizzandole a quella disponibile.
La regione Campania non rende disponibile l’RU486, l’interruzione di gravidanza farmacologica, privando le utenti di un’alternativa meno invasiva di quella chirurgica e meno gravosa dal punto di vista delle degenze.
Simili circostanze, in concorso con un clima politico di occultamento della dimensione femminile dei diritti e dei bisogni, stanno segnando nel nostro paese il ritorno alla cultura della clandestinità, e del lucro conseguente, su uno degli eventi dolorosi della vita delle donne.
In questo tempo elettorale la politica dispensa rassicurazioni, sulle cui prospettive l’esperienza ci illumina. Ancora di più ci illumina che, nel potere, la metà dell’elettorato che ha problemi come quello di cui parliamo, sia rappresentata dai sogni maschili.
Fonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4019
venerdì 24 aprile 2009
Stalking, un arresto nel Nolano
BRUSCIANO - Stalking, secondo arresto nel Nolano. Dopo l’arresto operato dai carabinieri a Casalnuovo nelle scorse settimane, stavolta sono i militari della stazione di Brusciano e del radiomobile di Castello di Cisterna ad avere arrestato con l’accuso di “atti persecutori aggravati” un 32enne di Brusciano. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre cercava di dare fuoco alla propria abitazione e minacciava la moglie, una 40enne. Aveva già cosparso di alcool il pavimento quando sono sopraggiunti i carabinieri che lo hanno bloccato. Non si è trattato di un gesto isolato. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, minacce e molestie nei confronti della compagna si protraevano da tempo. Da due mesi la donna subiva minacce, ingiurie e violenze di ogni tipo. La sua vita, ha raccontato ai carabinieri del capitano Orazio Ianniello, si era trasformata in un inferno. Aveva anche presentato diverse denunce, ma queste invece di scoraggiare l’arrestato, si era accanito contro di lei. Le molestie erano divenute più insistenti, trasformandosi in stalking. La 40enne viveva reclusa in casa, aveva modificato le proprie abitudini di vita e relazionali. Per questo sono scattate le manette per atti persecutori aggravati. E’ stato trasferito a Poggioreale.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
lunedì 20 aprile 2009
Stalking "familiare", un arresto
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI - Stalking “familiare”. La Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, mette in luce una storia di quotidiane vessazioni e soprattutto ne segna l’epilogo. Che è poi uno dei primi casi di applicazione della nuova e rigida legge Carfagna sulle molestie. Stavolta vittima dello stalking è un’intera famiglia irpina. Madre anziana, fratelli, cui l’uomo arrestato faceva vivere un vero e proprio inferno quotidiano per procurarsi la droga. Minacce verbali, molestie telefoniche, continue aggressioni, estorsioni. Alla fine la famiglia ha denunciato l’uomo e, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Rotondi della Procura diretta da Antonio Guerriero, il giovane tossicodipendente è stato arrestato dai carabinieri di Mirabella Eclano.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
martedì 14 aprile 2009
Stalking, arrestato l'ex
CASALNUOVO - Per due anni ha terrorizzato una donna perseguitandola e minacciandola di morte, dopo che la loro relazione era finita. L'incubo per una 43enne di Casalnuovo di Napoli e' finito la scorsa notte, quando il suo ex, un pregiudicato di 45 anni, e' stato arrestato in flagranza di reato. I carabinieri sono intervenuti dopo una telefonata della donna, che chiedeva il loro aiuto. L'uomo e' stato sorpreso mentre minacciava di morte la donna che, terrorizzata, si era barricata in casa.
Fonte:nolano
Fonte:nolano
martedì 24 marzo 2009
Stalking, prima volta in Irpinia
MONTEFORTE IRPINO - Stalking, prima “ammonizione” in Irpinia. Il provvedimento del questore del capoluogo irpino, in ottemperanza alla nuova legge contro le molestie, riguarda un 45enne di Monteforte di cui sono state rese dote solo le iniziali, C.A.. L’uomo avrebbe perseguitato ed ingiuriato la propria ex moglie (con la quale è in corso la causa di separazione), causandole ansia e paura. Per la donna era diventato impossibile continuare a condurre una vita serena e tranquilla. Continue intrusioni nella vita privata della ex consorte, che hanno costretto la donna ad attivare la recentissima procedura prevista dal decreto legge n.11/2009 chiedendo al questore di emettere l’ammonimento. Attraverso quest’ultimo il molestatore viene ammonito, per il futuro, ad astenersi dal porre in essere atteggiamenti e comportamenti invasivi della sfera personale della donna. Nel caso l’ammonito perseveri in tali atteggiamenti la legge prevede un aggravamento della sanzione penale che porta la punibilità dai quattro ai sei anni.
di Bianca Bianco 20/03/2009
Fonte:nolano
di Bianca Bianco 20/03/2009
Fonte:nolano
mercoledì 4 marzo 2009
Stupro di gruppo su 14enne, presi
MASSA DI SOMMA - Avrebbero violentato, in gruppo, una ragazzina di 14 anni. Tre uomini sono stati arrestati dai carabinieri a Massa di Somma. Il fatto sarebbe avvenuto fra il mese di ottobre e di novembre del 2007 e le indagini hanno preso il via grazie alla denuncia presentata dalla vittima. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Nola, uno degli indagati accompagnava la minorenne con la propria moto in una localita' distante dal centro abitato, dove sarebbero state consumate le violenze. Scene riprese anche da un telefono cellulare per minacciare la vittima: se avesse parlato quelle immagini sarebbero finite sulla rete internet. Oltre agli arrestati, alle violenze avrebbero preso parte anche altre persone. In un'occasione la ragazza sarebbe stata anche minacciata con una pistola. Il gip del tribunale di Nola ha disposto l'arresto in carcere per Mauro Cirullo e gli arresti domiciliari per Salvatore Mariniello e Aniello Iengo.
di redazione 28/02/2009
Fonte:nolano
di redazione 28/02/2009
Fonte:nolano
martedì 3 marzo 2009
Stupro uomo, traditi da tatuaggio
NOLA - Rapinano un 30enne e lo costringono ad un rapporto sessuale. Lo riprendono con il telefonino e poi lo ricattano. Una storia di estremo squallore, conclusasi con l’arresto di due persone: Felice Piatti, 19enne nolano, e Carmine Sicondolfi, 35enne di Casamarciano. Arrestati ieri pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Nola, diretta dal capitano Gianluca Piasentin, con le accuse di rapina aggravata, tentata estorsione, violenza sessuale, porto abusivo di arma da fuoco. Il felice epilogo di questa brutale vicenda è stato possibile grazie all’abilità investigativa dei militari dell’Arma nolana, supportata dalle moderne tecnologie fornite dal web lase. Proprio grazie a questo data base informatico delle forze dell’ordine, ed al dettaglio di un tatuaggio ricordato dalla vittima della violenza sessuale, è stato possibile risalire prima a Piatti, poi al complice Sicondolfi. L’operazione è iniziata dopo la chiamata di un 30enne di Saviano al 112. Sotto choc, ha raccontato di essere stato aggredito, all’una di notte del 27 marzo, in piazza D’Armi a Nola, mentre era nella propria vettura. Due uomini, entrambi a volto coperto (solo in seguito Piatti si sarebbe tolta la sciarpa che gli copriva il viso), si sono avvicinati alla vettura e, armati di pistola, lo hanno costretto a subire un rapporto sessuale, riprendendo la scena con il cellulare di uno dei due. Poi lo hanno derubato dell’orologio, di 50 euro, del cellulare. Infine la minaccia: “Se domani non ci porti mille euro, queste immagini le facciamo vedere a tutti”. La richiesta “sigillata” da un colpo esploso in aria. Il 30enne, dopo avere raccontato in ogni particolare i fatti ai carabinier, , ha sporto denuncia. Fondamentale è stato però un suo vivido ricordo. Oltre alla fisionomia di uno dei due rapinatori, ha ricordato un tatuaggio che questi aveva su una mano. Particolari importanti, perché immessi nel web lase, hanno consentito ai militari di risalire a Felice Piatti. Da qui, i carabinieri risalgono anche a Carmine Sicondolfi. Scattate le ricerche, Piatti e Sicondolfi sono stati rintracciati poco dopo, erano ancora insieme. In tasca avevano il cellulare della vittima e quello con cui avevano ripreso la scena del rapporto sessuale coatto. Nella memoria del telefonino i tecnici informatici dell’Arma hanno rintracciato il filmato della violenza ripreso la notte prima. Indizi schiaccianti, che concludono il caso della violenza di piazza D’Armi, ma consentono ai carabinieri di ricollegare i due anche ad un altro episodio. Il particolare del colpo sparato in aria a scopo intimidatorio i militari non se l’erano scordato, era emerso dai racconti di due uomini, vittime di una rapina il 17 marzo. I due denunciarono di essere stati rapinati da una coppia di malviventi alle 11 di sera a via Trivio.Le vittime, un 35enne di Cimitile ed un 18enne di Comiziano, erano insieme in auto quando i banditi li rapinarono degli orologi, dei cellulari, di un lettore dvx e di 300 euro. Poi si erano allontanati sparando un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Un tratto distintivo, un messaggio, che ha permesso ai militari di mettere in collegamento le due vicende e far scattare nuove accuse di rapina e porto d’arma abusivo a carico di Piatti e Sicondolfi. A conferma dell’intera mole di indizi raccolti, la perquisizione domiciliare a casa dei due, che ha “restituito” il bottino sottratto alle vittime.
di redazione cronaca 28/03/2009
Fonte:nolano
di redazione cronaca 28/03/2009
Fonte:nolano
domenica 1 marzo 2009
Violentò una ragazza libero dopo un anno
Imperia, l'aggressione fu brutale. La vittima: "Ora costretta a barricarmi in casa"
L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione
di LUCIA MARCHIO'
IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari.
"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura".
Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla.
Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato.
Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà.
Fonte:repubblica
L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione
di LUCIA MARCHIO'
IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari.
"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura".
Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla.
Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato.
Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà.
Fonte:repubblica
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